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Hildebrandslied

anonimo

Lingua: Tedesco Antico Alto (ca.750-1050)

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[ca. VIII secolo]
Ms. 2 ms. theol. 54
Murhardsche Bibliothek, Kassel, Deutschland

Hildebrandslied. 2 ms. theol. 54, Murhardsche Bibliothek, Kassel. Foglio 76/v.
Hildebrandslied. 2 ms. theol. 54, Murhardsche Bibliothek, Kassel. Foglio 76/v.


LA CANZONE DI ILDEBRANDO

Ogni tanto mi ricordo di essere stato, nel secolo passato, un cosiddetto "filologo germanico" di formazione. Così oggi mi è venuto a mente il vecchio Hildebrandslied, uno dei capisaldi di qualsiasi corso universitario in filologia germanica, e mi sono detto: Ha delle tematiche che… ma non andiamo troppo oltre, e vediamo prima che cosa è esattamente, la Canzone di Ildebrando. Vedremo poi dopo come può andare a rifinire nelle "Canzoni contro la guerra".

Lo Hildebrandslied è una delle più antiche testimonianze poetiche in lingua tedesca. Si tratta di un frammento di poesia epico-eroica allitterativa consistente in sessantotto versi; racconta un episodio del ciclo di Teodorico. Già da questo nome avrete sicuramente capito in quali remote epoche ci stiamo spingendo; non sappiamo ovviamente nulla né dell'autore, e neppure se la canzone (perché di Lied si parla) abbia mai avuto una musica o una sorta di cantillazione (anche se la cosa è perfettamente ipotizzabile, dato che tutta l'antica poesia epica era concepita per il canto o comunque per l'accompagnamento ritmico con la musica).

L'unica testimonianza manoscritta della Canzone di Ildebrando è conservata nella città di Kassel, presso la Murhardsche Bibliothek (Biblioteca Murhardiana) con segnatura 2 Ms. theol. 54. Il testo dello Hildebrandslied si trova alle pagine 1/r e 76/v di un codice pergamenaceo altomedievale. La maggior parte del codice era stata composta attorno all'anno 830 nel monastero di Fulda, e contiene i testi biblici detti Sapientia Salomonis e Jesus Sirach in latino. Lo Hildebrandslied è palesemente un'aggiunta posteriore risalente alla IV decade del IX secolo; da molti tale aggiunta è considerata una sorta di "esercizio di scrittura" di un qualche amanuense, che così ebbe a tramandare l'unico frammento di poesia epica germanica antica in una lingua diversa dall'islandese antico.

Tale unicum epico fu dunque trascritto da uno sconosciuto monaco Fuldano. E' nell'antica fase del tedesco detta alto tedesco antico (Althochdeutsch), ma in una lingua che (oltre ad essere ovviamente lontanissima dal tedesco moderno) presenta caratteristiche assolutamente aberranti anche dai monumenti letterari coevi. E' infatti scritto in una sorta di "miscuglio" tra alto e basso tedesco antico; ciò si spiega probabilmente con il fatto che l'ignoto copista (che non trascriveva a memoria) aveva con sé testimonianze del carme nelle due varianti linguistiche (storicamente divise dalla cosiddetta seconda mutazione consonantica). Tale "accozzaglia pantedesca" rappresenta, come detto, l'unico frammento dell'antica epica germanica non riconducibile al ciclo nordico dell'Edda Antica; la sua importanza sia per la letteratura tedesca, sia per la disciplina della filologia germanica, è dunque enorme. La prima edizione dello Hildebrandslied si deve a due personaggi famosissimi: i fratelli Grimm. Coloro che da noi sono più che altro noti per la loro raccolta di favole, erano in realtà due filologi di prim'ordine. Secondo alcune ipotesi basate sulle particolari caratteristiche linguistiche del frammento, il Carme di Ildebrando potrebbe rappresentare l'unico frammento scritto della lingua Longobarda.

Così tanto per cominciare ad introdurre il discorso della guerra in questa pagina del tutto "speciale", diciamo che il preziosissimo manoscritto fu incamerato a forza dagli Stati Uniti nel 1945 come parte del bottino di guerra; alcuni antiquari staccarono una delle due pagine del carme e la vendettero poi per 1000 dollari (praticamente niente, dato il reale valore anche economico). Soltanto nel 1972, quando il manoscritto era già stato restituito alla Germania, la pagina (danneggiata) fu reintegrata nel codice.

Veniamo adesso alle vere ragioni per cui ho deciso di inserire lo Hildebrandslied nelle CCG. Ragioni che hanno ovviamente a che fare con la storia che esso racconta. Come detto, il carme narra un episodio del ciclo epico di Teodorico; il fatto che vi sia nominato anche Odoacre pone l'epoca degli avvenimenti narrati al V secolo, nel periodo immediatamente successivo alla deposizione dell'ultimo imperatore Romano d'Occidente, Romolo Augustolo (476 d.C.). Siamo quindi davvero agli albori del Medioevo.

Il guerriero Ildebrando ha abbandonato la moglie ed il figlio per seguire Teodorico nelle sue campagne di guerra. Dopo trent'anni torna a casa; al confine gli si para però davanti un giovane guerriero con la sua armata personale. Ildebrando gli chiede dunque hwer sin fater wari, cioè chi sia suo padre; il giovane gli risponde che suo padre è tale Ildebrando, il quale capisce quindi di avere davanti Adubrando, suo figlio. Padre e figlio, quindi, si ritrovano uno davanti all'altro, ognuno alla guida della propria armata; il padre ha dato la sua parola d'onore a Teodorico di procedere nell'avanzata, ed il figlio deve difendere il suo territorio. Le ragioni della guerra spingeranno quindi il padre ed il figlio o all'uccisione dell'uno da parte dell'altro, oppure ad uccidersi a vicenda. A tutto questo si aggiunga che ad Adubrando è stato raccontato che il padre è morto in battaglia, e che quindi non crede minimamente alle parole del vecchio che gli sta davanti; situazione ancora più tragica per Ildebrando, che è cosciente di avere davanti il proprio figlio (che dovrà uccidere o dal quale dovrà essere ucciso) senza che quest'ultimo gli creda. Il carme è purtroppo incompleto e non possiamo sapere come si conclude l'episodio; comunque sia, è da presupporre una fine tragica.

E' il destino di tutte le guerre. Quante volte questo episodio, narrato in questo antichissimo documento, si sarà ripetuto nella storia? Padri e figli l'uno contro l'altro, che devono obbedire da un lato all' "onore", dall'altro alla difesa della propria casa, e che verranno entrambi travolti. Nel carme, la cosa è accentuata dall'uso di un termine particolarissimo, proprio dell'antica lingua tedesca: padre e figlio vengono indicati con un unico termine astratto, sunufatarungo, alla lettera qualcosa come (se esistesse) "padre-e-figlità" (in tedesco moderno sarebbe *Sohnväterung), a sottolineare l'unione inscindibile tra di loro sebbene si preparino ad ammazzarsi e sebbene il figlio non creda di avere di fronte il padre. Ed è una cosa che mette autenticamente i brividi. [RV]

Ik gihorta dat seggen,
dat sih urhettun ænon muotin,
Hiltibrant enti Hadubrant untar heriun tuem.
sunufatarungo iro saro rihtun.
garutun se iro gudhamun, gurtun sih iro suert ana,
helidos, ubar hringa, do sie to dero hiltiu ritun,
Hiltibrant gimahalta [Heribrantes sunu]: her uuas heroro man,
ferahes frotoro; her fragen gistuont
fohem uuortum, hwer sin fater wari
fireo in folche, ...............
............... "eddo hwelihhes cnuosles du sis.
ibu du mi enan sages, ik mi de odre uuet,
chind, in chunincriche: chud ist mir al irmindeot".
Hadubrant gimahalta, Hiltibrantes sunu:
"dat sagetun mi usere liuti,
alte anti frote, dea erhina warun,
dat Hiltibrant hætti min fater: ih heittu Hadubrant.
forn her ostar giweit, floh her Otachres nid,
hina miti Theotrihhe enti sinero degano filu.
her furlaet in lante luttila sitten
prut in bure, barn unwahsan,
arbeo laosa: her raet ostar hina.
des sid Detrihhe darba gistuontun
fateres mines: dat uuas so friuntlaos man.
her was Otachre ummet tirri,
degano dechisto miti Deotrichhe.
her was eo folches at ente: imo was eo fehta ti leop:
chud was her..... chonnem mannum.
ni waniu ih iu lib habbe".....
"wettu irmingot [quad Hiltibrant] obana ab hevane,
dat du neo dana halt mit sus sippan man
dinc ni gileitos".....
want her do ar arme wuntane bauga,
cheisuringu gitan, so imo se der chuning gap,
Huneo truhtin: "dat ih dir it nu bi huldi gibu".
Hadubrant gimahalta, Hiltibrantes sunu:
"mit geru scal man geba infahan,
ort widar orte. ...............
du bist dir alter Hun, ummet spaher,
spenis mih mit dinem wortun, wili mih dinu speru werpan.
pist also gialtet man, so du ewin inwit fortos.
dat sagetun mi seolidante
westar ubar wentilseo, dat inan wic furnam:
tot ist Hiltibrant, Heribrantes suno".
Hiltibrant gimahalta, Heribrantes suno:
"wela gisihu ih in dinem hrustim,
dat du habes heme herron goten,
dat du noh bi desemo riche reccheo ni wurti".
"welaga nu, waltant got [quad Hiltibrant], wewurt skihit.
ih wallota sumaro enti wintro sehstic ur lante,
dar man mih eo scerita in folc sceotantero:
so man mir at burc enigeru banun ni gifasta,
nu scal mih suasat chind suertu hauwan,
breton mit sinu billiu, eddo ih imo ti banin werdan.
doh maht du nu aodlihho, ibu dir din ellen taoc,
in sus heremo man hrusti giwinnan,
rauba birahanen, ibu du dar enic reht habes".
"der si doh nu argosto [quad Hiltibrant] ostarliuto,
der dir nu wiges warne, nu dih es so wel lustit,
gudea gimeinun: niuse de motti,
hwerdar sih hiutu dero hregilo rumen muotti,
erdo desero brunnono bedero uualtan".
do lettun se ærist asckim scritan,
scarpen scurim: dat in dem sciltim stont.
do stoptun to samane staim bort chludun,
heuwun harmlicco huitte scilti,
unti imo iro lintun luttilo wurtun,
giwigan miti wabnum ...............

inviata da Riccardo Venturi - 21/3/2007 - 21:27


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Lingua: Inglese

English version by D.L. Ashliman [1997]
Versione inglese di D.L. Ashliman [1997]

Una bella versione inglese da questa pagina.

HILDEBRAND'S SONG

I have heard tell,
that two chosen warriors, Hildebrand and Hadubrand,
met one another, between two armies.
Father and son, the champions examined their gear,
prepared their armor, and buckled their swords
over their chain mail, before riding out to battle.
Hildebrand, the older and more experienced man, spoke first,
asking, with few words who his father was
and from which family he came.
"Tell me the one, young man, and I'll know the other,
for I know all great people in this kingdom."
Hadubrand, the son of Hildebrand, replied:
"Old and wise people who lived long ago
told me that my father's name was Hildebrand.
My name is Hadubrand.
Long ago he road off into the East with Dietrich,
and his many warriors, fleeing Otacher's wrath.
He rode off into the East, leaving his wife at home
with a small child, deprived of his inheritance.
Dietrich, a man with but few friends,
came to rely upon my father.
His feud with Otacher grew more intense,
and my father became his best-loved warrior.
He was at the front of every battle, wanting to be in every duel.
.....
Brave men knew him well.
....."
"With Almighty God in Heaven for a witness,
may you never go to battle against your next of kin."
And he took from his arm a band of rings,
braided from the emperor's gold,
which the King of the Huns had given to him.
"I give you this in friendship."
Hadubrand, the son of Hildebrand, replied:
"A gift should be received with a spear,
point against point.
You are a cunning old Hun,
leading me into a trap with your words,
only to throw your spear at me.
You have grown old by practicing such treachery.
Sailors traveling westward across the Mediterranean Sea
told me that he fell in battle.
Hildebrand, the son of Heribrand, is dead."
Hildebrand, the son of Heribrand, replied:
"I see from your battle gear
that you have a good master at home,
and that you have never been banished by your prince.
.....
Alas, Lord God, fate has struck.
Sixty times I have seen summer turn to winter
and winter to summer in a foreign land.
I was always placed on the front lines;
I was never killed while storming a fortress,
and now my own child should strike me with his sword
and hit me with his ax, if I don't kill him first.
But if you have the courage, you can easily
win the armor from an old man like me,
and take away the spoils, if you have any right to them.
.....
Not even the worst of the men from the East
would turn down the the chance to fight with you,
with your desire to duel. Cost what it may,
let us see who will boast of this gear
and who will lay claim to these two suits of chain mail."
Then they let sail their ashen spears,
Sharp showers, sticking in their shields.
They came closer on foot, splitting each other's bright boards,
striking fiercely until their weapons shattered their shields.
.....

inviata da Riccardo Venturi - 21/3/2007 - 22:20


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Lingua: Italiano

Versione italiana

Riprodotta da:

PER UN'INTERPRETAZIONE DEL CARME DI ILDEBRANDO

Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Lettere e Filosofia
Seminario di Filologia Germanica
Anno Accademico 1972-1973
Edizioni C.L.U.S.F., Firenze 1973

Traduzione al cura del III Gruppo - Linguistica Sincronica

Patrizia Bettarini
Ivana Bevacqua
Massimo Giachi
Edith Heidegger-Moroder
Annemarie Krahl-Vacca
Manuela Pagni
Beatrice Romano
Valeria Villani

Seminario coordinato dal prof. Piergiuseppe Scardigli.

CARME DI ILDEBRANDO

Sentii raccontare che
si sfidarono a duello
Ildebrando e Adubrando fra due schiere,
padre e figlio. Prepararono le loro armature,
si misero le maglie di ferro, si cinsero con la spada,
gli eroi, sopra la corazza, quindi corsero al combattimento.
Parlò Ildebrando - egli era il più anziano
e il più esperto della vita - e cominciò a domandare,
con poche parole, chi fosse suo padre
nel popolo degli uomini,
"o di quale stirpe tu sia;
se me ne nomini una, saprò anche le altre,
figliolo, nel regno: tutto mi è noto nel popolo dei Germani".
Disse Adubrando, figlio di Ildebrando:
"Mi disse la nostra gente, che viveva allora,
che mio padre si chiamava Ildebrando. Io mi chiamo Adubrando,
tempo fa egli andò verso oriente, fuggendo l'odio di Odoacre,
via con Teodorico, fra i suoi seguaci numerosi.
Egli abbandonò in patria la giovane sposa
nella sua casa e un bambino piccolo
senza eredità: e si diresse verso oriente.
Allora Teodorico ebbe bisogno
di mio padre, giacché era un uomo senza parenti.
Egli era oltremodo irato verso Odoacre,
era il prediletto dei seguaci di Teodorico.
Era sempre in testa all'esercito, ché il combattimento gli piaceva anche troppo:
era famoso presso tutti gli uomini prodi.
Non credo che egli sia ancora in vita".
"Chiamo a testimone il dio dei Germani, su dal cielo,
che tu non hai mai avuto lite con un uomo
a te altrettanto parente".
Quindi egli si sfilò dal braccio le armille attorcigliate
fatte di monete imperiali, che gli aveva dato il re,
sovrano degli Unni: "Questo ti do in segno di buona disposizione d'animo".
Disse Adubrando, figlio di Ildebrando:
"Con il giavellotto bisogna accettare i doni,
punta contro punta.
Tu sei, vecchio Unno, molto furbo,
mi inganni con le tue parole, per poi colpirmi con la tua lancia.
Vecchio come sei, non hai mai fatto altro che inganni.
Mi dissero i marinai
là sul mare dei Vandali, che lo portò via il combattimento.
Morto è Ildebrando, figlio di Eribrando".
Disse Ildebrando, figlio di Eribrando:
"Ben vedo io dalla tua corazza
che in patria hai un buon sovrano,
e che da questo regno non sei mai stato esiliato."
"Oh, dio onnipotente, qual triste fato!
Errai sessanta, fra estati e inverni, lontano dalla patria,
dove mi si assegnò sempre alla schiera degli arcieri:
tuttavia in nessun luogo mi colse la morte,
e ora mi deve colpire mio figlio con la spada,
e uccidermi con la sua arma, oppure io divenire il suo uccisore.
Ma tu potrai facilmente, se la tua forza è sufficiente,
contro un uomo così vecchio conquistare la corazza,
e impossessarti delle spoglie, se ne hai qualche diritto."
"Sia il più vigliacco della gente orientale
colui che adesso si rifiuta di combattere, dato che desideri tanto la lotta.
Decida lo scontro,
chi di noi due oggi dovrà privarsi della sua spoglia
o chi riuscirà a impossessarsi di ambedue queste corazze."
Quindi essi dapprima si lanciarono l'uno contro l'altro contro i frassini,
a colpi violenti: cosicchè essi si conficcarono negli scudi.
Allora a grandi passi si diressero l'un contro l'altro, infransero gli scudi,
colpirono con grande violenza i bianchi scudi,
finché le loro tavole di tiglio andarono in pezzi
sotto i colpi delle armi

inviata da Riccardo Venturi - 19/9/2007 - 14:59


I Menhir l'hanno musicato: qui c'è la prima parte http://video.giovani.it/menhir-hildebrandslied-teil.html

Menhir Hoernerfest 2009
Menhir Hoernerfest 2009

8/7/2009 - 20:20


Grazie per la segnalazione: Così lo Hildebrandslied diviene canzone a pieno titolo in questo sito. Anche una soddisfazione personale per il sottoscritto e per la sua vecchia "intuizione" nell'inserire questo splendido e venerabile carme. Oltretutto la versione musicale dei Menhir è veramente molto bella.

Riccardo Venturi - 8/7/2009 - 23:00


Qui c'è un'altra canzone solo ispirata alla guerra epica tra "father and son" Link

26/12/2011 - 22:04


"Ci rimane, invece, l'austera e cupa melodia su cui venivano intonate le venti strofe dello Hildebrandslied, una fra le più antiche saghe dell'epica popolare germanica." (Massimo Mila, Breve storia della musica, Einaudi 1963, p. 36).

Sfogliando l'opera del grande storico della musica, mi sono accorto di questa breve frase che non solo conferma la mia intuizione, ma addirittura informa che di questo componimento sarebbe esistita una musica originale e conservata.

Riccardo Venturi - 9/5/2012 - 11:29

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