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Auteur León Gieco

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Soles y flores

Soles y flores
(2022)
con Lila Downs
Dal disco «El hombrecito del mar» del 2022
Letra: León Gieco
Música: Luis Gurevich

“Soles y Flores, nació de una imagen muy concreta, cuando las Madres entraron a la Ex-Esma (centro clandestino de detención de personas en Buenos Aires en época de la dictadura), prometieron llenar ese lugar de soles y flores para poner mucha vida en un lugar de tanta muerte.

Y siempre pensé grabarla con Lila Downs, porque me encanta su voz, por lo que representa, y porque sabe de los dolores de su pueblo, del nuestro y de toda América…, me hace muy feliz que haya aceptado”
León Gieco

“Soles y Flores, nasce da un'immagine ben precisa, quando le Madri di Plaza de Mayo sono entrate nell'Ex-Esma (centro di detenzione clandestino per persone a Buenos Aires ai tempi della dittatura), promisero di riempire quel luogo di soli e fiori in modo da portare molta vita in un luogo che aveva... (continuer)
Las cosas que están muy mal, que hieren y lastiman
(continuer)
envoyé par Lorenzo 19/1/2023 - 22:48
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Todo se quema

Todo se quema
Scritta nel 2020 e pubblicata come singolo nel 2021
Dal disco «El hombrecito del mar» del 2022
Letra: León Gieco
Música: Luis Gurevich

feat. Jaime López
Batería: Vinnie Colaiuta
Hemos visto borrar de un plumazo a un pueblo
(continuer)
19/1/2023 - 22:32
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Mataron a un maestro (Chacarera a Carlos Fuentealba)

Mataron a un maestro (Chacarera a Carlos Fuentealba)
[2007]
Parole e musica di Gustavo Lubián, musicista argentino che ha fatto parte per anni della formazione di León Gieco

Dopo Queriendo atrapar el viento (A Carlos Fuentealba), un'altra canzone in morte (in vita!) di Carlos Fuentealba (1966-2007), insegnante, sindacalista e militante socialista, assassinato a sangue freddo da un poliziotto, tal José Darío Poblete, durante una manifestazione nell'ambito di uno sciopero dei docenti nel dipartimento andino di Neuquén. I manifestanti avevano attuato un blocco stradale ma erano stati indotti a rimuoverlo dalle soverchianti forze di polizia intervenute nella repressione. Mentre gli scioperanti si ritiravano, chi a piedi chi in auto, alcune camionette della polizia, senza nessuna ragione, bloccarono il corteo. Carlos Fuentealba si trovava sul sedile posteriore di un'auto quando José Darío Poblete, agente dei gruppi antisommossa, appoggiò il... (continuer)
En el sur los arrayanes
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 22/10/2017 - 16:48
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Fuego en Anymaná

Fuego en Anymaná
[1972]
Versi di Armando Tejada Gómez (1929-1992), importante scrittore, poeta e cantautore argentino, uno dei fondatori del “Movimiento del Nuevo Cancionero” nell'Argentina dei primi anni 60.
Musica di César Isella, nel suo disco con Los Trovadores intitolato “A José Pedroni (El regreso del juglar)”, dedicato ad un altro noto poeta argentino, José Bartolomé Pedroni Fantino (1899-1968)
Testo trovato su Cancioneros.com

Interpretata più volte da Mercedes Sosa (a cominciare dal disco “A quién doy” del 1980) e poi anche dal Cuarteto Zupay, León Gieco e Abel Pintos, tra gli altri.



Benchè lo scrittore, poeta e cantautore argentino Armando Tejada Gómez (1929-1992) sia considerato una delle figure più rilevanti della cultura argentina del 900, fino ad oggi non era mai stato inserita sulle CCG/AWS la sua scheda biografica, cioè non aveva ancora quel rilievo d'autore che invece gli spetta.... (continuer)
Dicen que yo, de solo estar
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 29/9/2017 - 22:26
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Nosotros nos quedamos (o Elogio de la culpa)

Nosotros nos quedamos (<em>o</em> Elogio de la culpa)
[1982]
Versi di Armando Tejada Gómez (1929-1992), grande scrittore e poeta argentino, nella raccolta intitolata "Bajo estado de sangre" (1986), dove la poesia è intitolata "Elogio de la culpa".
Musica di León Gieco
Nel quarto album della sua raccolta intitolata “La historia esta”, 1998
Testo trovato su Cancioneros.com
Nosotros nos quedamos
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 29/9/2017 - 14:08
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Sueño con serpientes

Sueño con serpientes
[1974]
Parole e musica di Silvio Rodríguez
L'introduzione parlata è la versione spagnola di una strofa dalla “Kantate zu Lenins Todestag”, la “Cantata in morte di Lenin” di Bertolt Brecht e Hanns Eisler.
Nell'album di Silvio Rodríguez intitolato “Días y flores”, pubblicato nel 1975
Interpretata anche da Luis Eduardo Aute, Mercedes Sosa, León Gieco e Los Bunkers
Testo trovato su Cancioneros.com

Sul sito carusopascoski trovo una bella descrizione di questa canzone, messa in relazione con il 25 aprile e con Stefano Giaccone e i suoi Franti, mitico gruppo hardcore folk torinese degli anni 80:

Qui la storia di una delle più belle canzoni antifasciste che conosca, sulla forma più subdola e pericolosa di fascismo che si insinua anche nelle più celebrate democrazie: l’imperialismo. Buona liberazione!

Un pomeriggio d’estate, in un prato fresco dietro a una casa di campagna, ho ascoltato con... (continuer)
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 28/2/2017 - 22:54
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La balsa

La balsa
[1967]
Scritta da José Alberto Iglesias, in arte Tanguito, e Litto Nebbia, membro fondatore de Los Gatos, gruppo precursore del rock argentino.
Il testo fu ispirato a Tanguito dall’ascolto de “La barca” del cantautore portoricano José Feliciano.
Del brano esistono due versioni originali, quella più “exitosa” de Los Gatos, esplosa come una bomba nel 1967, e quella più intima, improvvisata con la sola chitarra, che Tanguito registrò nel 1969 o 1970 e che fu pubblicata solo dopo la sua tragica morte (sopravvenuta dopo una tragica vita) nel 1973, nell’LP intitolato “Tango”.



All’inizio ho pensato di proporre questa canzone epocale, il primo grande successo del rock argentino, come Extra, solo per il fatto che è l’unico titolo citato da León Gieco nel suo poema narrativo “rap” Los Salieris de Charly. Ma già questo ne fa qualcosa di eccezionale, al di là del testo.
E poi ho ascoltato la... (continuer)
Estoy muy solo y triste acá en este mundo abandonado [orig de mierda]
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 20/3/2016 - 23:06
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Gira y gira

Gira y gira
[1992]
Parole e musica di León Gieco
Nell’album intitolato “Mensajes del alma”.
Interpretata anche dalla Negra Mercedes Sosa. La canzone è contenuta nell’ultimo album postumo, “Lucerito”, pubblicato nel 2015 ma registrato nel 2000.




“Sole mi stai proteggendo in questo tempo uguale a quelli passati... Gira e gira la vita, gira e gira la storia, hanno ammazzato tanta gente e oggi la menzogna è la stessa per giustificarlo...”
Gira y gira la vida
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 20/3/2016 - 18:32
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Los Salieris de Charly

Los Salieris de Charly
[1992]
Parole e musica di León Gieco
Nell’album intitolato “Mensajes del alma”.

Come già La memoria e tante altre canzoni di León Gieco, anche questa è un’epopea, un poema narrativo di un’epoca sordida, l’ennesima per un’Argentina ancora alle prese con gli spettri (piuttosto concreti) della dittatura sanguinaria conclusasi nel 1982-83. Il punto di vista è quello del cantautore e dei suoi amici musicisti, tutti in qualche modo debitori e modesti allievi dell’innarivabile maestro Charly García, così come si dice (ma sarà poi vero?) che Antonio Salieri lo sia stato di Wolfgang Amadeus Mozart.

Una canzone di feroce protesta da parte di un gruppo di artisti che hanno molto da dire perchè nel decennio precedente hanno dovuto mangiare morte e silenzio, e sono sopravvissuti, ed ora sono costretti ad assistere allo stupro della memoria, all’insulto a tutti quei morti desaparecidos e assassinati,... (continuer)
Somos campesinos de la raza de altroque
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 20/3/2016 - 17:23
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Mensajes del alma

Mensajes del alma
[1992]
Parole di León Gieco
Musica di Luis Gurevich, compositore che ha accompagnato Gieco per quasi 20 anni a partire proprio da “Mensajes del alma”, album cui questo brano dà il titolo.

Una riflessione sull’Argentina dei primissimi anni 90 - quella del “menemismo”, delle privatizzazioni selvagge, della corruzione, dei ricchi sempre più ricchi e dei poveri sempre più poveri, dell’impunità dei carnefici della dittatura,... - alla luce della tragedia avvenuta solo pochi anni prima, quando la vita e la morte di ogni argentino erano nelle mani di gente come Alfredo Astiz - l’“Ángel rubio de la muerte” dell’ultima strofa - il torturatore ed assassino dell’ESMA che oggi per fortuna è rinchiuso in galera a vita (in buona compagnia di molti altri suoi colleghi, come Jorge "El Tigre" Acosta, Antonio Pernías, Oscar Montes, Raúl Scheller, Ricardo Cavallo, Alberto González, Néstor Savio, Adolfo Donda,... (continuer)
En mi país por año hay 15 mil chicos que vuelan
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 19/3/2016 - 21:05
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El Fiscal Nisman

El Fiscal Nisman
[2015]
Parole e musica di Mauro Lecornel, musicista argentino originario di Rufino, Santa Fe

Beh, non siamo certo qui al livello artistico di un León Gieco o di un Charly García, però questa grezza cumbia popolare è quanto di più recente, musicalmente parlando, sulla misteriosa morte di Natalio Alberto Nisman, il procuratore generale che si è occupato delle complesse indagini sull’attentato contro l'Asociación Mutual Israelita Argentina (A.M.I.A.) avvenuto il 18 luglio 1994 a Buenos Aires, quando un'auto carica di esplosivo fu fatta saltare in aria davanti alla sede dell’associazione ebraica, uccidendo 86 persone, il più grave atto terrorista contro una comunità di religione ebraica dalla fine della seconda guerra mondiale.

Come sappiamo, lo scorso 18 gennaio, alla vigilia della sua comparizione al Congresso per esplicitare i risultati dell’inchiesta, Nisman è stato trovato morto nel suo... (continuer)
Él es Nisman
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 19/2/2015 - 14:33
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El imbécil

El imbécil
‎[1997]‎
Parole di León Gieco
Musica di Eduardo Rogatti
Nell’album intitolato “Orozco”‎
Sos de los que quieren que los chicos estén
(continuer)
envoyé par Bernart 14/11/2013 - 15:47

Sólo le pido a Dios e una cover che non ti aspetti

Antiwar Songs Blog
Sólo le pido a Dios e una cover che non ti aspetti
Scrive Mercedes Sosa, storica interprete di Sólo le pido a Dios, di Leon Gieco: Sólo le pido a Dios, di León Gieco, è la canzone che non passerà mai di moda: è un tema di sempre e per sempre e un successo internazionale con parole che dobbiamo tutti tenere molto presenti, soprattutto quando dicono: solamente […]
Antiwar Songs Staff 2013-09-17 12:10:00
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Yo soy Juan

Yo soy Juan
"Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c'era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all'uomo, dall'uomo al maiale e ancora dal maiale all'uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due."

Che delusione tornare a casa e scoprire che c'e' una nuova dittatura, che nel 2013 il vero rivoluzionario e' ancora quello che muore in battaglia perche' quello che la vince si trasforma in dittatore.Eppure Orwell l'ho letto da piccola...mi sembrava di aver imparato...invece mi sento come se avessi alzato il pugno e quello stesso pugno mi avesse colpito in faccia.
marcia 9/7/2013 - 19:02
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Hombres de hierro

Hombres de hierro
UOMO DI FERRO
(continuer)
envoyé par andrea 21/3/2013 - 22:21
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Fachos

Fachos
‎[2011]‎
Scritta da León Gieco con Claudio Moglia
Dall’album “El desembarco”‎

Un bilancio di vita del grande cantautore argentino, perennemente e nonostante tutto sempre in lotta ‎
contro l’oppressione, gli abusi del Potere e dei suoi sgherri, i grandi trafficanti, i genocidi, i ‎dittatori, i fascisti che allora (quelli che bruciarono i libri, quelli che uccisero Víctor Jara e Garcia ‎Lorca) come oggi (penso – per dirne solo due - ai disastri delle guerre americane in Iraq e ‎Afghanistan, alla ferocia di Bashar al-Asad sul proprio stesso popolo…) insozzano il mondo: ‎‎“Fascisti brutti e luridi vanno combinando disastri in tutti gli angoli della Terra. Sangue, ‎solitudine e morte ovunque, la moneta corrente…”‎

‎[Página/12] - Otra de las nuevas canciones, “Fachos”, también recoge esa idea: ‎un pueblo que lleva el nombre de un represor.‎

‎[Gieco] – La letra dice: “El pueblo se llama como... (continuer)
Tengo la vida que cuelga de un hilo,
(continuer)
envoyé par Dead End 19/3/2013 - 11:21
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No existe fuerza en el mundo

No existe fuerza en el mundo
‎[1985]‎
Parole e musica di Gustavo Santaolalla.‎
Dal disco “De Ushuaia a La Quiaca, vol 1”, con Gustavo Santaolalla (1951-), compositore, ‎musicista e produttore musicale argentino, vincitore di due Oscar per le colonne sonore di ‎‎“Brokeback Mountain” di Ang Lee (2006) e di “Babel” di Alejandro González Iñárritu (2007).‎
Testo trovato su Cancioneros.com

No existe fuerza en el mundo
(continuer)
envoyé par Dead End 19/3/2013 - 09:31
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Soy un pobre agujero

Soy un pobre agujero
‎[1981]‎
Parole e musica di León Gieco
Album “Pensar en nada”‎
Testo trovato su Cancioneros.com

Una canzone di denuncia dello stato dell’Argentina scritta in piena dittatura e per questo piuttosto ‎criptica e metaforica, ma chiara.‎
‎“Sono un povero buco”, junto a “Canción de Alicia en el país” de Serú Girán y Carta de un león a otro de Juan Carlos Baglietto, es ‎una de las grandes canciones metafóricas que habla de la realidad social durante la última dictadura ‎argentina. (es.wikipedia)‎
Me pueden mirar de arriba hacia abajo
(continuer)
envoyé par Dead End 18/3/2013 - 15:01
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Esos ojos negros

Esos ojos negros
‎[1985]‎
Parole e musica di León Gieco
Dal disco “De Ushuaia a La Quiaca, vol 1”, con Gustavo Santaolalla (1951-), compositore, ‎musicista e produttore musicale argentino, vincitore di due Oscar per le colonne sonore di ‎‎“Brokeback Mountain” di Ang Lee (2006) e di “Babel” di Alejandro González Iñárritu (2007).‎

Una canzone di “fine dittatura”…‎



Gli occhi neri sono quelli di Jorge Rafael Videla, il principale esponente della giunta militare ‎argentina al potere tra il 1976 ed il 1983, quegli occhi che mentre guardavano le partite dei ‎Mondiali di calcio portavano impresso sulla retina le immagini del massacro di un’intera ‎generazione di argentini … ‎
Solo recentemente, nel 2010, il popolo argentino è riuscito a “poner llave” e ad “encierrar” ‎definitivamente il vecchio e mai pentito dittatore ed assassino di massa, che alla lettura della ‎sentenza ha dichiarato: “Quella che abbiamo... (continuer)
Esos ojos negros que miraban
(continuer)
envoyé par Dead End 18/3/2013 - 14:39
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Yo vengo a ofrecer mi corazón

Yo vengo a ofrecer mi corazón
‎[1985]‎
Parole e musica di Fito Páez
Dall’album “Giros”‎

La fine della dittatura e la necessità di darsi da fare per ricostruire il paese, la vita, l’amore e la ‎speranza: “Chi ha detto che tutto è perduto? Nonostante tutto il sangue che il fiume si è portato via, ‎io oggi sono qui per offrire il mio cuore…”‎
Una delle canzoni più famose del cantautore argentino, interpretata da Joan Manuel Serrat, ‎‎Pablo Milanés, da Ana Belén, León Gieco, da Víctor Heredia, Judit Neddermann ‎ma soprattutto dalla grande “Negra Sosa”, Mercedes Sosa, che ne fece un suo cavallo di ‎battaglia intitolando così il suo album che uscì quello stesso anno. ‎
‎¿Quién dijo que todo está perdido?
(continuer)
envoyé par Dead End 18/3/2013 - 13:12
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Tema de los mosquitos

Tema de los mosquitos
‎[1978]‎
Album “Cuarto LP”‎

In piena dittatura, León Gieco tentò una provocazione, quella di descrivere il massacro in corso ad ‎opera dei militari e di organizzazioni come la Triple A (Alianza Anticomunista Argentina) senza ‎cadere sotto il maglio della censura, raccontando quel che succedeva come se si trattasse di un ‎epidemia di follia assassina che aveva colpito non gli uomini ma tutte le restanti specie del regno ‎animale… Il regime non se la bevette e censurò comunque la canzone… D’altra parte, quella del ‎caimano che si inghiotte l’uccelletto che fino a poco prima l’ha aiutato a pulirsi i denti era ‎un’immagine piuttosto forte che non lasciava alcun dubbio sulle reali intenzioni di Gieco…‎
El gorrión le quitó la casa al hornero
(continuer)
envoyé par Bartleby 17/2/2012 - 09:03
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Bicentenario (o Canción del Bicentenario)

Bicentenario (o Canción del Bicentenario)
[2011]
Album:El desembarco
Y van dos siglos de sombra y luz,
(continuer)
envoyé par adriana 20/11/2011 - 13:02
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El arrepentido

El arrepentido
IL PENTITO
(continuer)
envoyé par Maria Cristina 10/7/2011 - 16:08
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Chilenos y argentinos

Chilenos y argentinos
[2005]
Album : Por Favor, Perdón y Gracias
Adónde nuestras industrias,
(continuer)
envoyé par adriana 10/4/2011 - 11:22
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De igual a igual

De igual a igual
7 aprile 2011

Si vedano le Note alla traduzione, assolutamente necessarie per la comprensione di questo testo.
DA PARI A PARI
(continuer)
7/4/2011 - 17:49
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Continentes en silencio

Continentes en silencio
7 aprile 2011
CONTINENTI IN SILENZIO
(continuer)
7/4/2011 - 12:16
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Los Guardianes de Mugica

Los Guardianes de Mugica
7 aprile 2011
I GUARDIANI DI MUGICA
(continuer)
7/4/2011 - 02:13
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El ángel de la bicicleta

El ángel de la bicicleta
Jo me pregunto come se puede vivir en un pais donde il pueblo non tiene pelotas para levantar las armas y matar
estos perros asasinos de policia
los argentinos se olvidaron que este es il pais del CHE??????
GIOVANNI 6/1/2011 - 12:12
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Para la vida

Para la vida
PERCHE’ SIA VITA
(continuer)
envoyé par Andrea buriani 31/8/2010 - 17:54
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Kyrie

Kyrie

"Niente e nessuno mi potrà impedire di servire Gesù Cristo e la sua chiesa, lottando insieme ai poveri per la loro liberazione. Se il Signore mi concedesse il privilegio - che non merito - di perdere la vita in questa impresa, io sono a sua disposizione."
Padre Carlos Mugica, 1971.

Carlos Francisco Sergio Mugica Echagüe era un sacerdote impegnato nel "Movimento dei Sacerdoti per il Terzo Mondo" che propugnava il rinnovamento della chiesa cattolica inaugurato dal Concilio Vaticano II. L’analisi di Mugica, e dei preti che come lui negli anni 60 e 70 svolsero la propria missione sacerdotale nelle “villas miseria” e nei barrios operai, era molto semplice: la povertà in cui versa gran parte della popolazione nei paesi del terzo mondo - e non solo - è dovuta al sistema di sfruttamento che le grandi multinazionali attuano con l’avallo ed il sostegno dei governi e delle classi dirigenti nazionali.... (continuer)
Bartolomeo Pestalozzi 26/8/2010 - 10:35
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Gloria

Gloria

"Niente e nessuno mi potrà impedire di servire Gesù Cristo e la sua chiesa, lottando insieme ai poveri per la loro liberazione. Se il Signore mi concedesse il privilegio - che non merito - di perdere la vita in questa impresa, io sono a sua disposizione."
Padre Carlos Mugica, 1971.

Carlos Francisco Sergio Mugica Echagüe era un sacerdote impegnato nel "Movimento dei Sacerdoti per il Terzo Mondo" che propugnava il rinnovamento della chiesa cattolica inaugurato dal Concilio Vaticano II. L’analisi di Mugica, e dei preti che come lui negli anni 60 e 70 svolsero la propria missione sacerdotale nelle “villas miseria” e nei barrios operai, era molto semplice: la povertà in cui versa gran parte della popolazione nei paesi del terzo mondo - e non solo - è dovuta al sistema di sfruttamento che le grandi multinazionali attuano con l’avallo ed il sostegno dei governi e delle classi dirigenti nazionali.... (continuer)
Bartolomeo Pestalozzi 26/8/2010 - 10:33




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