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Autore Bobo Rondelli

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Non piangete i partigiani

(25 Aprile 2020)

Per la festa del 25 aprile di Archivi della Resistenza, Bobo Rondelli ha fatto a tutti noi questo splendido regalo di una canzone dedicata ai partigiani e alle partigiane. C'è dentro tutta l'umanità di Bobo Rondelli, c'è il mondo di Bert... pieno di amore nonostante tutto.
Non piangete i partigiani
(continua)
22/9/2020 - 23:48
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Nara F.

(2015)
Parole e musica di Bobo Rondelli
dall'album Come i carnevali

Nara Filippi era la mamma di Bobo Rondelli, morta nel 2014 a 84 anni. Questa canzone commovente - anche se Bobo la presenta con la sua solita ironia parlando della pensione che non c'è più e dei siparietti con la madre quando tornava a casa tardi la sera - racconta anche una brutta storia di molestie che la madre ha dovuto subire dal padrone quando da giovanissima andava a lavorare come domestica. Una storia che ha confessato ai figli solo negli ultimi giorni prima di morire, quasi fosse una sua colpa.
Mi alzerò e ti vedrò sonnambulo
(continua)
inviata da Lorenzo 5/9/2020 - 23:15
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Maestro Goldszmit

[2015]
Parole di Bobo Rondelli
Musica di Bobo Rondelli, Filippo Gatti, Fabio Marchiori, Simone Padovani, Francesco Bianconi.
Nell'album "Come i carnevali"

Una canzone dedicata al medico e pedagogo ebreo polacco, Janusz Korczak, pseudonimo di Henryk Goldszmit (1878-1942), che dedicò tutta la vita ai bambini e ai più indifesi fra loro, gli orfani, e con essi morì nel campo di sterminia di Treblinka.
Su questa enorme figura si veda in particolare Kartka z dziennika Akcji

Non mi pace tantissimo questa canzone di Bobo Rondelli, mi sembra troppo "celestiale"...
La realtà purtroppo fu un'altra, probabilmente più vicina alla descrizione resa da Marek Rudnicki, uno degli orfani, che fu testimone del rastrellamento e dell'avvio di Korczak e dei suoi bambini ai vagoni della morte ma che, a quanto pare, su quel convoglio non salì e fu poi messo in salvo dai partigiani e fatto uscire dal Ghetto:

"Non... (continua)
Dagli occhi tuoi
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/3/2020 - 21:02
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Andare, camminare, lavorare

1975
Andare, camminare, lavorare e altri discorsi
(Ciampi - Marchetti - Pavone)

Piero Ciampi (Livorno, 28 settembre 1934 – Roma, 19 gennaio 1980)

Oggi sono 39 anni che se n'è andato. Nell'estate del 1975 nei juke-box sulla spiaggia, inserivi la monetina e ascoltavi questo trascinante 45 giri appena uscito di un cantante che nessuno conosceva. Tutti sghignazzavano e leccavano il gelato. E siamo ancora qui a ricordare una voce che ha lasciato impronte e cicatrici su questo nostro bel mondo poetico. Un'anima alcolista e fannullona. Inaffidabile e spesso insopportabile, mentitrice e millantatrice. Ma che probabilemte aveva intuito molto in anticipo....

Interpretata tra gli altri dai Settore Out, Têtes de Bois, Riserva Moac e Bobo Rondelli
Andare camminare lavorare,
(continua)
inviata da Flavio Poltronieri 20/1/2019 - 09:45
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Echelon

Il grandissimo Bobo Rondelli si esibisce in uno spogliarello quasi integrale e finisce con....

"IO NON ME LO VEDO SOTTO L'ASCIUGAMANO, MA TU SI AMERICANO, TU SI, COL TUO SATELLITE LO VEDI PERCHÈ VEDI TUTTO E ALLORA SAI CHE TI DICO?!?!?!??? PUPPAMELO AMERICANO!!!!"

23/11/2013 - 17:53
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Sporco denaro

[2011]
Album : L'ora dell'ormai
Maledetto vile sporco denaro
(continua)
inviata da adriana 9/5/2013 - 08:12
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Gigi balla

dal primo disco "Ottavo Padiglione" (1993)

poi ricantata da Bobo Rondelli in "Disperati intellettuali ubriaconi" (2002)
con Stefano Bollani

Questa canzone potrebbe far parte del percorso: guerra agli animali.

Negli ultimi tempi, da quando il cantautore Bobo Rondelli si è fatto conoscere a livello nazionale, in tanti possono aver conosciuto Gigiballa come il titolo di una sua canzone. Nella canzone, Bobo Rondelli parla di un orso che era chiamato Gigiballa perché ballava; la gente accorreva per vedere lo spettacolo dell’orso che ballava, ma in realtà l’orso ballava perché gli doleva un dente che nessuno provvedeva a levargli.

Chi non è di Livorno non sa che Gigiballa era un orso vero in pelo e ossa, un orso dello zoo di Livorno che per davvero era stato chiamato Gigiballa.
Di Gigiballa, l’illustre livornese diventato famoso in tutta Italia grazie a Bobo Rondelli, ne parlarono i giornali nel giorno in cui morì.

Du' tuffi nelle stelle

La mia mamma mi portava a vedere Gigiballa,
(continua)
inviata da Silva 23/6/2012 - 11:06
Venticinque aprile. Parole necessarie, bestemmie chiare: A me ciam Bert di Bobo Rondelli.
Riccardo Venturi 25/4/2011 - 00:24
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A me ciam Bert

Poesia di Bobo Rondelli, accompagnata da musica varia
A poem by Bobo Rondelli, to be accompanied by various music
Da / From "Compagni di Sangue"
Filmata da Paolo Virzì in "L'uomo che aveva picchiato la testa"

Averci una sera a casa Alessio Lega è, di per sé, una cosa bastevolmente straordinaria; specie se la sera in questione è la vigilia del venticinque aprile. Quando poi l'Alessio Lega in questione ti fa scoprire un testo come questo, alla vigilia del venticinque aprile, si vede che almeno un pochino, forse, estremamente forse, Iddio c'è; o, perlomeno, c'è qualcosa che sfugge all'immediata comprensione razionale. Da prendersi così com'è.

Bobo Rondelli, come si sa, è l'emblema della livornesità (almeno in momentanea assenza di Piero Ciampi; ma tornerà). Però ha una parte di origini emiliane (modenesi di montagna), e ha scritto questa poesia che recita con un accento emiliano assolutamente... (continua)
Dietro Bobo mi nascondo, ma mi porto dentro Berto, zio di mio padre, fratello di mio nonno, del quale porto il nome che io, secondogenito, ho avuto per tradizione. Emiliano contadino, scapolo mezzo scemo del villaggio, uomo mite e buono, sgonfiatore di damigiane, sempre in mezzo a risse e puttane, ma una era la sua morosa preferita, la Caterina, una donna tonda e ubriacona che lui dal paese, gonfio di vino, caricava sulle spalle per portarla nella stalla, e quando nel tragitto lei gli diceva “Berto ho da pisciare!” lui neanche si fermava e così le rispondeva “Piscia pure, basta che non caghi”. E così con questa precisazione lei gli lasciava sulla giacca il suo odore e il suo calore come un vino, che dal consumatore ritorna al produttore, come una gatta a segnare il suo territorio animale. Mio non... (continua)
inviata da CCG/AWS Staff e Alessio Lega 24/4/2011 - 23:59
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Oh mamma oh papà

[2001]
Album:Il figlio del nulla
Ore nove della sera
(continua)
inviata da adriana 12/12/2009 - 14:42
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Ipotesi

Tra canzone e cabaret
Le parti in corsivo sono parlate.
Ma che ci faccio io qui?
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 24/7/2005 - 16:11
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Cuore di bimbo

da "Disperati, intellettuali, ubriaconi" (Bobo Rondelli & Stefano Bollani)

Bobo Rondelli, ex leader del gruppo livornese degli Ottavo Padiglione, e Stefano Bollani, eclettico pianista jazz, hanno realizzato insieme un disco "Disperati intellettuali ubriaconi" che ha palesi riferimenti compositivi e stilistici a grandissimi della nostra canzone (Buscaglione, Ciampi, Conte, Endrigo, Jannacci, Gaber, fors'anche Bubola).

Il disco alterna testi ironici ad altri molto toccanti, malinconia e allegria.
Sono presenti due cover: "Un giorno dopo l'altro" di Luigi Tenco e "Io e te Maria" di Piero Ciampi.


Il tema di questa canzone purtroppo è sempre attuale. I bambini come vittime principali delle guerre
Cuore di bimbo, piccolo seme
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 29/11/2004 - 23:53
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Armiamoci e partite

[1993

Dal primo disco (omonimo) degli Ottavo Padiglione
Testo e musica di Bobo Rondelli
con citazione alla chitarra distorta dell'Inno di Mameli....


One, two, three, five!
(continua)




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