Rielaborato da/ Reworked by/ Bearbeitet von / Réélaboré par / Tekstin muokkasi:

KZ I-Börgermoor Papenburg (1933)
Die Moorsoldaten, il più noto canto della Resistenza tedesca e forse anche il più bello in assoluto del movimento operaio tedesco, nacque nell'estate del 1933 nello
Staatlicher Preussischer Konzentrationslager I Börgermoor-Papenburg (“Campo di Concentramento Statale Prussiano I Börgermoor-Papenburg), nella regione dell'Emsland, in Bassa Sassonia, uno dei primi lager istituiti dal regime nazista per rinchiudervi principalmente i più pericolosi oppositori politici (socialisti, comunisti, anarchici). Il KZ-Börgermoor (“Torbiera di Börg”) faceva parte di un complesso di campi di concentramento eretti nella regione dell'Emsland (Emslandlager), e di cui facevano parte anche il KZ-Esterwegen e il KZ-Neusustrum; tra gli altri, vi fu rinchiuso anche
Carl Von Ossietzky (a Esterwegen). La costruzione dei lager dell'Emsland ebbe inizio già nella primavera del 1933, non appena Hitler ebbe preso il potere; già il 25 luglio i lager erano in attività, come riporta in uno scarno trafiletto il
Völkischer Beobachter, l'organo ufficiale della NSDAP. Nel trafiletto si legge che i campi avrebbero dovuto accogliere “tra i 3000 e i 4000 prigionieri”.

Ai deportati nel lager dell'Emsland, all'inizio, era ancora permessa qualche attività di svago e di intrattenimento. A Börgermoor istituirono una specie di circo-cabaret, che chiamarono ironicamente
Zirkus Konzentrazani, da
Konzentration cui era stato aggiunto il suffisso
–ani dal vago sapore italiano, come i cognomi di molti circensi. In realtà, tutto derivava dalla consuetudine delle SA e delle SS di far cantare i prigionieri mentre venivano condotti ai lavori forzati (naturalmente, furono gli stessi deportati a costruire i loro luoghi di prigionia sul terreno paludoso della regione, e molti già vi trovarono la morte); furono le stesse SA ad autorizzare attività culturali, di svago e sportive nel “tempo libero” della domenica. Per quanto incredibile possa sembrare, nei primi mesi dei lager ai prigionieri era concesso il riposo domenicale.
Il “Circo Konzentrazani” fu costituito i primi d'agosto del 1933. Il lager di Börgermoor era allora amministrato e gestito dalle SA di Ernst Röhm (che sarebbero state liquidate da Hitler, assieme al suo capo, nella “Notte dei Lunghi Coltelli” tra il 30 giugno e il 1° luglio 1934); ma vi si trovavano anche drappelli delle “rivali” SS. Vi si trovavano rinchiusi perlopiù prigionieri politici detenuti in base alle leggi speciali emanate il giorno dopo l'
incendio del Reichstag (27 febbraio 1933); tra di essi si trovavano il minatore
Johann Esser (1896-1971), l'attore e regista
Wolfgang Langhoff (1901-1966) e
Rudi Goguel (1908-1976), che di lavoro faceva l'addetto alle vendite in una ditta commerciale, ed era un musicista dilettante. Tutti e tre erano membri del Partito Comunista Tedesco.
Quando le SA proposero al “Circo Konzentrazani” di esibirsi sia davanti ai detenuti che ai guardiani, vi furono molte discussioni tra i deportati. Infine, fu deciso di accettare la proposta; uno degli argomenti fu proprio il modo in cui dimostrare alle SA che, nonostante le durissime condizioni di vita, le privazioni e le torture e i lavori forzati cui erano sottoposti, i deportati non si erano piegati né spezzati. Fu quindi deciso di scrivere una canzone “teatrale”, da eseguire e rappresentare durante lo spettacolo; il testo fu scritto da Johann Esser (in un linguaggio un po' arcaico: "blicket", "erquicket") e riveduto da Wolfgang Langhoff -che, in quanto regista professionista, decise anche la “messa in scena”. La musica fu composta alla bell'e meglio da Rudi Goguel.
La canzone scaturiva da episodi di violenza gratuita sui prigionieri perpetrati dalle SS, avvenuti negli stessi giorni; non è improbabile che, autorizzando lo “spettacolo” dei prigionieri, le SA avessero voluto anche fare una specie di sgarbo alle SS, emanazione diretta di Hitler e del suo “delfino” Himmler.
Die Moorsoldaten (ma il titolo originale era
Wir sind die Moorsoldaten) era strutturata in modo da descrivere perfettamente quel che i prigionieri erano costretti a vivere: l'isolamento e il lavoro di bonifica delle paludi e di estrazione della torba (ritornello e strofe 1-2); le grida, i colpi, le violenze, le lacrime e la certezza di essere uccisi se avessero tentato la fuga (strofe 3-4-5) e, infine, la resistenza e la speranza che, un giorno, tutto questo sarebbe finito (strofa 6 e ultimo ritornello). Si arrivò a domenica 27 agosto 1933, il giorno dello spettacolo pomeridiano accordato al “Circo Konzentrazani”.
Die Moorsoldaten fu la canzone di chiusura al termine della rappresentazione. Molti anni dopo, lo stesso Rudi Goguel, il compositore della musica della canzone, raccontò con queste parole quella prima e drammatica esecuzione della canzone:
“I sedici deportati cantori, tra i quali vi erano diversi membri della Corale Operaia di Solingen, entrarono in scena con le loro divise verdi di polizia, che allora servivano da divise anche per i detenuti, e con delle vanghe sulle spalle. Io li precedetti vestito di una tuta blu, con un manico rotto di vanga a mo’ di bacchetta da direttore. Il ritornello veniva eseguito dopo ogni strofa; all’ultima strofa comparvero anche le SS coi loro comandanti, che si misero incredibilmente a cantare apertamente il ritornello assieme ai detenuti, poiché anche loro si consideravano dei ‘soldati del pantano’. Alle parole ‘…Dann ziehn die Moorsoldaten nicht mehr mit den Spaten ins Moor’,
i sedici cantori piantarono le vanghe nella sabbia ed uscirono dal palco, lasciando le vanghe piantate nel terreno paludoso in modo che sembrassero le croci di un cimitero.”

Le SS e le SA non avevano evidentemente ben compreso all’inizio di che cosa davvero parlasse il canto; se ne resero però conto rapidamente, e già due giorni dopo, esso fu severamente proibito. Ne erano però state fatte alcune copie (sia del testo che dello spartito), che furono fatte uscire clandestinamente dal lager per opera del deportato Otto Gaudig, di Mühlheim, che lavorava come calzolaio nel campo. Riuscì ad infilare alcuni fogli contenenti il testo e la musica del canto tra la suola e la tomaia delle scarpe, per essere sicuro che qualcuno le potesse far uscire. Wolfgang Langhoff fu rilasciato nel 1934; come molti altri, scelse di andare in esilio ed emigrò in Svizzera. A Zurigo, nel 1935, pubblicò un libro-testimonianza, intitolato
Die Moorsoldaten. 13 Monate Konzentrationslager: unpolitischer Tatsachenbericht (“I soldati della palude. 13 mesi di campo di concentramento: un resoconto non politico dei fatti”), che fece scalpore e fu tradotto in diverse lingue, tra cui il francese e l'inglese. Il libro conteneva anche il racconto della canzone
Die Moorsoldaten e della sua esecuzione, e ne conteneva il testo e lo spartito. Fu proprio a Londra che il compositore antinazista tedesco Hanns Eisler, collaboratore musicale di Bertolt Brecht, ne venne a conoscenza nel 1936, probabilmente proprio leggendo il libro di Wolfgang Langhoff (tra le altre cose, è possibile che l'autore della notissima versione inglese,
The Peat-Bog Soldiers, sia proprio il traduttore del libro di Langhoff in inglese).
Hanns Eisler rielaborò quindi la musica scritta fortunosamente dall'addetto alle vendite (in pratica: un piazzista) Rudi Goguel in condizioni terribili, e la affidò al canto del tenore proletario
Ernst Busch. Era nel frattempo arrivata anche nella Francia del 1936, del
Front Popu', verosimilmente per tramite della traduzione francese del libro di Langhoff: era nato il
Chant des marais, che sarebbe divenuto uno dei principali canti di Resistenza durante l'occupazione nazista tra il 1940 e il 1944. 1936: scoppia la guerra civile in Spagna dopo il
pronunciamiento di Francisco Franco e degli altri generali il 18 luglio. Il 3 ottobre 1936, Ernst Busch arriva in Spagna per combattere nella Brigata Internazionale “Ernst Thälmann” (formata quasi interamente da fuoriusciti antinazisti tedeschi), e registra la canzone sia nell'originale tedesco che in una versione spagnola – che diviene immediatamente uno dei principali canti di lotta antifranchisti: è
Soldados del pantano. Le versioni vengono registrate da Ernst Busch in un disco intitolato
Seis Canciones para la Democracía. In breve la canzone divenne uno degli inni della Resistenza europea al nazifascismo; tutte le brigate internazionali ne prepararono una versione nella loro lingua: oltre a quelle in francese e in inglese, già esistenti, compaiono quella in italiano (il
Canto dei deportati), in olandese
(De moorsoldaten; da notare che molti olandesi erano stati detenuti nei lager dell'Emsland e anche a Börgermoor) e in ungherese
(Mocsárdal). Altre versioni in altre lingue ne sarebbero nate, e diverse ne nascono ancora ai giorni nostri.
Die Moorsoldaten appartiene ai principali e migliori canti della Resistenza antifascista europea.
Interpretata da Ernst Busch (incisione del 1938)
Resta da vedere, almeno per sommi capi, che cosa ne fu dei tre autori del canto dei “soldati del pantano” di Börgermoor. Tutti e tre sopravvissero al tragico periodo nazista. Johann Esser (il cui cognome significa, curiosamente, “mangiatore”), faceva il minatore. Dopo essere stato rilasciato dal lager di Börgermoor, subì diverse altre incarcerazioni e, più che altro, gli fu impedito di trovare un lavoro. Poiché la sua famiglia pativa letteralmente la fame, e per evitare ulteriori persecuzioni, si ridusse a scrivere alcune poesie per delle pubbicazioni naziste ed anche in lode di Adolf Hitler (le poesie hanno titoli come
Wir kapitulieren nicht!; ne scrisse una anche per magnificare la corazzata Bismarck). Dopo la guerra ricominciò a lavorare in una ditta commerciale; già con lo stalinismo degli anni '50 si era del tutto allontanato dal comunismo. Andò in pensione nel 1960 e ricominciò a pubblicare qualche poesia su dei giornali.Morì il 2 settembre 1971 a Moers; presso la sua tomba, però, l'associazione
Erinnern für die Zukunft ("Ricordare per il Futuro") di Rheinhausen ha fatto sistemare, nel 2013, una lapide commemorativa della canzone
Die Moorsoldaten.

Cimitero Trompeter di Rheinhausen: La lapide commemorativa di Die Moorsoldaten presso la tomba di Johann Esser.
Su Wolfgang Langhoff è stato già accennato qualcosa. All'epoca del suo internamento a Börgermoor era una figura già abbastanza nota nella regia e nell'allestimento teatrale. Fu liberato dal lager durante l' “Amnistia di Pasqua” del 1934, e andò quasi immediatamente in esilio in Svizzera dove pubblicò il libro che rese noto interzionalmente il canto di Börgermoor. In Svizzera, Langhoff proseguì la sua attività antinazista fondando un “Movimento per la Germania Libera”. Come attore, Langhoff interpretò Eilif nella prima rappresentazione di
Madre Coraggio e i suoi Figli di Bertolt Brecht (Zurigo, Schauspielhaus, 19 aprile 1941); il 9 settembre 1943, recitò anche nella prima rappresentazione della
Vita di Galileo. Dopo la guerra, si stabilì nella DDR, lavorando sempre per il teatro brechtiano, ma anche come valido attore shakespeariano con alcune esperienze cinematografiche e televisive. Morì a Berlino Est il 26 agosto 1966, curiosamente quasi nell'anniversario della prima rappresentazione e esecuzione di
Die Moorsoldaten (27 agosto 1933).

Wolfgang Langhoff nel 1962.
Rudi Goguel (registrato come
Gogel all'anagrafe) era nato il 21 aprile 1908 a Strasburgo, che allora faceva parte del Reich tedesco dopo l'annessione dell'Alsazia-Lorena dopo la guerra franco-prussiana del 1870. Lavorava come addetto alle vendite e pubblicitario per un fabbricante di macchinari di Düsseldorf; ma era stato licenziato già nel 1932 per la sua appartenenza al Partito Comunista Tedesco. Arrestato, fu liberato anche lui con l' “Amnistia di Pasqua” del 1934; ma entrò in clandestinità e fu di nuovo arrestato il 27 settembre 1934. Fu sottoposto a torture talmente atroci, da tentare persino il suicidio in carcere. Si fece poi dieci anni di prigione in varie carceri; liberato con precisione teutonica il 27 settembre 1944, fu immediatamente deportato a Sachsenhausen. Nel maggio 1945, il campo fu evacuato ma la sorte di Rudi Goguel non cambiò: fu rinchiuso in navi-galera ancorate nella baia di Lubecca, che furono bombardate dall'aviazione britannica il 3 maggio 1945. Rudi Goguel fu tra i pochi sopravvissuti. Nel dopoguerra, Rudi Goguel si impegna per il Partito Comunista della Germania Occidentale e scrive un'autobiografia intitolata
Es war ein langer Weg (“E' stato un lungo cammino”). Nel 1952 si trasferisce nella DDR, a Berlino, ottenendo una cattedra all'Università Humboldt per la “Storia dell'imperialismo”. Muore il 6 ottobre 1976. [RV]

Rudolf (Rudi) Goguel.
Das Lied der Moorsoldaten 1933 bis 2000
"Wohin auch das Auge blicket, Moor und Heide nur ringsum." Kein anderes der vielen Lieder aus den Lagern und Ghettos der Nationalsozialisten ist so bekannt geworden wie das 1933 im emsländischen Konzentrationslager Börgermoor entstandene "Lied der Moorsoldaten". Nicht von ungefähr halten es die singenden Brüder Hein und Oss Kröher für "eines der wichtigsten deutschen Lieder des 20. Jahrhunderts". Herausgegeben vom Dokumentations- und Informationszentrum (DIZ) Emslandlager in Papenburg, ist jetzt, fast 70 Jahre nach seiner Entstehung, eine in Inhalt und Gestaltung einzigartige CD-Dokumentation des Lieds erschienen.
Nachdem es als "Börgermoorlied" im August 1933 seine Uraufführung erlebt hatte, gelangte "Das Lied der Moorsoldaten" in den Jahren bis 1945 auch in viele andere Lager des NS-Regimes, u.a. nach Sachsenhausen und Buchenwald und am Ende bis nach Auschwitz. Gesungen wurde es außerdem von den Internationalen Brigaden im Spanischen Bürgerkrieg, in der englischen Version "The Peat Bog Soldiers" in den USA oder als "Chant Des Marais" in der französischen Widerstandsbewegung. Seit 1945 gehört das "Moorsoldatenlied" zum Repertoire von Gedenkveranstaltungen im In- und Ausland. Zugleich wurde es in die Liste der Arbeiterlieder aufgenommen, wurde je nach politischen Zwecken als Protestlied benutzt und ist bis heute in den verschiedensten Liederheften und Liederbüchern als Volks- oder Friedenslied zu finden. In vielen Fällen sind dabei der historische Entstehungshintergrund und die facettenreiche Liedentwicklung aus dem Blick geraten.
Anhand des "Moorsoldatenlieds" nimmt die neueste DIZ-Veröffentlichung die Hörer mit auf eine besondere "Reise" durch die Zeit- und Musikgeschichte des 20. Jahrhunderts. Auf zwei CDs mit einer Gesamtlänge von zweieinhalb Stunden, ergänzt durch ein reich illustriertes, 64-seitiges Beiheft, führt diese "Reise" von den Konzentrationslagern der Nazis über das Jahr 1945 hinaus zur Geschichte der beiden deutschen Nachkriegsstaaten. Vorbei an den Folk- und Protestbewegungen seit den 1960er Jahren lässt sie uns am Ende sogar Halt in der ARD-"Lindenstraße" machen, denn selbst dort tauchte das Lied auf.
Insgesamt sind auf den CDs 31 verschiedene Bearbeitungen des Lieds aus dem In- und Ausland vertreten, alte und neue, bekannte und unbekannte. Mehrere der Aufnahmen erscheinen zum ersten Mal auf einem Tonträger. Zu hören sind neben anderen die Kölner Saxophon Mafia,
Ernst Busch, Eva Busch, Hein & Oss Kröher,
Pete Seeger, Paul Robeson, Don Paulin, Perry Friedman, Hannes Wader, Kostas Papanastasiou, die irische Connolly Group, die Schnitter, die Radio Jazz Group Stuttgart (u.a mit Wolfgang Dauner und Albert Mangelsdorff), Ondersteboven aus den Niederlanden, die Reservoir Dogs, der Rundfunkchor Leipzig, das Schalmeien-Orchester "Fritz Weineck", Michael von der Heide, das Kampfgruppenorchester von Radio DDR, Hermann Hähnel, Dany Bober, die Gruppe Carl-von-Ossietzky sowie die Punkgruppe Einsame Stinktiere.
Beachtung verdienen vor allem auch die vielen neueren und "modernen" Aufnahmen, die es von dem Lied gibt, seien sie nun aus den Bereichen Jazz, Rock oder Punk. Das "Lied der Moorsoldaten", so scheint es, ist bis heute, nicht nur in Deutschland, "lebendig" geblieben und weit mehr als "nur" ein Lied, das an Gedenktagen in Erinnerung an die Verbrechen der Nazis gesungen wird. Die von Fietje Ausländer (Weener), der das DIZ-Projekt leitete, Susanne Brandt (Papenburg) und dem Kulturhistoriker Guido Fackler (Würzburg) zusammengestellte Edition belegt dies in eindrucksvoller Weise. Durch die Menge des ausgebreiteten Tonmaterials und Lesestoffs bietet sie vielfältige Angebote und Anregungen, um sich gerade auch mit dieser Frage nach der heutigen Bedeutung des Lieds, etwa im Geschichts- oder Musikunterricht, auseinander zu setzen.
Testo / Lyrics / Worte / Paroles / Sanat:
Johann Esser - Wolfgang Langhoff
Rielaborato da/ Reworked by/ Bearbeitet von / Réélaboré par / Tekstin muokkasi: Hanns Eisler
Musica / Music / Weise / Musique / Sävel: Rudi Goguel
Il “Circo Konzentrazani” fu costituito i primi d'agosto del 1933. Il lager di Börgermoor era allora amministrato e gestito dalle SA di Ernst Röhm (che sarebbero state liquidate da Hitler, assieme al suo capo, nella “Notte dei Lunghi Coltelli” tra il 30 giugno e il 1° luglio 1934); ma vi si trovavano anche drappelli delle “rivali” SS. Vi si trovavano rinchiusi perlopiù prigionieri politici detenuti in base alle leggi speciali emanate il giorno dopo l'incendio del Reichstag (27 febbraio 1933); tra di essi si trovavano il minatore Johann Esser (1896-1971), l'attore e regista Wolfgang Langhoff (1901-1966) e Rudi Goguel (1908-1976), che di lavoro faceva l'addetto alle vendite in una ditta commerciale, ed era un musicista dilettante. Tutti e tre erano membri del Partito Comunista Tedesco.
Quando le SA proposero al “Circo Konzentrazani” di esibirsi sia davanti ai detenuti che ai guardiani, vi furono molte discussioni tra i deportati. Infine, fu deciso di accettare la proposta; uno degli argomenti fu proprio il modo in cui dimostrare alle SA che, nonostante le durissime condizioni di vita, le privazioni e le torture e i lavori forzati cui erano sottoposti, i deportati non si erano piegati né spezzati. Fu quindi deciso di scrivere una canzone “teatrale”, da eseguire e rappresentare durante lo spettacolo; il testo fu scritto da Johann Esser (in un linguaggio un po' arcaico: "blicket", "erquicket") e riveduto da Wolfgang Langhoff -che, in quanto regista professionista, decise anche la “messa in scena”. La musica fu composta alla bell'e meglio da Rudi Goguel.
La canzone scaturiva da episodi di violenza gratuita sui prigionieri perpetrati dalle SS, avvenuti negli stessi giorni; non è improbabile che, autorizzando lo “spettacolo” dei prigionieri, le SA avessero voluto anche fare una specie di sgarbo alle SS, emanazione diretta di Hitler e del suo “delfino” Himmler. Die Moorsoldaten (ma il titolo originale era Wir sind die Moorsoldaten) era strutturata in modo da descrivere perfettamente quel che i prigionieri erano costretti a vivere: l'isolamento e il lavoro di bonifica delle paludi e di estrazione della torba (ritornello e strofe 1-2); le grida, i colpi, le violenze, le lacrime e la certezza di essere uccisi se avessero tentato la fuga (strofe 3-4-5) e, infine, la resistenza e la speranza che, un giorno, tutto questo sarebbe finito (strofa 6 e ultimo ritornello). Si arrivò a domenica 27 agosto 1933, il giorno dello spettacolo pomeridiano accordato al “Circo Konzentrazani”. Die Moorsoldaten fu la canzone di chiusura al termine della rappresentazione. Molti anni dopo, lo stesso Rudi Goguel, il compositore della musica della canzone, raccontò con queste parole quella prima e drammatica esecuzione della canzone:
“I sedici deportati cantori, tra i quali vi erano diversi membri della Corale Operaia di Solingen, entrarono in scena con le loro divise verdi di polizia, che allora servivano da divise anche per i detenuti, e con delle vanghe sulle spalle. Io li precedetti vestito di una tuta blu, con un manico rotto di vanga a mo’ di bacchetta da direttore. Il ritornello veniva eseguito dopo ogni strofa; all’ultima strofa comparvero anche le SS coi loro comandanti, che si misero incredibilmente a cantare apertamente il ritornello assieme ai detenuti, poiché anche loro si consideravano dei ‘soldati del pantano’. Alle parole ‘…Dann ziehn die Moorsoldaten nicht mehr mit den Spaten ins Moor’, i sedici cantori piantarono le vanghe nella sabbia ed uscirono dal palco, lasciando le vanghe piantate nel terreno paludoso in modo che sembrassero le croci di un cimitero.”
Hanns Eisler rielaborò quindi la musica scritta fortunosamente dall'addetto alle vendite (in pratica: un piazzista) Rudi Goguel in condizioni terribili, e la affidò al canto del tenore proletario Ernst Busch. Era nel frattempo arrivata anche nella Francia del 1936, del Front Popu', verosimilmente per tramite della traduzione francese del libro di Langhoff: era nato il Chant des marais, che sarebbe divenuto uno dei principali canti di Resistenza durante l'occupazione nazista tra il 1940 e il 1944. 1936: scoppia la guerra civile in Spagna dopo il pronunciamiento di Francisco Franco e degli altri generali il 18 luglio. Il 3 ottobre 1936, Ernst Busch arriva in Spagna per combattere nella Brigata Internazionale “Ernst Thälmann” (formata quasi interamente da fuoriusciti antinazisti tedeschi), e registra la canzone sia nell'originale tedesco che in una versione spagnola – che diviene immediatamente uno dei principali canti di lotta antifranchisti: è Soldados del pantano. Le versioni vengono registrate da Ernst Busch in un disco intitolato Seis Canciones para la Democracía. In breve la canzone divenne uno degli inni della Resistenza europea al nazifascismo; tutte le brigate internazionali ne prepararono una versione nella loro lingua: oltre a quelle in francese e in inglese, già esistenti, compaiono quella in italiano (il Canto dei deportati), in olandese (De moorsoldaten; da notare che molti olandesi erano stati detenuti nei lager dell'Emsland e anche a Börgermoor) e in ungherese (Mocsárdal). Altre versioni in altre lingue ne sarebbero nate, e diverse ne nascono ancora ai giorni nostri. Die Moorsoldaten appartiene ai principali e migliori canti della Resistenza antifascista europea.
Interpretata da Ernst Busch (incisione del 1938)
Resta da vedere, almeno per sommi capi, che cosa ne fu dei tre autori del canto dei “soldati del pantano” di Börgermoor. Tutti e tre sopravvissero al tragico periodo nazista. Johann Esser (il cui cognome significa, curiosamente, “mangiatore”), faceva il minatore. Dopo essere stato rilasciato dal lager di Börgermoor, subì diverse altre incarcerazioni e, più che altro, gli fu impedito di trovare un lavoro. Poiché la sua famiglia pativa letteralmente la fame, e per evitare ulteriori persecuzioni, si ridusse a scrivere alcune poesie per delle pubbicazioni naziste ed anche in lode di Adolf Hitler (le poesie hanno titoli come Wir kapitulieren nicht!; ne scrisse una anche per magnificare la corazzata Bismarck). Dopo la guerra ricominciò a lavorare in una ditta commerciale; già con lo stalinismo degli anni '50 si era del tutto allontanato dal comunismo. Andò in pensione nel 1960 e ricominciò a pubblicare qualche poesia su dei giornali.Morì il 2 settembre 1971 a Moers; presso la sua tomba, però, l'associazione Erinnern für die Zukunft ("Ricordare per il Futuro") di Rheinhausen ha fatto sistemare, nel 2013, una lapide commemorativa della canzone Die Moorsoldaten.
Su Wolfgang Langhoff è stato già accennato qualcosa. All'epoca del suo internamento a Börgermoor era una figura già abbastanza nota nella regia e nell'allestimento teatrale. Fu liberato dal lager durante l' “Amnistia di Pasqua” del 1934, e andò quasi immediatamente in esilio in Svizzera dove pubblicò il libro che rese noto interzionalmente il canto di Börgermoor. In Svizzera, Langhoff proseguì la sua attività antinazista fondando un “Movimento per la Germania Libera”. Come attore, Langhoff interpretò Eilif nella prima rappresentazione di Madre Coraggio e i suoi Figli di Bertolt Brecht (Zurigo, Schauspielhaus, 19 aprile 1941); il 9 settembre 1943, recitò anche nella prima rappresentazione della Vita di Galileo. Dopo la guerra, si stabilì nella DDR, lavorando sempre per il teatro brechtiano, ma anche come valido attore shakespeariano con alcune esperienze cinematografiche e televisive. Morì a Berlino Est il 26 agosto 1966, curiosamente quasi nell'anniversario della prima rappresentazione e esecuzione di Die Moorsoldaten (27 agosto 1933).
Rudi Goguel (registrato come Gogel all'anagrafe) era nato il 21 aprile 1908 a Strasburgo, che allora faceva parte del Reich tedesco dopo l'annessione dell'Alsazia-Lorena dopo la guerra franco-prussiana del 1870. Lavorava come addetto alle vendite e pubblicitario per un fabbricante di macchinari di Düsseldorf; ma era stato licenziato già nel 1932 per la sua appartenenza al Partito Comunista Tedesco. Arrestato, fu liberato anche lui con l' “Amnistia di Pasqua” del 1934; ma entrò in clandestinità e fu di nuovo arrestato il 27 settembre 1934. Fu sottoposto a torture talmente atroci, da tentare persino il suicidio in carcere. Si fece poi dieci anni di prigione in varie carceri; liberato con precisione teutonica il 27 settembre 1944, fu immediatamente deportato a Sachsenhausen. Nel maggio 1945, il campo fu evacuato ma la sorte di Rudi Goguel non cambiò: fu rinchiuso in navi-galera ancorate nella baia di Lubecca, che furono bombardate dall'aviazione britannica il 3 maggio 1945. Rudi Goguel fu tra i pochi sopravvissuti. Nel dopoguerra, Rudi Goguel si impegna per il Partito Comunista della Germania Occidentale e scrive un'autobiografia intitolata Es war ein langer Weg (“E' stato un lungo cammino”). Nel 1952 si trasferisce nella DDR, a Berlino, ottenendo una cattedra all'Università Humboldt per la “Storia dell'imperialismo”. Muore il 6 ottobre 1976. [RV]
Die Moorsoldaten interpretata in cucina.
Das Lied der Moorsoldaten 1933 bis 2000
"Wohin auch das Auge blicket, Moor und Heide nur ringsum." Kein anderes der vielen Lieder aus den Lagern und Ghettos der Nationalsozialisten ist so bekannt geworden wie das 1933 im emsländischen Konzentrationslager Börgermoor entstandene "Lied der Moorsoldaten". Nicht von ungefähr halten es die singenden Brüder Hein und Oss Kröher für "eines der wichtigsten deutschen Lieder des 20. Jahrhunderts". Herausgegeben vom Dokumentations- und Informationszentrum (DIZ) Emslandlager in Papenburg, ist jetzt, fast 70 Jahre nach seiner Entstehung, eine in Inhalt und Gestaltung einzigartige CD-Dokumentation des Lieds erschienen.
Nachdem es als "Börgermoorlied" im August 1933 seine Uraufführung erlebt hatte, gelangte "Das Lied der Moorsoldaten" in den Jahren bis 1945 auch in viele andere Lager des NS-Regimes, u.a. nach Sachsenhausen und Buchenwald und am Ende bis nach Auschwitz. Gesungen wurde es außerdem von den Internationalen Brigaden im Spanischen Bürgerkrieg, in der englischen Version "The Peat Bog Soldiers" in den USA oder als "Chant Des Marais" in der französischen Widerstandsbewegung. Seit 1945 gehört das "Moorsoldatenlied" zum Repertoire von Gedenkveranstaltungen im In- und Ausland. Zugleich wurde es in die Liste der Arbeiterlieder aufgenommen, wurde je nach politischen Zwecken als Protestlied benutzt und ist bis heute in den verschiedensten Liederheften und Liederbüchern als Volks- oder Friedenslied zu finden. In vielen Fällen sind dabei der historische Entstehungshintergrund und die facettenreiche Liedentwicklung aus dem Blick geraten.
Anhand des "Moorsoldatenlieds" nimmt die neueste DIZ-Veröffentlichung die Hörer mit auf eine besondere "Reise" durch die Zeit- und Musikgeschichte des 20. Jahrhunderts. Auf zwei CDs mit einer Gesamtlänge von zweieinhalb Stunden, ergänzt durch ein reich illustriertes, 64-seitiges Beiheft, führt diese "Reise" von den Konzentrationslagern der Nazis über das Jahr 1945 hinaus zur Geschichte der beiden deutschen Nachkriegsstaaten. Vorbei an den Folk- und Protestbewegungen seit den 1960er Jahren lässt sie uns am Ende sogar Halt in der ARD-"Lindenstraße" machen, denn selbst dort tauchte das Lied auf.
Insgesamt sind auf den CDs 31 verschiedene Bearbeitungen des Lieds aus dem In- und Ausland vertreten, alte und neue, bekannte und unbekannte. Mehrere der Aufnahmen erscheinen zum ersten Mal auf einem Tonträger. Zu hören sind neben anderen die Kölner Saxophon Mafia, Ernst Busch, Eva Busch, Hein & Oss Kröher, Pete Seeger, Paul Robeson, Don Paulin, Perry Friedman, Hannes Wader, Kostas Papanastasiou, die irische Connolly Group, die Schnitter, die Radio Jazz Group Stuttgart (u.a mit Wolfgang Dauner und Albert Mangelsdorff), Ondersteboven aus den Niederlanden, die Reservoir Dogs, der Rundfunkchor Leipzig, das Schalmeien-Orchester "Fritz Weineck", Michael von der Heide, das Kampfgruppenorchester von Radio DDR, Hermann Hähnel, Dany Bober, die Gruppe Carl-von-Ossietzky sowie die Punkgruppe Einsame Stinktiere.
Beachtung verdienen vor allem auch die vielen neueren und "modernen" Aufnahmen, die es von dem Lied gibt, seien sie nun aus den Bereichen Jazz, Rock oder Punk. Das "Lied der Moorsoldaten", so scheint es, ist bis heute, nicht nur in Deutschland, "lebendig" geblieben und weit mehr als "nur" ein Lied, das an Gedenktagen in Erinnerung an die Verbrechen der Nazis gesungen wird. Die von Fietje Ausländer (Weener), der das DIZ-Projekt leitete, Susanne Brandt (Papenburg) und dem Kulturhistoriker Guido Fackler (Würzburg) zusammengestellte Edition belegt dies in eindrucksvoller Weise. Durch die Menge des ausgebreiteten Tonmaterials und Lesestoffs bietet sie vielfältige Angebote und Anregungen, um sich gerade auch mit dieser Frage nach der heutigen Bedeutung des Lieds, etwa im Geschichts- oder Musikunterricht, auseinander zu setzen.
La storica interpretazione di Hannes Wader (1976)
QUICK INDEX OF VERSIONS AVAILABLE [20 languages up to now]
Tedesco (Versione dei Toten Hosen, 2012) - Italiano 1 – Italiano 2 (Canto dei Deportati) – Italiano 3 (Canto dei Lager, Beppe Chierici - Daisy Lumini) – Italiano 4 (Canto dei deportati, Rosso Maltese) - Italiano 5 (I soldati della palude, Daniele Goldoni) - Italiano 6 (Stefano "Cisco" Bellotti) - Spagnolo (Soldados del Pantano) – Inglese 1 (The Peat-Bog Soldiers) - Inglese 2 (The Bog Battalion, Frank Pine) – Francese (Le Chant des Marais) – Neerlandese (De Moorsoldaten) – Russo 1 (Болотные солдаты) - Russo 2 (Болотные солдаты, Olga Anikina) - Russo 3 (Болотные солдаты, Čërnaja Aura) - Ungherese 1 (Mocsárdal, Piroska Szalmás) – Ungherese 2 (Mocsárdal, István Nemes) – Finlandese 1 (Keskitysleirilaulu, Elvi Sinervo 1) – Finlandese 2 (Vangin kehä, Elvi Sinervo 2) - Bretone 1 (Kan ar geunioù) - Bretone 2 (Soudarded ar geunioù) - Polacco 1 (Bagienni żołnierze) - Polacco 2 (Żołnierze bagien: traduzione di Anian) - Greco (Το άσμα των εξόριστων, Dimitris Bogdis) - Còrso (U cantu di i pantani, Ghjuvan Ghjaseppu Franchi) - Catalano 1 (Soldats del pantà) - Catalano 2 (Cant dels deportats, Josep Tero - Marina Rossell) - Norvegese (Myras slaver, Arnulf Øverland) - Cinese (沼泽士兵之歌) - Bengalese (পিট বগ সেনাদল) - Romeno (Cântecul Jiului, Raia Vidrascu) - Carrarese (El cant di deportatǝ - Davide Giromini) - Esperanto (La marĉsoldatoj - Mafred Ratislav)
German (Version by Die Toten Hosen, 2012) - Italian 1 – Italian 2 (Canto dei Deportati) – Italian 3 (Canto dei Lager, Beppe Chierici - Daisy Lumini) – Italian 4 (Canto dei deportati, Rosso Maltese) - Italian 5 (I soldati della palude, Daniele Goldoni) - Italian 6 (Stefano "Cisco" Bellotti) - Spanish (Soldados del Pantano) – English 1 (The Peat-Bog Soldiers) - English 2 (The Bog Battalion, Frank Pine) – French (Le Chant des Marais) – Dutch (De Moorsoldaten) – Russian 1 (Болотные солдаты) - Russian 2 (Болотные солдаты, Olga Anikina) - Russian 3 (Болотные солдаты, Čërnaja Aura) - Hungarian 1 (Mocsárdal, Piroska Szalmás) – Hungarian 2 (Mocsárdal, István Nemes) – Finnish 1 (Keskitysleirilaulu, Elvi Sinervo 1) – Finnish 2 (Vangin kehä, Elvi Sinervo 2) - Breton 1 (Kan ar geunioù) - Breton 2 (Soudarded ar geunioù) - Polish 1 (Bagienni żołnierze) - Polish 2 (Żołnierze bagien, translation by Anian) - Greek (Το άσμα των εξόριστων, Dimitris Bogdis) - Corsican (U canto di i pantani, Ghjuvan Ghjaseppu Franchi) - Catalan 1 (Soldats del pantà) - Catalan 2 (Cant dels deportats, Josep Tero - Marina Rossell) - Norwegian (Myras slaver, Arnulf Øverland) - Chinese (沼泽士兵之歌) - Bengali (পিট বগ সেনাদল) - Romanian (Cântecul Jiului, Raia Vidrascu) - Carrara Dialect (El cant di deportatǝ - Davide Giromini) - Esperanto (La marĉsoldatoj - Mafred Ratislav)
Die Moorsoldaten [Börgermoorlied; Das Moorlied] - רבקהלע די שבתדיקע - Άσμα ασμάτων/Cantico dei Cantici - Ο Αντώνης - 'Αμα τελειώσει ο πόλεμος - Ο δραπέτης - Se il cielo fosse bianco di carta - Kołysanka dla synka w krematorium - דער הױפֿזינגער פֿון װאַרשעװער געטאָ - Dieci Fratelli - Oświęcim 45/Auschwitz, o Canzone del bambino nel vento
Interpretata nell'originale tedesco da Pete Seeger
German original performed by Pete Seeger