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War Song

Dorothy Parker
Lingua: Inglese

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[1944]
Versi di Dorothy Parker, pubblicati sul New Yorker nel marzo del 1944.
Musica imbastita nel 1945 da Marc Blitzstein (1905-1964), importante compositore, liricista e librettista americano, e in seguito completata da Leonard J. Lehrman (1949-), compositore originario del Kansas.



“Deliziosamente piccola, spaventosamente miope, mortalmente sarcastica e irreversibilmente alcolizzata, Dorothy Parker (1893-1967) è stata una grande narratrice del Novecento americano, dalla gloriosa e spericolata età del jazz (quando animava il bizzarro circolo di intellettuali che si riuniva all'hotel Algonquin di New York) fino ai turbolenti anni Cinquanta, quando imperversavano la rivolta dei costumi giovanili e la persecuzione politica della commissione McCarthy (anche lei fu indagata per essere stata una simpatizzante del Partito comunista). Fu scrittrice di racconti e poetessa, critico letterario e teatrale, fu anche reporter di guerra (nel '37 si recò in Spagna per raccontare la tragedia della guerra civile), ma resta soprattutto la più grande umorista del suo tempo (e non solo). La vittima preferita del suo spirito mordace?... Se stessa, ovviamente!
Questa poesia, dal titolo “Canto di guerra”, fu scritta per il suo secondo marito, l'attore e sceneggiatore Alan Campbell, quando venne arruolato per combattere nella Seconda Guerra mondiale.” (dal blog Finestra sul tempo perduto)
Soldier, in a curious land
All across a swaying sea,
Take her smile and lift her hand -
Have no guilt of me.

Soldier, when were soldiers true?
If she’s kind and sweet and gay,
Use the wish I send to you -
Lie not lone till day!

Only, for the nights that were,
Soldier, and the dawns that came,
When in sleep you turn to her
Call her by my name.

inviata da Bernart Bartleby - 14/9/2014 - 16:57



Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Andrea Giampietro dal blog Finestra sul tempo perduto
CANTO DI GUERRA

Soldato, in una terra strana
al di là del mare ondeggiante,
cogli il suo sorriso, prendile la mano -
non sentirti in colpa per me.

Soldato, esistono soldati sinceri?
Se lei è dolce, gentile e amabile,
sfrutta l'augurio che ti mando -
sino al mattino non giacere solo.

Soltanto, per le notti che furono,
soldato, e le albe che verranno,
quando nel sonno ti rivolgi a lei
chiamala col mio nome.

inviata da Bernart Bartleby - 14/9/2014 - 16:58



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