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Avant le 2007-12-30

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Damien Rice: Eskimo

Damien Rice: Eskimo
Questa canzone con la guerra non c'entra assolutamente nulla...
provate "lonely soldier" dello stesso damien rice, piuttosto...
(lettore)

Io a volte mi chiedo quanto poco ci vorrebbe, prima di premere il tasto "enter" (o "invio" che dir si voglia), a dare una controllatina a quel che si è scritto. Prima di tutto perché "Lonely Soldier" c'è già, e da tempo; poi perché questa canzone fa parte di una particolare categoria di questo sito, gli Extra delle CCG, che raccoglie, come dice il suo stesso nome, degli "Extra", ovvero dei testi non in stretto argomento con il sito. Insomma, vorremmo consigliare all'amico che si firma "lettore", di leggere un po' meglio, facendogli ovviamente i migliori auguri per un felice anno nuovo [CCG AWS Staff]
30/12/2007 - 20:26
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Sing

Sing
Può starci questa canzone (dall'album "Songs of mass destruction" del 2007, in duetto con Madonna) nel percorso sulla violenza sulle donne?
(This is a call for the national implementation
(continuer)
envoyé par Renato Stecca 30/12/2007 - 15:02
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Bomba

Bomba
Un nuovo brano esplosivo dello storico gruppo demenziale toscano. Ho amorevolmente trascritto il testo all'ascolto.
Bomba
(continuer)
envoyé par Lorenzo Masetti 30/12/2007 - 12:49
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Woman On The Tier (I'll See You Through)

Woman On The Tier (I'll See You Through)
Cinque secondi
di Igiaba Scego

Morirò tra cinque secondi.
Non mi hanno detto come.
Hanno solo riso. Denti sporchi. Cariati.

Morirò tra quattro secondi.
Hai ucciso un uomo mi hanno detto.
Lo abbiamo trovato sepolto nella sabbia.
Sabbia. Mare. Sono mille anni che non vedo il mare.
Mi chiedo se è cambiato. Se ha sempre quel sapore assurdo di sale.

Morirò tra tre secondi.
Non ho ucciso nessuno.
Mi credi?
Scappavo. Mille anni fa.
Mi hanno legata.
Stuprata.
Le negre, mi hanno detto, hanno i capelli crespi e la figa gigante.
Non ho controllato.

Morirò tra due secondi.
Mi hanno processata.
Imprigionata.
Seviziata.
Poi stranamente abbandonata.
Il giorno della sentenza ho cagato.
Fino a star male. Fino a soffrire.
Pesanti mattoni ho cagato.
Pazza negra mi ha detto l'avvocato.
Il pazzo era lui, non ha voluto capire.
Ho cagato speranze.
Possibile che tu non abbia saputo vedere?

Morirò... (continuer)
daniela -k.d.- 30/12/2007 - 10:34
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Parole sante

Parole sante
Dal blog di Ezio Palabrasenelviento una poesia di Vivian Lamarque

Auspicando la sparizione di mano d’opera per la professione

Se questo lavoro di datore di morte
Di accompagnatore di ultimi corridoi
Di sdraiatore su lettini
Di legatore di lacci
Di guardatore di orologi
Di schiacciatore di pulsanti
Se questi lavoratori di datori di morte
Che si alzano alle sette
E si lavano
E si vestono
E mangiano due uova
E accompagnano i figli a scuola
E poi vanno al lavoro di datori di morte
Se questi datori di morte
Entrati nel portone
Procedessero a gambero
E tornassero nella scuola dei figli per riprenderseli
E a casa per vomitare due uova
E svestirsi
E slavarsi
E coricarsi
E si addormentassero
Si addormentassero fino alle sette di ieri
Fino al risveglio di cambiare lavoro.
daniela -k.d.- 30/12/2007 - 10:28
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La zolfara

La zolfara
[1959]
Testo di Michele L. Straniero
Musica di Fausto Amodei

Album: Le canzoni della malavita 2

Riprendiamo il testo da Canti di lotta, dove però la canzone è indicata erroneamente come anonima.


Il disastro minerario di Gessolungo del 12 novembre 1881

Premessa
"Nel giorno 12 Novembre 1881 la città di Caltanissetta venne funestata da grave disastro.
Un disastro di gas, scoppiato alle ore del 6 del mattino nella miniera di Gessolungo, cagionava la morte a 66 degli operai addetti alla estrazione dello zolfo e più che 40 ne rendeva inagibili al lavoro.
Cento e più famiglie rimasero nel letto e nella miseria."
Queste le parole di inizio della "RELAZIONE del COMITATO DI SOCCORSO pe' danneggiati di GESSOLUNGO".
Gli zolfatai convivevano con la paura della morte, con la possibilità di non ritornare a casa la sera e gli infortuni erano "messi a conto".
Talvolta gli infortuni avevano conseguenze... (continuer)
Otto sono i minatori
(continuer)
envoyé par Riccardo Venturi e Daniela k.d. 29/12/2007 - 23:54
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Vitti na crozza

Vitti na crozza
Ho letto con interesse gli interventi di Elvira da Parma, nonchè la domanda: perchè questa canzone interessa tanto?
A mio modesto parere, la canzone interessa per due motivi:
- E'un documento storico scritto dal popolo che subisce gli eventi, quindi utile per capire la storia e riscriverla ignorando la storia ufficiale scritta dai vincitori. In pratica questa ballata popolare dimostra che la Sicilia è stata sempre "liberata" da chi l'ha conquistata, ma il popolo, la povera gente, ha solo cambiato il padrone per cui sgobbare (ricordate il 1860 e Bronte!). Parlo della Sicilia a causa della canzone, ma altrove è avvenuta la stessa cosa, basta cercare per trovare canzoni simili.
- E'una valida testimonianza di come si dimentica la storia patria in uno stato unitario la cui cultura ufficiale è impostata sull'annullamento delle realtà precedenti.
Infatti la canzone dei solfari e dei braccianti... (continuer)
Bafurno Salvatore 29/12/2007 - 22:21

We Agree, But We Shall Wait !

Il n'est pas le moment.
(continuer)
envoyé par C.Viadel 29/12/2007 - 22:20

Vanished Nightmare

For wars as The Vietnam War.
With the sinner tongue of politicians
(continuer)
envoyé par C.Viadel 29/12/2007 - 20:48

Southern Jailhouse

Miss Rose Parks and Emmett Till
(continuer)
envoyé par C.Viadel 29/12/2007 - 20:15

Waking Up

Waking Up
Album "Berlin HI-FI"
In the morning waking up
(continuer)
29/12/2007 - 19:23
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Fagioli 'olle 'otenne

Fagioli 'olle 'otenne
Caro Riccardo
é un pelo che me lo 'hiedo anch'io, cosa ci fo' qui, tu sapessi che nostalgia...comunque non sono solo, ne conosco anche altri livornesi che abitano a Gorizia, ci saremo piovuti in qualche modo, la vita ci porta dove meno ce lo aspettiamo e molte volte è quasi impossibile (per via dei figlioli, gli affetti) ritornare nella propria terra. Non sono Livornese io sono nato a Firenze, ma avevo solo 6 mesi quando da sfollati siamo venuti a Livorno io sono del '44 e poi Via del Leone, Borgo Cappuccini, Scali delle Macine (Villa Triste era chiamata l'agglomerato di famiglie, sfrattate o senza una casa) Coteto insomma ho girato un pò tutta Livorno nei 16 anni che ci ho vissuto. I più belli della mia vita anche se pieni zeppi di povertà. Ti ringrazio Riccardo per l'attenzione che mi hai riservato e ti auguro di tutto cuore tante cose, tutte quelle che vorresti ma più che altro quella... (continuer)
Valter Lauri 29/12/2007 - 18:38
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Soldier's Last Letter

Soldier's Last Letter
L'ULTIMA LETTERA DI UN SOLDATO
(continuer)
envoyé par Kiocciolina 29/12/2007 - 18:30

Song for Chile

Song for Chile
CANZONE PER IL CILE
(continuer)
envoyé par Kiocciolina 29/12/2007 - 18:08
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Cake Parade

Cake Parade
Album: "Places" (2007)
The sun is up looks like a perfect day
(continuer)
29/12/2007 - 16:32
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After The Revolution

After The Revolution
DOPO LA RIVOLUZIONE
(continuer)
envoyé par Kiocciolina 29/12/2007 - 15:11
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Tant qu'il y a des Pyrénées

Tant qu'il y a des Pyrénées
Paroles de Georges Brassens
Musique de Georges Brassens
Arrangements et interprétation de Jean Bertola
Testo di Georges Brassens
Musica di Georges Brassens
Arrangiamenti e interpretazione di Jean Bertola


Tant qu'il y a des Pirénées… ("finché esistono i Pirenei…") è un vecchio detto francese che segna, in modo "rassicurante", e forse anche un po' razzista, la separazione tra la Francia e la Spagna, tra due "mondi" vicini e lontanissimi al tempo stesso; e già dal titolo, si può vedere che questa è una canzone (volutamente) controversa, in pieno "stile Deux oncles"; ma, a differenza di quest'ultima, Brassens la lasciò in un cassetto fino all'ultimo, con la musica già composta, non decidendosi mai né a inserirla in un album, né a eseguirla in pubblico. Temeva, forse a ragione, di scatenare l'ennesimo putiferio; e ce ne sarebbe stato ben donde.

Inutile ripetere per l'ennesima volta la... (continuer)
Frapper le gros Mussolini,
(continuer)
envoyé par C.viadel 28/12/2007 - 19:03
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Stranizza d'amuri

Stranizza d'amuri
Le lacrime scorrono ancora calde dal mio viso di eterno bambino. Penso alla mia più grande stranizza d'Amuri chiamata Paola! Un amore impossibile ma ancora vivo nel mio cuore.Grazie Battiato!! Da oggi grazie alla tue parole so di non essere solo.......Viva l'Amore anche se impossibile.....Vive la stranizza d'amori!!!!!
Gennaro 28/12/2007 - 16:40
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Let Us Praise The Masters Of Slow Death

Let Us Praise The Masters Of Slow Death
[1991]

Album: Plague Mass (1984 End of the Epidemic)

Lyrics and Music by Diamanda Galás
Testo e musica di Diamanda Galás

Una canzone che, nella lotta senza quartiere che Diamanda Galás conduce contro l'AIDS e soprattutto contro i sistemi di potere e economici che ne hanno decretato la diffusione, tocca dei temi assai vicini a quelli del nostro sito. Un titolo assolutamente stupendo per un testo stupendo. [CCG/AWS Staff]
What Sympathy in Death discloses
(continuer)
envoyé par AWS Diamanda Galás Fan Club 28/12/2007 - 15:07
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Manhattan Kaboul

Manhattan Kaboul
Joan Baez ha cantato (in francese!) la canzone di Renaud durante il suo recente tour europeo.
28/12/2007 - 14:46

Time Our Wicked Home

Mon email è cviatren@hotmail.com
Time has lived inside a swamp
(continuer)
envoyé par Carles Viadel 28/12/2007 - 13:08
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La licenza

anonyme
La licenza
PORTANTINA
(continuer)
27/12/2007 - 19:05
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Mississippi Goddam

Mississippi Goddam
(con alcuni interventi di Francesco Senia)
27 dicembre 2007
QUELL'INFETTO SCHIFO DEL MISSISSIPPI
(continuer)
27/12/2007 - 17:26

Is There Any Free Place?

Is There Any Free Place?
Version française de Carles Viadel Mestre
EST-CE QU'IL Y A UNE PLACE LIBRE?
(continuer)
envoyé par Carles Viadel 27/12/2007 - 14:36

Qu'est-ce que nous ferons?

Un romance pendant les deux guerres mondiales et l'époque d'entre guerres.
Qu'est-ce que nous ferons?
(continuer)
envoyé par C.Viadel 27/12/2007 - 13:13
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Les collines de Rabiah

Les collines de Rabiah
Ho scoperto in questa notte Santa questa magnifica canzone e me ne sono innamorato x l'intensità delle parole e per la musica che strazia il cuore. Ho rivolto il mio pensiero a tutte le vittime innocenti delle guerre e ho pianto lacrime di sangue, come da tempo non mi accadeva. Complimenti Adamo! By Marco
Marco Pestarino 27/12/2007 - 03:53




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