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Agosto

English Version by Riccardo Venturi
30 luglio / July, 30, 2005
AUGUST
(Continues)
2005/7/30 - 18:57

Povero Calabresi

[1973]
Testo di Sandro Portelli
Sull'aria di "Povero Matteotti"

E' il 17 maggio 1972, oltre due anni e mezzo dopo i fatti di piazza Fontana e la morte di Giuseppe Pinelli. Sono le 9.15 del mattino, a Milano, in via Luigi Cherubini. Il commissario Luigi Calabresi esce di casa per recarsi al lavoro. Infila le chiavi nella sua fiat 500 blu (targata MI A69411). Da una fiat 125 blu scende una persona che i testimoni descrivono come "alta, bionda e distinta"; si avvicina al commissario e lo ammazza con due revolverate alla nuca. I media parlano ovviamente di "barbaro omicidio" (la morte di Pinelli, invece, è come è noto stata assai "civile").

Si tratta di un crocevia nella strategia della tensione, ovvero nella guerra dichiarata dallo stato italiano ai suoi stessi cittadini ed alla democrazia. Una terribile concatenazione di fatti lega infatti l'esecuzione di Luigi Calabresi alla morte di... (Continues)
Povero Calabresi, che brutta fine hai fatto!
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2005/7/30 - 17:30

Quella sera cascava Pinelli

[1972]
Testo e musica di Dario Fo
dallo spettacolo "Pum pum, chi è? La polizia"

Sarebbe impossibile escludere dalle tante canzoni di autore e popolari dedicate alla morte di Pinelli un autore che resta popolare nel suo più grande profondo: Dario Fo. Nel 1972, nello spettacolo "Pum pum, chi è? La polizia", Fo inserisce il testo composito (cantato e recitato) intitolato "Quella sera cascava Pinelli": un dialogo i cui personaggi sono una "voce", un "coro" e il commissario Calabresi.
Coro:
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2005/7/30 - 17:21

L'Internazionale di Pinelli

Anonymous
[1970]
sull'aria dell'Internazionale

Sulla morte di Giuseppe Pinelli è stato composto un testo anonimo (ulteriore segno del rapidissimo ingresso della vicenda nel patrimonio popolare) addirittura sull'aria dell'Internazionale. Risale probabilmente
anch'esso al 1970 ed è riportato da F.Schirone e S.Catanuto nel loro saggio sul canto anarchico italiano. Dal testo si può osservare facilmente quanto le minacce al commissario Calabresi "girassero" fin da subito.
Pinelli è stato assassinato
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2005/7/30 - 17:12
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Povero Pinelli

[1970]
Testo di Luisa Ronchini
Ultima strofa aggiunta da Giovanna Marini
Sull'aria di "Povero Matteotti"

Nel 1970 Luisa Ronchini scrive per il "Canzoniere Popolare Veneto" "Povero Pinelli", da cantarsi sull'aria di "Povero Matteotti". E' possibile quindi osservare che già pochi mesi dopo l'accaduto, la morte dell'anarchico già è entrata a far parte del patrimonio popolre di tutte le regioni italiane. Se ne accorge immediatamente Giovanna Marini, che aggiunge al testo della Ronchini un'ultima strofa (indicata tra parentesi). La canzone viene ripresa anche dal "Nuovo Canzoniere Milanese", con alcune lievi varianti testuali.

La canzone è stata incisa a più riprese, sia dal Canzoniere Popolare Veneto (45 giri dei Dischi del Sole, LR 45/16), sia dal Nuovo Canzoniere Milanese nel "Bosco degli Alberi". (Notizie riprese da "La musica dell'Altra Italia").
Povero Pinelli
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2005/7/30 - 17:06
In the sphere of the new Song Itinerary Page on the State Massacres in Italy 1969-1993, we invite you to read the page on La ballata del Pinelli, which has been totally reshaped and restyled, and attributed to Different Authors.
Riccardo Venturi 2005/7/30 - 17:00

La Strage di Milano (Ballata per la morte di Pinelli)

Nel 1970, Silvano Secchiari, di Carrara, sempre sull'aria de Il feroce monarchico Bava o Inno del sangue, compone "La strage di Milano", detta anche "Ballata per la morte di Pinelli". L'aria è quindi la medesima della ballata più famosa, ma il testo è del tutto differente; non è stata purtroppo mai incisa da nessuno. Il testo è ripreso da "La musica dell'Altra Italia".
O signori vi narro la storia
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2005/7/30 - 16:52
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La canzone del Pinelli

Negli ultimissimi giorni del dicembre 1969, un cantastorie toscano che gira per le campagne lucchesi e pisane presentandosi con il nome di "Gildo", compone una "Canzone del Pinelli" che reca quindi un titolo simile alla più famosa ballata. Si prega di leggere attentamente l'ultima strofa di questa ballata, contenente una domanda che attende una risposta da trentasei anni.


Riceviamo nuove informazioni sulla ballata direttamente dal suo autore, che specifica inoltre come il titolo corretto sia "La canzone del Pinelli" e non "Ballata del Pinelli".

"Il testo di questa canzone che ha una sua melodia appropriata, composta da me, è stato scritto in collaborazione con Ilario Da Costa, detto Lari, abitante a S. Maria del Giudice Lucca e mio compaesano, mio amico e coautore di tante altre canzoni di questo genere. il brano è depositato alla Siae con il mio nome, perché Lari non era all'epoca e... (Continues)
Questa è una storia che tutti
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2005/7/30 - 16:48

Inno a Pinelli

[1969]
Sull'aria de "A las Barricadas!"


Per maggiori notizie si veda La ballata del Pinelli.


Negli ultimissimi giorni di dicembre del 1969, l'anarchico Ugo Fortini, di Signa (Firenze), scrive sull'aria del canto della guerra civile spagnola "A las Barricadas!" un "Inno a
Pinelli" (il testo è ripreso da F.Schirone e S.Catanuto, op.cit.).
Senza un grido all'anarchico Pinelli
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2005/7/30 - 16:44
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Lamento per la morte di Giuseppe Pinelli

[febbraio 1970]
Testo e Musica di Franco Trincale

L'episodio della morte di Giuseppe Pinelli nelle canzoni non si limita certamente alla celebre La ballata del Pinelli. Diverse altre canzoni sono state composte su di essa; ed a quell'episodio viene comunque in altre ancora accennato.

Franco Trincale, nel febbraio del 1970, pochi mesi dopo l' "accidentale morte dell'anarchico", compone, in dialetto catanese, un "Lamento per la morte di Giuseppe Pinelli" inciso poi in tre album ("Le ballate di Franco Trincale", "Canzoni in piazza" e "Siamo uguali alla catena").

Il testo è ripreso da "La musica dell'Altra Italia".
E persiru la testa
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2005/7/30 - 16:37

E a te, Pietro Valpreda

Anonymous
[sicuramente del 1972]
Sull'aria di Battan le sette e mezzo


Per maggiori notizie sulla strage di Piazza Fontana e sull'arresto di Pietro Valpreda si vedano le introduzioni, rispettivamente, a La ballata del Pinelli e a Valpreda è innocente di Franco Trincale.

In occasione del primo processo-farsa a Pietro Valpreda (febbraio 1972), sull'aria del canto di carcere Battan le sette e mezzo (raccolto anni prima da Caterina Bueno in provincia di Grosseto.
Batton le sette e mezza la mattina
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2005/7/30 - 16:26
Song Itineraries: From World Jails
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Il Pescatore

(Collaborazione e supervisione di Rosemarie Lagana)
tratta dal sito ufficiale di Roberto Ferri

Roberto Ferri, bolognese. nasce artisticamente quando entra a far parte della scuderia di mina la pdu per la quale incide quattro 45 giri. Incide per l'Ariston "Se per caso un giorno la follia" , un album sulla "diversità" che è diventato un cult per i collezionisti. Scrive canzoni per altri artisti tra cui Dori Ghezzi, Iva Zanicchi, Giorgia, Toto Cutugno, Cristiano de André.
Nel 1983 vince come autore il Festival di Sanremo con "Sarà quel che sarà", cantata da Tiziana Rivale. Da allora, quasi ogni anno, una sua canzone partecipa al festival per l’interpretazione di Dori Ghezzi, Giorgia Fiorio, New Trolls, Charlye…
Roberto Ferri segue corsi di teatro, pantomima, varietà, commedia dell'arte diretti da Antonio Fava, allievo di Jacques Lecoq.
Nasce in quel periodo una profonda amicizia con Fabrizio... (Continues)
LE PÊCHEUR
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2005/7/30 - 01:27
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Fight Da Faida

[1992]
Dall'album "Verba Manent"
Padre contro figlio
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2005/7/30 - 00:09
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Torinorossa

[2000]
Album: "I fogli volanti"
Batteva forte il cuore nel cuore della mia città
(Continues)
Contributed by adriana 2005/7/29 - 13:48
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Partono gli emigranti

[1972]
Testo e musica di Alfredo Bandelli
Interpretata in origine dal Canzoniere del Proletariato e da Pino Masi
Dall'album "Fabbrica Galera Piazza"
Non piangere oi bella se devo partire
(Continues)
Contributed by adriana 2005/7/28 - 10:37
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Chico Mendes

Deutsche Fassung von Riccardo Venturi
27 luglio 2005
CHICO MENDES
(Continues)
2005/7/27 - 23:54
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Compagni Fratelli Cervi

Anonymous
Le parole di questo canto furono composte dai partigiani del Distaccamento "Fratelli Cervi", operante nel reggiano, costituito fra il maggio e il giugno 1944 e comandato dal partigiano Sintoni, appartenente alla 144a brigata garibaldina "Antonio Gramsci".
Molto nota in provincia di Reggio Emilia, fa parte delle numerose canzoni che hanno adottato la melodia, il più delle volte conservando anche nel testo più di una traccia del modello da cui discendono, quello della vecchia canzone irredentista Dalmazia (cantata prima dagli Arditi e poi dai dannunziani)

(Note tratte da "Pietà l'è morta" - Canti della Resistenza in Italia a cura di Cesare Bermani e Istituto Ernesto De Martino, edito da L'Unità)

Le canzoni e poesie sui fratelli Cervi:
La pianura dei sette fratelli (Gang)
Per i morti di Reggio Emilia (Fausto Amodei) (Sangue del nostro sangue, nervi dei nostri nervi, come fu quello dei... (Continues)
Metti la giubba di battaglia,
(Continues)
2005/7/27 - 22:17
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Famiglia Cristiana

2002
da "L'altra faccia dell'impero"
Solo un'ora a settimana signori e generali
(Continues)
2005/7/27 - 21:46
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Noi

(G. Bertelli - I. M. Zoppi)
Dal sito ufficiale di Isa http://www.nonsoloisa.it/



"Isa, cantautrice torinese dai natali sanremesi, è un caso raro di donna che firma sia i testi sia le musiche delle sue canzoni, a cui offre una vocalità intensa e dall’ampia tavolozza di colori.

La musica evoca atmosfere acustiche, che si muovono dal folk al jazz, dove la sua chitarra è tratto distintivo.

Dopo una ricca attività live, anche in Francia, Isa arriva all’esordio discografico con “Disoriente” prodotto da Valter Colle per la Nota Music "

Ricordiamo qui volentieri anche il sodalizio artistico e umano di Isa con Alessio Lega.
Noi che sui moli per cent'anni
(Continues)
Contributed by adriana 2005/7/26 - 14:28
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VIVA Carlo

[Jennifer Katharine Griffin]
Free in Internet.
Agosto 2001
Sometimes words are not enough...
This song is dedicated to Carlo Giuliani and to those protesters still missing.
Please feel free to pass it on and make copies.

Written: July, 30, 2001 at La Casella, Montisi, Italy
First live performance: August 1, 2001 at La Casella, Montisi, Italy
Recorded: August 2, 2001 at Pearson Studio, New York, NY, USA
Words and music, vocals: JK Griffin
Music, guitar, jembe: S Pearson
Mixed and mastered: S Pearson
For more information, contact us at pastydrone@newstrolls.com.

Testo da piazzacarlogiuliani.org

"Ma sono innumerevoli le canzoni ispirate a quell'estate del 2001. Rimasto fuori dalla compilation di cui sopra, il pezzo che ha dato il via all'operazione. Poco tempo dopo la morte del figlio, Heidi Giuliani ricevette da due newyorkesi, Jennifer Katharine Griffin and Sean Pearson, una... (Continues)
Bands on of black, pink, white
(Continues)
Contributed by steu 2005/7/26 - 12:02
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A Porto Marghera

[1966]
Testo e musica di Gualtiero Bertelli
L'altro giorno a Portomarghera
(Continues)
2005/7/25 - 21:37

Dubya Can't Wait

[2003]
Testo di / Lyrics by Norm Jenson
Sull'aria di / To the tune of "Friday I'm in Love" dei / by the Cure.

Testo ripreso da
Lyrics available at

http://polsong.gcal.ac.uk/songs/jenson.html
I don't care if Saddam's blue
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2005/7/25 - 14:26
Song Itineraries: George Walker Bush II
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Paz na terra

( Roberto Carlos - Erasmo Carlos )
Testo ripreso da questa pagina
Meu pensamento vai distante
(Continues)
2005/7/25 - 11:56
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Ipotesi

Tra canzone e cabaret
Le parti in corsivo sono parlate.
Ma che ci faccio io qui?
(Continues)
Contributed by Lorenzo Masetti 2005/7/24 - 16:11
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Si vide all'animale

(1947)
Dall'opera "I dieci comandamenti"
Apre l'intera opera, che è possibile leggere in versione integrale su internet.


Interpretata, oltre che dallo stesso Viviani, da Nino Taranto, dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare (nel disco "11 mesi e 29 giorni" del 1977) e da Daniele Sepe (in Jurnateri [2001]).




Scritto in collaborazione con il figlio Vittorio tra il 1944 e il 1947, I dieci comandamenti è uno degli ultimi lavori di Raffaele Viviani. Ormai gravemente malato, l'autore immagina uno spettacolo che sia, in qualche modo, summa della sua ricchissima esperienza teatrale e affresco della società che va emergendo dalla Napoli del secondo dopoguerra. Ancora una volta il primo riferimento di Viviani è il "varietà" che, per spregiudicatezza e verve umoristica, ritiene si presti meglio di ogni altra forma teatrale a raccontare la vita della sua "gente".

Pulcinella introduce i... (Continues)
(entra Pulcinella, prima che si alzi il sipario, e canta)
(Continues)
Contributed by Lorenzo Masetti 2005/7/24 - 15:08
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Radio Rosa

[2004]
Dall'album "Marmaja"

Voce di Francesco Grillenzoni

"Louis Chabas, detto Lulù, era un partigiano francese. Divenne il famoso "inaferrabile" delle Langhe per i bizzarri travestimenti usati. Radio Rosa fu la prima emittente clandestina italiana. 'Pioverà sulle Ande' era un messaggio in codice".
L'hanno visto sulla ferrovia
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2005/7/23 - 11:52
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Don't Obey

[2003]
Testo e musica di Scott Ainslie
Lyrics and music by Scott Ainslie

Testo ripreso da:
Lyrics available at:
http://polsong.gcal.ac.uk/songs/ainsli...

"The song Don't Obey began developing after a reading of Howard Zinn's marvellous Declarations of Independence: Cross Examining American Ideology in the spring of 2003. It is a song in the Gandhian tradition of non-violent engagement and finds some of its inspiration more recently from the Israeli military men and women - now numbering over 1,000 - who have refused to serve or bomb in the occupied territories." -Scott Ainslie.
Trovato qui, sul sito di Scott Ainslie
Don't Obey
(Alessandro)
As it was in Hitler's Army and Stalin's awful crew,
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2005/7/22 - 22:09

Don't Misunderestimate Me!

[2004]
Testo / lyrics: Vicki Ryder
Sull'aria di / to the tune of Andy Kaufman's 100 Bottles of Beer on the Wall



We're the Raging Grannies, and we are hopping mad!
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2005/7/22 - 22:01
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La Cantagranda

[2000]
Testo e musica di Ivan della Mea
chitarre di Ivan della Mea e Paolo Ciarchi
Intercalazione del canto popopolare brianzolo del "Cristé".

L'inserimento della "Cantagranda" tra le Canzoni Contro la Guerra è dovuto essenzialmente a due sole strofe di carattere chiaramente antimilitarista (e, in misura minore, anche alla presenza nella lunghissima canzone -diciannove minuti e tre secondi-) di un riferimento alla morte di Giuseppe Pinelli (queste strofe sono evidenziate in neretto). Per il resto, su questa vastissima canzone (il cui testo viene inserito in rete per la prima volta) riporto un mio articolo pubblicato sulle mailing list "Fabrizio" e "Brigatalolli" (e sui newsgroup it.fan.musica.guccini e it.politica) in data 22 luglio 2005.

Ivan Della Mea ha gli stessi anni di Guccini, e di De André. Anche lui di quel 1940 di guerra; è nato un sedici ottobre, curiosamente lo stesso giorno... (Continues)
Ho tante cose che voglio dire,
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2005/7/22 - 19:40
Four years after 20 July 2001, we invite you to read and sing the songs about G8 in Genoa, police repression and Carlo Giuliani and particularly Dall'ultima galleria by Alessio Lega.
Two websites you can visit to learn more: Piazza Carlo Giuliani Committee and the parallel inquire about Carlo's death.
Lorenzo Masetti 2005/7/20 - 09:51
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Dove vai ragazzo

Kevlar
Dall'album "Piazza Carlo Giuliani ragazzo"
(Roberto Giuliani, Paolo Morbini)
(Il testo del ritornello è tratto da una poesia di Carlo)
Edizioni: Ishtar S.n.c.
Luglio 2002

Testo da piazzacarlogiuliani.org

Per non dimentiCARLO 20 luglio 2005
Dove vai dove vai ragazzo
(Continues)
Contributed by adriana 2005/7/20 - 07:16
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La guerriera

Anonymous
Una canzone popolare milanese nella quale è presente lo stesso tema della "Ragazza Guerriera"
LA RAGAZZA GUERRIERA
(Continues)
Contributed by adriana 2005/7/17 - 10:28

Roghi nell'oscurità dei Balcani

Corri forte ragazza vai
(Continues)
Contributed by adriana 2005/7/15 - 13:02
Song Itineraries: Balkan Wars of the 90's
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Luglio, agosto, settembre (nero)

Una piccola nota sulla musica: lo sanno solo in pochi, ma è stata quasi totalmente tratta da una canzone popolare greca della Macedonia, "Yerakina"... una bella ragazza che non stanca di chiedere al pozzo d'acqua del suo villaggio "Chi è la più bella?". Gli abitanti del villaggio a un certo punto, seccati, la spingono giù... perlomeno questa fu la spiegazione di Daniele Sepe quando lo sentii ri-eseguire lo stesso brano dal vivo. La trovate incisa in "Viaggi fuori dai paraggi"

Saluti

E, a mo' di completezza di questa pagina, riprotiamo anche il testo originale della canzone popolare greca, non in trascrizione come nella pagina linkata:

Η ΓEPAKINA

Kίνηση η Γερακίνα
για νερό κρύο να φέρει

Nτρουν ντρουν ντρουν ντρουν ντρουν
τα βραχιόλια της βροντούν

Kι έπεσε μέσ’στο πηγάδι
κι έβγαλε φωνή μεγάλη

K’έτρεξε ο κόσμος όλος
κ’έτρεξα κι εγώ o καημένος

Γερακίνα θα σε βγάλω
καί γυναίκα θα σε πάρω.

[RV]
Augusto il bibliotecario 2005/7/14 - 17:40
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Lili Marleen [Lied eines jungen Wachtpostens]

ITALIANO / ITALIAN [3] - Tony Fortuna/Massimo Rosso

As in the case of German soldiers before them, the song also became very popular with Italian soldiers who heard lyrics that were slightly changed from the original German text. Tony Fortuna, an Italian soldier during the war who was captured by the British army in Tobruk (North Africa) passed along to his nephew, Massimo Rosso, an unofficial variation in one stanza of the lyrics (the one starting with "Quando nel fango debbo camminar...")- Istrianet

Come era già successo per i soldati tedeschi, la canzone divenne molto popolare tra i soldati italiani. con parole leggermente diverse dal testo tedesco originale.
Tony Fortuna, un soldato italiano che durante la guerra fu catturato dall'esercito britannico a Tobruk (Nord Africa) trasmise al nipote, Massimo Rosso, una variazione non ufficiale di una strofa (al posto di "Quando nel fango debbo camminar...")
Quando son di ronda
(Continues)
2005/7/14 - 13:01
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Sopravviverò (ma questo non è il Cile)

Dall'album: Piccole vite da decifrare

È un racconto lucido sui fatti avvenuti a Genova. Cercando di evadere da certa retorica,senza slogan, ma tenendo presente il dolore e lo shock che può accompagnare un evento del genere.
Sopravviverò è un canto sussurrato che arriva comunque al cuore di chi ascolta(almeno secondo me!!!).
Rappresenta per noi il dissociarsi da certi metodi repressivi,dalla violenza che prescinde ogni cosa. L'aspetto musicale è basato su un arrangiamento abbastanza discreto,mai eccessivo che scivola via sulle parole di Francesco, ritmo lento e compassato in salsa reggae,con il basso a fare da cantilena/nenja al resto.
Se dovessi rivedere per un'ora quelle scene di dolore
(Continues)
Contributed by adriana 2005/7/14 - 08:27
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Corrido del desagravio

El veintisiete de agosto
(Continues)
Contributed by adriana 2005/7/13 - 08:35
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Chicago (We Can Change The World)

Maggio 2004 (Rev. Luglio 2005)
Contributo alla revisione del testo e alle note di Artemisia
CHICAGO (POSSIAMO CAMBIARE IL MONDO)
(Continues)
2005/7/12 - 18:11
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L'amore ai tempi del caos

da "Terra e libertà" (1997)

Alcune parti del testo di questa canzone (e in parte anche la melodia) sembrano decisamente ispirati da "Love minus zero / no limit" di Bob Dylan.


Macondo Express - Il ritorno di Paddy Garcia - Il ballo di Aureliano - Remedios la bella - Radio Tindouf - Marcia balcanica - Danza infernale - Qualche splendido giorno - Transamerika - Lettera dal fronte - L'ultima mano - Cuore blindato - Don Chisciotte - Cent'anni di solitudine - L'amore ai tempi del caos
La radio chiama, il mercante grida
(Continues)
2005/7/12 - 15:07
Song Itineraries: Anti War Love Songs
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Oh my God

Album: "Stay human" (2001)

«Oh My God è una sorta di preghiera nella quale io chiedo a Dio di far andare le cose un po' meglio di adesso e di fermare gli abusi, le sofferenze, le ingiustizie. È una canzone spirituale e politica insieme, nello stesso spirito con cui scrivevano i pezzi Marvin Gaye o Bob Marley»
Intervista a Michael Franti dal Manifesto (12 luglio 2002)
Oh my, oh my God
(Continues)
Contributed by Lorenzo Masetti 2005/7/11 - 17:08
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Everybody's Crying Mercy

I can't believe the things I've seen
(Continues)
2005/7/11 - 16:44




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