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La farina dal Diàul

La farina dal Diàul
dall'album "La farina dal Diàul" del 2005

Questa è la storia purtroppo realmente accaduta di Domenico Scandella, detto "Menocchio" (in friulano "Menòcjo"), mugnaio di Montereale Valcellina, in provincia di Pordenone, che visse nel XVI° secolo. Sosteneva straordinarie tesi sia sull'origine dell'Universo che sulla presenza e il ruolo di Dio e della Chiesa in terra. Tesi cosmogoniche riconducibili agli antichissimi Veda Indiani di cui senza dubbio lui non era a conoscenza.

Ritenuto eretico, "naturalmente" venne "processato" una prima volta e incarcerato dalla "Santa" Inquisizione e in seguito "riprocessato" e, giudicato relàpso, condannato infine al rogo per stregoneria.

L'ennesimo esempio da non dimenticare, di sopraffazione, crudeltà e assassinio del potere umano, in nome di....Dio! La melodia è di antica origine modale carnica. Grazie allo splendido gruppo musicale Braul.
Tu saràs domandàt dulà vuardàvin i vuòi di Dìu,
(continua)
inviata da Flavio Poltronieri 23/5/2014 - 22:40
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It's A Long Way Down To The Soupline

It's A Long Way Down To The Soupline
Presente nella 30ma edizione del “Little Red Song Book” dell’IWW di Chicago (1968).
Sulla melodia della celebre “marching song” “It's a long, long way to Tipperary” (1914).

Non credo che questa canzone sia degli anni 60, quelli del “Boom”, ma che piuttosto risalga a quelli intorno alla grande crisi del 1929, considerata l’immagine dei lavoratori disoccupati in coda per una scodella di zuppa… Comunque è una bella canzone, divertente e parecchio utopistica (e “luddista”), in cui si immagina un mondo al rovescio dove i lavoratori hanno ottenuto la giornata di quattro ore e la proprietà delle aziende, e dove sono i vecchi padroni a fare la coda alla Caritas…
Bill Brown was just a working man like others of his kind.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 23/5/2014 - 14:32
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We Have Fed You All for a Thousand Years

anonimo
We Have Fed You All for a Thousand Years
[1918 o 1919]
Canzone di autore anonimo (forse William Dudley Haywood, detto "Big Bill", 1869-1928, dirigente dell’IWW a Chicago), presente nalla 15ma edizione del “Little Red Song Book” dell’IWW (Industrial Workers of The World).
Musica di Rudolf Von Liebich (suppongo un immigrato tedesco a Chicago)
E’ anche il brano che dà il titolo ad un disco di Utah Phillips del 1983.

Big Bill Haywood, che è probabilmente l’autore del testo di questa canzone, è stato un’importante figura del sindacalismo statunitense. Con Arturo Giovannitti e Carlo Tresca fu uno dei protagonisti dello storico sciopero dei tessili a Lawrence, “The Bread and Roses Strike”.

L’ingresso degli USA nella Grande Guerra offrì il pretesto alle autorità per reprimere con ferocia l’IWW, che si era schierato sul fronte anti-interventista: secondo la legge federale del 1917, chiamata “Espionage Act”, 165 membri dell'IWW furono... (continua)
The working class will never be free until it can blow the whistle for the parasites to go to work. The IWW, through organization, can make this possible.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 23/5/2014 - 13:22
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Scissor Bill

Scissor Bill
[1913]
Versi di Joseph Hillström, nato Joel Emmanuel Hägglund, meglio conosciuto come Joe Hill.
Sulla melodia della popolare “Steamboat Bill” (di Arthur Collins, 1911)
Canzone presente sul “Little Red Song Book”.
Interpretata anche da Joe Glazer e Mats Paulson.

Scissor Bill è il prototipo del lavoratore sfruttato, malpagato, frustrato che invece di provare a capire e di trovare la soluzione nella lotta e nell’organizzazione si rifugia, quando va bene, nel qualunquismo e sennò nel nazionalismo (“L’italia agli italiani!”) nel razzismo (“Sono i negri che ci portano le malattie!”) e nell’odio verso i “diversi”, dagli stranieri (“Sono i rumeni che ci rubano il lavoro!”) agli omosessuali (“Brutto frocio, stammi a due metri dal culo!”)…
Insomma, la manovalanza di ogni fascismo… E infatti questa canzone del grande Joe Hill – “Murdered by the Authorities of the State of Utah, Novembre 19, 1915” – mi ha fatto subito tornare in mente l’altrettanto illuminante Das Lied vom SA-Mann di Bertolt Brecht e Hanns Eisler.
You may ramble 'round the country anywhere you will,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 23/5/2014 - 12:07
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Soldati

Soldati
Grida nella notte
(continua)
inviata da DoNQuijote82 23/5/2014 - 11:18
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All Hell Can't Stop Us

All Hell Can't Stop Us
[1910s]
Versi di Ralph Chaplin.
Sulla melodia di “Hold the Fort”, un inno ottocentesco composto da Philip Paul Bliss.
Nella 15ma edizione del “Little Red Song Book” dell’IWW.
Now the final battle rages;
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 23/5/2014 - 10:31
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El pueblo unido jamás será vencido

El pueblo unido jamás será vencido
[1970]
Sergio Ortega (1938-2003) / Quilapayún
Poi eseguita e incisa dagli Inti-Illimani
(In "La Nueva Canción Chilena vol. 2" - 1974 in Italia)
Sergio Ortega (1938-2003) / Quilapayún
Later performed and recorded by Inti-Illimani
Sergio Ortega (1938-2003) / Quilapayún
Puis exécutée et enregistrée par Inti-Illimani
Sergio Ortega (1938-2003) / Quilapayún
Pues ejecutada y grabada por Inti-Illimani

Una dimenticanza? Però è una canzone legata strettamente con il governo di Allende e il colpo di Stato di Pinochet, oltre alle mille altre interpretazioni in altre lingue... insomma una canzone che è diventata canzone di lotta di tutto il mondo... e allora fosse anche solo come extra tra le CCG ci deve stare.


El pueblo unido jamás será vencido (Il popolo unito non sarà mai sconfitto) è una delle più note canzoni legate al movimento Unidad Popular ed alla presidenza del Cile da parte di Salvador... (continua)
¡El pueblo unido jamás será vencido!

(continua)
inviata da DonQuijote82 + CCG/AWS Staff 23/5/2014 - 10:24

Arturo Giovannitti: Time's End

Arturo Giovannitti: Time's End
[1943]
Versi di Arturo Giovannitti, in “The Collected Poems”, 1962.

Mi perdonerete se abuso anch’io dello strumento degli Extra. In questo caso però non credo che si tratti di un vero e proprio abuso perché sono costretto a ricorrervi solo per il fatto che ignoro se questa poesia sia mai stata messa in musica. Non è escluso che, come un tempo si usava alle esequie di personaggi molto amati dal popolo, questi versi siano stati declamati o addirittura cantati al funerale di Carlo Tresca (1879-1943), oggi purtroppo misconosciuto sindacalista, giornalista, editore, drammaturgo, anarchico, antifascista e acerrimo nemico della Mafia, un italiano che visse ed operò negli USA, diventando lì uno dei più importanti e stimati leader nel movimento operaio.

Carlo Tresca era originario di Sulmona, Abruzzo. Si laureò in giurisprudenza e cominciò giovanissimo l’attività sindacale come segretario della... (continua)
To my martyred Brother, Carlo Tresca, who dreamed thus with me.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 23/5/2014 - 09:24

La Déposition

La Déposition
La Déposition

Canzone française – La Déposition – Marco Valdo M.I. – 2014

Le Livre Blanc 2

Opéra-récit contemporain en multiples épisodes, tiré du roman de Pavel KOHOUT « WEISSBUCH » publié en langue allemande – Verlag C.J. Bucher, Lucerne-Frankfurt – en 1970 et particulièrement de l'édition française de « L'HOMME QUI MARCHAIT AU PLAFOND », traduction de Dagmar et Georges Daillant, publiée chez Juillard à Paris en 1972.

Lucien l'âne mon ami, j'espère que tu avais suivi et fait attention à la première chanson de ce nouveau cycle du « Livre Blanc » qui s'intitulait « Le Grand Bond au Plafond » où le protagoniste un dénommé Adam se tenait debout au plafond de sa chambre... et amorçait ainsi une révolution, dont le cycle à venir rapportera l'histoire. Il était d’ailleurs tout-à-fait conscient de ce qu'il faisait, cet Adam Juracek, en qui on peut sans doute voir l'incarnation du petit... (continua)
Monsieur le commissaire, je …
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 22/5/2014 - 22:46

Bread and Roses

Bread and Roses
[Intorno al 1912]
Versi di Arturo Giovannitti, (1884-1959), molisano emigrato negli USA, dove divenne sindacalista socialista, dirigente dell’IWW (Industrial Workers of the World) e poeta e dove fu amico di Carlo Tresca, di Nicola Sacco e di Bartolomeo Vanzetti.
Musica attribuita a Giuseppe Adami (1878-1946), che però fu scrittore, commediografo e librettista, non musicista.

Su Political Folk Music, il sito dove ho reperito il testo, si afferma che la poesia sarebbe stata tradotta in inglese da tal Samuel H. Friedman: credo non sia corretto, perchè Arturo Giovannitti era perfettamente bilingue, con ottima padronanza sia della lingua d’origine che di quella acquisita. Inoltre, la poesia in questione deve essere stata composta nell’immediatezza dei fatti di Lawrence del 1912 (“The Bread and Roses Strike”), quando Giovannitti era già un apprezzato dirigente dell’IWW e quindi si rivolgeva... (continua)
Shout the message to the breezes,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/5/2014 - 21:29
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No TAV

No TAV
L'Etat italien mobilise l'antiterrorisme contre des opposants à la ligne grande vitesse Lyon-Turin

Pour en savoir plus : le collectif international Pro No TAV
Marco Valdo M.I. 22/5/2014 - 17:00
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Pitzinnos in sa gherra

Pitzinnos in sa gherra
Questa canzone è stampata nella mia memoria da tre anni e il mitico Andrea Parodi è più in alto di molti altri cantanti come Domenico Modugno, Max Pezzali e Piero Pelù ma pochi lo ricordano per quello che è;
FORZA ANDREA SOPRAVVIVI NEI RICORDI DI TUTTI E PORTACI CONSIGLIO!
22/5/2014 - 16:34

Nenia sannita

Nenia sannita
Versi di Arturo Giovannitti (1884-1959), molisano emigrato negli USA, dove divenne sindacalista socialista, dirigente dell’IWW (Industrial Workers of the World) e poeta e dove fu amico di Carlo Tresca, di Nicola Sacco e di Bartolomeo Vanzetti.
Nella raccolta di poesie intitolata “Parole e sangue” pubblicata nel 1938.
Nel 1974 la “Nenia sannita” fu divulgata in allegato ad un numero della rivista “La Parola del Popolo”.
Testo trovata sul sito della Fondazione Arturo Giovannitti.

Propongo questa splendida, dolorosa e feroce nenia anche se forse non è mai stata messa in musica, dando per scontato che qualsiasi ninna nanna ha per definizione una sua intrinseca musicalità: “Ninna nanna, fanciullo mio bello, per ogni tozzo di pane che m’han dato rendi una botta di coltello… Ninna nanna, cuor mio desolato, muori in galera, muori dannato, scosta via l’ostia e roncola il re.”
Ninna nanna, figlio di mamma,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/5/2014 - 16:00
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That Sabo-Tabby Kitten

That Sabo-Tabby Kitten
[1910s o 20s]
Parole di Ralph Chaplin (1887-1961), scrittore, giornalista e “Wobblie”, autore del disegno del “sab cat” o “sabo-tabby”, il gatto nero incazzato simbolo dell’IWW (Industrial Workers of the World) e poi dell’anarco-sindacalismo.
Sulla melodia della popolare americana “Dixie” (o "I Wish I Was in Dixie" o "Dixie's Land").
Nell’ottava edizione del Little Red Songbook.

“If you are down and the boss is gloating, trust in me instead of voting: MEOW! Sabotage!”
“Se siete giù e il padrone invece gongola, fidatevi di me invece di andare a votare: MEOW! Sabotaggio!”

Canzone che, se mi è consentito, dedicherei alla memoria di Redelnoir, il gattone nero padrone di Riccardo, che è scomparso solo l’anno scorso – se non sbaglio – ennesima vittima della nostra mortale e mortifera civiltà dell’auto.
You rotten rats, go hide your face;
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/5/2014 - 12:09
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Langemarck

Langemarck
[2003]
Parole e musica di George Papavgeris.
Nel suo disco intitolato “Ordinary Heroes”, pubblicato nel 2004.

Langemarck è un nome che forse non dice molto. Quello di Ypres invece è più evocativo.
In quella zona delle Fiandre occidentali si tennero alcune delle battaglie più devastanti della Grande Guerra. Durante la prima battaglia di Ypres (ottobre-novembre 1914) morirono più di 10.000 giovani riservisti tedeschi, alcuni appena quindicenni, mandati al macello da ufficiali senza esperienza. Invece nella seconda battaglia di Ypres (aprile 1915) i tedeschi fecero per la prima volta uso dei gas.

Nel cimitero di guerra tedesco di Langemarck riposano 44.000 soldati.
The guard never changes in Langemarck
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/5/2014 - 10:39
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The Flowers and the Guns

The Flowers and the Guns
[2002]
Parole e musica di George Papavgeris.
Nel suo disco intitolato “Silent Majority”.
Where are the flowers that we put into the muzzles of the guns?
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/5/2014 - 09:36

It Takes a Soldier

It Takes a Soldier
[2003]
Parole e musica di George Papavgeris.
Nel suo disco intitolato “Silent Majority”.

About the vicious circle of how our greed drives us to conflict. Inspired by seeing a shop steward on TV enthusing about the jobs to be created by the recently gained contract to build two aircraft carriers, conveniently forgetting that they would be building instruments of war that will inevitably lead to loss of life.

A proposito del circolo vizioso attraverso il quale la nostra cupidigia ci conduce alla guerra. Ispirata ad un’intervista televisiva ad un imprenditore che si diceva entusiasta di essersi accaparrato la commissione per la costruzione di due aerei da combattimento, completamente indifferente al fatto di star per costruire strumenti di guerra che inevitabilmente porteranno alla perdita di vite umane.

(George Papavgeris)
I heard it yesterday on the news
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/5/2014 - 09:28
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Free the Children

2010
Free The Children was written by Neil Taylor, Keith Macpherson and Renee Lamoureux. The song was inspired during a guitar lesson that Keith was giving to Neil. One day, Neil showed up with the lyrics to this song, after being inspired by the story and work of human rights activist, Craig Kielburger of Free The Children. The song is dedicatied to iqbal masih, a former child laborer, who was murdered at the age of ten years old for speaking out about Child Labor. The song is in celebration of Craig Kielburger's work with Canadian charity, Free The Children.
Tuesdays Suzie goes from school right to her soccer game
(continua)
inviata da DonQuijote82 22/5/2014 - 07:28
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Ricky Gianco: Compagno sì, compagno no, compagno un caz..

Ricky Gianco: Compagno sì, compagno no, compagno un caz..
[1977]
Scritta da Gianfranco Manfredi e Ricky Gianco.
Musica di Ricky Gianco.
La canzone che apre il disco intitolato “Arcimboldo” pubblicato nel 1978.
Sto facendo il notiziario cambogiano
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/5/2014 - 21:49
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La fille soldat

La fille soldat
21 maggio 2014
LA FANCIULLA SOLDATO
(continua)
21/5/2014 - 20:17

November

November
[1933]
Parole di Ralph Chaplin.
Sulla melodia di un inno ottocentesco di John Zundel.

22 novembre 1886, Thibodaux, Louisiana: sciopero dei tagliatori di canna. Tra i 30 e i 100 lavoratori, quasi tutti neri, vengono trucidati dai vigilantes organizzati da un giudice locale;

11 novembre 1887: esecuzione dei dirigenti radicali ed anarchici condannati – innocenti - per la strage di Haymarket Square a Chicago;

19 novembre 1915: fucilazione di Joe Hill da parte delle autorità dello Stato dell’Utah;

5 novembre 1916: Everett, Washington. Un gruppo di lavoratori dell’IWW in sciopero viene affrontato dalla polizia, che apre il fuoco uccidendone 11;

11 novembre 1919: Centralia, Washington. Membri dell’America Legion, fanatici nazionalisti, attaccano la sede dell’IWW. Il lavoratori si difendono. Tra di loro un veterano di guerra pluridecorato, Wesley Everest, che viene accusato dell’uccisione... (continua)
Red November, black November,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/5/2014 - 16:25
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Τα τραγούδια μας

Τα τραγούδια μας
Ohibò, ma questo sì che è un contributo coi fiocchi, carissima Prisca. Non solo elimina ogni esitazione su cosa intendesse Fondas Ladis alludendo agli oliveti di Megara (provvedi, Riccardo mio, a introdurre la correzione, almeno come variante tra parentesi e magari con un rinvio al suggerimento di Prisca e al suo decisivo documento), ma mi piace anche perché sfata inesorabilmene la favola - che ancora persiste - della georgofilia dei colonnelli, cui si attribuisce tanto amore per le campagne, da loro dotate di qualche palo della luce a simulare l'elettrificazione.
Magnifico, nel documentario, l'allevatore di pecore che racconta la verità della vicenda, quasi reimpersonando il Karanghioghiz, con la stessa voce e la stessa cantilena! Vedo che il filmato fu prodotto da Finos film, grande arma culturale del popolo greco.
Converrete che è questo il bello e il buono del sito. Si incomincia ad... (continua)
Gian Piero Testa 21/5/2014 - 15:33

Joe Hill

Joe Hill
[1915]
Parole di Ralph Chaplin.
Sulla melodia di un inno religioso ottocentesco composto da Lowell Mason.
La canzone fu pubblicata nel “Red Songbook” dell’IWW.
Ralph Chaplin fu anche autore di una biografia di Joe Hill, publicata nel 1923.
Joe Hill, murdered by the Authorities of the State of the Utah, November the 19th, 1915.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/5/2014 - 15:21

I.W.W. Prison Song

I.W.W. Prison Song
[1917-21]
Parole di Ralph Chaplin (1887-1961), scrittore, giornalista e “Wobblie”, autore del disegno del gatto nero incazzato simbolo dell’IWW e poi dell’anarco-sindacalismo.
Sulla melodia de The Red Flag di Jim Connell.
In “Bars And Shadows: The Prison Poems”, una raccolta di poesie scritte in prigione negli ultimi anni della Grande Guerra e immediatamente successivi. Ralph Chaplin era statto infatti condannato a scontare una pena di 20 anni (ridottisi poi a 4) per la sua attività volta a boicottare l’arruolamento e favorire la diserzione.

Alla fine della seconda strofa Chaplin fa riferimento ai cosiddetti “Centoneri” (Черносотенцы, Černosotency), un'organizzazione nazionalista, reazionaria e antisemita russa sorta per contrastare la rivoluzione del 1905 ed attiva anche negli anni immediatamente successivi. Si trattava di un gruppo paramilitare, incoraggiato e foraggiato dallo zar (che... (continua)
The pale and dismal daylight falls
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/5/2014 - 14:20
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Manovra a tenaglia

Manovra a tenaglia
[1997]
Parole e musica di Frankie hi-nrg MC.
Nel disco intitolato “La morte dei miracoli”

Miele, foglie d’acacia e segale cornuta, estratto di silfio (sorta di finocchio gigante, una pianta estinta già nell’antichità), radice di giglio e rue, misture, unguenti, oggetti di varia natura inseriti profondamente nella vagina… E poi, lavande interne, bagni caldi e senape, fosforo, purghe, sale, olio, catrame, piombo, succo di menta, semi di cavolo, rosmarino, mirto, coriandolo, foglie di salice, balsamina, mirra, apiolo (l’olio di prezzemolo, venduto in farmacia fino al 1949), semi di trifoglio e persino urina animale…

Oltre alle immancabili botte, metodica immutata nei secoli, il cui uso è ancora oggi molto in voga, che la malcapitata sia incinta o meno…
Nella casa la situazione è tesa
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/5/2014 - 12:05
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I trafficati

I trafficati
[2003]
Parole e musica di Frankie hi-nrg MC.
Nel disco intitolato “Ero un autarchico”
Scorre su nastri d'asfalto l'Italia all'assalto del proprio presente, un serpente si snoda su neri sentieri che uniscon canteri che fan prigionieri interi quartieri ordinati in colonne, collane rombanti di uomini e donne dentro abitacoli monoporzione, incubati nel ventre dell'alienazione di questa nazione che sgassa uscendo di casa già tesa, che cerca ogni scusa per fare l'offesa e per autodifesa al prossimo incrocio è già scesa a chiedere il conto e rubar la ragione - ripetilo ancora coglione se c'hai coraggio - parte il pestaggio, lava l'oltraggio, paga il pedaggio e buon viaggio.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/5/2014 - 11:32
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Il giocattolo

Il giocattolo
[2008]
Parole e musica di Frankie hi-nrg MC.
Nel disco intitolato “DePrimoMaggio”
Sveglia ore cinque e trenta, immerso in un buio che mi spaventa, muovendo lenta una mano attenta cercando ciò che più mi rappresenta: la trovo già pronta, anatomica edura, prolunga il mio corpo ben oltre natura
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/5/2014 - 10:54
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Direttore

Direttore
[2008]
Parole e musica di Frankie hi-nrg MC.
Collaborazione musicale di Giorgia
Nel disco intitolato “DePrimoMaggio”
Spettabile direttore responsabile dell'ufficio imperturbabile gestione risorse umane commestibile della multinazionale nordoccidentale stabile dalla bella incontestabile situazione contabile.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/5/2014 - 10:38
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Essere umani

Essere umani
[2014]
Parole e musica di Frankie hi-nrg MC
La canzone che dà il titolo al suo ultimo disco.
Poi venne la crisi, sparirono i sorrisi, le frasi col vicino divennero scortesi: nervi troppo tesi, tasse tutti i mesi, i soldi peggio spesi, i soldi sempre attesi. Intanto tutti a testa bassa negli androni, le tasche coi bottoni, le case, i padroni, i brutti contro i buoni, i matti contro i pazzi, gli Orazi, i Curiazi, le liti, gli scazzi. Tutti a campare in apnea, c'è sempre l'alta marea, pure il weekend all'Ikea è mors tua vita mea. Il tablet per la scuola, i libri perché non funziona, il treno che ritarda tutti i giorni un'ora. Il posto traballa, il posto crolla: tutti per strada e nessuno se l'accolla. Tutti con la netta sensazione di esser soli: non c'è nessuno che ascolti nonostante ci si sgoli.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/5/2014 - 10:24
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L’ovvio

L’ovvio
[2014]
Parole e musica di Frankie hi-nrg MC.
Nel disco intitolato “Essere umani”
L'ovvio fin da subito, prima d'ogni cosa, ovvio come i fiocchi, ovvio come il rosa, ovvio come le allusioni erotiche, ovvie quanto il nome con le consonanti esotiche. Ovvio che sai già che nella vita sarai madre di maschi, sposa di maschi, amante di maschi e comunque sarai sempre raccontata da maschi, con meno fantasia dei pastori tedeschi. L'ovvio, sempre l'ovvio, fondamentalmente l'ovvio, la fuga da ogni dubbio: dentro le canzoni ti sussurrano l'ovvio, ti danno le istruzioni per vestire il tuo doppio, ti dicono le marche, ti elencano i modelli, così vuoi sempre quelli perché sono i più belli. Ti dicono "per sempre", ma intendono "per ora": ti dicono l'ovvio, di quell'ovvio che innamora.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/5/2014 - 07:44
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Aqualung

Aqualung
Complimenti, davvero tanti complimenti per la cura del tuo lavoro! Finalmente un'interpretazione soddisfacente!
Ester 20/5/2014 - 21:52
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Chiamami ancora amore

Chiamami ancora amore
LLAMAME AÚN AMOR
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/5/2014 - 18:56
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Supper's Ready

Supper's Ready
Tutte le lingue, dietro la vetrina "Ufficiale" hanno un meraviglioso sottobosco quali sono le così dette frasi idiomatiche, altro modo per dire "intraducibili". Ma tutto l'insieme dell'ambito dove sono immerse, può dare una precisa idea di cosa vogliono dire e sopratutto comunicare. Sta alla sensibilità di chi legge, riuscire a capirne il vero senso.
Sergio SEU 20/5/2014 - 17:35
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Mourn Not the Dead

Mourn Not the Dead
[1917-21]
Parole e musica di Ralph Chaplin (1887-1961), scrittore, giornalista e “Wobblie”, autore del disegno del gatto nero incazzato simbolo dell’IWW e poi dell’anarco-sindacalismo.
In “Bars And Shadows: The Prison Poems”, una raccolta di poesie scritte in prigione negli ultimi anni della Grande Guerra e immediatamente successivi. Ralph Chaplin era statto infatti condannato a scontare una pena di 20 anni (ridottisi poi a 4) per la sua attività volta a boicottare l’arruolamento e favorire la diserzione.
Mourn not the dead that in the cool earth lie
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/5/2014 - 14:38

The Harvest Song

The Harvest Song
[1915]
Parole di Ralph Chaplin (1887-1961), scrittore, giornalista e “Wobblie”, autore del disegno del gatto nero incazzato simbolo dell’IWW e poi dell’anarco-sindacalismo.
Sulla melodia de I Did Not Raise My Boy To Be A Soldier
Testo trovato nel volume curato da Salvatore Salerno intitolato “Red November, Black November: Culture and Community in the Industrial Workers of the World”, State University of New York, 1989.

“Un giorno ci prenderemo le buone cose della terra
Che i parassiti accumulano e vendono;
Ci terremo per noi ciò che produciamo
E i capi se ne vadano all'inferno.
La terra è sul bottone che portiamo noi del sindacato
Noi scateneremo il gatto del sabotaggio se non avremo quel che ci spetta!”
The ripening grain is waiting for us now,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/5/2014 - 13:20
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Ta-Ra-Ra Boom-De-Ay

Ta-Ra-Ra Boom-De-Ay
[1914]
Parole di Joe Hill.
Sulla melodia di una nota canzonetta di varietà ed avanspettacolo risalente alla fine dell’800.

Sabotaggio: il termine ha origine durante la rivoluzione industriale, nel settore tessile, nei paesi francofoni di fine 700, inizio 800. Quando cominciarono a diffondersi i telai a vapore, i lavoratori in sovrannumero che venivano licenziati li danneggiavano infilando negli ingrannaggi i loro “sabots”, gli zoccoli di legno…


L’uomo dal cacciavite in mano: il sabotaggio.

Di Valerio Evangelisti, da “Come si fa: tecniche e prospettive di rivoluzione”, a cura di Franco "Bifo" Berardi e Valerio Monteventi, Manni editore.

Esiste una forma di lotta che ha gli effetti di uno sciopero di massa, pur se attuata da un numero esiguo di lavoratori o, in certi casi, persino da uno solo? Sì, esiste, e si chiama sabotaggio. Era comune, e teorizzata da alcune forze sindacali, nei... (continua)
I had a job once threshing wheat
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/5/2014 - 11:39
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Hilhas n'aimetz pas tan los òmis

anonimo
Hilhas n'aimetz pas tan los òmis
20 maggio 2014



La versione incisa da André Minvielle (1998)
RAGAZZE, GLI UOMINI NON AMATELI TANTO
(continua)
20/5/2014 - 11:28




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