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An ti meur e-kichen ar mor

Dremmwel


Langue: breton


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Gwerz ar mengleuz
(Gilles Servat)
Ken pell zo da c'hortoz
(Gilles Servat)


(1903)
Dremmwel

Verso la fine del secolo scorso mi trovavo in Cornovaglia, e avendone sentito parlare, ero incuriosito di ascoltare questo quartetto locale chiamato Dremmwel, dedito alle fest-noz, con però incluso nell'organico un arpista: una cosa decisamente piuttosto insolita. Impossibile resistere all'amore sconfinato per il suono dell'arpa bretone e oltretutto penso che serva un certo talento per controbilanciare con un'arpa, bombarda e biniou koz. Questo musicista era anche un artigiano che fabbricava da solo le sue arpe. Fu così che scoprii che avevano musicato in maniera assolutamente efficace, anzi magistrale la versione bretone (pubblicata a Saint-Brieuc nel 1903 in “Gwerziou Barz ar Gouet “ di E. Ernault -R. Prudhomme editore) di una oscura e drammatica ballata tedesca composta duecento anni prima dal poeta romantico Ludwig Uhland, nella quale denaro o potere non possono rendere felici perché non restituiscono la vita. Nel testo originale si parla di un “Re e di suo marito” ma questo è sicuramente dovuto al fatto che in antichità nella lingua tedesca non esisteva una forma femminile della parola “marito” che era priva di una connotazione sessuale (ovviamente al tempo della composizione non è nemmeno ipotizzabile la possibilità di un matrimonio omosessuale e tra reali perdipiù!!!). Nel tradurla perciò ho tenuto conto di questo. La versione in bretone contiene numerose varianti nel testo rispetto all'originale tedesco, quindi ho preferito tradurle entrambe.
Gwelet e teus ar c’hastel bras
A zav duhont, ’tal ar mor glas?
Kommoul an nenv a vez laouen
Dre ma nijont a-us d’e benn

Stouï ’ra da zellet en dour
E skeuden ’vel er mezelour
Pa guz an heol en aour melen
Huel en oabl e toug e benn
(strofa non cantata da Dremmwel)

Me ’m eus gwelet ar c’hastel bras
A zav duhont, ’tal ar mor glas
Sell al loar trueüs warnañ
Endro, mogeden an denvañ

Klevet e oa iboud an dour
Ha c’houez an avel flourik-flour?
Klevet e oa son ar biniou
Er zal vras, ha youc’hadennou?

Mor hag avel a dave mik
O vont ebiou ne glevis grik
Nemet klemvan hag huanad
Ken ’teue ’n dour em daoulagad

Gwelet e teus, pa dremenés
Ar roue hag ar rouanes
Kuruned-aour, hag a bep tu
Arc’hant war o minteli ru?

Ha gante, laouen ha seder
Eur plac’h yaouank, eur werc’hez kaer
Ken koant evel an heol melen
Gant he bleo hir endro d’he fenn?

Me gwelas, pa dremenen
Hep mantel ru na kurunen
Ha dilhad kaoñ gante gwisket
Ar plac’hig n’am eus ket gwelet

envoyé par Flavio Poltronieri - 24/6/2018 - 09:35




Langue: allemand

Testo originale tedesco di Ludwig Uhland (1805)
DAS SCHLOSS AM MEERE

Hast du das Schloß gesehen,
Das hohe Schloß am Meer?
Golden und rosig wehen
Die Wolken drüber her.

Es möchte sich niederneigen
In die spiegelklare Flut;
Es möchte streben und steigen
In der Abendwolken Glut.

"Wohl hab ich es gesehen,
Das hohe Schloß am Meer,
Und den Mond darüber stehen,
Und Nebel weit umher."

Der Wind und des Meeres Wallen
Gaben sie frischen Klang?
Vernahmst du aus hohen Hallen
Saiten und Festgesang?

"Die Winde, die Wogen alle
Lagen in tiefer Ruh',
Einem Klagelied aus der Halle
Hört' ich mit Tränen zu."

Sahest du oben gehen
Den König und sein Gemahl?
Der roten Mäntel Wehen,
Der goldnen Kronen Strahl?

Führten sie nicht mit Wonne
Eine schöne Jungfrau dar,
Herrlich wie eine Sonne,
Strahlend im goldnen Haar?

"Wohl sah ich die Eltern beide,
Ohne der Kronen Licht,
Im schwarzen Trauerkleide;
Die Jungfrau sah ich nicht."

envoyé par Flavio Poltronieri - 24/6/2018 - 09:57




Langue: italien

Traduzione dal tedesco di Flavio Poltronieri
IL CASTELLO SUL MARE

Hai visto il grande castello,
L’alto castello sul mare?
Sopra nel cielo corrono felici
Nuvole d’oro e rosate

Vorrebbe piegarsi sull’onda
Chiara come uno specchio
Alzarsi sopra il fuoco delle nubi serali
Superbo e fiero
(non cantata Dremmwel)

Io l'ho visto l’alto
Castello sul mare
Sopra nel cielo c'è la luna
E tutto intorno la nebbia

Il vento del mare, le onde,
Non fecero un’eco vivace?
Non hai sentito dagli alti anfratti
Un canto festoso, un suono di arpe?

Le onde, i venti,
In una grande pace.
Dall’atrio del castello
Ho udito un canto lamentoso fra le lacrime

Li hai visti salire
Il re e la regina?
Il manto rosso
Il getto della corona d'oro?

Non li ha condotti con gioia
Una bella fanciulla
Meravigliosa come un sole
Radiante nei suoi capelli dorati?

Ho visto entrambi i genitori,
Senza le corone di luce
In abito da lutto nero
La fanciulla io non l'ho vista

envoyé par Flavio Poltronieri - 24/6/2018 - 09:59




Langue: italien

Traduzione dal bretone di Flavio Poltronieri
IL CASTELLO VICINO AL MARE

Hai visto il grande castello che
Si leva laggiù di fronte al mare blù?
Le nuvole del cielo sono felici
Di volare al di sopra

L'ho visto il grande castello che si leva
Laggiù di fronte al mare blù
Lo sguardo di compassione della luna sopra
E tutto intorno la nebbia fitta

Hai sentito il mormorìo dell'acqua
E il soffio del vento come una carezza?
Hai sentito il suono del binioù
Nella grande sala e le grida di gioia?

Il mare ed il vento erano silenziosi
E passando non ho sentito altro
Che gemiti e sospiri
Al punto che mi sono venute le lacrime agli occhi.

Hai visto quando sei passato
Il re e la regina
Coronati d'oro e ovunque
Argento sui loro mantelli rossi?

E con loro, gaia e vivace
Una bella fanciulla vergine
Bella come il sole
Con i suoi capelli dorati?

Li ho visti quando sono passato,
Senza mantello rosso né corone
Vestiti a lutto
La fanciulla, io non l'ho vista

envoyé par Flavio Poltronieri - 24/6/2018 - 10:01



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