Patria de mi ternura y mis dolores,
Patria de amor de primavera y agua,
hoy sangran tus banderas tricolores
sobre las alambradas de Pisagua.
Pero saldrás al aire a la alegría
saldrás del duelo de estas agonías
y de esta sumergida primavera,
libre en la dignidad de tu derecho
y cantará en la luz y a pleno pecho
tu dulce voz ¡oh! Patria prisionera.
Existes, Patria, sobre los temores
y arde tu corazón de fuego y fragua,
hoy entre carceleros y traidores,
ayer entre los muros de Rancagua.
Pero saldrás al aire a la alegría
saldrás del duelo de estas agonías
y de esta sumergida primavera,
libre en la dignidad de tu derecho
y cantará en la luz y a pleno pecho
tu dulce voz ¡oh! Patria prisionera.
inviata da Riccardo Venturi - 13/8/2006 - 09:04
LA PATRIA PRIGIONIERA
Patria della mia tenerezza e dei miei dolori,
Patria di amore, di primavera e d’acqua,
oggi sanguinano le tue bandiere tricolori [*]
sui recinti in filo spinato di Pisagua.
Però uscirai all’aria, all’allegria,
uscirai dalla pena di queste agonie
e da questa sommersa primavera [**]
libera nella dignità del tuo diritto
e canterà nella luce a pieno petto
la tua dolce voce, o Patria prigioniera.
Esisti, Patria, al di là dei timori
e arde il tuo cuore di fuoco e fucina,
oggi tra carcerieri e traditori,
ieri tra le muraglie di Rancagua.
Però uscirai all’aria, all’allegria,
uscirai dalla pena di queste agonie
e da questa sommersa primavera [**]
libera nella dignità del tuo diritto
e canterà nella luce a pieno petto
la tua dolce voce, o Patria prigioniera.
[*] La bandiera cilena consta di tre colori, il rosso, il bianco e il blu.
[**] L’11 settembre, nell’emisfero sud, appartiene (quasi) alla primavera (in realtà è uno degli ultimi giorni dell’inverno).
13/8/2006 - 09:43
Dall'album "Volume 6"
Da una poesia di Pablo Neruda
Musica di Sergio Ortega
Sicuramente una delle più famose canzoni degli Inti-Illimani, basata su una poesia di Pablo Neruda scritta al tempo della dittatura di Gabriel González Videla (anni '50), e adattata forzatamente alla realtà successiva al golpe fascista di Pinochet dell'11 settembre 1973.
Nel testo della canzone sono nominate due località, Pisagua e Rancagua, che hanno fatto la storia della più dura repressione e della guerra in Cile.
All'interno dell'Intendenza si trovava la cosiddetta Fiscalia, dove agivano i "Consigli di guerra" (Consejos de Guerra). Qui un altro famigerato torturatore, il tenente Medina, si divideva tra l'attività di consigliere militare e quella di boia, ben sostenuto dal comandante dei "Consigli di guerra", il tenente colonnello Cristián Ackerner San Martín. Una volta condannati, i prigionieri venivano inviati di nuovo al carcere di Rancagua per scontare la pena. Ma anche quando non erano condannati, spesso venivano tenuti in carcere. A chi invece usciva, la Gendarmeria consegnava un "Certificato di reclusione". Molti dei detenuti, una volta rilasciati, venivano prelevati e inviati in confino in diverse località del paese.