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Malbrough s'en va-t-en guerre, ou Mort et convoi de l'invincible Malbrough

anonyme


Langue: français


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Canzone popolare francese
Chanson populaire française
A French folksong
[XVIII secolo; ca. 1709]
[XVIIIème siècle; ca. 1709]
[18th century, about 1709]

malbru


Les paroles dateraient de la bataille de Malplaquet , le 11 septembre 1709, au cours de laquelle John Churchill, premier duc de Marlborough (1650-1722) , fut grièvement blessé - et non tué . L'essentiel de sa carrière militaire fut consacré à lutter contre la France. C'est pourquoi les Français s'amusèrent à raconter sur un ton parodique sa mort et son enterrement. Cette chanson ne connut du succès qu'à partir de 1781. Geneviève Poitrine, nourrice du premier dauphin de Louis XVI la chantait à l'enfant royal : Marie-Antoinette la reprit au clavecin et en lança la mode. La mélodie fit le tour du monde.

malbroscore


Il testo risale forse alla battaglia di Malplaquet, combattuta l'11 settembre 1709, nel corso della quale John Churchill, primo duca di Marlborough (donde la storpiatura "Malbrough"; 1650-1722) rimase gravemente ferito, ma non ucciso. Il più della sua carriera militare fu consacrato a combattere contro la Francia, ed è per questo che i francesi si divertirono a raccontare in tono parodico la sua morte e il suo funerale. La canzone non conobbe un grande successo che a partire dal 1781. Geneviève Poitrine, la nutrice del primo delfino di Luigi XVI, la cantava al principe ereditario: Maria Antonietta la riprese al clavicembalo, e lanciò la moda. La melodia fece il giro del mondo.



Introduzione originale 20/08/2005
Original Introduction 2005/08/20
Introduction originale 20/08/2005


John Churchill, 1° duca di Marlborough (ritratto di Adriaen van der Werff, 1659-1722)
John Churchill, 1° duca di Marlborough (ritratto di Adriaen van der Werff, 1659-1722)
Malbrough s'en va-t-en guerre, nota anche come Mort et convoi de l'invincible Malbrough (“Morte e funerale dell'invincibile Malbrough”), è senz'altro una delle più famose canzoni popolari in lingua francese. E' una lamentazione burlesca sulla presunta morte di Sua Grazia John Churchill, 1° duca di Marlborough (1650-1722): durante la battaglia di Malplaquet (11 settembre 1709), combattuta durante la Guerra di successione spagnola, John Churchill era rimasto gravemente ferito, ma non era morto. In realtà, il Duca, antenato di Winston Churchill, è ricordato nella storia per essere stato, assieme a Alessandro Magno e a Scipione l'Africano, l'unico condottiero ad aver concluso la sua carriera militare senza mai avere subito una sconfitta; morì tranquillamente nel suo letto il 16 giugno 1722, all'età di 72 anni.

La canzone popolare francese, nata sulla falsa notizia della morte di John Churchill, può avere avuto senz'altro un'origine anteriore di un secolo e mezzo. Una canzone soldatesca sulla morte del Duca di Guisa (assassinato nel 1563), Le convoi du Duc de Guise, mostra notevoli analogie strutturali con il testo posteriore settecentesco. Quest'ultimo narra di come alla moglie di “Malbrough” (la storpiatura del suo nobile ducato, un tratto comune a tutte le versioni della canzone nelle diverse lingue, persino quelle inglesi!) venga data notizia della morte del marito mentre aspetta il suo ritorno dalla battaglia; tutto, ovviamente, in chiave umoristica. Per anni e anni fu conosciuta solo nella tradizione orale; la sua "irresistibile ascesa" iniziò nel 1781, quando Beaumarchais la inserì come "canzone del paggio" nella sua commedia Le nozze di Figaro. La commedia era stata rappresentata a Versailles per il futuro zar di Russia Paolo I, ma era stata subito dopo proibita su ordine di Luigi XVI. La canzone fu poco dopo su tutte le labbra, e improvvisamente cominciò ad avere un successo clamoroso prima in Francia, diffondendosi poi in tutta Europa. Nota per la sua melodia molto bella, di stampo barocco, nel medesimo periodo cominciò ad essere utilizzata in componimenti di musicisti colti (un uso che si protrarrà nel tempo): ad esempio, già nel 1780 Carl Stamitz se ne era servito per concludere una sua sonata in re maggiore. In una descrizione del Carnevale di Parigi del 1783, si ricorda come la canzone veniva suonata e cantata durante la Promenade du bœuf gras. La storia racconta poi che all'enorme popolarità di Malbrough s'en va-t-en guerre contribuì anche un episodio avvenuto nel 1785, alla nascita dell'erede al trono di Francia, Luigi XVII (figlio di Luigi XVI e Maria Antonietta): una balia del Delfino, una contadina chiamata Geneviève e soprannominata “Madame Poitrine” (“petto”, “seno”), mentre cullava il neonato gli cantava la canzone, che piacque molto anche alla Regina. Maria Antonietta usava suonarla e cantarla al clavicembalo, imitata dal re suo consorte (che, forse, non si ricordava di averla proibita assieme a tutta la commedia di Beaumarchais solo pochi anni prima) e diffondendola per tutta Versailles. La cosa non dovette portare particolare fortuna al neonato, che fu poi imprigionato da ragazzino e che morì all'età di dieci anni per una tubercolosi forse trasmessagli proprio dalla balia; che fine avessero fatto i suoi genitori, è fin troppo noto.

Il Delfino di Francia Luigi XVII, 1785-1795
Il Delfino di Francia Luigi XVII, 1785-1795
Fatto sta che, dagli appartamenti reali di Versailles, la canzone passò nelle cucine e nelle stalle, divenendo immensamente popolare tra la gente comune. Fu adottata dai commercianti e bottegai di Parigi, passando prima di città in città e poi di paese in paese e non passando affatto di moda neppure con la Rivoluzione: non bisogna scordare che prendeva in giro un condottiero che aveva passato tutta la sua carriera militare a combattere contro la Francia, e che l'Inghilterra restava il nemico principale della Francia rivoluzionaria e napoleonica. Al tempo stesso, probabilmente anche per l'episodio dello sfortunato Delfino e della sua pettoruta e tubercolotica balia, divenne anche una canzone favorita per l'infanzia. Il tono giocoso e scherzoso dei versi, molto “facili”, contribuirono senz'altro alla cosa, e a farne anche una presa in giro della guerra e delle virtù militari.

Di città in città, e di paese in paese. Ad un certo punto, nonostante tutta l'Europa fosse impegnata a darsele di santa ragione nazione contro nazione e alleanza contro alleanza durante le guerre napoleoniche, accadde un po' quel che accadde centotrent'anni dopo con Lili Marleen: la cantavano tutti. Amici e nemici, ognuno nella sua lingua, ognuno nella sua versione. La prima versione inglese risale addirittura al 1782, ed è un fatto notevole visto che vi si ironizza su un invincibile (e invitto) condottiero britannico. Durante i suoi viaggi in Francia, Goethe dichiarò di avere cominciato a odiarla, perché la si sentiva ovunque, un autentico “tormentone”. Divenne popolarissima anche in Spagna a causa dell'influenza della dinastia borbonica sulla nobiltà iberica: con il titolo “ispanizzato” di Mambrú se fue a la guerra e con il testo scritto da tale Alberto Gómez Pastor, fu “catturata” anch'essa dai bambini che la cantavano mentre giocavano alla rayuela, vale a dire il “gioco del mondo”. Ed è una caratteristica che si ritrova un po' dovunque: l'antica canzone nata dalla satira su un condottiero diviene una canzone per i giochi dei bimbi (può esistere qualcosa di più “contro la guerra” di questa...?). Contemporaneamente, il compositore e chitarrista catalano Fernando Sor (1778-1839) scrisse una serie di variazioni sul tema per chitarra sulla melodia della canzone. Dalla Spagna, la canzone si diffuse nell'America Latina.


Fernando Sor - Variations sur Marlborough s'en va t'en Guerre Op. 28 / Variationer for guitar over Marlborough, opus 28, 1828. (Holger Terp)


In Francia, peraltro, la popolarità della canzone andava lentamente declinando negli anni successivi alla Rivoluzione; si dice però che Napoleone in persona ne canticchiasse il motivo mentre passava il fiume Memel, all'inizio della sua disastrosa campagna di Russia (giugno 1812). Nel 1813, un musicista abbastanza noto, tale Ludwig van Beethoven, la utilizzò nella sua opera sinfonica Wellingtons Sieg op. 91, per celebrare la vittoria del duca di Wellington nella battaglia di Vitoria del 21 giugno 1813. Nell'opera sinfonica, Malbrough s'en va-t-en guerre rappresenta (quasi come in una “vendetta postuma”) l'armata francese, mentre l'armata inglese di Wellington è rappresentata da Rule Britannia. La sinfonia beethoveniana comporterebbe anche lo sparo di autentici colpi di cannone, il che fa capire come mai non sia mai stata eseguita spesso.

Fino a circa il 1815, comunque, la canzone sembra non avere confini (da qui il paragone con Lili Marleen); ma la sua fama non viene meno neppure posteriormente. La versione tedesca, Ma(r)lbruck zieht aus zum Kriege, ad opera di Emanuel Geibel, è del 1872; la storica Malbroch, o Mallebrok danese è del 1787. In Svezia diventa prima Mellbom, e poi Major Brack, che sembra sia stata cantata dal re Carlo XIII. In Norvegia (ma cantata in danese) è una popolarissima canzone di soldati. Se ne riporta anche una versione, Kaptein Brack, cantata e danzata nelle Fær Øer (!!!). La versione russa del 1854 di Nikolaj Berg, Смерть и погребение непобедимого Мальбрука viene citata in Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij, dove Katerina Ivanovna Marmeladova prova a farla cantare in pubblico ai suoi figli poco prima della sua morte; nella grande letteratura russa, la si ritrova anche in Guerra e pace di Tolstoj, dove il principe Nikolaj Bolkonskij ne canta il primo verso a suo figlio, il principe Andrej, dopo essere venuto a conoscenza della strategia militare russa (parte I, capitolo XXIII). La versione ottocentesca americana, rimasta quella classica negli Stati Uniti, vale a dire Marlbrook the Prince of Commanders, è di uno dei maggiori poeti del paese: Henry Wadsworth Longfellow.

Durante tutto il XIX secolo, e oltre, la canzone però si consolida tra il popolo come canzone per bambini. E' la canzone dei soldatini di piombo e delle armate di ragazzini; e ce ne sarebbero ancora da dire tante e tante su di essa. Ma almeno tre le diciamo. La prima, e magari a qualcuno sarà già venuto in mente, è che dalla melodia di Malbrough s'en va-t-en guerre si sviluppò, in Inghilterra, quasi come sorta di “risposta” e di scherzosa esaltazione del duca John Churchill, For he's a Jolly Good Fellow, quella che da noi è nota come Perché è un bravo ragazzo.



La seconda è che una sua citazione moderna ci fa particolarmente piacere, anche perché la si trova in un'altra canzone, a dire il vero un po' controversa ma sul cui carattere contro la guerra non può esservi dubbio alcuno: Les deux oncles di Georges Brassens, in una strofa che riassume da sola un bel pezzo di storia di questa canzone:


Que les seuls généraux qu'on doit suivre aux talons
Ce sont les généraux des p'tits soldats de plomb
Ainsi, chanteriez-vous tous les deux en suivant
Malbrough qui va-t-en guerre au pays des enfants

La terza, e ultima, è che è approdata anche ai fumetti: la canta Rasputin nella storia (del 1980) di Corto Maltese La casa dorata di Samarcanda.



E così ci piace terminare la "reintroduzione" di questa antica pagina del 2005. Per motivi strettamente sanitari, sorvoleremo sul fatto che alla popolarità del nome "Marlborough" (senz'altro diffusa anche da questa venerabile canzone), sia dovuto anche il marchio delle sigarette Marlboro, una cui primitiva versione messa in commercio dalla Philip Morris nel 1885 si chiamava ancora Marlborough. [RV]

Nota testuale. Il testo qui riprodotto è quello più completo, di 20 strofe, ripreso da fr.wikipedia. Usualmente viene riportato un testo, leggermente abbreviato, di 18 strofe (era quello presente in questa pagina prima della ristrutturazione). Le versioni nelle varie lingue sono generalmente assai più brevi.
1.
Malbrough s'en va-t-en guerre
Mironton, mironton, mirontaine
Malbrough s'en va-t-en guerre
Ne sait quand reviendra.
Ne sait quand reviendra

2.
Il reviendra-z-à Pâques
Mironton, mironton, mirontaine
Il reviendra-z-à Pâques
Ou à la Trinité.
Ou à la Trinité

3.
La Trinité se passe
Mironton, mironton, mirontaine
La Trinité se passe
Malbrough ne revient pas.
Malbrough ne revient pas

4.
Madame à sa tour monte
Mironton, mironton, mirontaine
Madame à sa tour monte
Si haut qu'elle peut monter.
Si haut qu'elle peut monter

5.
Elle aperçoit son page
Mironton, mironton, mirontaine
Elle aperçoit son page
Tout de noir habillé.
Tout de noir habillé

6.
Beau page, Ha! Mon beau page!
Mironton, mironton, mirontaine
Beau page, ah mon beau page !
Quelles nouvelles apportez ?
Quelles nouvelles apportez ?

7.
Aux nouvelles que j'apporte
Mironton, mironton, mirontaine
Aux nouvelles que j'apporte
Vos beaux yeux vont pleurer.
Vos beaux yeux vont pleurer

8.
Monsieur Malbrough est mort
Mironton, mironton, mirontaine
Monsieur Malbrough est mort
Est mort et enterré.
Est mort et enterré

9.
Je l'ai vu porté en terre
Mironton, mironton, mirontaine
Je l'ai vu porté en terre
Par quatre-z-officiers.
Par quatre-z-officiers

10.
L'un portait sa cuirasse
Mironton, mironton, mirontaine
L'un portait sa cuirasse
L'autre son bouclier.
L'autre son bouclier

11.
L'un portait son grand sabre
Mironton, mironton, mirontaine
L'un portait son grand sabre
L'autre ne portait rien.
L'autre ne portait rien

12.
Alors autour de sa tombe
Mironton, mironton, mirontaine
Alors autour de sa tombe
Romarin l'on planta.
Romarin l'on planta

13.
On vit voler son âme
Mironton, mironton, mirontaine
On vit voler son âme
Au travers les lauriers.
Au travers les lauriers

14.
Chacun mit ventre à terre
Mironton, mironton, mirontaine
Chacun mit ventre à terre
Et puis se releva.
Et puis se releva

15.
Pour chanter les victoires
Mironton, mironton, mirontaine
Pour chanter les victoires
Que Malbrough remporta.
Que Malbrough remporta

16.
La cérémonie faite
Mironton, mironton, mirontaine
La cérémonie faite
Chacun s'en fut coucher.
Chacun s'en fut coucher

17.
Les uns avec leurs femmes
Mironton, mironton, mirontaine
Les uns avec leurs femmes
Et les autres tout seuls.
Et les autres tout seuls

18.
Ce n'est pas qu'il en manque
Mironton, mironton, mirontaine
Ce n'est pas qu'il en manque
Car j'en connais beaucoup.
Car j'en connais beaucoup

19.
Des blondes et des brunes
Mironton, mironton, mirontaine
Des blondes et des brunes
Et des châtaignes aussi.
Et des châtaignes aussi

20.
Je n'en dis pas davantage
Mironton, mironton, mirontaine
Je n'en dis pas davantage
Car en voilà-z-assez.
Car en voilà-z-assez

envoyé par Riccardo Venturi - 20/8/2005 - 23:54




Langue: italien

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
24 aprile 2018 09:06

malbguerr
MALBROUGH SEN VA ALLA GUERRA
o MORTE E TRASPORTO DELL'INVINCIBILE MALBROUGH

1.
Malbrough sen va alla guerra,
Mironton, mironton, mirontaine [1]
Malbrough sen va alla guerra,
Non sa quando tornerà,
Non sa quando tornerà.

2.
Ritonerà per Pasqua,
Mironton, mironton, mirontaine
Ritornerà per Pasqua
O per la Trinità,
O per la Trinità. [2]

3.
Passa la Trinità,
Mironton, mironton, mirontaine
Passa la Trinità,
E Malbrough non ritorna,
E Malbrough non ritorna.

4.
La Signora sale sulla sua torre,
Mironton, mironton, mirontaine
La Signora sale sulla sua torre,
Più in su che può salire,
Più in su che può salire.

5.
Si accorge che il suo paggio
Mironton, mironton, mirontaine
Si accorge che il suo paggio
È tutto vestito in nero,
È tutto vestito in nero.

6.
Mio paggio, eh! Mio bel paggio!
Mironton, mironton, mirontaine
Mio paggio, eh! Mio bel paggio!
Quali notizie recate?
Quali notizie recate?

7.
Alle notizie che reco,
Mironton, mironton, mirontaine
Alle notizie che reco
I vostri begli occhi piangeranno,
I vostri begli occhi piangeranno.

8.
Il Signor Malbrough è morto
Mironton, mironton, mirontaine
Il Signor Malbrough è morto,
Morto e sotterrato,
Morto e sotterrato.

9.
L'ho visto trasportato, [3]
Mironton, mironton, mirontaine
L'ho visto trasportato
Da quattro ufficiali,
Da quattro ufficiali.

10.
Uno portava la sua corazza,
Mironton, mironton, mirontaine
Uno portava la sua corazza,
Un altro il suo scudo,
Un altro il suo scudo.

11.
Uno portava la sua gran sciabola,
Mironton, mironton, mirontaine
Uno portava la sua gran sciabola,
Un altro non portava niente,
Un altro non portava niente.

12.
Allora attorno alla sua tomba,
Mironton, mironton, mirontaine
Allora attorno alla sua tomba,
Rosmarino si piantò,
Rosmarino si piantò.

13.
Si vide volar la sua anima,
Mironton, mironton, mirontaine
Si vide volar la sua anima
Attraverso gli allori, [4]
Attraverso gli allori.

14.
Ognuno si mise pancia a terra,
Mironton, mironton, mirontaine
Ognuno si mise pancia a terra
E poi si rialzò,
E poi si rialzò.

15.
Per cantar le vittorie,
Mironton, mironton, mirontaine
Per cantar le vittorie
Che Malbrough riportò,
Che Malbrough riportò.

16.
Finita la cerimonia,
Mironton, mironton, mirontaine
Finita la cerimonia
Ognuno se ne andò a letto,
Ognuno se ne andò a letto.

17.
Chi con la propria moglie,
Mironton, mironton, mirontaine
Chi con la propria moglie,
E chi tutto solo,
E chi tutto solo.

18.
Non è perché ne manchino,
Mironton, mironton, mirontaine
Non è perché ne manchino,
Ché ne conosco tante,
Ché ne conosco tante

19.
Di bionde e di more,
Mironton, mironton, mirontaine
Di bionde e di more,
E pure di castane,
E pure di castane.

20.
E non dico di più,
Mironton, mironton, mirontaine
E non dico di più,
Perché è già abbastanza,
Perché è già abbastanza.
[1] Nessun tentativo è stato fatto (o è fattibile) per “tradurre” il ritornello, che resta quindi invariato.

[2] L'11 giugno. Ma si tenga presente che il gallicismo à Pâques ou à la Trinité significa “alle calende greche” = mai.

[3] Qui “trasportare” deve essere inteso in senso toscano = fare il funerale, portare alla tomba. Il trasporto è il “funerale” (si veda il titolo della traduzione).

[4] Ironia anche sugli “allori” della gloria.

24/4/2018 - 09:07




Langue: français

Le convoi du Duc de Guise, l' "antenata" di Malbrough s'en va-t-en guerre

18 febbraio 1563: Francesco I, 2° Duca di Guisa, viene assassinato da Jean de Poltrot de Méré. Illustrazione ottocentesca.
18 febbraio 1563: Francesco I, 2° Duca di Guisa, viene assassinato da Jean de Poltrot de Méré. Illustrazione ottocentesca.


Improvvisata dai soldati di Francesco I di Lorena, II Duca di Guisa, capo delle armate cattoliche durante le guerre di religione francesi del XVI secolo. Il Duca di Guisa morì in una foresta presso Orléans il 18 febbraio 1563, assassinato con un colpo di pistola sparatogli da Jean de Poltrot de Méré, un influente capo protestante che si era posto all'agguato. Per le evidenti comunanze strutturali del resto, è indubbio che si tratti dell'antesignana di Malbrough s'en va-t-en guerre.
LE CONVOI DU DUC DE GUISE

Qui veut ouïr chanson ?
Qui veut ouïr chanson ?
C'est le grand Duc de Guise
Et bon bon bon bon
Di dan di dan bon
Qu'est mort et enterré.

Qu'est mort et enterré
Qu'est mort et enterré
Aux quatre coins du poële
Et bon bon bon bon
Di dan di dan bon
Quat' gentilshomm's y'avait!

Quat' gentilshomm's y'avait!
Quat' gentilshomm's y'avait!
Dont l'un portait son casque
Et bon bon bon bon
Di dan di dan bon
Et l'autre ses pistolets.

Et l'autre ses pistolets
Et l'autre ses pistolets
Et l'autre son épée
Et bon bon bon bon
Di dan di dan bon
Qu'a tant d'Huguenots tués!

Qu'a tant d'Huguenots tués!
Qu'a tant d'Huguenots tués!
Venait le quatrième
Et bon bon bon bon
Di dan di dan bon
Qu'était le plus dolent!

Qu'était le plus dolent
Qu'était le plus dolent
Après venaient les pages
Et bon bon bon bon
Di dan di dan bon
Et les valets de pied!

Et les valets de pied
Et les valets de pied
Avecque de grands crêpes
Et bon bon bon bon
Di dan di dan bon
Et des souliers cirés.

Et des souliers cirés
Et des souliers cirés
Et des beaux bas d'étames
Et bon bon bon bon
Di dan di dan bon
Et des culotes de piau.

Et des culottes de piau
Et des culottes de piau
La cérémonie faite
Et bon bon bon bon
Di dan di dan bon
Chacun s'alla coucher.

Chacun s'alla coucher
Chacun s'alla coucher
Les uns ave leurs femmes
Et bon bon bon bon
Di dan di dan bon
Et les autres... tout seuls

envoyé par Bartleby - 15/9/2010 - 10:38




Langue: anglais

Marlbrook the Prince of Commanders, la versione inglese/americana di Henry Wadsworth Longfellow (1849)



La versione inglese di Henry Wadsworth Longfellow (1807-1882) risale al 1849 e presenta, come è lecito attendersi (ed anche, forse, per “ricreare l'ambiente”, e creare ironia) un elevato linguaggio poetico (“pensive”, “forlorn”, “prithee”...). Anche negli Stati Uniti, la canzone è diventata un classico per l'infanzia, una Children's Song consolidata; ma viene usualmente cantata in una versione abbreviata di quattro o cinque strofe.
MARLBROOK THE PRINCE OF COMMANDERS

Marlbrook the Prince of Commanders
Is gone to war in Flanders,
His fame is like Alexander's,
But when will he ever come home?
Mironton, mironton, mirontaine.

Perhaps at Trinity Feast, or
Perhaps he may come at Easter,
Egad! he had better make haste or
We fear he may never come home.
Mironton, mironton, mirontaine.

For Trinity Feast is over,
And has brought no news from Dover,
And Easter is pass'd moreover,
And Malbrook still delays.
Mironton, mironton, mirontaine.

Milady in her watch-tower
Spends many a pensive hour,
Not knowing why or how her
Dear lord from England stays.
Mironton, mironton, mirontaine.

While sitting quite forlorn in
That tower, she spies returning
A page clad in deep mourning,
With fainting steps and slow.
Mironton, mironton, mirontaine.

"O page, prithee come faster!
What news do you bring of your master?
I fear there is some disaster,
Your looks are so full of woe."
Mironton, mironton, mirontaine.

"The news I bring fair lady,"
With sorrowful accent said he,
"Is one you are not ready
So soon, alas! to hear.
Mironton, mironton, mirontaine.

"But since to speak I'm hurried,"
Added this page, quite flurried,
"Malbrook is dead and buried!"
And here he shed a tear.
Mironton, mironton, mirontaine.

"He's dead! He's dead as a herring!
For I beheld his berring,
And four officers transferring
His corpse away from the field.
Mironton, mironton, mirontaine.

"One officer carried his sabre,
And he carried it not without labour,
Much envying his next neighbour,
Who only bore a shield.
Mironton, mironton, mirontaine.

"The third was helmet bearer -
That helmet which in its wearer
Fill'd all who saw it with terror,
And cover'd a hero's brains.
Mironton, mironton, mirontaine.

"Now, having got so far, I
Find that – by the Lord Harry!-
The fourth is left nothing to carry.-
So there the thing remains."
Mironton, mironton, mirontaine.

envoyé par Riccardo Venturi - 24/4/2018 - 11:01




Langue: allemand

Malbruck zieht aus zum Kriege, la versione tedesca di Emanuel Geibel (1872)

Emanuel Geibel (1815-1884)
Emanuel Geibel (1815-1884)


Sebbene reinserita, questa sezione dedicata alla traduzione tedesca di Emanuel Geibel (1815-1884) è stata attribuita anche a Holger Terp, che aveva però sbagliato l'anno di attribuzione (è il 1872, non il 1782; Geibel era d'altronde nato nel 1815). La dizione “germanizzata” Malbruck è quella tradizionale nei paesi di lingua tedesca, ma nei testi disponibili si trovano anche grafie come Marlbrough, Marlbruck, Malbruch ecc.
MALBRUCK GEHT AUS ZUM KRIEGE

Malbruck zieht aus zum Kriege,
Die Fahne läßt er wehn;
Da reicht zum Kampf und Siege
Die Hand ihm Prinz Eugen.

Sie mustern ihre Truppen
Bei Höchstädt auf dem Plan:
"Gut stehn im Brett die Puppen,
Frisch auf, wir greifen an."

Und wie sie mit dem Haufen
Dem Feind entgegen ziehn,
Da kommt gejagt mit Schnaufen
Ein Hofkurier aus Wien.

Er springt in buntem Staate
Vom Roß und neigt sich tief:
"Vom hohen Kriegshofrate,
Durchlaucht'ger, hier ein Brief!"

Der kleine Kapuziner
Schiebt in die Brust ihn sacht:
"Der Herrn ergebner Diener,
Das les' ich nach der Schlacht.

Jetzt ist kein Zaudern nütze,
Jetzt heißt es dran und drauf!
Schon spielen die Geschütze
Tallards zum Kampf uns auf.

Er wirft sich auf die Franzen,
Marlbrough bleibt nicht zurück;
Bei Höchstädt an den Schanzen
Das ward ihr Meisterstück.

Wohl krachts von Wall und Turme,
Wohl sinken Roß und Mann,
Doch vorwärts geht's im Sturme,
Die Feldherrn hoch voran.

Im dichten Kugelregen,
Den Degen in der Hand,
Erklimmen sie verwegen
Des Lagers steilen Rand.

Da packt den Feind ein Grausen,
Da weicht er fern und nah,
Und hinter ihm mit Brausen
Ertönt's: "Viktoria!"

Und wie des Kaisers Reiter
Nachrasseln Stoß auf Stoß,
Da frommt kein Haltruf weiter,
Geworfen ist das Los.

Ersiegte Fahnen prangen
Zweihundert an der Zahl,
Man bringt daher gefangen,
Tallard, den General.

Doch abends als die Flaschen,
Im Kreis ums Feuer gehn,
Da zieht aus seiner Taschen
Sein Brieflein Prinz Eugen.

Studiert's und reicht's dem Briten,
Der blickt hinein und lacht:
"Parbleu! die Herrn verbitten
In Wien sich jede Schlacht.

Nur kurze Retirade
Sauvier' uns meint der Wisch:
Erlesner Senf! Nur schade,
Für diesmal Senf nach Tisch!"

envoyé par Riccardo Venturi - 24/4/2018 - 11:22




Langue: français

Da "LE CODE DE LA ROUTE A MA FAÇON" di Boris Vian
(Si veda a tale proposito La chanson du déserteur)

L'articolo 29 del "Code de la route" vianiano deve essere cantato sull'aria di "Malbrough s'en va-t-en guerre".
5. Voies ferrées sur route

Art. 29

Lorsqu'une voie ferréeu
Est éta-blie sur une routeu
Ou vient la traverser-eu
Elle à priorité (ter)
Et tous les usagers-eu
A l'approche des transports ferroviaires
Devront la dégager-eu
Pour les laisser passer (ter)

Les gardiens du troupeau-au
Devront prendre toute mesure-eu
Pour pouvoir arrêter-eu
Leurs petits animaux (ter)

Lorsqu'une traversé-eu
N'est pas munie de barrières-eu
L'signal réglementaire-eu
Avertit l'usager
Qui ne doit s'y engager
Qu'en ayant bien r'gardé!

Lorsqu'une traversé-eu
Comporte des barrières-eu
I'n'faut pas s'bagarrer-eu
Avec le préposé
Et ne pas l'empêcher
D'essayer d'les fermer!

envoyé par Riccardo Venturi - 26/9/2005 - 00:57




Langue: danois

La versione danese della ballata, anch'essa divenuta ballata popolare, da Questa pagina
MALLEBROK

Mallebrok er død i krigen
fili-ong-gong-gong og tinge-linge-ling.
Mallebrok er død i krigen i attenfireogtres.
I attenfireogtres,
i attenfireogtres.
Mallebrok er død i krigen i attenfireogtres.

Han blev til graven båren
fili-ong-gong-gong og tinge-linge-ling.
Han blev til graven båren
af fire hædersmænd...


Den ene bar hans sabel
den anden hans gevær.

Den tredje bar hans skjorte
den fjerde ingenting.

Og da de kom til graven
så var der ingen hul.

Og præsten holdt en tale
han sagde ingenting.

Nu ligger han graven
og tygger på en skrå.

Og når den så bli´r gammel
så ta´r han sig en ny.

envoyé par Riccardo Venturi - 2/12/2005 - 03:46


Alla luce dell’articolo che segue, propongo che la canzone Mambrú se fue a la guerra, insieme alla versione pure spagnola di Maria Elena Walsh, sia spostata qui.

“Mambron, Mambrù, Malbrouk, Malbrough: una canzone, mille canzoni.

di Enrico Lantelme, sulla rivista “la Beidana: cultura e storia nelle valli valdesi”, n.63, novembre 2008 – “Il francese attraverso il canto”.

Un esempio emblematico di una canzone popolare che sfugge a qualsiasi classificazione territoriale, linguistica e storica è la notissima (anche nel nostro repertorio valligiano) “Malbrough s’en-va-t’en guerre”. Spesso può accadere che testo e melodia di un canto tradizionale seguano strade diverse, dando origine a significative varianti: ma in questo caso si può ben dire che la realtà supera la fantasia, al punto che è praticamente impossibile seguirne le tracce nel corso dei secoli. Infatti queta ben nota melodia è cantata in Inghilterra con le parole “He’s a Jolly Good Fellow”, e in America come “We Won’t Go Home Till Morning” oppure “The Bear Went Over the Mountain” e in tutti i casi è ritenuta un esempio del rispettivo canzoniere nazionale. Ma la stessa melodia è popolarissima anche in Spagna, dove tutti i bambini ne cantano una versione che inizia così:

Mambrú se fue a la guerra,
¡qué dolor, qué dolor, qué pena!
Mambrú se fue a la guerra,
no sé cuándo vendrá,
do-re-mi, do-re-fa,
no sé cuándo vendrá.

Chi è questo “Mambrú”, eroe della canzone spagnola? Al di là delle apparenze, che suggerirebbero facili soluzioni, ancora oggi questa domanda non ha ottenuto risposta. Infatti l’incredibile storia di questa canzone sembra aver avuto inizio in Terra Santa, dove si dice sia nata per commemorare un crociato francese, tale Mambron, morto nei pressi di Gerusalemme.
Questa ipotesi è stata suggerita dal narratore François René de Châteaubriand il quale, essendosi recato in Terra Santa per documentarsi prima di scrivere l’epopea in prosa “I martiri” (1809), ne riportò alcune leggende assai diffuse in loco. Una di queste riferiva che una canzone ispirata alle gesta del cavaliere crociato Mambron era nota in Palestina da molti secoli.
Il componimento, secondo alcuni appartenuto alla raccolta delle “Chansons de gestes” con il titolo di “Chanson de Mambron”, ebbe una così grande diffusione in tutto l’Oriente che la sua melodia divenne popolarissima in Egitto e in Arabia, dove era comunemente ritenuta essere un vecchio canto popolare egiziano. La circostanza è confermata da un curioso aneddoto riportato anche dallo scienziato francese François Arago: durante una conferenza tenuta al Cairo di fronte ad un uditorio egiziano, il matematico Gaspard Monge accennò questa melodia e scoprì, con sua grande sorpresa, che i locali la conoscevano talmente bene da unirsi a lui nel cantarla.
Pochi anni dopo. E. Cobham Brewer (1810-1897) nel suo “Dictionary of Phrase and Fable” formula un’ipotesi diametralmente opposta sull’origine di questa canzone: infatti definisce “Malbrouk, Malbrough, Malborough o Marlbrò, una melodia araba molto nota in tutto il Medio Oriente, portata in occidente dai crociati”.
Come si può notare, già dalle prime notizie sembra impossibile stabilire l’origine della nostra canzone: “Malbrough s’en-va-t’en guerre” conferma chiaramente l’inutilità di ogni parametro razionale nella ricerca delle radici della cultura popolare. Tra l’altro, anche il nome di “Malbrough” che identifica il protagonista del racconto nella tradizione francofona è di origine assai incerta.
H. Davenson e M. David (1) affermano che la canzone avrebbe avuto un intento burlesco, in quanto diffusa dopo la battaglia di Malplaquet del 1709 durante la quale pare fosse corsa voce della morte del condottiero inglese, per la’ppunto il duca di Marlborough.
Questo nobile inglese si chiamava in realtà John Churchill, ed era figlio di un gentiluomo di campagna impoverito dalla guerra civile: fu educato alla corte di Carlo II, dove divenne paggio del duca di York, il futuro Giacomo II. Colonnello a soli 18 anni, nel marzo 1702, in seguito all’ascesa al trono della regina Anna, fu nominato primo duca di Marlborough: come comandante in capo dell’esercito inglese, capeggiò la coalizione contro Luigi XIV durante la guerra di successione spagnola. Le sue vittorie sui francesi si susseguirono ad un ritmo vertiginoso: 1704 (Blenheim), 1705 (Hochstaedt), 1706 (Remollieres), 1708 (Oudenaarde). Nel 1709 a Malplaquet subì pesanti perdite, ma riuscì comunque a costringere i Francesi alla ritirata.
La storia, come vedremo, non ci è di alcun aiuto per spiegare l’origine della canzone che parrebbe essere collegata alle vicende di questo generale inglese. Per quale motivo infatti i Francesi avrebbero dovuto celebrare le gesta del loro più acerrimo nemico?. Tra l’altro, il duca di Marlborough non morì affatto in battaglia, come racconta la canzone, ma diversi anni più tardi, nel suo letto di malattia.
In ogni caso il canto è difusissimo in tutta l’area francofona da tempo immemorabile: inoltre nel testo i riferimenti ad altri canti sono evidenti. Ad esempio una canzone del XV secolo, ispirata alla guerra tra Francesi e Bretoni poco dopo la morte di Luigi XI (1483), si chiude con questi versi:

Ne pleurez plus la belle
Car il est trépassé
Il est mort en Bretagne
Les Bretons l’ont tué
J’ai vu faire sa fosse
A l’orée d’un vert pré
Et vu chanter sa messe
A quatre cordeliers.

La somiglianza con il testo della canzone di Malbrough è notevole:

Aux nouvell’s que j’apporte,
Vos beaux yeux vont pleurer.
Malbrough est mort en guerre
Est mort et enterré
J’l’ai vu porter en terre
Pae quatre z-officiers.

Altre ricorrenze interessanti si ritrovano anche nel testo della canzone ispirata alle vicende del Principe di Orange, morto nel 1543, dove si legge:

Sa femme lui demande
Prince quand reviendrez?
Je reviendrai a Pâques
A Pâques ou à Noël
Voici Pâques venue
Et le Noël passé
Le beau prince d’Orange
N’y est point arrivé.

Anche qui la corrispondenza con i versi della nostra canzone è evidente:

Malbrough s'en va-t-en guerre,
Ne sais quand reviendra.
Il reviendra-z-à Pâques,
Ou à la Trinité
La Trinité se passe,
Malbrough ne revient pas.

Joseph Canteloube (2) notava che questo motivo poteva essere ascoltato in paesi molto distanti fra loro : Catalogna, Piemonte, Canada, Castiglia, Inghilterra, Stati Uniti, Arabia, Russia.
La sua diffusione in Francia, secondo una leggenda popolare molto nota, è dovuta a una nutrice del Delfino (tale Madame Poitrine) che la portò a corte nel 1781: la regina Maria Antonietta se ne innamorò follemente e ne decretò il successo e la fama. Ma non bisogna dimenticare che già nel 1778 Pierre de Beaumarchais ne aveva inserito il ritornello, con le parole “Que mon cœur, que mon cœur a de peine” nella romanza di Chérubin delle Nozze di Figaro, da cui sarà tratto il libretto dell’omonimo melodramma musicato da W. A. Mozart.
La melodia dalla Chanson de Malbrough ebbe un periodo di grande notorietà durante la Rivoluzione Francese. La stessa aria fu utilizzata anche da un compositore del calibro di L. V. Beethoven in un lavoro orchestrale, La Battaglia di Vittoria. E persino Gioacchino Rossini, nel 1820, ne scrisse un’armonizzazione per piano.
Ancora sulle tracce di questa straordinaria melodia scopriamo che durante al prima Guerra Mondiale i soldati francesi la cantavano con le parole “Guillaume s’en va t-en guerre”, intendendo per Guillaume il kaiser tedesco.
E’ evidente che canzoni come questa non possono essere etichettate come si fa normalmente con altre opere dell’ingegno umano: un’ultima traccia, forse la più misteriosa, ci porta addirittura sulle coste dell’Australia. Qui il capitano Cook, passeggiando sulla spiaggia con i suoi marinai un giorno dell’anno 1770, stava cantando l’aria di “Malbrough”: gli aborigeni australiani, riconoscendone il motivo, ne rimasero incantati ed esterrefatti.
Questa è la storia di una melodia senza confini e di un testo adottato ed adattato da mille paesi, al di fuori del tempo e dello spazio. Una canzone di cui probabilmente non scopriremo l’origine e la provenienza, ma che sentiremo ancora cantare, perchè il canto tradizionale non spiega, non proclama verità, non rispetta barriere, ma tocca le corde più segrete dell’animo umano.

Note:

(1) H. Davenson, Le livre des chansons, Parigi, Ed. du Seuil, 1957
M. David – A. M. Delrieu, Aux sources des chansons populaires, Parigi, Belin, 1984.

(2) J. Canteloube, Anthologie ds chants populaires français, Parigi, Durand, 1951.

Alessandro - 10/2/2009 - 14:27


Malbrough s'en va-t-en guerre

Original Danish version and the history of the song:

François de Guise er død i krigen, 1562

De folkelige eventyr og skillingsviser beskrev senere i middelalderen den almindelige modvilje til den forhadte soldatertjeneste og krigspligt. Malebrok døde i krigen og efterlod sig ikke andet end sin enke, uniform og våben hedder det i den meget lange franske spotte- og soldatervise fra det 16. århundrede. Malbrouck s'en va-t-en guerre.

Malbrough s'en va-t-en guerre
Mironton, mironton, mirontaine,
Malbrough s'en va-t-en guerre
Ne sait quand reviendra (bis)...

Mironton er en ubestemmelig eller underlig person. Også navnet på en fransk bøfret.

Sikke et eftermæle at få, men virkeligheden er lidt anderledes i det her tilfælde: de franske soldater troede, at den kommanderende engelske general John Churchill, hertugen af Marlborough døde under slaget ved Malpaquet i 1709 under den spanske arvefølgekrig. Han døde af pest i sin seng. Børnesangen går med tiden i glemmebogen men dukker så op i forbindelse med den fransk-tyske krig 1870-1871, hvor den bruges pacifistisk. I Frankrig er sangen første gang bogtrykt mellem 1762 og 1778 i Chansons, Vaudevilles et Ariettes Choisis par Duchemin og nu er den kendt over hele Europa. Blandt relaterede sange kan nævnes: Bold General Wolfe.

Den danske bogtrykte skillingsvise er ældre end de trykte franske udgaver: Hvem der har bragt visen til Danmark vides ikke. Et forsigtigt gæt kunne være danske lejesoldater i Frankrig. Skillingsvisen er trykt i flere danske udgaver; først som ”Een nye Viise om General Malbrochs Krigsbedrifter og Død” i Schiørring's "Blandinger for Sang og Claveer - Som et Anhang til det første Bind", Kiøbenhavn 1787:

Malbroch i Leding farer,
Miro ton ton ton, miro tene;

Malbroch i Leding farer,
Hans Hu til Orlog stod.

Han kommer hjem til Paaske,
Til St. Hansdag forvist.

St. Hansdag var forgangen,
Malbroch kom ei igien.

Hans unge Frue ganger,
Paa høie Loft at staae.

Hun seer den unge Svend kommer,
I Sort saa var klæd.

Hvad Nyt, hvad Nyt fra Krigen?
Hvor gaaer det min Gemahl?

Din Rosens Kind vil blegne,
Naar du mit Budskab hør.

Afføre din Skarlagen,
Og al din Prydelse.

Malbroch er død i Krigen,
Og lagt i sorte Jord.

Han blev til Graven baaren,
Af fire Høvedsmænd.

Den første bar hans Sabel,
Den anden bar hans Skiold.

Den tredie bar hans Harnisk,
Den fierde ingen Ting.

Der han til Graven var baaren,
Gik vi alle hiem igien.

Mænd gik med deres Qvinder,
Jeg eene gik igien.

Den oprindelige Malebrok menes at være den daværende franske hærchef og politiker, baron François de Guise (1519-1563), der blev myrdet under den første franske religionskrig efter en massakre han og hans soldater begik i Wassy i Champagne, hvor mere end 70 prote­stanter forsamlet til gudstjeneste i en lade blev dræbt og omkring 100 såret. François de Guise blev, ifølge den franske Wikipedia, dræbt året efter, for ”No contemporary poet would have sung, "Mallebrok died in the war," seeing that Marlborough died on a sick bed many years after the war had ceased. True the ballad is not synchronous with the event, but sprang from a far older period, and seems to have been sung at an earlier day about the Duke of Guise”, hedder det i historikeren Johannes Steenstrups (1844-1935) engelske afhandling the medieval popular ballad fra 1914.

I Wilhelm Schefflers (1847-1913): Die französische Volksdichtung und Sage. Ein Beitrag zur Geistes- und Sittengeschichte Frankreichs fra 1884 bd. 2 er den originale sang:

Qui veut ouïr chanson? (bis)
C'est du grand duc de Guise.
Doub, dans, doub, dans, dou dou
Dou, dou dou,
Qu' est mort et enterre.
Chacun s'allit coucher (bis)
Les uns avec leurs femmes,

Dout,
Et les autres tout seuls etc.

Gendigtet:

Hvem ønsker at høre vores sang
Hvem ønsker at høre vores sang
om den store hertug af Guise
i tvivl4, i tvivl
om hvem der er død og begravet
Alle gik i seng
Alle gik i seng
Nogle med deres kvinder
i tvivl, i tvivl
Og og andre helt alene.

Finn Alfred's version of a modernization of the original Danish text is here together with other Danish peace songs.

http://www.arnehansen.net/dialog/fred/100821-01-FinAlfredMallebrok128s.htm

See also rare peace records:Biblioteksudstilling om Fred here

http://www.arnehansen.net/100710HolgerT-fredsudstilling.htm

Love,
Holger

Holger Terp - 16/9/2010 - 16:07


There are 72 documented Hispanic versions of Mambrú se fue a la guerra
aka LE CONVOI DE MALBROUGH / Malbrough s` en va en guerre in the Pan-Hispanic Ballad Projec.

http://depts.washington.edu/hisprom/

See:

http://depts.washington.edu/hisprom/optional/balladaction.php?igrh=0178

Love,
Holger

Holger Terp - 18/9/2010 - 00:52




Langue: portugais

Versione portoghese proposta da Luís Cília nel suo disco del 1974 intitolato “O ‎guerrilheiro”‎

O guerrilheiro

‎“Chama-se em terras de Miranda do Douro, guerra de Mirandum, à guerra do pacto de família
em 1762, durante a qual esta cidade foi tomada pelo general espanhol Marquez de Sarria.
Há críticos que supõem que data da guerra da guerra de sucessão, sendo composta depois da batalha ‎de Malplaquet na qual o Duque de Malbrough infligiu a terrível derrota à França. Em francês, pelo ‎emprego arcaico de algumas frases também parece ser romance do tempo das cruzadas; ‎Chateaubriand ouviu cantar esta música aos árabes da Síria. Outros afirmam que também a ‎cantaram os mouros de Granada. Aqui é cantada em mirandês.”‎
‎(dall’ introduzione al brano)‎
A GUERRA DO MIRANDUM

Mirandum se fui a la guerra
Mirandum, Mirandum, Mirandela
Num sei quando benerá.

Se benerá por la Pásqua
Mirandum, Mirandum, Mirandela
Se por la trenidade.

La trenidade se passa.
Mirandum, Mirandum, Mirandela
Mirandum num bene iá.

Chubira se a hua torre
Mirandum, Mirandum, Mirandela
Para ber se lo abistaba.

Bira benir um passe
Mirandum, Mirandum, Mirandela
Que nobidades trairá.

Las nobidades que tráio
Mirandum, Mirandum, Mirandela
Bos ande fazer chorar.

Tirai las colores de gala
Mirandum, Mirandum, Mirandela
Ponei bestidos de luto.

Que Mirandum iá ié muorto
Mirandum, Mirandum, Mirandela
Jo bien lo bi anterrar.

Antre quatro ouficiales
Mirandum, Mirandum, Mirandela
Que lo iban a lhebar.‎

envoyé par Bartleby - 22/2/2012 - 09:36


Marlborough Has Left for the War / Mort et convoi de l'invincible Malbrough
The Danish source for the song Een nye Viise om General Malbrochs Krigsbedrifter og Død / "A new song on General Malbrochs war deeds and death": Schiørrings

"Blandinger for Sang og Claveer - Som et Anhæng til det første Bind" / "Mixtures for singing and piano - As an addition to the first volume", Copenhagen 1787 is

photographed in Henning Urups dissertation Dans i Danmark / Dance in Denmark, 2007, pp. 104.(In Google Books) Urup mentions the song as "le Marlboroug" or Le Malbroch (count. Danse) as a dance tune to a contra dance in 2/4 rhythm and not in the later 6/8 beat. I'm not good at reading sheet music, but the melody looks right.
It may be the famous song's oldest sheet music
The mixtures for singing and piano comes from Soro Academy Library, and is probably now at the Royal Library in Copenhagen.
The dance and music are also in Elizabeth Burchenal's Folk dances of Denmark: Containing seventy-three dances (1915).
- http://www.archive.org/details/cu31924019899586
I do not know enough about folk dancing to assess whether Urup and Burchenal's tunes and dance descriptions are similar.
I need more information on this. Can you help?
Holger Terp, editor, the Danish Peace Academy

7/3/2012 - 00:14


... e Donald è un bravo ragazzo...
e Vladimir è un bravo ragazzo...
e Francesco è un brav ragazzo...
ma, però, come ci hanno rot.. .. .....
:=)

krzyś Ѡ - 24/4/2018 - 21:58



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