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Prima del 2010-9-29

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Le gorille

complimenti davvero per il sito! è stupendo, trovare poi le varie traduzioni, o meglio, versioni dell canzoni credo che sia una cosa più unica che rara. è un lavoro straordinariamente ben fatto!
natasha 29/9/2010 - 21:41
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S'il pleuvait des larmes

Una poesia scritta da Boris Vian tra il 1950 e il 1954 e inclusa nella raccolta intitolata “Je voudrais pas crever” pubblicata postuma nel 1962.
Musica del pianista Gérard Jouannest, accompagnatore della Gréco e di Jacques Brel.

Dall’album "Gréco 83" del 1983.
Interpretata anche da Pierre Dieghi (1972) e Magali Noël (1989)
S'il pleuvait des larmes
(continua)
inviata da Bartleby 29/9/2010 - 15:53
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Janie's Got a Gun

Dum, dum, dum, honey what have you done?
(continua)
inviata da Mirko 29/9/2010 - 15:38
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Spara

[1999]
Album: Welcome to B.M.

Forse non sarà un capolavoro, ma la metterei ben volentieri fra le fondamentali. Che ne dite?
Quante volte ho chiesto a Dio di fermare la mia mano quando è sul grilletto,
(continua)
inviata da giorgio 29/9/2010 - 15:05
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Jean Misère

Nella penultima strofa si fa riferimento al campo di concentramento di Satory, un quartiere a sud-est di Versailles, dove furono detenuti migliaia di comunardi dopo la repressione della “semaine sanglante” del maggio 1871. Molti di loro morirono lì di fame, malattie o uccisi dalle guardie e furono tutti sepolti in una fossa comune vicino allo stagno della Martinière, dove oggi c’è questa targa che li ricorda.
Bartleby 29/9/2010 - 14:10

J’suis vache

[191?/192?]
Testo trovato qui

Non so bene a quale anno preciso risalga questa dura e divertente requisitoria conto la polizia scritta dallo chansonnier, pittore e anarchico francese Clovis Poirier. Ma Clovys – questo il suo nome d’arte - nato nel 1885 e morto 70 anni dopo, dedicò tutta la vita alla canzone libertaria e tra il 1917 e il 1926 fu l’animatore di una delle ultime “società di canto” di Francia, la famosa ”goguette” rivoluzionaria La Muse Rouge, nata nel 1901 e frequentata pure da Lenin durante il suo soggiorno parigino. E probabilmente questa canzone risale proprio al periodo compreso tra la fine degli anni 10 e la metà dei 20, quando Clovys raccolse il testimone dai precedenti animatori de La Muse Rouge, Léon Israël e Maurice Doublier, entrambi morti nella Grande Guerra.
A ma sortie du régiment
(continua)
inviata da Bartleby 29/9/2010 - 13:52
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Révision

[1900?]
Divertente canzone sulla visita per l’arruolamento militare… “Se non mi hai visto il culo, eccolo qui!”.
Poesia sicuramente autobiografica, visto che proprio all’alba del secolo delle carneficine mondiali il libertario Gaston Couté scampò il servizio militare essendo prima arruolato con riserva e poi riformato…

Interpretata da Marc Ogeret nel suo “Chansons Contre (suite)” del 1980, rieditato in cd nel 1988.
Je suis à poil et cependant
(continua)
inviata da Bartleby 29/9/2010 - 11:37
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Le déserteur

anonimo
Secondo fr.wikipedia, la canzone potrebbe essere originaria della zona di Poitiers e risalire al XVIII° secolo. Sicuramente il testo fu pubblicato nel 1893 sul settimanale anarchico “Le Père Peinard” e l’anno stesso fu interpretata dal giornalista e scrittore umanista/anarchico Victor Barrucand che a Potiers era nato.
Nel 1988 è stata interpretata da Marc Ogeret nel suo “Chansons Contre”.
Bartleby 29/9/2010 - 10:58
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Le conscrit

[1818]
Scritta da Paul Émile Debraux (1798-1831), scrittore, poeta, chansonnier e goguettier francese.
Sull’aria della canzone “La vérité perd ses attraits”
Testo trovato su Chansons historiques de France

Presente nell’album di Ogeret “Chansons contre” del 1988.

Debraux, autore anche della celebre “Fanfan la Tulipe”, ebbe una grande notorietà nella Parigi della Restaurazione e per via delle sue canzoni, spesso concepite nel corso delle riunioni di questa o quella “goguette”, il regime lo perseguitò, arrestò e imprigionò più volte.
La souveraine du Brabant
(continua)
inviata da Bartleby 29/9/2010 - 10:41
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Democracia Virtual

[2006]
Álbum: Maqueta '06
Bastardos uniformados
(continua)
inviata da giorgio 29/9/2010 - 09:17
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La partance

anonimo
[Dopo il 1763]
Testo trovato su Chansons historiques de France.
(Ricontrollato all'ascolto e corretto)

Canzone risalente con ogni probabilità alla fine della “Guerra dei sette anni” combattuta dal 1756 al 1763 tra Gran Bretagna e Francia, da una parte, e tra Austria e Prussia, dall’altra. Una guerra che ebbe un bilancio di oltre un milione di morti e che è da considerarsi la prima vera guerra mondiale giacchè si svolse non solo in Europa ma anche nelle colonie francesi ed inglesi in nord America. Qui, dopo gli iniziali successi, i francesi furono sonoramente sconfitti… Per intenderci, è durante questa guerra che è ambientato il famoso romanzo di James Fenimore Cooper “The Last of the Mohicans”, più volte portato sul piccolo e sul grande schermo, da ultimo il magnifico di Michael Mann nel 1992.
E infatti questa canzone non arriva dalla Francia ma dal Québec ed è da datarsi subito dopo... (continua)
La journée que j'épouse, je reçois commandement
(continua)
inviata da Bartleby 29/9/2010 - 09:13
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S.O.S. Sbirri

[1999]
Album: Welcome to B.M.
La mia è una tribù,
(continua)
inviata da giorgio 29/9/2010 - 09:11
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Ricevi ciò che dai

[2005]
Album: Passione e rabbia
http://garagebmhc.ga.funpic.org/music/pasrab.gif
Non serve, non serve una canzone ancora a sottolinearlo
(continua)
inviata da giorgio 29/9/2010 - 08:39
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Tema 3

As túas palabras
(continua)
inviata da giorgio 29/9/2010 - 08:17
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Kurdistan

Viene la notte e tiene calma la sua anima,
(continua)
inviata da giorgio 28/9/2010 - 17:52
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Vittime

[1999]
Album: Welcome to B.M.
C'è qualcosa di sbagliato al mondo
(continua)
inviata da giorgio 28/9/2010 - 17:33

Il nipote del sessantotto

APPUNTI PER UN NUOVO PARTITO KOLOMBISTA

di

Sifilitico Marx
ART:
(continua)
28/9/2010 - 15:12

Variante su testo di Mao

Io ho perso il mio bonsai
(continua)
inviata da nat 28/9/2010 - 14:50
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Le soldat mécontent

anonimo
Su diversi siti trovo la seguente strofa in più, come quinta:

La campagne, elle est arrivé;
Mon capitaine j’ai tué.
Mon lieutenant et mon sergent s’en doutent.
Soldats et caporaux
L’armée est en déroute.

Mi pare che precisi il senso del brano e, in particolare, della strofa precedente:

La patience que nous perdrons
Si jamais en guerre nous allons.
Ah ! Si jamais nous partons en campagne
De bons coups de fusils
Paieront les coups de cannes.

I soldati, maltrattati dai loro superiori, se verranno mandati in guerra avranno modo di vendicarsi e “dei buoni colpi di fucile saranno la risposta ai colpi di bastone ricevuti”, cosa che puntualmente accade (“Ho ammazzato il mio capitano”). “Coups de cannes” starebbe quindi per “colpi di bastone” e non per “bevute”. In più il riferimento ai bastoni d’ordinanza in dotazione agli ufficiali sposterebbe la datazione della canzone al XVIII° secolo perché è già prima della Rivoluzione che le “cannes” furono abolite…
Bartleby 28/9/2010 - 12:55
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Las manos de Víctor

[2004]
Letra y música: Lizímako
Álbum: Ángeles y Demonios

"A Víctor Jara en su ser lo que tenía que ser"
Las manos de Víctor
(continua)
inviata da giorgio 28/9/2010 - 12:23
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Marseillaise de la Commune

[1871]
Parole di tal Madame Jules Faure, una comunarda.
La musica è ovviamente quella de "La Marseillaise" composta da Rouget de l'Isle nel 1792.

Interpretata da Armand Mestral nell’album collettivo “La Commune en chantant” pubblicato nel centenario della Comune di Parigi.
Français ! ne soyons plus esclaves !
(continua)
inviata da Bartleby 28/9/2010 - 11:03
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Monsieur l'Dauphin pardonne (Les trois dragons)

anonimo
[XVII° secolo]

Testo trovato su Chansons historiques de France

Canzone dei tre dragoni che disertano per fare l’amore e non la guerra.
Beccati, sono condannati all’impiccagione, ma una volta tanto lo storia ha un lieto fine: il Delfino di Francia li perdona un attimo prima di essere appesi.

L'Ammore è ppiù fotte dela Guera!
Nous étions trois dragons
(continua)
inviata da Bartleby 28/9/2010 - 10:38
Percorsi: Disertori
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Las guerras gemelas

[2002]
http://images2.soundclick.com/28/images/l/song/lizimako+lasguerrasgemelas2.jpg
Letra y música: Lizímako
Guitarra (versión acústica): Lizímako
Juego en voces: Elizabeth López
Álbum: Ángeles y Demonios
http://galeon.hispavista.com/colobet/img/CAUFKXE3.jpg

"Vi en directo el ataque a las torres gemelas de Nueva York y sentí una profunda tristeza al
Observar como una pareja saltaba tomada de la mano. Aquellos sucesos agruparon a personas de todo el mundo en torno a la denominada "lucha contra el terrorismo", sin embargo, en la efervescencia del miedo y la propaganda, se olvida comúnmente que el 11-S es una manifestación más, un suceso gemelo de otros que han ocurrido y ocurren a pueblos con menos poder de propaganda y cuyos muertos, por lo tanto, no hemos tenido la oportunidad de llorar".
Desde el estallido, desde el corazón
(continua)
inviata da giorgio 28/9/2010 - 08:22
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When Hate Becomes Commonplace

Album: "God is dead and we survive"

War, terrorism, and suicide bombers dominate the news. It is hard not to be overwhelmed by despair; or worse, reduced to apathy; the real harbinger of the apocalypse.

This song is our clarion call: “When hate becomes commonplace, it is time to change the human race.” Act now; or forever wish for peace.

(Paul Abramson)
Terrorist threat is everywhere.
(continua)
inviata da Paul Abramson 27/9/2010 - 23:04
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Cosa resta

da "Rootz" (2010)

"È la fotografia di ciò che ci circonda" spiega Bunna, il cantante degli Africa Unite, "giorno per giorno ci stanno togliendo i diritti nei posti di lavoro, nelle scuole, ma nessuno sembra avere la forza di reagire. Ci si abitua a questa lenta asfissia di libertà, non succede nulla, sembra tutto normale e invece non lo è affatto. Ma c'è un problema di fondo, sarebbe importante e necessario informarsi, mentre oggi l'informazione è veicolata dagli strumenti di consenso delle tv nelle mani della politica. Giovani con la voglia di nuovo ce ne sono, anche ai nostri concerti. Ma la maggioranza vive nell'inconsapevolezza".
non si muove foglia, ma tira brutta aria
(continua)
27/9/2010 - 09:55
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Russian Dolls

[2007]
Lyrics & music by Michel Griffin
Vocal harmonies by Maryline Dumont.
Album: Russian Dolls

A song about power, greed, deception and violence. Maybe one day we'll learn to live in peace, content with our lot. Till then, we're hostage to the greedy with the guns.

"The song began with its second line, which came to me as I was lunching with my wife in a sleepy little riverside restaurant in the north of Spain. I happened to glance out of the window and saw 2 Mercedes following each other like sleek sharks along the water's edge.

But I'd been wanting to write about the relationship between greed, power, violence and media-control for some time. The Russian Doll was a natural image, that came to me again by chance: the previous day I'd seen a lovely set of dolls at my brother-in-law's.

It took a long time to get the chorus as I wanted it. I finally finished the song in Yorkshire, 4 months after I'd begun it".
There's blood upon the pavement, there's a scuffle on the ledge;
(continua)
inviata da giorgio 27/9/2010 - 08:34
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Sport Futility Vehicle Tango

[2003]
Lyrics by Dave Lippman, sung to the tune of "I Like to Be In America", "Why Can't We Be Friends", "8 Miles High", "Imagine", "12 Days of Christmas", "Auld Lang Syne"
Album: Singing CIA Agent George Shrub Live in Manhattan

"The war in Iraq isn't about oil... It's about something much deeper, something that derives from our Western values. I speak, of course, of gasoline".
(I Like to Be In America):
(continua)
inviata da giorgio 27/9/2010 - 08:24
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Downward Hostility

[1995]
Lyrics & Music by Carl E. Gunther

This song describes how people who are being oppressed are sometimes manipulated into directing their rage at others even worse off than themselves, rather than trying to throw off the shackles of their oppression. It was inspired by a remark made by Eric Mann, founder and director of the Labor/Community Strategy Center(http://www.thestrategycenter.org/), to the effect that instead of upward mobility, today we have downward hostility. Which is to say that people whose futures have been damaged or destroyed sometimes direct their rage at others even worse off than themselves, rather than dealing with those who are responsible for their own oppression.

Racism provides a powerful tool in promoting this kind of self-destructive behavior, and it is used expertly by politicians who attempt to turn anger that might otherwise be directed at themselves... (continua)
I was just an ordinary working slob
(continua)
inviata da giorgio 27/9/2010 - 08:20
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Potere al popolo

[1995]
Album: Avanzo de cantiere
Chi ci governa vuole riportarci indietro a cent'anni fa
(continua)
inviata da DonQuijote82 25/9/2010 - 14:48
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Amo la mia città

2006
Vecchi cani bastardi

Dedicata a Roma
Amo la mia città
(continua)
inviata da DonQuijote82 25/9/2010 - 14:41
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Beat Ska Oi

[1995]
Album: Avanzo de cantiere
Ska-riko come una pila usata
(continua)
inviata da DonQuijote82 25/9/2010 - 14:38
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Cartas desde el asilo

Album :Nunca es tarde
Di mi vida por pensar que veriais algo destino
(continua)
inviata da adriana 24/9/2010 - 18:01
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Cordova

[2010]
Lyrics & Music by David Rovics
Album: Ten New Songs

"On Earth Day last I was on a plane headed to Europe, reading Riki Ott's fantastic book, One Last Drop, about Exxon Valdez disaster, just as the oil began to gush off the Louisiana coast. Anyway, this song is about a particular incident in 1993 when fishermen blockaded the harbor".
I am a fisherman, so were my parents
(continua)
inviata da giorgio 24/9/2010 - 06:17
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Gimme Hope Jo'anna

...Nel caso la risposta non la soddisfacesse, 'sta Blu può anche considerare l'idea di andare a lavorare, no?
Io non sto con Oriana 23/9/2010 - 21:14
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Quarant'anni

Non credo abbia diritto a una sua pagina, e allora lo metto qui, che è un'utile appendice



Gentilie Amministratore Andrea Giuliotti,
io prendo la parola in questa assemblea per esprimerle una mia piccola opinione. Io abito, cioè la mia famiglia abita ed io con lei, in questo palazzo da più di 70 anni. L'immobile, come lei ben sa, dal'39 al '45 subì gravi ritrutturazioni piuttosto violente. Dopo la fuga del Presidente Proprietario con tutta la famiglia - famiglia che tra l'altro, mi ha detto la portinaia, si è rifatta viva e vorrebbe tornare qui e ritornare in possesso del solaio, comunque non è questo il punto dell'assemblea....

Beh, dopo quella fuga noi abbiamo fatto un regolamente interno che è stato esposte per le scale per un anno e lei è stato eletto Amministratore del Condominio per più di 50 anni. Certo, non è sempre stato lei, comunque è stato sempre qualcuno del suo giro, della... (continua)
DonQuijote82 23/9/2010 - 18:42
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La memoria

LA MEMORIA
(continua)
inviata da Andrea Buriani 23/9/2010 - 13:19
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El Cautivo de Til-Til

Per essere un sito "contro la guerra" mi sembra che la guerra vi piaccia parecchio. E Manuel Rodriguez, spesso ritratto con divisa nera da ussaro e teschio e tibie sul colletto, l'ha fatta più che bene causando il crollo del dominio spagnolo in Cile ed aprendo la strada alle truppe creole di San Martin e O'Higgins che venivano dall'Argentina.
Stefano 23/9/2010 - 09:43
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Party of God

[2005]
Album: Disciples of Wilayah

I found this beat on a Islamic website, It is composed by some talented Muslim brothers, I thought I'd do a lil remix.
Imma protest with rhyme!
(continua)
inviata da giorgio 23/9/2010 - 06:08
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Life

(1970)
Written by Shirl Milete.
Somewhere out in empty space,
(continua)
22/9/2010 - 21:46
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L'Homme de Cro-Magnon

L'auteur se demande si sa chanson est toujours chantée. Je peux lui répondre: Oui, ma fille l'a appris à l'école à Bruxelles en 1998 et nous, les parents, l'avons souvent chantée avec elle dans les années suivantes, tellement la chanson est rigolo, vivante et entraînante.

Un grand merci, Maurice Felbacq!

Frans de Graaf
Frans de Graaf 22/9/2010 - 13:16
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The Green Fields Of France (No Man's Land)

Hallo!

Gibt es "The Green Fields Of France" auch auf Spanisch?

Grüße
Otto Zimmermann

Hallo Otto!

Unglücklich haben wir bis jetzt keine spanische Übersetzung gefunden, aber unsere Forschungen gehen fort....

Grüße! [RV]
Otto Zimmermann 22/9/2010 - 11:49
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La corte dei miracoli

2004
Alla corte dei miracoli
Guardando intorno vide appena il giorno.
(continua)
inviata da DonQuijote82 22/9/2010 - 11:12

Piccole mani

2004 Alla corte dei miracoli
Solo piccole voglie per chi non può sentire,
(continua)
inviata da DonQuijote82 22/9/2010 - 11:08

Fame

2010 Ho paura del buio
L’uomo nero fa, lui fa paura ai bimbi di ogni civiltà.
(continua)
inviata da Donquijote82 22/9/2010 - 11:06

Risiko

2010 Ho paura del buio
Lei ti porge il tè. Sorride corta, sbottonata
(continua)
inviata da DonQuijote82 22/9/2010 - 11:01
Percorsi: Disertori
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Ninna nanna intorno al mondo

Ninnananna a chi sta male e ninnananna a chi sta bene,
(continua)
inviata da DonQuijote82 22/9/2010 - 10:58
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Who Will Pay

[1993]
Lyrics & Music by Carl E. Gunther

The systems that support life on Earth are being ravaged by powerful hierarchies of control and exploitation. The verses of this song describe three defining moments in the history of the attack upon the viability of our planet and our species.
Notes

The first verse is inspired by the Exxon Valdez oil spill.

The second verse is a synthesis of Union Carbide's gassing of Bhopal with cyanide fumes and the lesser-known Texaco refinery explosion that spread toxic fumes through the economically disadvantaged neighborhood of Wilmington, California.

The third verse was inspired by the bombing of Iraq during the first Gulf War.

(giorgio)
I
(continua)
inviata da giorgio 22/9/2010 - 06:19
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Σαράντα πέντε πετεινοί

anonimo
attenzione, la parola "gallo" in greco si scrive con la epsilon iota, cioè πετεινοί

giuseppina dilillo

p.s.: sto cercando da tempo il testo greco di questa canzone, sto chiedendo a tutti, non ultimo un poeta, Manolis Fourtounis, che è stato partigiano, che ha subito l'onta dell'esilio e altro ancora per il suo credo politico che ha sempre rifiutato di rinnegare! ma i "45 galletti" non gli ricordano niente! continuo...
giuseppina dilillo 21/9/2010 - 09:41
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Inmigrantes

[2009]
Letra y música: Tony Raffin
Álbum: En trance
http://images2.soundclick.com/30/images/t/band/tiempolunar.jpg?version=233

Problemas, abusos y vicisitudes de los inmigrantes bolivianos en Argentina.
Inmigrantes, somos solo inmigrantes..
(continua)
inviata da giorgio 21/9/2010 - 07:25
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Per liberare la mia terra

dall'LP “Il poeta urbano” (1976)

Giorgio Lo Cascio ha lasciato alcune belle canzoni, come delle facce vere, magari con il senno di poi un pochino ingenue, di quegli anni settanta che ha attraversato con una forza, una coerenza e un impegno che oggi non esistono praticamente più, spazzate via dal qualunquismo e dal nulla che ci circondano.
Giorgio, purtroppo se ne è andato troppo presto, ma non tanto da non scorgere l’attuale deriva sociale e democratica che ci sta di fronte.
Chi nel 1976 quando ascoltava questa canzone pensava al popolo cileno che cercava di riconquistare la sua terra violentata dal profitto delle multinazionali e dei loro servi.
Oggi, quando risentiamo questa canzone, possiamo solo pensare alla nostra terra massacrata dal disimpegno morale, sociale e politico.
“Nessuno ti regalerà mai la tua libertà. La tua libertà puoi soltanto prendertela tu stesso.” Dal film “Queimada” di Gillo Pontecorvo
Ed infine ho detto addio ai miei monti,
(continua)
inviata da i.fermentivivi 21/9/2010 - 05:47
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Domenico Modugno: Lu pisce spada

Modugno è il mio cantante preferito.Poeta che nelle canzoni canta con forza l'esperienza vissuta nella sua amatissima terra pugliese.
alfredo Razzino 20/9/2010 - 07:20
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The Damage We Have Done

[1993]
Lyrics & Music by Carl E. Gunther
The Damage We Have Done
I heard it on the news today
(continua)
inviata da giorgio 20/9/2010 - 06:24
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Crimen Sollicitationis

CRIMEN SOLLICITATIONIS
(continua)
19/9/2010 - 21:43
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Tra la polvere e il cielo

partecipazione dei Gang

altra canzone per il percorso giornalisti e la guerra, si potrebbe fare, ci sono almeno una decina di canzoni
(DQ82)
Sono stato in Medio Oriente a fare il mio lavoro
(continua)
inviata da DonQuijote82 19/9/2010 - 18:08
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Pra não dizer que não falei das flores

Caminant i cantant i seguint la cançó
(continua)
19/9/2010 - 17:46
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Give Peace A Chance

[2008]
(mp3)
GIVE PEACE A CHANCE
(continua)
inviata da giorgio 19/9/2010 - 16:53
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Anni settanta

da Caffè Caflisch - 2008
Come sarebbe bello vivere negli anni settanta
(continua)
19/9/2010 - 16:14
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Rolling Stone

[2008]
Lyrics and Music by Haight Ashbury
Album: Give Peace A Chance

"No, it's not Dylan… Anyone who's ever been in the military, or knows anyone that was ever in the military will love this song!"
How would it feel to be a rolling stone
(continua)
inviata da giorgio 19/9/2010 - 11:49
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Plane Shot Down in a War

[1999]
Lyrics & Music by Fred Gillen Jr.
Album: Nervous Laughter
I don't know if I want to be true
(continua)
inviata da giorgio 19/9/2010 - 10:56
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Mi fa male il mondo

Chanson italienne – Mi fa male il mondo – Giorgio Gaber – 1995

Ah, Lucien l'âne mon ami aux jambes si fines qu'on dirait qu'elles ne pourront pas te porter et encore moins supporter les charges que l'on colle sur le dos de tes congénères.

Eh oui, Marco Valdo M.I. mon ami, nous autres les ânes, on a de petits sabots, de fines jambes, une grosse panse et de longues oreilles. Cela dit, il est vrai aussi, comme tu le remarques justement, qu'on – les humains , pas toi évidemment, mais d'autres humains, nous inflige des charges incroyables, à nous faire plier l'échine, d'autres nous font tourner en bourrique, c'est-à-dire en rond et pour cela, vont jusqu’à nous aveugler, d'autres nous battent jusqu'à casser leur bâton, d'autres... Et de façon assez générale, on nous impose le travail obligatoire... Ce qui, c'est vrai, ne nous distingue pas vraiment de la majorité des humains. Certains humains... (continua)
LE MONDE ME FAIT MAL
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 18/9/2010 - 21:51




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