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Geordie [My Geordie Will Be Hanged In A Golden Chain]

anonimo

Lingua: Inglese

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[XVIII secolo]
Child #209K
First Recording:
Thomas D'Urfey, Wit & Mirth, or Pills To Purge Melancholy, 1719-1720, Vol. II, p. 49
Prima attestazione:
Thomas D'Urfey, Wit & Mirth, or Pills To Purge Melancholy, 1719-1720, Vol. II, p. 49
Performed, among others, by Joan Baez in: Joan Baez Ballad Book, vol. I; first recording, 1962
Interpretata, tra gli altri, da Joan Baez in: Joan Baez Ballad Book, vol. I; prima incisione, 1962


withpillsGeordie
di Riccardo Venturi
Da it.fan.musica.de-andre, 15 dicembre 2001.

La ballata Geordie così come la conosciamo generalmente (sia dalla traduzione di Fabrizio De André che dall'originale inglese) è un mezzo falso. Devo specificare bene, però, che cosa io intenda qui per "mezzo falso"; è la traduzione assai imperfetta di un'espressione inglese, "debased form [of a ballad/of a folksong]" che mal si può rendere in italiano. Di solito, seguendo la tradizione (spesso lunga secoli e secoli!) di una ballata, così viene chiamata una versione talmente "erosa" dal tempo e, soprattutto, dalla cosiddetta "stilizzazione popolare", da mantenere dell'originale e della sua vicenda solo flebilissimi echi.

Un caso tipico è una ballata notissima con il titolo di Scarborough Fair, versioni della quale vennero raccolte ancora negli ultimi anni del XIX secolo nella zona di Newcastle-upon-Tyne (J.Stokoe: Northumbrian Minstrelsy, 1882; Child II, 495). La ballata è incentrata sul rimpianto di un innamorato il quale chiede ad uno che si reca alla fiera di salutargli il perduto amore, che vive giustappunto a Scarborough, e di domandarle quando ella tornera' con lui. La ragazza risponde al "messo" con una serie di questioni impossibili (del tipo: "chiedigli di andarmi a prendere del latte dal petto di una vergine che non ha mai visto un uomo", e roba del genere); solo se il giovane saprà soddisfare queste cose, cioè mai, lei tornerà da lui. Con questo impianto la ballata è ancora nota, anche per la versione cantata qualche anno fa da Simon e Garfunkel.

Ma i filologi sono strani tipi che scavano in passati nebulosi; ed è così che tutta questa specie di filastrocca è stata ricondotta, nella fattispecie analizzando la serie di "questioni impossibili" che sono passate attraverso le decine e decine di versioni raccolte fin dal Cinquecento, ad un'antichissima ballata chiamata The Elfin Knight ("Il Cavaliere Elfo"), una delle più vivaci e divertenti ballate del corpus childiano. Nella versione originale, è proprio il Cavaliere Elfo che propone ad una ragazza una serie di compiti impossibili; lei gli ribatte con un'altra serie, ugualmente impossibile, con cui smaschera il Cavaliere, potenziale fedifrago (le sequele di compiti impossibili sono uno dei "topoi" più usuali delle ballate angloscozzesi; se ne veda un esempio anche in "The Unquiet Grave"). Le ballate basate sui "compiti impossibili", come detto, sono assai diffuse, anche perché si tratta di un elemento che indubbiamente "fa presa" sull’immaginazione collettiva (come si vede anche dalla tradizione inglese delle lying songs). Logico che una ballata come The Elfin Knight abbia dato luogo a moltissime versioni in cui il contrasto viene a trasformarsi in una sorta di litigio fra innamorati, con le relative ripicche; viene eliminata ogni allusione sessuale, e la ballata diviene una deliziosa canzone d’amore. E' cosi' che si arriva a "Scarborough Fair": una "debased form", appunto.

Così è accaduto, precisamente, per Geordie (ed e' da notare che Geordie è l'appellativo tradizionale con il quale vengono chiamati gli abitanti proprio di Newcastle-upon-Tyne; e il tipico Geordie male, cioe' il "maschio standard di Newcastle" fannullone e dedito alla birra, fu rappresentato da Reg Smythe nella figura di Andy Capp). A differenza della "debased form" inglese tradotta da Fabrizio, la vicenda narrata nell'originale scozzese (e northumbriano) sembra avere un preciso fondamento storico ed ha originariamente un lieto fine: la giovane moglie che si reca a corte ad implorare per la vita del suo sposo riesce nel suo intento.

Potrebbe quindi trattarsi della vicenda di George Gordon (da qui, forse, il nome "Geordie"), quarto o sesto conte di Huntly, che, ribellatosi contro il Re di Scozia Giacomo VI nel 1589, fu imprigionato e condannato a morte come traditore, ma in seguito liberato per intercessione della sua famiglia. Dalla ballata appare che i Gordon erano pronti a liberare il loro congiunto con la forza, ma è più probabile che Giacomo VI avesse voluto evitare, con il suo gesto di clemenza, l’inimicizia di una potentissima famiglia che era stata storicamente sempre dalla parte della Corona di Sant’Andrea. Certo è che Geordie doveva godere di grande popolarità, se la somma (veramente enorme) imposta alla moglie per il suo rilascio fu raccolta senz’alcuna difficoltà. Il testo fa parte di quelli forniti da Robert Burns per lo Scots Musical Museum di James Johnson (1787-1803); è verosimile che, come nel caso di Tam Lin, il grande poeta scozzese vi abbia messo le mani.

Geordie ha avuto grande diffusione nell’intera Gran Bretagna e ha dato luogo a numerosissime varianti. Quelle inglesi, però, pur mantenendo un’affinità di fondo con la vicenda originale (il "nucleo" fisso rimane sempre la giovane sposa -o, spesso, fidanzata, pur con l’incongruenza che essa ha già dei figli dal protagonista- che si reca a corte per cercare di salvare l’amato), fanno di Geordie un bracconiere ed eliminano l’happy end.

È il caso della versione 209k (una delle Pills to Purge Melancholy di Thomas D'Urfey, 1719-1720). Rimandando per ulteriori considerazioni all'antica Robyn And Gandeleyn, diciamo anche qui che nell’Inghilterra tradizionale il bracconaggio era punito in modo veramente draconiano. In particolare, la caccia di frodo nelle tenute e nelle riserve reali era punita in modo ancor più severo, spesso con la pubblica impiccagione; ed a queste severissime leggi non sfuggivano neanche i nobili. Così il giovane Geordie della nostra versione, al quale viene riservato il non gradito privilegio di essere impiccato "con una corda d’oro" per le sue origini aristocratiche (si tratta qui evidentemente di un figlio cadetto privo di ogni diritto ereditario, visto che era stato affidato ad una dama estranea alla famiglia).

Questa "debased form" di Geordie è una delle ballate tradizionali più note, forse seconda solo a Barbara Allen; il lamento della moglie, che tenta disperatamente ed inutilmente di convincere il giudice a risparmiare la vita di Geordie, è al tempo stesso un elemento ricchissimo di pathos e un atto di accusa verso leggi inique ed assurde. La ballata ha circolato per moltissimo tempo in "broadsides" cittadine e, nella sua brevità, è un perfetto "concentrato" di romanticismo, rabbia e malinconia, con la ragion di Stato e gli assurdi privilegi sulla caccia che calpestano ogni più elementare sentimento d’umanità.

In questo senso, e solo in questo, la sua vicenda puo' avere "attinenza" con tutte altre ballate e canzoni popolari che, nel mondo intero, sono incentrate sugli abusi del potere simboleggiati da chi viene "giustiziato", che lo sia con una "corda d'oro" oppure che il suo teschio venga attaccato a un "cannuni" (a proposito: anche all'Isola d'Elba, terra meridionale in tutto e per tutto, le antiche torri di avvistamento dei Saraceni venivano chiamate "cannoni").

La "giustizia" feudale, dalla quale, se ci si pensa bene, quella "evoluta" dei tempi successivi non ha mai differito molto. Verrebbe da dire che sia solo un fatto tecnologico: la sedia elettrica o l'iniezione letale al posto della corda o di altri strumenti di morte (corda che, beninteso, ancora si usa!). Mettiamo "Stato" al posto di "Feudo" e, spesso e volentieri, l'equazione e' quasi perfetta. Oppure ditemi voi come avrebbe dovuto essere definito il signor George Bush Jr., governatore-boia del Texas ed attuale "presidente degli Stati Uniti". Un signorotto feudale che ha, in ultima analisi, potere di vita e di morte sui suoi sudditi. E così sono tutti i governatori degli stati USA.

As I walked out over London bridge
one misty morning early
I overheard a fair pretty maid,
was lamenting for her Geordie

Ah my Geordie will be hanged in a golden chain
'tis not the chain of many
he was born of king's royal breed
and lost to a virtuous lady

Go bridle me my milk white steed,
go bridle me my pony,
I will ride to London's court
to plead for the life of Geordie

Ah my Geordie never stole nor cow nor calf
he never hurted any
Stole sixteen of the king's royal deer,
and he sold them in Bohenny

Two pretty babies have I born
the third lies in my body
I'd freely part with them every one
if you'd spare the life of Geordie

The judge looked over his left shoulder
he said fair maid sorry
he said fair maid you must be gone
for I cannot pardon Geordie

Ah my Geordie will be hanged in a golden chain
'tis not the chain of many
Stole sixteen of the king's royal deer,
and he sold them in Bohenny.

inviata da Riccardo Venturi - 27/11/2007 - 22:49


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Lingua: Italiano

La versione italiana letterale della ballata, di Riccardo Venturi, da IFMDA, 12 maggio 1999

GEORDIE
IL MIO GEORDIE SARA' IMPICCATO CON UNA CORDA D'ORO

Mentre attraversavo il Ponte di Londra
Una nebbiosa mattina, presto
Sentii per caso una bella fanciulla
Che si lamentava per il suo Geordie.

Impiccheranno Geordie con una corda d’oro
Non è una catena per molti;
È nato da stirpe reale
E fu affidato a una dama virtuosa.

Mettete le redini al mio bianco cavallo,
Mettete le redini al mio pony;
Cavalcherò fino alla Corte di Londra
A implorare per la vita di Geordie. .

Geordie mai rubò una mucca o un agnello,
Non ha mai fatto del male a nessuno;
Ha rubato sedici cervi del Re
E li ha venduti a Bohenny.*

Ho partorito due bei bambini,
Il terzo lo porto in grembo;
Darei volentieri tutti e tre
Se salvaste la vita di Geordie.

Il giudice si guardò la spalla sinistra,
Disse, "Mi dispiace, bella fanciulla;
Bella fanciulla, te ne devi andare
Perché non posso perdonare Geordie.

Impiccheranno Geordie con una corda d’oro
Non è una catena per molti;
Ha rubato sedici cervi del Re
E li ha venduti a Bohenny.*

27/11/2007 - 23:31


NOTA alla traduzione

*Bohenny: Nessuna città o paese con tale nome è mai stato reperito in Gran Bretagna; una versione inglese ha però Newcastle, il che potrebbe far supporre qualche collegamento con la vicenda dell'impiccagione del bracconiere George Stools, avvenuta nella città scozzese nel 1610. Esiste però, in Scozia, una Bohenie vicino a Pitlochrie.

Riccardo Venturi - 27/11/2007 - 23:33


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Lingua: Italiano

La versione italiana di Fabrizio De André [1966].
Incisa su singolo Karim KN 215; la voce femminile originaria è quella di Maureen Rix, che fu insegnante di inglese di Fabrizio De André. Nel corso dell'ultima tournée di Fabrizio De André (1998), la voce femminile era affidata alla figlia Luisa Vittoria (Luvi).

fabriziogeordie

GEORDIE

Mentre attraversavo London Bridge
un giorno senza sole
vidi una donna pianger d'amore,
piangeva per il suo Geordie.

Impiccheranno Geordie con una corda d'oro,
è un privilegio raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.

Sellate il suo cavallo dalla bianca criniera
sellatele il suo pony
cavalcherà fino a Londra stasera
ad implorare per Geordie

Geordie non rubò mai neppure per me
un frutto o un fiore raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.

Salvate le sue labbra, salvate il suo sorriso,
non ha vent'anni ancora
cadrà l'inverno anche sopra il suo viso,
potrete impiccarlo allora

Nè il cuore degli inglesi nè lo scettro del re
Geordie potran salvare,
anche se piangeran con te
la legge non può cambiare.

Così lo impiccheranno con una corda d'oro,
è un privilegio raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.

inviata da Riccardo Venturi - 28/11/2007 - 00:03


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Lingua: Esperanto

La versione in esperanto di William Auld e Margaret Hill
langligis William AULD kaj Margaret HILL, unue eldonita en Floroj sen kompar’, 1973
Lilandejo

William Auld.
William Auld.

ĜORĜO

Rajdbeston mian bridu nun,
Poneo mia pretu,
Ke mi forrajdu ĝis London’,
Ke mi pro Ĝorĝo pledu.

Kaj kiam halen venis ŝi,
Ne mankis la gelordoj:
Ŝi tie pledis sur genu’
Per pardonpetaj vortoj.

Kaj tiam Ĝorĝo turnis sin
Kaj sian karan vidis.
Li diris: “Tro malfrue, ve;
La sorto jam decidis.”

Lin alparolis la juĝist’,
Dirante: “Tristas tio;
Konfeso propra damnis vin,
Do vin kompatu Dio.”

Ne ŝtelis for bovinojn Ĝorĝ’,
Nek murde li ofendis,
Sed dek ĉevalojn de la Reĝ’
Li ŝtelis kaj forvendis.

En oraj ĉenoj pendu Ĝorĝ’,
Ĉar li ne malbonfamis:
Nobela estis la deven’,
Kaj li virtulinon amis.

inviata da Nicola & Riccardo - 28/11/2007 - 01:11


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Lingua: Francese

Una riscrittura francese di Riccardo Venturi
28 novembre 2007
(Dalla versione italiana di Fabrizio de André)

GEORDIE

Juste en passant sur le pont de Londres
un jour sans soleil,
j'aperçus une femme pleurer d'amour
elle pleurait pour son Geordie

Mon Geordie va être pendu à une corde d'or,
et c'est bien rare pour pendre!
Il vola six cerfs dans le jardin du roi
et alla sitôt les vendre.

Sellez-lui son cheval à la blanche crinière
sellez-lui son poney
elle chevauche jusqu'à Londres ce soir
à implorer pour son Geordie

Geordie n'a jamais volé, même pour moi,
un fruit rare à défendre,
Il vola six cerfs dans le jardin du roi
et alla sitôt les vendre.

Sauvez ses lèvres, sauvez son sourire,
qui ira donc me les rendre?
Quand l'hiver va tomber dans ses yeux
alors vous pourrez le pendre.

Ni le cœur des anglais, ni le sceptre du roi
ne le pourront sauver,
même s'ils vont pleurer avec toi
la loi ne peut pas changer.

Il donc va être pendu à une corde d'or,
et c'est bien rare pour pendre!
Il vola six cerfs dans le jardin du roi
et alla sitôt les vendre.

28/11/2007 - 16:14


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Lingua: Ungherese

La versione ungherese di Adolfo Salomone, da FaberDeAndré.com

GEORDIE

Miközben átmentem London Bridgen
egy sötét napon
megláttam egy nőt aki sírt szerelmében,
sírt az ő Geordie-jáért.
Geordie-t fel fogják akasztani aranykötéllel,
ritka kiváltság.

Hat szarvast lopott a királyi parkban
és pénzért eladta őket.
Nyergeljétek fel a fehér sörényű lovát
nyergeljétek fel a póniját
ma este ellovagol Londonig
hogy esedezzen Geordie-ért.
Geordie soha nem lopott még nekem sem
egy gyümölcsöt vagy egy ritka virágot.

Hat szarvast lopott a királyi parkban
és pénzért eladta őket.
Mentsétek meg az ajkát, mentsétek meg a mosolyát
még nincs húsz éves
a tél az ő arcát is be fogja lepni
majd akkor felakaszthatjátok.

Sem az angolok szíve sem a király hatalma
nem fogja tudni megmenteni Geordie-t,
akkor se ha veled együtt sírnak
a törvény változhatatlan.
Így hát felakasztják aranykötéllel,
ritka kiváltság.
Hat szarvast lopott a királyi parkban
és pénzért eladta őket.

inviata da Riccardo Venturi - 5/12/2007 - 03:21


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Lingua: Inglese

Versione inglese di Martin Carthy da English Folk Music

Martin Carthy sang Geordie in 1974 in a John Peel BBC Radio session. This recording was included in “The Carthy Chronicles”. He then recorded Geordie for his 1976 album “Crown of Horn”. Martin Carthy commented in the “Crown of Horn” sleeve notes:
“It is often said that the English version of Geordie is a later copy of the Scottish song about George Gordon, Earl of Huntly, who was imprisoned and threatened with death in 1554 for ‘failing to execute a commission against a Highland robber.’ The motive was obviously political and in the end a fine was exacted and he was freed. A later song called The Life and Death of George of Oxford, while being superficially a copy of the Scots one, at least in part, also seems to me to be an attempt to tart up and bring up to date something else. The ‘something else’ being the English version of an idea with, maybe, two distinct strains. It is a gritty, passionate little song with the sting of rage in its tail, and one is tempted to suggest that English versions which have survived—some are still current—could be that ‘something else’ possibly used as the model for George of Oxford.. Learned from John Pearse many years ago, I really determined to sing it on hearing a recording of Mrs Louisa Hooper made by Dr Maud Karpeles in about 1941 and deposited in the BBC Sound Archives.”

GEORDIE

Now as I rode out over London Bridge
On a misty morning early
I overheard a fair pretty maid
A cry for the life of her Geordie

“Go bridle to me a milk white steed
Bridle me a pony
I'll ride down to London town
And I'll plead for the life of my Geordie”

“For he never stole ox he never stole ass
He never murdered any
He stole sixteen of the King's wild deer
He sold them in Bohenny”

But when she rode down and in the king's hall
There were lords and ladies plenty
Down on her bended knee she fall
And she begged for the life of her Geordie

Cries, “Six pretty babes I had by him
Another one lies in my body
Freely I'd part with each one of them
If you'll give me the life of my Geordie”

“For he never stole ox he never stole ass
He never murdered any
He stole sixteen of the King's wild deer
He sold them in Bohenny”

But the judge looked over his left shoulder
He cries, “I'm sorry for thee
Me pretty fair maid you come too late
For he's been condemned already”

“Oh my Geordie shall hang in a chain of gold
Such chains as never was any
Because he came of the royal blood
And he courted a fine young lady”

“Oh he never stole ox he never stole ass
He never murdered any
He stole sixteen of the King's wild deer
He sold them in Bohenny”

“Oh I wish I had you in yonder grove
Where times I have been many
With my broadsword and a pistol too
I'd fight you for the life of me Geordie”

“For he never stole ox he never stole ass
He never murdered any
He stole sixteen of the King's wild deer
He sold them in Bohenny”

inviata da Alessandro - 29/4/2010 - 11:27


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Lingua: Inglese

Versione inglese di June Tabor da English Folk Music

“Martin Carthy again accompanied June Tabor in the same year as his solo recording of Geordie, 1976, the aforementioned Scottish version on her and Maddy Prior's album “Silly Sisters”

GEORDIE

There was a battle in the north
And nobles there were many
And they have killed Sir Charlie Hay
And laid the blame on Geordie

O he has written a long letter
And sent it to his lady:
“You must come up to Edinburgh town
To see what news of Geordie”

When first she looked the letter on
She was both red and rosy
She had not read a word but two
When she grew pale as the lily

“Go fetch to me my good grey steed
My men shall all go with me
For I shall neither eat nor drink
Till Edinburgh town shall see me”

Then she has mounted her good grey steed
Her men they all went with her
And she did neither eat nor drink
Till Edinburgh town did see her

And first appeared the fatal block
And then the axe to head him
And Geordie coming down the stair
With bands of iron upon him

Though he was chained in fetters strong
Of iron and steel so heavy
O not a one in all the court
Was so fine a man as Geordie

O she'd down on her bended knee
I'm sure she's pale and weary
“O pardon, pardon noble kings,
And give me back my dearie”

“Go tell the heading man make haste”
Our king replies full lordly
“O noble king take all that's mine
But give me back my Geordie”

The Gordons came and the Gordons ran
And they were stark and steady
And ay the word among them all
Was Gordons keep you ready

An aged lord at the king's right hand
Says “Noble kings, but hear me,
Let her count out five thousand pounds
And give her back her dearie”

Some gave her marks, some gave her crowns
Some gave her dollars many
She's counted out five thousand pounds
And she's gotten again her dearie.

She glanced blithe in her Geordie's face
Say “Dear I've bought thee Geordie;
But the blood would have flowed upon the green
Before I lost my laddie”

He clasped her by the middle small
And he kissed her lips so rosy
“The fairest flower of women kind
Is my sweet bonny lady”

inviata da Alessandro - 29/4/2010 - 11:33


Gran bel sito. Aggiungo: molto bella la versione di Geraldine Mc Gowan (Oisin - 1° Album Oisin 1976)
Sergio Vendraminetto

6/8/2011 - 17:59

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