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Before 2011-2-16

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Nero

Un altro collage: Colours di Donovan, La fòla ed la sira e La ballata della dama bianca dei Modena City Ramblers, La Corte dei miracoli dei Gang, The Colour of the Earth di Pj Harvey, Pescatore di Pierangelo Bertoli, La Badoglieide di Nuto Revelli, Siamo gli operai di Fabrizio Varchetta
Giallo è il colore dei capelli del mio vero amore al mattino,
(Continues)
Contributed by TjDj 2011/2/16 - 09:02
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L'angelo di Kabul

[2009]
Testo di Renato Casti
Musica di Nicola Garassino

dall'album "L'Angelo di Kabul e altre storie"
edizioni musicali etichetta "CANTERO'" di Asti
Solo ieri
(Continues)
Contributed by giorgio 2011/2/16 - 08:50
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Ronnie

Album: Load 1996

The lyrics are based on a 1995 school shooting in Washington state. The shooter was Ron Brown, who the other kids called "Ronnie Frown."
Story starts
(Continues)
Contributed by Alan Smithee 2011/2/16 - 06:02
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Chiamami ancora amore

(2011)
Direttamente dal 61° festival di San Remo
E per la barca che è volata in cielo
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2011/2/15 - 22:11

La Locomotive unitaire

La Locomotive unitaire

Canzone française – La locomotive unitaire – 1920 – Marco Valdo M.I. – 2011
Histoires d'Allemagne 19

Au travers du kaléidoscope de Günter Grass. : « Mon Siècle » (Mein Jahrhundert, publié à Göttingen en 1999 – l'édition française au Seuil à Paris en 1999 également) et de ses traducteurs français : Claude Porcell et Bernard Lortholary.

Ah, dit Lucien l'âne , voici une nouvelle histoire de locomotive. Elle a déjà fait couler beaucoup d'encre ici la locomotive de Guccini. Est-ce de celle-là qu'il s'agit encore ?

Pas du tout. Ce serait plutôt celle de Goethe ou de Bismarck qui en rêvaient, tout comme dans le même moment, ils imaginaient un grand Reich allemand et le chemin de fer comme moyen de faire l'unité d'un si grand pays et encore si divisé. Et dans les faits, c'est ce qui finalement se produisit... Mais curieusement, ce furent les sociaux-démocrates de Weimar... (Continues)
La constitution disait :
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2011/2/15 - 22:05

Canzone per l'Egitto e per la rivolta

Anonymous
Canzone scritta da A., ragazzo egiziano in Italia in solidarietà alle lotte, ai morti, ai prigionieri e ai ribelli contro il governo di Mubarak!Al fianco di chi ha sfidato il regime di paura, controllo e polizia che teneva un popolo nella morsa della repressione e alla fine ha cacciato il rais!
Fonte www.cantiere.org
Ventiseimila sono le vittime
(Continues)
Contributed by adriana 2011/2/15 - 15:11
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Mojoj majci (Ruža Hrvatska)

questa canzone non è stata scritta per la guerra nè tantomeno durante la guerra; la canzone è nell'album del 1988 quando ancora non si parlava di guerra. E' una canzone dedicata alla madre morta, che i croati in seguito alla guerra hanno reso una canzone patriottica....ma non era di certo lo scopo del gruppo.
vesna 2011/2/15 - 14:21
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Invasion

1986
Pictures Of Starving Children Sell Records
The first world's got greedy, we're consuming it all
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2011/2/15 - 11:53
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After Shelley

2002
Readymades
Anybody can press a button and blow up a ship.
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2011/2/15 - 11:50
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British Colonialism and the Bbc

Pictures of Starving Children Sell Records 1986
Puppy eyes puppy eyes tearing claws spitting pride
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2011/2/15 - 11:47
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Coca-Colanisation

Pictures of Starving Children Sell Records 1986

Cocacolonization (alternatively coca-colonization) is a term that refers to globalization or cultural colonization. It is a portmanteau of the name of the multinational soft drink maker Coca-Cola and the word colonization.

The term is used to imply either:

the importation of Western (particularly American) goods or
an invasion by Western and especially American cultural values that threatens the local culture.[1]
While it is possible to use the term benignly, it has been used pejoratively to liken globalization to Westernization or Americanization.[citation needed]

The term has been used at least since 1949; one of the first documented uses is in the warnings in French communist press of that era.[2] It gained high visibility in the European Americanization debate with the 1994 publication of the Reinhold Wagnleitner's book, Coca-Colonization... (Continues)
Bulletin:
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2011/2/15 - 11:28
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Voglio ancora lottare

[1993]
Album: Demo Tape - Villa Ada Posse
Non devi arrenderti, non ti scoraggiare,
(Continues)
Contributed by giorgio 2011/2/15 - 09:02
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Lili Marleen [Lied eines jungen Wachtpostens]

ITALIANO / ITALIAN [6] - Alfesibeo

Ho letto le traduzioni italiane precedenti: è incredibile come si possano fare errori così grossi nella traduzione di cinque strofette! Capisco ignorare il tedesco, ma allora perché cimentarsi?? Il testo della canzone, essendo nato come poesia autonoma, ha una certa voluta ambiguità temporale; non è chiarissima la successione cronologica del contenuto delle singole strofe, se esse siano pronunciate da un morto o da un vivo o se alcune delle situazioni descritte siano già accadute o solo temute o vagheggiate da un narratore che si collochi nel mezzo del racconto. Pur in questa indefinitezza di fondo, il senso letterale è chiaro.

Alfesibeo 02-2011
LILI MARLEEN
(Continues)
Contributed by Alfesibeo 2011/2/14 - 23:22
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Bitter Branches

[2011]
Da “Let England shake”, il nuovo album con John Parish e Mike Harvey.
Let-England-Shake
“Let England shake”, fatto di rock schietto e folk essenziale ed inciso nel Dorset in una chiesa del diciannovesimo secolo, nasce dopo tre anni di scrittura accurata dei testi e cinque di studio e parla di temi importanti, su tutti la guerra. Lo scopo? Scuotere (shake) le coscienze, smuovere dal torpore la sua Inghilterra, protagonista fin dal titolo dell’opera, l’Inghilterra coloniale e quella dell’intervento in Iraq e Afghanistan, ma anche quella della battaglia di Gallipoli del 1915 in cui assieme ai francesi fallì la conquista di Costantinopoli.” (da Moby Dick di Radio2)

Leggi anche

Il conflitto globale permanente
articolo di Rachele Cinarelli

Recensione di Stefano Solventi


Bitter branches
(Continues)
2011/2/14 - 21:37
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In the Dark Places

[2011]
Da “Let England shake”, il nuovo album con John Parish e Mike Harvey.
Let-England-Shake
“Let England shake”, fatto di rock schietto e folk essenziale ed inciso nel Dorset in una chiesa del diciannovesimo secolo, nasce dopo tre anni di scrittura accurata dei testi e cinque di studio e parla di temi importanti, su tutti la guerra. Lo scopo? Scuotere (shake) le coscienze, smuovere dal torpore la sua Inghilterra, protagonista fin dal titolo dell’opera, l’Inghilterra coloniale e quella dell’intervento in Iraq e Afghanistan, ma anche quella della battaglia di Gallipoli del 1915 in cui assieme ai francesi fallì la conquista di Costantinopoli.” (da Moby Dick di Radio2)

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articolo di Rachele Cinarelli

Recensione di Stefano Solventi


We got up early,
(Continues)
2011/2/14 - 21:35
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Hanging in the Wire

[2011]
Da “Let England shake”, il nuovo album con John Parish e Mike Harvey.
Let-England-Shake
“Let England shake”, fatto di rock schietto e folk essenziale ed inciso nel Dorset in una chiesa del diciannovesimo secolo, nasce dopo tre anni di scrittura accurata dei testi e cinque di studio e parla di temi importanti, su tutti la guerra. Lo scopo? Scuotere (shake) le coscienze, smuovere dal torpore la sua Inghilterra, protagonista fin dal titolo dell’opera, l’Inghilterra coloniale e quella dell’intervento in Iraq e Afghanistan, ma anche quella della battaglia di Gallipoli del 1915 in cui assieme ai francesi fallì la conquista di Costantinopoli.” (da Moby Dick di Radio2)

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articolo di Rachele Cinarelli

Recensione di Stefano Solventi


Walker sees the mist rise
(Continues)
2011/2/14 - 21:29
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Chamamé a Cuba

Chamamé a Cuba (il chamamé è un ritmo argentino di origine africana), interpretato da un complesso cubano chiamato Moncada, è il pezzo con le parole piu divertenti che abbia mai sentito sulla agressione yanqui contro l'isola
(Carlos, da Madrid)
Una tarde de enero tomé mi canoa pa'dar una vuelta
(Continues)
Contributed by Carlos 2011/2/14 - 18:59
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Lo zio fantastico

Version française – MON ONCLE – Marco Valdo M.I. – 2011
Chanson italienne – Lo zio fantastico – Edoardo Bennato – 1992

Moi, dit Lucien l'âne, le titre de ta version de la canzone du jour me rappelle étrangement le titre d'un film des plus insolites, des plus fantasques du cinéma et plus exactement, d'un des personnages les plus extravagants de l'histoire filmique. Personnage interprété par un homme, auteur et réalisateur de Mon Oncle, film tout aussi étonnant... Je parle de Jacques Tatischeff, dit Jacques Tati. Une espèce de grand pantin incroyablement véritable, qui arrive à faire du cinéma muet parlant, enfin plus exactement, à faire – sauf erreur de ma mémoire d'âne – un film parlant sans dire un seul mot. Hallucinant !

Tu es décidément tout aussi incroyable, Lucien l'âne mon ami, et tu me stupéfieras toujours, car c'est bien à lui que je pensais en traduisant, à ces longues jambes,... (Continues)
MON ONCLE
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2011/2/14 - 18:49
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Per respingerti in mare

Album: "Per ora noi la chiameremo felicità" (2010)
Forse il nostro viaggio porta un po’ più lontano
(Continues)
2011/2/14 - 18:30

Forse un giorno

[1997]
Album: Musically
Forse un giorno nel futuro dell'umanità
(Continues)
Contributed by giorgio 2011/2/14 - 14:05
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Anidride Carbonica

Album: "Per ora noi la chiameremo felicità" (2010)

Vasco Brondi ci urla sopra le innumerevoli derive della realtà, e poco ci importa se l’intonazione è sempre la stessa e se sembra tutto sempre troppo uguale, tutto così auto-referenziale da sembrare a tratti auto-parodia.
Vasco Brondi canta per noi, dei call center, dei cieli grigi, delle cavratte blu e delle morti bianche, dei romeni e delle ronde, della crisi e dei suv, dei sindacati e del deserto di Mirafiore, delle guerre nel mondo e della guerra di tutti i giorni, nelle case di tutti, per sopravvivere.
Cose che nessun “generatore automatico di frammenti vascobrondiani” potrebbe fare con tanta squallida, sincera e viva poesia.
(dalla recensione di Fabio Gallato per "Impatto Sonoro")
E chiudi tutti i cancelli, le tue porte blindate
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2011/2/14 - 09:13
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Cara Catastrofe

Primo video tratto da 'Per ora noi la chiameremo felicità', il secondo album de Le luci della centrale elettrica, pubblicato da La Tempesta Dischi e Cara Catastrofe il 9 novembre del 2010.

"Cara catastrofe, la prima canzone del disco, la prima canzone che ho scritto di questo disco. Quella che dentro ha forse più tracce e atmosfere delle canzoni da spiaggia deturpata. Mi immaginavo questo rave su una chitarra
acustica, i capelli colorati. Questi palazzi con qualche finestra accesa e tante finestre spente, i fari delle macchine che girano attorno ad una rotatoria e non si sa dove vanno. che poi ci metteremo a tremare come la California amore nelle nostre camere separate a inchiodare stelle a dichiarare guerre a scrivere sui muri che ci fregano sempre."
sventoleremo le nostre radiografie per non fraintenderci
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2011/2/14 - 08:56
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Farewell To Sicily

d'une chanson écossaise Farewell to Sicily d'Hamish Henderson (1944) – Musique du Pipe Major James Robertson de Banff
d'après la version italienne « L’ADDIO DELLA 51 ESIMA DIVISIONE ALLA SICILIA (SPONDE DI SICILIA » de l' Hamish Henderson Folk Club

Une chanson écossaise, écrite dans le plus pur et le plus obscur dialecte des Highlands, consacrée à.. la Sicile ? En guerre, il peut aussi se passer ça.
En 1943, après le débarquement allié, le 51ième régiment d'infanterie des Highlands, venant de l'Afrique du Nord, fut mis en garnison en Sicile, avec son commandement dans la localité de Tremestieri, près de Messina en direction de Taormina.
En faisait partie le capitaine Hamish Henderson, qui dans la vie civile était un folkloriste et auteur de chansons. Un des plus grands de son pays. En 1944, quand le régiment fut déplacé et dut quitter la Sicile, Henderson écrivit une chanson qu'il fit... (Continues)
ADIEU SICILE
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2011/2/13 - 21:17
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Un canto per la pace

La CANZONE si può trovare nel CD
di RENATO CASTI
l'angelo di Kabul e altre storie...

Edizioni Musicali e Discografiche CANTERO' di ASTI
RENATO 2011/2/13 - 20:42
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Anima di spine

QUESTA CANZONE è CONTENUTA NELL'ULTIMO CD di RENATO CASTI dal titolo L'ANGELO di KABUL e altre storie...
edizioni Musicali e Discografiche CANTERO' di ASTI
Renato 2011/2/13 - 20:36
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Disertore

[1993]
Album: Demo Tape - Villa Ada Posse
Ahi ahi ahi ahi ahì
(Continues)
Contributed by giorgio 2011/2/13 - 19:23
Song Itineraries: Deserters

Chi ruba nei Supermercati?

[1992]
Testo e Musica di Francesco De Gregori
Album: Canzoni d'Amore
Oggi è un giorno che vale la pena guardarsi alle spalle
(Continues)
Contributed by giorgio 2011/2/13 - 19:17

I sogni e le idee

[2000]
Testo e Musica di Brusco
Album: Villa Ada Crew @ Raina Studio [2001]
C'è chi crede solamente al business
(Continues)
Contributed by giorgio 2011/2/13 - 15:55
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Povero me

[1992]
Testo di Francesco De Gregori
Musica di Mimmo Locasciulli e Francesco De Gregori
Album: Canzoni d'Amore
Cammino come un marziano, come un malato,
(Continues)
Contributed by giorgio 2011/2/13 - 15:21
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كلمتي حرة‎ (Kelmti Horra)‎

Ma traduction à partir de la traduction anglaise:
MA PAROLE EST LIBRE
(Continues)
Contributed by Lydie 2011/2/13 - 00:36
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مولود في فلسطين [Nací en Palestina]

JE SUIS NÉE EN PALESTINE
(Continues)
Contributed by Lydie 2011/2/13 - 00:30

La Paix

La Paix

Canzone française – La Paix – 1919 – Marco Valdo M.I. – 2011
Histoires d'Allemagne 18

Au travers du kaléidoscope de Günter Grass. : « Mon Siècle » (Mein Jahrhundert, publié à Göttingen en 1999 – l'édition française au Seuil à Paris en 1999 également) et de ses traducteurs français : Claude Porcell et Bernard Lortholary.

La dernière fois, souviens-t-en, Lucien l'âne mon ami, dit Marco Valdo M.I., nous en étions à la der des der... Une belle sonnerie, celle-là ! Et puis après,vient la paix. Précisément, la paix, c'est le thème de la canzone du jour d’aujourd’hui. La paix... Une deuxième belle sonnerie ! Enfin, on ne va pas perdre notre temps car revoici notre amie Berta... Tu te souviens de la grosse Berta, dont le mari travaillait aux aciéries Krupp à Essen et qui était furieuse qu'on ait donné son nom à cette horreur éléphantesque.

Mais oui, que je m'en souviens, dit Lucien... (Continues)
La paix ? Quelle paix ? Où ça, la paix ?
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2011/2/13 - 00:15
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Ma mi

Ho tentato tradurre in Inglese della strada
BUT ME
(Continues)
Contributed by Alan Wallach 2011/2/12 - 19:09

La fiera

Chanson italienne – La Fiera – I Fermentivi
Texte de Rocco Scotellaro – Musique d'Andrea Brignole.

Ce poème de Rocco Scotellaro nous l'avons trouvé par hasard il y a un certain temps dans un anthologie scolaire de la fin des années soixante.
Il nous a semblé d'une pauvreté et d'une simplicité et d'une réalité tellement incroyablement actuelles que nous avons dû penser à la mettre en musique.
On a fait un petit ajustement du texte, en modifiant l'un ou l’autre mot, pour d'évidentes nécessités de métrique, mais sans absolument en changer le sens.

C'est une de ces habituelles histoires que la guerre fait surgir, aux marges de sa marche toute scintillante d'« idéaux » et grondante de sang trop souvent innocent.

C'est une histoire de la seconde guerre mondiale, mais c'est une histoire commune à chaque époque, à chaque pays. Une de ces histoires que les journaux n'écrivent pas, une histoire... (Continues)
LA FOIRE
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2011/2/12 - 14:08

I ragazzi di Beirut

[1988]
Album: Non voglio essere uno spirito
I ragazzi di Beirut hanno gli occhi dolci
(Continues)
Contributed by giorgio 2011/2/12 - 08:33
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Tammurriata nera

grandissimi. ero un po' depresso ma "you made my day" (m'avit accunciat''a nuttat) :)

solo un commento: io da piccolo quel verso l'avevo imparato cosi'(non so nemmeno come e da chi):

ll'atu juorn' a piazza dante
UOCCH CHIN E MMANE VACANT

(e non 'o stommaco mio era vacante)

è sicuramente corretta la vostra (come la canta la NCCP), ma la mia mi piace assaie...
occhi pieni e mani vuote... tutta l'amarezza di chi non ha niente e si vede davanti ogni ben di dio (immagino portato dagli americani e rivenduto al mercato nero)

ciao, e continuate cosi'
PS: chiedo scusa ai linguisti napoletani per l'ortografia certamente scorretta.
Ruello 2011/2/12 - 01:20




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