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L'interrogatorio di Caserio

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Langue: italien


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Caterina Bueno, L'interrogatorio di Caserio, reg. 1962
"Eran tre falciatori", 1973


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casesanteIn questa pagina sono raccolti canti di diversa provenienza, accomunati dal tema dell’ “interrogatorio di Caserio”. Il processo a Sante Caserio si svolse presso la Corte d’Assise di Lione il 2 e 3 agosto 1894, presieduto dal giudice Breuillac. L’immaginazione popolare ha situato l’ “interrogatorio di Caserio”, con le fiere (e sovente ironiche) risposte da parte dell’anarchico, tra le quali la celeberrima: Sono un fornaio, non una spia!, durante il dibattimento in aula; in realtà, l’interrogatorio di Caserio si svolse nel lasso di tempo tra il 24 giugno e il 22 luglio 1894, tenuto dal giudice istruttore Cyr Alphonse Benoist. Durante tale interrogatorio si svolse anche una réconstitution dell’attentato per mezzo di un manichino; Caserio lo colpì con tanta foga da suscitare l’indignazione del giudice istruttore. Al che, Caserio espresse tutt’altro che pentimento e manifestò l’intenzione di andare a morte. Dell’intero interrogatorio esistono trascrizioni, che furono via via pubblicate anche dai giornali italiani (un estratto si ha in: Borghi e aa., CIP, pp. 45-46). A partire dall’ “interrogatorio di Caserio” sorse tutta una serie di canti (popolari e di cantastorie), come detto di varia provenienza, che possono essere fatti risalire all’anno 1894 o a poco dopo. Si tratta perlopiù di canti “giornalistici” (questa è del resto la natura dei canti di cantastorie e di quelli stampati su fogli volanti) nei quali si riproducono i punti salienti dell’interrogatorio, ovvero quelli che maggiormente avevano catturato l’immaginazione popolare. E’ il caso del canto, celeberrimo, raccolto e registrato da Caterina Bueno nel 1962 a Firenze dal fiaccheraio Stefano Arcidiacono (un fiaccheraio è, a Firenze, un conduttore di fiàcchere, la carrozzella pubblica a cavalli, dal francese fiacre; a Firenze esistono tuttora alcuni conduttori di tali mezzi, ad uso esclusivo dei turisti). Stefano Arcidiacono, antifascista, era stato deportato a Mauthausen dai nazifascisti ed aveva scritto un libro di ricordi, Konzentrationslager Mauthausen 56899, pubblicato a Firenze da V. Paci nel 1961.

Sicuramente il canto è legato alla tradizione orale, e riassume “la fierezza del Caserio con le risposte che dà ai giudici” (CIP, p. 45) Il canto raccolto da Caterina Bueno viene quindi scelto come rappresentativo. Tale e tanta è la fama di questo canto, che molti esecutori moderni del Sante Caserio di Pietro Gori usano far precedere la canzone vera e propria dall’ “Interrogatorio di Caserio” (ad esempio, Marco Rovelli): [Riccardo Venturi 20-4-2026]









L'Interrogatorio di Caserio. Canzoniere Internazionale, 1973.
1. L'interrogatorio di Caserio
Registrazione di Caterina Bueno da Stefano Arcidiacono, Firenze 1962,
Incisioni: - Caterina Bueno, Eran tre falciatori, 1973
- Canzoniere Internazionale, "Gli Anarchici 1864-1969", 1973


Entra la corte
esamina il Caserio
e gli domanda
se si era pentito.
«Cinque minuti m'avessero dato
un altro presidente avrei ammazzato».

«Lo conoscete voi
questo pugnale?»
«Sì, lo conosco,
ci ha il manico arrotondo:
nel cuore di Carnot
l'ho penetrato a fondo».

«Li conoscete voi
i vostri compagni?»
«Sì, li conosco,
io son dell'anarchia:
Caserio fa i' fornaio
e non la spia».

envoyé par Riccardo Venturi - 20/5/2007 - 12:34



1. Traduction française / Traduzione francese / French translation/ Ranskankielinen käännös:
Anonimo Toscano del XXI Secolo, 20-4-2026 11:55

"Reconnaissez-vous ce poignard...?"
"Reconnaissez-vous ce poignard...?"
L'interrogatoire de Caserio

Le tribunal entre,
interroge Caserio
et lui demande
s’il s’est repenti.
“Si on m’avait donné cinq minutes de plus,
j’aurais tué un autre président.”

“Reconnaissez-vous
ce poignard?”
“Oui, je le reconnais,
il a un manche arrondi,
jusqu’au fond du cœur de Carnot
je l’ai fait pénétrer.”

“Connaissez-vous
vos camarades?”
“Oui, je les connais,
je suis anarchiste;
Caserio est boulanger,
pas un espion.”

20/4/2026 - 11:55



1. English translation / Traduzione inglese / Traduction anglaise / Englanninkielinen käännös

Reperita in origine da questa pagina (non più attiva).
The Interrogation of Sante Caserio

The court enters,
They examine Caserio,
And they ask him
Whether he had repented.
"Five minutes had they given me
I would have killed another president."

"Do you know
This dagger?"
"I sure know it,
It has a round handle,
Into Carnot's heart
I thrust it deeply."

"Do you know
Your comrades?"
"I sure know them,
I belong to anarchy,
Caserio is a baker,
Not a spy."

envoyé par adriana - 21/5/2007 - 19:04



1. Traducción al castellano / Traduzione spagnola / Spanish translation / Traduction espagnole / Espanjankielinen käännös:
Gustavo Sierra Fernández

"Traducción al castellano de Gustavo Sierra. He preferido hacer una versión literal, lo cual no supone demasiado problema con la métrica. La publiqué junto a otra aquí [GSF]
El interrogatorio de Caserio

Entra el tribunal
examina a Caserio
y le preguntan
si se ha arrepentido.
“Cinco minutos me fueran dados
a otro presidente habré asesinado”.

“¿Conoce usted
este puñal?”
“Sí, lo conozco,
tiene la empuñadura redonda:
en el corazón de Carnot
lo he clavado a fondo”.

“¿Conoce usted
a sus compañeros?”
“Sí, los conozco,
yo soy de la anarquía
Caserio es panadero
y no un espía”.
[1] i.e. Soy anarquista

envoyé par Gustavo Sierra - 16/7/2011 - 13:18



2. E si alza poi in piedi il presidente
Registrazione di Cesare Bermani, Novara 1963


Cesare Bermani.
Cesare Bermani.


Registrazione di Cesare Bermani, Novara 1963, da Celeste Cascini, operaio tipografo in pensione, ex anarchico poi iscritto al PCI. In questa versione, Caserio risponde curiosamente e significativamente di chiamarsi "Gaetano", il che è un indice della (voluta?) confusione tra i due tirannicidi anarchici, Sante Caserio e Gaetano Bresci. In: Quella sera a Milano era caldo - Antologia della canzone anarchica in Italia vol.2, Milano, ed. Bella Ciao, luglio 1978, fascicolo a cura di C. Bermani, p.24 [CIP p. 57]
E si alza poi in piedi il presidente
per domandare a Caserio il suo nome
Caserio gli risponde «Il mio nome è Gaetano
mi par d'esser di fronte ad un ruffiano».

Si alza poi in piedi l'avvocato
per domandar Caserio dov'era stato
Caserio gli risponde «Ero coi compagni
ma nel colpo fatale ero solo».

Si alza allora in piedi il presidente
per domandar a Caserio se tiene complici
Caserio «Sì che ne tengo complici ma non dirò chi sia
io faccio il fornaio e non la spia».

envoyé par Riccardo Venturi - 20/5/2007 - 12:37



3. Il Caserio lui davanti al tribunale
Registrazione di Cesare Bermani da Lucia Caprara, 1964


La registrazione di questo e di altri canti dalla voce della famiglia Caprara di Bondeno (FE) (Lucia, la sorella Argentina e i fratelli Rainero e Carlo) avvenne a Milano nel 1964 da parte di Cesare Bermani. Il canto è diffuso tra le province di Ferrara e Mantova; il testo si inserisce senz’altro nel filone dell’ “Interrogatorio di Caserio”, ma riprende motivi di Partito da Milano senza un soldo. “Interessante notare che il motivò sarà ripreso durante la Resistenza in alcuni canti partigiani il più noto dei quali è E quei briganti neri che verrà cantato nella Val d’Ossola” [CIP p. 55] [RV 20-4-2026]
Il Caserio lui davanti al tribunale
le dice se conosci questo pugnale
e sì e sì che lo conosco
ha il manico rotondo
nel cuore di Carnot lo gettai profondo.

Il Caserio lui davanti al tribunale
le dice se conosci i suoi compagni
e sì e sì che li conosco
e ma non dirò mai chi sia
io faccio il fornaio e non la spia.

Il Caserio lui davanti al tribunale
le dice sei pentito del tuo reato
se dieci minuti ancora
m'avesser dato
secondo dei presidenti ne avrei ammazzato.

20/5/2007 - 12:39



4. Stornelli su Caserio
Registrazione di Cesare Bermani da Paolo Castagnino detto "Saetta", Milano 1964


Registrazione di Cesare Bermani, Milano 1964, da Paolo Castagnino detto "Saetta" (1920-1997). In G. Parini, Pèn zivolla e radisèn, canti popolari a Medicina, ed. Gruppo Corale "Le mondine di Medicina", Medicina (BO) 1986, p. 78 [CIP p 65].

castasae.


Paolo Castagnino (Chiavari, GE, 27 giugno 1920) viene richiamato alle armi nel 1940 e prende parte alla Seconda guerra mondiale, come soldato semplice, sul Fronte occidentale e poi su quello albanese, partecipando alla campagna di Grecia. All’Armistizio dell’8 settembre 1943 si trova ad Atene presso il quartier generale dell’11ª Armata Comando Superiore Forze Armate Grecia e, come tanti ufficiali e soldati italiani, da quel momento inizia a combattere nella Resistenza greca, dando il suo contributo alla lotta di Liberazione dei partigiani ellenici. Nel maggio ’44 Paolo fa ritorno in Italia, dopo un periglioso viaggio attraverso l’Europa occupata dai nazisti.

Entrato nelle file partigiane con il nome di battaglia “Saetta”, diviene comandante di un distaccamento della Brigata Garibaldi “Coduri” fin quando essa si trasforma in Divisione. Al suo interno, Castagnino assume da quel momento il comando della Brigata “Longhi”. La “Coduri”, comandata da Eraldo Fico “Virgola”, è protagonista della Liberazione del Tigullio. Il 24 aprile 1945 la Brigata “Zelasco”, comandata da Aldo Vallerio “Riccio”, libera Sestri Levante e Lavagna. Intanto il comando tedesco comunica al Vescovo di Chiavari l’intenzione di distruggere la città se i partigiani non si fossero ritirati. Il comando della “Coduri” rifiuta la richiesta. Nelle stesse ore le truppe alleate, oggetto dei colpi di cannone inferti dalla postazione tedesca in località Le Grazie, decidono di bombardare le linee nemiche con un attacco aereonavale. Per la città di Chiavari si prospetta un massacro. Ma il comandante “Virgola” chiede agli alleati ventiquattro ore di tempo per condurre un’azione con le formazioni partigiane. E sotto il fuoco nemico la Brigata guidata da “Saetta” riesce a entrare a Chiavari e a liberarla, il 25 Aprile 1945.

Nel corso dei combattimenti l’ultimo dei Caduti fu Ottorino Bersini “Basea”, un giovane di soli vent’anni che con il suo sacrificio contribuì a salvare la città. Successivamente “Saetta” e la sua Brigata liberarono anche Rapallo e Santa Margherita Ligure. Militante del PCI, nel dopoguerra Paolo Castagnino ha svolto per molti anni attività politica, eletto prima nel Consiglio comunale della sua città e poi consigliere provinciale e regionale. Castagnino è stato anche Consigliere Nazionale ANPI, VicePresidente del Comitato Provinciale di Genova dell’Associazione e Presidente della Sezione di Chiavari (oggi a lui intitolata), oltre che consigliere dell’Istituto ligure per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea (ILSREC), conducendo studi e ricerche non solo sulla Resistenza ma anche sul Risorgimento italiano. Autore di libri che hanno ricevuto buona accoglienza dalla critica e dai lettori, Paolo è stato pure un apprezzato studioso delle tradizioni popolari: ha fondato e guidato per molti anni il Gruppo Folk Italiano, noto per gli spettacoli dedicati alla Resistenza presentati in Italia e all’estero. La riproposizione dei canti partigiani, appresi nei lunghi mesi in montagna, è confluita nello storico 33 giri Canti della Resistenza (Dischi dello Zodiaco, 1972). La raccolta contiene, tra le altre, la canzone Sutta a chi tucca, composta in dialetto genovese da G.B. Canepa “Marzo”, commissario della Divisione Garibaldi “Cichero”, sulle note del canto sovietico I Partigiani di Parfenov e Alimov.

Oltre alla MAVM per la guerra di Liberazione, Paolo Castagnino è stato decorato con l’Alto riconoscimento ellenico “per i grandi servigi alla causa della libertà della Grecia” e con l’Ordine militare di 1ª classe “Partizan Otecestvennoi Voini”, massima onorificenza partigiana sovietica. - A.N.P.I. Associazione Nazionale Partigiani d'Italia
Quando Caserio fu tolto dalla prigione
e fu condotto davanti al tribunale
lo comincian a interrogare
Ditemi Caserio è questo il vostro pugnale?

Pugnale o mio bel pugnale ài fatto una gran cosa
ài messo il presidente dentro la fossa
di questi pugnali ne vorrei una schiera
gridando viva l'anarchia e la bandiera.

Si alza il presidente tutto arrabbiato
Ditemi Caserio chi sono i vostri compagni.
Il primo sono io e gli altri sono l'anarchia
Caserio fa il fornaio e non la spia.

Madonna Madonna gridava ad alta voce
quando sono morto me non voglio croce
non voglio preti che han la coscienza nera
ma voglio i miei compagni e la bandiera.

Prendete la mia testa se la volete
e fatela rigirar per tutta Francia
per tutta Francia e ancor per tutto il mondo
e dite che il pugnale di Caserio è andato a fondo.

envoyé par Riccardo Venturi - 20/5/2007 - 12:47



5. Pugnale, pugnaletto
Anonimo cantastorie
Reg. di Luigi Micheletti da Tiziano Zubani, Brescia 1974


Registrazione di Luigi Micheletti nel 1974 a Brescia, da Tiziano Zubani (membro fondatore nel 1972 del Nuovo Canzoniere Bresciano. Il canto si presenta come un vero e proprio "centone", con l'ultima strofa che riproduce quella iniziale de Le ultime ore e la decapitazione di Sante Caserio, o Aria di Caserio, o Il sedici di agosto. Da notare anche che Carnot diventa qui "Canova" (cognome tipico bresciano). Il canto si presenta come una sorta di "centone" tra i motivi dell' "Interrogatorio di Caserio" e Le ultime ore e la decapitazione di Sante Caserio; in particolare, l'intera ultima strofa è ripresa da tale canto. [RV 20-4-2026]
Pugnale, pugnaletto
tu devi far la mossa
e uccidere Canova nella carrozza

E appena l'ebbi ucciso
venni arrestato
nel carcere di Lione fui trascinato

Mi si presenta un giudice istruttore
dicendo «mio giovanotto il vostro nome»

«Di nome e di cognome
mi chiamo sì Caserio
e so d'esser davanti a un mascalzone»

Mi si presenta un giudice ancor più serio
dicendo «mio giovanotto il nome dei compagni»

«Il nome dei compagni
si chiama l'anarchia
io faccio il panettiere e non la spia»

Ma il sedici d'agosto
sul far della mattina
il boia avea disposto
l'orrenda ghigliottina
mentre Caserio dormiva ancor
senza pensare al triste orror.

20/5/2007 - 12:46



6. E alla mattina presto suonano le campane
Anonimo cantastorie


Di anonimo cantastorie, prob. contemporaneo ai fatti (1894). "Anche qui, come negli altri testi paralleli, il letimotiv è ancora la frase: 'Faccio il fornaio e non la spia', che per la sua pregnanza ha colpito l'immaginario popolare dell'epoca." [CIP p. 64]
E alla mattina presto suonano le campane
Or giunta è l’ora dell’esecuzione
E tutte le vie sono parate in nero
La morte di Caserio sarà davvero.
E il presidente allor chiese a Caserio
- Or dimmi se conosci i tuoi compagni –
- Sì sì ch’io li conosco
Ma non dirò chi sia
Presidente, faccio il fornaio
Ma non la spia. –
Il presidente allor chiese a Caserio
- Dimmi tu se conosci questo pugnale –
- Sì sì ch’io lo conosco
Ha il manico dorato
Nel cuore di Carnot è penetrato. -

envoyé par Riccardo Venturi - 20/4/2026 - 17:21




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