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Prima del 2016-3-18

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La ragazza di Kobanê


Dichiarazione rilasciata dal Consiglio Costituente per il Sistema Federale nel Rojava/Siria Settentrionale

Al pubblico siriano, regionale e globale

In risposta all’appello fatto dal Coordinamento Generale delle Aree di Autogoverno Democratico (Al Jazira, Kobane e Afrin), tutti i componente delle forze politiche, partiti e attori sociali nei cantoni del Rojava e nelle aree liberate dalle forze terroristiche hanno tenuto un incontro che è risultato in una visione politica complessiva per una soluzione in Siria e in un accordo sul sistema di gestione per il Rojava/Siria settentrionale.

Questo può servire come un modello per il resto della Siria fornendo una soluzione per l’intera crisi siriana.

Noi, i rappresentanti di queste aree, ci siamo incontrarti il 16 e 17 marzo 2016. Ricordiamo con apprezzamento e rispetto i martiri del nostro popolo che con il loro sangue hanno scritto la più... (continua)
Gianni Sartori 18/3/2016 - 20:58
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Ha perso la città

2016
Una somma di piccole cose

Con Ha perso la città Niccolò Fabi torna ufficialmente in radio col primo singolo tratto dal nuovo album di inediti in arrivo ad aprile.

Da venerdì 18 marzo è in radio il primo estratto da Una somma di piccole cose, di cui è già stata svelata anche la title-track: con una ballata malinconica e densa di significati il cantautore romano ha scelto di dare inizio ad un nuovo capitolo discografico, rappresentato da un disco interamente suonato da Niccolò in uscita per Universal Music il 22 aprile.
Ha perso la città, disponibile in download e in rotazione radiofonica, è un brano velato di malinconia ma estremamente attuale e realistico, a tratti molto crudo. Un testo che scatta una fotografia precisa del nostro tempo attraverso immagini che si susseguono e che raccontano in che modo sono cambiate le nostre città e i nostri paesi in questi ultimi anni: dalla cementificazione selvaggia alla perdita degli spazi di aggregazione, dal traffico incessante alle nuove mode che surclassano le realtà di un tempo.
Hanno vinto le corsie preferenziali
(continua)
inviata da dq82 18/3/2016 - 18:19
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Wrong Side of Heaven

(2013)
dall'album "The Wrong Side of Heaven and the Righteous Side of Hell, Volume 1"

Ai reduci delle guerre americane che vengono lasciati soli con sé stessi dalla loro Nazione al ritorno dalle stesse.
I spoke to God today, and she said that she's ashamed.
(continua)
inviata da Luca 'The River' 18/3/2016 - 16:51
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Gaetano Bresci

Riccardo ti farà piacere sapere che finalmente questa poesia ha trovato il modo di farsi ascoltare.
I Del Sangre sono tornati, e hanno inciso questa canzone; Il Ritorno Dell'indiano contiene infatti brani inediti, e un omaggio a Ivan Della Mea con un rifacimento di Sebastiano.
A presto!
Luciana
Luciana Monaci 18/3/2016 - 14:55
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Fabrizio De André: Monti di Mola

esiste anche una Mola di Bari.
saluti e complimenti per tutto il materiale rintracciabile sul sito
18/3/2016 - 14:44
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Tammurriata nera

Un vero peccato far scadere in becera politica questa bellissima discussione su un capolavoro che per me non è solo napoletano, ma dell'Italia intera. I danni collaterali subiti dalle truppe di liberazione, sono una dura e lurida conseguenza di una sconfitta, se qualcuno è convinto che una guerra finisca al 90 e dopo la stretta di mano si va sotto la doccia, dovrebbe perlomeno ragionare un attimo. Sono sempre stati dei liberatori da chi quei soprusi e violenze le aveva generate in precedenza. La canzone lo racconta con la rassegnazione di un popolo che ha accettato meglio queste situazioni che l'orrore nazista. Bellissima reale e commovente, un pezzo di storia popolare.
mario 18/3/2016 - 08:23
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La Misión

(1999)
Album: Aerolíneas Makiza
Anita
(continua)
17/3/2016 - 22:36
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Ramblin’ Boy

[196?]
Parole e musica di Tom Paxton
Title track del suo disco del 1964.
Ma l’anno precedente la canzone era già stata interpretata da The Weavers nel corso di un loro storico concerto alla Carnegie Hall.
In seguito il brano - con il titolo “My Ramblin’ Boy” - fu ripreso da Judy Collins e da Sandy Denny




Due hobo, amici per la pelle, inseparabili. Capitati in quel di Tulsa, Oklahoma, non trovano una sistemazione per entrambi, sicchè decidono di passare la notte all’aperto, in un accampamento di vagabondi. Ma il freddo uccide uno dei due e l’altro rimane solo, immaginando l’amico a vagabondare nei cieli, finalmente senza più sofferenze...

Un racconto che sembra di altri tempi e che invece si ripropone ogni anno nei freddi inverni delle nostre opulente ed indifferenti città...
He was a man and a friend always
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/3/2016 - 21:44
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Bruton Town

Un’antica murder ballad inglese, raccolta da Cecil Sharp tra le su “100 English Songs”, volume pubblicato nel 1904.
Nota anche con i titoli “The Bramble Briar” e “The Murdered Servantman”.
Tutti i testi (e informazioni più dettagliate) sono reperibili su Mainly Norfolk: English Folk and Other Good Music

Interpretata da Martin Carthy (in “Second Album”) e da Ewan MacColl (in “The Manchester Angel”, con il titolo “The Bramble Briar”) nel 1966. In seguito anche dai Pentangle (nel loro disco d’esordio) e da Maddy Prior (in “Folk Songs of Old England Vol. 1”) nel 1968, e poi da Sandy Denny in alcune esibizioni del 1972 raccolte innanzitutto nell’antologia “Who Knows Where the Time Goes?” pubblicata nel 1986.
Comunque è impossibile citare tutti gli artisti che hanno interpretato “Bruton Town”…

La fonte originaria della canzone parrebbe addirittura essere il “Decamerone” del Boccaccio e,... (continua)
In Bruton Town there lived a noble,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/3/2016 - 16:10
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Dirty Old Town

"Dirty old town" di Ewan mcColl è diventata nell'immaginario collettivo una canzone irlandese, anche se l'autore è inglese, perché popolare nella versione dei Pogues, nostra band di riferimento fin dagli inizi. Non c'è gruppo che non si sia cimentato con questa canzone, non c'è festa di San Patrizio che non l'abbia in scaletta. E naturalmente anche noi quando suoniamo a Irlanda in festa.
Modena City Ramblers

dq82 17/3/2016 - 11:28
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One Day We'll See Them

Una canzone scritta da Alex Campbell e presente in alcuni suoi dischi, a cominciare da “Live + Studio” inciso in Germania e Danimarca tra il 1975 ed il 1976. Poi anche nella raccolta “Folk Friends” del 1978, dove il brano è interpretato da Campbell con Finbar Furey e Davey Arthur. Da notare che nel disco era presente anche Hannes Wader, che aveva già trasposto in tedesco Been on the Road so Long di Alex Campbell.




Ho trovato il testo sul solito Mudcat Café, in una discussione intorno a Freedom Come Aa Yee alla battaglia della Somme… Credo quindi che anche questo brano sia da ascrivere al percorso sulla Grande Guerra.
Darkness is fading, the day it is dawning
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/3/2016 - 11:21
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Il Sorriso di Šibenik

NB. In questa pagina, del tutto arbitrariamente, mi sono permesso di ripristinare le esatte grafie croate, sia della città di Šibenik, o Sebenico che dir si voglia, sia del cognome della partigiana Kitarović. Ammetto che è più forte di me, ma sicuramente Šibenik (e anche Kitarović) avrebbe scritto uno dei figli più illustri di quella città, vale a dire Niccolò Tommaseo. Sono stato due volte a Sebenico, sia prima che durante la guerra. La prima volta rimasi stupefatto dalla cattedrale di San Giacomo. La seconda, la cattedrale aveva dei buchi enormi sulla cupola e sul tetto. Erano bombe, of course. Saluti.

NB2. Se però, e per caso, leggessero questa pagina i Mulini a Vento, devo dir loro una cosa. Se nella loro (bella) canzone citano il nome della città in croato, bisognerebbe dire "Scìbenik", e non "Sìbenik" come cantano. Salud.
Riccardo Venturi 17/3/2016 - 10:23
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Świat sprzyja

SORRIDE MONDO
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 17/3/2016 - 01:45
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Beatles: A Day In The Life

Una canzone per me stupenda come anche la voce di Lennon unita poi alla splendida musica dell'orchestra. Inimitabili
Met 16/3/2016 - 22:49
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Такого, как Путин!

Che bello Putinphone (è uscita una nuova edizione per commemorare il secondo anniversario dell'annessione della Crimea).
Certamente, è l'opera di un riconosciuto mondialmente gioielliere italiano :)

Anche io ne voglio uno cosììììììììììììì... :)

http://www.corriere.it/tecnologia/mobi...
krzyś 16/3/2016 - 21:20
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Αρκαδία V - Πνευματικό εμβατήριο

Il finale non lo capisco. Musicalmente non gli costava nulla, proprio nulla, rispettare l'accento in s*Y*ntrofi, vedasi proprio il precedente *e*kraza che non genera problemi con il trattamento theodoraciano; invece egli opta chiaramente per syntr*O*fi, molto molto strano. Chissà come percepisce l'orecchio di un greco.
Naturalmente è inevitabile normalizzare gli accenti, basta considerare Canto Olympico (a proposito a quale lingua appartiene "Canto olYmpico"?? italiano no, spagnolo neppure, da ignorante dico che mi disturba quella Y) su una musica del 1954, ma su un testo che apparve solo nel 1991 e quindi Theodorakis procede con contorti metri musicali (a volte solo con l'espediente 3/4 vs. 6/8) per far quadrare gli accenti greci, seppur solo GRAFICAMENTE e non acusticamente! (Dico così in quanto si sa che in musica il 6/8 è in due, mentre il 3/4 è in tre, ma il Nostro li fa diventare... (continua)
Andrea 16/3/2016 - 19:47
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Azadî bo Kurdistan

I CURDI, UN POPOLO RESISTENTE
(Gianni Sartori – marzo 2016)

Grazie ad una informazione quantomeno reticente e tardiva, negli ultimi mesi lo stato turco ha potuto bombardare e massacrare impunemente la popolazione curda entro i suoi stessi confini.

Non senza ragione l'Ufficio di informazione del Kurdistan in Italia (UIKI)
si chiedeva:

“L'obiettivo principale della UE non dovrebbe essere quello di proteggere i diritti umani fondamentali, la democrazia e la pace?”.

sollecitando quindi i responsabili politici europei a:

“condannare le azioni dello Stato turco e portare questi criminali di guerra davanti ai vostri tribunali”. Speranza vana, presumibilmente, dato che la Turchia, membro della Nato, difficilmente verrà mai giudicata da un tribunale internazionale.

Si calcola che i civili curdi uccisi in sei mesi a Cizre, Silopi, Gever, Sur, Nusaybin e Idil siano un migliaio (768 quelli... (continua)
gianni sartori 16/3/2016 - 19:25
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Chi ha ucciso Ilaria Alpi?

March 16, 2016
WHO KILLED ILARIA ALPI?
(continua)
16/3/2016 - 16:42
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Verranno a chiederti del nostro amore

2010
Storia di un impiegato (in occitano)



Testo fornitoci direttamente dai Lou Tapage
VERRANNO A CHIEDERTI DEL NOSTRO AMORE
(continua)
inviata da dq82 16/3/2016 - 15:58
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Il bombarolo

2010
Storia di un impiegato (in occitano)



Testo fornitoci direttamente dai Lou Tapage
IL BOMBAROLO
(continua)
inviata da dq82 16/3/2016 - 15:55
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Libertà

2013
Finisterre

Con una citazione de I carbonari come interpretata da De André
Si inizia sempre con due scarpe e una valigia di cartone
(continua)
inviata da dq82 16/3/2016 - 15:25
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Chi ha ucciso Ilaria Alpi?

Firenze: Inaugurazione di “Piazza Ilaria Alpi e Miran Hrovatin”. Il 20 marzo alle Piagge alla ricerca di verità e giustizia

Alle 16 di domenica 20 marzo 2016 al Centro Sociale Il Pozzo. Un incontro organizzato dalla Comunità delle Piagge con Daniela Luchetta, Mariangela Gritta Greiner, Sandra Bonsanti, Alessandro Santoro, Ornella De Zordo e Cristiano Lucchi. Seguirà la rappresentazione di alcuni brani de “Lo Schifo” di Stefano Massini a cura della scuola Calenzano Teatro Formazione.

... continua su L'Altracittà
16/3/2016 - 15:08
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Buonanotte Italia

2014
Indifferenti mai

Recitato tratto da [Antonio Gramsci]; 11 febbraio 1917
Buonanotte Italia, buonanotte a te
(continua)
inviata da dq82 16/3/2016 - 12:14
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It's a M.a.N.S World!

Hai perfettamente ragione, InscO, ho contribuito il brano solo nel quadro delle reazioni ad un paio di famose canzoni machiste, ma avrei fatto bene a limitarmi a Neneh Cherry e Koko Taylor… Mi pento quasi sempre quando contribuisco brani heavy metal ed oltre, è musica che non sta nelle mie corde… A mia parziale discolpa posso solo dire che in genere mi trovo nella condizione di contribuire un testo senza poter ascoltare la canzone… Se avessi potuto farlo, in questo caso certamente mi sarei astenuto.

Quanto a James Brown, non sono invece d’accordo con te: l’essere umano sarà anche stato sgradevole ma l’artista era immenso… “Live at the Apollo” del 1962 è un disco che non smetterei mai di ascoltare...

Comunque prometto che d’ora in avanti lascerò perdere l’extreme metal, il grindcore, eccetera, non fanno proprio per me…

Saluti
B.B. 16/3/2016 - 11:45




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