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Before 2011-12-23

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Rote Melodie

Chanson allemande – Rote Melodie – Kurt Tucholsky – 1922
Première interprète : Rosa Valetti
Musique de Friedrich Hollander

Rosa Valetti était une actrice de cinéma et de cabaret et une chanteuse. Fondatrice du célèbre « Cabaret Grössenwahn » (Grands délires ?) au café de l'Ouest à Berlin ; elle fut l'interprète de la première mise en scène de L'Opéra de Quatre Sous de Bertolt Brecht et elle tînt un rôle important dans plusieurs films fameux de cette époque, de « L'ANGE BLEU » à « M, LE MAUDIT ». Kurt Tucholsky écrivit spécialement pour elle cette « MÉLODIE ROUGE » que Valetti présentait souvent dans ses performances théâtrales.

Kurt Tucholsky, l'auteur du texte de cette chanson, était un écrivain, poète, journaliste et un des plus importants auteurs satiriques allemands. Né en 1890 dans une famille juive d'origine polonaise, Tucholsky dès sa jeunesse composa des textes satiriques régulièrement... (Continues)
MÉLODIE ROUGHE
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2011/12/23 - 22:22
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Figli di Chernobyl

[2011]
Album :Daparte In Folk

Insieme a Danilo Sacco
Io per te, ci sarò
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2011/12/23 - 21:23
Song Itineraries: No Nukes
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Smiley

‎[1969]‎

Questo è uno strano caso di canzone con un’apparente doppia paternità.‎
Stando ad alcuni siti, tra cui en.wikipedia, “Smiley” fu scritta nel 1969 da Ronnie Burns e Johnny ‎Young, altro famoso artista australiano. I due furono ispirati dalla storia di un loro amico, tal ‎Normie Rowe, anch’egli cantante, che era stato spedito a combattere in Vietnam e ne era tornato ‎talmente malconcio da dover interrompere la propria carriera artistica.‎
Invece, sul sito Hard To ‎Find Songs la stessa canzone viene attribuita al cantautore neozelandese Craig Scott che l’avrebbe ‎composta nel 1971 “regalandola” poi a Burns.‎
Siccome la prima tesi mi è sembrata più convincente e confortata da riscontri, ho deciso di attribuire ‎‎“Smiley” a Ronnie Burns, che oltre tutto è un campione di taekwondo e non vorrei che s’incazzasse ‎con me…
Smiley, your out in the world today
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/12/23 - 14:36
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The Work Is Done

‎[1971]‎
Dall’album “Operation” (Attenzione! Copertina raccapricciante!), il secondo per questa - ancora ‎viva e vegeta - “krautrock” band.‎

The work is done, the work is done
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/12/23 - 13:48
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Little Johnny From Down the Street

‎[1970]
Canzone che dà il titolo all’album di quell’anno, verso la fine della carriera di questo duo country.‎



E sotto la melodia rassicurante e patriottica del country c’è invece un testo tristissimo che racconta ‎di un ragazzino, tormento e gioia di una piccola comunità, che la guerra in Vietnam ha strappato ‎all’affetto di tutti, anche della piccola Janie – la stessa Janie cui il monello era solito fare terribili ‎dispetti – vedova dell’amore del piccolo Johnny ancor prima di diventarne la sposa…‎
Una canzone sull’inutile sacrificio di quasi 60.000 giovani e giovanissimi americani in una terribile ‎guerra che fu utile solo ad arricchire e rafforzare il Potere politico-militare-industriale statunitense.‎
Who threw a brick through my front glass?‎
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/12/23 - 13:01
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Well Come Back Home

‎[1970]‎
Da “(Untitled)”, nono album de The Byrds.‎
Scritta da Skip Battin.‎



Una canzone sul ritorno di un soldato dal Vietnam e sull’imbarazzo, suo e di chi lo accoglie, nel ‎riuscire a parlare, a raccontare l’orrore della guerra… “Se vuoi parlarne, fallo con me. Avrò paura ‎ad ascoltare e tu avrai paura a raccontare ma, per favore, non raccontare nulla a mamma e papà…”‎

‎“Sono stato toccato di persona dalla situazione in Vietnam, e ciò che provavo l’ho trasfuso in questa ‎canzone. Avevo un amico, un compagno di liceo che è morto laggiù e credo che all’epoca il mio ‎pensiero andasse proprio a lui” (Skip Battin, in “The Byrds: Timeless Flight Revisited”, di Johnny ‎Rogan, 1998)‎

La lunghissima suite (il brano più lungo nella produzione de The Byrds) si conclude con Skip ‎Battin che recita il mantra buddista di scuola sino-giapponese 南無妙法蓮華経, Nam myōhō renge ‎kyō.‎
Well come back home, ‎
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/12/23 - 11:59
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Troppi lavori del cazzo

Version française - TROP DE BOULOTS À LA CON – Marco Valdo M.I. – 2011
Chanson italienne – Troppi lavori del cazzo – Fucktotum – 2002

Quel titre et quelle chanson et juste avec ça... Ce qu'elle raconte, c'est vraiment le destin des pauvres dans la Guerre de Cent Mille Ans que les riches mènent constamment contre le pauvres pour étendre leurs empires, renforcer leurs pouvoirs, accroître leurs profits et toujours mieux exploiter les gens... Elle rappelle d'ailleurs une de tes chansonchômes wallonnes d'expression française... Y a plein de chômeurs en Wallonie et ce passage :

« Y a pas d'emplois en Wallonie
Que des petits boulots, que de la tonte de gazon
Rien que de l'intérim et des trucs à la con. »

Et malgré tout ce que les riches et leurs supporters racontent, malgré les fables gouvernementales, les élucubrations erratiques des économistes, les cornichonneries libérales... Pour les pauvres,... (Continues)
TROP DE BOULOTS À LA CON
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2011/12/23 - 10:27
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Ballad for a Soldier

‎[1971]‎
Dall’album “Asylum Choir II”‎
Scritta da Leon Russell ‎
Musica di Leon Russell e Marc Benno ‎



‎Canzone dedicata al tenente William “Rusty” Calley della Compagnia C ‎dell'Undicesima Brigata di fanteria leggera dell’esercito degli Stati Uniti d’America, responsabile ‎diretto (ma anche capro espiatorio, che nessuno dei suoi superiori fu mai neppure inchiestato come ‎mandante ed ispiratore) del massacro di My Lai (Sơn Mỹ), Sud Vietnam, quando il 16 marzo 1968 ‎l’unità in missione “search & destroy” da lui comandata seviziò, torturò, stuprò, mutilò ed uccise tra ‎i 300 e i 500 civili vietnamiti inermi, in maggioranza donne e bambini.‎

William Calley fu in un primo tempo condannato all’ergastolo ma poi di fatto fu perdonato da ‎Nixon nel 1974. E c’è da dire che, purtroppo – anche a giudicare dal numero di canzoni in sua ‎difesa o addirittura apologetiche – la stragrande maggioranza... (Continues)
When I was just a young boy
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/12/23 - 10:07
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Coming Together

‎[16 maggio 1970]‎
Parole di Sam Melville
Musica del compositore minimalista e pianista ‎‎Frederic Rzewski scritta nel 1972.‎


Nato Grossman nel 1934 in un sobborgo di New York, in una famiglia disastrata dove dominavano ‎alcool, violenza ed abusi, Sam se ne andò molto presto per conto proprio, scegliendosi il cognome ‎di Melville in onore del suo scrittore preferito. Si guadagnò da vivere con mestieri umili, come il ‎raccatta-birilli nelle sale da bowling, ma poi riprese gli studi e divenne un disegnatore tecnico. ‎Amava la sua professione, ma quando la ditta dove lavorava gli affidò i disegni degli uffici che la ‎Chase Manhattan Bank voleva aprire nel Sudafrica dell’apartheid, Sam Melville si rifiutò e venne ‎licenziato. E’ in quel periodo che si avvicinò ai gruppi della sinistra pacifista e radicale ed è in ‎quell’ambito che Sam Melville maturò la convinzione che bisognava combattere... (Continues)
I think ‎
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/12/22 - 15:45
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Remember Rockefeller at Attica

‎[1974]‎
Brano strumentale da “Changes One”‎

Come Attica Blues, Attica State e The Hostage, un brano scritto dopo il tragico epilogo di una rivolta nel ‎‎penitenziario di Attica, New York, avvenuta nel settembre del 1971.

L'effetto più immediato dell'omicidio di George Jackson fu la rivolta della prigione di Attica, nel settembre 1971: la ribellione nasceva da una lunga storia di torti profondi, ma la situazione era giunta al punto di rottura quando giunse la notizia della morte di Jackson.

Il carcere di Attica era circondato da un muro alto una decina di metri con uno spessore di oltre mezzo metro e quattordici torrette. I detenuti erano per il 54 percento neri; tutti gli agenti di custodia erano bianchi. I prigionieri passavano da quattordici a sedici ore al giorno in cella, la loro corrispondenza veniva letta, erano imposte restrizioni alle loro letture, le visite dei parenti si svolgevano... (Continues)
‎[Strumentale]‎
Contributed by Bartleby 2011/12/22 - 14:36
Song Itineraries: Anti-War Jazz
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The Hostage

‎[1971?]‎
Testo e musica di Tom Paxton.‎
Non credo che Paxton l’abbia mai incisa.‎
Venne interpretata invece da Judy Collins nel suo album del 1973 intitolato “True Stories ‎and Other Dreams”.‎

Come Attica Blues e Attica State, un brano scritto dopo il tragico epilogo di una rivolta nel ‎penitenziario ‎di Attica, New York, avvenuta nel settembre del 1971. A scatenare la rivolta fu – ‎insieme alle ‎pessime condizioni carcerarie e alla ferocia dei secondini – l’assassinio del leader delle ‎Black ‎Panthers George Jackson avvenuto qulche tempo prima nella prigione californiana di San Quentin. ‎L’allora ‎governatore Nelson Rockefeller (già, uno della celebre famiglia di nababbi) fece finta di ‎voler ‎trattare ma poi ordinò alla polizia di intervenire per ripristinare l’ordine. I reparti ‎antisommossa, ‎entrati nel perimetro del carcere, lanciarono un gran numero di lacrimogeni e poi si ‎misero... (Continues)
I'm a guard in grey iron prison
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/12/22 - 14:28
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‎200 mètres (Mexico 68)‎

‎[1969]‎
Da “Récital n°6”‎
Parole e musica di Jean-Max Brua.

Le olimpiadi di Città del Messico del 1968 furono quelle della sanguinosa repressione del ‎movimento studentesco nella Plaza ‎de las Tres Culturas (tra i 150 e i 300 morti)…‎

‎… ma anche quelle dei pugni guantati di nero dei primatisti afro-americani Tommie Smith e John ‎Carlos…‎
Ils sont huit sur la ligne de départ
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/12/22 - 13:22
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Anche lo Stato

Chanson italienne - « Anche lo Stato è un ottimo alleato » - Collettivo del contropotere – 1976

En effet, dit Lucien l'âne. L'État est un allié fort utile... Mais pour qui ? Ce que je constate, moi qui ne suis qu'un âne, je vais te le dire... L'État est au service, pour ne pas dire à la botte, des riches et des vrais puissants... Il n'est, d'une certaine façon, qu'une entreprise de domestication des humains au profit des puissances d'argent. Mais que raconte la canzone ?

Mais tout simplement, mon ami Lucien l'âne, cette canzone décrit un épisode de la Guerre de Cent Mille Ans que les riches font aux pauvres pour mieux les exploiter, pour les dominer, pour les domestiquer, afin de continuer indéfiniment à accroître leurs profits, à augmenter leur main-mise sur le monde … C'est ce qu'on nomme la « croissance »... C'est le sens profond de son mécanisme à cette manipulatrice, c'est là le moteur... (Continues)
L'ÉTAT AUSSI EST UN ALLIÉ FORT UTILE
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2011/12/22 - 12:06
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José Campos Torres‎

‎[1978]‎
Dall’album “The Mind of Gil Scott-Heron”.‎



Dopo H2OGaTe Blues‎ e We Beg Your Pardon (Pardon Our Analysis)‎, lo sguardo di Scott-Heron si sposta dall’“universale” del Watergate al ‎‎“particolare” di una vicenda che scosse l’America nel 1977 e 1978.‎



José “Joe” Campos Torres era un ventitreenne di origine messicana, veterano della guerra in ‎Vietnam.‎
Nel maggio del 1977 fu arrestato a Houston per aver fatto casino in un bar. Sei poliziotti bianchi lo ‎pestarono selvaggiamente e quando si accorsero di averlo ridotto in fin di vita, anziché portarlo in ‎ospedale, lo affogarono nel Buffalo Bayou, un corso d’acqua che attraversa la città texana.‎
Il corpo martoriato di Joe Campos Torres fu ritrovato due giorni dopo.‎
Erano i tempi in cui i militanti del Ku Kux Klan si facevano fotografare seduti sulle auto della ‎polizia di Houston e i loro reclutatori venivano ospitati nei... (Continues)
I had said I wasn't going to write no more poems like this
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/12/22 - 12:06
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L'Internationale

SPAGNOLO [5] / SPANISH [5]





Versione spagnola da questa pagina, così come è cantata in Terra e Libertà (1995) di Ken Loach. Differisce leggermente da quella comunemente cantata.

Spanish version from this page, as sung in the motion picture Land and Freedom (1995) by Ken Loach. It slightly differs from the commonly sung version.
Arriba, parias de la Tierra.
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2011/12/22 - 11:44
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We Beg Your Pardon (Pardon Our Analysis)‎

‎[1974]‎
inclusa in "The First Minute of a New Day", album del 1975 con Brian Jackson.
Anche nell’album “The Mind of Gil Scott-Heron” del 1978‎



Altra spoken-song che è il naturale completamento di H2OGaTe Blues‎.‎
Non passò nemmeno un mese dall’impeachment e dalle sue dimissioni che Nixon - il mandante del ‎più grosso scandalo politico nella storia degli USA nonché uno dei maggiori artefici di una guerra ‎disastrosa ed il responsabile della morte di decine di migliaia di giovani americani in Vietnam – ‎ottenne il perdono, un “full, free and absolute pardon”, dal suo successore Gerald Ford, che ‎nemmeno era un presidente eletto ma semplicemente colui che si era trovato a subentrare alla Casa ‎Bianca dopo l’allontamento di Nixon, del suo vice Spiro Agnew e dell’intero staff presidenziale… ‎
Al solito “Cane non mangia cane” e “Una mano lava l’altra”…‎



‎ “Imploriamo il tuo perdono,... (Continues)
We'd like to do an idea for you that was related to the H2OGaTe, Watergate blues
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/12/22 - 11:08
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H2OGaTe Blues‎

‎[1973]‎
dall'album "Winter in America" del 1974.

‎“H2OGaTe” non è l’improbabile formula del Gallio-Tellurio in soluzione acquosa ma un acronimo ‎chimico che sta per “Watergate”, il nome del più grosso scandalo politico nella storia degli USA (in ‎breve, la scoperta di una vasta e protratta opera di spionaggio ordita dai vertici del partito ‎repubblicano ai danni di quello democratico e del movimento pacifista) che portò all’impeachment ‎e alle dimissioni del presidente Nixon nell’agosto del 1974.‎



Una spoken song che è una riflessione sul Potere, le sue trame e la sua agonia sullo sfondo di un ‎paese cieco e sordo e annichilito da una lunga, sanguinosa guerra e da una disfatta costata la vita a ‎quasi 60.000 giovani americani.‎
I nomi che compaiono nel corso di questo blues sono tutti legati alle fitte trame e ai misteri che si ‎addensarono nella storia degli USA durante il secondo... (Continues)
Heh, don't wanna be involved in this one, huh?
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/12/22 - 09:42
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Harold Land

(Anderson/Bill Bruford/Squire)

dall'album di debutto Yes (1969)
Harold Land with a wave of his hand,
(Continues)
2011/12/22 - 00:12
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L'elastico

Chanson italienne – L'elastico – Giorgio Gaber – 1973
L'ÉLASTIQUE
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2011/12/21 - 22:43
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Si può

Chanson italienne – Si può (Seconda Versione) – Giorgio Gaber – 1992
ON PEUT
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2011/12/21 - 21:43
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Ho visto un re

Dai dai, conta su...ah be, sì be...
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2011/12/21 - 15:11
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Non insegnate ai bambini


Bambini e soldati
di Michela Murgia

Sono curiosa di vedere se il governo Monti, tra un aumento d'aliquota e un innalzamento di età pensionabile, intenda usare le forbici anche sulle spese militari. Ignazio La Russa, prima che si chiudesse il dimenticabile intervallo in cui è stato ministro della Difesa, aveva infatti annunciato investimenti militari per il 2012 pari a 21.342 milioni di euro, cifra di cui farei fatica a capire la portata se non sapessi che è quasi 4 volte superiore a quella stanziata per il sistema universitario.

Quello militare e quello scolastico hanno bisogni diversi, obietterà qualcuno. Ma forse non poi così diversi, visto che le forze militari continuano a considerare la scuola pubblica come luogo di educazione privilegiata della cultura militare e che ogni tanto la scuola pubblica si comporta come se volesse dar loro ragione. Succede per esempio il 4 novembre, quando... (Continues)
2011/12/21 - 14:38
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Driving Through Mythical America

‎[1971]‎
Canzone che dà il titolo a questo secondo album di Pete Atkin e Clive James.‎
Parole di Clive James
Musica di Pete Atkin

Come Hey Sandy, The Kent State Massacre, Jackson-Kent Blues e, soprattutto, Ohio, ancora una canzone su di un evento che ‎sconvolse l’opinione pubblica americana e mondiale, il massacro nei campus della Kent e della ‎Jackson University, quando tutti capirono che il governo di Nixon non solo trucidava i vietnamiti, ‎non solo mandava a morire i suoi giovani in Vietnam ma assassinava i propri cittadini anche negli ‎USA…‎

Un testo molto ricco di riferimenti letterari e cinematografici, per la cui comprensione rimando alle ‎‎note degli autori.‎
Four students in the usual light of day
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/12/21 - 13:36
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Con gli occhi di un soldato

(2011)
Un altro giorno è sorto, stessa merda stesso posto
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2011/12/21 - 13:23
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Parlando ad un soldato

Francesco Brik
Sai tuo nonno aveva un numerino
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2011/12/21 - 13:16
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Kiss My Ass

‎[1971]‎
Scritta da Joe McDonald e Barry Melton, dall’EP “Resist! Sings Country Joe” e poi anche in ‎‎“Incredible! Live!”. In seguito compare in “Collector's Items: The First Three Eps”.‎



Come la mitica I-Feel-Like-I'm-Fixin'-To-Die Rag, una canzone epocale che, già dal titolo, non richiede commento…
I got out of school and I was feeling kinda down,
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/12/21 - 11:51
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My Uncle

‎[1969]‎
Dall’album “The Gilded Palace of Sin”‎
Il brano fa anche parte della colonna sonora estesa del film culto “Easy Rider” di Dennis Hopper ‎‎(1969). Non compare nella soundtrack originaria ma nel secondo disco della Deluxe Edition del ‎‎2004.‎



Soprattutto a partire dal 1965, anno in cui si fece massiccia la coscrizione per la guerra in Vietnam, ‎il Canada divenne un porto sicuro per gli obiettori, i renitenti e i disertori americani. Scappare dai ‎‎“vicini di casa” era piuttosto facile perché il governo canadese non perdeva tempo con le procedure ‎per lo riconoscimento dello status di rifugiati ma ammetteva tutti semplicemente con il visto di ‎immigrazione. Si stima che i giovani statunitensi fuggiti in Canada per scampare alla guerra furono ‎tra i 30.000 e i 60.000 ma qualcuno si spinge a calcolare un numero molto maggiore – circa 125.000 ‎‎– di americani che per causa della... (Continues)
A letter came today from the draft board
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/12/21 - 11:27
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Greetings (This Is Uncle Sam)‎

‎[1961]‎

Nel 1961 il coinvolgimento americano in Indocina era già abbondantemente in corso ma non è che ‎all’opinione pubblica fosse ancora molto chiaro. C’erano fronti più scottanti (Cuba e la “Baia dei ‎Porci”, URSS e “Muro di Berlino”… ) nella guerra nemmeno tanto fredda che Kennedy - come i ‎suoi predecessori e chi gli succederà – stava combattendo contro la minaccia comunista…‎
In effetti questa canzone - proposta dal primo gruppo vocale di bianchi a firmare per una ‎sottoetichetta della nerissima Motown - potrebbe anche riferirsi alla Corea (all’inizio degli anni 60 ‎vi erano lì di stanza almeno 50.000 marines sempre in allerta rossa) ma è al conflitto in Vietnam che ‎è legata, perché divenne una hit nel 1965 quando fu riproposta dai The Monitors, altro gruppo ‎vocale della Motown ma questa volta composto da neri…‎

Non certo un brano risolutamente contro la guerra, ma vi trapela... (Continues)
Greetings
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/12/21 - 10:25
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Il soldato

Da "Storie di uomini e non" del 1973
Lontana una stella che non scalda
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2011/12/20 - 20:08
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Come in Out of the Rain

‎[1970]‎
Dall’album “Rhenium” del 1990, una delle ristampe, con integrazione di inediti, dell’originale ‎‎“Osmium” (noto pure con l’ulteriore titolo di “First Thangs”)‎
Happiness and peace
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/12/20 - 15:33
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Hallå där bonde

‎[1972]‎
Dall’EP intitolato “Vi slåss för vår framtid” (“Lottiamo per il nostro futuro”)‎



Una canzone di stile propagandistico contro la guerra in Vietnam e l’imperialismo americano, da un ‎gruppo musicale organico al partito comunista svedese. ‎
Dialogo tra un viet-cong, ben preparato militarmente e politicamente, e un contadino che all’inizio è ‎molto poco incline ad aiutare il comunista e ad essere da lui indottrinato… Alla fine il contadino ‎consentirà al viet-cong di nascondere nella sua capanna le armi catturate agli americani invasori, ‎diventando così lui stesso un combattente…‎
Non che questo genere di canzoni mi piaccia molto (e ce ne sono tante di questi “Pugni chiusi” ed ‎altri consimilari svedesi, un intero songbook, ‎‎“Sånger till Vietnam” – sempre che qualcuno abbia voglia di trascriverle…), però è pur sempre ‎una CCG ed una testimonianza della cultura antimperialista dell’epoca.‎
Kommunisten - Hallå där bonde, får jag gömma mig här?
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/12/20 - 15:00

Ein Volk, ein Helm...

Ein Volk, ein Helm...

Canzone française – Ein Volk, ein Helm... – Marco Valdo M.I. – 2011
Histoires d'Allemagne 56

Au travers du kaléidoscope de Günter Grass. : « Mon Siècle » (Mein Jahrhundert, publié à Göttingen en 1999 –
l'édition française au Seuil à Paris en 1999 également) et de ses traducteurs français : Claude Porcell et Bernard Lortholary.

Mil neuf cent cinquante-sept, deux pays, deux armées, un casque d'acier.

Houlala, dit Lucien l'âne en se hérissant, te voilà encore avec une histoire de casque... C'est bien la troisième fois, si j'ai bonne mémoire que tu racontes une histoire de casque...

De fait, c'est bien la troisième de ces histoires d'Allemagne qui racontent une histoire de casque... Il y a eu pour l'année 1902 - CANOTIERS ET CASQUES À POINTE et pour celle de 1915 – LES CASQUES D'ACIER...
Nous voici en 1957 et cette fois, ce sont les casques d'acier... qui reviennent... (Continues)
L'aventure, c'est l'aventure
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2011/12/20 - 13:38
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Viêt Nam

‎[1968]‎
Scritta dal poeta e cantautore francese Henri ‎Gougaud probabilmente ispirandosi ai versi di un qualche poeta vietnamita.‎
Nell’EP della Solleville che si apre con “Et je t’appelle”

Au Viêt Nam il y avait‎
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/12/20 - 10:17
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There Won't Be Many Coming Home

‎[1966]‎
Scritta da Roy Orbison e William "Bill" Dees.‎



Canzone che chiude la colonna sonora di “The Fastest Guitar Alive” (1967), l’unico – per fortuna! - ‎film interpretato dal grande songwriter americano, una commedia musicale western, ambientata sul ‎finire della Guerra Civile, in cui Orbison è un’improbabile spia confederata che, armata di un fucile ‎inserito all’interno di una chitarra, cerca di mettere le mani sull’oro degli Unionisti per provare a ‎cambiare le sorti del conflitto.‎

‎“E’ una riflessione su tutte le guerre, anche se la gente l’ha riferita alla guerra in Vietnam. Ma in ‎realtà io scrissi questa canzone per il mio primo film e in effetti si riferisce alla Guerra Civile, anche ‎se è vero che potrebbe riguardare pure la Terza Guerra Mondiale”. ‎‎Roy ‎Orbison
Listen all you people
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/12/20 - 09:20
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Doin' All Right

‎[1966]‎
Dall’album “The Fugs”, quello di Kill For Peace
Scritta da Richard Alderson, Ted Berrigan e Lee Crabtree.‎



Una canzone manifesto del movimento hippie con un chiaro riferimento alla guerra in Vietnam: ‎‎“Non ho nessuna intenzione di andare in Vietnam, preferisco starmene qui a scopare tua madre”…‎
Più chiaro di così!?!‎
I got hairs growing 'round my nose and throat
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/12/20 - 08:27




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