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J’ai faim‎

Eugène Pottier


Lingua: Francese


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(Eugène Pottier)


‎[1848]‎
Versi di Eugène Pottier, da i suoi “Chants révolutionnaires” (prima edizione, 1887; seconda ‎edizione accresciuta, 1908)‎
Ignoro su quale melodia fosse intonata.‎
Con dedica “ Au citoyen Fauvert” (ignoro di chi si tratti)‎

chants revolutionnaires

“Et dans ce livre, que l’amicale initiative de son collègue de la Commune de Paris, le citoyen ‎Goupil, est parvenue à répandre et à populariser, le barde vigoureux, le militant sans peur ni ‎reproche que fut Pottier, dresse ses protestations hardies contre la Trinité criminelle qui constitue la ‎plus formidable oppression dont les êtres humains aient eu à souffrir : la Religion, le Militarisme et ‎la Propriété individuelle !”
Dalla prefazione alla seconda edizione dei ‎‎Chants révolutionnaires, 1908, a ‎firma dei deputati Jean Allemane (cui Jean-Baptiste Clément dedicò la sua Le capitaine “Au mur”‎), ‎‎Édouard Vaillant (1840-1915), entrambi ‎‎“comunardi”, e Jean Jaurès (1859-1914), ‎socialista, pacifista, assassinato da un fanatico nazionalista (si veda Jaurès di Jacques Brel).‎


chantsrev Eugène Pottier fu frequentatore di circoli rivoluzionari repubblicani già dal 1832 per poi approdare a quelli socialisti e fourieristi nel 1848, anno in cui partecipò alle rivoluzioni di gennaio e giugno: fu in questo periodo, frequentando anche i locali dove venivano declamate poesie e canzoni, che inizia a comporre canti di propaganda a sfondo politico-sociale stampati e diffusi su fogli volanti.

Tra i tanti testi è degno di nota quel “Propaganda delle canzoni” che rappresentava, all’epoca, il suo manifesto politico: In tempo di pace, l’esercito è una morsa / Nelle mani di chi governa, / Per serrare la gogna al collo / Del popolo senza giberne. / ... Aderì all’Internazionale e nel 1870 organizzò una Camera del lavoro con 500 membri aderenti anch’essi all’Internazionale, fu uno strenuo antimilitarista, oltre che pacifista; partecipò attivamente alla Comune di Parigi nel marzo 1871 ed alla sua caduta venne ricercato e condannato a morte in contumacia ma riuscì ad espatriare rifugiandosi prima in Belgio e poi a Londra e negli Stati Uniti dove soggiornò poi sette anni continuando il suo impegno sociale.
Rientrò in Francia nel 1880, in seguito all’amnistia. La raccolta “Chants rèvolutionnaires" fu pubblicato per la prima volta solo nel 1887, stampato in 1.500 copie qualche mese prima della scomparsa dell’autore. “Muore il 6 novembre 1887. Seimila persone seguono, il giorno dopo, il suo funerale (tra gli oratori, per gli anarchici, Luisa Michel), la polizia interviene perchè non sopporta la bandiera rossa dietro al feretro ma dovette cedere, di fronte alla protesta di quei vecchi cospiratori ex galeotti, ex garibaldini, poeti e ribelli, che conducevano al finale riposo la salma di tanto battagliero militante”

Caserne et forêt - Défends-toi, Paris !‎ - Don Quichotte - Elle n'est pas morte! - En avant la classe ouvrière - Guillaume et Paris - J’ai faim‎ - Jean Misère - L’anthropophage - L’auge - L'abolition de la peine de mort - L'insurgé - L'Internationale - La grève - La grève des femmes - La guerre - La mort d'un globe - Le pressoir - La Terreur Blanche - Laissez faire, laissez passer! - Le chômage - Le défilé de l'Empire - Le grand Krack - Le Moblot - Les classes dirigeantes - Leur bon Dieu - Madeleine et Marie‎ - N’en faut plus‎ - Propagande des chansons - Quand viendra-t-elle ?‎ - Tu ne sais donc rien ?‎


J’ai faim ! j’ai faim ! dit le corps,
Je n’ai pas le nécessaire ;
Le ver ronge moins les morts
Que les vivants, la misère.
Quand donc aurais-je du pain ?
J’ai faim, dit le corps, j’ai faim !

J’ai faim ! j’ai faim ! dit l’esprit,
Je ne vais pas à l’école ;
En vain la nature écrit,
On croit l’erreur sur parole.
Quand donc aurai-je du pain ?
J’ai faim, dit l’esprit, j’ai faim !

J’ai faim ! j’ai faim ! dit le cœur,
Et je n’ai pas de famille ;
Mon fils est un escroqueur
Et ma fille est une fille.
Quand donc aurai-je du pain ?
J’ai faim, dit le cœur, j’ai faim !‎

J’ai faim ! j’ai faim ! dit le tout.
Faim d’amour et de justice ;
Sème ton grain, que partout
La triple moisson jaunisse.
Alors l’homme aura du pain,
Nature n’aura plus faim !‎

inviata da Dead End - 22/1/2013 - 11:27



Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
13 marzo 2013
HO FAME

Ho fame! Ho fame!, dice il corpo,
Mi manca il necessario ;
Quel verme rode di meno i morti
che i vivi, la miseria.
Quando dunque avrò pane?
Ho fame, dice il corpo. Ho fame!

Ho fame! Ho fame!, dice la mente,
Io non vado a scuola;
Invano scrive la natura,
si crede all'errore sulla parola.
Quando dunque avrò pane?
Ho fame, dice la mente. Ho fame!

Ho fame! Ho fame!, dice il cuore,
e non ho una famiglia ;
mio figlio è un delinquente
e mia figlia una puttana.
Quando dunque avrò pane?
Ho fame, dice il cuore. Ho fame!

Ho fame! Ho fame!, dice tutto.
Fame d'amore e di giustizia ;
Semina il tuo seme, perché ovunque
tre volte imbiondiscano le messi.
E allora l'uomo avrà pane,
e la natura non avrà più fame!

13/3/2013 - 10:18


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