Caserio passeggiava per la Francia
incontrò la carrozza del Presidente
monta sulla carrozza col mazzolino rosso
«È questo il pugnale che ti darà la morte".
Il presidente interrogò Caserio:
«E dimmi Caserio chi sono i tuoi compagni».
«I miei compagni sono dell'anarchia
ed io faccio il fornaio e non la spia».
Il presidente interrogava Caserio:
«E dimmi Caserio chi credi d'esser davanti».
Caserio gli risponde con poca soggezione:
«Io so che sono davanti a un palandrone».
Quando Caserio vide la ghigliottina
con una mano lui si levò il cappello
saluta i compagni suoi e andò al macello. [1]
La madre di Caserio forte piangeva
vedendo il suo figlio alla tortura.
«Se sei una vera anarchica non devi aver paura
se anche il figlio tuo è alla tortura».
«Boia dammi da bere che tengo sete
e dammi della marsala del vermut buono
e dammi del vino rosso quello che io langue
e quando mi taglierai la testa boia darò più sangue».
Quando il boia viene da Torino
e chiede dove è andato l'assassino
Caserio gli risponde con voce lesta
«Mi salterà via la testa ma il pensiero resta».
Caserio passeggiava per la Francia
anonyme
[1] Var.:
Quando Caserio vide la ghigliottina
lui fece una risata, il poverino
con una mano lui si levò il cappello
dicendo «Cari compagni, vado al macello».
Quando Caserio vide la ghigliottina
lui fece una risata, il poverino
con una mano lui si levò il cappello
dicendo «Cari compagni, vado al macello».
envoyé par Riccardo Venturi - 18/5/2007 - 23:01
Registrazione di Ernesto De Martino
Recording by Ernesto de Martino
Alfonsine (Ravenna)
1951
La prima registrazione disponibile di una versione di Caserio passeggiava per la Francia sembra essere quella effettuata da Ernesto De Martino nel 1951 a Alfonsine, in provincia di Ravenna. Alfonsine è una cittadina che ha una storia singolare: completamente raso al suolo dai bombardamenti durante la II guerra mondiale, dopo il 1945 fu spostato, cioè ricostruito con diversa collocazione (il paese originale si trovava fino al 1945 alla destra del fiume Senio, mentre l’attuale locazione è a sinistra). E’ in questo paese “spostato”, che però ancora non aveva perso la sua forte componente sociale e politica, che Ernesto De Martino si recò nel 1951 per la sua campagna di registrazione di canti popolari (Alfonsine è particolarmente nota nelle Romagne per questa sua caratteristica); ad esempio, raccolse qui anche la Canta di Matteotti. Il testo di questa “prima” versione è notevole per l’intervento addirittura di Louise Michel (qui “Luisa Michele” [!!!]), che viene presentata nientepopodimeno come l’ “amante di Caserio” –si noti che Louise Michel aveva 64 anni nel 1894, mentre Caserio ne aveva 21). La fama di Louise Michel, definita qui la “prima anarchica di Francia” era però diffusa e forte persino nelle campagne romagnole, ed è un fatto che, da Londra dove si trovava in esilio, plaudì al gesto di Caserio con le parole: ”Une fois de plus, l’anarchie aura bien mérité l’humanité”. Presente in: Quella sera a Milano era caldo - Antologia della canzone anarchica 2, Milano ed, Bella Ciao, luglio 1978, fascicolo a cura di Cesare Bermani (Borghi e aa., CIP pp. 49-50) [RV 19-4-2026]
Recording by Ernesto de Martino
Alfonsine (Ravenna)
1951

Ernesto De Martino (1908-1965)
La prima registrazione disponibile di una versione di Caserio passeggiava per la Francia sembra essere quella effettuata da Ernesto De Martino nel 1951 a Alfonsine, in provincia di Ravenna. Alfonsine è una cittadina che ha una storia singolare: completamente raso al suolo dai bombardamenti durante la II guerra mondiale, dopo il 1945 fu spostato, cioè ricostruito con diversa collocazione (il paese originale si trovava fino al 1945 alla destra del fiume Senio, mentre l’attuale locazione è a sinistra). E’ in questo paese “spostato”, che però ancora non aveva perso la sua forte componente sociale e politica, che Ernesto De Martino si recò nel 1951 per la sua campagna di registrazione di canti popolari (Alfonsine è particolarmente nota nelle Romagne per questa sua caratteristica); ad esempio, raccolse qui anche la Canta di Matteotti. Il testo di questa “prima” versione è notevole per l’intervento addirittura di Louise Michel (qui “Luisa Michele” [!!!]), che viene presentata nientepopodimeno come l’ “amante di Caserio” –si noti che Louise Michel aveva 64 anni nel 1894, mentre Caserio ne aveva 21). La fama di Louise Michel, definita qui la “prima anarchica di Francia” era però diffusa e forte persino nelle campagne romagnole, ed è un fatto che, da Londra dove si trovava in esilio, plaudì al gesto di Caserio con le parole: ”Une fois de plus, l’anarchie aura bien mérité l’humanité”. Presente in: Quella sera a Milano era caldo - Antologia della canzone anarchica 2, Milano ed, Bella Ciao, luglio 1978, fascicolo a cura di Cesare Bermani (Borghi e aa., CIP pp. 49-50) [RV 19-4-2026]
Caserio passeggiava
ma per la Francia
incontra la carrozza
del presidente
e montava su la carrozza
co' un bel mazzolino rosso
ma questo sarà il pugnal di Caserio
che ti darà la morte.
Pugnale mio pugnale
che stai facendo?
Nel cuore di Carnot
tu sei sortito
pugnale mio pugnale
mi hai fatto una bella mossa
se mi hai messo un vagabondo presidente
dentro una fossa.
Ecco che arriva il boia
ma da Torino
risponde il presidente
«fatelo avanti»
«ecco la mia testa
ecco se la volete
guardate qui nel cervello
che il pensiero ci resta.
E abbasso Crispi
e abbasso quel vigliacco
e abbasso a chi lo fece
ma deputato.
E abbasso a Crispi
e abbasso a quel cafone
che alla banca di Roma
rubò trenta milioni».
L'amante di Caserio
si chiamava Luisa Michele
ma l'era la prima anarchica
ma della Francia
«se sei una vera anarchica
non devi aver paura
anche se vedi il tuo fidanzato andare
alla tortura».
La madre di Caserio
forte piangeva
e a vedere il suo fidanzato
'ndare alla morte
ma lei la piangeva
ma la poverina
e a vedere il suo Santo Caserio andare
alla ghigliottina.
Se d'io avessi un quarto d'ora
ma d'io che fossi ammalato
ma stai pur sicuro vigliacco presidente
ti avrei 'mazzato.
Quando Caserio che vide
la ghigliottina
gli fece una risata
ma il poverino
con una mano
ma si levò il cappello
ma gridava «compagni miei
vado al macello».
Quando il presidente
ma interrogò Caserio
«dimmi Caserio chi era
tua compagnia»
«i miei compagni erano
ma tutti dell'anarchia.
Del resto facevo il fornaio
ma non la spia.
E boia dammi da ber
ch'io tengo sete
e dammi del cognac
damel buono
della Marsala
dammi del vino rosso
così vigliacco presidente ti darò
più sangue».
ma per la Francia
incontra la carrozza
del presidente
e montava su la carrozza
co' un bel mazzolino rosso
ma questo sarà il pugnal di Caserio
che ti darà la morte.
Pugnale mio pugnale
che stai facendo?
Nel cuore di Carnot
tu sei sortito
pugnale mio pugnale
mi hai fatto una bella mossa
se mi hai messo un vagabondo presidente
dentro una fossa.
Ecco che arriva il boia
ma da Torino
risponde il presidente
«fatelo avanti»
«ecco la mia testa
ecco se la volete
guardate qui nel cervello
che il pensiero ci resta.
E abbasso Crispi
e abbasso quel vigliacco
e abbasso a chi lo fece
ma deputato.
E abbasso a Crispi
e abbasso a quel cafone
che alla banca di Roma
rubò trenta milioni».
L'amante di Caserio
si chiamava Luisa Michele
ma l'era la prima anarchica
ma della Francia
«se sei una vera anarchica
non devi aver paura
anche se vedi il tuo fidanzato andare
alla tortura».
La madre di Caserio
forte piangeva
e a vedere il suo fidanzato
'ndare alla morte
ma lei la piangeva
ma la poverina
e a vedere il suo Santo Caserio andare
alla ghigliottina.
Se d'io avessi un quarto d'ora
ma d'io che fossi ammalato
ma stai pur sicuro vigliacco presidente
ti avrei 'mazzato.
Quando Caserio che vide
la ghigliottina
gli fece una risata
ma il poverino
con una mano
ma si levò il cappello
ma gridava «compagni miei
vado al macello».
Quando il presidente
ma interrogò Caserio
«dimmi Caserio chi era
tua compagnia»
«i miei compagni erano
ma tutti dell'anarchia.
Del resto facevo il fornaio
ma non la spia.
E boia dammi da ber
ch'io tengo sete
e dammi del cognac
damel buono
della Marsala
dammi del vino rosso
così vigliacco presidente ti darò
più sangue».
envoyé par Riccardo Venturi - 18/5/2007 - 23:16
Registrazione da un anonimo cantastorie
Recording from an unknown storyteller
San Giovanni Valdarno (Arezzo)
1955
Recording from an unknown storyteller
San Giovanni Valdarno (Arezzo)
1955
Registrazione del 1955 da un anonimo cantastorie sangiovannese (in: N. Manicardi, Storia d’Italia nel canto popolare, A. Forni ed., 1996, p.129. Borghi e aa., CIP p. 48).
Caserio passeggiava per la Francia
sale sulla carrozza del presidente.
Con una man gli dava un mazzolin di fiori
e con quell'altra gli dava il pugnal nel cuore.
Pugnale mio bel pugnale
hai fatto una gran mossa
hai messo un presidente
e un vagabondo dentro la fossa.
E di questi pugnali
me ne vorrebbe una schiera
in testa all'anarchia e alla bandiera.
Si alza il presidente tutto arrabbiato
Dicci Caserio chi eran i tuoi compagni?
Uno son io e gli altri dell'anarchia
ed io faccio il fornaio ma non la spia
Ecco che arriva il boia da Torino
dice Caserio: È arrivato l'assassino.
Se avessi un quarto d'ora
e che io fossi ammollato
stà pur certo che anche te avrei ammazzato.
La madre di Caserio forte piangeva
nel vedere il figlio andar alla morte.
Se sei una vera anarchica
non devi aver paura
anche se vedi il figlio tuo alla tortura.
Quando Caserio vide la ghigliottina
scoppiò in una grande risata
Poi a tutti levandosi il cappello
e disse: Amici miei vado al macello.
Boia, dammi da bere che tengo sete
dammi della marsala e del cognac
del vino buono dammi del vino rosso
quello che più io amo
quando mi taglierai la testa
ti darò ancor più sangue.
Prendete la mia testa se la volete
e fatela girar per tutta la Francia
e fatela girar quanto vi pare e piace
ma non direte che il pugnale di Caserio
non fu mortale.
Questa è la triste storia del povero Caserio
che per la Francia perse la propria vita
perse la propria vita per l'anarchia
contro gli sfruttatori e la borghesia.
sale sulla carrozza del presidente.
Con una man gli dava un mazzolin di fiori
e con quell'altra gli dava il pugnal nel cuore.
Pugnale mio bel pugnale
hai fatto una gran mossa
hai messo un presidente
e un vagabondo dentro la fossa.
E di questi pugnali
me ne vorrebbe una schiera
in testa all'anarchia e alla bandiera.
Si alza il presidente tutto arrabbiato
Dicci Caserio chi eran i tuoi compagni?
Uno son io e gli altri dell'anarchia
ed io faccio il fornaio ma non la spia
Ecco che arriva il boia da Torino
dice Caserio: È arrivato l'assassino.
Se avessi un quarto d'ora
e che io fossi ammollato
stà pur certo che anche te avrei ammazzato.
La madre di Caserio forte piangeva
nel vedere il figlio andar alla morte.
Se sei una vera anarchica
non devi aver paura
anche se vedi il figlio tuo alla tortura.
Quando Caserio vide la ghigliottina
scoppiò in una grande risata
Poi a tutti levandosi il cappello
e disse: Amici miei vado al macello.
Boia, dammi da bere che tengo sete
dammi della marsala e del cognac
del vino buono dammi del vino rosso
quello che più io amo
quando mi taglierai la testa
ti darò ancor più sangue.
Prendete la mia testa se la volete
e fatela girar per tutta la Francia
e fatela girar quanto vi pare e piace
ma non direte che il pugnale di Caserio
non fu mortale.
Questa è la triste storia del povero Caserio
che per la Francia perse la propria vita
perse la propria vita per l'anarchia
contro gli sfruttatori e la borghesia.
envoyé par Riccardo Venturi - 18/5/2007 - 23:18
Anonimo cantastorie
Unknown storyteller
1960
Unknown storyteller
1960
Da: Cantavan l'Anarchia. Rivoluzione., pubblicato dalla rivista Espresso Mese, luglio 1960 [Borghi e aa., CIP p. 51]
Caserio passeggiava per la Francia
e incontra la carrozza del Presidente
con una man gli porge un mazzo di fiori
con l'altra gli piantò un pugnale nel petto.
Intanto arriva il boia da Torino
«dimmi Caserio chi sono i tuoi compagni»
Uno son io gli altri dell'anarchia
io facevo il fornaio e non la spia.
Pugnale o mio pugnale hai fatto una gran mossa
hai messo un presidente in una fossa.
Pugnali come te ce ne vorria una schiera
in testa all'Anarchia e alla bandiera.
L'amante di Caserio forte piangeva
che vedeva il suo uomo andare a morte.
«Se sei 'na vera anarchica non devi aver paura
anche se vedi il tuo uomo alla tortura.
Quando che muoio me non voglio croci
non voglio preti o frati con quella tonaca nera
ma due dell'Anarchia con la bandiera.
e incontra la carrozza del Presidente
con una man gli porge un mazzo di fiori
con l'altra gli piantò un pugnale nel petto.
Intanto arriva il boia da Torino
«dimmi Caserio chi sono i tuoi compagni»
Uno son io gli altri dell'anarchia
io facevo il fornaio e non la spia.
Pugnale o mio pugnale hai fatto una gran mossa
hai messo un presidente in una fossa.
Pugnali come te ce ne vorria una schiera
in testa all'Anarchia e alla bandiera.
L'amante di Caserio forte piangeva
che vedeva il suo uomo andare a morte.
«Se sei 'na vera anarchica non devi aver paura
anche se vedi il tuo uomo alla tortura.
Quando che muoio me non voglio croci
non voglio preti o frati con quella tonaca nera
ma due dell'Anarchia con la bandiera.
envoyé par Riccardo Venturi - 18/5/2007 - 23:18
"Caserio passeggiava per la Francia" interpretata da Romolo Valli
Nel 1968, durante una puntata del "Delia Scala Show" televisivo, il grande attore teatrale e cinematografico reggiano Romolo Valli (1925-1980) si esibì in un inaspettato "sketch" interpretando tre strofe del "Caserio passeggiava per la Francia" nelle vesti di un anarchico; lo sketch fu poi ripresentato nel 1976 durante una puntata di "Ieri e Oggi" condotta da Mike Bongiorno e alla quale interveniva anche la cantante napoletana Marina Pagano. Nello sketch, Romolo Valli "trasforma" Sante Caserio in un anarchico romagnolo (cantando, ovviamente, con accento romagnolo), ma è anche possibile che, in Emilia Romagna, Caserio fosse veramente creduto del posto.
Nel 1968, durante una puntata del "Delia Scala Show" televisivo, il grande attore teatrale e cinematografico reggiano Romolo Valli (1925-1980) si esibì in un inaspettato "sketch" interpretando tre strofe del "Caserio passeggiava per la Francia" nelle vesti di un anarchico; lo sketch fu poi ripresentato nel 1976 durante una puntata di "Ieri e Oggi" condotta da Mike Bongiorno e alla quale interveniva anche la cantante napoletana Marina Pagano. Nello sketch, Romolo Valli "trasforma" Sante Caserio in un anarchico romagnolo (cantando, ovviamente, con accento romagnolo), ma è anche possibile che, in Emilia Romagna, Caserio fosse veramente creduto del posto.
Riccardo Venturi - 12/5/2017 - 13:31
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Strofe popolari / Popular stanzas / Couplets populaires
Registrazione / Recording / Enregistrement: Roberto Leydi
Informatore e canto / Informant and singing / Informateur et chant:
Enrico Bazzoni, Ravenna 1963
Album / Albumi: Quella sera a Milano era caldo
Antologia della canzone anarchica vol. 2 [1978]
In realtà, tali strofe popolari, che furono registrate da Roberto Leydi nel 1963 a Ravenna dalla voce dell’operaio Enrico Bazzoni (registrazione ora conservata nel Fondo Leydi nella bobina “Emilia Romagna 18”), non sono certamente le uniche del filone del “Caserio che passeggiava per la Francia”, che è consistente e presenta testimonianze e registrazioni molto anteriori a questa. Qui, la versione raccolta da Roberto Leydi nel 1963 è stata scelta come rappresentativa in quanto presente nella fondamentale antologia del canto anarchico, “Quella sera a Milano era caldo”, in 2 voll., Milano ed. “Bella Ciao” (1978, a cura di Cesare Bermani). Il filone comincia a circolare subito dopo l’esecuzione di Sante Caserio sulla ghigliottina (Lione, 16 agosto 1894) ed è basato sul processo a Sante Caserio con il celebre interrogatorio (“romanzato” a più riprese): da qui anche il titolo de Il processo a Caserio, che però si intreccia con altri componimenti consimilari ed è quindi ambiguo. Col filone del “Caserio che passeggiava per la Francia” comincia a diffondersi la celeberrima e fiera risposta di Caserio al giudice che gli aveva domandato chi fossero i suoi presupposti compagni: “Caserio fa il fornaio e non la spia” (che in realtà, dato che l’interrogatorio avvenne in francese, lingua che il Caserio conosceva, sembra essere stata semplicemente: “je suis boulanger, pas espion”). Tale risposta catturò fin da subito l’immaginazione e l’ammirazione popolare, tanto da essere riprodotta in decine di canti del genere, anche di tradizioni e filoni differenti (arriva ad esempio fino al canto partigiano E quei briganti neri; da ricordare che l’ “Aria di Caserio” è stata utilizzata spesso per il canto sociale e politico italiano, non solo anarchico). La musica tradizionale (v. qui l’esecuzione di Enrico Bozzoni) è la tipica “aria generica da cantastorie”. [RV 16-4-2026]
Sante Caserio:
A Sante Caserio, o La ballata di Sante Caserio
Le ultime ore e la decapitazione di Sante Caserio, o Aria di Caserio, o Il sedici di agosto
Caserio passeggiava per la Francia
Partito da Milano senza un soldo
Su fratelli pugnamo da forti
Sante Caserio uccisore di Sadi-Carnot
L'interrogatorio di Caserio
Bresci e Caserio
Passanante e Caserio
Un pensiero a Caserio