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Volveré en un canto

1975
Volverè en un canto

Musicista, scrittore e regista argentino, comunista, nel 1974 costretto all'esilio durante la dittatura militare, dopo minacce, attentati dinamitardi, costretto all'esilio ripara prima in Venezuela, poi in Messico e infine in Spagna. Le sue canzoni vengono censurate e i suoi dischi messi al bando. Tornerà in patri nel 1978.
La luz se apaga
(continua)
inviata da Dq82 7/10/2019 - 10:06
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Alma llanera

Alma llanera
[1914]
Letra / Testo / Lyrics / Paroles / Sanat:
Rafael Bolívar Coronado
Música / Musica / Music / Musique / Sävel:
Pedro Elías Gutiérrez
Intérpretes / Interpreti / Performed by / Interprétée par / Laulavat :
1. Los Sabandeños
2. Simon Diaz
3. Dir. Miguel Roa
4. Mariachi Los Caballeros

Alma llanera è una canzone del genere joropo, cara a tutti i venezuelani. Ne rappresenta l’identità nazionale in relazione sia al testo che alla musica e all’esecuzione con strumenti tipici di quella terra. Il brano faceva parte di una zarzuela, un genere del XVII sec. prossimo all’operetta in cui si alternavano canti, danze e prosa.

Joropo da wikipedia

Lo joropo è un genere musicale simile al valzer ed una danza con influenze africane ed europee, praticato in Venezuela. Si tratta di un genere fondamentale che affonda le sue radici nella música criolla (musica creola) ed è anche... (continua)
Yo nací en esta ribera
(continua)
inviata da Riccardo Gullotta 3/10/2019 - 16:48
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Manos fuera de Venezuela!

Manos fuera de Venezuela!
Letra y música / Testo e musica / Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel:
Pablo Ardouin

dalla intervista a Gianni Minà del 17 febbraio 2019

Fra le tante frottole che vengono raccontate quotidianamente dai media occidentali riguardo al Venezuela ce n’è una che purtroppo è stata sposata anche dal nostro ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi.
Il ministro nel corso della sua esposizione alle Camere ha affermato che l’opposizione in Venezuela, quella facente capo a personaggi discutibili come Leopoldo Lopez, Maria Corina Machado ed Henrique Capriles, non aveva partecipato alle ultime elezioni perché la consultazione elettorale non era credibile, anzi era truccata.
Ora a parte che tutto il mondo, se non è in malafede, sa che la defezione fu invece dovuta all’incapacità dell’opposizione di reperire un candidato decente dopo i fallimenti dei... (continua)
Saque sus manos ya y a sus enviados de Venezuela
(continua)
inviata da Riccardo Gullotta 3/10/2019 - 11:11
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Allendes letzte Rede

Último discurso de Salvador Allende

Audio link
Compatriotas:
(continua)
inviata da Juha Rämö 29/9/2019 - 12:04
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Palabras

[1970]
Scritta da Silvio Rodríguez nel 1970 ma inclusa solo in raccolte più recenti, a cominciare da "Érase que se era" (2006)
Dovrebbe trattarsi di una canzone dedicata al Che Guevara e quindi potrebbe essere inserita nel relativo percorso.
Cuando se ande descalzo, paso a paso de viento
(continua)
20/9/2019 - 18:15
Percorsi: Che Guevara
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Nación rica, nación pobre

[2019]

Album: Paraíso Road Gang
La nación más rica y la nación más pobre
(continua)
inviata da Dq82 20/9/2019 - 17:34
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Botas (dais asko)

[1987]
Dal disco d'esordio, "No hay opción"
Los sistemas militares
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/9/2019 - 22:10
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Chacarera de la guerra

[1961]
Credo si tratti di una canzone popolare argentina recuperata dal compositore ed etnomusicologo Ariel Ramirez tra la fine dei 50 e l'inizio dei 60
Uno dei cavalli di battaglia de Los Cantores del Alba, celebre gruppo folklorico argentino della regione del Salta.
Testo trovato sul blog di Gabriel de Alas
Hace muchos, muchos años
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 4/9/2019 - 10:33
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Que pare el son

Te habran matado la carne
(continua)
inviata da Alice Bellesi 20/8/2019 - 19:57
Percorsi: Che Guevara
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Lo grande que es perdonar

Por: DIEGO GUERRERO REDACTOR DE EL TIEMPO 08 de junio 2007

"Hay que hacer un esfuerzo para entender que se está en la exposición de Adriana Arenas Lo grande que es perdonar, en la galería Casas Riegner, del norte de Bogotá, y no en un barcito al frente de la Universidad Nacional.

Eso, aunque en una pared hay fotos de camisetas con el rostro del Che Guevara. Incluso tres cuadros con dibujos de un manual que escribió el guerrillero para enseñar a construir trampas antitanques, refugios contra morteros y un lugar para dormir en la selva, pero que tienen aves de un clásico de los ornitólogos: Pájaros de Colombia. Eso sí, todo en tiernos colores pastel.

Entonces, uno no se siente en el lugar equivocado sino en Colombia. “También está la silla Rimax de plástico –dice la artista de Pereira–. Siempre están en las negociaciones con la guerrilla, en los lugares donde se reúnen los paramilitares,... (continua)
Sé que te hice mil heridas
(continua)
20/8/2019 - 14:56
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Sol en el andén

"Anunció su última canción: “El sol en el andén”. La voz empezó a salir rota, quebrada, sin aliento, con una mágica y desolada soledad, como del fondo de un zapato roto. Tristísima, feliz, salvada de un naufragio. Seducía su calma, sus tormentas. Era una voz pura, torpe, carnal, se tropezaba con el alma antes de existir. ¡Me fascinó!

Tenía razón: no era un cantante de emisoras ni de cabaret. Era nada más, pero maravillosamente, un poeta que cantaba. Su voz hacía el efecto de un cuchillo oxidado abriéndose camino por la sangre hacia las regiones más lejanas y más secretas de la emoción. Embarazada de intimidad y júbilo. La letra se dirigía a la juventud con una enloquecedora poesía. Un deslumbramiento. Ese muchacho, quien fuera, y nadie de los que escuchaban lo sabía, era un gran poeta de mi generación.
(Cromos Nº2549. Bogotá 6 de agosto de 1966, pp.69-71)

Sol en el andén es la canción... (continua)
Mi ciudad está triste, triste está la estación, ahí juega una niña con los rayos del sol. Cuando el tren se detuvo esta mañana en la estación y bajaron Speek, Pickwell, Caldwel, el sargento, Norman, John y el muchacho que nos recomendaron en el frente mi amor, tú estabas esperando con los rayos del sol. He debido venir yo lo sé. Yo sé que te quedaste mirando al hombre de la banda que debía recibirnos con los rayos del sol. He debido venir, yo lo sé, he debido volver de la guerra en Oriente mi amor, pero yo no llegué. Te había prometido la medalla de honor, el hombre de la banda guardó en su maletita su trombón, y el último de todos el de la caja grande, el tambor. Después quedaste sola con los rayos del sol. Pienso que te arreglaste para verme después cuando tu madre se durmiera frente al televisor.... (continua)
20/8/2019 - 14:42
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El padre de un soldado

Non molti sanno che i giovani messicani hanno contribuito in modo massiccio all'esercito americano nella seconda guerra mondiale, in Corea e in Vietnam. L'arruolamento nell'esercito era infatti sia un modo di sfuggire dalla miseria, sia di affrancarsi dalla segregazione, poiché nell'esercito venivano inseriti nelle stesse unità degli americani anglofoni. Come conseguenza, la gioventù messicana ha sofferto la più alta percentuale di morti e feriti (e ricevuto il più alto numero di onorificenze al valore) di tutti i gruppi etnici.

La canzone fu probabilmente scritta da Francisco Montalvo Olbera nel 1968 e incisa in quegli anni da diversi gruppi locali (Shorty Martinez, Los Dinos,Los Ideales del Norte, Henry Zimmerle, Flaco Jimenez & Toby Torres), nell'ambito di un filone di musica sulla guerra molto popolare nella comunità ispanica texana (si veda qui).

La versione qui riportata è quella... (continua)
Soy un padre como hay muchos,
(continua)
inviata da Piersante Sestini 15/8/2019 - 01:50
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Stagioni

Estaciones
(continua)
inviata da Alice Bellesi 14/8/2019 - 21:46

27 Ἰουνίου 1906, 2 μ. μ.

Fonte: C. P. Cavafis, Poesía completa, traducción de Anna Pothitou y Rafael Herrera Montero, Madrid, Visor libros, 2003
27 DE JUNIO DE 1906, 2 P.M.
(continua)
inviata da L.L. 31/7/2019 - 00:10
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Man In Black

Hermanos de sangre (2006)

(già presente sul sito come canzone a se stante dal 12/11/2005 - 11:24)

EL HOMBRE DE NEGRO
(continua)
inviata da Dq82 22/6/2019 - 11:37
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El hambre

Decisamente più tirata questa versione de los Reincidentes tratta dalla stessa poesia di Miguel Hernandez
POEMA SOCIAL DE GUERRA Y MUERTE
(continua)
2/6/2019 - 18:44
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Movimiento

(2017)
Album: Salvavidas de Hielo

Il movimento come caratteristica essenziale della specie umana, che si muove per cercare una vita migliore, per fuggire dalle guerre.

Il videoclip mostra Lorena Ramírez, una corridora del popolo Tarahumara. I Tarahumara, (o nella loro lingua: Rarámuri, “il popolo dai piedi leggeri”), sono un popolo indigeno dello stato di Chihuahua in Messico, conosciuti per la loro resistenza nella corsa, capaci di correre per varie centinaia di chilometri. Non si allenano né utilizzano vestiti sportivi. Correre è la loro cultura e a volte superano i 200 km senza fermarsi.

"Ho pensato che la storia di Lorena e del popolo Tarahumaras sarebbe stato un contributo meraviglioso per la resa visiva della mia canzone. Un popolo che è sopravvissuto muovendosi e che mette in discussione la nostra visione contemporanea urbana sullo sport e la cultura. Che vede l'atto di muoversi,... (continua)
Apenas nos pusimos en dos pies,
(continua)
2/6/2019 - 00:12
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Décimas para el Guernica

(2017)

Décima 1: Juanlu Mora
Décima 2: Mopo Meursault
Décima 3: Marta Jiménez Serrano
Décima 4 y estribillo: Andrés Romero

Música: Jorge Drexler

Nel 2017 il "Guernica" compiva 80 anni e per l'occasione Jorge Drexler è stato invitato a suonare davanti al capolavoro di Picasso al museo Reina Sofía di Madrid. Per l'occasione Drexler ha lanciato un appello in rete per scrivere dei versi dedicati a Guernica, e li ha messi in musica. Nella stessa occasione Drexler ha cantato Milonga del moro judío e El pianista del gueto de Varsovia.
La sangre gris en el lienzo
(continua)
inviata da Lorenzo 1/6/2019 - 22:21
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Bolivia

(2014)
Testo e musica di Jorge Drexler
dall'album Bailar en la cueva
nel disco interpretata con Caetano Veloso, che canta l'ultima strofa. La canzone è infatti una cumbia in puro stile tropicalista, con influenze boliviane e brasiliane.

Nel 1939 il padre di Jorge Drexler aveva quattro anni e con la famiglia ebrea tedesca fuggì dalla Germania nazista verso l'Uruguay. Quando tutti i paesi latinoamericani chiudevano le frontiere ai profughi europei, solo la Bolivia lasciò le porte aperte salvando la vita a numerose persone. Questa canzone del moro judío Jorge Drexler racconta questa storia ed è un omaggio a quel paese che fu a quel tempo un esempio di accoglienza.

"Entre las canciones de mi nuevo disco, Bailar en la cueva, hay una que no sé si es mi preferida, pero que quiero especialmente por varios motivos: Bolivia. Habla de la salida de Alemania de mi padre de cuatro años y mi abuelo,... (continua)
Europa, 1939.
(continua)
1/6/2019 - 21:53
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Explosión

(2015)
Album: Algo Sucede

Una de las canciones que llama de inmediato la atención es Explosión, obviamente por el tema muy actual, y porque no acostumbras tocar la denuncia social, aunque obviamente, en este caso es algo que estás viviendo muy de cerca en la Ciudad de México y que afecta a todos los mexicanos. ¿Cómo te vino esa canción?

No suelo juntar mis convicciones sociales o políticas con mis canciones, pero me pega en lo emocional lo que está pasando en México. Fue una canción muy difícil de escribir porque sí, es muy explícita. Y de repente, escribir sobre algo tan directamente… Pero me pareció importante al final que estuviera. No es una canción que vaya a cambiar al mundo –las canciones no creo que hagan eso realmente– pero para mí era importante que estuviera.
Hay otra canción también sobre México, Una respuesta, que también trata sobre cómo la realidad te sobrepasa. A veces... (continua)
Fue un José o un Pedro
(continua)
1/6/2019 - 15:56
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El crimen fue en Granada

[1936-37]
Versi di Antonio Machado (1875-1939), nella raccolta "Poesías de la guerra, 1936-1937"
Messi in musica da Francisco Montaner, è la poesia che intitola il suo disco del 1974.
A Federico García Lorca

(continua)
inviata da Bernart Bartleby 30/5/2019 - 22:27
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Canto de guerra de las cosas

[1943-44]
Versi del poeta nicaraguense Joaquín Pasos (1914-1947), fiero oppositore della dittatura dei Somoza, feroci padroni del paese dagli anni 30 fino alla rivoluzione sandinista del 1979.

Nella raccolta "Breve suma", pubblicata all'indomani della sua prematura morte (distrutto dalla malattia, dall'alcol e dall'inquietudine), e poi in "Poemas de un joven", progetto realizzato nel 1962 da Ernesto Cardenal (1925-), poeta, sacerdote (sospeso a divinis da papa Giovanni Paolo II nel 1983), ministro sandinista e teologo nicaraguense.

Trovo il testo completo di questo suo Canto in una raccolta edita dalla UNAM, Università di Città del Messico, nel 2008, con una vecchia prefazione di Julio Valle-Castillo (1952-), anch'egli poeta ed artista nicaraguense.

Evidentemente, il cantautore svedese Kjell Höglund non è stato l'unico artista ad esprimersi frequentemente in modo, diciamo, articolato... (continua)
Existimo enim quod non sunt condignae passiones hujus temporis ad futuram gloriam, quae revelabitur in nobis.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 23/5/2019 - 21:57
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Velas y balas

Featuring Vaio Flow

“A 8 meses del femicidio estatal de 41 niñas en el Hogar Seguro Virgen de la Asunción. A 3 meses que Santiago Maldonado haya sido desaparecido y asesinado por gendarmería. En Guatemala y Argentina alzamos las voces por la justicia”.
Caminamos y cantamos por justicia y equidad
(continua)
21/5/2019 - 22:59
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Epitafio para Joaquín Pasos

[1975]
Versi di Ernesto Cardenal (1925-), poeta, sacerdote (sospeso a divinis da papa Giovanni Paolo II nel 1983), ministro sandinista e teologo nicaraguense
Musica di Joan Manuel Serrat, nel suo album intitolato "Para piel de manzana"

Una poesia dedicata ad un poeta, il nicaraguense Joaquín Pasos (1914-1947), esponente del locale movimento dell'avanguardia letteraria e fiero oppositore della dittatura di Anastasio Somoza García, iniziatore della sanguinaria dinastia dei Somoza, padroni del paese dagli anni 30 fino alla rivoluzione sandinista del 1979.
Aquí pasaba a pie por estas calles,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/5/2019 - 21:00
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Los policías y los guardias

Versi del poeta e rivoluzionario salvadoregno Roque Dalton (1935-1975), assassinato dai suoi stessi compagni di lotta.
Credo cha la poesia si trovi nella raccolta "Poemas clandestinos", pubblicata in Messico nell'anno della morte del poeta.
Testo trovato sul blog Cuestionatelotodo
Trovo su YouTube un paio di versioni in musica, una di Javier Villalonco per chitarra e voce recitante e l'altra del gruppo punk Ezkizofrenia.
Siempre vieron al pueblo
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/5/2019 - 20:11
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Cavallo bianco

José Luis

"Canción muy bonita y reflexiva."
CABALLO BLANCO
(continua)
inviata da José Luis 19/5/2019 - 17:42
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Palabras de guerrillero

Versi del poeta e rivoluzionario peruviano Javier Heraud (1942-1963), nelle raccolta "Poesías completas y homenaje" pubblicata l'anno successivo alla morte.
Una poesia messa in musica da Héctor Numa Moraes, compositore e cantante uruguayo, nel suo album del 1971 intitolato "La Patria, compañero"
Nel 1977 la poesia fu tradotta in svedese da Sten Källman e Gunnar Eriksson ed interpretata dal celebre Göteborgs Kammarkör nel disco "Sjunger Av Sig Själv"

Il 15 maggio del 1963, Rodrigo Machado – questo era il nome di battaglia di Javier Heraud – insieme ad alcuni compagni fu fermato da una pattuglia della polizia a Puerto Maldonado. Riuscirono a scappare sparando ma Javier Heraud ed altri tre furono intercettati qualche ora dopo mentre cercavano di allontanarsi su di una barca lungo il río Madre de Dios.
Furono crivellati di colpi.
Javier Heraud aveva 21 anni.
Porque mi patria es hermosa
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/5/2019 - 14:51
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Alta hora de la noche

Versi del poeta e rivoluzionario salvadoregno Roque Dalton (1935-1975), assassinato dai suoi stessi compagni di lotta.
Nella raccolta "Taberna y otros lugares", 1969
Una poesia messa in musica da diversi artisti, come William Agudelo, Eugenia León e Illapu
Cuando sepas que he muerto no pronuncies mi nombre
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/5/2019 - 11:37
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De los de siempre

Versi del poeta e guerrigliero guatemalteco Otto René Castillo, nato nel 1936, assassinato nel 1967 dall'esercito, insieme alla sua compagna di vita e di lotta Nora Paíz Cárcamo ed altri 13 anonimi campesinos...
Nell'antologia "Vámonos patria a caminar, yo te acompaño" pubblicata nel 1965

Musica di Adrián Goizueta, compositore argentino-costaricense, nel suo album del 1983 intitolato "Eugenia: para que no caiga la esperanza" (dove la canzone ha il titolo "A usted compañero")
Usted,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/5/2019 - 22:26
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Valentín de la Sierra

[1926]
Autor / Autore / Author / Auteur / Saveltäjä: Luis Pérez Meza

In un piccolo commento del 2008, Amado Sandoval Arenas, sulla pagina dedicata a El martes me fusilan, corrido della Guerra Cristera messicana eseguito da Vicente Fernández, segnalava quest'altro corrido composto “a caldo” da Luis Pérez Meza e interpretato da Antonio Aguilar. Poiché in questi giorni la Guerra Cristera è tornata alla ribalta su questo sito, ho pensato, con un lievissimo ritardo (che saranno undici anni...!) di inserire questa canzone, peraltro -a mio parere- di tutt'altra pasta del brano su Cristo Rey degli Jésed. Interessante, sempre a mio parere, che il principale interprete (al quale, seguendo l'indicazione di Amado Sandoval Arenas, attribuisco la pagina) ne sia stato il grande Antonio Aguilar, El Charro de México (1919-2007) eccelso attore e cantante di musica ranchera (la si potrebbe chiamare il “country”... (continua)
Voy a cantar el corrido
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 14/5/2019 - 09:47
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Cumbia de la Memoria

[2017]
Parole e musica di Rebeca Eunice Vargas Tamayac, in arte Rebeca Lane
Nel suo album intitolato "Alma mestiza"

Mentre mi chiedevo perchè nessuno – a parte John Sayles, nel 1997, con il suo splendido "Men With Guns" (tradotto malamente in italiano con "Angeli armati") – abbia mai girato un film per il grande pubblico sul genocidio (direi che il termine è appropriato, visti gli oltre 200.000 morti su di una popolazione complessiva che negli anni 80 non raggiungeva 8 milioni di abitanti) in Guatemala tra il 1960 ed il 1996, operato dall'esercito e dai suoi feroci "kaibiles" addestrati negli USA soprattutto ai danni della popolazione civile nativa...

Mentre mi chiedevo perchè nessuno abbia sceneggiato e diretto un film su persone come Otto René Castillo e tantissimi altri che diedero la vita per opporsi alla dittatura e all'orrore incarnati da schifosi bastardi come Efraín Ríos Montt,... (continua)
Estamos aquí para reivindicar la memoria del pueblo Ixil
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/5/2019 - 21:16
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Viva Cristo Rey

Nel 1926 il presidente messicano Plutarco Elías Calles, parte di una élite politica in cui abbondavano i massoni, statuì che «la Chiesa è la sola causa di tutte le sventure del Messico» e ne decretò letteralmente la distruzione chiudendo seminari ed espropriando chiese e conventi, cacciando i cattolici dagli impieghi pubblici.
I cattolici, che erano nel paese più totalità che maggioranza, reagirono dapprima con mezzi pacifici come il boicottaggio.
Poi si armarono.
E di brutto.
Con tanti saluti alla chiesa messicana e a quella di Roma, che di certi sistemi almeno ufficialmente non volevano sentir parlare.
Dal 1926 al 1929 i guerriglieri cristeros crebbero fino a cinquantamila e resero impossibile la vita ai governativi in alcuni degli stati federali in cui la repressione arrivò a livelli tali che era sufficiente contrarre matrimonio religioso per essere passibili di fucilazione immediata.... (continua)
Un grito de guerra se escucha
(continua)
inviata da Io non sto con Oriana 13/5/2019 - 11:14

Intelectuales apolíticos

[1965]
Versi di Otto René Castillo (1936-1967), nella raccolta "Vámonos patria a caminar, yo te acompaño"
Trovo questa poesia tradotta in inglese ed attribuita a Langston Hughes nel disco "New American Music Volume 3" (1975), su musica del compositore americano Frederic Rzewski. Ignoro se questa poesia di Castillo fu effettivamente tradotta da Hughes, che morì nello stesso anno del poeta guatemalteco, ma di morte naturale.

Otto René Castillo fuggì dal Guatemala dopo il colpo di stato militare del 1954, ordito dalla CIA. Vi fece ritorno nel 1966 per unirsi alla guerriglia.

Nel marzo del 1967 lui e un'altra guerrigliera, Nora Paíz Cárcamo, furono catturati dall'esercito. Dopo giorni di orrende torture, furono bruciati vivi insieme a 12 contadini accusati di averli aiutati. Sui giornali venne data la notizia che i 15 erano guerriglieri morti in uno scontro a fuoco.
Un día,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 12/5/2019 - 21:37
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Que tinguem sort

QUE TENGAMOS SUERTE
(continua)
7/5/2019 - 23:31
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Todos nosotros

[1978]
Parole di Rafael Baladés
Musica di Juan Luís Serrano "Tío Luis"
Lato B di "Ira roja", unico disco di questa effimera band madrileña
Ellos tienen la razón
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 5/5/2019 - 21:13
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Galones de plástico

[1983]
Parole di Carlos Pina e Xaime Noguerol
Musica di Carlos Pina, Fernando Díaz-Valdés, Juan Leal e Rafael Ramos
Nell'album "Sálvese quién pueda"
De buenas a primeras
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/5/2019 - 23:08
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Social peligrosidad

[1978]
Parole di Manolo Tena
Musica di Antonio Molina Ramirez
Singolo d'eordio di questo gruppo madrileño, presente nel disco collettivo "Rock del Manzanares: Viva el Rollo v.2"
Mary "la Friki" era una tía legal
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/5/2019 - 22:38
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Cuentos de ayer y de hoy

[1978]
Scritta da José Carlos Molina
Traccia che dà il titolo all'album d'esordio di questo gruppo di rock progressive madrileño, ancora attivo oggi
Voy a hablar por boca de mi gente
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/5/2019 - 22:14
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Clandestino

La versione di Lila Downs, protesta contro la politica migratoria di Donald Trump
CLANDESTINO
(continua)
21/4/2019 - 00:05
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Primavera di Praga

La versione spagnola di Joan Isaac e Sergio Secondiano Sacchi interpretata da Silvia Comes
dall'album "Cançons de les revoltes del 68" del 2018
testo tratto dal volume "Vent'anni di Sessantotto" a cura di Sergio Secondiano Sacchi, Sergio Staino e Steven Forti

PRIMAVERA DE PRAGA
(continua)
19/4/2019 - 09:37
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Self Evident

María José




Una traduzione integrale di Self Evident in una qualsiasi lingua è, giocoforza, un avvenimento, tale e tanto da giustificare mettersi pazientemente alla tastiera per trascrivere la traduzione spagnola che tale María José ha inserito come sottotitoli ad una declamazione della poesia originale che Ani DiFranco effettuò il 16 dicembre 2007 al 92nd Street Y, a New York. Dalla traduzione mancano pochi versi che abbiamo integrato; abbiamo corretto qua e là anche qualche errore ortografico o incongruenza. L'ultima traduzione di questa composizione, quella in francese, era stata inserita il 2 febbraio 2005. [RV]
EVIDENTE POR SI MISMO
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 15/4/2019 - 09:35
Downloadable! Video!

La chanson de Craonne

anonimo
El Salariado, 25 abril 2015

A finales de julio de 1914 estalló la Gran Guerra, luego conocida como Primera Guerra Mundial y para nosotros la primera gran masacre imperialista, que se prolongó hasta 1918. El saldo del conflicto se estima en 20 millones de muertos, otros tantos heridos y varios millones de desplazados y refugiados, además de la destrucción de un volumen ingente de fuerzas productivas.

Aunque los partidos socialistas de Europa adheridos a la II Internacional ya habían vislumbrado la posibilidad de que estallara el conflicto bélico y habían adoptado resoluciones en contra de la guerra en los congresos de Stuttgart (1907), Copenhague (1910) y Basilea (1912), llegando incluso a aprobar la organización de la huelga general en caso de que se iniciara, en 1914 todas estas resoluciones se quedaron en papel mojado. Los partidos socialistas votaron los créditos de guerra en los... (continua)
LA CANCIÓN DE CRAONNE
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 9/4/2019 - 05:18
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Thomas Sankara: Discours devant l’assemblée générale de l’ONU le 4 octobre 1984

LA CCG NUMERO 30000 / AWS NUMBER 30000 / LA CCG N° 30000 / SVL NRO 30000
Traducción al español
Traduzione spagnola
Traduction espagnole
Spanish translation
Espanjankielinen käännös

Fuente / Fonte / Source / Lähde : thomassankara.net
Señor secretario general,
(continua)
inviata da CCG/AWS Staff 5/4/2019 - 17:09
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Aida

2018
Violetica

Come Aida Lafuente e Aída La Fuente, una canzone dedicata alla militante comunista Aída La Fuente, “Rosa Roja de ‎Asturias”, uccisa ad Oviedo durante la fallita rivoluzione del 1934 dai legionari di Francisco ‎Franco. La repressione del movimento rivoluzionario asturiano fu un pò la prova generale del golpe ‎fascista del 1936.‎
Cuando haya otra revuelta
(continua)
inviata da Dq82 5/4/2019 - 12:34
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Guerra a la guerra por la guerra

[1939-40]
Una poesia dalla raccolta "Entre el clavel y la espada (1939-1940)", pubblicata a Buenos Aires nel 1941

Musica del compositore siciliano Salvatore Calafato (1933-1988), "per baritono e sei executori", 1967
Più recentemente (2016) nell'album "Sonetos y poemas para la libertad" di Miguel Poveda, grande interprete della tradizione flamenca spagnola.
(Guerra a la guerra por la guerra). Vente.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/4/2019 - 22:19
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Mio fratello

Canción de denuncia en contra de cualquier tipo de violencia y abuso de poder, inspirada en la historia de Stefano Cucchi.
MI HERMANO
(continua)
inviata da Vladimir Carrión Mosucha 29/3/2019 - 13:56
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Montilla

anonimo
Canzone popolare venezuelana nel repertorio di Illapu, Inti-Illimani, Pablo Milanés

José Rafael Montilla (1859-1907), generale venezuelano partecipò alla Revolucion Libertadora sostenendo le rivendicazioni dei contadini contro i grandi latifondisti. Nel 1907, tradito da uno dei suoi, fu assassinato. La canzone popolare racconta la sua storia in forma di leggenda.
Vengo a trovar este golpe
(continua)
28/3/2019 - 20:42
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Con todas las banderas

[2016]
Por los pueblos hermanos
(continua)
inviata da adriana 9/3/2019 - 07:16
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Todos los nombres

[2009]

Album :Contraste
En una fosa común
(continua)
inviata da adriana 8/3/2019 - 18:52
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Gernika

"el aliso nunca ha tenido corazón
(continua)
inviata da Dq82 12/2/2019 - 11:04
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Oihu-loreak

GRITOS DE FLORES
(continua)
inviata da Dq82 12/2/2019 - 09:43
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Pablo

Riccardo Venturi, 5-2-2019 10:24


Piazza Santa Croce, Florencia, julio 1991.


Due parole del traduttore. Normalmente non faccio traduzioni in spagnolo; non è una lingua nella quale mi sono mai sentito troppo a mio agio, per quanto riguarda l'uso attivo. Però è pur vero che una traduzione in spagnolo di questa canzone (dopo 44 anni ancora spaventosamente bella, forse un'epoca da sola) mancava. Coscienziosamente l'ho cercata, putacaso fosse sfuggita; ma si trovano solo schifezze fatte palesemente col Google Translator. Quindi mi sono azzardato, con l'avvertenza: a) Se qualcuno ne trova una da qualche parte, la metta; b) Chi sa scrivere in spagnolo meglio di me (un'infinità di persone) intervenga su questa traduzione senza pietà, o ne faccia una nuova. Per ora, spero, potrà servire alla bisogna e dare un'idea del testo un po' meno alla minchia di Rottweiler dei traduttori automatici; ma niente di più.
PABLO
(continua)
5/2/2019 - 10:26
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El viento trae una copla

[2004]
Album “La argentinidad al palo”

Con una melodía que remite al repiquetear de las marchas militares, Bersuit también recuerda el horror de la guerra en las islas Malvinas, como parte de un disco (La argentinidad al palo) que incluyó algunas de sus letras más crudas.

16 canciones sobra la guerra
El viento trae una copla,
(continua)
26/1/2019 - 18:34
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El Visitante

Album: A fondo blanco - 1999

La guerra de Malvinas dejó una lección imborrable: la desprotección y el aislamiento que sufrieron los excombatientes al volver al continente dejó más secuelas que el propio conflicto bélico. “Olvidar yo sé bien que no podés, cómo la sociedad olvida que fuiste obligado a marchar en su defensa”, canta Ricardo Iorio.

16 canciones sobre la guerra
Olvidar
(continua)
26/1/2019 - 18:27
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Nuestro cobre

Musica e testo / Music and lyrics / Musique et paroles / Música y letras / Sävel ja sanat: Eduardo Yáñez

The audio sample provided is from Quilapayún's 1974 album El pueblo unido jamás será vencido / Yhtenäistä kansaa ei voi koskaan voittaa). The song first appeared on a 1972 compilation album titled Chile Pueblo (en el 2º Año del Gobierno Popular).

Nuestro cobre tells the story of Chilean copper from the times of foreign exploitation to the nationalization or »Chileanization« of copper industry during the government of President Salvador Allende.
Nuestro cobre
(continua)
inviata da Juha Rämö 26/1/2019 - 10:40
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Balas y Fronteras + Hidden Track

Album La Estanquera de Saigón (2014)
testo e commento da Genius

El último tema del álbum lleva consigo un extra llamado Hidden Track, probablemente una de las canciones más potentes del disco.

Balas y fronteras trata la crisis humanitaria que han sufrido cientos de miles de refugiados sirios, libios, irakies, afghanos y de otras tantas zonas del mundo. Particularmente, se critica la actuación criminal del Estado Español con los CIE’s y el asesinato por parte de la Guardia Civil al menos 10 personas en las costas de Ceuta.


La dignita dell'Europa muore ogni giorno nelle acque del Mediterraneo.. Lo vediamo anche in questi giorni.
[Intro]
(continua)
20/1/2019 - 22:57
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Los Invisibles

2014
Album: La Estanquera de Saigón
Hoy se ha vuelto a suicidar otra persona
(continua)
20/1/2019 - 22:51




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