Lingua   

Il poeta in gabbia

Michele Gazich
Lingua: Italiano

Guarda il video

Loading...

Ti può interessare anche...

Psichiatria
(Punkreas)
The Day They Set Jim Larkin Free
(Black 47)
I pazzi sono fuori
(Roberto Vecchioni)

prison hands
Dalle galere del mondo
manicomio
I lager dei matti: la guerra dei manicomi

Vai al testo
2008
La nave dei folli
NaveFolli

La canzone è dedicata a Ezra Pound, poeta americano (1885-1972).
Ezra Pound, 26 Maggio 1945
Ezra Pound, 26 Maggio 1945

Il poeta americano Ezra Pound, certamente uno dei massimi poeti del Novecento, dal 24 Maggio al 18 Novembre del 1945, venne internato dal governo americano in un campo di prigionia vicino a Pisa. Le prime tre settimane fu rinchiuso in una gabbia esposta al sole di giorno e alla luce dei riflettori di notte; all’epoca, Pound era già un uomo di sessant’anni.In seguito, dichiarato infermo di mente, fu collocato per dodici anni presso il manicomio criminale Saint Elizabeth, a Washington.Questioni politiche condussero Pound al suo destino e politicamente il poeta è stato spesso strumentalizzato e usato. Organizzazioni neofasciste, di recente e non solo, hanno usato, con tragica ignoranza della sua opera e del suo messaggio, il suo nome.Io voglio ricordare Ezra pound per ciò che egli innanzitutto fu: un mistico, un seguace dell’Amore. Ezra Pound a Pisa, in gabbia, maltrattato e umiliato, aveva la forza di scrivere: What thou lovest well shall be not reft from thee (Quello che sai amare non ti sarà strappato).A trent’anni dalla legge Basaglia, grazie alla quale sono stati chiusi i manicomi, vorrei inoltre ricordare, tramite l’emblematico caso di Pound, tutti coloro, e sono tanti, che sono stati isolati dalla società, incarcerati anche con fantasiosi pretesti e false accuse o semplicemente ritenuti pazzi, perché le loro parole turbavano la cosiddetta normalità imposta dall’alto.

(Parole e musica di Michele Gazich)
Parole: Amsterdam, NY (USA) 26.04.2008 – Nashville , TN (USA) 12.05.2008
Musica: Amsterdam, NY (USA) 26.04.2008

“What thou lovest well shall be not reft from thee”
Ezra Pound

Il Poeta, l’alchimista è in gabbia
Sotto il sole il suo corpo brucia
Ma l’amore non muore nel sole
Sussurra e piange con grilli e fili d’erba
La bocca del Poeta è aperta e canta
Quello che sai amare non ti sarà strappato
Quello che sai amare non ti sarà strappato

Il Poeta, il vecchio è chiuso in gabbia
È Inferno, ma nel suo cuore è Paradiso
Nello sguardo blu scorre la sua vita
Parigi, Venezia, Londra e la Provenza
E la sua bocca urla ancora il canto
Quello che sai amare non ti sarà strappato
Quello che sai amare non ti sarà strappato

Il Poeta, il mago è chiuso in gabbia
La formica ai suoi occhi è un centauro
Chiude gli occhi e il centauro è una lince
Apre gli occhi e la lince è un usignolo
Ed è dolce, antico e nuovo il canto
Quello che sai amare non ti sarà strappato
Quello che sai amare non ti sarà strappato

Il Poeta, il sapiente è in gabbia
La sua mente ruota come i delfini nel mare
Nell’acciaio il Poeta fa fiorire rose
Il Poeta sente respirare le farfalle
È nel vento, è nella terra il canto
Quello che sai amare non ti sarà strappato
Quello che sai amare non ti sarà strappato

Il Poeta, il profeta è in gabbia
Ape solitaria di un alveare distrutto
Parole di miele, parole di sale
Su ferite che non si chiuderanno mai
L’amore canta più forte della morte
Quello che sai amare non ti sarà strappato
Quello che sai amare non ti sarà strappato

inviata da DoNQuijote82 - 25/10/2013 - 11:58


IL POETA IN GABBIA

ezracell2 Le "gabbie" al Disciplinary Training Center of the Mediterranean Theater of Operations campo di prigionia dell' esercito americano presso Pisa.

In una di queste gabbie all' aperto, nel 1945, fu detenuto per settimane sotto l' accusa di tradimento, il poeta statunitense Ezra Pound.


Le gabbie all' aperto di Guantanamo sono diventate il simbolo della politica di violazione della legalità internazionale da parte dell' amministrazione Bush. La gabbia come volontà di umiliare l' avversario, negargli la sua umanità, distruggerne la personalità. La gabbia è anche la compiaciuta arroganza di chi si fa beffe dei diritti umani, l' inosservanza dell' habeas corpus, delle convenzioni e degli accordi internazionali come la convenzione di Ginevra.

Le gabbie di Guantanamo hanno numerosi precedenti nella storia degli Stati Uniti. Un esempio sono le gabbie a Grenada di cui testimonia un articolo di Jonathan Steele sul Guardian (vedi in questo stesso sito la pagina sull' invasione di Grenada), ma le gabbie riprese nella fotografia in testa a questo articolo sono ancora precedenti, più vicine a noi e, forse, più inquietanti: sono le gabbie all' aperto in cui nel 1945 fu detenuto per tre settimane Ezra Pound.

Arrestato per aver appoggiato il regime fascista, il grande poeta venne imprigionato in un campo militare statunitense vicino Pisa, costretto giorno e notte in una gabbia di 1,80 x 1,90 con sbarre su tutti i lati un tetto di lamiera ed il pavimento in cemento, esposta alle intemperie ed illuminata costantemente durante la notte. Il poeta aveva, all' epoca, 60 anni.

Nei pressi di Pisa, oltre al campo di punizione per militari statunitensi, in località Metato (denominato dagli americani PWE 335), vi erano anche il campo di San Rossore ed i campi di concentramento di Coltano. Quest' ultimo era gigantesco, costituito da tre campi in uno : il PWE 336 ed il 337 per prigionieri tedeschi e le formazioni di volontari russi loro alleati, il PWE 337 per i militari della RSI.

Il campo di Coltano vide la reclusione di circa 35.000 ex militari della Repubblica di Salò, in condizioni durissime, e fu affidato, tra il maggio ed il settembre 1945, alla Novantaduesima Divisione Buffalo della V Armata USA.

Due le punizioni per chi si era reso colpevole di trasgredire le regole del campo: “il palo” e la “gabbia”. Il primo consisteva nel legare, per alcuni giorni consecutivi, il prigioniero ad un palo. Esposto alle intemperie, senza acqua né cibo, il condannato vi rimaneva dall’alba al tramonto. La seconda punizione era riservata a chi compiva atti di “grave insubordinazione”. La gabbia era di rete metallica, nel pavimento aveva cementati ciottoli aguzzi e spugnosi. Il condannato, per tutta la durata della punizione poteva tenere con se una coperta, per ripararsi dagli agenti atmosferici e dal sole o per stendersi sui sassi. Il cibo del condannato consisteva in una fetta di pancarrè al giorno. Chiunque si fosse avvicinato ai puniti avrebbe subito la stessa sorte. (Pietro Ciabattini, Coltano 1945 un campo di concentramento dimenticato, Mursia, Milano 1995)

Questo il ricordo del citato Ciabattini relativo “all’incubo” delle punizioni inflitte dagli americani ai prigionieri:

“Potevamo essere legati al palo, esposti ai raggi del sole anche per dieci ore, senza bere ne mangiare, oppure finire nella terribile gabbia o “letto del fachiro” per giorni e giorni. Per andare al palo era sufficiente non alzarsi quando un caporale o un sergente americano entravano in baracca, non rispondere loro rispettosamente anche se provocati, ma era sufficiente anche essere sorpreso seduto in latrina senza che se ne avesse necessità. La gabbia era riservata a chi veniva colto a far cenni alle prigioniere, a cantare inni militari italiani, o per gravi insubordinazioni collettive. Un ragazzo di Montespertoli rimase 3 giorni in gabbia per aver appeso la foto del Duce alla parete della baracca”.

I crimini commessi dai carcerieri in questo campo di prigionia - sui quali ci furono anche indagini piuttosto recenti da parte della magistratura, - spaziano da violenze generalizzate, alle esecuzioni illegali mediante fucilazione, ed alle violazioni sulle norme dei prigioneri di guerra contenute nella Convenzione dell'Aja del 1907.

Tra gli internati vi furono anche personaggi pubblici come gli attori Walter Chiari, Enrico Maria Salerno, Raimondo Vianello, l'olimpionico di podismo Pino Dordoni, il giornalista Enrico Ameri, il regista Luciano Salce, il deputato di AN Mirko Tremaglia, il senatore di AN Giuseppe Turini.

Pound rimase all' aperto, nella gabbia del campo di punizione per tre settimane. Alla fine le sue condizioni erano tali che con urgenza dovette essere ricoverato in infermeria. Le sue condizioni di detenzione migliorarono leggermente e così le su condizioni fisiche. Il poeta potè trascorrere i restanti mesi nel campo di prigionia componendo gli undici Canti pisani (dal 74 all'84) e traducendo Confucio. La detenzione nella gabbia di Coltano provò duramente lo spirito del poeta che successivamente chiamò la sua cella "La gabbia del gorilla"
il prigioniero Ezra

A fine novembre fu trasferito in aereo in America per essere sottoposto a processo. In realtà per l' amministrazione americana Pound era diventato un prigioniero scomodo: per le sue simpatie per il regime fascista e per le sue critiche pubbliche al governo degli Stati Uniti (critiche che aveva espresso in una serie di trasmissioni radio) l' intenzione era di accusarlo per alto tradimento. Tale accusa lo avrebbe probabilmente portato alla pena di morte. Ma l' intervento di varie personalità del mondo culturale e letterario anglosassone ed ancora di più il timore del prolungato clamore che avrebbero potuto suscitare le proteste una volta che fosse stato avviato il processo, fecero cambiare idea ai politici USA. Pound fu così dichiarato infermo di mente e internato nell'ospedale criminale federale di St. Elizabeths di Washington.

Al St. Elizabeths Hospital di Washington continuò a lavorare traducendo opere della letteratura cinese (furono poi pubblicate dalla Harvard University Press nel 1954), e proseguendo nella scrittura dei "Canti". Poeti e letterati andarono a trovarlo, tra essi i vecchi amici Eliot, Cummings, William Carlos Williams, Marianne Moore, e, tra i giovani: Robert Lowell, James Laughlin (che, con "New Directions", fu suo editore), Sheri Martinelli, e molti altri. Trovò anche proseliti per le sue idee sociali e ispirò la pubblicazione di opere rare di Louis Agassiz, Alexander Del Mar, Edward Coke, ecc.

Nel 1948 i Canti pisani ottennero il Premio Bollingen per la poesia della Library of Congress provocando non poche polemiche visto che Pound era nel contempo ospite involontario del governo americano in un manicomio criminale. Della giuria facevano parte T.S. Eliot e W.H. Auden, che in questo modo pensavano di attirare l'attenzione sulla pietosa situazione del non più giovane poeta. Ma la polemica finì più per nuocere che giovare e per molti anni del caso Pound non si parlò più. Verso metà degli anni 50 varie personalità appartenenti al mondo della letteratura inglese diedero luogo ad una campagna di opinione per ottenere la liberazione del poeta, tra di essi molto attivo era il poeta Robert Frost, anch' egli vecchio amico di Pound ed anzi, come molti dei nomi sopra citati, beneficiato da Pound che in gioventù lo aveva aiutato a pubblicare i suoi lavori. Nel 1958 dopo 13 anni di internamento in manicomio, Pound fu rilasciato. Il 30 giugno di quello stesso anno Pound si imbarcò per l' Italia ove si ritirò a vivere tra Rapallo e Venezia assieme alla sua compagna Olga Rudge, violinista americana, che nel 1925 gli aveva dato la figlia Mary.

Morì a Venezia il 1° novembre 1972. E' sepolto nel cimitero dell'isola di San Michele, con accanto Olga Rudge, compagna di una vita e che gli sopravvisse per parecchi anni.

Il principale atto di accusa contro Pound furono le trasmissioni radiofoniche (circa 120) che il poeta tenne dalla radio italiana durante la guerra tra il 1941 ed il 1943,in lingua inglese, per il pubblico inglese ed americano. Più che propaganda di guerra le trasmissioni erano delle esortazioni al pubblico americano perchè si rendesse conto delle vere ragioni della guerra:

"To send boys from Omaha to Singapore to die for British monopoly and brutality is not the act of an American patriot...This war did not begin in 1939. It is not a unique result of the infamous Versailles Treaty. It is impossible to understand it without knowing at least a few precedent historic events, which mark the cycle of combat...This war is part of the age-old struggle between the usurer and the rest of mankind: between the usurer and peasant, the usurer and producer, and finally between the usurer and the merchant, between usurocracy and the mercantilist system ...The present war dates at least from the founding of the Bank of England at the end of the 17th century, 1694....The nomadic parasites will shift out of London and into Manhattan. And this will be presented under a camouflage of national slogans. It will be represented as an American victory. It will not be an American victory...Gold. Nothing else uniting the three governments, England, Russia, United States of America. That is the interest gold, usury, debt, monopoly, class interest, and possibly gross indifference and contempt for humanity"

"Non è un atto da patriota Americano mandare ragazzi da Omaha (cittadina al centro degli USA - NdT) a Singapore a morire per il monopolio e la brutalità inglesi... Questa guerra non ha avuto inizio nel 1939. Non è il risultato del nefando trattato di Versailles. E' impossibile capire questo senza conoscere almeno alcuni dei precedenti storici che marcano una lunga serie di scontri... Questa guerra è un episodio della antica lotta tra l' usuraio ed il resto dell' umanità tra l' usuraio ed il contadino, tra l' usuraio ed il produttore ed anche tra l' usuraio ed il mercante, tra il sistema dell' usurocrazia ed il sistema mercantile.... La presente lotta risale per lo meno fino all' epoca della fondazione della Banca d' Inghilterra nel 1694.... I parassiti erranti si sposteranno da Londra per giungere a Manhattan. La cosa sarà presentata adoperando il camuffamento di slogans nazionalistici; sarà presentata come una vittoria americana, ma non sarà una vittoria americana... L' oro nient' altro unisce i tre governi Inghilterra, Russia, Stati Uniti. Questo è il motivo: oro, usura, debito, monopolio, interesse di classe ed una grande indifferenza e disprezzo per l' umanità"

Imperdonabile... ed infatti ancora oggi non vi è perdono per Pound

nonsolobush.it

dq82 - 25/10/2013 - 12:05


Un grazie a Michele Gazich per averci fornito il testo corretto e l'introduzione

donquijote82 - 25/10/2013 - 21:02


confronta con l'originale

Lingua: Inglese

Traduzione inglese a cura di Mark Olson
Ricevuta da Michele Gazich, dalle note interne del CD

Poet in the cage
“ What thou lovest well shall be not reft from thee”
Ezra Pound

The Poet, the alchemist is in the cage
Under the sun his body burns
But love doesn’t die in the sun
It whispers and cries with crickets and leaves of grass
The Poet’s mouth is open and sings
What thou lovest well shall be not reft from thee
What thou lovest well shall be not reft from thee

The Poet, the old man is a prisoner in the cage
It’s hell, but in his heart it’s Paradise
In the blue eyes flows his life
Paris, Venezia, London and the Provence
And his mouth still howls the song
What thou lovest well shall be not reft from thee
What thou lovest well shall be not reft from thee

The Poet, the magician is a prisoner in the cage
The ant is a centaur at his eyes
He closes his eyes and the centaur is a lynx
He opens his eyes and the lynx is a nightingale
And it’s sweet, old and new the song
What thou lovest well shall be not reft from thee
What thou lovest well shall be not reft from thee

The Poet, the wise man is in the cage
His mind is turning like the dolphins in the sea
In the steel the Poet makes roses bloom
The Poet hears the butterflies gasp
It’s in the wind, it’s in the ground the song
What thou lovest well shall be not reft from thee
What thou lovest well shall be not reft from thee

The Poet, the prophet is in the cage
Lonely bee from a broken beehive
Honey words, salty words
Over wounds that will never heal
Love sings louder than death
What thou lovest well shall be not reft from thee
What thou lovest well shall be not reft from thee

inviata da dq82 - 29/10/2013 - 11:40


Grazie ancora da parte di krzyś

krzyś - 27/2/2014 - 01:22

Aggiungi...

 Nuova versione o traduzione   Commento   Segnala indirizzo per scaricare la canzone 

Pagina principale CCG
L'archivio Chi siamo Novità Guestbook Links

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org