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Ho visto un re

Dario Fo


Lingua: Italiano

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Testo di Dario Fo
Musica di Eugenio Esposito
(in realtà di Paolo Ciarchi)
Da "Ci ragiono e canto n°2" [1969]

Dario Fo.
Dario Fo.

Paolo Ciarchi.
Paolo Ciarchi.





LA CONTROVERSA STORIA DI HO VISTO UN RE
(Un grazie enorme a Claudio Cormio per le notizie riportate, che sono assolutamente dirette.)

Forse la più famosa canzone di Dario Fo, dallo spettacolo "Ci ragiono e canto", del 1969. E' stata interpretata anche da Enzo Jannacci.

Enzo Jannacci.
Enzo Jannacci.


La canzone ha una storia controversa. Fino a poco tempo fa appariva come la versione adattata di una canzone popolare catalana. Così scrivevo il 18 febbraio 2006. In realtà le cose sembrano essere assai diverse. Scrive Claudio Cormio:

" 'Ho visto un re' è stata composta per Ci ragiono e Canto N°2 che è una versione più spuria del N°1 ed era prodotto dalla "Comune", ovvero il gruppo che viene fuori attraverso varie scissioni dal Teatro d'Ottobre e da Nuova Scena.
In questa versione dello spettacolo vi sono numerose canzoni più direttamente politiche, molte dei quali scritte ex novo da Fo e spacciate per popolari.

Esisteva di questo spettacolo l'incisione in due ellepi e un libretto di testi prodotti da "La Comune" e messi in vendita militante durante gli spettacoli. In quei dischi la nostra canzone non era incisa ma compariva nel libretto. Il ritornello "Ah beh, Sì beh!" deriva da un modo di canto toscano (credo della zona del Monte Amiata ) chiamato "Bey", che fa una specie di coro Yodel e sottende il canto principale.

La canzone venne poi incisa da Jannacci in un 45 giri a firma Dario Fo per il testo e da un maestro prestanome che ha depositato la musica per Paolo Ciarchi che allora non era iscritto alla SIAE.

Probabilmente i "Trinca" l'hanno tradotta in quel periodo. Fo la ridepositò poi completamente a suo nome in anni successivi. Per questioni di "cortesia " la paternità della musica non è ad oggi stata ancora rivendicata."



cirag


Ci ragiono e canto è uno spettacolo di canti popolari diretto da Dario Fo e messo in scena dal collettivo teatrale Nuova Scena prima nel 1966 e in una seconda edizione nel 1969. Nei primi anni '70 il Collettivo mette in minoranza Dario Fo e Franca Rame che ne escono e fondano La Comune. Lo spettacolo vede quindi una terza edizione con la sostituzione al suo interno degli artisti rimasti in Nuova Scena. Questa terza edizione sarà quella registrata anche per RAITRE.

Il lavoro nasce in seno all’Istituto Ernesto De Martino, grazie alle ricerche di Cesare Bermani e Franco Coggiola. Fu rappresentato per la prima volta il 16 aprile del 1966 al Teatro Carignano di Torino. Lo spettacolo era concepito come raccolta di canti popolari legati al lavoro e tutti i partecipanti erano intesi come "portatori" di culture. Nella seconda edizione si introducono canti nuovi legati alla attualità, in particolare quelli eseguiti da Antonio Infantino ed Enzo Del Re che su suggerimento dello stesso Dario Fo compongono "Povera gente" ed "Avola", la prima sulla nuova emigrazione dal Sud verso il Nord Italia e verso il Nord Europa e la Svizzera, la seconda sulla strage di braccianti avvenuta nel 1968 durante una manifestazione sindacale nel piccolo paese del siracusano. Nella terza edizioni queste canzoni saranno eseguite da Pino Masi, Ciccio Busacca e altri.

Tra gli interpreti Giovanna Marini, Giovanna Daffini, Caterina Bueno, Rosa Balistreri, Piero Nissim, il Gruppo Padano di Piadena, il Coro del Galletto di Gallura, Maria Teresa Bulciolu, Ivan Della Mea, Enzo Del Re, Ciccio Busacca. Lo spettacolo mirava a rappresentare, attraverso canti popolari di tutte le regioni italiane, la condizione del mondo popolare e proletario in Italia.

A "Ci ragiono e canto n. 3" (1973) parteciparono invece Ciccio Busacca, Piero Sciotto, Chicca De Negri e Policarpo Lanzi - (it:wikipedia)

Vol. 1: Le dodici parole della verità - Sun cuntent de vess al mund - Tibi (Da cannu semmu nati illi campagni) - Nana bobò - Ninna nanna a sette e venti - A lavorar gh'andem - Curaggiu, bibinnaduri - S'la tera cultivada - So stato a lavorà a Montesicuro - O Signur di puveritt - El vilano e el faraone - Guarda chi vita chi fa lu zappaturi - Tarè, nun ti ni jenne - Cassisia agghia vintu - Iu partu e su custrittu di partiri - Lu suldate che va a la guerre - Fuoco e mitragliatrici - Avvidecci la me fata - Ero povero ma disertore - Matri ch'aviti figghi a l'abbatìa - O cancellier che tieni la penna in mano - La mia cella - Da piccola bambina aveo imparato - Figghiu sciatu meu! - Mare maje - Oh veni sonnu di la
muntanella - Poca terra

Vol. 2:
Eravamo in quindici – Ascoltate o popolo ignoranteBandiera rossa del partigiano - La tradotta che parte da Novara - Abballati abballati - Ballo tondo – E mi sont chi in filandaQuando sento il primo fischio - A la matin bonora - Per Santa Caterina dei pastai - Da noi c'è tanto fumo - Eppure da un poco di tempoBattan l'otto - Chi vene a laurà – Se otto oreSun cuntent de vess al mundHo visto un re - Mama mia vurìa vurìa - Mamma mamma mi sento un gran male - La bella la va al fosso - E picchia picchia alla porticella - Non è amore – Vieni fuori compagnoAvola - Forza compagni

Vol. 2, atto secondo: Capissi pu nagott –Vieni fuori compagnoAvolaIllu Vietnam nostri compagni - Padrone Olivetti - Ho comprato un frigorifero - Sono sbarcate le navi - Peregrinazioni lagunari - Sagghiata - Dop'ott'oreSignor padrone non si arrabbi (Il merdometro)Povera gente - Audite bona zente - Gloria Laus et honor - Ecco il ridente maggio - Ballo ondo – È fatalità - Aemmu-fatigatu - Al jorn del- Giudici – 600 preti operaiUguaglianza - Cristo sara` dalla parte nostra – Non aspettar San Giorgio

Vol. 3: Su patriottu Sardu a sos feudatarios [Procurad' e moderare]Calma calma!Ogni giorno all'alba - E mi me ne su andao – Sagghiata – Saluteremo il signor padroneSignor padrone non si arrabbi (Il merdometro)Povera gente - Audite bona zente - Stabat Mater – Mi s’eri ammo’ giuvina – Figghiu sciatu meo – Gloria laus et honor - Ecco il ridente maggio - Ballo tondo – È fatalità - Aemmu-fatigatu - Al jorn del Giudici – Un servo sotto la croce - Non aspettar San Giorgio

Vol. 3 atto secondo: Un servo sotto la croce - (Tutto m’arrubau lu patruni miu) - (Eccoci giunti a questa abitazione) - (In strambotte rispetto a incastro so il migliori) - (Ora di tutto il mio Saverio so privato) - (Piantiamola di piangerci addosso) - Noi separati e loro tutti uniti - Attento, Colonnello! - (Sì sì la lotta ci vuole ma come) - La mafia, storia di Turiddu Carnevale (inizio) - La mafia, storia di Turiddu Carnevale (fine) - La G.A.P. - Noi separati e loro tutti uniti ripresa - (In una vecchia scuola) - (Basta! Non possiamo continuare con sta danza)

Dai dai, conta su...ah be, sì be...
- Ho visto un re.
- Sa l'ha vist cus'è?
- Ha visto un re!
- Ah, beh; sì, beh.
- Un re che piangeva seduto sulla sella
piangeva tante lacrime, ma tante che
bagnava anche il cavallo!
- Povero re!
- E povero anche il cavallo!
- Ah, beh; sì, beh.
- È l'imperatore che gli ha portato via
un bel castello...
- Ohi che baloss!
- ...di trentadue che lui ne ha.
- Povero re!
- E povero anche il cavallo!
- Ah, beh; sì, beh.
- Ho visto un vesc.
- Sa l'ha vist cus'è?
- Ha visto un vescovo!
- Ah, beh; sì, beh.
- Anche lui, lui, piangeva, faceva
un gran baccano, mordeva anche una mano.
- La mano di chi?
- La mano del sacrestano!
- Povero vescovo!
- E povero anche il sacrista!
- Ah, beh; sì, beh.
- è il cardinale che gli ha portato via
un'abbazia...
- Oh poer crist!
- ...di trentadue che lui ne ha.
- Povero vescovo!
- E povero anche il sacrista!
- Ah, beh; sì, beh.
- Ho visto un ric.
- Sa l'ha vist cus'è?
- Ha visto un ricco! Un sciur!
- Ah, beh; sì, beh.
- Il tapino lacrimava su un calice di vino
ed ogni go-, ed ogni goccia andava...
- Deren't al vin?
- Sì, che tutto l'annacquava!
- Pover tapin!
- E povero anche il vin!
- Ah, beh; sì, beh.
- Il vescovo, il re, l'imperatore
l'han mezzo rovinato
gli han portato via
tre case e un caseggiato
di trentadue che lui ne ha.
- Pover tapin!
- E povero anche il vin!
- Ah, beh; sì, beh.
- Ho vist un villan.
- Sa l'ha vist cus'è?
- Un contadino!
- Ah, beh; sì, beh.
- Il vescovo, il re, il ricco, l'imperatore,
persino il cardinale, l'han mezzo rovinato
gli han portato via:
la casa
il cascinale
la mucca
il violino
la scatola di scacchi
la radio a transistor
i dischi di Little Tony
la moglie!
- E po`, cus'è?
- Un figlio militare
gli hanno ammazzato anche il maiale...
- Pover purscel!
- Nel senso del maiale...
- Ah, beh; sì, beh.
- Ma lui no, lui, non piangeva, anzi: ridacchiava!
Ah! Ah! Ah!
- Sa l'è, matt?
- No!
- Il fatto è che noi villan...
Noi villan...
E sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam
e sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam!

inviata da Riccardo Venturi




Lingua: Catalano

Il versione catalana interpretata dal gruppo La Trinca nell'adattamento di Maria Aurèlia Capmany (nell'album "Ca Barret").

Il testo è ripreso da questa pagina, dove si presenta la canzone come cançó popular senza ulteriore specificazione. Da qui è probabilmente nata l'ipotesi che il testo di Fo fosse la traduzione di una canzone popolare catalana.
HE VIST UN RE

Veig, veig, veig, veig ...
Què, què, què, què ...

Ei, ei, ei, ei ...
Au, au, au, au ...

Ep, ep, ep, ep ...
A, bé, si, bé. A, bé, si, bé ...

He vist un rei !
Ha vist un què ?
He vist un rei.
A, bé, si, bé. A, bé, si, bé ...

Un pobre rei que plorava,
muntat dalt d'un cavall,
i tant i tant plorava,
que feia un xaragall.
Ai, pobre rei !

I el pobre cavall què ?
Eh ! eh ! eh ! eh !

He vist un duc!...
Ha vist un què ?
Un duc.
A, bé, si, bé. A, bé, si, bé ...

Un pobre duc que plorava,
perquè plorava el rei,
i tant i tant plorava,
que semblava ...
Semblava què ?
Que ja semblava un peix.
Ai, pobre rei !...

I el pobre cavall què ?
Eh ! eh ! eh ! eh !

He vist un bis.
Ha vist un què ?
Un bisbe.
A, bé, si, bé. A, bé, si, bé ...

Un bisbe que plorava,
perquè plorava el duc,
perquè plorava un rei,
que perdia ...
Perdia què ?
Que perdia el remuc !
Ai, pobre rei !...

I el pobre cavall què ?
Eh ! eh ! eh ! eh !

He vist un ric.
Ha vist un què ?
He vist un ric.
A, bé, si, bé. A, bé, si, bé ...

Un pobre ric que plorava
perquè plorava el duc
i el bisbe que plorava
pel pobre rei ...
Pel pobre, què ?
Pel pobre rei xaruc.
Ai, pobre rei !...

I el pobre cavall què ?
Eh ! eh ! eh ! eh !

I el ric, i el bisbe,
i el duc, i el rei xaruc,
que tant i tant ploraven:
perdien el remuc.

Ei ! I nosaltres què hem de fer?
això, això ...

Nosaltres sempre
hem d'estar alegres,
que si ploràvem
fem plorar el rei,
fem plorar el bisbe,
i els rics sensibles,
i els ducs amables,
i així plorem !

inviata da Riccardo Venturi - 18/2/2006 - 22:39




Lingua: Portoghese (Português brasileiro)

La stupefacente versione brasiliana dei Selton, una band brasiliana che ha realizzato un disco (Banana à milanesa) con le canzoni di Enzo Jannacci. La canzone è ascoltabile dal sito myspace del gruppo

I testi dell'album
Selton
EU VI UM REI

Eu vi um rei!
Ele viu o que?
Ele viu um rei.
Ah tá, tá bem, vem pra cá, conta bem.
Um rei que chorava aos prantos cavalgando, chorava tantas lagrimas…
Chorava o quê?
Molhava o seu cavalo.
Pobre do rei.
E coitado do cavalo…
Ah tá, tá bem, vem pra cá, conta bem.

O imperador lhe roubou um belo dia o seu castelo…
Mas que azar!
Dos trinta e dois que ele tem por lá.
Pobre do rei.
E coitado do cavalo!

Ah tá, tá bem, vem pra cá, conta bem.

Eu vi um bi…
Como é que é?
Ele viu um bis-po!
Ah tá, tá bem, vem pra cá, conta bem.

E também ele, o bispo, chorava, fazia um papelão, mordia uma mão…
A mão de quem?
A mão do sacristão.
Coitado bis-po.
E pobre do sacristão…

Ah tá, tá bem, vem pra cá, conta bem.

É que o cardial lhe roubou um belo dia uma igrejinha…
Ó coitadinho!
Das trinta e duas que ele tem por lá.
Coitado bis-po.
Ai, pobre do sacristão.
Ah tá, tá bem, vem pra cá, conta bem.

Eu vi um de nózes!
Ele viu o que?!
Ele viu um de nós. (Um camponês)
Ah tá, tá bem, vem pra cá, conta bem.
O bispo, o rei, o imperador, o sacristão e o cardial passaram a mão sem pena
na casa, na granja, levaram a vaca, o violão, a árvore de caqui, o rádio de pilha, o disco do Belchior, a mulher…
E mais o que?
Seu filho mais gordo.
Ah tá, tá bem…
Depois mataram o seu porco.
Pobre leitão.
É… o porco, né?
Ah tá, tá bem, vem pra cá, conta bem.

Mas ele não chorava. Pelo contrário, gargalhava… ha ha ha ha ha ha ha ha…
Tá pinel?
Não.
É porque nós somos minhoca da terra!
E sempre alegres vamos estar, que o nosso choro faz mal ao rei; faz mal ao bispo e ao imperador que ficam tristes se nos vêem com dor.
E sempre alegres vamos cantar que o nosso choro faz mal ao rei; machuca os ricos e os cardiais que ficam tristes com os nossos ais… laia laia laia laia, laia laia laia laia, laia laia laia laia, laia laiaaaaa… be.

26/4/2008 - 23:05


La più popolare versione di questa canzone è tuttora sicuramente quella incisa nel 1968 da Enzo Jannacci nel 45 giri della ARC (casa sussidiaria della RCA) (il relativo video è visibile nell'apposita sezione)

L'arrangiamento - a sua volta godibilissimo - è di Luis E. Bacalov (che all'epoca, assieme ad Ennio Morricone, si occupava della quasi totalità degli arrangiamenti e delle orchestrazioni in RCA), ed è di recente così stato commentato dallo stesso Bacalov nel libro "C'era una volta la RCA" (2007), di Maurizio Becker, editore Coniglio, pagina 163:

Becker: Però i suoi arrangiamenti di quel periodo sono bellissimi e tutt'altro che standard ...

Bacalov: Forse perchè mi sforzavo di immettere qualcosa di diverso, di ispirarmi alla mia formazione classica. Con Jannacci ad esempio mi sono divertito molto.

Becker: C'è un arrangiamento che giudica significativo, in questo senso?

Bacalov: Quello di "Ho visto un re": seppur in maniera molto semplificata, è una rivisitazione di un certo modo di scrivere tipico di Stravinsky.

Alberta Beccaro - Venezia - 21/1/2008 - 03:41


Io sono in possesso di alcuni brani "bey" del Monte Amiata disponibili per un'eventuale confronto.

smakko - 22/6/2008 - 10:52




Lingua: Italiano

Versione di Dario Fo a "Che tempo che fa" 19-12-2011 Rai3
Dai dai, conta su...ah be, sì be...
- Ho visto un re.
- Sa l'ha vist cus'è?
- Ha visto un re!
- Ah, beh; sì, beh.
- Un re che piangeva seduto sulla sella
piangeva tante lacrime, ma tante che
bagnava anche il cavallo!
- Povero re!
- E povero anche il cavallo!
- Ah, beh; sì, beh.
- È l'imperatore che gli ha portato via
un bel castello...
- Ohi che baloss!
- ...di trentadue che lui ce n'ha.
- Povero re!
- E povero anche il cavallo!
- Ah, beh; sì, beh.
- Ho visto un vesc.
- Sa l'ha vist cus'è?
- Ha visto un vescovo!
- Ah, beh; sì, beh.
- Anche lui, lui, piangeva, faceva
un gran baccano, mordeva anche una mano.
- La mano di chi?
- La mano del sacrestano!
- Povero vescovo!
- E povero anche il sacrista!
- Ah, beh; sì, beh.
- è il cardinale che gli ha portato via
un'abbazia...
- Oh poer crist!
- ...di trentadue che lui ce n'ha.
- Senza l'ICI
- Senza l'ICI?
- Senza Alici
- Povero vescovo!
- E povero anche il sacrista!
- Ah, beh; sì, beh.
- Ho visto un ric.
- Sa l'ha vist cus'è?
- Ha visto un ricco! Un sciur!
- Ah, beh; sì, beh.
- Il tapino lacrimava su un calice di vino
ed ogni go-, ed ogni goccia andava...
- Deren't al vin?
- Sì, che tutto l'annacquava!
- Pover tapin!
- E povero anche il vin!
- Ah, beh; sì, beh.
- Il vescovo, il re, l'imperatore
l'han mezzo rovinato
gli han portato via
tre case e un caseggiato
di trentadue che lui ce n'ha.
- Pover tapin!
- E povero anche il vin!
- Ah, beh; sì, beh.
- Ho vist un villan.
- Sa l'ha vist cus'è?
- Un contadino! un operaio è la stessa cosa
- Ah, beh; sì, beh.
- Il vescovo, il re, il ricco, l'imperatore, un industriale
persino un deputato, l'han mezzo rovinato
gli han portato via:
la casa
il cascinale
la mucca
il violino
la radio a transistor
i dischi di Little Tony
la moglie!
- E po`, cus'è?
- Un figlio militare che poi non è tornato
gli hanno ammazzato anche il maiale...
- Pover purscel!
- Nel senso del maiale...
- Ah, beh; sì, beh.
- Ma lui no, lui, non piangeva, anzi: ridacchiava!
Ah! Ah! Ah!
- Sa l'è, matt?
- No!
- Il fatto è che noi villan...
Noi villan...
E sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam
e sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam!

inviata da DonQuijote82 - 21/12/2011 - 15:11


Mi spiace contraddire l'amico Claudio Cormio, ma la canzone c'era anche nella prima versione di Ci ragiono e canto. Allora era cantata da Ivan Della Mea e da uno del gruppo dei Piadena, credo Amedeo Merli. A questo proposito ne ho parlato un Bruno Fontanella, uno dei protagonisti dello spettacolo, proprio all'ultima festa a casa del Miciu a Pontirolo perché ricordavo la canzone, ma non esattamente da chi era cantata. Per controllare basterebbe ascoltare i nastri dello spettacolo depositati all'Istituto Ernesto De Martino di Sesto Fiorentino.
Riccardo Schwamenthal

Riccardo Schwamenthal - 1/4/2012 - 15:53


Volevo aggiungere ancora un paio di cose: nel programma cartaceo di "Ci ragiono e canto" la canzone non c'è e probabilmente Claudio è stato tratto in inganno da questo. Per ovvie ragioni anagrafiche Claudio Cormio non può avere esperienze "assolutamente dirette" dello spettacolo. Io avevo seguito le prove e ho visto sia la prima di Torino che quella di Milano e nei miei ricordi "Ho visto un re" c'è. Come c'è in quelli di Bruno Fontanella che era uno dei protagonisti dello spettacolo.
C'è un'altra cosa invece su cui mi sto battendo da anni all'interno dell'Istituto Ernesto De Martino ed è la pubblicazione di un CD con la versione INTEGRALE di "Ci ragiono e canto" in sostituzione di quello attualmente in vendita che non è che la copia del vecchio, pur bellissimo, LP. Credo che la cosa sia possibile perché, come ho detto nel post precedente, i nastri ci sono, ma manca la volontà di fare quest'operazione che, secondo me, potrebbe avere anche un certo successo commerciale. E a questo proposito ho cercato di far fare la stessa cosa con "Bella Ciao", anche se adesso - e sottolineo ADESSO proprio perché è da un bel po' che mi sto battendo per questa operazione,- è un problema più complesso perché oramai i nastri dello spettacolo integrale registrati da Roberto Leydi si trovano a Bellinzona. Per entrambe queste operazioni ho dato la mia disponibilità a fare questo lavoro personalmente o dare una mano a chi ha più competenza specifica di me nel campo della produzione discografica.
Mi farebbe piacere se riuscissi a trovare qualche altra persona che condividesse queste mie idee e potesse darmi un aiuto morale sulla stampa e sul web perché l'operazione vada a buon fine.

Riccardo Schwamenthal - 15/4/2012 - 11:19


E po', cus'è?? Vabbè, passi per il cascinale,la mucca, il maiale, il violino, la scatola di scacchi.. e pure la moglie!.
Ma i dischi di Little Tony! Quelli proprio no! :)))

Un cuore matto - 26/8/2012 - 21:05


Anch'io darei da matti se mi portassero via i dischi di Rita Pavone: la prima Rita, dalla bella voce stridula.

teddy - 29/8/2012 - 10:55


L'ascolto di un "bei" amiatino raccolto da Caterina Bueno ha ispirato "Ho visto un re".
In questo video Dario Fo racconta l'episodio.

Giovanni Bartolomei da Prato - 8/2/2013 - 20:15


Mi è dispiaciuto anche per Little Tony, anche se non sono mai stata una fan delle sue canzoni. I suoi dischi valevano pur qualcosa se vescovi, re e imperatori se li accaparravano....

Silva - 28/5/2013 - 11:34




Lingua: Italiano

Canzone della Bandabardò da "tre passi avanti" (2004) che cita e omaggia Ho visto un re

SEMPRE ALLEGRI

Datemi i mulini a vento
le chiavi del convento
la soluzione a tutti i difetti miei
è la solitudine (ma non la vorrei)...

All' attacco miele e tabacco!!!!!?

Sono nato sulle ossa rotte
dalla parte più forte
La fortuna è un fatto di geografia
Voglio un 2 cavalli armato di energia 

ALL' ATTACCO MIELE E TABACCO
E VINO NERO CONTRO L' ACIDITÀ
La danza dell' arroganza ha da finire e presto finirà

Non lascerò il timone al tempo
guardo l'orizzonte ogni momento
cerco soluzioni e trucchi di magia
credo che alla fine arrivi la cavalleria

ALL' ATTACCO MIELE E TABACCO
E VINO NERO CONTRO L' ACIDITÀ
Grido!!! senza permesso senza rumore nessuno sentirà

Datemi i mulini a vento
le chiavi del convento
la soluzione a tutti i difetti miei
è la solitudine ma...

Sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam

inviata da Donquijote82 - 1/8/2015 - 10:02


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