Lingua   

Comme dans un film

MC Solaar
Lingua: Francese

Questa canzone si può scaricare
Mostra / nascondi dettagli
È disponibile il video di questa canzone
Mostra / nascondi dettagli


Vai al testo
[1995]
Dalla colonna sonora de “La Haine”, il celebre film di Mathieu Kassovitz

Ora vi spiego la genesi di questo contributo.

Nei giorni scorsi ho letto su di un quotidiano nazionale la seguente notiziola, per nulla offerta o tanto meno commentata dai tiggì: “Milano - Quello che è successo una sera di sei mesi fa negli uffici della Polfer lo sanno solo loro, ma tutto accusa due giovani agenti in servizio alla Stazione Centrale di Milano di aver pestato così violentemente lì dentro un inerme alcolizzato vagabondo da spaccargli la milza facendolo morire per un’emorragia interna e di aver poi tentato goffamente di coprire la verità con una relazione di servizio falsa inventandosi una colluttazione per un taglierino con il quale l’uomo li avrebbe minacciati.” Per farla breve (se inserite su google news “barbone milano” vi trovate da soli tutti gli articoli), il 6 settembre 2008, in piazza IV Novembre, accanto alla stazione centrale milanese, due giovani poliziotti (uno di Roma, 27 anni, l’altro di Barletta, 26), forse annoiati dalla routine, decidono di scaldarsi un po’ e se la prendono con Giuseppe Turrisi, un clochard di 58 anni, originario di Agrigento. Se lo portano in centrale, lo massacrano a calci e botte fino a spappolargli la milza, tanto che Giuseppe in ospedale ci arriva già morto. I due assassini in divisa, coperti da colleghi e superiori, scrivono un sacco di palle nel loro rapporto. Ma una telecamera ha registrato la scena del fermo: Giuseppe è ubriaco, barcolla, ma cammina sulle sue gambe... gli assassini se lo portano via... poi Giuseppe, la faccia tumefatta, esce dalla centrale in barella... il rapporto del pronto soccorso parla di ecchimosi al volto, al capo, al torace e al braccio sinistro, infiltrazioni emorragiche alla testa e alle reni, ma soprattutto di una costola che rompendosi ha spaccato la milza…

Londra, aprile 2009 – Nel corso delle manifestazioni contro il summit del G20, ci scappa il morto. Ci raccontano però che si tratta soltanto di un anziano signore, stroncato da un infarto per strada... “Non è successo niente! Circolare, circolare!”. Si chiamava Ian Tomlinson, aveva 47 anni e stava rientrando a casa dopo aver chiuso l’edicola dove lavorava, poco distante da dove è morto. Subito Scotland Yard dice che Ian si è sentito male e che i poliziotti hanno addirittura fatto fatica a soccorrerlo, perché tempestati dal lancio di oggetti da parte dei manifestanti anti-G20... Poi qualcuno racconta che i cordoni della polizia erano strettissimi e feroci, tanto che in molti sono rimasti feriti... Ian forse si è trovato sfortunatamente lì in mezzo e il suo cuore non ha retto... Poi spuntano questo video e questa sequenza fotografica... La polizia aggredisce Ian alle spalle, senza alcun motivo... Vista da un’altra angolazione, la sequenza mostra che Ian, prima della spinta che lo fa cadere, riceve anche un fortissimo colpo di manganello nelle gambe da parte di un bastardo in antisommossa con il volto travisato...

Ora, sono così incazzato che avrei voluto postare una canzone tipo “Cop Killer” di IceT & Body Count, o “Sacrifice de poulets” dei Ministère A.M.E.R., o “L'Etat Assassine” degli Assassin, tutte canzoni che raccontano di quanto sia giusto sparare ad uno di questi bastardi in divisa che ammazzano la gente... ma queste sono le Canzoni Contro la Guerra, e non tutti i poliziotti ammazzano la gente e noi non siamo come quei luridi figli di puttana in divisa che, invece di servire e proteggere, massacrano ed ammazzano...

Per cui ho deciso di postare questa canzone di McSolaar, che pure fa parte della colonna sonora de “L’Odio” di Kassovitz... perché c'est seulement la haine qui guide les fous... [Alessandro]

Comme dans un film de John Woo
Rat-tat-tat-tat-tat ou bien fout du voudou
Une balle dans le corps, l'homme est mort
Les colleurs d'affiches se fichent du fait qu'on le commémore
Pas de balle à blans quand ils tirent sur un Noir
Triste histoire! Un gamin tombe sur le trottoire
Les langues se délient, on dit que c'est une délit
Ils s'en foutent, comme des crottes de nez a New Delhi
J'ai vu la comcubine de l'hémoglobine
Jeter dans l'abîme un mec bien clean, Bing!
Quel est l'animal qui a appris dans le maquis
à tirer des balles qui tuent comme les mecs en kaki?
Si dans le ghetto certain portent une arme,
C'est que c'est plus facile à trouver que du shit a Amsterdam.
D'Honk Kong fou fou, qui fait du kung fu
On voit des mecs fous et tout le monde s'en fout!
Et de la mort ils ne voient qu'un trou,
Comme dans un film de John Woo.

Une balle dans le corps, un homme est bien mort,
Le SS laisse sa gestapo taper fort.
Peut-être est-ce parcequ'on laisse le collabo
L'élite des lâches faire sa tâche comme un boulot.
Attention car le bouc émissaire change
Selon les coutumes selon les lubies, selon l'hemisphère.
Vit ainsi si tu le souhaites soit,
Mais qui vas-tu choisir cette fois, le Serbe ou le Croate?
Dieu est grand si l'on y croit,
J'y ai cru et je crois que l'on croit que je n'y croit pas,
En un mot comme en cent comme en dix
Les fils du complice du vice le nient, mais tout le monde a bien vu
Auchwitz!
Qui a pu créer un tel endoit
Où l'on solde la mort que l'on donne sans le moindre émoi?
Une cité de malheur de haine et de douleur
Où science sans conscience asphixie des mineurs.
Les révisionniste, fils du sophiste, se fixe avec vice, le but etant de
nier ce préjudice.
Le xénophobe englobe notre beau globe
Mystifie la masse pendant que le gogo-baba gobe!
Si c'est un point de détail, mon point est de taille,
Le bétail braille pensant lire mais c'est du braille
Ton slogan personne n'y croit
Quand tu dis tout haut ce que l'on ne pense même pas tout bas.
Et c'est la haine qui guide les fous,
Comme dans un film de John Woo

(inviata da Alessandro)

inserita il 9/4/2009 - 09:57

altre canzoni dello stesso autore
altre canzoni nella stessa lingua
Puntano qui

Gruppi a cui la canzone appartiene
Canzoni che si possono scaricare
Canzoni con video
Non solo Carlo. Vittime della repressione in Italia e nel mondo

Mostra / nascondi la lista delle versioni



Carlo Giuliani era un ragazzo nel fiore degli anni. Hanno dovuto sparargli per fermare il suo legittimo desiderio di opporsi alle celebrazioni dei cardinaux en costume e alle violenze dei loro cani-poliziotto...

Ian Tomlinson era un signore di mezza età, sicuramente gli piaceva bere un buon boccale di birra e chissà per quale grande club calcistico inglese tifava... altrettanto di sicuro i poliziotti non gli erano simpatici... ma lui magari era lì solo per dare un'occhiata ai "casini" e bighellonava con le mani in tasca, ma senza tanta deferenza verso i "tutori dell'ordine"... che l'hanno bastonato e scaraventato a terra senza un motivo...
Le foto di Ian morente, sdraiato a terra, in mezzo ad una selva di poliziotti mi ricordano troppo quelle di Carlo a Genova...

Giuseppe Turrisi era un vagabondo, gli piaceva bere e stare a cazzeggiare con altri derelitti come lui... aveva anche famiglia, Giuseppe... Forse non era gradevole a vedersi, forse puzzava, sicuramente quando era ubriaco, se lo provocavi, piantava su casino... Per questo, solo per questo, due giovani bastardi in divisa, belli in carne, magari palestrati, hanno deciso di passare la sera con Giuseppe, il barbone dimmerda, divertendosi a pestarlo a sangue...

Io non vedo tra queste tre storie molte differenze...
La differenza la fa soltanto, come sempre, il silenzio...

( Alessandro)

inserita il 9/4/2009 - 13:08


Guardian: il video dell'aggressione della polizia inglese al giornalaio morto durante il G20


Dal sito diGennaro Carotenuto

( adriana)

inserita il 9/4/2009 - 16:31


Un signore di mezza età, già. Aveva 47 anni, Ian Tomlinson, edicolante; praticamente la mia età. Un anno in più. Indi per cui, anche io sono un signore di mezza età, oramai. Il quale, un giorno, se non è a una manifestazione (quelle cose per cui, poi, arriva sempre qualcuno che dice: "Ma potevano restarsene a casa"...), può anche andarsene tranquillo per i fatti suoi. Come stanotte, verso le 3 di una delle mie notti normali, senza sonno. Ho finito le sigarette e sono uscito per andare a comprarmele alla macchinetta all'angolo. Ma siccome mi faceva fatica mettermi le scarpe e la macchinetta dista non più di 50 metri, ci sono andato in ciabatte, con le "crocs" blé. Non c'era nessuno.

crocs


Tranne una pattuglia di solerti tutoridellòddine carrabbinèra, la quale pattugliava er territorio perché la SICUREZZA ora è la dea assoluta. I cittadini, alle 3 di notte, dormono tranquilli nelle loro case; sempre che, ovviamente, qualche moderna casa costruita in modo un po' fantasioso non crolli loro sulla testa. I cittadini non vanno, alle 3 di notte, a comprare le sigarette in ciabatte. Tanto è bastato per un'inchiodata, e per un controllo. E menomale che avevo i documenti dietro. Mettiamo caso che non li avessi, che quelli fossero stati in vena di "divertirsi", che mi fossero girate le palle perché oramai la SICUREZZA impone di uscire rigorosamente con le scarpe; ed ecco il cocktail che ne viene fuori. La "sicurezza" è soltanto il controllo totale sul cittadino, sulla persona. La "sicurezza" è il nazismo, è la sua forma aggiornata.

Così non si può voler tornare a casa come Ian Tomlinson (il quale, sembra, non era affatto lì per curiosare ma per tornare a casa, visto che abitava a due passi e i poliziotti inglesi non volevano lasciarlo passare); non si può puzzare alla stazione; e non si può neanche andare a comprare le sigarette in ciabatte. E me l'hanno pure chiesta, la ragione perché Venturi Riccardo, nato a Firenze il 25/09/1963 e professione interprete e traduttore (come risulta dai documenti), a quell'ora tipicamente da sovversivi fosse uscito in ciabatte. E mi è toccato pure risponder loro. "Perché mi faceva fatica mettermi le scarpe". Guardavano. Forse impressionati dall'enormità delle mie crocs, che ci si potrebbe fare lo sci d'acqua. Stavo dicendo loro la verità, ma in cuor mio c'era una vocina incollerita che mi diceva: "Digli che sono crocs-bomba di Al Qaeda! Digli che sono crocs bulgare con il puntale avvelenato! Levatene una e comincia a tirargliela sul muso a 'sti cialtroni!"; per fortuna sono rimasto fermo e "compos mei", nonostante le tre sambuche che mi ero bevuto. "Lei dove àbbbita? Ce li ha i dogumendi?", mi ha chiesto uno dei due, proprio con quell'accento, non è uno stereotipo; e, mentre tiravo fuori il portafoglio dalla giacca (ero in giacca e ciabatte), la solita vocina di prima: "Dove vuole che àbbiti? All'Aquila! Sono scappato dal terremoto in giacca e crocs, cosa crede?" Ma ho spento la vocina, hanno controllato i dogumendi e finalmente si sono levati dai coglioni per andare a proteggere il territorio da pericolosissimi sconosciuti che, la notte, si aggirano in ciabatte.


Così, la prossima volta che finirò le sigarette alle 3 di notte, dovrei mettermi le scarpe e vincere la mia naturale e salvifica pigrizia. Dovrei; ma col cazzo. Vincere la pigrizia per vincerla, invece di mettermi le scarpe, mi levo i calzini. E ci vado scalzo. Magari coi pantaloni arrotolati fino al ginocchio. A costo anche di andarci in mutande, non l'avranno vinta. Il fascismo securitario, ora come ora, credo che bisogni combatterlo anche così.

( Riccardo Venturi)

inserita il 9/4/2009 - 16:41


Attribuzione della pagina

Non esistono canzoni su Ian Tomlinson, e su Giuseppe Turrisi. Per questo metto questa pagina, dove se ne parla nella fondamentale introduzione di Alessandro, nel Percorso sulle vittime della repressione. E' un atto semplicemente doveroso.

( Riccardo Venturi)

inserita il 9/4/2009 - 16:43

Aggiungi...

 Nuova versione o traduzione   Commento   Segnala indirizzo per scaricare la canzone 

Pagina principale CCG
L'archivio Chi siamo Novità Guestbook Links

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org