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Auteur Michel Sardou

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Amarti e poi morire

Amarti e poi morire
1971
Testo di Daniele Pace, Giancarlo Bigazzi
Musica di Jacques Revaux

La canzone è una cover di La maladie d'amour di Michel Sardou, diversamente da altre canzoni più "impegnate" divenute in italiano delle canzonette d'amore, questa diventa in italiano una canzone d'amore per il soldato che parte in guerra, un grande topos, da "Addio mia bella addio" in poi
"Perchè, perchè amarti e poi morire?"
(continuer)
envoyé par Dq82 26/1/2018 - 16:13
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Verdun

Verdun
[1979]
Parole e musica di Michel Sardou
Nel suo disco intitolato “Sardou”, ma meglio conosciuto come “Verdun”

Verdun, dipartimento della Mosa, regione della Lorena.
Qui, da febbraio a dicembre del 1916, ebbe luogo una delle battaglie più feroci della Grande Guerra (e di sempre). Alla fine della carneficina si contarono quasi un milione di morti.
L’autore lamenta che l’ecatombe di Verdun sia una pagina di storia dimenticata, “un vecchio che passa”, al pari di eventi antichissimi, come la battaglia di Melegnano del 1515 (tra Francia e ducato di Milano), ma anche più recenti, come la Resistenza (e qui Sardou fa esplicito riferimento al Chant des Partisans, e non so se ironicamente, visto che lui non è stato certo un artista di sinistra…)
Pour celui qui en revient,
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 21/11/2014 - 13:38
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J'accuse

J'accuse
‎[1976]‎
Parole e musica di Michel Sardou
Album “La vieille”‎

Come spiegato nell’introduzione a L'officier des chansons de Sardou di Francesca Solleville, all’uscita di questo suo album ‎Michel Sardou fu letteralmente crocifisso dalla gauche francese che lo bollò come reazionario e ‎fascista, arrivando qualcuno addirittura a piazzare una bomba in un locale di Bruxelles dove l’artista ‎doveva esibirsi… E tutto per via di canzoni come questa, a mio avviso, tutt’altro che reazionaria e ‎pure antimilitarista (“Accuso gli uomini di essere bestie e cattivi, animali che marciano al passo dei ‎reggimenti…”) ma forse non gradita alla sinistra perché non se la prendeva con Padroni & Capitale, ‎il nemico per antonomasia, ma con l’intero genere umano.‎
Nello stesso disco “Le temps des colonies”, una canzone che fu presa per celebrazione nostalgica ‎dell’epoca del colonialismo e che invece mi... (continuer)
J´accuse les hommes, un par un et en groupe.
(continuer)
envoyé par Dead End 6/12/2012 - 09:46

L'officier des chansons de Sardou

L'officier des chansons de Sardou
‎[1977]‎
Parole di Pierre Grosz ‎
Musica Gilbert Sigrist
Album “Francesca Solleville 77”‎

Nel 1976/77 la gauche francese e tutta la sua stampa e tutti i suoi artisti si scagliarono in una ‎campagna senza precedenti contro Michel Sardou, additato come fascista per aver ‎proposto brani come “Le temps des colonies”, tacciato di filocolonialismo, e “Je suis pour”, in cui ‎Sardou racconta di una madre che si augura il patibolo per chi le ha assassinato il figlio, canzone ‎che fece dell’artista un riferimento per quanti erano favorevoli (all’epoca c’era in Francia un gran ‎dibattito sul tema) al mantenimento della pena di morte, che fu poi eliminata dall’ordinamento nel ‎‎1981 (le ultime sentenze furono eseguite nel 1977).‎
Sardou fu oggetto di una campagna di stampa ferocissima che sfociò persino nella costituzione di ‎un “comité anti-Sardou”, occupato a disturbare i suoi concerti, nella... (continuer)
L'officier ruminant ses campagnes héroïques
(continuer)
envoyé par Dead End 5/12/2012 - 15:48
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L'America

L'America
Canzone di Michel Sardou, un artista sempre al centro di polemiche, variamente accusato nel tempo di essere sessista, omofobo, fascista ecc. ecc. e attaccato spesso da sinistra e pure da destra. La canzone che segue (1967, musica di Guy Magenta) fu condannata a sinistra, perchè filoamericana in un momento in cui divampava la guerra in Vietnam, e a destra, perchè i gaullisti la ritennero un oltraggio alla resistenza francese.

LES RICAINS

Si les Ricains n'étaient pas là
Vous seriez tous en Germanie
A parler de je ne sais quoi,
A saluer je ne sais qui.

Bien sûr les années ont passé.
Les fusils ont changé de mains.
Est-ce une raison pour oublier, dis,
Qu'un jour on en a eu besoin?

Un gars venu de Géorgie
Qui se foutait pas mal de toi
Est venu mourir en Normandie,
Un matin où tu n'y étais pas.

Bien sûr les années ont passé.
On est devenus des copains.
A l'amicale du fusillé,
On... (continuer)
Bartleby 30/1/2012 - 15:46
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Le rire du sergent

Le rire du sergent
‎[1971]‎
Album “Olympia 71”‎
Parole di Michel Sardou e Yves Dessca
Musica di Jacques Revaux

Dans Le Rire du sergent, un jeune conscrit semble se moquer de son sergent ‎homosexuel qui a obtenu ses galons en cédant aux avances du «capitaine des dragons». La chanson, ‎antimilitariste à la base, a été perçue à l'époque comme homophobe. Ce que Sardou démentira en ‎chanson, en interprétant Le Privilège, une chanson qui évoque les sentiments douloureux d'un jeune ‎garçon qui peine à assumer son homosexualité.‎
Dans son autobiographie, Et qu'on n'en parle plus, parue 2009, Michel Sardou donne une autre ‎vision de la chanson : […]au moment de déclarer ma profession, j'annonçai "artiste" et, ‎comme partout, lorsqu'on est artiste et un artiste inconnu, on fait forcément un métier de pédé. […] ‎Vous savez maintenant que le "Rire du sergent" n'était ni une attaque, ni une revanche. Le "pédé", ‎c'était moi.‎
‎(fr.wikipedia)

Je suis arrivé un beau matin du mois de mai
(continuer)
envoyé par Bartleby 20/10/2011 - 10:46
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La marche en avant

La marche en avant
(1973)

Nonostante Sardou sia storicamente stato considerato un cantante di destra (prealtro lui ha sempre smentito, definendosi una volta "un anarchico che ha il torto di non pensare a sinistra") in certe canzoni, come questa, della prima metà degli anni settanta, si dimostra ferocemente anti-militarista.
Tambour-major vous m'entendez
(continuer)
envoyé par Paolo Sirotto 25/10/2009 - 22:54
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La bataille

La bataille
[2000]
Testo di Didier Barbelivien
Musica di Michel Fugain

Paroles de Didier Barbelivien
Musique de Michel Fugain

Dall'album "Français"
D'après l'album "Français"
On est parti pour la bataille
(continuer)
envoyé par Riccardo Venturi 1/11/2005 - 13:15




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