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The Ballad of Nick & Bart [Here's To You]

Joan Baez
Lingua: Inglese

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Sacco e Vanzetti
Sacco e Vanzetti

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svz[1972]
Lyrics by Joan Baez
Testo di Joan Baez

Music by Ennio Morricone
Musica di Ennio Morricone

Il più breve componimento musicale sulla vicenda di Sacco e Vanzetti è senz'altro anche il più famoso, l' "Here's to you, Nicola and Bart" che tutti, almeno della mia generazione che ha visto il film di Montaldo, conoscono. Una piccola strofa (basata su alcune frasi pronunciate dai due anarchici durante il processo) che ha fatto veramente il giro del mondo divenendo uno dei simboli della vicenda dei due anarchici italiani.

The shortest musical piece on Sacco and Vanzetti's story is no doubt the best known one, too, the “Here's to you Nicola and Bart” everyone in my generation knows by Giuliano Montaldo's motion picture. A short verse (based on words said by the two anarchists on their trial) that really made the tour of the world and became a symbol of the two Italian anarchists' life and death.

Sans doute, la plus brève composition musicale sur l'histoire de Sacco et Vanzetti est également la plus connue, le “Here's to you Nicola and Bart” que ma génération entière connaît par le film de Giuliano Montaldo. Un petit couplet (basé sur des phrases prononcées par Sacco et Vanzetti durant le procès) qui a vraiment fait le tour du monde en devenant un symbole de la vie et de la mort des deux anarchistes italiens. [RV]

Here's to you Nicola and Bart
Rest forever here in our hearts
The last and final moment is yours
That agony is your triumph!

inviata da Riccardo Venturi - 6/1/2006 - 11:39


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Lingua: Italiano

Versione italiana da:
questa pagina

VI RENDO OMAGGIO

Vi rendo omaggio Nicola e Bart
Per sempre restino qui nei nostri cuori
Il vostro estremo e finale momento
Quell'agonia è il vostro trionfo!

inviata da Riccardo Venturi - 6/1/2006 - 11:40


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Lingua: Italiano

Versione italiana di Lorenzo Forini

Questo è per voi Nicola e Bart
Riposate per sempre qui nei nostri cuori
Il momento ultimo e finale è vostro
Quell'agonia è il vostro trionfo!

inviata da Lorenzo Forini - 29/5/2009 - 16:56


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Lingua: Italiano

Ho visto un film - Gianni Morandi



Negli anni '70 Gianni Morandi, nella vague delle canzoni di protesta di quel periodo, divenne per breve tempo anch'egli un “cantautore impegnato”: l'esempio classico è la celeberrima C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones. Uno degli autori di quella canzone, Franco Migliacci, lo ritroviamo anche in questa canzone direttamente derivata da “Here's to You” e con precisi riferimenti al film di Giuliano Montaldo. Si può forse sorridere, adesso, del Morandi “protestatario”, ma una canzone come questa (affidata comunque a uno dei più popolari cantanti italiani), è un indice ben preciso dell'impressione suscitata dal film sulla vicenda di Sacco e Vanzetti. In un'epoca in cui il cinema italiano si è ridotto pressoché totalmente a stupidi film “intimisti”, ben venga anche Morandi che canta di Sacco e Vanzetti. [RV]

HO VISTO UN FILM
di Migliacci-Miti-Morricone-Baez

Tu vivi, cammini, lavori,
guardi, parti, canti
poi viene qualcuno
e ti lega le mani e i piedi
e ti chiude la bocca
e ti chiude gli occhi

Ho visto un film Nicola e Bart
la vita di Nicola e Bart
la morte di Nicola e Bart
amo voi Nicola e Bart.

Se morir vuol dire amare
se morir vuol dire lottar
la vostra morte la regaliam
all'uomo che uomo non è.

Queste mani per lavorar
questi occhi per guardar
questi piedi per camminar
questa bocca per cantar.

Canto a voi Nicola e Bart
per chi odia la schiavitù
per chi ama la verità
canto forte libertà.

Con le mani non supplicherò
con i miei occhi non piangerò
con i piedi non fuggirò
con la bocca canterò.

Canto a voi Nicola e Bart
per chi odia la schiavitù
per chi ama la verità
canto forte libertà.

Non più due Nicola e Bart
tutti siam Nicola e Bart
tutto il mondo è Nicola e Bart
su cantiamo libertà.

Non più due Nicola e Bart
tutti siam Nicola e Bart
tutto il mondo è Nicola e Bart
su cantiamo libertà

Non più due Nicola e Bart
tutti siam Nicola e Bart
tutto il mondo è Nicola e Bart
su cantiamo libertà.

inviata da DonQuijote82 - 18/2/2011 - 18:21


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Lingue: Italiano, Inglese

La versione di "Ho visto un film" cantata da Emma e Modà cantata a San Remo



La versione incorpora anche il testo originale inglese di Joan Baez.

HO VISTO UN FILM

Tu vivi, cammini, lavori, guardi, parti, canti
poi viene qualcuno
e ti lega le mani e i piedi
e ti chiude la bocca
e ti chiude gli occhi

Here's to you Nicola and Bart
Rest forever here in our hearts
The last and final moment is yours
That agony is your triumph!

Canto a voi Nicola e Bart
per chi odia la schiavitù
per chi ama la verità
canto forte libertà

Queste mani per lavorar
questi occhi per guardar
questi piedi per camminar
questa bocca per cantar

Here's to you Nicola and Bart
Rest forever here in our hearts
The last and final moment is yours
That agony is your triumph!

Con le mani non supplicherò
con i miei occhi non piangerò
con i piedi non fuggirò
con la bocca canterò.

Here's to you Nicola and Bart
Rest forever here in our hearts
The last and final moment is yours
That agony is your triumph!

Here's to you Nicola and Bart
Rest forever here in our hearts
The last and final moment is yours
That agony is your triumph!

inviata da DonQuijote82 - 18/2/2011 - 18:25


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Lingua: Portoghese

Versione portoghese di Ho visto un film di Gianni Morandi
da L'Italia in Brasile

EU VI UN FILME

Tu vives,
caminhas, trabalhas,
olhas, falas,
cantas.

Aí vem alguém
e te amarra as mãos e os pés
e te fecha a boca
e te fecha os olhos.

Eu vi um filme, "Nicola and Bart",
a vida de "Nicola and Bart",
a morte de "Nicola and Bart".
Amo vocês, "Nicola and Bart".

Se morrer quer dizer amar,
se morrer quer dizer lutar,
a morte de vocês vamos dar de presente
para o homem que homem não é.

Estas mãos para trabalhar,
estes olhos são para olhar,
estes pés para caminhar,
esta boca para cantar.

Canto para vocês, "Nicola and Bart",
para quem odeia a escravidão,
para quem ama a verdade
canto forte "Liberdade".

Com as mão não suplicarei,
com os meus olhos não chorarei,
com os pés não fugirei,
com a boca cantarei.

Canto para vocês, "Nicola and Bart",
para quem odeia a escravidão,
para quem ama a verdade
canto forte "Liberdade".

Não mais dois "Nicola and Bart",
todos somos "Nicola and Bart",
todo o mundo é "Nicola and Bart".
Vai, cantemos "Liberdade".

Não mais dois "Nicola and Bart",
todos somos "Nicola and Bart",
todo o mundo é "Nicola and Bart".
Vai, cantemos "Liberdade".

Não mais dois "Nicola and Bart",
todos somos "Nicola and Bart",
todo o mundo é "Nicola and Bart".
Vai, cantemos "Liberdade".

inviata da DoNQuijote82 - 1/2/2012 - 14:16


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Lingue: Inglese, Francese, Tedesco

La "Versione Multilingue" di "Here's To You" di Daliah Lavi (1972)
The Multilingual Version of "Here's to You" by Daliah Lavi (1972)



La versione multilingue dell'artista israeliana Daliah Lavi risale al 1972. Nel testo vengono cantate (due volte per ciascuna) la strofa originale inglese di Joan Baez, la versione francese, di Georges Moustaki, del 1973 (intitolata "Marche de Nicolas et Bart", ed eseguita dall'autore anche autonomamente), e, per ultima, una versione in lingua tedesca.

The multilingual version by the Israeli artist Daliah Lavi was composed in 1972. The lyrics include (each sung twice) the original English verse by Joan Baez, the French lyrics written by Georges Moustaki (“Marche de Nicolas et Bart”, 1973, also performed independently by the author) and a German translation.

HERE'S TO YOU
MARCHE DE SACCO ET VANZETTI ; SACCO UND VANZETTI

Here's to Nicola and Bart
Rest for ever live in our hearts
The last and final movements is yours
And agony ist your triumph.

Here's to Nicola and Bart
Rest for ever live in our hearts
The last and final movements is yours
And agony ist your triumph.

Maintenant Nicolas et Bart
Vous dormez au fond de nos cœurs
Vous étiez tout seuls dans la mort
Mais par elle vous vaincrez.

Maintenant Nicolas et Bart
Vous dormez au fond de nos cœurs
Vous étiez tout seuls dans la mort
Mais par elle vous vaincrez.

Was auch kommt, Nicola und Bart,
Ihr habt euch in uns aufbewahrt!
Euren Tod, den sterben wir mit
Und wir siegen Schritt für Schritt.

Was auch kommt, Nicola und Bart,
Ihr habt euch in uns aufbewahrt!
Euren Tod, den sterben wir mit
Und wir siegen Schritt für Schritt.

inviata da Riccardo Venturi - 6/1/2006 - 12:16


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Lingue: Greco moderno, Inglese, Italiano, Francese

La versione multilingue (a base greca) di Kyriakos Iliadis
Greek-based multilingual version by Kyriakos Iliadis




La versione multilingue di Kyriakos Iliadis si basa: a) Sulla traduzione di Robert Williams per la parte greca; b) Sulla strofa originale inglese di Joan Baez; c) Su Ho visto un film di Gianni Morandi per la parte italiana (testo di Franco Migliacci); d) Sulla Marche de Sacco et Vanzetti di Georges Moustaki per la parte francese.

The multilingual version by Kyriakos Iliadis is based on: a) Robert William's translation for the Greek verses; b) Joan Baez's original English verse; c) Ho visto un film by Gianni Morandi for the Italian part (lyrics by Franco Migliacci); Georges Moustaki's Marche de Sacco et Vanzetti for the French part. [RV]

HERE'S TO YOU

Ευχές για σας Νικόλα και Μπαρτ
Μια προσευχή θα μείνει σε μας
Κι η αγωνία σας θα γίνει γιορτή
Γιορτή για θύμηση παντοτινή

Ευχές για σας Νικόλα και Μπαρτ
Λαός ολόκληρος πιστεύει σε σας
Κι η αγωνία σας θα γίνει γιορτή
Γιορτή για θύμηση παντοτινή

Here's to you, Nicola and Bart
Rest forever here in our hearts
The last and final moment is yours
That agony is your triumph

Canto a voi Nicola e Bart
per chi odia la schiavitù
per chi ama la verità
canto forte libertà.

Queste mani per lavorar
questi occhi per guardar
questi piedi per camminar
e questa bocca per cantar.

Maintenant Nicola et Bart
vous dormez au fond de nos cœurs
vous étiez tout seuls dans la mort
mais par elle vous vaincrez.

Con le mani non supplicherò
con i miei occhi non piangerò
e con i piedi non fuggirò
con la bocca canterò.

Here's to you, Nicola and Bart
Rest forever here in our hearts
The last and final moment is yours
That agony is your triumph.

Maintenant Nicola et Bart
vous dormez au fond de nos cœurs
vous étiez tout seuls dans la mort
mais par elle vous vaincrez.

Ευχές για σας Νικόλα και Μπαρτ
Μια προσευχή θα μείνει σε μας
Κι η αγωνία σας θα γίνει γιορτή
Γιορτή για θύμηση παντοτινή

Ευχές για σας Νικόλα και Μπαρτ
Λαός ολόκληρος πιστεύει σε σας
Κι η αγωνία σας θα γίνει γιορτή
Γιορτή για θύμηση παντοτινή.

Canto a voi Nicola e Bart
per chi odia la schiavitù
per chi ama la verità
canto forte libertà.

Here's to you, Nicola and Bart
Rest forever here in our hearts
The last and final moment is yours
That agony is your triumph.

inviata da Riccardo Venturi - 24/8/2014 - 15:36


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Lingua: Turco

Selam size: la versione turca dei Bandista
Selam size: the Turkish version by Bandista


SELAM SIZE

Selam size Nicola ve Bart
Özgürlüğe inananlar
Her gün doğan güneşle biz
Sizle yola düşeriz.

inviata da Riccardo Venturi - 24/8/2014 - 16:02


LIBERI DI ESSERE LIBERI...IN OGNI TEMPO...IN OGNI DOVE...
CON I PIEDI BEN PIANTATI SULLA TERRA E GLI OCCHI RIVOLTI A DIO...
DEDICATA A TUTTI GLI ITALIANI CHE CON IL LORO SACRIFICIO HANNO CONSENTITO A NOI DI VIVERE...PIU' LIBERI...
(Anniversario dei 150 anni dell'Unità d'Italia Italy -2011)
Carmen Minutoli
http://minutoli.wordpress.com/category/spettacolo-cinema-tv-teatro/

19/2/2011 - 11:22


Sacco e Vanzetti: Il film completo di Giuliano Montaldo (1971)



Gian Maria Volonté: Bartolomeo Vanzetti
Riccardo Cucciolla: Nicola Sacco
Cyril Cusack: Frederick Katzmann
Rosanna Fratello: Rosa Sacco

CCG/AWS Staff - 23/8/2014 - 11:49


The March of Sorrow: Il filmato dei funerali di Sacco e Vanzetti



Con i 4’ e 30” di “The March of Sorrow” torna alla luce dopo più di trent’anni un documento preziosissimo sulla storia del Novecento: le immagini del funerale di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, il 28 agosto 1927 a Boston, i due anarchici italiani uccisi sulla sedia elettrica il 23 dello stesso mese, dopo un processo per rapina e omicidio che aveva indignato il mondo intero. Ripulito da aggiunte, restaurato e rimontato in ordine cronologico da Jerry Kaplan e Robert D’Attilio, “The March of Sorrow”, del quale mostriamo un estratto, viene proiettato oggi 22 agosto (18.30) all’Istituto De Martino di Sesto Fiorentino, il 25 a Torremaggiore (Foggia), paese natale di Sacco, e il 28 a Villafalletto (Cuneo), dove nacque invece Vanzetti. In cantiere altre proiezioni in diverse città italiane fra cui Vicchio, Cento, Salerno, Milano, Torino, Carrara, Pistoia e Firenze.

SACCO E VANZETTI, TORNA ALLA LUCE IL FILM DEL FUNERALE
articolo di Paolo Russo

Sparite da trent'anni sono di nuovo visibili le riprese datate 28 agosto 1927, quando a Boston furono sepolti i due anarchici italiani uccisi da un processo-farsa. Una storia infinita e complessa, resa ancora più attuale dalle tragiche migrazioni dell'era globale. Ora la pellicola restaurata è arrivata in Italia

Sono solo 4’ 30” in bianco e nero. Clandestini e inediti per giunta. Ma The March of Sorrow-The Good Shoemaker and the Poor Fishpaddler aiuta a scrivere una nuova pagina di storia su un caso che la storia l’ha fatta per davvero, visto che documenta i funerali di Ferdinando Nicola Sacco, calzolaio, e Bartolomeo Vanzetti, pescivendolo. Uccisi come si sa il 23 agosto del 1927 sulla sedia elettrica del carcere di Charlestown per una rapina con duplice omicidio, il 15 aprile del 1920 al calzaturificio Slater and Morris di South Braintree, alle porte di Boston, che gli fu attribuita per fini politici ma che non avevano affatto commesso. Come risultò già al processo dalle dichiarazioni del detenuto Celestino Madeiros, oltre che da innumerevoli evidenze. E come definitivamente ammesso, anche se in imperdonabile ritardo, dall’assoluzione decretata - con meticolosa scelta della cifra tonda - dal governatore del Massachusetts Michael Dukakis il 23 agosto del 1977. Mezzo secolo esatto dopo quelle morti spaventose. Tanto più perché fu l’autoproclamata terra di democrazia e giustizia a usarle per mettere in riga l’allora sua fortissima sinistra (la International Workers of the World, il sindacato dei metalmeccanici, contava venti milioni di iscritti, fortissimo pure il fronte socialista degli insegnanti pubblici) e gli immigrati con una coscienza politica.

E il giudice li chiamò "bastardi anarchici". Come gli anarchici militanti Sacco e Vanzetti. Due “wops” (without papers, senza documenti, epiteto dispregiativo usato ancor’oggi per gli italiani) che non parlavano inglese o quasi. Due “bastardi anarchici”, come a più riprese li chiamò in aula il giudice Webster Thayer. Due migranti, come quelli di oggi: poveri e senza voce. Malgrado l’enorme sostegno popolare - quello spontaneo, che a Londra, Parigi e varie città della Germania innescò vere rivolte di piazza, e quello organizzato del Defense Committee messo su a Boston dall’anarchico e giornalista toscano Aldino Felicani - e quello di tanti artisti e intellettuali, fra loro Bertrand Russell, Dos Passos, G.B. Shaw, Uptown Sinclair, Einstein, H.G. Wells. Un flusso di coscienza civile proseguito fino ai giorni nostri con oltre cinquecento volumi, molte migliaia di articoli e saggi, decine di produzioni tv e film, su tutti quello di Montaldo. E innumerevoli canzoni, da Woody Guthrie a Morricone (sua quella immortalata dalla Baez), da De Gregori-Marini ai Rage Againts The Machine, passando per gli insospettabili Abba, Emma e Modà. Una questione dalle infinite implicazioni culturali, sociali, storiche e politiche, che, tragicamente attualizzata dalle migrazioni dell’era globale, "ancora oggi non è stata sviscerata fino in fondo ed ha condizionato enormemente la storia americana moderna".

Guarda chi si vede, Mussolini... Ne è convinto Luigi Botta, 64 anni, ex giornalista e insegnante, che dal 1969, quando incontrò Vincenzina Vanzetti, figlia di Bartolomeo, non ha più smesso di studiare la vicenda. Pubblicando un primo apprezzato saggio nel 1978 (Sacco e Vanzetti: giustiziata la verità) mentre ha ora in lavorazione il secondo, cresciuto in corso di scrittura fino a diventare un’opera in quattro volumi con 1500 immagini. "Ma senza alcuna speranza di essere definitivo - racconta - tale è l’immane complessità della vicenda e l’abbondanza di aspetti ancora da chiarire. Ad esempio il ruolo di Mussolini, che si potrebbe facilmente pensare ostile e che invece se ne occupò attivamente: pretese rapporti quotidiani del processo ai diplomatici italiani, chiedendo inoltre la grazia all’ambasciatore Usa a Roma che però poté solo inoltrarla al presidente Coolidge, che però nulla riuscì a fare data la sovranità dei singoli stati USA. Ancora, a pochi giorni dall’esecuzione, il cavaliere fu costretto a rispondere al padre di Sacco, che gli chiedeva un’ultima volta d’intervenire, di aver insistito fin dove gli era stato possibile. Ma il suo interesse non si fermò lì, perché in seguito volle favorire il socialista Edward Holton James, nipote del filosofo William e del grandissimo scrittore Henry, che s’era appassionato alla storia di Sacco e Vanzetti durante il processo, nell’incontrare un testimone importante all’epoca confinato a Ponza".

Il ricatto del becchino. Insieme alla Storia anche le storie abbondano in questo caso, divenuto simbolo universale dell'ingiustizia e dell'oppressione dei dimenticati. "Un’altra acquisizione recente - riparte Botta - è l’agghiacciante ricatto dell’impresario di pompe funebri Langone. Era incaricato della sepoltura e dopo il rito civile ritirò dal carcere le ceneri, al contrario di tante leggende sempre rimaste divise, ma invece di portarle al cimitero di Forest Hill le chiuse in cassaforte per esser sicuro di ricevere dal Defense Committee i suoi 750 dollari. Cosa che puntualmente fu. Fa un certo effetto che quasi novant’anni dopo l’esecuzione, archivi e memorie collettive di mezzo mondo continuino a fornire novità e materiale per consolidare e approfondire la ricerca storica. Ma è importante che sia così, perché nel tempo molte sono state le ricostruzioni infondate e gli errori anche gravi, consolidati solo dalla consuetudine".

Distruggete quelle immagini (rubate). Non poteva essere che Botta, d’intesa con la Sacco and Vanzetti Society Commemoration di Boston, ad accompagnare The March of Sorrow nelle tante proiezioni pubbliche italiane in arrivo, riprova, oggi più che mai, dell’universalità e dell’emozione inestinguibili di quella tragedia. Il 22 agosto (ore 18.30) The March of Sorrow è all’Istituto De Martino di Sesto Fiorentino, il 25 a Torremaggiore (Foggia), borgo natale di Sacco, e il 28 a Villafalletto (Cuneo), dove nacque Vanzetti e dove quel drammatico bianco e nero scorrerà sulle mura di casa sua, presente il nipote Giovanni. In cantiere al momento molte altre occasioni a Cento, Vicchio, il paese di Felicani, Milano, Salerno, Torino, Carrara, Pistoia, Firenze, che Botta ha voluto tutte intitolate a Vincenzina nel ventesimo anniversario della scomparsa, a Marianna Zambelli, moglie di Sacco, e a Luigina Vanzetti, che nel 1927 affrontò l’oceano reale e quello della sua disperazione per assistere il fratello Bartolomeo nel momento più tremendo. Quattro minuti e mezzo cui il muto non toglie alcuna forza, e lungo i quali si percepiscono nette e dure rabbia e dolore scolpiti sui volti, con le urla e i rumori della folla caricata dalla polizia. Immagini rubate dagli anonimi operatori incaricati in segreto dal Defense Committee di Felicani. Che in segreto girarono, visto il tassativo divieto delle autorità, emesso il giorno dell’esecuzione, di filmare e fotografare il funerale e l’ordine altrettanto tassativo di distruggere tutte le immagini successivamente rintracciate.

L'errore del governatore. "In seguito - prosegue Botta - il film finì, per 1000 dollari, nelle mani del giornalista Gardner Jackson che lo mostrò nel 1930, per poi conservarlo. Fino a fine Cinquanta non se ne ha notizia. Fu allora che lo ritrovò a spezzoni, quasi inservibile, durante la preparazione del suo libro Tragedy in Dedham. The Story of Sacco and Vanzetti Case, lo scrittore Francis Russel che provvide ad un primo restauro e montaggio, eliminando le parti aggiunte in seguito e ritenute di scarsa qualità, per donarla nel 1962 alla Brandeis University di Waltham, Massachusetts, dove il film finì di nuovo dimenticato. Fino al 1979, anno in cui tutto l’archivio del Committee Defense venne trasferito alla Boston Public Library che duplicò la pellicola e la proiettò un paio di volte. Nel 2013 Kaplan ha ripreso in mano le sei sezioni del film e, dopo attenta valutazione, ha ridotto a 4’30” minuti i precedenti 6, eliminando ripetizioni e rimontando le 43 scene in ordine cronologico. C’è una sola scena aggiunta a posteriori che Kaplan ha voluto non a caso lasciare: quella in cui, al termine dell’esecuzione, il governatore Alvan Tuft dice al vescovo di Boston 'grazie a dio, tutto è finito'. Non poteva immaginare quanto si sbagliasse, né quanto avrebbe avuto ragione nel tempo Vanzetti quando, in una sua pubblica difesa, sostenne che la memoria di una condanna ingiusta e i nomi di coloro che l’hanno inflitta, sarebbero risuonati per sempre a disonore della nazione, delle famiglie, della giustizia e del popolo che l’avevano comminata".

Riccardo Venturi - 23/8/2014 - 02:36

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