Lingua   

O Gorizia, tu sei maledetta

anonimo
Lingua: Italiano

Questa canzone si può scaricare
Mostra / nascondi dettagli
È disponibile il video di questa canzone
Mostra / nascondi dettagli
CCG PRIMITIVA: parte del nucleo originale del 2003


Vai al testo
[ca. 1916]

La battaglia di Gorizia (9-10 agosto 1916) costò, secondo dati ufficiali, la vita a 1.759 ufficiali e 50.000 soldati circa, di parte italiana; di parte austriaca a 862 ufficiali e 40.000 soldati circa.
Fu uno dei più pazzeschi massacri di una guerra tutta pazzesca.

Avanzata

"O Gorizia tu sei maledetta" è una canzone nella guerra, che da sempre fa parte della tradizione anarchica e antimilitarista.

Si dice che chi veniva sorpreso a cantare questa canzone durante la guerra era accusato di disfattismo e poteva essere fucilato.

La versione originale venne raccolta da Cesare Bermani, a Novara, da un testimone che affermò di averla ascoltata dai fanti che conquistarono Gorizia il 10 agosto 1916.
Truppe italiane sull'Isonzo


1964: scandalo nazionale al "Festival dei due mondi" di Spoleto.
Spoleto 64 Nel 1964 venne presentata al Festival dei Due Mondi di Spoleto dal Nuovo Canzoniere Italiano nello spettacolo "Bella ciao", suscitando l'ira dei benpensanti. Quando Michele L. Straniero e Fausto Amodei iniziarono a cantare "Gorizia" avvennero incidenti in sala; la destra cercò di impedire le rappresentazioni; Straniero, Leydi, Crivelli e Bosio furono denunciati per vilipendio delle forze armate.

[Michele Straniero], avendo sostituito nell'esecuzione di O Gorizia tu sei maledetta Sandra Mantovani, vittima di un abbassamento di voce, cantò infatti una strofa non prevista (Traditori signori ufficiali / che la guerra l'avete voluta/ scannatori di carne venduta / e rovina della gioventù) che suscitò in sala la reazione di un ufficiale e di talune signore impellicciate, mentre nelle serate successive lo spettacolo sarebbe stato costantemente disturbato da gruppetti di fascisti. Quello scandalo al centro dell'interesse giornalistico per oltre una settimana sarà peraltro il miglior lancio per I Dischi del Sole, che potenziano così la loro presenza politico-culturale nel paese.

(Cesare Bermani, da A - rivista anarchica)

"Finalmente siamo in scena di fronte a una sala tutta piena. Cominciamo a cantare. Silenzio tombale : sono tutti incuriositi da questi canti, a partire dal Bella Ciao di Giovanna Daffini. Via via che si procede, crescono i commenti, mormorati, qualche volta anche detti ad alta voce. Alla strofa di Sandra Mantovani "...e nelle stalle più non vogliam morir..." una voce di donna urla : "Posseggo duecento anime e nessuna di loro è morta nelle stalle!". Seguono una serie di "Buuuu" dal loggione.

Finalmente si alza Michele Straniero e intona Gorizia. Alla strofa "Traditori signori ufficiali / voi la guerra l’avete voluta / scannatori di carne venduta / questa guerra ci insegni a punir" succede l’ira di Dio. Una voce si leva dalla platea : "Evviva gli ufficiali" seguita da cori di "Evviva l’Italia". Dal loggione arriva, una risposta immediata e viene lanciata in platea una sedia, mentre si intona Bandiera Rossa. Dal basso rispondono con Faccetta Nera. Spintoni a destra e a sinistra. Tutt’intorno, la gente continua a discutere sempre più "animatamente". Insomma, si menano."
(racconto di Giovanna Marini)


La strofa "Traditori signori ufficiali" non è presente in tutte le versioni ed è stata certamente aggiunta in seguito. In origine proviene da "O Venezia", sulla cui melodia, perfettamente adattabile, viene a volte cantata anche "O Gorizia". Tra le due canzoni esiste certamente una correlazione molto stretta.

"Oh Gorizia you are cursed" is one of the nicest and most meaningful anti-war songs; it was against the First World War. it was first performed by Michele Luciano Straniero and Fausto Amodei and published in the record "Il povero soldato 2" edited by Roberto Leydi. The original tune was collected by Cesare Bermani in Novara by a man who testified he had heard it sung by the infantry who conquered Gorizia on 10th August 1916. In 1964 it was performed at The "Two World Festival" in Spoleto by Il Nuovo Canzoniere Italiano in the show "Bella ciao" arousing the fury of right-wing conformists. When Straniero and Amodei started singing there occurred disorders in the audience hall; the rightists tried to hinder the performance. Straniero and Leydi were reported to the police for public insult to the Armed Forces.

Oltre a quella di Joe Fallisi, segnaliamo anche la bellissima esecuzione, per voce femminile, da parte del gruppo "Les Anarchistes" nell'album "Figli di origine oscura" (2003) e quella di Suso nell'album "Danni Collaterali", edito dal Manifesto. Le versioni più classiche per voce femminile, però, sono forse quelle di Giovanna Marini e di Sandra Mantovani.[RV/LM]

La mattina del cinque d'agosto
si muovevan le truppe italiane
per Gorizia, le terre lontane
e dolente ognun si partì

Sotto l'acqua che cadeva al rovescio
[variante: che cadeva a rovesci]
grandinavan le palle nemiche
su quei monti, colline e gran valli
si moriva dicendo così:

O Gorizia tu sei maledetta
per ogni cuore che sente coscienza
dolorosa ci fu la partenza
e il ritorno per molti non fu

O vigliacchi che voi ve ne state
con le mogli sui letto di lana
schernitori di noi carne umana
questa guerra ci insegna a punir

Voi chiamate il campo d'onore
questa terra di là dei confini
Qui si muore gridando assassini
maledetti sarete un dì

Cara moglie che tu non mi senti
raccomando ai compagni vicini
di tenermi da conto i bambini
che io muoio col suo nome nel cuor

Traditori signori ufficiali
Che la guerra l'avete voluta
Scannatori di carne venduta
[altra versione: 'Schernitori di carne venduta']
E rovina della gioventù
[altra versione: 'Questa guerra ci insegna così']

O Gorizia tu sei maledetta
per ogni cuore che sente coscienza
dolorosa ci fu la partenza
e il ritorno per molti non fu.

altre canzoni dello stesso autore
altre canzoni nella stessa lingua
Puntano qui

Gruppi a cui la canzone appartiene
Canzoni che si possono scaricare
Canzoni con video
Le CCG Primitive

Mostra / nascondi la lista delle versioni



confronta con l'originale

confronta con un'altra versione

Lingua: Italiano

Riduzione a livello popolare della canzone "Oh Gorizia".
Testo, racc. da Sandro Portelli, 1970, Ginestra Sabina, fraz di Monteleone Sabino, Rieti, inf. Giovanni Ceppa.
(Da: "La Musica dell'Altraitalia")

Registrata nel LP "La Sabina", a cura di Sandro Portelli (Dischi del Sole, DS 517/19)

"E LA MATTINA DI VENTITRÈ MAGGIO"

E la mattina di ventitré maggio
si movevano le truppe italiane
dalle terre l'armate lontane
in partenza ognun si partì

Su pe' quei monti che l'acqua rovescia
grandinavano le bombe nemiche
su per quei monti colline e gran valle
ci massacravano a tutti così

Quanti al mio fianco ne sono caduti
e piangevano moglie coi figli
ma senza patria e senza vessilli
rimpiangendo dolori nel cuor

O tu moglie che tu non mi senti
ti raccomando i compagni vicini
e di tenermi di conto i bambini
ched io ne muoio straziato nel cuor

O vigliacchi che voi ve ne state
co le mogli sui letti di lana
scarnitori di carne umana
che questa guerra ci insegna a 'mpugnar

Voi chiamatelo il campo dolore
quelle terre da là dai confini
là si moreva come assassini
e benedetti sarete nel ciel.

(inviata da Riccardo Venturi)


confronta con l'originale

confronta con un'altra versione

Lingue: Italiano, Tedesco

Versione italiana e tedesca [con correzioni testuali ndr] cantata dal gruppo goriziano 'Zuf de Žur.

«Canto simbolo delle barbarie della guerra. Di autore anonimo è nato nelle trincee italiane durante le interminabili offensive dell’esercito italiano per la presa di Gorizia.
È stata inserita una parte in tedesco a condanna di una guerra voluta da pochi e subita da tutti.»

Testo di autore anonimo (in tedesco 'Zuf de Žur)
Musica: R: Amodei, M.Punteri ('Zuf de Žur)

È con grande piacere che inseriamo questa versione bilingue di "Oh Gorizia" inviataci direttamente da Gabriella dei 'Zuf de Žur che ringraziamo di cuore.
La vogliamo accostare idealmente a Sidùn cantata in arabo ed ebraico.
(Lorenzo Masetti, 11 settembre 2005)

GORIZIA

Oh Gorizia tu sei maledetta
Per ogni cuore che sente coscienza
Dolorosa ci fu la partenza
E il ritorno per molti non fu

La mattina del cinque di agosto
si muovevan nel fango le truppe italiane
per Gorizia e le terre lontane
e dolente ognun si partì

Sotto l’acqua che cadeva a rovescio
grandinavano le palle nemiche
su quei monti coline e gran valli
si moriva

Mein Görz verdammt
Du bist verdammt
Für jedes liebe, liebe Herz
Der weg war schmerzlich
Und das Leben wurde tod


Maledetti signori ufficiali
che la guerra l’avete voluta
scannatori di carne perduta
e rovina della gioventù
O vigliacchi che voi ve ne state
con le mogli sui letti di lana
schernitori di noi carne umana
questa guerra ci insegna a punir

Voi chiamate il campo d’onore
questa terra al di là dei confini
qui si muore gridando assassini
maledetti sarete un dì
Cara moglie che tu non mi senti
raccomando i compagni vicini
di tenermi da conto i bambini
che io muoio col suo nome nel cuor

Mein Görz verdammt
Du bist verdammt
Für jedes liebe, liebe Herz
Der weg war schmerzlich
Und das Leben wurde tod


Oh Gorizia tu sei maledetta
Per ogni cuore che sente coscienza
Dolorosa ci fu la partenza
E il ritorno per molti non fu.

inserita il 11/9/2005 - 11:24


confronta con l'originale

confronta con un'altra versione

Lingua: Inglese

Versione inglese di Riccardo Venturi
English Version by Riccardo Venturi
24 maggio 2005 /May 24, 2005

CURSE UPON YOU, GORIZIA

The fifth day of August in the morning
the Italian troops were moving
to Gorizia, that land so far away
and everyone set off in grief.

Under the rain pouring in torrents
the enemy’s bullets were hailing
and on those hills, mountains and valleys
people died saying this so loud:

Alas! Curse be upon you, Gorizia,
by all hearts feeling a conscience!
We left filled with pain and with sorrow
and many of us have never come back.

And you cowards, curse be upon you!
You lie in soft wool beds with your vives
sneering at us, poor cannon fodder;
this war learnt us how to punish you.

You call a field of honour
this land far beyond the border,
there we die crying: Butchers!
Curse will be upon you one day.

My dear wife, you cannot hear me,
I pray our closest comrades
To watch over our beloved children,
I am dying with their names in my heart.

And you traitors, generals, officers,
you who strongly pushed for this war,
you’re the butchers of our flesh for sale
you’re the ruin of the youth.

Alas! Curse be upon you, Gorizia,
by all hearts feeling a conscience!
We left filled with pain and with sorrow
and many of us have never come back.

inserita il 24/5/2005 - 16:24


confronta con l'originale

confronta con un'altra versione

Lingua: Francese

Versione francese di Riccardo Venturi
4 novembre 2008
Version française de Riccardo Venturi
4 novembre 2008


J'ai préparé cette version exprès pour l'émission "anti-commemorative" de Popolare Network du 4 novembre 2008, en guise d'hommage à tous les innocents qui sont morts dans toutes les guerres imbéciles de ce monde et de tous les temps. [RV]

GORIZIA
O GORIZIA, SOIS-TU MAUDITE

Le matin du cinq août
Avançaient les troupes italiennes
Sur Gorizia, en terres lointaines
Et chacun partit dans la douleur.

Sous l'eau qui tombait à verse
Les balles ennemies pleuvaient comme grêle
Sur ces monts, ces collines et grandes vallées
On mourait en disant ceci:

O Gorizia, sois maudite
Pour chaque cœur qui écoute sa conscience!
Le départ fut douloureux,
Pour beaucoup il n'y eut pas de retour.

Oh les lâches que vous êtes!
Avec vos épouses sur des lits de laine,
Railleurs de nos chairs humaines,
Cette guerre nous apprend à punir.

Vous appelez le champ d'honneur
Cette terre au-delà des frontières,
Ici l'on meurt en criant “Assassins,
Un jour vous serez maudits!”

Chère épouse qui ne m'entends pas,
Je demande à mes proches compagnons
Qu'ils veillent sur nos enfants,
Je mourrai avec leurs noms dans le cœur.

Vous les traîtres, messieurs officiers,
C'est vous qui avez voulu la guerre!
Vous les bouchers de viande à canon
Et ruine de la jeunesse.

O Gorizia, sois maudite
Pour chaque cœur qui écoute sa conscience!
Le départ fut douloureux,
Pour beaucoup il n'y eut pas de retour.

inserita il 4/11/2008 - 09:09


confronta con l'originale

confronta con un'altra versione

Lingua: Ungherese

Vai al testo
Magyar nyelvre fordította Riccardo Venturi
2009-01-14-én

“Gorica legyen átkozott” egy a legszebb és legfontosabb olasz háború elleni dalok közül, az első Világháború elleni népdal, amit az olasz anarchisták és pacifisták felállva énekelnek. Először tolmácsolták Michele Luciano Straniero és Fausto Amodei, és felvették a hanglemezre “Il povero soldato 2” (“A szegény katona 2”) aminek a kiadását a népzenetudos Roberto Leydi gondozta. Az eredeti dallamot gyűjtötte Cesare Bermani Novarában egy emberből, aki tanúsította, hogy énekelték a dalt az olasz katonák akik Goricát elfoglalták 1916 augusztus 10-én. 1964-ben a dalt a népi művészegyüttés “Nuovo Canzoniere Italiano” (“Új Olasz Népdalegyüttés”) tanácsolta a spoletoi “Két Világ Fesztiváljá”-ben, a jobbkonformisták és fasiszta tisztek haragját szabadjára eresztve. Amikor Michele Straniero és Fausto Amodei elkezdettek énekelni, zavargások törtek ki a színházban és a fasiszták megkisérelték az előadást félbeszakítani. Stranierót és Leydit rendőrségen bejelentették “Haderő megvetéséért”.

GORICA LEGYEN ÁTKOZOTT

Augusztus ötödikén korán reggel
indultak az olasz seregek
Goricára, távoli országokra
és mindenki szomorúan indult le.

A golyók a szakadó eső alatt
úgy hullottak, mint a jégeső;
dombokon, hegyeken, völgyeken át
meghalva úgy kiabáltunk:

Ó Gorica legyen átkozott
minden szívben, aminek van lelke!
Szomorú volt elindulásunk,
olyan sok sohasem tért vissza.

Ti gyávák, akik feküdtek
gyapjúágyakon feleségetekkel,
eladott emberhús mészárosai
s az ifjúság veszte vagytok.

Ti becsület mezejének hívjátok
Ezt a határon túl levő földet;
itt meghaltunk kiabálva: Gyilkosak,
rátok legyen az elátkozás.

Feleségem, aki nem hallsz engem,
gyermekeinket a közeli társak
gondoskodására bízom,
meghalok névükkel szívemben.

Tisztek urak, árulók,
akik akartátok ezt a háborút,
eladott emberhús mészárosai,
s az ifjúság veszte vagytok.

Ó Gorica legyen átkozott
minden szívben, aminek van lelke!
Szomorú volt elindulásunk,
olyan sok sohasem tért vissza.

inserita il 14/1/2009 - 19:52


Una divertentissima descrizione di quel che successe al Festival di Spoleto nel 1964 la potete vedere ed ascoltare dalla voce di Giovanna Marini nel prezioso film del regista torinese Luca Pastore intitolato I dischi del Sole, da qualche tempo disponibile in DVD.
Di seguito una breve descrizione del film tratta dal sito di Documè - Circuito Indipendente del Documentario Etico e Sociale :

"I dischi del sole", di Luca Pastore(*)
(Italia - 2004 - 90' - 16 mm - Prod. Fandango)


L’etichetta discografica i dischi del Sole rappresenta una delle più importanti esperienze di ricerca, documentazione e diffusione della musica e cultura popolare italiane. I legami del gruppo di personaggi artefici di quel progetto con il contesto sociale, politico e storico degli anni tra il ’65 e il ’75 hanno impresso indelebilmente il marchio dell’etichetta nella cultura indipendente italiana, anche a dispetto di una legittimazione “ufficiale” di gran lunga inferiore ai reali meriti culturali che quella esperienza ha ricoperto e tuttora ricopre.

Dichiarazione dell’autore: “I protagonisti del nostro film sono i dischi narrati attraverso videoclip che mettono in rapporto le immagini degli eventi raccontati nelle canzoni con l’oggi e le sue contraddizioni politiche e umane. Abbiamo scelto di privilegiare le canzoni rispetto ai personaggi, ciascuno dei quali meriterebbe un approfondimento al di là delle possibilità di durata di un documentario: il nostro è solo uno dei possibili percorsi attraverso quelle storie, un punto di vista sicuramente parziale ma, spero, interessante e affascinante”.

(*) Biografia: (Torino, 1961) ha fondato nel 1983 la casa di produzione Legovideo. Con il suo socio Alessandro Cocito («Cocito & Pastore») ha realizzato numerosi contributi che uniscono videoarte e televisione, soprattutto per Raitre. Critico musicale per «il manifesto» dal 1994 al 1997, lui stesso musicista (suona con i Fluxus), realizza sonorizzazioni e colonne sonore. Ha curato la regia di numerosi documentari, clip musicali, filmati per enti e istituzioni, videomagazine e corti per la tv, oltre ad alcune installazioni videoartistiche per vari enti museali.

Filmografia: “Orizzonti di gloria” (cm,1984, co-regia Luca Gasparini), “Il processo” (cm, 1984),“Ultima spiaggia” (cm, 1986), “Adieu Dalí” (1987), “Unoequattordici” (cm,1988),“Intervalli italiani ed europei” (cm, 1989-1992), “Ufficio di collocamento” (cm, 1993), “Ira” (1994), “Senza titolo” (cm, 1995), “Subaquea” (1997), “Welat/Patria” (1996-1999), “Derelict Land” (cm, 1999), “Le due orfanelle” (2000), “Dopo?” (cm, 2000), “Eredità di una rivoluzione” (2000), “Cortile d’acqua” (2001), “Io arrivo da Giove” (2001), “Come fossili cristallizzati nel tempo” (2002), “Dovevano almeno ottenere di fare la rotazione” (2003); “I dischi del sole” (2005).

( Alessandro)

inserita il 23/3/2006 - 13:42


La registrazione dell'intervento di Riccardo Venturi a Radio Popolare il 4 novembre 2008. Grazie a Omar Caniello e a tutta Radio Pop!
RADIO POPOLARE

( CCG/AWS staff)

inserita il 5/11/2008 - 09:41

Aggiungi...

 Nuova versione o traduzione   Commento   Segnala indirizzo per scaricare la canzone 

Pagina principale CCG
L'archivio Chi siamo Novità Guestbook Links

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org