Lingua   

שיר לשלום

Yankale Rotblit / יענקל'ה רוטבליט


Lingua: Ebraico

Guarda il video

Loading...

Ti può interessare anche...

לבנון, בוקר טוב
(Navadeh Haukaf)
Yitzhak Rabin
(Alpha Blondy)
יהיה טוב
(David Broza / דיויד ברוזה)


Yankale Rotblit.
Yankale Rotblit.
[1969]

Testo di Yankale (Yaakov) Rotblit
Musica di Yair Rosenblum
Interpretata originariamente da Miri Aloni (1969)

Lyrics by Yankale (Yaakov) Rotblit
Music by Yair Rosenblum
First performed by Miri Aloni (1969)


מילים: יענקל'ה רוטבליט
לחן: יאיר רוזנבלום


INDICE RAPIDO DELLE VERSIONI DISPONIBILI (8 lingue sinora)
QUICK INDEX OF VERSIONS AVAILABLE (8 languages up to now)

הצבעה מהירה לתרגומים זמינים - 8 שפות עד כה

TrascrizioneInglese 1Inglese 2Inglese 3Inglese 4Inglese 5Francese 1Francese 2Giapponese - Italiano 1Italiano 2Tedesco 1Tedesco 2 - SpagnoloPortoghese - Svedese - Esperanto.

RomanizedEnglish 1 English 2 English 3 English 4 English 5 French 1French 2Japanese - Italian 1Italian 2German 1German 2 - SpanishPortuguese - Swedish - Esperanto.

תעתיק לאלף בית לטיניאנגלית 1 אנגלית 2 אנגלית 3 אנגלית 4 אנגלית 5צרפתית 1 צרפתית 2איטלקית 1יפונית - איטלקית 2דרמני 1 דרמני 2 - ספרדיפורטוגלית - סואדית - אספרנטו.


Questa pagina è stata ripresa dal Sito ufficiale di Yankale Rotblit.

This page is reproduced in Yankale Rotblit's Official Website.


shlashQuesta è una splendida canzone di pace scritta da un noto paroliere israeliano, Yankale (Yaakov) Rotblit sulla musica composta da Yair Rosenblum (si veda sotto). Composta nel 1969, interpretata originariamente da Miri Aloni e dal gruppo Lahakat Hanakhal, e divenuta in breve tempo il vero e proprio inno dei Pacifisti israeliani (*), ha purtroppo avuto la sorte di passare alla storia per un motivo che la pace israelo-palestinese, faticosamente quasi raggiunta nel 1995 con gli accordi di Oslo firmati dal primo ministro israeliano Yitzhak Rabin, da Yassir Arafat e dall'allora presidente americano Bill Clinton, ha praticamente seppellito per almeno un decennio.

È la sera del 4 novembre 1995. Sulla Piazza dei Re di Israele di Tel Aviv si sta tenendo una grande manifestazione pacifista.

Sono da poco passate le nove. Il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin/יצחק רבין ha appena lasciato la Tribuna della manifestazione, il più grande raduno pacifista dai tempi della guerra del Libano (1982) e si accinge a salire sulla sua auto posteggiata nel sottopassaggio che collega la piazza dei Re d'Israele al Municipio di Tel Aviv. Il sottopassaggio è pieno di gente. Come sempre, il primo ministro è circondato dalle guardie del corpo. "Rabin scendeva verso la macchina - racconta Noam Kedem, una persona che si trovava sulla scena dell'attentato - all'improvviso ho sentito quattro, cinque colpi di pistola e l'ho visto accasciarsi". Alcuni uomini della scorta, uno dei quali viene ferito, rispondono al fuoco. Altri afferrano Rabin da terra e lo spingono dentro la macchina che parte a razzo verso l'Ospedale Ichilov. L'attentatore viene subito sopraffatto. Ma ormai era troppo tardi. Ad ucciderlo è stato non un attentatore arabo, ma un 23 enne studente in Legge, Yigal Amir/יגל אמיר, di Ertsilya, un grosso centro industriale a pochi chilometri da Tel Aviv, il quale dichiara di aver agito da solo: "Me lo ha ordinato Dio e non ho rimpianti", confessa alla polizia. L'attentato, tuttavia, viene rivendicato dall'"Organizzazione ebraica Vendetta", una delle tante sigle fiorite nel campo dell'estremismo nazionalista e radicale che ha tentato di contrastare il processo di pace con l'odio, la paura e il fanatismo.

Amir, l'assassino, era attivo nel movimento dei coloni, "Zo Artseynu" [זוא ארצנו](Questa è la nostra terra) che da mesi con il sostegno del partito conservatore, Likud, conduce una campagna violenta ed esasperata contro il governo. Il giovane killer, faccia bruna, spigolosa, occhi febbrili, era già stato arrestato due volte, sempre per lo stesso motivo: se ne andava in giro dicendo che avrebbe ucciso Rabin.

Per pochi attimi un silenzio spesso, profondo, sgomento scende sulla piazza dei Re d'Israele. Chi fugge in preda al panico, chi comincia a gridare, chi si mette a piangere non nascondendo un sentimento di vergogna per quel che è accaduto. Un israeliano, un ebreo, un uomo della stessa razza e religione, e non un arabo, un "nemico", aveva osato fare qualcosa di impensabile, uccidere Rabin.

L'assassino non poteva scegliere un luogo più denso di significati per compiere il suo delitto. Quella piazza è il teatro storico del pacifismo, lo specchio della democrazia israeliana. Lì la sera prima a decine di migliaia erano accorsi di nuovo per sentire le parole di Rabin e Peres, ma soprattutto per interrompere il ciclo martellante delle manifestazioni organizzate dalla destra contro gli accordi di Oslo, contro l'autonomia alla Cisgiordania, contro i negoziati passati, presenti e futuri. Quelle manifestazioni rancorose, demagogiche, offensive, in cui Rabin era stato raffigurato con una divisa da SS, insulto che più grave non gli si poteva rivolgere.
"Pace", "Shalom" aveva gridato l'ex sindaco di Tel Aviv, Shlomo Lahat, organizzatore dell'incontro, prima di dare la parola a Shimon Peres. "Pace", aveva ripetuto il ministro degli Esteri concludendo il suo discorso.

È stato in quel momento che Rabin si è avvicinato alla tribuna per prendere la parola. "Ra-bin, Ra-bin, Ra-bin", scandiva la folla. Le ultime parole del premier sono state due precisi messaggi politici. Il primo è stato rivolto a quella parte della comunità ebraica americana che durante l'ultimo suo viaggio negli Stati Uniti lo aveva fatto soffrire, accusandolo di mettere in pericolo il destino d'Israele. Il secondo messaggio è stato agli scettici che negli ultimi giorni hanno messo in dubbio i propositi di Rabin e Peres di raggiungere un accordo anche con Damasco.

Poco prima di scendere dalla tribuna dove aveva parlato, Rabin viene invitato a cantare, assieme a tutti quanti, una canzone molto famosa. Si tratta di 'Shir Lashalom', ovvero 'Canzone per la pace', il cui testo è stato scritto da un noto paroliere israeliano, Yankale Rotblit. A Rabin, che non ne conosce le parole, viene messo in mano un foglio contenente il testo e che gli permetta di cantarla. Finito di cantare la canzone, insieme a tutta la folla, Rabin si infila il foglio nella tasca interna della giacca.

È lo stesso foglio che gli viene ritrovato addosso, forato dal proiettile che lo ha ucciso e bagnato del suo sangue.

Da questa pagina (che è quella da cui ho ripreso il testo e la traduzione inglese) ho ripreso una foto in cui Shimon Peres, sul palco della manifestazione, tiene in mano, sorridente, il foglio con il testo della canzone. Al centro vi sono Yitzhak Rabin, seminascosto dal microfono, che canta assieme a Miri Aloni, l'originaria interprete della canzone. Sul palco c'è anche l'allora sindaco di Tel Aviv, Shlomo Lahat, co-organizzatore della manifestazione. Tutti quanti stanno evidentemente ancora cantando la canzone; pochi minuti dopo, Yitzhak Rabin verrà ucciso.

Rabin poco prima di essere ucciso


Nel blog di Haitham Sabbah, invece, si trova una foto del foglio forato del proiettile e bagnato del sangue di Rabin.


Il foglio forato dal proiettile e bagnato del sangue di Rabin

Altre parole sono superflue.[RV]


YAIR ROSENBLUM

Yair Rosenblum will be remembered forever as the one who contributed to us "Ma Avarech", "Ha'em Hashlishit", "Shiro Shel Tzanchan", "Shir Shel Yom Chulin", "Bo El Hagalil", "Gan Hastav", "Yeshnan Banot" and above all, "Shir Lashalom", and the list is long to be handled in one page.

Altre parole sono superflue.[RV]
Rosenblum composed over 1,200 songs, most of them to the army singing groups. Lately he suffered of cancer, until he died in Tuesday, August 27, 1996 at age 52.

Rosenblum changed in "Song for Peace" the line "Sing a song to love and not to victories" to the "love and not wars", but even though, the song suffered severe attacks of the extreme right.

The contribution of Rosenblum to the Israeli folk music is unmeasurable, since the singers that graduated his tutoring in the army are the ones who were active in the seventies and performed the most beautiful Israeli songs. Rosenblum was the one to discover Yardena Arazi, Gidi Gov, Shlomo Artzi, Rivka Zohar and many others. There will be no substitute for Yair Rosenblum, but as Yonathan Geffen wrote in "The Ballad for Hedva and Shlomik" which Rosenblum Composed, he had to go: "Because everybody goes".


La stessa canzone, in quanto inno dei pacifisti israeliani, era cantata dal giovane attivista di "Peace Now" (שלום עכשו / Pace Adesso), Emil Grinzweig (Gruenzweig) il 10 gennaio 1983 davanti alla Kneset (il parlamento israeliano) di Gerusalemme, durante una manifestazione indetta dalla sinistra e dai movimenti pacifisti per protestare contro l'occupazione israeliana del Libano meridionale. Emil Grinzweig fu ucciso da una bomba gettata da un estremista di destra in mezzo alla manifestazione (il fatto avvenne non davanti alla Kneset, ma all'ufficio del Primo Ministro che è comunque a breve distanza dal Parlamento). Un altro tragico episodio legato a questa canzone.
תנו לשמש לעלות
לבוקר להאיר
הזכה שבתפילות
אותנו לא תחזיר

מי אשר כבה נרו
ובעפר נטמן
בכי מר לא יעירו
לא יחזירו לכאן

איש אותנו לא ישיב
מבור תחתית אפל
כאן לא יועילו לא שמחת הניצחון
ולא שירי הלל

לכן רק שירו שיר לשלום
אל תלחשו תפילה
מוטב תשירו שיר לשלום
בצעקה גדולה

תנו לשמש לחדור
מבעד לפרחים
אל תביטו לאחור
הניחו להולכים

שאו עיניים בתקווה
לא דרך כוונות
שירו שיר לאהבה
ולא למלחמות

אל תגידו יום יבוא
הביאו את היום
כי לא חלום הוא
ובכל הכיכרות הריעו רק שלום

לכן רק שירו שיר לשלום
אל תלחשו תפילה
מוטב תשירו שיר לשלום
בצעקה גדולה

inviata da Riccardo Venturi - 17/9/2005 - 23:31




Lingua: Ebraico

Trascrizione del testo ebraico in caratteri latini. E' ripresa da questa pagina, ma è stata adattata ai criteri di trascrizione generalmente seguiti in questo sito.

Romanized version of the Hebrew lyrics of the song. It is desumed from this page, but it has been adapted to the Romanizing principles generally adopted in this site.
SHIR LASHALOM

tnu lashemèsh la'alòt,
labokèr leha’ìr
hazakà shebatfilòt,
otànu lo takhtsìr

mi ashèr kavà nerò,
uve'àfar nitmàn,
bekhì mar lo ya'irò,
lo yakhtsirò lekhàn.

ish otànu lo yashìv,
mìbor takhtìt afèl,
kan lo yo'ìlu,
lo simkhàt hanitsakhòn,
velò shirèy halèyl!

làkhen, rak shìru shir lashalòm,
‘al tilkhàshu tefilà!
mutàv tashìru shir lashalòm,
bitse'àkakh gdolà!

tnu lashèmesh lakhadòr,
mibà'ad laprakhìm.
‘al tabìtu leakhòr,
hanìkhu laholkhìm.

sé’u eynàyim betikvà,
lo dèrekh kavanòt
shìru shir laahavà,
velò lamilkhamòt

‘al tagìdu yom yavò,
havì’u et hayòm!
ki lo khalòm hu
uvekòl hakikaròt
harì'u lashalòm!

veshìru, shìru shir lashalòm,
‘al tilkhàshu tefilà!
mutàv tashìru shir lashalòm,
bitse'àkakh gdolà.

inviata da Riccardo Venturi - 18/9/2005 - 00:32




Lingua: Inglese

INGLESE / ENGLISH [1]

Versione inglese / English version
da/from rotblit.co.il
Yankale Rotblit's Official Website
A SONG FOR PEACE

Let the sun rise
And give the morning light,
The purest prayer
Will not bring us back.

He whose candle was blown out
And was buried in the dust,
A bitter cry won't wake him
Won't bring him back.

Nobody will return us
From the dead dark pit
Here - neither the victory cheer
Nor songs of praise will help.

So sing only a song for peace,
Do not whisper a prayer.
Better sing a song for peace
With a big shout.

Let the sun penetrate
Through the flowers,
Don't look backward
Leave those who departed.

Lift your eyes with hope,
Not through the rifle sights.
Sing a song for love,
And not for wars.

Don't say the day will come,
Bring the day
Because it is not a dream,
And within all the city's squares,
Cheer only peace.

So sing only a song for peace,
Do not whisper a prayer.
Better sing a song for peace,
With a big shout.

inviata da Riccardo Venturi - 17/9/2005 - 23:38




Lingua: Inglese

INGLESE / ENGLISH [2]

Versione inglese alternativa, da:
An alternative English version, from:
radiohazak.com
A SONG FOR PEACE

Let the sun rise
and give the morning light,
the purest prayer
will not bring us back.

He whose candle was snuffed out
and was buried in the dust,
a bitter cry won't wake him,
won't bring him back.

Nobody will return us
from the dead dark pit.
Here, neither the joy of victory
nor songs of praise
will help.

So sing only for peace,
don't whisper a prayer,
it's better to sing a song for peace
with a giant shout!

Let the sun penetrate
through the flowers,
don't look backward,
leave those who have departed.

Lift your eyes with hope
not through the rifle sights
sing a song for love
and not for wars.

Don't say the day will come,
bring the day,
because it is not a dream.
And within all the city's squares,
cheer for peace.

And sing, sing a song for peace,
don't whisper a prayer,
it's better to sing a song for peace
with a giant shout!

inviata da Riccardo Venturi - 18/9/2005 - 00:41




Lingua: Inglese

INGLESE / ENGLISH [3]
Versione inglese in rima, da:
A rhymed English version, from:
radiohazak.com
A SONG FOR PEACE

Let the sun come up again
and give the morning light.
the purest prayer that you can find
can't change our deadly plight.

He whose light has been snuffed out
can't taste your bitter tear.
Nothing you can do or say
can bring him back to here.

Nobody can raise us up
from our cold dark graves.
Don't try to help us
with your cheers of victory
or your songs of praise.

So only sing a song for peace;
don't whisper us a prayer.
Better to sing a song for peace.
Let shouting fill the air!

Let the sun shine through again
to let the flowers grow.
Don't look backward to the past;
let those who left you go.

Let your eyes look up with hope,
not through a rifle sight.
Sing a song, a song for love,
not for another fight.

Don't tell me the day will come;
work for it without cease.
It's not a dream, so
inside every city square
let out a cheer for peace!

Come on and sing a song for peace;
don't whisper us a prayer.
Better to sing a song for peace.
Let shouting fill the air!

inviata da Riccardo Venturi - 18/9/2005 - 00:45




Lingua: Inglese

INGLESE / ENGLISH [4] - Ros Shwartz / רוס שורץ

Ulteriore versione inglese cantabile, di Ros Shwartz
Alternative singable English version by Ros Shwartz
Hebrew Songs
SONG OF SHALOM

Let the sun rise in the east,
and light the morning sky
The finest prayers will not revive
the ones who had to die.

And those whose flames have been put out,
lie buried in the earth,
Bitter wails won't wake them up,
cannot give them rebirth.

No one can restore us now,
return us from the grave.
And here there is no use for songs of victory
and praises for the brave.

Chorus:
So go and sing a song of Shalom -
don't whisper timid prayers.
Go out and shout a song of Shalom -
so everyone can hear.

Let the sunshine weave its way
through rainbow blooms of flowers.
Don't look back towards the past -
the dead no longer ours.

Lift your eyes with hope of life,
not sighting through a gun.
Sing a song of love and joy
and not of battles won.

Don't just say "A day will come";
go out and bring that day!
It's not a dream. In all the city streets and squares,
sing "Peace is on its way!"

Chorus

inviata da Riccardo Venturi - 18/9/2005 - 12:26




Lingua: Inglese

INGLESE / ENGLISH [5]

Ulteriore versione inglese da
questa pagina

Alternative English version available at:
this page
THE SONG OF PEACE

Let the sun rise up today,
Oh let the morning dawn,
All your prayers and all your
please
Won't give us life again.

Now our candle's flickered out,
Now we're turned to dust,
Bitter tears won't bring us back,
Or wake us from our rest.

You can never bring us back.
In the dark we lie. No help for us from
All the songs of triumph you sing,
And the hymns of victory!

Just sing for peace, just shout it – shalom,
Don't murmur like a prayer,
Just sing to peace, just sing it aloud
Let voices ring out here!

Let the sunshine filter in
Through the flowering wreaths,
Move ahead and don't look back
At those who lie beneath.

Raise your eyes in hope once more,
Don't gaze through rifle sights.
Sing a song to peace and love,
And not to war and fights.

Don't just say – the day is night,
Help to bring it near. This is no dream now,
And in all the city streets
Just sing it loud and clear

Just sing for peace, just shout it – shalom,
Don't murmur like a prayer,
Just sing to peace, just sing it aloud
Let voices ring out here!

inviata da Riccardo Venturi - 18/9/2005 - 12:55




Lingua: Francese

FRANCESE / FRENCH [1] - Riccardo Venturi

Versione francese di Riccardo Venturi
Version française de Riccardo Venturi
18 settembre/18 septembre 2005
CHANSON POUR LA PAIX

Que le soleil se lève,
qu’il donne sa lumière au matin,
la prière la plus pure
ne nous fera jamais renaître.

Celui à qui on a éteint la flamme
et qui a été enterré dans la poussière
ne sera jamais reveillé d'un cri amer,
il ne renaîtra jamais.

Personne ne nous ressuscitera
de la sombre fosse de la mort,
pas même les cris de victoire
ni les chants de louange.

Chantez, chantez donc une chanson pour la paix,
ne murmurez pas de prières.
Il vaut mieux chanter une chanson pour la paix
avec un seul grand cri.

Que le soleil
transperce les fleurs,
ne regardez pas à l’arrière,
laissez en paix ceux qui sont morts

Levez vos yeux avec espoir,
pas à travers les collimateurs.
Chantez une chanson à l’amour
et non aux guerres.

Ne dites jamais “le jour viendra où”,
mais apportez ce jour
car ce n’est pas un rêve.
Et dans toutes les places de la ville
ne fêtez que la paix.

Chantez, chantez donc une chanson pour la paix,
ne murmurez pas de prières.
Il vaut mieux chanter une chanson pour la paix
avec un seul grand cri.

18/9/2005 - 01:11




Lingua: Francese

FRANCESE / FRENCH [2]

Versione francese da: questa pagina
French version available at: this page


Alla pagina si trova anche la copertina del disco originale della canzone, con la foto di Rabin sul palco della manifestazione del 4 novembre 1995.
LA CHANSON DE LA PAIX

Laissez le soleil se lever aujourd'hui
Laissez l'aube venir
Toutes vos prières et vos demandes
Ne nous rendront pas la vie

Maintenant que nos bougies se sont éteintes
Maintenant que nous sommes transformés en poussière
Les larmes amères ne nous ramèneront pas,
Ou ne nous réveilleront pas de notre repos

Personne ne peut nous ramener
Dans l'obscurité nous restons
Toutes les chansons de triomphe que vous chantez,
Et tous les hymnes de victoire
Ne nous aideront pas!

Chantez pour la paix, criez-le - paix,
Ne murmurez pas comme une prière, Chantez juste pour la paix, chantez fort,
Laissez les voix résonner ici!

Laissez le soleil filtrer à travers les couronnes de fleurs
Avancez et ne regardez pas en arrière ceux qui reposent sous terre

Levez les yeux en signe d'espoir une fois encore
Ne regardez pas à travers la mire d'un fusil
Chantez une chanson de paix et d'amour,
Pas de guerre et de combats.

Ne dites pas - le jour est la nuit,
Aidez à le faire venir,
Ce n'est pas un rêve maintenant
Et dans toutes les rues de la ville
Chantez fort et clairement

Chantez pour la paix, criez-le - paix,
Ne murmurez pas comme une prière, Chantez juste pour la paix, chantez fort,
Laissez les voix résonner ici!

inviata da Riccardo Venturi - 18/9/2005 - 12:54




Lingua: Giapponese

GIAPPONESE / JAPANESE - Satsuo Tsemisaburo

Versione giapponese di Satsuo Tsemisaburo
(dalla versione inglese)
ricevuta il 19 settembre 2005

Japanese version by Satsuo Tsemisaburo
(from the English version)
received on September 19, 2005

日本語版(英語版から)
2005 年19 日9 月に受け取られる


私達のAWS のコレクションの異常で, 悲しい文書: 叙情 詩のか. か. か. (平和のためのShir Lashalom, " 歌 "), Yankale Rotblit 著。これは1969 年に構成される有名な歌 Yitzhak Rabin イスラエルの首相が11 月4 日歌った電話 の 1995 年の大きい平和デモンストレーションで, である。数分後彼 は熱狂的な 極端家, Yigal Amir によって完全に撃た れた, こうすればを少なくとも十年の平和プロセス埋めた。歌の 印刷された叙情詩を備えた枚のペーパーは致命的な弾丸によって 穴があいたイスラエルの総理大臣のジャケットの内部のポケット ので見つけられ, 彼の血でびしょぬれになった。
平和のための歌
Shir La-Shalom, 1969

太陽が上がるようにすれ
ば朝ライトを与えるために,
最 も純粋な祈りは私
達を連れ帰らない。

彼は蝋燭が吹き,
塵で埋められた,
苦い叫びが彼を
目覚 めさせない
彼を連れ帰らない。

だれも死んだ暗いピットから
私達をここに戻さない -
賞賛の勝利の喝
采も歌も助けない。

そう平和のための歌しか, ささやか
ない祈りを歌っては いけない。
よりよい大きい叫びの平和の
ための歌を歌いなさい。

太陽が花を通って突
き通るようにしなさい
後方の許可を 人々見て
はいけない出発した。

希望の, ないライフルの視
力によるあなたの目を持ち上 げなさい。
愛とない戦争のための
歌を歌いなさい。

それが夢でない,
と持って来ることを ので日が来たり,
都市喝采の平和だけのす
べての正方形内の日を
言ってはいけない 。

そう平和のための歌しか, ささやか
ない祈りを歌っては いけない。
よりよい大きい叫びの平和の
ための歌を歌いなさい。

inviata da Riccardo Venturi - 19/9/2005 - 18:54




Lingua: Italiano

ITALIANO / ITALIAN [1] Riccardo Venturi

Versione italiana letterale di Riccardo Venturi
(dalla versione inglese)
18 settembre 2005
CANZONE PER LA PACE

Il sole sorga
e dia luce al mattino,
la preghiera più pura
non ci farà ritornare.

Colui la cui candela fu spenta
e che fu sepolto nella polvere,
un grido amaro non lo sveglierà,
non lo farà ritornare.

Nessuno ci farà tornare qui
dall’oscura fossa di morte.
Neppure il giubilo di vittoria,
né canzoni di lode ce la faranno.

E allora cantate solo una canzone per la pace,
non mormorate una preghiera.
E’ meglio cantare una canzone di pace
con un grande grido.

Il sole penetri
attraverso i fiori,
non guardate indietro,
lasciate in pace quelli che se ne sono andati

Alzate gli occhi con speranza
e non attraverso i mirini dei fucili.
Cantate una canzone per l’amore
e non per le guerre.

Non dite « verrà un giorno »
ma apportate questo giorno
perché non è un sogno.
E in tutte le piazze della città
festeggiate solo la pace.

E allora cantate solo una canzone per la pace,
non mormorate una preghiera.
E’ meglio cantare una canzone di pace
con un grande grido.

18/9/2005 - 00:12




Lingua: Italiano

ITALIANO / ITALIAN [2] - Daniel Shalev/ דניאל שלב

Versione italiana in versi e cantabile di Daniel Shalev, Rishon LeTsion, Israele
da: Hebrew Songs
Rhymed singable Italian version by Daniel Shalev, Rishon LeTsion, Israel
from: Hebrew Songs


Questa canzone ha una storia controversa.
Eseguita per la prima volta nel '69 dalla potente voce della solista di un gruppo canoro militare, fu contestata come antipatriottica. Diventata poi l'inno dei pacifisti, fu cantata da Rabin sul podio, il giorno del suo assassinio. Significatamente il foglio contenente proprio le parole di questa canzone, macchiato di sangue, fu trovato nella tasca della sua giacca.
(Nota dell'autore alla traduzione)
CANTO ALLA PACE

Fate il sol salire in ciel,
il giorno illuminar,
ma non c'è preghiera che
ci può resuscitar.

Chi il suo lume è spento ormai
e nella terra sta
nessun pianto amaro, sai,
giammai risveglierà.

Non possiamo ritornar,
la fossa è buia, e allor
qui non ci serve la Vittoria, e certo
non i canti al vincitor!

Perciò cantate alla Pace, all'Amor,
non sussurrate, ma
chiamate forte la Pace, l'Amor,
La Pace che verrà!

Qui la luce no, non può
tra i fiori penetrar,
voi lasciateci, perciò
in pace riposar.

Non guardate nel mirino,
cantate per amar
e sognate di un mattino,
senza ammazzar!

No, non dite: "Il dì verrà...",
portatecelo voi!
Nelle piazze canterà
la Pace insieme a noi!

Perciò cantate alla Pace, all'Amor,
non sussurrate, ma
chiamate forte la Pace, l'Amor,
La Pace che verrà!

inviata da Riccardo Venturi - 18/9/2005 - 12:18




Lingua: Portoghese

PORTOGHESE / PORTUGUESE - Tatiana Kielberman

Versione portoghese di Tatiana Kielberman, S.Paolo del Brasile
Portuguese version by Tatiana Kielberman, S.Paulo, Brazil
Hebrew Songs
CANÇÃO PARA A PAZ

Deixe o sol nascer
A manhã oferecer sua luz
A força da oração
Não nos trará de volta

Aquele cuja vela foi apagada
E foi levado pelo vento
Um choro não irá acordá-lo
E não o trará de volta

Ninguém nos trará de volta
De uma morte ou de um sofrimento
Aqui, nem a vitória sobreviverá
Nem canto de salvação, e nem uma oração

Então apenas cantem, cantem para a paz
Não sussurem uma oração
Apenas cantem, cantem para a paz,
Num grito forte

Deixem o sol penetrar
Ao redor das flores
Não olhe para trás
Há os que ainda caminham

Encha seus olhos de esperança
E não apenas de intenção
Cantem uma canção de amor,
E não uma canção de guerra

Não digam apenas que o dia virá
Tragam esse dia
Porque isso não é apenas um sonho
Todos comentam na cidade
E cantam pela paz

Então apenas cantem, cantem para a paz
Não sussurem uma oração
Apenas cantem, cantem para a paz,
Num grito forte

Então apenas cantem, cantem para a paz
Não sussurem uma oração
Apenas cantem, cantem para a paz,
Num grito forte

inviata da Riccardo Venturi - 18/9/2005 - 12:30




Lingua: Spagnolo

SPAGNOLO / SPANISH - Manuel Goldstein / אמנואל גולדשטיין

Versione spagnola di Manuel Goldstein
Spanish version by Manuel Goldstein
Hebrew Songs
CANCION DE LA PAZ

Deja el sol salir
la mañana da su luz
El más puro de los rezos
no nos volverá

Aquel cuya vela se ha apagado
y fue enterrado en el polvo
el grito amargo no le despertará
y no lo traerá de vuelta

Nadie no nos sacará
de un foso muerto y oscuro
aqui, ni la alegria de la victoria
ni las canciones de alabanza ayudarán.

Tan solo canta un cancion por la Paz
no susurres una plegaria
Solo canta un cancion por la Paz
con un grito fuerte

Deja el sol entrar
a través de las flores
no mires para atrás
deja ir a esos que salieron

Alza tus ojos con esperanza
no a través de las miras de los rifles
Canta una cancion por el amor
y no por la guerras

No digas que el día vendrá
traelo a ese día
porque no es un sueño y en todas las plazas
de la ciudad alienta
por la PAZ

inviata da Riccardo Venturi - 18/9/2005 - 12:28




Lingua: Svedese

SVEDESE / SWEDISH - Riccardo Venturi

Versione svedese di Riccardo Venturi
Swedish version by Riccardo Venturi
Svensk översättning av Riccardo Venturi
18 settembre 2005 / September 18, 2005
18. September 2005
SÅNG TILL FREDEN

Låt solen gå upp,
Låt den sprida sitt morgonljus.
Även med den renaste bönen
Skall vi aldrig uppstå.

Den, som hans ljus slocknade
Och blev begravd i dammet
Skall ej vaknas av ett sorgrop,
Han skall aldrig uppstå.

Ingen skall uppväcka oss
Från den mörka dödsgraven,
Inte heller segerjublet
Eller himmelska lovsånger.

Så låt oss sjunga bara en sång till freden,
Låt oss ej mumla böner.
Det är bättre att sjunga en sång till freden
Med ett jättestort rop.

Låt solen tränga
igenom blommorna,
vänd icke om,
lämna de döda i fred

Höj upp ögonen med hopp
och ej genom gevärskorn.
Sjung en sång till kärleken
och ej till krigen.

Säg icke « det kommer en dag »
utan bring denna dag med er
ty det är ingen dröm
och i alla stadstorg
fira bara freden

Så låt oss sjunga bara en sång till freden,
Låt oss ej mumla böner.
Det är bättre att sjunga en sång till freden
Med ett jättestort rop.

18/9/2005 - 21:31




Lingua: Tedesco

TEDESCO / GERMAN [1] - Brunhilde Sonntag

Versione tedesca di Brunhilde Sonntag da "EUROPA CANTANS"
Deutsche Fassung von Brunhilde Sonntag, aus "EUROPA CANTANS"
German Version by Brunhilde Sonntag, from "EUROPA CANTANS"


EUROPA CANTANS - Gebete für den Frieden
Internationales Friedensmusikprojekt mit europäischen Komponistinnen/Komponisten
und europäischen Musikerinnen/Musikern

Konzert in Wuppertal
Immanuelskirche, 24.10.1998

Ausführende
Hanna Krieger, Sopran
Ulrike Meyer-Krahmer, Alt
Wolfgang Tiemann, Tenor
Peter Ziethen, Baß
Johanna Watzke, Violine
Klaus Flaswinkel, Klarinette
Frieder Lenz, Violoncello
Juraté Landsbergyté (Litauen), Orgel


La versione tedesca completa di "Shir Lashalom" è la terza e ultima parte del brano di Brunhilde Sonntag intitolato "Shalom".


Brunhilde Sonntag (Deutschland)
SHALOM
für Sopran, Alt, Tenor, Baß,
Klarinette, Violoncello und Orgel

Die Komposition besteht aus drei Teilen. Der erste vertont die Worte "Ego sum pauper, nihil habeo et nihil dabo" im musikalischen Kontrast zwischen einer - gregorianischer Musik nachempfundener - Demut und - mit atonalen Mitteln ausgedrückte - Autoaggression. Der zweite Teil vertont ein jüdisches Gebet um Frieden, und der letzte Teil greift das bekannte israelische Friedenslied Shir Lashalom auf, das während der Friedensdemonstration im November 1995 in Tel Aviv gesungen wurde, kurz bevor I. Rabin ermordet wurde.
Friedenswillen wird hier auf verschiedene Weise demonstriert: trotz der eigenen Unzulänglichkeit darf die Bereitschaft zum Friedenseinsatz nicht aufhören.


Riportiamo il testo intero del brano. La versione tedesca di Shir Lashalom è indicata espressamente.
Ego sum pauper, nihil habeo et nihil dabo
(Ich bin arm, habe nichts und kann nichts geben)

(Jüdisches Friedensgebet)

Unser Vater, unser König!
Öffne uns die Pforte Deiner Gnade.
Sei unser eingedenk zum Heile.
Nimm uns auf in das Buch der Vergeltung und der Erlösung.

Unser Vater, unser König!
Laß ferne von mir sein Sünde und Seelennot,
Versuchung und Verlockung.

Unser Vater, unser König!
Senke den Strahl Deiner Liebe und Deines Erbarmens
In das Herz aller Menschenkinder,
daß eine in dem andern sein Ebenbild erkenne.
O Vater, o König!
Laß schwinden allen Haß auf Erden!
Laß nahen die Zeit der Gerechtigkeit auf Erden.
SHALOM!

Shir Lashalom

Sonne bringt uns Morgenrot,die Erde muß sich drehn.
Leben bringt sie oder Tod.Die Zeit bleibt niemals stehn.
Sonne bringt uns neuen Tag. Vergessen ist zwar schwer.
Was uns der Tag auch bringen mag, das Gestern kommt nie mehr.
Und darum singt das Friedenslied,
singt laut und nicht allein, tragt es in alle Welt hinaus,
laßt Frieden endlich siegen.

Manche wurden hingemäht,so wollt es das Geschick.
Doch weder Trauer noch Gebet bringt sie zu uns zurück.
Blick nach vorn. Die Hoffnung klingt
viel schöner als das Land.
Wer heute Krieg und Sieg besingt, der geht nicht mit der Zeit.
Und darum singt das Friedenslied,
singt laut und nicht allein, tragt es in alle Welt hinaus,
laßt Frieden endlich siegen.

Laßt die Toten friedlich ruhn: Wir woll'n nicht Rache schrein.
Kein noch so freudig Siegeslied haucht ihnen Leben ein.
Sag nicht, es ist nur ein Traum, die Kluft kennt keinen Sieg.
Wir träumen nicht, der Frieden ist das neue Ziel.
Dorthin führt unser Weg.
Und darum singt das Friedenslied,
singt laut und nicht allein, tragt es in alle Welt hinaus,
laßt Frieden endlich siegen.

inviata da Riccardo Venturi - 18/9/2005 - 12:02




Lingua: Tedesco

TEDESCO / GERMAN [2]

Ulteriore versione tedesca, da:
Alternative German version available at:
hagalil.com


Alla pagina sono riportate anche alcune notizie su Emil Grinzweig (vedi introduzione alla canzone).
[SHIR L' SHALOM]

Laßt es zu, dass die sonne aufsteigen möge,
den Morgen zu erleuchten,
denn auch das stärkste aller Gebete
wird uns nicht zurückbringen.

Jenen dessen licht ausgelöscht
und der in der Erde begraben ist,
keine Umarmung wird ihn mehr erwecken
und hierher zurückbringen

Niemand wird uns je antworten
aus dem Dunkel von Staub und Asche,
da helfen weder
Siegestaumel
noch Lobeslieder

Darum singt nur das Lied des Friedens,
flüstert keine Gebete,
sondern singt das Lied des Friedens
mit einem großen Schrei.

Laßt die Sonne durchdringen
die Ruhestätten aus Blumen,
schaut nicht zurück,
laßt die Gefallenen in Ruhe.

Erhebt die Augen in Hoffnung,
blickt nicht durch Zielfernrohre,
singt ein Lied der Liebe
und nicht den Kriegen.

Sagt nicht "der Tag wird kommen"
bringt ihn her, den Tag,
denn es ist kein Traum,
und dann wird man auf allen Straßen
nur dem Frieden singen.

Darum singt nur das Lied des Friedens,
flüstert keine Gebete,
sondern singt das Lied des Friedens
mit einem großen Schrei.

inviata da Riccardo Venturi - 18/9/2005 - 13:41




Lingua: Persiano

PERSIANO / PERSIAN

Versione persiana
Persian Version

Ci dispiace molto che questa versione sia rimasta totalmente anonima. Specialmente in un momento in cui le relazioni tra l'Iran e Israele non sono, per usare un eufemismo, al loro punto migliore. [RV]
سرودی برای صلح

بگذارید خورشید بدمد
و نورش را به صبح ببخشد
چرا که پاک‌ترین نمازها
ما را نجات نخواهد داد

کسی که شمع عمرش خاموش شده
و در خاک فرو خفته
سرشک تلخ بیدارش نمی‌کند
و به ما بازش نمی‌گرداند

کسی ما را
از چاه ژرف و تاریک رهایی نخواهد داد
اینجا دیگر نه شادی پیروزی یاری‌گر خواهد بود
و نه سرود مدح و ثنا


پس فقط سرود صلح سر دهید
زیر لب دعا نخوانید
سرود صلح را همان به
که با تمام وجود فریاد کنید

بگذارید آفتاب
از میان گل‌برگ‌ها راه گشاید
به پشت سر نگاه نکنید
رفتگان را به حال خود بگذارید

سربلند و امیدوار به افق بنگرید
نه به مگسک تفنگ
ترانۀ عشق سر دهید
نه سرود جنگ

نگویید "آن روز می‌آید"
آن روز را بیاورید،
چون این یک رویا نیست.
در همۀ میدان‌های شهر فریاد صلح برآورید

پس فقط سرود صلح سر دهید
زیر لب دعا نکنید
سرود صلح را همان به
که با تمام وجود فریاد کنید

14/11/2006 - 20:30




Lingua: Esperanto

ESPERANTO

Esperantigis Nicola Ruggiero, laŭ italigo de Riccardo Venturi.

Omaĝe al datreveno de Zamenhof (15/12/1859 – 14/04/1917)
KANTO POR LA PACO

La suno leviĝu
kaj donu lumon al la mateno,
la preĝo plej pura
ne igos nin reveni.

Tiun, kies kandelon oni estingis,
kiun oni entombigis en la polvo,
amara krio ne vekos,
ne igos tiun reveni.

Neniu igos nin reveni ĉi tien
de la malluma mortokavo.
Eĉ ne la venkoĝojego,
nek laŭdkantoj sukcesos.

Kaj do kantadu nur kanton por la paco,
ne murmuru preĝpeton.
Estas plibone kanti pacan kanton
per granda krio.

La suno penetru
tra la floroj,
ne vidu malantaŭen,
lasu en paco tiujn kiuj foriris.

Eklevu la okulojn kun espero
kaj ne tra la celiloj de la fusiloj.
Kantadu kanton por la amo
kaj ne por la militoj.

Ne diru « venos tago »
sed alportu tiun ĉi tagon
ĉar ĝi estas revo.
Kaj en ĉiuj placoj de la urbo
festadu nur la pacon.

Kaj do kantadu nur kanton por la paco,
ne murmuru preĝpeton.
Estas plibone kanti pacan kanton
per granda krio.

inviata da Nicola Ruggiero - 5/3/2009 - 23:33


Joermungandr dalla mailing list "Dissident" (dissident@speedoflife.darktech.org), 5 novembre 2005:

La "pace" che il macellaio Sharon "offre" oggi ai Palestinesi è la stessa che Hitler offrì alla Gran Bretagna nel 1940, Napoleone alla Prussia nel 1807 e Roma ai Goti nel 377: la pace di Brenno.
Come sia finita in quei casi è ben noto.
Non così ancora nell'ultracinquantennale conflitto di Palestina. Ma una cosa è certa: la "pace" che si mantiene con la sola forza bruta rinfocola l'odio ed è presupposto, domani che i rapporti di potenza siano cambiati, del suo stesso rovesciamento mediante una uguale e simmetrica forza bruta: "Auferre trucidare rapere falsis nominibus imperium, atque ubi solitudinem faciunt, pacem appellant".
C'era un uomo, dieci anni fa, che poteva guidare il suo popolo sulla strada di una pace equa, onorevole e definitiva.
Quell'uomo fu assassinato il 4 novembre 1995, in una piazza gremita che lo acclamava, subito dopo avere cantato una canzone che si chiamava Shir LaShalom, Una Canzone di Pace. Quell'uomo era Yitzhak Rabin.
E questo fu il breve discorso che tenne, alcuni minuti prima di essere ucciso (versione in lingua inglese).

Permit me to say that I am deeply moved. I wish to thank each and every one of you, who have come here today to take a stand against violence and for peace. This government, which I am privileged to head, together with my friend Shimon Peres, decided to give peace a chance, a peace that will solve most of Israel's problems.
I was a military man for 27 years. I fought so long as there was no chance for peace. I believe that there is now a chance for peace, a great chance. We must take advantage of it for the sake of those standing here, and for those who are not here -- and they are many.
I have always believed that the majority of the people want peace and are ready to take risks for peace. In coming here today, you demonstrate, together with many others who did not come, that the people truly desire peace and oppose violence. Violence erodes the basis of Israeli democracy. It must be condemned and isolated. This is not the way of the State of Israel. In a democracy there can be differences, but the final decision will be taken in democratic elections, as the 1992 elections which gave us the mandate to do what we are doing, and to continue on this course.
I want to say that I am proud of the fact that representatives of the countries with whom we are living in peace are present with us here, and will continue to be here: Egypt, Jordan, and Morocco, which opened the
road to peace for us. I want to thank the President of Egypt, the King of Jordan, and the King of Morocco, represented here today, for their partnership with us in our march towards peace.
But, more than anything, in the more than three years of this Government's existence, the Israeli people has proven that it is possible to make peace, that peace opens the door to a better economy and society; that peace is not just a prayer. Peace is first of all in our prayers, but it is also the aspiration of the Jewish people, a genuine aspiration for peace.
There are enemies of peace who are trying to hurt us, in order to torpedo the peace process. I want to say bluntly, that we have found a partner for peace among the Palestinians as well: the PLO, which was an enemy, and has ceased to engage in terrorism. Without partners for peace, there can be no peace. We will demand that they do their part for peace, just as we will do our part for peace, in order to solve the most complicated, prolonged, and emotionally charged aspect of the Israeli-Arab conflict: the Palestinian-Israeli conflict.
This is a course which is fraught with difficulties and pain. For Israel, there is no path that is without pain. But the path of peace is preferable to the path of war. I say this to you as one who was a military man, someone who is today Minister of Defense and sees the pain of the families of the IDF soldiers. For them, for our children, in my
case for our grandchildren, I want this Government to exhaust every opening, every possibility, to promote and achieve a comprehensive peace. Even with Syria, is will be possible to make peace. This rally must send a message to the Israeli people, to the Jewish people around the world, to the many people in the Arab world, and indeed to the entire world, that the Israeli people want peace, support peace. For this, I thank you.

Riccardo Venturi - 5/11/2005 - 14:10


Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org