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Dio, che paura dell'amore!

[1979]
Testo / Στίχοι / Lyrics / Paroles / Sanat:
Mara Cantoni
Musica / Μουσική / Music / Musique / Sävel:
Mikis Theodorakis / Μίκης Θεοδωράκης
Interpreti / Ερμηνεία / Performed by / Interprétée par / Laulavat:
Milva
Album : La mia età

E’ la versione italiana di Mes ston kampo / Μες στον κάμπο
Non c’è il dolore espresso nel testo di Tasos Livaditis per la estraneità di un mondo che ha dimenticato se stesso, sublimato in tensione esistenziale.
Mara Cantoni si trova più a suo agio con gli smarrimenti dell’io che si proietta all’esterno, rimanendo nel privato. Si sarà ispirata forse alle vicissitudini sentimentali di Milva. Deve avere captato il flusso del tempo che volgeva al cambiamento, quello degli anni ’80. E’ comunque una espressione notevole, resa ancora più apprezzabile dall’interpretazione di Milva.
Ho paura, non so cos'è
(continua)
inviata da Riccardo Gullotta 12/11/2019 - 23:44
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The Reckoning

Death to the empire of death.
Dedicated to the countless millions of its victims.

Music by The Greys, words by Cuauhtemoc Negro. Starring Daniela Guzmán & Cuauhtemoc Negro. Directed by Nick Zedd, photography by Eduardo Solano Berber. With Austin Hassett. Mummy art courtesy of Daniela Guzmán, naturalist curiosities courtesy of René Villanueva Maldonado.
Legions of the Dead!
(continua)
inviata da Cuauhtemoc Negro 12/11/2019 - 23:15
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Ballata per l'ultimo nato

Ho inserito il video su YouTube, sperando che nessuno lo cancelli
Dq82 12/11/2019 - 19:43
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Fischia il vento

POLACCO / POLISH

Una versione polacca da pl.wikipedia
A Polish translation from pl.wikipedia
GWIŻDŻE WIATR
(continua)
inviata da Dq82 12/11/2019 - 15:10

Me Johnny Mitchell Man

anonimo
1946
Brano raccolto da George Korson da un minatore di Antracite della Pennsylvania
Edito su CD nel 1997
Songs and Ballads of the Anthracite Miners

Sung by Jerry Byrne at Buck Run, Pennsylvania, 1946.
Re corded by George Korson.

'Me Johnny Mitchell Man ' is a product of the anthracite strike of 1902, which gave the Slavic mine workers the opportunity they had been wait· ing for to vindicate themselves. Their' existence had been extremely difficult owing to the general belief that they had been imported by the coal operators to lower wages and degrade working conditions.

The Slavs worried John Mitchell , the strike leader. When he first came into the region, Mitchell saw clearly that if he were to succeed in his mission to organize the industry, racial and national barriers must first be broken down. He made this one of his first objectives. All races, creeds, and classes he addressed... (continua)
1.For you know Joe Silovatsky.
(continua)
inviata da Dq82 12/11/2019 - 14:23
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Le Veau d'Or est toujours debout

sinon,cherche la version avec Alfredo KRAUS
12/11/2019 - 13:46
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Hey ma'

Sem, Cam, Iafet. Non " se anche in Africa".

grazie. Certo che sui siti di testi online si trova proprio di tutto...
12/11/2019 - 13:30
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We'll Meet Again

Da pelle d'oca!

Massimo Sandri 12/11/2019 - 00:55
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Cecilia

anonimo
La canzone è presente anche nel disco “Villandorme” appena prodotto dalla meritoria Nota di Udine, ovvero: Alessia Valle alla voce, Lino Straulino e Alvise Nodale alle chitarre. Mai prima d'ora avevo ascoltato un intero dischetto/omaggio così scoperto e sentito agli intrecci acustici che John Renbourn e Bert Jansch tessevano insieme agli inizi della loro avventura in duo o con i Pentangle. Imperdibile.



Flavio Poltronieri
Flavio Poltronieri 11/11/2019 - 21:55
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Il bambino di Aleppo

Musica di Angelo Iannelli
Testo di Angelo Iannelli, Annalisa Parente

Brano prodotto da Alessandro Canini
Video illustrato, animato e diretto da Michele Bernardi

“Il bambino di Aleppo” (2019, Paflaggero Dischi) è il nuovo singolo del cantautore romano Angelo Iannelli, una forte denuncia senza sconti verso tutto ciò che non vogliamo guardare e cerchiamo di evitare.
«In una mia vecchia canzone scrissi che siamo soltanto dei puntini in volo… – commenta Angelo Iannelli – Anche questo brano parla dell'eccessiva importanza che a volte ci diamo: immersi e persi nelle nostre piccole e insignificanti attività quotidiane, spesso preferiamo non guardare ciò che accade realmente attorno a noi, forse perché non guardare è anche non sapere. E crediamo che sia meglio così. Questa riflessione e il fatto di aver vissuto in Siria per diversi mesi tra il 2008 e il 2011, fino a qualche settimana prima dell'inizio... (continua)
Ora non posso guardarti
(continua)
inviata da Angelo Iannelli 11/11/2019 - 19:26
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Sul ponte di Perati bandiera nera

anonimo
La conoscevo dai tempi del campeggio e la ho risentita cantare dal coro ANA di Milano al concerto per i 125 anni del Touring (hanno cantato anche "Gorizia tu sei maledetta", altra canzone non militarista).

Mio zio morto a 99 anni da poco, era in Grecia (non con gli Alpini) e dopo l'8 settembre si unirono ai partigiani greci sotto la supervisione degli inglesi (raccontava sempre di un capitano scozzese col kilt), e poi torno' in Italia al loro seguito.
11/11/2019 - 16:42
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The Avondale Mine Disaster

anonimo
1946
Brano raccolto da George Korson da un minatore di Antracite della Pennsylvania
Edito su CD nel 1997
Songs and Ballads of the Anthracite Miners

Sung by Juhn J . Quinn at Wilkes-Barre. Pennsylvania, 1946. Recorded by George Korson.

'The Avondale Mine Disaster' recounts the anthracite industry's first major tragedy in which 110 men and boys were lost. of early collieries, the Avondale was ventilated by means of a furnace built on the bottom level , its flue running up the height of the shaft. This shaft , leading to the breaker above. was the only outlet.

The fire started early in the morning of Septem­ber 6. 1869. when the flue partition caught fire. The flames roared up the shaft and fired the breaker. Men and boys, their only avenue of escape cut off, and the air currents stopped. fought a desperate battle against gJses. Rescue work began immediately after the fire was extinguished.... (continua)
1.Good Christians all, both great and small,
(continua)
inviata da Dq82 11/11/2019 - 12:09
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Down, Down, Down

anonimo
1946
Brano raccolto da George Korson da un minatore di Antracite della Pennsylvania
Edito su CD nel 1997
Songs and Ballads of the Anthracite Miners

Sung by William E. Keating at Pottsville, Pennsylvania, 1946. Re­ corded by George Korson.

'Down, Down, Down,' started out as a barroom ballad but its swing and charm have won it general acceptance even beyond the anthracite region. It re· lates the experiences of a miner reporting for work with a hangover. But it is more than the record of a tipsy worker's muddled thoughts. Its significance lies in its refiection of the miner's daily buffetings and the surprising good humor with which he faces them.

Originally the ballad had about forty stanzas, but because it was too long to sing without interruption, it was broken up into groups of stanzas correspond­ ing to the levels of an anthracite mine. At each level, the customers standing around... (continua)
1.With your kind attention, a song I will trill,
(continua)
inviata da Dq82 11/11/2019 - 10:01
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Jak niewiele wiemy

SAPPIAMO COSÌ POCO
(continua)
inviata da Krzysiek 11/11/2019 - 02:41
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Kury

LE GALLINE
(continua)
inviata da Krzysiek 11/11/2019 - 01:40
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È arrivata la bufera

Chanson italienne – È arrivata la bufera – Renato Rascel – 1939

« La Bufera » est née en Afrique de l’Est lorsque Rascel rencontra Italo Balbo, alors gouverneur de la Libye. Renato lui posa la question que tous les Italiens avaient sur les lèvres : « L’Italie va-t-elle entrer en guerre aux côtés de l’allié allemand ? » Balbo répondit avec un parfait accent émilien : « Maintenant comprenez-moi bien, M. Rascel, si l’Italie fait la guerre à Hitler, moi je me coupe les … » Rascel est retourné en Italie et a dit à tout le monde de se rassurer, mais quand la guerre est arrivée, il n’a pas eu d’autre choix que de chanter « La tempête est arrivée / La bourrasque est arrivée / On va mal et on va bien / Et on va comme ça vient… ».
(Giancarlo Governi in "TuttoRascel", Roma, Gremese, 1993)

En effet, en 1939, lors d’une pause dans sa loge, Renato Rascel écrivit soudain les premiers vers de ce qui ressemble... (continua)
LA TEMPÊTE EST ARRIVÉE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 10/11/2019 - 21:20
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El derecho de vivir en paz

La soprano cilena Ayleen Romero canta "El Derecho del vivir paz" alla finestra durante il coprifuoco

10/11/2019 - 19:45
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Il muro di Berlino c’è

1993
In te
Testo di Antonello De Sanctis
Musica di Giuseppe Isgrò e di Nek

Una canzone di 25 anni fa, ma più che mai attuale
Quelle croci uncinate su un foglio
(continua)
inviata da Dq82 10/11/2019 - 12:24
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Heroes

Canzone degli Afterhours, dall'album "I milanesi ammazzano il sabato"(2008) chiaro omaggio a Heroes di David Bowie

RIPRENDERE BERLINO
(continua)
inviata da Dq82 10/11/2019 - 11:33
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West Berlin

1984
Stationary Traveller

Tratto dall’album Stationary Traveller (1984) della band progressive rock britannica, la canzone non fa riferimento esplicitamente al muro di Berlino. Parla però di un ipotetico abitante della parte est della città che sogna la libertà guardando Berlino ovest dal tetto di un palazzo e pianificando la sua fuga. Una fuga di sola andata progettata giorno dopo giorno. Non solo questa canzone, tutto Stationary Traveller  tratta di questa tematica. L’album è infatti ideato come un concept album che descrive la situazione delle persone che migravano dai paesi del blocco sovietico verso l’occidente.
ondamusicale.it
Feel a chill in the dark
(continua)
inviata da Dq82 10/11/2019 - 10:40
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Dancing On The Berlin Wall

1982
Cold War Night Life

Addentrandoci in suoni più elettronici abbiamo questa canzone, inserita nel primo album del duo canadese, Cold War Night Life (1982). Un brano che apparentemente sembra trattare un argomento frivolo, la night life berlinese, ma che espone brillantemente e in modo pungente e ironico il clima degli anni della cortina di ferro. Anche la stessa melodia può essere vista come sarcasticamente rievocativa. Sembra quasi una parodia di una canzone presa da una colonna sonora di un film spionistico. Cosa che riconduce al costante clima di tensione e sospetto e alle frequenti operazioni spionistiche che caratterizzavano gli anni della guerra fredda.

9 novembre 1989: cade il muro di Berlino. Ecco 10 canzoni per ricordare
Checkpoint Charlie's social climb
(continua)
inviata da Dq82 10/11/2019 - 10:27
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Tyrannie

(1972)
Il y a cinq pas d'un mur à l'autre
(continua)
inviata da larella 10/11/2019 - 07:38
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Solace of You

[1990]
Scritta da Corey Glover, cantante e chitarrista della band newyorkese
Nell'album "Time's Up"

Una delle più belle tracce dell'album... (ce ne fosse una brutta!)
When it hurts to be out there
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/11/2019 - 23:20
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Fight the Fight

[1990]
Scritta da Vernon Reid, Muzz Skillings, Corey Glover e Will Calhoun
Nell'album "Time's Up"
We are all fighting the same fight
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/11/2019 - 22:59
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Information Overload

[1990]
Scritta da Vernon Reid
Nell'album "Time's Up"

Profetica...
Sometimes I feel like my mind will explode
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/11/2019 - 22:29
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Surf City Eastern Block

SURF CITY BLOCCO ORIENTALE
(continua)
9/11/2019 - 22:04
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Freiheit

(1987)
Album: Westernhagen

Libertà, Libertà è l'unica cosa che conta. Anche se fu scritta due anni prima del fatidico 9 novembre 1989 questa canzone è considerata la colonna sonora della caduta del Muro e della riunificazione tedesca.
Die Verträge sind gemacht
(continua)
9/11/2019 - 21:45
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History Lesson

[1990]
Ideata da Vernon Reid
Nell'album "Time's Up"

La voce recitante dovrebbe essere quella dell'attore e doppiatore afroamericano James Earl Jones, per intenderci, colui che ha dato la voce a Darth Vader / Dart Fener di "Star Wars"...
In Africa music is not an art form as much as it is a means of communication
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/11/2019 - 21:31




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