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Dok gori nebo nad Novim Sadom

Đorđe Balašević / Ђорђе Балашевић


Lingua: Serbo


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Una pagina profondamente ristrutturata grazie anche alla traduzione fornitaci da Sanja. Anche il testo originale serbo è stato rivisto e provvisto dei diacritici sinora mancanti. Un'operazione necessaria per questa pagina contenente un autentico brano di grande poesia da parte del grande Đorđe Balašević; non semplicemente una "canzone". [CCG/AWS Staff].

Novi Sad, Serbia, 1999. Un ponte sul Danubio distrutto dai bombardamenti NATO.
Novi Sad, Serbia, 1999. Un ponte sul Danubio distrutto dai bombardamenti NATO.


"Io suppongo che la donna in questa canzone sia la città di Novi Sad. Il ponte è stato distrutto dai bombardamenti NATO (1999). Ogni notte i bombardamenti illuminavano il cielo e all'alba la gente oltre il Danubio doveva andare al lavoro oltrepassando il fiume coi traghetti. La folla vi era stipata dentro, e molte persone cadevano nel fiume. Siccome era nel mese di aprile, alle 6 al mattino c'era la nebbia ed era ancora mezzo buio."

Sanja - Serbia

I bombardamenti NATO su Novi Sad, la seconda città della Serbia e uno dei principali centri di cultura del paese (è detta l' "Atene Serba") e città multiculturale (serba, ungherese e slovacca) durarono dal 24 marzo al 9 giugno 1999. I primi obiettivi ad essere colpiti dall'aggressione NATO (sostenuta, è doveroso ricordarlo, anche dal governo italiano di "sinistra" allora in carica) furono un magazzino della polizia e la fabbrica "Motins"; gli ultimi, il 9 giugno, furono una raffineria e, soprattutto, il quartiere di Šangaj. Ci fu una vittima, il 42enne Milan Bajić, mentre altri civili (tra i quali un bambino) rimasero feriti. Il mese di aprile vide la distruzione aerea di tutti i ponti sul Danubio, vitali per la vita cittadina. L'ultimo rimasto in piedi, lo storico ponte Žeželj, fu abbattuto dai bombardamenti il 26 aprile 1999. [CCG/AWS Staff].
Da se ne lazemo:
nije to bio neki most od onih
podignutih da bi se u njih gledalo
ne, pre je bio od onih podignutih
da bi se sa njih gledalo
i pod njima prvi put poljubilo

Ali, ponekad ga je ona prelazila
svojim uobraženim
kadetskim korakom
a mesecina se kao deverika
lovila u mrežu njene kose
po tome ću ga, eto, pamtiti

Rat je kao pijan svat
prošao poljem
šenlučio celu noć
kaleći bes na ranom žitu
i tek niklom bostanu

Zašto, ne pitaj se
jer, tako je bolje
i Bog je pristao na to
ratovi prolaze, a ljudi
eto, ipak ostanu

Za zlo sam teški laik
no, to je stara priča
znaš već...
Bila jednom dva brata i to
kad sklopim taj mozaik
ostane mi kamičak
i to smo izgleda mi

Ma, hitni papuče u vis
zalosna panonska vilo
za tvoje dugme sedefno
ja noćas kraljevstvo dajem

I lupni daire o bok
ramena pospi aprilom
pa ponizi ovaj mrak
tim svojim lucidnim sjajem

Zaigraj, bosa i prkosna
dok iznad Novog Sada
đavo pali svoja kandila

Zad na reči tamni
čim se sumrak zgusne
Dunav je pred zoru prek
plaše te aveti što maglom
brode teškim skelama

Ne, strah nije pravi ruž
za tvoje usne
reši ga se jednom zauvek
i veruj zvezdi koja zraku
tvog života prelama

Nije to prva neman
što preti dahom vatre, ne
ali ljubav je vitez
arhanđeo s' mačem
spreman da i tu alu satre
da i samo čeka tvoj znak.

inviata da Monia - 21/10/2007 - 01:00




Lingua: Serbo

Novi Sad, Serbia, 1999. Le rovine del ponte Žeželj.
Novi Sad, Serbia, 1999. Le rovine del ponte Žeželj.
Il testo in ћирилица, о азбука (l'alfabeto serbo cirillico). La trascrizione è stata effettuata da Riccardo Venturi.
ДОК ГОРИ НЕБО НАД НОВИМ САДУ

Да се не лаземо:
није то био неки мост од оних
подигнутих да се би у њих гледало
не, пре је био од оних пoдигнутих
да би се са њих гледало
и под њима први пут пољубило

Али, понекад га је она прелазила
својим уображеним
кадетским кораком
а месецина се као деверика
ловила у мрежу њене косе
по томе ћу га, ето, памтити

Рат је као пијан сват
прошао пољем
шенлучио целу ноћ
калећи бес на раном житу
и тек никлом бостану

Зашто, не питај се
јер, тако је боље
и Бог је пристао на то
ратови пролазе, а људи
ето, ипак остану

За зло сам тешки лаик
но, то је стара прича
знаш већ...
Била једном два брата и то
кад склопим тај мозаик
остане ми камичак
и то смо изгледа ми

Ма, хитни папуче у вис
залосна панонска вило
за твоје дугме седефно
ја ноћас краљевство дајем

И лупни даипе о бок
рамена поспи априлом
па понизи овај мрак
тим својим луцидни сјајем

Заиграј, боса и пркосна
док изнад Нобог Сада
ђаво пали своја кандила

Зад на речи тамни
чим се сумрак згусне
Дунав је пред зору прек
плаше те авети што маглом
броде тешким скелама

Не, страх није прави руж
за твоје усне
реши га се једном заувек
и беруј звезди која зраку
твог живота прелама

Није то прва неман
што прети дахом ватре, не
али љубав је витез
арханђео с' мачем
спреман да и тз алу сатре
да и само чека твој знак.

inviata da CCG/AWS Staff - 15/2/2009 - 03:23




Lingua: Italiano

Versione italiana di Sanja - Serbia

Novi Sad oggi: i ponti ricostruiti, il sole e tre belle ragazze. Fuck NATO, fuck war!
Novi Sad oggi: i ponti ricostruiti, il sole e tre belle ragazze. Fuck NATO, fuck war!
MENTRE BRUCIA IL CIELO SU NOVI SAD

Non diciamo menzogne.
Questo non era un ponte di quelli
fatti per essere guardati.
No, piuttosto era uno di quelli costruiti
per guardarci
e per baciarcisi la prima volta sotto.

Però, qualche volta lei lo attraversava
col suo passo da studentessa universitaria
e la luna, come una scàrdova*
s'infilava nel viluppo dei suoi capelli.
Ecco, per questo me ne ricorderò.

La guerra è come un convitato di nozze ubriaco
che è passato per un campo:
ha banchettato tutta la notte,
e poi ha sfogato la rabbia sul grano acerbo
e sul melone appena germogliato.

Quindi non domandarti
cos'è meglio:
anche Dio l'ha accettato,
le guerre passano,
ma la gente rimane.

Sono davvero estraneo al male,
ma questa è una vecchia storia,
la conosci di già...
C'era una volta due fratelli eccetera...
Quando metto insieme questo mosaico
mi rimane una tessera
e questa mi pare siamo noi.

Butta per l'aria le pantofole,
triste ninfa pannonica:
per il tuo bottone di madreperla
stasera io darò un regno

E battiti il tamburello sul fianco,
cospargiti d'aprile le spalle
e umilia quelle tenebre
con questa limpida luce.

Mettiti a ballare scalza, a bella posta
mentre sopra Novi Sad
Il diavolo accende sue lucerne.

La giada sul fiume si oscura
non appena s'addensa il crepuscolo.
Il Danubio prima dell’alba è imperioso,
ti spaventano gli spettri che sulla nebbia
navigano sui traghetti pesanti.

No, la paura non è il rossetto giusto
per le tue labbra,
lìberati di lui per sempre
e credi alla stella che rifrange
il raggio della tua vita.

Questo non è il primo mostro
che minaccia col soffio del fuoco, no
ma l’amore è un cavaliere,
un arcangelo con la spada
pronto a fare a pezzi anche questo drago:
sì, e aspetta solo il tuo segno.
* La scàrdova, o abramide, è un pesce comune nel Danubio.

inviata da Sanja Serbia - 14/2/2009 - 20:33


Grazie per aver messo la mia traduzione e come l' altra volta avete corretto certi errori del mio italiano, e così con voi imparo a scrivere bene l'italiano.:)
Il titolo in serbo si deve correggere, si scrive: Dok Gori Nebo Nad Novim Sadom.
Saluti!
(Sanja Serbia)

La cosa, almeno per il sottoscritto, è reciproca perché con le tue traduzioni io imparo meglio il serbo :-) Grazie anche per la precisazione sul titolo, che è stato corretto sia nella versione "latinica" che in quella "kirilica" [RV]

15/2/2009 - 12:38


Quando fu distrutto il ponte di Varadin il 1. aprile, la vita perse il giovane Oleg Nasov; la sua moglie era incinta. Questo bambino adesso ha il nome del suo padre.

Sanja Serbia - 15/2/2009 - 12:50



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