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Before 2009-6-5

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Soldadito Español

SOLDATINO SPAGNOLO
(Continues)
Contributed by Simo 2009/6/5 - 20:36
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مولود في فلسطين [Nací en Palestina]

English Version

Finora inserita come unico testo disponibile, viene riportata adesso come traduzione grazie al reperimento del testo arabo originale.

This English translation of the song, included up to now as the only text available, is now given its correct status thanks to inclusion of the original Arabic lyrics. [CCG/AWS Staff]
I WAS BORN IN PALESTINE
(Continues)
2009/6/5 - 17:30
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C'è un'aria

Durante la campagna elettorale la televisione non si può proprio vedere. Manca l'aria per davvero.
Francesca 2009/6/5 - 16:34
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Le radici ca tieni

i sud sound system sono mitici.....w la puglia
2009/6/5 - 16:24
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The Boys Of The Old Brigade

Scritta da Paddy McGuigan dei Barleycorn, una canzone dedicata all’Easter Rising del 1916 inclusa nell’album del gruppo di Belfast intitolato The Winds Are Singing Freedom, pubblicato nel 1974.

(Bernart Bartleby)
Oh, father why are you so sad
(Continues)
Contributed by Io non sto con Oriana 2009/6/5 - 14:08
Song Itineraries: Conflicts in Ireland
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The Rifles Of The IRA

Album “Rifles of the I.R.A.” (1969).
In nineteen hundred and sixteen
(Continues)
Contributed by Io non sto con Oriana 2009/6/5 - 14:05
Song Itineraries: Conflicts in Ireland
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Los pobres no tienen patria

una delle più prestigiose canzoni che abbia mai sentito
cantata dal mejor grupo punk rock anarquista
ale panzer 2009/6/5 - 13:12
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死んだ男の残したものは [All That The Man Left Behind When He Died]

Vi segnalo che il testo della canzone contro la guerra "Shinda Otoko no Nokoshita monowa" di Toru Takemitsu e Shuntaroo Tanikawa che avete inserito nel Vostro sito (con traduzione inglese e italiana) non corrisponde alla canzone in questione. Cercavo appunto la versione inglese della canzone che fu Tradotta col titolo: "All that the Man Left Behind When He Died" e interpretata da vari cantanti (tra i quali il celebre controtenore francese Dominique Visse). Ho trovato invece sul vostro sito un'altra canzone che nulla ha a che fare con quella (forse un'altra canzone dei due autori). Mia moglie è giapponese ed è cantante lirica di professione; Ha in repertorio questa canzone e me ne ha tradotto il testo. Il titolo corrisponde all'incipit della prima strofa: "L'uomo che è morto ha lasciato...". In italiano a strofa iniziale sarebbe da intendere nel modo seguente: "Cos'ha lasciato l'uomo che è... (Continues)
Gianluca Nannetti 2009/6/5 - 10:49
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Scioscia Popolo

[1963]
Testo di Eduardo De Filippo
Musica di Domenico Modugno
Album: Con l'affetto della memoria [1971]

La canzone - il cui testo è di Eduardo, musicata da Modugno nel 1963 per il dramma storico di De Filippo "Tommaso d'Amalfi"(che racconta la storia di Masaniello) - credo non sia mai stata incisa prima della pubblicazione dell'album del 1971.
Si tiene 'na fenesta, te la 'nzerrano...
(Continues)
Contributed by giorgio 2009/6/5 - 08:16

Cambierà

Chanson italienne – Cambierà – Alfredo Bandelli - 1988
ÇÀ CHANGERA
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2009/6/4 - 21:58

Nuit de Décembre

Nuit de Décembre
Canzone léviane – Nuit de Décembre – Marco Valdo M.I. – 2009

Cycle du Cahier ligné – 21

Nuit de Décembre est la vingt et unième chanson du Cycle du Cahier ligné.

Une autre face de la nuit du prisonnier, c'est la confrontation nocturne avec les gardiens, qui claquent les portes, tapent leurs clés ou leurs matraques sur les grilles ou les portes, réveillent les assoupis, et espionnent le dormeur. Quand ils ne se livrent pas à des fouilles surprises, des tabassages punitifs ou d'autres manœuvres d'intimidation, ainsi que le rapporte – notamment – Marco Camenisch qui passa de longues années dans les prisons italiennes avant de poursuivre son périple dans les prisons suisses.

Bien entendu, resituant l'aventure carcérale dans le contexte de la Guerre de Cent Mille Ans, il faut bien reconnaître que la frange des prisonniers politiques – car il y en a encore – notamment,... (Continues)
Voici la nuit de décembre, la nuit d'ombre
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2009/6/4 - 20:19
Song Itineraries: From World Jails

Apollon le vagabond

Apollon le vagabond

Canzone léviane – Apollon le vagabond – Marco Valdo M.I. – 2009

Cycle du Cahier ligné – 20

Apollon le vagabond est la vingtième canzone du cycle du Cahier ligné.

Cette canzone léviane, comme d'autres canzones du cycle du cahier ligné, raconte l'histoire d'un prisonnier, blessé, malade mais la particularité de cette canzone est que cette histoire est vue de l'intérieur de sa pensée, racontée dans le flot de la pensée qui traverse le cerveau du prisonnier-blessé-malade..
Bref, on suit les méandres la plupart du temps oniriques de ce long songe éveillé et parfois, partiellement endormi. On le suit dans la nuit, on le suit dans l'arrivée du jour.

Apollon surgit au bout de la nuit, il arrive courant sur son char (ainsi que l'imaginait la tradition hellénique) et montre (un instant) son visage débonnaire, souriant et sévère et puis continue sa course éternelle et quotidiennement... (Continues)
Dans ce lieu intermédiaire,
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2009/6/4 - 19:56
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La guerra dei mutandoni

troppo bella sta canzone!
vittoria 2009/6/4 - 14:35

Peace Is The Way

[1969]
Testo trovato su Broadside Magazine n.104 del 1969

Come risulta dall’archivio della biblioteca dell’Università del North Carolina, la canzone fu registrata da Tom Parrott e dal Rev. Frederick Douglass Kirkpatrick su nastro, registrazione che fa parte della “Broadside Collection 1962-1991”
There is no way to Peace, Peace is the way,
(Continues)
Contributed by Alessandro 2009/6/4 - 14:18
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Remember Me

[1963]
Compilation "The Broadside Tapes 1"

Il testo, con due piccole ma significative varianti rispetto all'incisione, si trova su Broadside Magazine n.43 dell'aprile 1964
Oh, I am the Unknown Soldier who died in World War Two.
(Continues)
Contributed by Alessandro 2009/6/4 - 11:38
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Flower Lady

[1967]
Album "Pleasures of the Harbor"
Il testo della canzone, scritta da Ochs nel 1966, compare su Broadside Magazine n.79 del febbraio/marzo 1967

Credo che in questa bella e difficile canzone Ochs volesse descrivere la tristezza, il senso di prostrazione, la stanchezza, l'incomunicabilità che percorrevano la società americana durante la guerra in Vietnam...Nessuno più pensava a comprare e a regalare un fiore...
In particolare - sempre se ho capito bene - il significato della quarta strofa potrebbe essere il seguente:

"Soldati, disillusi, tornano a casa dalla guerra
Studenti, con sarcasmo, dicono loro di non combattere più
E discutono tutta la notte
Se il nero sia nero e il bianco sia bianco
Poi ciascuno se ne va
Convinto di essere nel giusto
Ma intanto nessuno sta più comprando fiori dalla fioraia"



Millionaires and paupers walk the hungry streets
(Continues)
Contributed by Alessandro 2009/6/4 - 09:15
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How Long

[1963]
"How Long" è compresa nella compilation "The Early Years, 1963-1966" realizzata nel 2000.

Il testo dovrebbe comparire su Broadside Magazine n.25, che però non è disponibile on line, per cui faccio riferimento al testo trovato qui.
How long, how long can we go on
(Continues)
Contributed by Alessandro 2009/6/3 - 13:30
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Goin' Down to Mississippi

[1964]
Compilation "A Toast To Those Who Are Gone"

Un'altra canzone di Ochs dedicata al movimento per i diritti civili ed agli attivisti anti-segregazionisti, neri e bianchi, che avevano il coraggio di andare nel profondo sud degli USA a sfidare pacificamente i razzisti del KKK, rischiando spesso la vita.
I'm going down to Mississipi
(Continues)
Contributed by Alessandro 2009/6/3 - 13:15
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Freedom Riders

[1962]
Compilation "Best of Broadside 1962-1988"
Testo trovato su Broadside Magazine n.18 del dicembre 1962, accompagnato dalla nota seguente:

"This song was written after hearing James Farmer speak at Ohio State University, Columbus"


L'afroamericano James Leonard Farmer, Jr. (1920 – 1999) fu uno dei leader del movimento per i diritti civili negli anni '50 e '60. Nel 1942 fu tra i fondatori del CORE, il Congress of Racial Equality.

"Freedom Riders", era il nome del convoglio del CORE che nel 1961 attraversò Virginia, Carolinas, Georgia, Alabama, Mississippi e Louisiana per denunciare che la segregazione razziale, bandita dalla Corte Suprema degli USA, continuava a persistere. Nonostante i continui, violentissimi attacchi armati da parte di segregazionisti e membri del KKK, i Freedom Riders portarono a termine con successo il loro viaggio a New Orleans.
Jackson, Mississippi, is a mighty white town,
(Continues)
Contributed by Alessandro 2009/6/3 - 12:57
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Days Of Decision

[1965]
Testo e musica di Phil Ochs
Lyrics and music by Phil Ochs
Album “I Ain't Marchin' Anymore”

Come Goodman and Schwerner and Chaney di Tom Paxton e Here's To The State Of Mississippi di Phil Ochs stesso, e che segue questa “Days of Decision” chiudendo lo splendido “I Ain't Marchin' Anymore”, ecco un’altra canzone sul movimento per i diritti civili, sul “Mississippi Civil Rights Workers Murders” del 1964 e sulla colpevole e criminale esitazione del governo federale statunitense ad accogliere le legittime istanze della popolazione afroamericana.
Oh, the shadows of doubt are in many a mind,
(Continues)
Contributed by Alessandro 2009/6/3 - 12:02
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Celia

[1963]
Lyrics and music by Phil Ochs
Testo e musica di Phil Ochs
Dalla compilation "The Broadside Tapes 1"

Testo trovato su Broadside Magazine n.35 del 20 novembre 1963

Spesso qui in Occidente si è portati a credere che dopo il secondo conflitto mondiale vi sia stato un lungo periodo di “guerra fredda”, di guerra non combattuta, durante il quale i nuovi protagonisti sulla scena geopolitica non hanno fatto altro che mostrarsi reciprocamente i muscoli e giocato “a chi ce l’ha più lungo, grosso e duro”… Ci si dimentica che quella che per noi è stata fredda, per molti altri in giro per il mondo è stata una lunga, dolorosissima e caldissima guerra: si pensi al Giappone, annientato a suon di atomiche a guerra terminata, alla guerra di Corea, alla guerra in Indocina, al Vietnam, a Budapest, al Medio Oriente (dal ’48 passando per Suez, la guerra dei 6 giorni, poi la guerra del Kippur e così... (Continues)
When the wind from the island is rollin’ through the trees
(Continues)
Contributed by Alessandro 2009/6/3 - 10:45
Downloadable!

Il mio sangue sparso

[2008]
Testo di Paolo Donadoni
Musica di Graziano Nardini
Lyrics by Paolo Donadoni
Music by Graziano Nardini
Album: "Fino alla fine"



“Tutti giù per terra” è un gruppo di musicisti di Santa Margherita Ligure e dintorni che si sono riuniti per l’occasione attorno a Paolo Donadoni, autore di tutti i testi e fautore, nonché produttore, di questo libro e cd “Fino alla fine” dove il tema unico e filo conduttore è la guerra.
I testi sono vere e proprie poesie che si muovono dentro la musica di Graziano Nardini e di questa piccola orchestra, sempre efficaci a descrivere l’atroce realtà della guerra che pervade ogni angolo ed ogni voce senza lasciare alcuno spazio se non quello, sporadico e sofferto, ad un anelito a qualcosa di più alto nella spietata lotta per sopravvivere tra il sangue, il dolore e la morte.
Le parole di Donadoni non descrivono una guerra in particolare, ma la guerra... (Continues)
La notte era già buio
(Continues)
Contributed by i.fermentivivi 2009/6/3 - 09:33
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Lu tamburru de la guerra

[1955]
Album: Con l'affetto della memoria [1971]

La prima incisione di questa canzone, intitolata "Lu Tammurru de la guerra", su 78 giri, risale al 1955.
Tammurru di la guerra
(Continues)
Contributed by giorgio 2009/6/3 - 09:12
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The Battle

Dal 1° album degli Strawbs del 1969, vi mando questa canzone che descrive una battaglia, mi sembra di epoca (genericamente) medievale: tanto, clave o "bombe intelligenti", l'effetto è sempre lo stesso, vero?
In the early dawn the Bishops' men
(Continues)
Contributed by Renato Stecca 2009/6/2 - 10:22
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La ballata del Pinelli

di Riccardo Venturi, 2 giugno 2009
Ελληνική μετάφραση της απόδοσης του Δζο Φαλλίζι
από τον Ρικάρντο Βεντούρη, 2. Ιούνιου 2009
Η ΜΠΑΛΑΝΤΑ ΤΟΥ ΑΝΑΡΧΙΣΤΗ ΠΙΝΕΛΛΙ
(Continues)
2009/6/2 - 02:07
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Smart Bomb

[2000]
WYSIWYG (What You Give Is what You Get)
Rain on me o friendly fire
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2009/6/1 - 22:49

Sono francese (Je suis français)

1995
Il gioco è bello quando è bello
A Mururoa giocare come sulla spiaggia di Saint Tropez
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2009/6/1 - 22:28
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Tiananmen Square

[1990]
Slap!
Heads bowed, eyes down, here comes the enemy
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2009/6/1 - 22:19
Song Itineraries: Tien An Men Square, 1989
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20/3/2003

Stupenda!!!
Sara 2009/6/1 - 21:34
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Soldati

Que hermosa canción!!!!! La recuerdo de cuando estuve en Italia en 1982!!!!!!!!!!!! nunca supe de quién era, ahora, sin quererlo, la encontré en esta página!!!

Soy argentina, pero también tengo ciudadanía italiana, amo la música italiana por sobre cualquier otra!!!!!
Italia es el país de la música, de los hermosos paisajes, del arte, de la ciencia, de la historia,....hasta del sol!!!!!!!!!!!!!!

Se volete scaricare questa canzone la troverete nell`ARES (io l`ho scaricata appena adesso, ma non è completa).
Mi segnalate altre canzoni così belle? la musica è fantastica!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Rosita (di Buenos Aires)
ROSITA 2009/6/1 - 21:15
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Inka Lied [El Condor pasa]

è vero che questa canzone è stata suonata ai funerali di Che Guevara?
matteo88 2009/6/1 - 20:34
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Back Home In Derry

Album:Oltre il sipario

Abbiamo tradotto in italiano e arrangiato "Back home in Derry", canzone che fu scritta in carcere da Bobby Sands, volontario dell'IRA, imprigionato dagli inglesi nel terribile carcere di Long Kesh, dove morì, il 5 Maggio 1981, dopo un lungo periodo di sciopero della fame.
La canzone tratta della deportazione in Tasmania (un tempo nota come Van Diemen's Land) dei rivoluzionari Irlandesi che avevano preso parte al fallito tentativo insurrezionale anti-inglese guidato da Robert Emmet nel 1803.
LE VOCI DI DERRY
(Continues)
Contributed by adriana 2009/6/1 - 18:28
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Rivers of the Blood

[1963]
Dalla compilation "The Broadside Tapes 1"
Have you seen the rivers of the blood,
(Continues)
Contributed by Alessandro 2009/6/1 - 14:51
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(It Must Have Been) Another Country

[1963]
Lyrics and music by Phil Ochs
Testo e musica di Phil Ochs

Dalla compilation "The Broadside Tapes 1" che raccoglie le canzoni di Ochs pubblicate sulla Broadside Magazine tra il 1962 e il 1964. Questa l'ho trovata sul n.36, dicembre 1963.
Nota editoriale sul n.36 di Broadside Magazine:

"Phil Ochs wrote this song several months ago, soon after an earlier assassination -- that of Medgar Evers in Mississippi"
(Alessandro)
Oh, a rifle took its aim and a man fell to the ground.
(Continues)
Contributed by Alessandro 2009/6/1 - 14:28
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Soldatenmelodie [Soldat, Soldat]

SOLDIER, SOLDIER
(Continues)
Contributed by Alessandro 2009/6/1 - 10:54
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All of God's Children Ain't Free

[1965]
Album "Orange Blossom Special"

Testo trovato su Broadside Magazine n.66 del gennaio 1966
I'd sing more about moral of this land
(Continues)
Contributed by Alessandro 2009/6/1 - 10:42

La colomba

La musique de la chanson « La Colombe » est reprise de la chanson « Les ailes de la colombe », présentée le 12 septembre 1988 à la Fête nationale de l'Unità de Florence dans le spectacle « Les dernières fleurs de mai », présenté par Alfredo Bandelli et Luigi Cunsolo.
LA COLOMBE
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2009/6/1 - 09:39
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È mezzanotte

Minuit, chaque nuit. La guérilla urbaine reprend dans les rues de Turin. Les ouvriers mènent le combat; la police défend l'ordre bourgeois.
C'était au temps de Bandelli, vers 1970.

Aujourd'hui, ici ou ailleurs, les épisodes varient, les formes changent... Mais la guerre continue et les répressions aussi.

Il en sera ainsi tant que durera la Guerre de Cent Mille Ans que les riches font contre les pauvres.

Ora e sempre : Resistenza !

Ainsi parlait Marco Valdo M.I.
IL EST MINUIT
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2009/5/31 - 19:36

All Around the World

Anti war song and a global call for peace.

Myspace
all
(Continues)
Contributed by L. Bediale 2009/5/31 - 18:04
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Mère Méditerranéenne



Questo testo è nato leggendo un vecchio numero di Carta, diversi anni fa', C'era questo bel gioco di parole in francese tra la “madre mediterranea” ed il “mar mediterraneo”, ne seguirono un po' di appunti, che col tempo sono diventati una canzone. È un tentativo di recuperare il “mare nostrum” ad una funzione meno deteriore, rispetto a quella di chi lo vorrebbe soltanto un invalicabile confine. Una terra di nessuno (che inevitabilmente poi diventa feudo di scafisti e commercianti di vite umane.. i “professionisti del gran balzo”, novelli Caronte -ecco come nascono gli sfasciati "legni”- che traghettano queste anime disperate da una riva all'altra del medesimo inferno).
Ceuta e Melilla sono due enclaves spagnole in terra marocchina, porta (perennemente chiusa) per molti africani che sognano di entrare in Europa.
Infine... “Manòlo” non può essere che quel grande scrittore (e cuoco, e gourmet) di Manuel Vazquez Montalbàn.

C’è un mare nella terra,
(Continues)
Contributed by adriana 2009/5/31 - 16:53
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Da quando son partito militare

Chanson italienne – Da quando sono partito militare – Alfredo Bandelli – 1970

« Quand je suis parti militaire » est une chanson antimilitariste qui s'insère particulièrement dans dans le mouvement des « Prolétaires en uniforme » (selon la définition de Lotta Continua) actifs dans les premières années 70.
C'est là - à l'heure actuelle dans nos pays – une chanson un peu étrange, dans la mesure où (provisoirement ?) la conscription, le service militaire obligatoire a quasiment disparu.

Mais le conscrit a bien existé, sans doute à partir de la Révolution française. L'armée de conscrits était comprise par le pouvoir qui disait que c'était là une armée démocratique (et de fait on allait démocratiquement se faire massacrer par millions durant plus d'un siècle), une armée du peuple. Chez les conscrits, certains aussi la perçurent comme telle, mais comme le prolongement de la situation d'affrontement... (Continues)
QUAND JE SUIS PARTI MILITAIRE
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2009/5/31 - 10:51
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Vitti na crozza

Comunque nel verso
"chiamu la murti e idda marrispunni"
"idda" e` traducibile con "lei" non con "vita"
come aveva gia' fatto notare qualcuno
quindi
"chiamo la morte e lei mi risponde"
Francesco 2009/5/31 - 02:20
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Arauco tiene una pena (Levántate, Huenchullán)

ARAUCO HA UN DOLORE
(Continues)
Contributed by Maria Cristina 2009/5/30 - 16:33
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Fiore di Gaza

inedito pubblicato in Antologia (2008)
poi in "Paolo e Rita" con la pianista jazz Rita Marcotulli.
interpretata anche da Alessio Lega
Sud come sudore suddito in questo mondo di merda
(Continues)
Contributed by adriana 2009/5/30 - 09:51
Song Itineraries: The Palestinian Holocaust
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Dante Di Nanni

Chanson italienne – Dante di Nanni – Stormy Six – 1975


DANTE DI NANNI

Né à Turin le 27 mars 1925, mort dans la même ville le 18 mai 1944.

Vers le milieu de la journée, la nouvelle arriva, créant une vive excitation dans les grandes usines de Turin : « On tire contre les brigades noirs à Borgo San Paolo ».

En réalité, c'étaient les fascistes et les Allemands qui avec l'appui d'un char et d'une auto blindée, tiraient depuis 11 heures contre les fenêtres du second d'un bâtiment de via San Bernardino. De la maison, par instants, partaient des brèves et précises rafales de mitraillette et un lancer de grenade. À un certain moment, une charge de TNT arrêta le char. Puis, les coups qui arrivaient de la maison se firent toujours plus rares et d'un coup, à un balcon apparut la silhouette d'un homme; le jeune homme s'approcha en vacillant de la rambarde, leva le poing fermé en un dernier geste... (Continues)
DANTE DI NANNI
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2009/5/29 - 21:51

Mauthausen

non ho parole!!!!!!!!! è triste!
giulia 2009/5/29 - 21:49

Le Mur Gris de la Prison

Le Mur Gris de la Prison

Canzone léviane – Le Mur Gris de la Prison – Marco Valdo M.I. – 2009

Cycle du Cahier ligné – 19

Le Mur Gris de la Prison est la dix-neuvième canzone du cycle du Cahier ligné.

L'ambiance de la prison est singulière; la vie s'y perd. Non seulement, on peut y perdre la vie : le nombre de suicidés en prison est remarquablement élevé – sans compter les suicidés volontaires; mais on y perd à coups sûrs son temps. Ne revenons pas sur le paradoxe du gardien et du prisonnier – la peine de l'un est souvent plus longue que celle de l'autre et en plus, c'est son métier. Quant au prisonnier, il a au moins la conscience d'agir en amateur et le vague espoir d'en sortir. La confrontation des gardiens et des prisonniers – sans doute aussi pour cette raison qu'on vient d'évoquer et que même le gardien le plus obtus finit par pressentir, cette confrontation est très dure. Les... (Continues)
Voiles sur les yeux, longs cris gutturaux
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2009/5/29 - 20:38
Song Itineraries: From World Jails




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