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Ma liberté

Ma Liberté

Chanson française – Ma Liberté – Georges Moustaki – 1970

26 chansons qui comportent le mot liberté dans leur titre...

Oui, il y a même celle que tu as intitulée toi-même, « Peur de la Liberté »

Certes, mais je t'avais promis de publier ici celle de Moustaki... La voici. On l'a entendue des milliers et des milliers de fois... Certains ne s'en lassent pas. Elle a eu bien des interprètes... En voici deux mémorables : le jeune Moustaki et le vieux Reggiani.

Ainsi Parlaient Marco Valdo M.I. et Lucien Lane
Ma liberté
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 4/7/2013 - 22:53
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Longue vie Longwy

[1982]
Nell’album intitolato “Aldebaran” (con riferimento ad una stella morente - una gigante rossa - anche chiamata Alfa Tauri, situata nella costellazione nel Toro)

Una canzone dedicata a Longwy, una cittadina nel nord-est di Francia, dipartimento di Meurthe e Mosella in Lorena, che fin dagli ultimi decenni dell’800 divenne un importante centro minerario e siderurgico. La produzione cominciò ad andare in crisi a partire dagli anni 60 del secolo scorso per ragioni economiche e di evoluzione tecnologica e la crisi raggiunse il suo apice alla fine degli anni 70 quando, uno dopo l’altro, vennero spenti tutti gli altoforni. Il 1978 ed il 1979 furono anni di grandi scioperi, occupazioni e manifestazioni eclatanti dei lavoratori e degli abitanti del bacino siderurgico della Lorena contro la catastrofe sociale prodotta dalla chiusura degli impianti.
Dans la vieille ville minière
(continua)
inviata da Bernart 4/7/2013 - 21:45
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Democrazia

Democrazia portami via sennò sto male
(continua)
inviata da Silva 4/7/2013 - 18:48
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Takin’ It to the Streets

‎[1976]‎
Scritta dal cantautore Michael McDonald (1952-) che tra il 1976 ed il 1982 fu mebro della band ‎californiana.‎
Nell’album “Takin’ It To The Streets”‎

You don’t know me but I’m your brother
(continua)
inviata da Bernart 4/7/2013 - 15:36
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Twa Recruitin' Sergeants

anonimo
La versione dei Great Big Sea, band canadese dedita ‎al folkrock, riferita alla Grande Guerra. ‎
RECRUITING SERGEANT
(continua)
inviata da Bernart 4/7/2013 - 15:06
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Land of Hope and Dreams

(2000)

In "Live in New York City" (2001)
poi in "Wrecking Ball" (2012)

Il treno come metafora di liberazione percorre tutta la musica americana, specialmente la musica nera. Springsteen qui gioca con i riferimenti: People Get Ready, citata apertamente alla fine del brano ma anche This Train (Bound for Glory).

Ma, come scrive Alessandro Portelli, Springsteen rovescia il gospel amato da Guthrie e da Big Bill Broonzy. Loro dicevano: “questo treno non porta giocatori d’azzardo, non porta puttane…” E lui invece: “questo treno porta puttane, porta giocatori, porta vincitori e perdenti”. Sul treno di Bruce c’è posto per tutti. Questa è la sua gente, our own.

Ma dove porta questo treno, dove per salire si prende quel che si può portare e si lascia il resto, cos'è questa terra di speranza e di sogno se non una terra finalmente libera, dove suonano le campane della libertà?

Non a caso, nel concerto a Ginevra del 3 luglio 2013 Land of Hope And Dreams è stata dedicata a Nelson Mandela.
Grab your ticket and your suitcase
(continua)
4/7/2013 - 12:52
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Keep on Pushing

(1964)
Scritta da Curtis Mayfield

Un inno del movimento per i diritti civili che fa direttamente riferimento alle rivolte ad Harlem del 1964.
I've got to keep on pushing (mmm-hmm)
(continua)
4/7/2013 - 11:23
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Potere nelle strade

[1983]

Album : Laida Bologna

"Potere nelle strade: incisa per la prima volta nell’83 o giù di lì, e senti come risuona oggi, in tempi di rivolte popolari, tumulti, “acampadas”, dal Nordafrica alla Spagna, dal Belgio alla Grecia, fino ai presidi No TAV"
Da:Wu Ming 1, Recensione del concerto dei Nabat alla Casona di Ponticelli, 11 giugno 2011
Vai
(continua)
inviata da adriana 4/7/2013 - 11:21
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Figli dell'officina

Certamente questo canto è tra i più diffusi nel movimento dei lavoratori ed ha subito diverse varianti a seconda dell'organizzazione politica che lo ha utilizzato soprattutto durante la lotta partigiana (ad esempio "libere bandiere" al posto di "Bandiere rosse e nere"). I partigiani di Reggio Emilia riprendono Figli dell'officina aggiungendo all'inizio del canto alcune strofe:

Noi siam nati chissà quando, chissà dove
Allevati dalla pubblica carità
Senza padre, senza madre, senza un nome
E noi viviam come gli uccelli in libertà
Figli di nessuno per monti andiam
Ci disprezza ognuno perché laceri noi siam
Ma se c'è qualcuno che ci sappia comandar e guidar
Figli di nessuno, anche a digiuno saprem sparar.
Figli dell'officina, figlioli della terra
Già l'ora s'avvicina della più giusta guerra [...]

Ma anche nel campo anarchico, ad opera di Alfonso Failla, sono state apportate modifiche per adattare... (continua)
INNO PARTIGIANO
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 4/7/2013 - 10:52
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Scenderemo nelle strade

[1981]
Scenderemo nelle strade
(continua)
inviata da adriana 3/7/2013 - 17:53
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La collina, o Dormono sulla collina

Bella la foto del ponte vecchio con la manifestazione per la pace! Oggi certi sindaci preferiscono utilizzare ponte vecchio per altri generi di manifestazioni......che tristezza!
Silva 3/7/2013 - 15:15
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How Come, How Long

‎[1996]‎
Scritta da Kenneth Edmonds (Babyface) a quattro mani con Stevie Wonder e con lui ‎interpretata.‎
Nell’album “The Day” e nella colonna sonora del film “The Fan” di Tony Scott, con Robert De ‎Niro e Wesley Snipes.‎

Una canzone che parla di violenza sulle donne, ispirata al caso dell’assassinio di Nicole Brown, ‎uccisa nel 1994 dall’ex marito, il famoso giocatore di footbal americano O.J. Simpson che però ‎andò assolto in un lungo e controverso processo penale mentre fu poi pesantemente condannato in ‎quello civile per il risarcimento dei figli avuti con la Brown e dei parenti di una seconda vittima, un ‎amico di lei, tal Ronald Lyle Goldman.‎
There was a girl I used to know
(continua)
inviata da Bernart 3/7/2013 - 14:28
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Solution

SOLUZIONE
(continua)
inviata da Valerio 3/7/2013 - 14:06
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One Blood

‎[1990]‎
Modern vampire of the city
(continua)
inviata da Bernart 3/7/2013 - 13:37
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Avec Fanon

Avec Fanon
Chanson française – Maurice Fanon – 1963
Paroles et musique: Maurice Fanon, 1963

Oh, Marco Valdo M.I., mon ami, te voilà de retour avec Maurice Fanon...

Salut à toi, Lucien l'âne mon ami. Ne t'étonne pas que je revienne, comme tu dis, avec Maurice Fanon, car souviens-toi, je l'avais promis l'autre jour en devisant avec toi de la chanson-manifeste des Cantacronache – Canzone dei fiori e del silenzio. J'avais promis de mettre dans les Chansons contre la Guerre cette chanson de Fanon, curieusement intitulée « Avec Fanon ». Car – et dès lors, son titre bizarre s'explique de lui-même, c'est en quelque sorte la chanson-manifeste de maurice fanon, lequel, à la manière d'un artisan honnête faisait ses chansons « à la main », des chansons bâties, construites, tissées sur la poésie et sur les idées généreuses, sur la révolte face aux injustices et sur le refus de la bêtise. Cette manière... (continua)
C'est peut-être à coups de châtaignes qu'on devient marron
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 3/7/2013 - 12:49

Clément Méric

Laura Rodriguez - Armel Campagne
L’hanno ucciso Clément Méric
per la sua maglietta pulita
per il suo fazzoletto rosso
il suo passo come una danza
e la parola chiara, azzurrina

14-15 giugno 2013
3/7/2013 - 12:10
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Shirt of Blue

‎[1985]‎
Scritta da Paul Simmonds
Singolo poi incluso nell’album intitolato “How Green Is The Valley”, lo stesso in cui è contenuta ‎‎The Ghosts Of Cable Street

Se “The Ghosts Of Cable Street” era dedicata ad un evento risalente al lontano 1936, quando ‎centinaia di migliaia di antifascisti londinesi fermarono una parata militare organizzata dal partito ‎nazista britannico di Sir Oswald Ernald Mosley, questa canzone racconta di una vicenda privata che ‎però ha sullo sfondo, anzi, ha come causa quanto era appena accaduto nella Gran Bretagna ‎thatcheriana durante il lungo e violento braccio di ferro con i minatori, in sciopero per quasi un ‎anno intero tra la primavera del 1984 e quella del 1985… Qui un minatore, stremato fisicamente e ‎finaziariamente dal lungo sciopero viene lasciato dalla compagna che si trova un altro che sappia ‎darle delle prospettive migliori di vita, nello specifico un poliziotto… ‎
Hey now, Tommy have you got new shirt?
(continua)
inviata da Bernart 3/7/2013 - 12:02
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Ms. AmeriKKKa

‎[2003]‎
Bonus track dall’album “Love & Hate”‎
I was, I was, I was, on a plane back going back to Los Angeles
(continua)
inviata da Bernart 3/7/2013 - 11:12
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Le beatitudini

Chanson italienne - Le beatitudini – Rino Gaetano - 1980

Texte et musique de Rino Gaetano.

« Les Béatitudes » sont considérées un peu comme une sorte de « testament » de Rino Gaetano. Évidemment ce fut dit a posteriori, puisqu'on ne peut certes imaginer que Rino prévoyait de mourir dans un accident de la route à 31 ans, ballotté entre des hôpitaux d'un service de santé déficient qui n'avaient pas de place. C'est une chanson dans laquelle tous les thèmes des chansons de Rino se retrouvent à la perfection, énumérés avec sa grâce incomparable, désinvolte, intelligente et surréelle. C'est une chanson qui parle de tant de choses ; parmi celles-ci, il y a même la guerre, à laquelle est dédiée une strophe qui pourrait être mise en exergue à ce site. C' est une chanson très belle. Comment ai-je fait pour ne pas penser l'insérer plus tôt, mea culpa. [RV]
LES BÉATITUDES
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 2/7/2013 - 23:02
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One (Hu)'Man One Vote

Cruel, Crazy Beautiful World (1989)
Bayeza abafana bancane wema
(continua)
inviata da DonQuijote82 2/7/2013 - 22:56
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Ndodemnyama (Free South Africa)

Ndodemnyama (Free South Africa) (1990) [Single]

Similiar to the idea behind Artists United Against Apartheid 20 or so artists came together to release an anti-apartheid song. The track "Ndodemnyama (Free South Africa)" made comparisons between the importance of the civil rights movement in the US and the anti-apartheid movement:
[Afrika Bambaataa]
(continua)
inviata da DoNQuijote82 2/7/2013 - 22:51

7 Dee Days

Edutainment (1990)
[KRS-One]
(continua)
inviata da DoNQuijote82 2/7/2013 - 22:47
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Free All the People (South Africa)

Milagro (1992)
You got to free all the people in South Africa...
(continua)
inviata da DoNQuijote82 2/7/2013 - 22:43
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Say Africa

Say Africa 2010
We crossed Zimbabwe’s boarder
(continua)
inviata da DoNQuijote82 2/7/2013 - 22:35
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In Solitary Confinement

When You Come Back (1992)
In solitary confinement
(continua)
inviata da DoNQuijote82 2/7/2013 - 22:32
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Steve Biko

Midnight Marauders 1993
Linden Boulevard represent, represent
(continua)
inviata da DoNQuijote82 2/7/2013 - 22:28
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President Mandela

Early as the morning dew
(continua)
inviata da DoNQUijote82 2/7/2013 - 22:19
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Still Demanding

Reflections From Pre-Liberation South Africa (2007)

South African folk singer, signed to Mountain Records of Cape Town, South Africa in the 1970s and 1980s. Playing at coffee shops and bars, marches and rallies, many of the songs on this compilation were banned from South African radio for its political and social content.

incompleta
Lucy in the city, see the dancing feet
(continua)
inviata da DoNQuijote82 2/7/2013 - 22:11

L'inno nazionale pel XX settembre

Goliardo
[1895]
Testo di "Goliardo"
Musica non conosciuta, ma probabilmente sull'aria del "Va, pensiero" di Giuseppe Verdi

" Appare sul giornale XX Settembre [1], pubblicazione comunista-anarchica di Buenos Aires: una grande foto allegorica a tutta pagina mostra la borghesia che brinda raccolta attorno ad un banchetto mentre sulla destra coatti politici attendono la rivoluzione sociale simboleggiata da una donna che innalza una fiaccola. La data del 20 settembre ricorda l'epopea risorgimentale e viene strumentalmente adottata dal governo Crispi per placare il dissenso con le frange della borghesia liberale e progressista che osteggia i suoi sogni di espansione coloniale in Africa. La rievocazione dell'epopea risorgimentale e il richiamo al mito unitario rende agevole l'invito agli italiani a riconoscersi nella patria comune e fomenta valori patriottardi in quei ceti popolari la cui indifferenza... (continua)
Salve Roma! Da tutta la terra
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 2/7/2013 - 15:33
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Propaganda

‎[2000]‎
Nell’album “Let's Get Free”‎

C’è un po’ di dietrologia e complottismo in questa canzone (vedi soprattutto che Bob Marley ‎sarebbe stato ucciso e così pure Ron Brown, il primo afroamericano a diventare ministro del ‎commercio del governo federale, perito in un incidente aereo nel 1996) ma per il resto affronta a ‎‎360° il tema del controllo e della repressione nella società americana.‎
Il brano si conclude con la citazione di un discorso di Huey P. Newton, fondatore delle Black ‎Panthers, ucciso da uno spacciatore nel 1989.‎
‎[News]
(continua)
inviata da Bernart 2/7/2013 - 14:57
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A.W.O.L.‎

‎[2003]‎
Nell’album “Sonic Jihad”‎

La generazione degli anni 80, che negli USA è chiamata “Hip-Hop generation” è quella che più di ‎ogni altra ha pagato il tributo di sangue nelle guerre in Afghanistan e in Iraq. Certo, si può dire che ‎fossero (e siano ancora oggi) tutti volontari i soldati statunitensi che decidono di andare a ‎combattere laggiù, ma molto spesso si tratta di giovani non abbienti, ricattati col miraggio di ‎ottenere la cittadinanza americana (se immigrati) o di vedersi pagati gli studi al rientro dal servizio ‎militare. E invece tanti di loro, imboniti da proclami stantii e da menzogne (“un’opportunità per ‎girare il mondo, per costruirsi un futuro”, “un’occasione per rendersi autonomi e quindi liberi”, ‎‎“non siamo in guerra, portiamo la pace e la libertà a chi non ce l’ha”) sono poi tornati a casa in una ‎busta di plastica avvolta dalla bandiera a stelle e strisce oppure... (continua)
And you don't hear none of those stations, for hip-hop and R&B playin him
(continua)
inviata da Bernart 2/7/2013 - 14:22
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Wolves in Wolves' Clothing

‎[2006]‎
Nell’album omonimo


Epitaffio per gli Stati Uniti, anzi, gli Stati Divisi, una nazione sulla soglia della decadenza come ‎l’impero romano o quello azteco, come la civiltà dell’Isola di Pasqua, inquietante e ridicolo come i ‎maiali de “La fattoria degli animali” di Orwell, come un film di Terry Gilliam (uno su tutti, ‎‎“Brazil”), penoso e anacronistico come la regina Maria Antonietta o il senatore Joseph McCarthy…‎
We are Rome, Aztec Mexico, ‎
(continua)
inviata da Bernart 2/7/2013 - 13:49
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Blue Diamond Mines

‎[1964]‎
Parole di Jean Ritchie, scritte sotto lo pseudonimo di Than Hall.‎
Musica di Jean Ritchie e Peter Pickow (figlio della Ritchie e del fotografo George Pickow) ‎
Dall’album “Clear Waters Remembered” pubblicato nel 1974‎



Jean Ritchie, “The Mother of Folk”, cantautrice e virtuosa del dulcimer degli Appalachi, oggi quasi ‎centenaria, tra la fine degli anni 50 e i primi anni 60 scrisse diverse canzoni sulla devastazione ‎prodotta dall’estrazione del carbone nelle regioni montuose del Kentucky. Per non subire ritorsioni ‎fu costretta a firmarsi con lo pseudonimo di Than Hall.‎
All’epoca in cui questa canzone fu scritta l’industria mineraria nel Kentucky era già in profonda ‎crisi, gran parte delle miniere erano già state chiuse e dietro di sé avevano lasciato solo ‎inquinamento e disoccupazione, degrado ambientale e sociale.‎
Si veda al proposito anche The L&N Don't Stop Here Anymore.‎

‎“… Nelle miniere, nei pozzi della Blue Diamond ho gettato via la mia vita lavorando…”‎
I remember the ways in the bygone days
(continua)
inviata da Bernart 2/7/2013 - 11:46
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West Virginia Mine Disaster‎

‎[1968]‎
Parole e musica di Jean Ritchie
Dall’album “Clear Waters Remembered” pubblicato nel 1974‎



Una canzone che si riferisce al disastro minerario di Hominy Falls, West Virginia, accaduto il 26 ‎maggio del 1968 quando 25 minatori rimasero intrappolati nei pozzi a causa di un allagamento. ‎Quattro di loro morirono…‎

‎‎

‎“… Era mattino presto, lui passò accanto a casa nostra diretto verso la miniera. Era alto, snello, i ‎suoi occhi azzurri erano così dolci. Era un minatore, West Virginia il suo paese…”‎
Say, did you see him walking? It was early this morning
(continua)
inviata da Bernart 2/7/2013 - 11:25
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The L&N Don't Stop Here Anymore

‎[1963?]‎
Parole e musica di Jean Ritchie, sotto lo pseudonimo di Than Hall.‎
Nell’album intitolato “Time For Singing” pubblicato nel 1966.‎
Interpretata da Guy Carawan, Johnny Cash e Michelle Shocked, tra i ‎tanti.‎

Jean Ritchie, “The Mother of Folk”, cantautrice e virtuosa del dulcimer degli Appalachi, oggi quasi ‎centenaria, tra la fine degli anni 50 e i primi anni 60 scrisse diverse canzoni sul devastazione ‎prodotta dall’estrazione del carbone nelle regioni montuose del Kentucky. Per non subire ritorsioni ‎fu costretta a firmarsi con lo pseudonimo di Than Hall.‎
All’epoca in cui questa canzone fu scritta l’industria mineraria era già in profonda crisi, gran parte ‎delle miniere erano già state chiuse e dietro di sé avevano lasciato solo inquinamento e degrado ‎ambientale. Anche le linee ferroviarie – come la Louisville and Nashville Railroad (L&N) - erano ‎state abbandonate,... (continua)
When I was a curly headed baby
(continua)
inviata da Bernart 2/7/2013 - 11:03
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Black Waters

‎[fine anni 60?]‎
Parole di Jean Ritchie
Musica di Jean Ritchie e Peter Pickow (figlio della Ritchie e del fotografo George Pickow) ‎
Dall’album “Clear Waters Remembered” pubblicato nel 1974‎


Dalle Cumberland Mountains del Kentucky, il suono del dulcimer degli Appalachi e la voce di Jean ‎Ritchie, “The Mother of Folk”, cristallina come dovevano essere le acque di quei posti prima che le ‎industrie minerarie le ammorbassero completamente…‎
I come from the mountains, Kentucky's my home
(continua)
inviata da Bernart 2/7/2013 - 10:21
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Down By The Riverside

anonimo
2009 - We came to sing

A spiritual rising up from the African American tradition, this song takes on profound meaning defined each time by context. In the religious context, I understand that to "study" can mean to allow your mind to dwell on something. So, for example, to study war suggests it has become acceptable to you and therefore you participate in it. So in the reverse, to not study war is to stay in close relationship to the unacceptability of war and to one's refusal to participate. As is true in any craft, to be an activist in opposition to war requires practice. War to me includes domestic violence, world hunger, inhumane systems of education, prisons, emotional and physical abuse of children, harsh and critical language and so on. So as we sing this song (in this rendition as a prayer) we both honor the tradition from which the song comes as well as we are committing ourselves to the practice of unlearning behaviors that are not useful to the evolution of life on this earth.
STUDY WAR NO MORE
(continua)
inviata da DonQuijote82 2/7/2013 - 09:30
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Fight Back

2002
And still we sing
By day I live in terror
(continua)
inviata da DoNQuijote82 1/7/2013 - 22:19
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Family Promise

1983
lifeline
Finally a baby born in the spring time
(continua)
inviata da DoNQuijote82 1/7/2013 - 22:14
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Somebody's Jail

2006
Show up
Just walking along, shopping for food
(continua)
inviata da DonQuijote82 1/7/2013 - 22:04

Didn't You Mean to Say

2011
Edge
Didn't you mean to say you assassinate your enemies
(continua)
inviata da DoNQuijote82 1/7/2013 - 22:01
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Reagan

‎[2012]‎
Scritta da Michael Render (il vero nome di Killer Mike) e Jaime Meline.‎
Dall’album “R.A.P. Music” (l’acronimo sta per “Rebellious African People”)‎

Le frasi pronunciate dal defunto ex-presidente americano Ronald Reagan sono estrapolate dalle ‎audizioni sullo scandalo “Irangate” tenutesi nel 1987 di fronte ad una commissione d’inchiesta del ‎Senato federale. ‎

Per chi non lo sapesse, “Irangate”, o “Iran-Contras” è il nome associato ad un’operazione segreta, ‎cui lo stesso Reagan appena insediatosi alla Casa Bianca diede il suo assenso (“tollerò pur non ‎essendone completamente informato”, scrisse la commissione), attraverso la quale gli USA ‎all’inizio degli anni 80 vendettero illegalmente armi all’Iran, sotto embargo internazionale e in ‎guerra con l’Iraq, con il duplice fine di ammorbidire il regime degli Āyatollāh, che dal 1979 ‎avevano ostaggi americani nelle loro mani, e... (continua)
‎[Ronald Reagan]
(continua)
inviata da Bernart 1/7/2013 - 16:34
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Walls Come Tumbling Down

‎[1985]‎
Parole e musica di Paul Weller
Nel disco intitolato “Our Favourite Shop”‎

Manifesto politico di Paul Weller contro la Gran Bretagna dell’autoritarismo thatcheriano (“The ‎public enemies, No 10”), contro l’inebetimento e imbonimento delle coscienze attraverso la TV e l’ ‎‎“hire purchase” (HP, o “never-never”), cioè il sistema di indebitamento (ed impoverimento dei già ‎poveri) costituito dalle formule di finanziamento rateale, contro il lavoro precario e saltuario che ‎trasforma l’uomo in una bestia da soma (“dangle jobs, like a donkey's carrot”) sempre esposta al ‎ricatto del padrone…‎
You don't have ‎
(continua)
inviata da Bernart 1/7/2013 - 14:34
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Lettera di Robert Bowman


Why US is hated

by Robert Bowman, bishop of the United Catholic Church in Melbourne Beach, FL.

Robert Bowman flew 101 combat missions in Vietnam. He is presently (1998) bishop of the United Catholic Church in Melbourne Beach, FL. Originally printed in The National Catholic Reporter, Oct. 2, 1998. The "Security" Charade - by Robert Bowman If deceptions about terrorism go unchallenged, then the threat will continue until it destroys us.

The truth is that none of our thousands of nuclear weapons can protect us from these threats. No Star Wars system no matter how technically advanced, no matter how many trillions of dollars are poured into it, can protect us from a nuclear weapon delivered in a sailboat or a Cessna or a suitcase or a Ryder rental truck. Not one weapon in our vast arsenal, not a penny of the $270 billion a year we spend on so-called defense can defend against a terrorist... (continua)
1/7/2013 - 12:21
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Il mio sud

[2011]

Album: Guellarè
Il mio sud è una mamma cinque figli da
(continua)
inviata da adriana 1/7/2013 - 11:11
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Controvento

[2011]

Album: Guellarè
Siamo mani ferite quando tiriamo le reti
(continua)
inviata da adriana 1/7/2013 - 10:59
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If I Can Dream

Molto bella questa canzone, la ascolta in continuazione, ho diverse versioni.
crisitan 1/7/2013 - 01:22

Hanno arrestato Errico Malatesta

anonimo
[1873?]
Sull'aria degli "Stornelli toscani"

Catanuto e Schirone (p. 29) riportano questa strofa che, secondo i Canti popolari italiani a cura di G. Vettori (Roma, Newton Compton, 1974, p. 194 e p. 335) sarebbe stata cantata in prigione da due anarchici nel 1943-44. Non è dato sapere a quale tra i numerosi arresti che Errico Malatesta ebbe a subire si riferisca la strofa; ma alcune fonti ritengono che si tratti di quello subito nel 1873, all'età di appena vent'anni.
L'hanno arrestato Errico Malatesta;
(continua)
inviata da Ahmed il Lavavetri 30/6/2013 - 23:49
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Dimmi buon giovine, o Dimmi bel giovane [Esame di ammissione del volontario alla Comune di Parigi]

La versione più nota, di quattro strofe, raccolta da Leoncarlo Settimelli e ripubblicata nel volume Il pensiero anarchico di F.Pani e S. Vaccaro, Verona, Demetra, 1997, p. 55. È alla base di tutte le interpretazioni successive, compresa quella di Vinicio Capossela e quella delle De' Soda Sisters

Interpretata da Vinicio Capossela e Neri Marcorè
Dimmi bel giovane,
(continua)
inviata da Maria Cristina Costantini + CCG/AWS Staff 30/6/2013 - 23:07
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La Guerre

LA GUERRE

ou À la guerre comme à la guerre...

Chanson française – Maurice Fanon – 1968
Paroles : Maurice Fanon. Musique : Gérard Jouannest (1968)

Ah Lucien l'âne mon ami, tu me vois tout réjoui et je vois que tu te demandes bien pourquoi je fais cette tête-là.

En effet, en effet... Tu as l'air d'un enfant qui vient de trouver une bille... ou d'un entomologiste qui trouve une araignée inconnue...

C'est un peu ça, d'ailleurs. Moi qui croyais connaître les chansons de Maurice Fanon... et de fait, je le connais depuis longtemps, trop sans doute... je viens de découvrir une petite merveille et en plus, une chanson contre la guerre... Imagine. Donc, je trouve une vidéo où Fanon chanterait une chanson intitulée La Guerre. Je connais mon Fanon et même si je n'ai jamais entendu cette chanson, je sais d'avance qu'elle sera antiguerrière et antimilitaire. Je l'écoute et bien sûr, tout cela se... (continua)
Je les ai vus sur nos routes
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 29/6/2013 - 23:31
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Tramonta o sole

Il contadino e il pendolare

29/6/2013 - 22:30
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Mercy Mercy Me (the Ecology)

Favolosa
cristina suppa 29/6/2013 - 20:15
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Têtes de Bois: Alfonsina e la bici

Têtes de Bois - Goodbike (2010)
Voce Rap: Militant A (Assalti Frontali)
Video diretto da Agostino Ferrente, con Margherita Hack

Nel 1924 una ragazza di Romagna corse il Giro d'Italia. Biciclette pesanti, tappe di 400 km e strade bianche. Arrivò fuori tempo massimo Alfonsina, ma concluse il Giro.
Nel '24, quando le donne non avevano ancora diritto al voto lei già si chiamava Strada.
Dedichiamo questa bellissima canzone a Margherita, una ragazza di 91 anni a cui il cuore oggi è finito fuori giri. Cercatela tra le sue stelle, quelle che anche a Firenze e a Trieste non puoi vedere....
Alfonsina ha le tette sgonfie
(continua)
inviata da CCG Staff 29/6/2013 - 16:44
Video!

Il cielo è di tutti

Sempre più in compagnia (Ciao, Margherita)
di Riccardo Venturi

Andrà a finire che la cosa più bella su Margherita Hack, subito dopo che è tornata alla terra, l'ha detta l'astronauta siciliano che sta orbitando lassù, da qualche parte giro giro. "Le stelle che hai amato ti rispettano", ha detto; e su questo non mi sembra che possa esistere alcun dubbio. Non sarà nemmeno una gran frase, per carità; ma credo che immaginare le stelle che, per un millesimo dei loro secondi (che corrisponderà senz'altro a qualche nostro millennio), si inchinano al pensiero di questa donna, può servire.

E così, da poche ore, siamo sempre più in compagnia. Quando muore qualcuno, si è soliti dire di essere sempre più soli; in questo caso, va detto, senza Margherita Hack siamo sempre di più in compagnia. Ma non di lei.

Siamo sempre più in compagnia di cialtroni di ogni sorta, a base di dèi, miracoli, "soprannaturali"... (continua)
daniela -k.d.- 29/6/2013 - 14:19
Video!

Cruz de Luz (Camilo Torres)

Grazie a Chiara, abbiamo corretto l'attribuzione ed il titolo e rivisto la traduzione secondo i suggerimenti di Luca
CCG Staff 29/6/2013 - 00:17




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