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Adagio en mi país

Alfredo Zitarrosa
Lingua: Spagnolo

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[1972]
Letra y música: Alfredo Zitarrosa
Parole e musica di Alfredo Zitarrosa

zitadagioEn 1972 la situación es insostenible en toda América Latina, asolada por las exigencias de los grupos de poder económico que siembran el hambre y la miseria en los pueblos y desencadenan el asalto al poder político de la mano de los militares, transformados en verdugos de sus propios compatriotas e instalan, a través del terrorismo de estado, regímenes dictatoriales que imponen la persecución y destrucción física de aquéllos que se oponen a sus designios, en un plan coordinado desde los más altos niveles del poder hegemónico transnacional.
En ese marco, Alfredo Zitarrosa escribe su canción Adagio en mi país, donde expresa su visión de la situación social imperante, su oposición a toda forma de represión de las ideas y su esperanza en la resistencia popular. La termina de componer y la graba en el invierno de 1973, en Buenos Aires, Argentina, y la publica en el disco que lleva el nombre del tema, en Montevideo, Uruguay, poco después.

Nel 1972 la situazione era insostenibile in tutta l’America Latina, prosciugata dalle esigenze dei gruppi detentori del potere economico, che seminano fame e miseria nei popoli e scatenano l’assalto al potere politico da parte dei militari, trasformati in boia dei loro stessi compatrioti e insediano, attraverso il terrorismo di stato, regimi dittatoriali che perseguitano e distruggono fisicamente tutti coloro che si oppongono ai loro disegni, in un piano coordinato dai più alti livelli del potere egemonico transnazionale.
In questo contesto, Alfredo Zitarrosa scrive la sua canzone “Adagio nel mio paese” nella quale esprime la sua visione della situazione sociale, la sua opposizione ad ogni forma di repressione delle idee e la sua speranza nella resistenza popolare. La compone e la incide nell’inverno del 1973, a Buenos Aires, Argentina, e la pubblica poco dopo nel disco che porta lo stesso nome, a Montevideo, Uruguay.

En mi país, qué tristeza,
la pobreza y el rencor.
Dice mi padre que ya llegará
desde el fondo del tiempo otro tiempo
y me dice que el sol brillará
sobre un pueblo que él sueña
labrando su verde solar.
En mi país, qué tristeza,
la pobreza y el rencor.

Tú no pediste la guerra,
madre tierra, yo lo sé.
Dice mi padre que un solo traidor
puede con mil valientes;
él siente que el pueblo en su inmenso dolor
hoy se niega a beber en la fuente
clara del honor.
Tú no pediste la guerra,
madre tierra, yo lo sé.

En mi país somos duros,
el futuro lo dirá.
Canta mi pueblo una canción de paz.
Detrás de cada puerta
está alerta mi pueblo,
y ya nadie podrá
silenciar su canción
y mañana también cantará.
En mi país somos duros,
el futuro lo dirá.

En mi país, qué tibieza
cuando empieza a amanecer.
Dice mi pueblo que puede leer
en su mano de obrero el destino
y que no hay adivino ni rey
que le pueda marcar el camino
que va a recorrer.
En mi país, qué tibieza
cuando empieza a amanecer.

En mi país somos miles y miles
de lágrimas y de fusiles,
un puño y un canto vibrante,
una llama encendida, un gigante
que grita: ¡Adelante... adelante...!

En mi país brillará,
yo lo sé,
el sol del pueblo arderá
nuevamente, alumbrando mi tierra.

inviata da Osvaldo Butorovich - 27/5/2006 - 07:12


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Lingua: Italiano

Versione italiana di Maria Cristina Costantini

ADAGIO NEL MIO PAESE

Nel mio paese, che tristezza
la povertà e il rancore.
Dice mio padre che verrà
dalle profondità del tempo un altro tempo
e mi dice che il sole splenderà
su un popolo che lui sogna
a lavorare le sue verdi terre.
Nel mio paese, che tristezza
la povertà e il rancore.

Tu non hai voluto la guerra,
madre terra, io lo so.
Dice mio padre che un solo traditore
sconfigge mille valorosi;
gli dispiace che il popolo nel suo immenso dolore
si rifiuti di bere alla fonte
chiara dell’onore.
Tu non hai voluto la guerra,
madre terra, io lo so.

Nel mio paese siamo duri,
il futuro lo dirà.
Canta il mio popolo una canzone di pace.
Dietro ogni porta
veglia il mio popolo
e nessuno potrà
far tacere la sua canzone
e domani ancora canterà.
Nel mio paese siamo duri,
il futuro lo dirà.

Nel mio paese, che tepore
quando spunta il giorno.
Dice il mio popolo che può leggere
nelle mani operaie il proprio destino
e che non c’è indovino o re
che possa tracciare il cammino
che percorrerà.
Nel mio paese, che tepore
quando spunta il giorno.

Nel mio paese siamo migliaia e migliaia
di lacrime e fucili,
un pugno e un canto vibrante,
una fiamma accesa, un gigante
che grida: Avanti! Avanti!

Nel mio paese splenderà,
io lo so,
il sole del popolo arderà
nuovamente, illuminando la mia terra.

inviata da Maria Cristina - 10/9/2007 - 14:41


I came here because Google send me. I was interested in this beautiful and sad song and I want to read their lyrics. I'm a big fan of Zitarrosa, his songs and his poetry.
But I have to say I strongly disagree that this is a song "against the war", in fact, if you read the lyrics properly, this is a song of war, calling for it, even if their country don't ask for it! ("Tu no pedistes la guerra, Madre Tierra, yo lo se ...").
Also, I have to say that the explanation of the reasons, the "meaning" of the song is, I don't want to say completely innacurate, but certainly biased.
South America on those days wasn't a model of democracy or social equality, but the revolutionary movement that happened in Uruguay, Brasil, Argentina, Chile and other countries didn't came from common or poor people as the explanation suggests; it came from University students and other young people with radically (left wing) ideas, with (more or less) some Cuban support, in a world in turmoil (The Lennon's lyrics of "Revolution" is a good example of what happened on the young people minds of these days).
I don't want to judge them, I even share some of their ideals! But the true is that they choose violence as their method to try to conquer the changes they want.
Zitarrosa and others like Rafael Viglietti (more radical than A.Z.) were their "poets" and "singers", like it also happened, for instance, during their Spanish Civil War after the II WW (remember Garcia Lorca, Machado, Alberti or Miguel Hernandez).
So, again, this is not a song of peace or against the war. Is more a song of revolution and, yes, a song calling for war.

JJ McMahon - 7/5/2014 - 17:19

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