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Οι πρωθυπουργοί

Markos Vamvakaris / Μάρκος Βαμβακάρης




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vamvakaris Nel 1936 ci fu in Grecia una bella moria di ex primi ministri; ma non si poté festeggiare a lungo, perché ne saltò subito fuori un altro nuovo, che era un generale ed era pure fascista: Metaxas; e si dovette aspettare il 1941 per vederlo schiattare di dolore, per l'aggressione militare al suo Paese subita l'autunno precedente ad opera del suo camerata Mussolini. La singolare moria degli ex primi ministri non poteva sfuggire a un vero "mangas" come Vamvakaris, che subito ci fece questa simpatica canzoncina rebetica.

Il necrologio va ai seguenti ex: Yorgos Kondilis (morto il 1° Febbraio), che era stato fautore del ritorno alla Monarchia e addirittura vicerè; l'arcinoto Eleftherios Venizelos (morto a Parigi il 18 Marzo), detto l' astuto Cretese, liberale e repubblicano e figura centrale delle vicende politiche dal primo anteguerra fino all'esilio francese; Konstandinos Demergìs (morto il 13 Aprile), avvocato e professore, scelto dal Re da poco reintronato a succedere a Kondilis.

La canzoncina rivela parecchie cose dell'ambiente rebetico, tra le quali l'estrema distanza del popolo "basso" dalla politica nazionale e il diffuso ricorso al narghilè, per una buona tirata di hashish consolatore. E ci fa capire come mai, appena salito al potere, il gen. Metaxas provvedesse a chiudere i "Café Aman" dove si cantavano siffatte canzonette, e a sottoporre alla censura tutto quanto si volesse cantare nel Regno. Peccato che proprio Vamvakaris si sia adattato; ma aveva molti fratelli e un'ex moglie, la Zinguala, da foraggiare.
Απέθανε ο Κονδύλης μας πάει κι ο Βενιζέλος
την πούλεψε κι ο Δεμερτζής που θα 'φερνε το τέλος
Απέθανε ο Κονδύλης μας πάει κι ο Βενιζέλος

Όσοι γενούν πρωθυπουργοί όλοι τους θα πεθάνουν
τους κυνηγάει ο λαός για τα καλά που κάνουν
όσοι γενούν πρωθυπουργοί όλοι τους θα πεθάνουν

Βάζω υποψηφιότητα πρωθυπουργός να γίνω,
να κάθομαι τεμπέλικα, να τρώω και να πίνω
βάζω υποψηφιότητα πρωθυπουργός να γίνω.

Και ν' ανεβαίνω στη Βουλή εγώ να διατάζω
να τους πατώ τον άργιλε και να τους μαστουριάζω
Και ν' ανεβαίνω στη Βουλή εγώ να τους διατάζω.

inviata da Gian Piero Testa - 7/4/2010 - 15:28



Lingua: Italiano

Versione italiana di Gian Piero Testa
I PRIMI MINISTRI
di Markos Vamvakaris, "Frangos"

E' morto il Kondilis ci è partito anche il Venizelos
se l'è svenduta il Demergìs che tirava a farsela tutta
E' morto il Kondilis ci è partito anche il Venizelos

Tutti quelli che diventano primi ministri tutti moriranno
gli dà la caccia il popolo per le belle cose che fanno
tutti quelli che diventano primi ministri tutti moriranno

Mi faccio candidato per diventare primo ministro
a stravaccarmi come un lazzarone, a mangiare e bere
mi faccio candidato per diventare primo ministro.

E per salire in Parlamento a comandare io
a sbattergli da fumare il narghilè finché non sono fatti
E per salire io in Parlamento a comandarli.

inviata da Gian Piero Testa - 7/4/2010 - 16:10


Forse ho trattato un po' male Eleuterio Venizelos che, insieme a Vamvakaris, ho accomunato, senza troppo distinguerlo, agli altri due, veramente dei pessimi figuri. Certo, nemmeno Venizelos era un pacifista e non ricusava la guerra come soluzione dei problemi intorno ai quali si affaticava: prima la liberazione della sua Creta dal dominio ottomano, e poi un'espansione territoriale del Regno verso le regioni popolate dai Greci ancora "irredenti". Per questo, avendo le due guerre balcaniche lasciato in sospeso mille e una questione, ritenne indispensabile che la Grecia entrasse nella prima guerra mondiale al fianco dell'Intesa (e l'Intesa si sa che in quei tempi si procacciava alleati facendo promesse mirabolanti e contraddittorie a destra e a manca). Il suo Re, però non ne voleva sapere di mettersi contro i Tedeschi, essendo lui stesso un Tedesco.
Venizelos organizzò una sorta di secessione del nord macedone, incitò alla costituzione di un esercito disobbediente al Re (la Ethnikì Amyna, la Difesa Nazionale : guardate questo spezzone del film "Rebetico" e ascoltate la canzone di Xarhakos che ne parla Ha i sottotitoli in inglese), che mandò al fronte a combattere i Bulgari e i Turchi. Questo fatto eccitò le speranze dei Greci dell'Anatolia e del Ponto: speranze che andarono quasi interamente deluse a Versailles. Da lì Venizelos "portò a casa" Smirne e il suo retroterra nonché una pistolettata nazionalistica. Poi perse le elezioni; e i militari dell' Ethnikì Amyna fecero il resto: una spedizione folle contro i Turchi che si risolse in un disastro militare e in una tragedia per i Greci della diaspora. Ma di ciò non fu responsabile Venizelos, il quale, ritornato al potere, regolò per quanto possibile le questioni aperte con Mustafà Kemal, fino allo scambio delle popolazioni. Poi ripresero il sopravvento i militari e i monarchici; e "l'astuto Cretese" dovette rifugiarsi in Francia, dove morì.

Gian Piero Testa - 17/4/2010 - 09:50


Sopravvolate un attimo su Fazio e Saviano e ascoltate questa versione di "Quello che non ho", cantata da Vinicio Capossela sull'aria di questo rebetiko.

Secondo me ha la grazia e l'intelligenza di saper trasformare la canzone originale in qualcosa di diverso, senza volere scopiazzare la versione originale, come ha fatto Bubola che ha aggiunto qualche chitarra elettrica in più ma senza discostarsi dal blues (e senza avere la voce di Fabrizio, anche se possiamo concedergli l'attenuante di essere il coautore...).

A proposito, prima di lasciare la parola a Vinicio... perché "Quello che non ho" non è (ancora) tra le CCG?...




I musicisti che l’hanno suonata erano Manolis Papos – buozuki , vassilis massalas – chitarra, ntinos Chatziiordanou fisarmonica. Io ho suonato il baglamas e ho infilato la giacca solo da un braccio tanto per provare il vezzo di essere un manga. Il manga e’ il solitario , guappo, uomo d’onore del rebetiko. Il rebetiko a mio parere , ancora più che una musica e’ un modo di prendere la vita, un modo anarchico di ribelli senza rivoluzione che credo sarebbe piaciuto a De Andre’ . Il rebetiko viene spesso ricondotto al blues per la sua natura, le sue tematiche e la sua storia, un blues d’Oriente, dato che viene dalla cacciata dei greci dall’Asia minore nella catastrofe di Smirne del 22. La canzone “Quello che non ho” ha la forma e la struttura del blues classico, e anche se De Andre’ ha sempre una forma definitiva, non ci e’ parso blasfemo arrangiarla come uno zebekiko, la danza degli ebbri e dei macellai , un lamento che si canta in coro , ma si balla da soli. Così l’abbiamo suonata sulla struttura di un brano di Markos Vamvakaris, il padre del rebetiko, che tra tutti quelli che ha composto e’ forse il piu’ anarchico. Si chiama “Oi prothipourgoi”, ” i primi ministri” e dice … “quelli che diventeranno primi ministri ,moriranno tutti, il popolo li insegue rincorrendoli per il “troppo bene” che hanno fatto. E’ morto Kondilis , va pure Venizelos, se l’e preso pure Demertzis , quello che avrebbe portato la fine (della divisione delle classi). Mi candido anch’io per diventare primo ministro , cosi da sedermi a impigrire bevendo e mangiando. Sto andando in parlamento, darò ordini, e metterò il fumo nel narghilè per stonarli tutti. ”

dal sito ufficiale.

*

P.S. Se anche Capossela, come Vamvakaris, si sia "candidato" a primo ministro non si sa. E' certo però, che almeno secondo il TG3, è già stato incaricato...

Vinicio-Capossela-Presidente-del-Consiglio-lerrore-del-Tg3

Lorenzo - 27/8/2012 - 22:44


Mi sto bevendo un goccetto di ouzo Mitilinis (che avrei dovuto consegnare all'amico Claudio per conto del nostro comune "filos" Babis, il quale me l'aveva portato mesi fa; ma sapete come vanno certe cose...) e penso che Vinicio Capossela abbia fatto una gran cosa, proponendoci la musica rebetica. Io ogni tanto ne infilo qualcuna qui, di canzone dei manghes; ma non oso esagerare, perché non sempre i temi sono consoni al sito. Il fatto è che i testi non sono sempre "antagonisti", anche se "antagonistico" fu sempre e comunque l'ambiente che produsse sia quei testi sia quella musica, senza sofisticati filtri culturali e politici. Che fosse, però, una musica di un altro mondo, il potere lo capì subito: e dei luoghi di questa autenticissima musica fece carne di porco durante gli ultimi anni Trenta. Ora, si dice, i manghes non ci sono più, perché li "ha schiacciati il treno" (così dice una canzone, per ricordarci come, spariti per ragioni di "progresso", di igiene e sicurezza pubbliche, e - non ultimo - di speculazione edilizia, i loro quartieri "classici", non esista più da molto tempo l'ambiente capace di "ricaricare" il loro filone musicale): ma - per grande fortuna dei Greci - quella musica è sopravvissuta durante gli anni Sessanta e Settanta grazie all'impegno di artisti colti, e anche grazie, purtroppo, al fatto che nessuno dei basilari problemi sociali dei Greci ha mai trovato vere soluzioni. A me sembra che oggi - di fronte agli spettri riproposti dalla crisi attuale - la musica che intenda mostrarceli oscilli tra la scelta di un rebetico rinnovato in ragione dei tempi, e di un "rap" di importazione. Siamo sempre all'interno di livelli di cosciente antagonismo: ma personalmente io mi auguro che i nuovi musicisti greci non perdano le loro radici. Quella musica, nata per dire NO, ha ancora tutta la forza per dire i NO che occorrono oggi.

Gian Piero Testa - 28/8/2012 - 00:20


C'è ora in You Tube uno spezzone del documentario girato lo scorso da Andrea Segre e Vinicio Capossela, utilissimo per chi voglia iniziarsi alla musica rebetika.
Eccolo qui:

Gian Piero Testa - 11/11/2013 - 10:17


Ho trovato anche questo film del 1983, che sicuramente conosci :)
http://www.youtube.com/watch?v=haG9hpC-5vQ

11/11/2013 - 15:33


Certo, lo conosco (e da qualche parte ne ho anche una copia dvd): è il film Rebetiko di Kostas Ferris, interpretato da Sotiria Leonardou, nella parte della protagonista Marika, che, da bambina profuga dall'Asia Minore, diventa in Grecia una cantante rebetika. Al modo di Anghelopoulos, la sua vicenda ricostruisce anche una trentina di anni di storia greca, dalla prima guerra mondiale al secondo dopoguerra. Consigliabilissimo per una iniziazione al genere rebetiko, sia approfittando del film e delle didascalie in inglese, sia di questo stesso sito, nel quale diverse canzoni del film sono state postate. Le canzoni del film non sono (tranne poche) "storiche", ma furono espressamente composte nel 1983 per il film (che fu anche un serial televisivo) dal grande Stavros Xarchàkos su testi di Nikos Gatsos, e sono tutte assai valide.
Per facilitare la ricerca della canzoni nel nostro sito, ne trascrivo (in greco) i titoli:
1) Μάνα μου Ελλάς, 2) Τα παιδιά της Άμυνας, 3) Στης πίκρας τα ξερόνησα, 4) Στου Θωμά, 5) Χασάπικο 22, 5) Καίγομαι καίγομαι, 6) Ιμιτλερίμ, 7) Μπουρνοβαλιά, 8) Εμένα λόγια μη μου λες, 9) Στην Αμφιάλι, 10) Το δύχτι, 11) Στη Σαλαμίνα, 12) Το πρακτορείο

Gian Piero Testa - 11/11/2013 - 17:00


Ho scoperto questa divertente canzone del “mangas” e patriarca del Rebetiko Márkos Vamvakáris su rebet-asker, sito interamente dedicato a quel genere musicale così particolare.



Canzone che dedico volentieri al nostro attuale premier Renzi(e) ma anche agli ex Letta, Monti e Berlusconi, primi ministri del recente passato che hanno fatto un gran bene al Paese e a cui va tutta la sincera gratitudine del popolo. Proprio così come cantava Vamvakáris, che nel 1936 salutava la quasi contemporanea dipartita - nel senso proprio dello schiattare - di ben tre ex primi ministri greci, tali Kondilis, Venizelos e Demergìs...

2010. Funerale di un ex primo ministro greco, tal Tzanis Tzanetakis (pare che governò per ben tre mesi nel lontano 1989...)
2010. Funerale di un ex primo ministro greco, tal Tzanis Tzanetakis (pare che governò per ben tre mesi nel lontano 1989...)

Bernart Bartleby - 8/7/2014 - 23:23



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