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Neues Berliner Kommerslied (oder Wir schnupfen und wir spritzen!)

Fritz Von Ostini
Langue: allemand


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Vent'anni dopo
(Anonimo Toscano del XXI secolo)
Oltre il ponte
(Cantacronache)


[1919]
Versi di Fritz von Ostini (1861-1927), editore, scrittore, umorista e poeta tedesco.
Pubblicati nel 1919 sulla rivista letteraria "Jugend", di cui von Ostini fu caporedattore.

Un ormai rarissimo contributo di Bernart Bartleby, per salutare i 20 anni delle CCG/AWS...

Un saluto e un abbraccio a tutti voi, sopravvissuti e non!

Siccome non sono buono a scrivere una Vent'anni dopo, come invece l'Anonimo Toscano del XXI secolo, allora contribuisco questa "allegra" canzoncina risalente al primo dopoguerra tedesco, reperita sul libro di Norman Ohler, "ToSSici. L'arma segreta del Reich. La droga nella Germania nazista", Rizzoli, 2016.

ToSSici


In Germania, durante la Repubblica di Weimar il consumo di cocaina, morfina e oppio si diffuse in ampi strati della popolazione. La droga a buon mercato fece di Berlino in quegli anni la capitale europea dello svago e della droga. I nazionalsocialisti, nella loro fase ascendente, apparentemente bollarono le "fughe chimiche" dei tedeschi come immorali, come uno degli effetti dell'odiosa e corrotta "repubblica degli ebrei". Ma "se sul piano della psicostoria, la Repubblica di Weimar si può considerare una società volta alla rimozione (della sconfitta nella Grande Guerra, ndr), i suoi presunti antagonisti, i nazionalsocialisti, si dimostrarono la punta di diamante di questa stessa tendenza. Odiavano gli stupefacenti perchè volevano diventare loro stessi la nuova droga del popolo."

E infatti...



"Il 31 ottobre 1937, gli stabilimenti Temmler registrarono all'Ufficio brevetti di Berlino la prima metilanfetamina tedesca. Nome commerciale: Pervitin. La nuova versione dei farmaci "rivitalizzanti" si diffuse in maniera capillare nella società dell'epoca. "L'eccitante esplose come una bomba, dilagò come un virus e iniziò ad andare a ruba, diventando ben presto normale quanto bere una tazza di caffè." Lo prendevano studenti e professionisti per combattere lo stress, centraliniste e infermiere per star sveglie durante il turno di notte, chi svolgeva pesanti lavori fisici per superare la fatica; e lo stesso valeva per i membri del partito e delle SS. Nel 1939, grazie a Otto Ranke, fisiologo della Wehrmacht, il farmaco prende piede in ambito militare. Anche Mussolini - il paziente "D" - fu tenuto sotto stretta sorveglianza dai medici nazisti. Testato durante l'invasione della Polonia, viene distribuito ai soldati delle divisioni corazzate di Guderian e Rommel in procinto di attraversare le Ardenne e inventare il Blitzkrieg, quando la velocità dei mezzi e la capacità di resistenza degli uomini diventano un fattore decisivo. Il resto è storia. Perché la Wehrmacht dei primi anni di guerra non era invincibile per la sua superiorità tecnica e tattica e l'"indomito spirito battagliero ariano" dei suoi guerrieri, ma anche per quello che scorreva nelle loro vene. Basato sulle ricerche dell'autore negli archivi tedeschi, che conservano anche le carte del medico personale di Hitler, questo libro è il primo tentativo di indagare il legame tra la struttura del regime nazista e l'uso delle droghe per plasmare e rinforzare la società tedesca. Non ha la pretesa di riscrivere la storia del nazionalsocialismo né tantomeno di sminuire la responsabilità dei nazisti rispetto ai crimini di cui si sono macchiati ma, come scrive Hans Mommsen nella postfazione, cambia il quadro d'insieme. E getta una nuova luce, ancor più sinistra, su uno dei periodi più cupi della storia dell'umanità."
Einst ward uns durch den Alkohol
Das süße Ungeheuer
Zu Zeiten kannibalisch wohl
Doch jetzt kommt das zu teuer
Und wir Berliner greifen drum
Zu Kokain und Morphium
Mag's donnern drauß' und blitzen
Wir schnupfen und wir spritzen

Den Sekt, der so verlockend schäumt,
Genießt nur mehr der Schieber
Und auch den edlen Rheinwein träumt
Ein Andrer nur im Fieber
Das Bier das ist so dünn und leer,
Mit dem bekneipt sich keiner mehr
Drum, wenn uns Sorgen zupfen
Wir spritzen und wir schnupfen

Der Ober bringt im Restaurant
Das Kokadöschen gerne
Dann lebt man ein paar Stunden lang
Auf einem bessren Sterne
Das Morphium wirkt (subkutan)
Gar prompt auf das Zentralorgan
Die Geister zu erhitzen
Wir schnupfen und wir spritzen

Die Mittelchen sind zwar verwehrt
Durch das Gesetz von oben
Doch was man offiziell entbehrt
Wird heutzutag geschoben
So kommt man leicht zur Euphorie
Und wenn uns wie das liebe Vieh
Die bösen Feinde rupfen
Wir spritzen und wir schnupfen

Und spritzt man sich ins Irrenhaus
Und schnupft man sich zu Tode
Du lieber Gott, was macht das aus
In dieser Weltperiode
Ein Narrenhaus ist ohnedies
Europa und ins Paradies
Mag Einer gern heut schnupfen
Durch Spritzen und durch Schnupfen

envoyé par Bernart Bartleby - 20/3/2023 - 20:00




Langue: italien

Traduzione (parziale, manca la seconda strofa) italiana di Chicca Galli, Rachele Salerno, Roberta Zuppet, da "ToSSici" di Norman Ohler.
La traduzione della seconda strofa è stata fatta da Riccardo Venturi il 21 marzo 2023.
NOI SNIFFIAMO E CI BUCHIAMO!

Un tempo l'alcol,
questo dolce mostro,
ogni tanto ci donava un piacere cannibalesco,
ma ora è troppo costoso.
E noi berlinesi ripieghiamo
sulla cocaina e sulla morfina.
Che fuori tuoni pure e lampeggi,
noi sniffiamo e ci buchiamo!

Lo spumante, che schiuma così invitante,
Ora se lo gode solo chi fa mercato nero,
E anche il nobile vino del Reno, se lo sogna
Qualcun altro solo se ha la febbre.
La birra è talmente leggera e sciapa
Che nessuno ci si imbriaca più,
E quindi, quando siamo in preda alle ansie,
Ci facciamo le pere e sniffiamo.

Il cameriere porta volentieri nel ristorante
la bustina di cocaina,
poi si vive per qualche ora
su un pianeta migliore;
la morfina agisce (sotto cute)
rapidamente sull'organo centrale
per infiammare gli spiriti,
noi sniffiamo e ci buchiamo!

I piccoli farmaci sono proibiti
dall'autorità della legge,
ma oggi si spaccia
ciò cui ufficialmente si rinuncia.
Così è facile raggiungere l'euforia
e, se i nemici cattivi
ci spennano come animali,
noi sniffiamo e ci buchiamo!

E se ci si buca fino a finire in manicomio,
e se si sniffa fino a morire,
Oddio, che importa
in questo periodo!
Tanto l'Europa è una gabbia di matti
e oggi può far piacere
intrufolarsi in paradiso
bucandosi e sniffando!

envoyé par B.B. - 20/3/2023 - 20:02




Langue: anglais

Traduzione (sempre parziale) inglese di Shaun Whiteside, da "Blitzed: Drugs in the Third Reich", versione per il mercato anglosassone del libro di Norman Ohler.
WE SNORT AND WE INJECT!

Once, not so very long ago
Sweet alcohol, that beast
Brought warmth and sweetness to our lives,
But then the price increased.
And so cocaine and morphine
Berliners now select
Let lightning flashes rage outside,
We snort and we inject!

[...]

At dinner in the restaurant
The waiter brings the tin
Of coke for us to feast upon
Forget whiskey and gin!
Let drowsy morphine takes its
Subcutaneous effect
Upon our nervous system
We snort and we inject!

These medications aren’t allowed
Of course, they’re quite forbidden
But even such illicit treats
Are very seldom hidden
Euphoria awaits us
And though, as we suspect,
Our foes can’t wait to shoot us down
We snort and we inject!

And if we snort ourselves to death
Or into the asylum
Our days are going downhill fast
How better to beguile 'em?
Europe’s a mad house, anyway
No need for genuflecting
The only way to Paradise
Is snorting and injecting!

envoyé par B.B. - 20/3/2023 - 20:03


Nemmeno a farlo apposta, ho contribuito questa pagina alle ore 20 spaccate...

E ora, torno nell'ombra da cui sono venuto...

PER SEMPRE GIOVANI!

B.B. - 20/3/2023 - 20:14


"Avevamo vent'anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l'altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent'anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l'amore..."

B.B. - 20/3/2023 - 20:18


Carissimo BB, che sempre giovane (o diversamente giovane) dall'ombra vieni e nell'ombra torni!, visto l'argomento di codesto tuo raro contributo per il nostro ventennale ci sarebbe quasi da augurarsi di tornare non nell'ombra, ma nell'ombrèta (de vin, ostia!). Grazie di tutto e per le tue parole: qui, lo sai, è e sarà sempre casa tua, con un abbraccio da tutti. Ne ho approfittato, naturalmente, per tradurre la seconda strofa mancante. Ancora un saluto, e...ci si rivedrà.

Riccardo Venturi - 21/3/2023 - 09:27




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