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Autore Angelo Branduardi

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La belle dame sans merci

Al fascino inquietante della ballata non poteva sfuggire il nostrano Bardo che si avvale delle sonorità lamentose del sitar per esaltare il fascino soprannaturale della ballata. La parte finale della melodia di ogni strofa riprende il brano tradizionale inglese Once I had a sweetheart.
Angelo Branduardi in La Pulce d’acqua 1977

Guarda com’è pallido
(continua)
inviata da Cattia Salto 29/4/2020 - 17:00
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Il sultano di Babilonia e la prostituta

(2000)

In un tono tra il leggendario e il popolaresco, è ricordato l'incontro – avvenuto nel 1219 a Damietta assediata dai Crociati – tra Francesco d'Assisi e il sultano al-Malik al-Kāmil, nipote del Saladino, che regnava sull'Egitto e sulla Siria.

Da L'infinitamente piccolo, il concept album dedicato a san Francesco pubblicato in occasione del Giubileo (EMI, 2000). Musica di Angelo Branduardi e Alessandro Parente. Il testo, basato sulle Fonti francescane, è stato scritto da Luisa Zappa. Cantata con Franco Battiato.
Frate Francesco partì una volta per Oltremare
(continua)
inviata da L.L. 5/3/2020 - 22:58
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Il denaro dei nani

[anni 80]
Parole di Luisa Zappa Branduardi (ispirate da qualche leggenda di tradizione celtica)
Musica di Angelo Branduardi
Un inedito presente in “Senza spina”, album live registrato durante un concerto all’Olympia di Parigi nel dicembre 1986 e pubblicato soltanto nel 2009.

«[…] Oggi che la crisi è sotto gli occhi di tutti, che gli effetti dello sfruttamento sconsiderato delle risorse naturali si toccano con mano, essere antimoderno è diventato un valore. Abbiamo visto cadere due muri, il Muro di Berlino e ora il muro del turbocapitalismo. Tutti sappiamo che il mito della crescita continua è falso, non può reggere, e che non potremo più vivere come siamo vissuti prima. Non mi piace citarmi, ma in fondo questo lo dicevo già qualche anno fa, nella canzone Il denaro dei nani (2009, nell’album Senza spina, ndr). È uno dei pochi testi del mio repertorio che si presta a una duplice lettura.... (continua)
Ora te la canto, canta che io conto.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 3/8/2017 - 13:40
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Scarborough Fair/Canticle, provided with The Elfin Knight, Whittingham Fair and Rosemary Lane, and with an Appendix on Riddles Wisely Expounded

Italian version by Luisa Zappa, performed by Angelo Branduardi




Come per molte "operazioni" branduardiane (la versione è, come sempre, della moglie Luisa Zappa), l'originale serve soltanto per la falsariga (e, in questo caso, anche per il ritornello "botanico" dove però c'è la menta al posto del rosmarino) e la canzone si trasforma in un rimpianto amoroso puro e semplice. Fa parte dell'album "Futuro antico" del 1996.
SCARBOROUGH FAIR
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 3/7/2017 - 05:41
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Freedom

"Freedom" con Richie Havens, Joe Cocker, Billy Preston, Edoardo Bennato, Fabio Concato, Angelo Branduardi, Nomadi, settembre del 1990 partecipano al Concerto della Libertà in Piazza San Venceslao a Praga.

dq82 10/3/2016 - 11:54
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The Pogues & Kirsty MacColl: Fairytale of New York

Traduzione di Angelo Branduardi da "Così è se mi pare" (2010)
Voce femminile: Fawzia Selama
FAVOLA DI NATALE A NEW YORK
(continua)
inviata da dq82 15/2/2016 - 14:01
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חד גדיא

Khad gadyà
[1989]
Versi in parte della tradizione ebraica (originariamente in aramaico), in parte originali di Chava Alberstein.
Musica tradizionale ebraica, per intenderci, quella della cantilena-filastrocca “Alla fiera dell’est” di Angelo Branduardi (1976), che è per l’appunto ispirata al “חד גדיא / Khad Gadya”, canto intonato durante il Pesach, la Pasqua ebraica.
Nell’album di Chava Alberstein intitolato “לונדון” (“London”), 1989.
Nella colonna sonora del film intitolato “Free Zone” diretto nel 2005 dal regista israeliano Amos Gitai.
Testo trovato su questo sito portoghese
Interpretata anche dal Rana Choir, coro di donne israeliane e palestinesi di Jaffa.



Durante la prolungata e sanguinosa occupazione israeliana del Libano meridionale (durata 18 anni, dal 1982 al 2000) e all’inizio della Prima Intifada palestinese, Chava Alberstein riscrisse questo che è uno dei canti più amati... (continua)
דזבין אבא בתרי זוזי
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/10/2014 - 10:24
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La sera si fa sera

[1945]
Versi di Franco Fortini, pubblicati nel 1946 sulla rivista “Il Politecnico”.
Poi nella raccolta “Foglio di via e altri versi”, Einaudi, Torino, 1946.
Li ha messi in musica, ma cambiandone il testo, Angelo Branduardi nella sua “Il funerale”, contenuta nel famoso album “Alla fiera dell’est” del 1976.

Sono versi che Fortini dichiarò ispirati ad un canto funebre rumeno e potrebbe trattarsi quindi anche solo di una riflessione sulla morte. Se non che il poeta li scrisse sul finire della guerra, o a guerra appena finita, quando i “brividi di morte” stavano per lasciare spazio ad “una luce quieta”, e la paura ed il terrore – i predatori della notte - stavano lasciando spazio alla pace e al bello…
La sera si fa sera,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/10/2014 - 12:01
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Lo straniero

[2003]
Album “Altro ed altrove”
Testo di Luisa Zappa
Musica di Angelo Branduardi (invero molto poco originale, chiaramente scopiazzata dalla stranota "Orinoco Flow" di Enya)

Canzone ispirata ad una poesia beduina. Tra gli abitanti del deserto le donne godono di maggior libertà che non quelle di altri popoli nomadi. Tuttavia la loro organizzazione fortemente tribale rende difficili le unioni tra persone di tribù diverse.
La sua gente le diceva:
(continua)
inviata da Bartleby 7/4/2011 - 13:22
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La manifestazione dei bambini

[1986]
Dalla colonna sonora del film “Momo” di Johannes Schaaf, dall’omonimo romanzo di Michael Ende (1929-1995), lo scrittore tedesco autore anche de “La storia infinita”.
Testo di Luisa Zappa e Michael Ende
Musica di Angelo Branduardi
Tutti voi correte
(continua)
inviata da Bartleby 7/4/2011 - 09:27
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Amazzonia

[1990]
Album “Il ladro”
Testo di Luisa Zappa
Musica di Angelo Branduardi.
E’ finita la frutta
(continua)
inviata da Bartleby 7/4/2011 - 08:56
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Il bambino dei topi

[1990]
Album “Il ladro”
Testo di Luisa Zappa
Musica di Angelo Branduardi.
Parliamo ancora di lui
(continua)
inviata da Bartleby 7/4/2011 - 08:47
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Giovanna d'Arco

1994
Domenica e lunedì

Il testo di Paola Pallottino raccoglie molti degli elementi caratterizzanti la vicenda umana di Giovanna d'Arco, dalle visioni alle "voci", dalla scelta di armarsi alla consapevolezza di avere una missione da compiere. Una missione che costerà la vita alla contadina lorenese, al termine di un processo in cui i massimi teologi del tempo furono mobilitati per dichiararla eretica.

La fama di Giovanna vergine combattente, già alta durante la sua vita, fu tutt'altro che offuscata dalla fine riservatale, con la quale la supremazia inglese intendeva scoraggiare ogni dissenso: eroina popolare, appena l'influenza inglese sulla Francia iniziò a scemare fu riabilitata da un successivo processo (1456) e poi, al termine di una vicenda in cui il piano religioso si è intrecciato spesso a quello delle istanze e delle rivendicazioni nazionaliste (gli intenti antiinglesi con cui il... (continua)
L’Angelo Michele primo ti parlò;
(continua)
inviata da Io non sto con Oriana 15/3/2010 - 15:23
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Samarcanda

[1977]
Testo e musica di Roberto Vecchioni
Lyrics and music by Roberto Vecchioni
Album: Samarcanda

La leggenda araba o la bizzarra maledizione della guerra (beffarda dipartita di un soldato, come quella del Piero di De André) ?

Samarcanda nasce in un periodo storico tormentato, nel pieno degli anni di piombo.

La canzone che dà il titolo all’LP è stata spesso travisata o proprio non capita dal pubblico. Il tema è una leggenda che Vecchioni trova in John O’Hara (Appointment in Samarra, dove Samarra sta per Samarcanda). Un’antica storia dei paesi arabi racconta che un giorno un servo incontrò la Morte al mercato del paese. Corse dal padrone e gli chiese un cavallo veloce per fuggire dalla nera signora, alla volta di Samarcanda, cioè lontano da lei. Il padrone acconsentì, poi scese al mercato e domandò alla Morte perché avesse spaventato il servo. La Morte candidamente rispose: “Non l’ho... (continua)
There was a big celebration in the capital
(continua)
inviata da giorgio 3/9/2008 - 19:55

Alla fiera del Nordest

Era un po' di tempo che il nostro “amico” (ehm...) Scocciante non si faceva vivo su questo yneffabyle syto, ma sapete bene che il Nostro è un personaggio alquanto viscido e sfuggente; talmente tanto, da ricomparire un torrido primo d'agosto, con una delle sue “rielaborazioni” che oramai abbiamo ben imparato a conoscere. Come sempre, riceviamo e pubblichiamo con l'avvertenza di essere con le mani legate per certi ricattucci che il tizio svolge oramai quotidianamente nei nostri confronti (tipo quello di rivelare al mondo che nella raccolta ospitiamo roba tipo I bambini fanno oh o Nel perdono). Così scrive per introdurre la sua “fatica”:

Avete presente Salvatore, il monaco ex dolciniano poliglotta (o mistiglotta) del film “Il nome della rosa”, infedelmente tratto dal best-seller di Umberto Eco? Quello che dice “Penitenziagite” e finisce, ohimé, sul rogo per mano del bieco inquisitore Bernardo... (continua)
Alla fiera del Nordest,
(continua)
1/8/2008 - 13:28
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Geordie, or My Geordie Will Be Hanged In A Golden Chain

anonimo
Child #209K
[XVIII secolo / 18th Century / 18ème siècle / 1700-luku]

First Recording in print:
Thomas D'Urfey, Wit & Mirth, or Pills To Purge Melancholy, 1719-1720, Vol. II, p. 49
Prima attestazione a stampa:
Thomas D'Urfey, Wit & Mirth, or Pills To Purge Melancholy, 1719-1720, Vol. II, p. 49
Première attestation imprimée:
Thomas D'Urfey, Wit & Mirth, or Pills To Purge Melancholy, 1719-1720, Vol. II, p. 49
Ensimmäinen painettu todistus:
Thomas D'Urfey, Wit & Mirth, or Pills To Purge Melancholy, 1719-1720, Vol. II, p. 49



Recordings
One of the earliest recorded versions is by Joan Baez, who included a live performance of the song on her first live album in 1962. The Baez version makes it clear that Geordie's crime was poaching the King's deer, for which the penalty was hanging with a silken rope. It has also been recorded by Ewan MacColl, John Jacob Niles, Doc... (continua)
As I walked out over London Bridge
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 27/11/2007 - 22:49
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Su patriottu Sardu a sos feudatarios [Procurad' e moderare]

[1794]



L'Innu de su patriottu Sardu a sos feudatarios fu stampato clandestinamente in Corsica e diffuso in Sardegna, e divenne il canto di guerra degli oppositori sardi, passando alla storia come la Marsigliese sarda. E' composto da 376 ottonari fortemente ritmati, in lingua sarda logudorese, e ricalca contenutisticamente gli schemi della letteratura civile illuministica. L' incipit è costituito da un perentorio attacco alla prepotenza dei feudatari, principali responsabili del degrado dell'isola: Procurad'e moderare, Barones, sa tirannia… (Cercate di moderare, o Baroni, la vostra tirannia…). Il canto si conclude con un vigoroso grido d'incitamento alla rivolta, suggellato da un detto popolare di lapidaria efficacia: Cando si tenet su bentu est preziosu bentulare ("quando si leva il vento, è d'uopo trebbiare").
(Da questa pagina)

Come ci informa DonQuijote82, il canto è stato interpretato,... (continua)
1. Procurade e moderare,
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 5/4/2007 - 18:10




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