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Come è profondo il mare

Lucio Dalla


Lingua: Italiano

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(Francesco De Gregori)


[1977]
Testo e musica di Lucio Dalla
da "Come è profondo il mare"

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Rileggendo dopo tanto tempo il testo di questa canzone, ci sarebbe da inserirla in quel particolare "percorso" che non si farà mai, quello delle "grandi dimenticanze"...

"L'esordio del Dalla paroliere non potrebbe essere più felice. Come è profondo il mare (1977), infatti, sfodera un attacco folgorante: "Siamo noi, siamo in tanti, ci nascondiamo di notte per paura degli automobilisti, dei linotipisti. Siamo i gatti neri, siamo pessimisti, siamo i cattivi pensieri, e non abbiamo da mangiare...". Finalmente consapevole dei propri mezzi espressivi, Dalla si rivela autore sensibile e fantasioso, mescolando idealismo politico e sentimenti, eccentricità e humour.
Come è profondo il mare è un disco di storie quotidiane a sfondo autobiografico, di cani randagi braccati e di anime perse. Un racconto scandito da una varietà di ritmi e stili: il blues, il rock, il soul, lo stomp, la ballata melodica. E' un disco più accessibile, ma ancora denso di richiami allegorici. Il mare della title track, ad esempio, raffigura il pensiero, che "dà fastidio, anche se chi pensa è muto come un pesce", ma "non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare". E così i potenti si accaniscono sul mare: lo vogliono bruciare, uccidere, umiliare. Cantilena lenta e dolcissima, cadenzata sul basso liquido di Marco Nanni, ti si insinua, inesorabile, nelle orecchie e nel cuore."

Claudio Fabretti, da Onda Rock

Non è semplice, né viene certo naturale, scrivere la storia del mondo. Nello spazio di una canzonetta, poi; bisogna essere del tutto folli, e nel 1977 Lucio Dalla lo era parecchio. Una storia del mondo, che è nato dal mare, e dell'umanità, che sta ammazzando il mare. Una storia collettiva che s'intreccia con la propria vita, a partire da un preciso riferimento biografico (il padre di Lucio Dalla, “gran cacciatore di quaglie e di fagiani”, era effettivamente presidente del circolo di tiro a volo di Bologna); un inizio sfolgorante e devastante, che è rimasto nella storia della canzone italiana con quell'ammasso di automobilisti, linotipisti, pessimisti, gatti neri e cattivi pensieri. E' la prima prova di Lucio Dalla come autore di testi, dopo la rottura con Roberto Roversi, e di prim'acchito, assieme a tutto il disco, diventa una delle maggiori. E scorre davvero la storia quotidiana del mondo, canzone eponima di un album che è interamente fatto di storie quotidiane in un periodo eccezionale. Le immagini sono crude: questa è, in gran parte, una canzone che racconta violenza. Soprattutto la violenza fatta al pensiero, cioè al mare. [RV]
Siamo noi, siamo in tanti, ci nascondiamo di notte
per paura degli automobilisti, dei linotipisti
siamo gatti neri, siamo pessimisti, siamo i cattivi pensieri,
e non abbiamo da mangiare,
come è profondo il mare,
come è profondo il mare.

Babbo che eri un gran cacciatore di quaglie e di fagiani
caccia via queste mosche che non mi fanno dormire,
che mi fanno arrabbiare,
come è profondo il mare,
come è profondo il mare.

E` inutile non c'è più lavoro, non c'è più decoro
Dio o chi per lui sta cercando di dividerci,
di farci del male, di farci annegare,
come è profondo il mare
come è profondo il mare.

Con la forza di un ricatto l'uomo divento qualcuno,
resuscito anche i morti, spalancò prigioni,
bloccò sei treni con relativi vagoni,
innalzo per un attimo il povero a un ruolo difficile da mantenere,
poi lo lasciò cadere a piangere e a urlare
solo in mezzo al mare,
come è profondo il mare.

Poi da solo l'urlo divento un tamburo
e il povero, come un lampo, nel cielo sicuro,
comincio una guerra per conquistare
quello scherzo di terra
che il suo grande cuore doveva coltivare,
come è profondo il mare
come è profondo il mare.

Ma la terra gli fu portata via compresa quella rimasta addosso
fu scaraventato in un palazzo o in un fosso, non ricordo bene,
poi una storia di catene, bastonate
e chirurgia sperimentale.
Come è profondo il mare,
come è profondo il mare.

Intanto un mistico, forse un aviatore, scoprì la commozione
che rimise d'accordo tutti, i belli con i brutti,
con qualche danno per i brutti che si videro consegnare
un pezzo di specchio così da potersi guardare,
come è profondo il mare,
come è profondo il mare.

Frattanto i pesci, dai quali discendiamo tutti,
assistettero curiosi, al dramma collettivo
di questo mondo che a loro indubbiamente
doveva sembrare cattivo
e cominciarono a pensare, nel loro grande mare,
come è profondo il mare.
Nel loro grande mare,
come è profondo il mare.

E` chiaro che il pensiero dà fastidio
anche se chi pensa è muto come un pesce
anzi è un pesce e come pesce
è difficile da bloccare
perchè lo protegge il mare,
come è profondo il mare.

Certo chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche
il pensiero è come l'oceano,
non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare.
Così stanno bruciando il mare,
così stanno uccidendo il mare
così stanno umiliando il mare,
così stanno piegando il mare.

inviata da Riccardo Venturi - 31/1/2007 - 10:59



Lingua: Francese

Version française de Riccardo Venturi
29 décembre 2011
QU'ELLE EST PROFONDE, LA MER

Oui c'est nous, on est beaucoup, on se cache la nuit
de peur des automobilistes, des linotypistes
on est des chats noirs, pessimistes, nous les mauvaises pensées
et on n'a plus rien à manger
qu'elle est profonde, la mer,
qu'elle est profonde, la mer.

Papa, toi qui étais un grand chasseur de cailles et faisans,
chasse alors ces mouches-là qui ne me font pas dormir,
qui m'agacent la nuit,
qu'elle est profonde, la mer,
qu'elle est profonde, la mer.

Rien à faire, y a plus de travail, plus de dignité,
Dieu ou qui pour lui cherche à nous diviser,
à nous faire du mal, à nous noyer,
qu'elle est profonde, la mer,
qu'elle est profonde, la mer.

Par la force d'un chantage l'homme est devenu tel,
a ressuscité les morts, abattu les prisons,
a bloqué six trains avec leurs respectifs wagons,
a élevé un instant le pauvre à un rôle difficile à jouer,
puis l'a laissé tomber, crier et pleurer
tout seul dans la mer,
qu'elle est profonde, la mer.

Puis le cri, à lui tout seul, a tourné en tambour
et le pauvre, comme une foudre dans le ciel sûr
a entamé une guerre pour s'emparer
de cette miche de terre
que son grand cœur devait cultiver,
qu'elle est profonde, la mer,
qu'elle est profonde, la mer.

Mais on lui a volé la terre, même celle collée sur son dos,
on l'a jeté dans un palais ou une fosse, je l'ai presque oublié,
puis une histoire de chaînes, de raclées
et chirurgie expérimentale,
qu'elle est profonde, la mer,
qu'elle est profonde, la mer.

Entre-temps un mystique, ou un aviateur, a découvert l'émotion
qui a remis d'accord tout le monde, les beaux et les laids
un peu au détriment des laids à qui on a consigné
un fragment de miroir pour qu'ils puissent se regarder,
qu'elle est profonde, la mer,
qu'elle est profonde, la mer.

Et les poissons, de qui nous tous descendons
assistaient très curieux au drame collectif
de ce monde, qui leur devait sans doute
sembler mauvais et chétif
et commençaient à penser dans leur grande mer,
qu'elle est profonde, la mer.
Dans leur grande mer,
qu'elle est profonde, la mer.

C'est clair, la pensée dérange
même si celui qui pense est muet comme un poisson,
ou bien, il est un poisson et en tant que poisson
c'est difficile de l'arrêter,
son abri, c'est la mer,
qu'elle est profonde, la mer.

Certes, ceux qui commandent font peu de distinctions poétiques,
la pensée est comme l'océan
on ne peut pas l'arrêter, on ne peut pas le clôturer.
Voilà qu'ils brûlent la mer,
voilà qu'ils tuent la mer,
voilà qu'ils frappent la mer,
voilà qu'ils plient la mer.

30/12/2011 - 00:13


2015
Bella Lucio
Bella Lucio

Ensi

dq82 - 23/11/2015 - 10:00


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