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Before 2011-6-29

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A Torino, piazza San Carlo

Anonymous
Da bravo torinese, ho fatto qualche ricerca a partire anche dalle note inserite su Il Deposito evidentemente dopo che Riccardo aveva scovato il testo di questa canzone.

L’autore è Angelo Brofferio che probabilmente la scrisse nel 1831, all’epoca della sua adesione alla carboneria dei Franchi Muratori.
E la canzone racconta dei moti carbonari del 1821, quelli di Santorre di Santarosa, quelli traditi dal principe Carlo Alberto di Savoia, il “re tentenna” che in un primo momento aveva appoggiato i rivoluzionari, quelli poi repressi nel sangue dagli austriaci chiamati dal di lui fratello Carlo Felice….
Bartleby 2011/6/29 - 11:23

1871

1871
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/6/29 - 10:43
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L'isola che se ne andò

Questa, purtroppo, è una storia incredibilmente vera, a dimostrazione dell’ottusità umana e della stupidità di tutte le guerre…. La storia di quest’isola era lì, già bella e pronta, mi sono limitato a darle la coscienza necessaria a salvarla… l’isola è ancora sotto il mare ma la bega diplomatica, assurdo ma vero, a 180 anni di distanza, non si è ancora placata… nel 2002 una scossa ha fatto presagire un suo riaffiorare, il Times ha salutato il ritorno di un’isola inglese, gli italiani si sono affrettati a deporre sulla cima sommersa una lapide di rivendicazione territoriale…..
Giulia, Nerita, Corrao, Hotham,
(Continues)
Contributed by Alberto Marchetti 2011/6/28 - 10:07

No trivelle di Susa

Alessio Meyer – Raul Majero
Gennaio 2010, presso autoporto di Susa
guida sicura…a bassa velocità!

Canzone del Presidio NO TAV

Sull’aria della canzone dei contrabbandieri
A l’è partito un treno da Roma,
(Continues)
Contributed by adriana 2011/6/28 - 07:42
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Cima Vallona

sig Rescigno, mi chiamo Piersergio Piva e sono nipote dell'alpino ARMANDO PIVA di anni 22 non ancora compiuti al momento del suo assassinio, io avevo solo 4 anni e non ricordo nulla di quei tristi giorni pero' mi raccontano di un ragazzo molto buono d'animo che mi portava le caramelle quando veniva a trovarci...mi puo' dire esattamente per che periodo lo ha frequentato?
Ringrazio fin d'ora per una sua cortese risposta.
2011/6/27 - 19:36
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La Santa Caterina dei pastai

La musica però dovrebbe essere opera del Gruppo Padano di Piadena ("utilizzando ed elaborando inconsapevolmente un motivo popolare di autore ignoto") che la incise pure per i Dischi del Sole nel 1962.
Bartleby 2011/6/27 - 14:34

Canto del bastone

[composta tra il 1958 e il 1962]
Parole di Franco Antonicelli
Musica di Fausto Amodei
Testo trovato su “Cantacronache – Un’avventura politico musicale degli anni 50”, a cura di Emilio Jona e Michele L. Straniero, CREL Scriptorium 1995.

Dedicata a Turi Vaccaro, Alberto Perino e le centinaia di attivisti NO TAV che questa mattina hanno cercato di resistere all’ennesima aggressione degli sgherri del Potere il quale, timoroso di non riuscire più a mettere le proprie grinfie sulle centinaia di milioni di euro dell’Unione Europea, ha “risolto” la questione alla solita maniera, con la violenza.
Ma non è ancora finita…
“A SARÀ DÜRA!”
Su, cittadini, non stateci a guardare
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/6/27 - 14:01

Mottetto n.1

[composta tra il 1958 e il 1962]
Parole di Michele L. Straniero
Musica di Sergio Liberovici
Testo trovato su “Cantacronache – Un’avventura politico musicale degli anni 50”, a cura di Emilio Jona e Michele L. Straniero, CREL Scriptorium 1995.
Meglio vivere un sol giorno da leone
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/6/27 - 11:36

Canzone lieta

[composta tra il 1958 e il 1962]
Parole di Emilio Jona
Musica di E. Tretti
Testo trovato su “Cantacronache – Un’avventura politico musicale degli anni 50”, a cura di Emilio Jona e Michele L. Straniero, CREL Scriptorium 1995.

Contrappunto a Canzone triste.
Voi mi chiedete una lieta canzone
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/6/27 - 11:13
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Canzone dei fiori e del silenzio

[1958]
Parole di Emilio Jona
Musica di Sergio Liberovici
Testo trovato su “Cantacronache – Un’avventura politico musicale degli anni 50”, a cura di Emilio Jona e Michele L. Straniero, CREL Scriptorium 1995.
Interpretata da Margot nell’album “Canti per noi” del 1964.

Canzone manifesto del Cantacronache…
Ci dicono cantate
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/6/27 - 10:53

Inno nazionale

[composta tra il 1958 e il 1962]
Parole di Franco Fortini
Musica di Sergio Liberovici
Testo trovato su “Cantacronache – Un’avventura politico musicale degli anni 50”, a cura di Emilio Jona e Michele L. Straniero, CREL Scriptorium 1995.
Fratelli d’Italia,
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/6/27 - 10:40
Song Itineraries: Anthems and Anti-Anthems

Teddy-boy

[composta tra il 1958 e il 1962]
Parole di Giorgio De Maria
Musica di Sergio Liberovici
Non credo che sia mai stata incisa.
Testo trovato su “Cantacronache – Un’avventura politico musicale degli anni 50”, a cura di Emilio Jona e Michele L. Straniero, CREL Scriptorium 1995.

Cantacronache

Si vedano anche I Teddy Boys e E poi poi poi ci chiamavano teddy boys
Camminavano a braccetto lenti lenti,
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/6/27 - 10:29
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Il censore

[1966?]
Parole e musica di Fausto Amodei
Testo trovato su “Cantacronache – Un’avventura politico musicale degli anni 50”, a cura di Emilio Jona e Michele L. Straniero, CREL Scriptorium 1995.



Ho più di un dubbio sull’anno di composizione di questa canzone.
Infatti parrebbe che sia stata pubblicata per la prima volta nel disco di Amodei “Le canzoni di Fausto Amodei 1” ma sul libro del Cantacronache viene associata ad un episodio risalente al 1966. Infine, i dischi del Cantacronache furono ripubblicati nel 1971 e questo brano potrebbe essere stato aggiunto per l’occasione…

Comunque… “Il censore” si riferirebbe allo “scandalo” suscitato dai risultati di un’inchiesta sulla sessualità tra i giovani pubblicati da “La Zanzara”, giornale del Liceo Parini di Milano. Nel febbraio del 1966, i tre redattori del giornale studentesco, Marco De Poli, Claudia Beltramo Ceppi e Marco Sassano, pubblicarono... (Continues)
Non so dirvi se sia nato sotto un cavolo
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/6/27 - 10:01
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Why We Build the Wall

[2010]
Anaïs Mitchell feat.Greg Brown
Album: Hadestown

Hadestown is the fourth album by Vermont-based Anaïs Mitchell, and was released by Righteous Babe Records in the U.S. on March 9, 2010. The album, a concept album, follows a variation on the Ancient Greek myth of Orpheus and Eurydice, where Orpheus must embark on a quest to rescue his wife Eurydice from the underworld. It has been advertised as a 'folk opera'.[1] Several of the songs feature singers other than Ms. Mitchell, such as Justin Vernon (better known as lead vocal and guitar from Bon Iver), Ani DiFranco, Greg Brown, and Tanya, Petra and Rachel Haden (referred to in the track listing as 'The Haden Triplets').
Hadestown: A folk opera retelling of the story of Orpheus journey to the underworld to save his wife Eurydice, in the setting of a post-apocalyptic depression era America. Rich with archetypal images and elements, and... (Continues)
Why do we build the wall, my children, my children?
(Continues)
Contributed by giorgio 2011/6/27 - 08:20
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Che il Mediterraneo sia

Ho avuto il piacere si ascoltarti dal vivo ieri sera ed è stato bellissimo,musica che trasportava
Lucia Savo Sardaro 2011/6/26 - 22:05
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We Don't Want Another Vietnam in Afghanistan

[2011]
Lyrics by Jimmy Cliff
Music:sung to the tune of "Vietnam"

Jimmy Cliff sang this at the Glastonbury Festival on 24 June 2011, changing the title of his 1960s anti-war hit "Vietnam" to "Afghanistan". His uncompromising anti-war message was broadcast to a huge TV audience..
Hey,
(Continues)
Contributed by giorgio 2011/6/26 - 20:28
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Bruce Springsteen: Tenth Avenue Freeze-Out

Grazie di aver inserito questa canzone, la storia dell'entrata di Clarence Clemons nella band. Ora che Big Man se n'è andato il mondo è più triste, ma l'amore sprigionato dalle note del suo sax vivranno in eterno.
Buon viaggio, Big Man.
Luca 'The River' 2011/6/26 - 16:20
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Il poeta

Cosa importa chi è Marcello De Angelis? Ha scritto o no questa canzone? E' bellissima! E personalmente la trovo commovente e ricca di sentimento non dobbiamo pensare a quello che ha fatto o ha detto De Angelis ma a quello che sentiamo dentro quando ascoltiamo le parole di questa canzone.

Scusate il disturbo,Buona domenica a tutti :)
Simone Cuffini 2011/6/26 - 11:32
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Lulù e Marlène

una coppia che si è separata a causa della guerra...
2011/6/26 - 08:27
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T'he conegut sempre igual

mancava la traduzione in italiano!
Ti ho conosciuto sempre uguale
(Continues)
Contributed by Emanuele Felice 2011/6/26 - 01:49
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Est-ce ainsi que les hommes vivent ?

spiace contraddire l'autorevole giudizio di marco Valdo, ma la traduzione di Lele felice non è una buona traduzione. Un Poema di questo calibro merita chi sappia riprodurne l'intensità che emana, nella nostra bellissima lingua.
Maurizio . 25 giugno 2011
2011/6/26 - 01:46
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Chiusi dentro

Version française – DEDANS – Marco Valdo M.I. – 2011
Chanson italienne - Chiusi dentro – Angelic Riot – 2005

Cette chanson de dénonciation du système carcéral italien est née après une visite en prison ( à San Vittore – Milan), – heureusement pas comme détenu – où je suis entré en contact avec cette réalité. Nous ne pouvons fermer les yeux pour ne pas voir dans quelles conditions on vit « dedans ». La prison n'est pas à but punitif, mais rééducatif. Quelqu'un qui sort d'une prison ainsi ne pourra jamais s'améliorer ni être aidé, même pas si il le veut lui-même.

Sans vouloir s'étendre trop, dit Marco Valdo M.I., on peut affirmer que c'est pareil dans tous les systèmes pénitentiaires du monde ou pire... En fait, tant que durera la Guerre de Cent Mille Ans, on ne pourra espérer réellement changer les choses, car en réalité, la prison, le système pénitentiaire n'entend pas jouer un rôle éducatif... (Continues)
DEDANS
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2011/6/25 - 22:37
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Freedom for Palestine

E’ PARTITA LA PRIMA BARCA DELLA FREEDOM FLOTILLA 2

La prima delle due barche francesi e prima tra tutte la barche della Flotilla è partita questa mattina, lasciando le coste francesi e si trova ora in navigazione. A bordo 40 passeggeri. La Frredom Flotilla è UFFICIALMENTE partita.
Fonte : Freedom Flotilla Italia
adriana 2011/6/25 - 18:08

Storia di Rosa

[2000]
Testo e Musica di Nonò Salamone
Album: Rocca Calamita

La "Storia di Rosa", ispirata anch'essa a un fatto realmente accaduto, è un altro brano che riappare nell'ultimo CD di Nonò Salamone, "Focu Ardenti" (2008), prodotto da Navarra Editore, che raccoglie il meglio del repertorio dello storico cantastorie siciliano. L'album contiene 15 pezzi, tra cui Malarazza, Turiddu Carnivali e Ballata contro la mafia.
Rosa avìa quinnici anni, era figghia d'un dutturi
(Continues)
Contributed by giorgio 2011/6/25 - 17:04
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Musikanti

Ciao, miei amici!
Soy Gustavo Sierra. Tengo una probable canción contra la guerra, de origen romaní, que escuché en el disco del grupo checo Gothart "Adio querida". Se llama "Musikanti":

"Ked mi kardtka prišla narukovat
začeli mi slizi z oču padat
Mili musikanti zahrajte mi čerdaš
pervego oktobra mam rukovat
Mili musikanti zahrajte mi čerdaš
pervego oktobra mam rukovat

Kana gardka kudlu ko slugadža,
začinde te rovel mire jakha,
mire lavutara bašaven čardaši(s),
kaj mange te khelav mira dake
mire lavutara bašaven čardaši(s),
kaj mange te khelav mira dake"

Conseguí una traducción aproximada de la primera estrofa, que es algo así como: "Cuando me enteré de mi ocupación/ me puse a llorar/ Queridos músicos, tocadme un "czardas"/ El primero de octubre/ debe alistarse..."
Parece ser una canción tradicional de los gitanos de Chequia, y da la impresión de que en alguna guerra (¿la I... (Continues)
Ked mi kardtka prišla narukovat
(Continues)
Contributed by Gustavo Sierra 2011/6/25 - 12:55
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La guardia rossa

la guardia rossa,penso sia la prima canzone di cui ho ricordo perchè mio padre la cantava per farmi addormentare fin da molto piccolo,ma non mi è mai sembrata una canzone nè contro la guerra nè pacifista anzi...ancora ora vedo chiaramente,come questa canzone mi emozionava e guidava la mia fantasia dove ero io la guardia, vestito di tutto punto dell'uniforme dell'armata del popolo, fascia rossa con falce e martello al braccio e mitra in mano dentro quella fantomatica "fossa".Fantomatica perchè ricordo anche che la fossa aveva qualcosa che non mi tornava dato che per mè era un semplice bel buco in terra e la fierezza che provavo si scontrava col vedermi solitario marciare avanti e indietro in un buco in terra...ad ogni modo, che ci fa in mezzo alle antiwarsongs?
saluti a pugno chiuso
in ricordo dei tanti caduti combattendo, armi alla mano, per difenderci da tutti i fascismi e imperialismi
Giovanni
giuvaOK@gmail.com 2011/6/25 - 03:10

Sonate au clair de Lune

Sonate au clair de Lune

Canzone française – Sonate au clair de Lune – Marco Valdo M.I. – 2011
Histoires d'Allemagne 39

Au travers du kaléidoscope de Günter Grass. : « Mon Siècle » (Mein Jahrhundert, publié à Göttingen en 1999 –
l'édition française au Seuil à Paris en 1999 également) et de ses traducteurs français : Claude Porcell et Bernard Lortholary.

Connais-tu, Lucien l'âne mon ami, Lady Godiva ? Sais-tu l'histoire de cette belle dame qui s'en alla par la ville perchée sur le dos d'un cheval blanc, vêtue seulement de ses cheveux...

Et comment que je la connais et je connais tout aussi bien le cheval qui la portait, c'était une haquenée... Moi, j'étais là et j'aurais bien aimé la prendre sur mon dos... Mais comme tu le vois, je ne suis qu'un pauvre âne... J'ai le poil rude et noir et le sort des ânes noirs est moins brillant que celui des belles et douces haquenées blanches. De... (Continues)
Je suis le Conteur d'une « Sonate au Clair de Lune »
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2011/6/24 - 22:13
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I Am Mine

Il testo sarà chiaro, 5 righe di frasi senza una virgola un po' meno.
Lovly 2011/6/24 - 16:03
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Napoli

Guardo la fotografia del vicolo di Napoli dominato dal mucchio delle immondizie, e mi viene in mente Alfredo Panzini che commentava le notizie sui morti della prima (o della seconda?) guerra balcanica, dicendo: "ecco la piramide della nostra civiltà", perché li immaginava accatastati l'uno sull'altro, come oggi vediamo i sacchetti della spazzatura napoletana. Di fronte ai quali anche a me viene da dire: "ecco la piramide della nostra civiltà". A ognuno la sua piramide.
I morti delle guerre balcaniche furono caterve: ma noi - o meglio, i nostri liceali - di quelle guerre anticipatrici nell'orrore dell'imminente primo conflitto mondiale non sappiamo altro che le festose sparate futuristiche di F. T. Marinetti sull'assedio di Adrianopoli (oggi Edirne). Ma più che futuriste, surreali mi sembrano le sparate di Berlusconi, ieri, e di de Magistris, oggi, a proposito della spazzatura di Napoli.... (Continues)
Gian Piero Testa 2011/6/23 - 22:42
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Chiusi dentro

che piacere trovare la mia song sul sito...
l'ho caricata ora su megaupload. ve la potete scaricare a questo link visto che difficilmente la troverete da qualche altra parte

http://www.megaupload.com/?d=HX4OHMG3
kikko 2011/6/23 - 21:12
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Oblivion

The day has come, the time is near
(Continues)
Contributed by SamuraiMaster 2011/6/23 - 20:25
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Tira a campà

Chanson italienne – Modène – d'après la version italienne – Tira a campà - Sine Frontera – Texte d' Antonio Resta

J'aime beaucoup ce titre … dit Lucien l'âne en riant de tout son piano. Ce diable par la queue, ce pauvre diable qu'on tire par la queue... Je n'aimerais pas être à sa place... Et puis, elle doit être bien longue sa pauvre queue tant on a tiré dessus.

J'imagine assez bien que pour le diable, la chose doit être pénible. Je n'aimerais pas non plus qu'on me martyrise ainsi et pour ce qui est de la longueur de la queue du diable en supposant que chaque personne qui tire dessus l'allonge ne fût-ce que d'un centimètre... elle doit atteindre des distances considérables... D'ici au soleil ou même au-delà de la galaxie... Mais revenons sur terre où cette expression veut tout simplement dire qu'on vit dans une misère assez profonde, mais que finalement on parvient quand même à tout juste... (Continues)
LE DIABLE PAR LA QUEUE
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2011/6/23 - 16:13
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Il Golico

[1981]
Dall’album “Voci della montagna Vol.2”
Le parole (scritte con l’apporto del paroliere Carlo Geminiani) sono ispirate alla testimonianza di Giulio Bedeschi, medico e alpino, sopravvissuto alle campagne di Grecia e di Russia ed in seguito autore del celebre “Centomila gavette di ghiaccio”, stracensurato nel dopoguerra e pubblicato per la prima volta solo nel 1963.
Musica di Bepi De Marzi.

[Nell’autunno del 1940] “Gli Alpini, soprattutto quelli della Divisione Julia, erano partiti per il fronte greco, per una guerra che i governanti di allora si illudevano fosse poco più di una passeggiata: “Spezzeremo le reni alla Grecia …”, era lo slogan dei capi fascisti.
La Julia, che già era stanziata in Albania, iniziò la sua tragedia il 26 ottobre 1940 con l’attacco ordinato dal Comando Supremo in una stagione autunnale che, per l’arrivo delle piogge e delle prime nevi, non era quella opportuna... (Continues)
Se la Julia non fesse ritorno,
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/6/23 - 11:43
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Quando il Signore le nostre catene (Salmo 125)

In “Salmi di padre David Maria Turoldo”, pubblicato nel 2006
Parole di David Maria Turoldo
Musiche di Ismaele Passoni e Bepi De Marzi
Esecuzione del coro I Crodaioli con l'accompagnamento all'organo di Francesco Finotti.

Reinterpretazione turoldiana di una preghiera tratta dal Libro dei Salmi e risalente al VI secolo a. C. quando, alla sconfitta dei babilonesi da parte dei persiani, i Giudei, che dai babilonesi erano stati a loro volta sconfitti anni addietro e deportati in Babilonia, poterono tornare in Palestina. In realtà, l’esilio babilonese toccò soltanto all’élite politico-religiosa del Regno di Giuda, mentre tutta la popolazione rurale rimase in Palestina e proseguì i propri culti anche in assenza dei “dirigenti”. Quando questi tornarono, il popolo fu ovviamente felice – come ben è descritto nel salmo – e propose loro di riedificare insieme il tempio, ma i sacerdoti ed i potenti... (Continues)
Quando il Signore le nostre catene
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/6/23 - 11:15
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Motorizzati a piè

Credo che il testo originale sia il secondo, risalente al 1940 ed alla campagna di Grecia, subito seguita da quella di Russia. In entrambe gli alpini morirono come mosche. Su qualche sito militare si specifica che la canzone sarebbe nata all'interno della brigata alpina Julia

In Grecia gli italiani invasori (che nel 1928 avevano addirittura siglato un trattato di amicizia con i greci… Non vi ricorda qualche evento più recente?) furono inchiodati dalla controffensiva ellenica e se non fosse stato per l’intervento dei nazisti la disfatta sarebbe stata clamorosa. Tra morti, feriti, dispersi e congelati, gli italiani ebbero un numero enormemente superiore di perdite rispetto ai greci. In Russia andò assai peggio: di 230.000 soldati impegnati in quel corpo di spedizione (noto con le sigle di CSIR e ARMIR) circa la metà ci lasciarono la pelle o rimasero gravemente feriti e altri 60.000 furono... (Continues)
Bartleby 2011/6/23 - 09:28
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رسالة للعالم

il testo trascritto con l'alfabeto arabo usato nelle chat.
Resala Ela Al 3alam
(Continues)
Contributed by CCG/AWS Staff 2011/6/22 - 23:49
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Άρνηση [Στο περιγιάλι το κρυφό]

Che sia stato Duilio del Prete? Era compagno dell'Aldini, traduceva Brel e se la intendeva con Astor Piazzolla, magari sapeva pure il greco...
Bartleby 2011/6/22 - 23:32
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Stop the Violence

Stop killing innocent people
(Continues)
Contributed by SamuraiMaster 2011/6/22 - 23:31
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OK papà

[1977]
E' il brano che chiude l'album "Aida"

Nel giugno di 30 anni fa Rino Gaetano, gravemente ferito in un terribile incidente stradale, moriva dopo essere stato rifiutato (si dice) da ben cinque ospedali, comunque morto di "malasanità" così come tanti, come troppi ancora oggi, e - cosa un poco inquietante - così come lui stesso aveva, senza saperlo, "previsto" ben dieci anni prima in una canzone misconosciuta (bruttina parecchio, a dire il vero) intitolata "La ballata di Renzo", forse scritta in morte di un amico, un po' come la più celebre che fà "lunga e diritta correva la strada" di Guccini (che amo sempre cantare alla guida della mia vecchia Panda e senza toccarmi le balle, chè sennò rischio d'ammazzarmi davvero!):

Quel giorno Renzo uscì, andò lungo quella strada
e una Ferrari contro lui si schiantò
il suo assassino lo aiutò e Renzo allora partì
verso un ospedale che lo curasse... (Continues)
Il corredo ce l'hai già pronto,
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/6/22 - 23:13
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Americon

With our callous minds we infect
(Continues)
Contributed by SamuraiMaster 2011/6/22 - 22:56
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Public Display of Dismemberment

Anarchy, disarray this is the world today
(Continues)
Contributed by SamuraiMaster 2011/6/22 - 22:55
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Expendable Youth

Gun down cold on a raw deal
(Continues)
Contributed by SamuraiMaster 2011/6/22 - 22:47
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Cara burbetta

Anonymous
Bisognerebbe, in un sito come questo, recuperare le canzoni di quando c'era la naja. Io, che non ero obiettore e che ho fatto l'alpino nella Genio Pionieri Tridentina a Bressanone/Brixen e dintorni, ricordo, molto alla rinfusa, questo cantare interminabile, che ad un certo punto ritornava su se stesso e poteva venire ricominciato e continuato, vino iuvante, fino alla vera e propria nausea. Probabilmente si componeva di molte canzoni diverse: per esempio, alcune strofe ricordano quelle delle mondine (in fondo quelle ragazze facevano anche loro una naja...), altre strofe si cantavano sull'aria di Bandiera Rossa, alcune erano adattate al Genio Alpino, ma erano probabilmente comuni a tutta la naja, eccetera. Non sono uno specialista di questo genere: ma penso che non sarebbe male interessarsene con un po' di filologia. Mando quello che mi ricordo come materiale grezzo. Magari, piano piano,... (Continues)
Gian Piero Testa 2011/6/22 - 22:26




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