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Autore Lalli

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Per città e villaggi

[1990]
Musica degli Environs (Claudio Villiot, Lalli, Stefano Giaccone, Toni Ciavarra)

Il testo è la traduzione italiana di una poesia di Saeed Soltanpour, poeta, scrittore e regista teatrale iraniano, fiero oppositore del regime dello Shah, più volte vittima di censura e carcere.
La sua lotta non cessò dopo la rivoluzione islamica del 1979.
Nel 1980 Soltanpour fu eletto nel direttivo dell'Associazione degli scrittori iraniani.
L'anno seguente, proprio il giorno delle sue nozze, venne arrestato. In carcere fu torturato per giorni e infine giustiziato, il 26 luglio del 1981.
quando un ideale rosso e grande
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/7/2017 - 18:56
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Τα 18 λιανοτράγουδα της πικρής πατρίδας

Gli Environs di Stefano Giaccone e Lalli offrirono una loro versione degli aforismi 1, 15, 4 e 16 (così la sequenza) nel loro disco del 1990 intitolato “Cinque parti”. Il brano venne intitolato “Giocattoli”
GIOCATTOLI
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/7/2017 - 13:27
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Grabschrift 1919

La versione degli Environs di Stefano Giaccone e Lalli, risalente alla fine degli anni 80 ma pubblicata solo nel 2001, nella raccolta "Un pettirosso in gabbia mette in furore il cielo intero" (citazione da una poesia di Willima Blake) edita da Stella Nera / A - Rivista Anarchica.
EPITAPH 1919
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/7/2017 - 09:41
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No Man Can Find The War

Ciao Flavio, in realtà "No Man Can Find The War" è un cavallo di battaglia di Giaccone & Soci, che l'hanno sempre eseguita fin dagli anni 80. A quanto mi risulta la incisero tra fine anni 80 e inizio dei 90 già in un paio di formazioni successive alla conclusione dell'esperienza dei Franti. Si chiamavano Environs e poi Orsi Lucille, e c'erano sempre Lalli e Stefano, con Claudio Villiot, Vanni Picciuolo e altri.
B.B. 6/7/2017 - 13:15
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Ἀντισταθεῖτε

Nell’LP intitolato “Cinque parti”, pubblicato nel 1990.
Testo trovato sulle pagine dell’etichetta discografica anarchica Stella Nera
ALLE MUSICHE, AI TAMBURI, ALLE PARATE
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 3/6/2016 - 17:22
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L’uomo col braccio spezzato

[1993?]
Parole e musica di Stefano Giaccone.
In molti dischi delle diverse creature artistico-politiche che Stefano Giaccone ha contribuito a creare nel tempo, dagli Howth Castle, alla Banda di Tirofisso, agli Ishi. Ripresa nel 1998 da Lalli nel suo splendido esordio solista “Tempo di vento”.

Non so esattamente quali pensieri avesse in testa Stefano Giaccone quando scrisse questa che è una delle sue canzoni più belle e ricorrenti... Ma sono anch’io di Torino (anch’io, che pure lui lo è, benchè sia nato a Los Angeles) e in questi versi riconosco la mia città di un tempo: il freddo, la solitudine delle periferie operaie, i cancelli della FIAT... E quell’uomo morente che forse è stato vittima di un incidente sul lavoro, o forse ha cercato di lottare, di sabotare la macchina, e ci ha rimesso la vita perchè è stato lasciato solo...

Spero che Stefano Giaccone capiti da queste parti e possa confutare, correggere o dare corpo a questo mio abbozzo di interpretazione...
Ti alzerai e crederai d'essere un altro
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 12/8/2014 - 21:51
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Samira piccola

‎[2002]
Parole e musica di Lalli e Pietro Salizzoni
Dal disco intitolato “All’improvviso, nella mia stanza”‎

‎‎
Una bambina ed una nonna in fuga dallo loro terra, su di un barcone della “fortuna”… Il destino è ‎atroce, comune a quello di tanti migranti, come i 268 siriani, tra i quali 60 bambini, che hanno perso ‎la vita l’11 ottobre scorso nel canale di Sicilia su di un’imbarcazione naufragata a causa dei colpi ‎sparati da una motovedetta libica (forse proprio una di quelle regalate a suo tempo da Berlusconi a ‎Gheddafi) e anche per il colpevole ritardo nei ‎soccorsi imputabile alle autorità italiane…‎

Sempre L’Espresso (precisamente sul blog ‎‎Undercover di Fabrizio Gatti) fa presente che i capi di Stato dell’Unione europea, riuniti a ‎Bruxelles il 24 e il 25 ottobre scorso, di fronte alle stragi e ai 646 morti annegati in tre diversi ‎naufragi nei primi undici giorni del mese, tra... (continua)
Samira piccola comincia a contare
(continua)
inviata da Bernart 11/11/2013 - 10:06
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Partigiani senza guerra

[1994]
Album «Sotto la pioggia», l’unico di questo gruppo che è stato una delle tante manifestazioni dei Franti, con Lalli e Vanni Picciuolo (tutt'e due ex-Franti) assieme a Claudio Villiot (ex-Environs), Toni Ciavarra (ex-Environs), Massimo Ferrusi e Walter Daziano... ma senza il mitico Stefano Giaccone

«... e sotto questa pioggia andiamo per strade per lo più deserte. A volte incontriamo qualcuno, scambiamo le nostre pietre, i nostri sonagli, poi di nuovo in cammino, che l'acqua nelle ossa diventa maestra e compagna scomoda ma inseparabile per andare solo dove il cuore porta. Portiamo sulla faccia segni di un vento respirato e che ci fa ricordare un futuro pieno di acqua tiepida, di risuonare di mare e di risate di uomini e donne liberi. Un disco è poca cosa, un leggero vibrare lì, in mezzo a silenzi e fragori di morte. un pezzo di plastica sperso tra milioni di altri cui affidiamo il... (continua)
Passeggiando nel mondo quasi a chiedermi dov'è
(continua)
inviata da Bartleby 4/5/2012 - 22:21
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La fiaba di Nushe

Per il percorso "Violenza sulle donne: come e peggio della guerra", una bellissima canzone da "All'improvviso nella mia stanza" (2002)
Dal foulard le spuntava
(continua)
inviata da Alessandro 22/4/2008 - 08:56
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Brigata partigiana Alphaville

[1999]
Dall'album "Tempo di vento". L'autrice la ha dedicata a suo padre, ex partigiano.
Una canzone sul filo di ricordi confusi e di terribili immagini che si sovrappongono nel tempo.
Scesi dall'auto a toccare il mondo
(continua)
inviata da Riccardo Venturi

Essi vennero

[1994]
Testo e musica di Marco Ciari, Stefano Giaccone, Lalli

"Verso la fine degli anni settanta, un gruppo di compagni torinesi accende la scintilla che prende il nome di Franti: …il cattivo del libro "Cuore", quello che rompe i vetri a fiondate e non ascolta il maestro, quello che ride quando il re d'italia muore.
Un manifesto, più che un nome. fanno musica semplice, che sa pensare di testa propria e non cavalca le tendenze di mercato. Per questo, e per il vizio bastardo di non prostituirsi, di essere comunque diversi, si trovano tagliati fuori da tutti i circuiti: quello tradizionale non li vuole perchè gli sputano addosso ridendo tutte le sue contraddizioni, quello alternativo neanche, in fondo per gli stessi motivi.
Solo, per la strada, Franti è cantante e pittore, saltimbanco e scrittore, sognatore e poeta. La poesia di franti è poesia da strada: canta frasi raccolte dai manifesti... (continua)
Tre streghe volando di ritorno dal sabba
(continua)
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Canzone urgente

[1994]

Testo e musica di Stefano Giaccone e Lalli
Album: "Sotto la pioggia"
Compagno, è col tuono delle onde che canto dentro le notti più nere
(continua)
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Lasciateci sentire ora

[1987]
Da "Non Classificato"
3CD, Blu Bus, 1987 / Stella Nera, 2004

Franti è un personaggio del "Libro Cuore" di Edmondo De Amicis, inno ai valori patriottardi e borghesi per anni studiato nelle scuole italiane - e nulla mi impedisce di pensare che ancora oggi faccia la sua ciclica apparizione sui libri di testo delle scuole elementari -; nell’ideologia di De Amicis Franti è un malvagio, essere abietto capace addirittura di ridere dei funerali del Re.

Nella collettiva visione anarchica di Stefano Giaccone e Lalli questo personaggio sgradevole e vilipeso diventa simbolo di una non accettazione dei canoni e della prassi, elemento discordante, teso a distruggere una falsa armonia, una falsa pace; è così che alla fine degli anni ’70 nell’infuocato dibattito politico, ultimo residuo del ’68 e sua frangia più estrema, nasce a Torino il gruppo musicale che prende il nome dall’antieroe per eccellenza... (continua)
C'è una potenza nella parola
(continua)




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