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Author Herbert Pagani

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Gli emigranti

[1965]
Testo e musica di Herbert Pagani, Enrico Macias ed Annalena Limentani
Album: L'Amicizia [1969]

Il brano Gli emigranti era già presente nell'album dal vivo d'esordio Una sera con Herbert Pagani del 1965, ma ho scelto questa versione dall'album del '69 L'Amicizia perché ha una parte introduttiva che ci riporta indietro al clima di quegli anni calienti (un mixer dei rumori dell'autunno caldo che lascia poi il posto alla voce di Herbert), che mi sembra tutto sommato più inerente alle tematiche del sito.
– …Ma statte zitta che mi' fíjo facea la protesta, l'hanno preso e l'hanno gonfiato! Poi l'hanno ripreso, l'hanno rimesso dentro e l'hanno ri-gonfiato…!
(Continues)
Contributed by giorgio 2020/9/29 - 21:15
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La postierla (Assedio di Milano)

[1975]
Testo: Herbert Pagani
Musica: Beppe Moraschi
Album: Ballate dal Marco Visconti
Prima nei campi la gente cantava canzoni d'amore
(Continues)
Contributed by Alberto Scotti 2020/9/23 - 03:44
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Vicario imperiale

1975
Testo: Herbert Pagani
Musica: Beppe Moraschi
Album: Ballate dal Marco Visconti
Popolo in festa, alza la testa
(Continues)
Contributed by Alberto Scotti 2020/9/23 - 03:32
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Giudizio di Dio

[1975]
Testo: Herbert Pagani
Musica: Beppe Moraschi
Album: Ballate dal Marco Visconti
Gente della mia terra, gente mia
(Continues)
Contributed by Alberto Scotti 2020/9/23 - 01:24
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Rondine

Rondine, rondine, tu che ti posi vicino a lei
(Continues)
Contributed by Alberto Scotti 2020/9/23 - 01:13
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Changer la vie

Changer la vie era originariamente il titolo di un documento politico adottato dal Partito socialista francese nel 1972, all'epoca del «Programma comune» della Gauche siglato insieme ai comunisti e ai radicali di sinistra. Al congresso di Nantes del giugno 1977 venne scelto quale titolo del nuovo inno socialista. Il testo è di Herbert Pagani, che lo cantò per la prima volta in quella stessa occasione; la musica di Mikis Theodorakis, che diresse l'orchestra. In questi nomi credo risieda principalmente il suo interesse, più che in un onesto programma riformista – quello stesso vaticinato dai versi – rimasto in gran parte lettera morta.

Si osservi che la musica all'inizio del ritornello (Prendre la parole, décider nous mêmes, etc.) riecheggia quella della Varsovienne, o ¡A las barricadas!

Nel sito dell'Institut François Mitterrand un bel documento video.
Les voix des femmes et les voix des hommes
(Continues)
Contributed by L.L. 2020/5/12 - 23:50
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Juste quelques flocons qui tombent

Testo italiano di Herbert Pagani
CADE QUALCHE FIOCCO DI NEVE
(Continues)
Contributed by Enzo Viscuso 2018/2/27 - 23:43
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Non lavoro più in Fiat

2014

«È una canzone sulla drammatica situazione – ci sono stati anche dei suicidi – dei cassintegrati confinati a Nola. Esiste una versione registrata da una parte degli Zezi (con Massimo Mollo, Marzia Del Giudice e altri) in un CD pirata fatto dagli SLAI Cobas di Pomigliano. La linea melodica è appunto quella della famosa canzone 'Les amants d'un jour' di Edit Piaf, che fu cantata anche da Herbert Pagani, da Ornella Vanoni e Gino Paoli in italiano col titolo “Albergo ad ore”»

Maria Baratto
Non lavoro più, manco per un'ora.
(Continues)
Contributed by dq82 2016/1/16 - 15:32
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L'erba selvaggia

[1977]
Scritta da Herbert Pagani, E. Lombardi e R. Bernet
Lato A di un 45 giri del 1977. Sul lato B, “Da niente a niente”
Viene su, come l'erba selvaggia
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/8/20 - 13:14
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Il condannato

[1976]
Scritta da Herbert Pagani con A. Limentani e E. Lombardi
Nel LP intitolato “Palcoscenico”
Testo trovato su Megalopolis
Dalla mia cella scrivo a te così
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/8/20 - 11:50
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Concerto per un cane

[1976]
Scritta da Herbert Pagani con A. Limentani e B. Moraschi
Nel LP intitolato “Palcoscenico”
Testo trovato su Megalopolis
Era stata una giornata tutta no
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/8/20 - 11:47
Song Itineraries: War against Animals
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Jacques Brel: Ces Gens-là

Trasposizione italiana di Herbert Pagani, interpretata da Giorgio Gaber
dal disco "I borghesi" del 1971,
CHE BELLA GENTE
(Continues)
Contributed by Flavio Poltronieri & CCG Staff 2015/1/6 - 15:14
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חד גדיא

14 ottobre 2014

Quattro parole del traduttore. L'originale del Khad gadya è interamente in aramaico antico, e non c'è da stupirsene: l'aramaico era la vera lingua d'uso in tutta la Palestina, e sono in aramaico antico intere parti della Bibbia e la preghiera del Qaddish. Del resto, l'aramaico classico è assai poco dissimile dall'ebraico. In questa canzone il testo aramaico è usato nel titolo e nel ritornello, il resto è in ebraico moderno. Khad gadyà significa "un capretto": ve lo ricordate dove lo avevamo già incontrato, un capretto, a cura dell'ebreo Herbert Pagani? Più che avere "ispirato" Branduardi per la "Fiera dell'Est", beh, mi sembra che la canzoncina del menestrello ne sia la traduzione pedissequa, e con la stessa musica; tutt'altra cosa, la canzone di Chava Alberstein. Alcuni chiarimenti: ho riportato la traslitterazione del titolo in "Khad gadya", non mi piace quel "ch" tedeschizzante... (Continues)
UN CAPRETTO
(Continues)
2014/10/14 - 03:36

Il confino

Una canzone che parla dell’isolamento del confinato, ma anche di quello del prigioniero. Una situazione aberrante nella quale – purtroppo - si trovano ancora molte persone nel Mondo. Private della libertà a causa delle loro idee, della loro etnia, della loro “diversità”. Molto spesso, basta davvero poco per fare paura al potere di turno. E il potere, quando ha paura, imprigiona, rinchiude, sommerge, nel tentativo di tenere tutto sotto controllo.
Troppi esseri umani sulla Terra soffrono, a volte soltanto per aver sperato e lavorato per un mondo migliore per loro stessi e per gli altri.
Non dimentichiamoli.
Amore, con questo bel mattino
(Continues)
Contributed by i.fermentivivi 2014/6/24 - 13:15
Song Itineraries: From World Jails, Heroes
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Pourquoi ces canons

Ancora un esempio di traduzione volutamente travisata, sempre negli anni d'oro delle cover: una canzone destinata ad essere un lato B del primo grande successo del cantautore francese Antoine, famoso anche per essere stato l'"inventore" delle camicie a fiori per uomini. Antoine all'inizio era stato un cantante quasi di protesta, negli anni del beat, '66, '67, prima di essere omologato dal sistema discografico italiano come cantante bizzarro e spiritoso, fino ai vertici di “Ti chiamerò Cannella” e “Lei ha una voglia di fragola”, e poi al progressivo e veloce oblio, mitigato dal suo nuovo lavoro di organizzatore turistico nelle isole dei Mari del Sud.
I primi passi, con Elucubrations d'Antoine, L'alienation, e, appunto Pourquoi ces canons, li fece con canzoni che volevano fare riflettere, in contrasto con il look estroso.

"Pourquoi ces canons" era il lato B di Elucubrations e venne usata anche... (Continues)
LA FELICITÀ
(Continues)
2012/4/10 - 22:04

Teorema

Sembra quasi che il nostro ignavo, brutale e carogna soave Riccardo Scocciante legga in anticipo questo sito: non facciamo in tempo ad inserire il Rigurgito antifascista, quello famoso dei 99 Posse, che zàc, lui ti ammannisce il suo, di rigurgito. Naturalmente a suo modo: quello di prendere una famosa canzone italiana e di violentarla rielaborarla in modo da contenere un messaggio di perfidia, cattiveria e picchi ne' denti pace e fratellanza. Stavolta è toccato nientemeno che a Teorema, celeberrima canzone di Marco Ferradini (ma scritta, pensate un po', da Herbert Pagani). Ahinoi. Ad ogni modo, poiché questo è un sito di servizio, assai servizievolmente vi mettiamo anche il video della canzone originale, così che chi lo desidera possa cantarne anche lo stupro la rielaborazione perpetrata dallo Scocciante; abbiamo a tale riguardo, in pieno stile scocciantiano, reperito un video che fosse quanto di più ricco possibile di tette & culi.



[CCG/AWS Staff]
Prendi un fascista, digli che l'ami,
(Continues)
2009/4/15 - 01:51
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Il mondo va così

[1967]
Testo italiano di Herbert Pagani e V. Buffoli

È uno dei primi 45 giri di Battiato (1967); è una cover di Et moi, et moi, et moi di Jacques Dutronc del 1965. Gli autori della versione originale sono Jacques Lanzmann (Testo) e Jacques Dutronc (Musica); la versione italiana è di Herbert Pagani e V. Buffoli.
Mezzo universo senza pace
(Continues)
Contributed by Renato Stecca 2007/8/9 - 12:04




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