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Redenzione

Massimo Priviero
Lingua: Italiano


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2021
Essenziale
Essenziale

Nella primavera 2020 mi ritrovai forzatamente chiuso in casa. Naturalmente, come gran parte del mondo. Confesso che all’inizio mi sentissi molto più sorpreso che terrorizzato. Ovviamente, parecchio intristito dalla quantità di quotidiane vittime innocenti a seguito di quel che abbiamo vissuto. Scrivere e comporre era quanto di più naturale potesse accadermi. Allo stesso modo, chiaro che hai tanto tempo per riflettere, per guardare dentro di te, pure per ripercorrere i passi della tua strada che comincia ad essere lunga. Così te ne vai a cercare quasi in modo naturale gli inizi. Li rivedi. Ti rivedi. Facilmente ritrovai il ragazzo che ero tanti anni fa. La mia stanza in una casa in faccia al mare, i suoni che giravano nella testa, la santa follia che poteva accompagnare i passi di un adolescente d’indole solitaria. Vero che da ragazzino ho tanto amato il primo Dylan, in ritardo di una generazione rispetto a quella che era stata segnata per sempre dalle sue canzoni. Nato all’inizio dei sessanta, mi ero ritrovato a metà dei settanta a rincorrere in fretta quel che in fondo era già accaduto ma che nella mia mente era immortale. REDENZIONE è del tutto e felicemente nella mia testa debitrice al primo Dylan. Il portamento, la struttura, le visioni contenute nel testo sono del tutto segnate da quel che abbiamo tutti vissuto a partire dalla primavera 2020 ma anche da tanti suoi versi che oggi hanno 50 anni e più. La rabbia, la paura, la denuncia, il bisogno di amore e di purificazione. Il menestrello solo nel mezzo di una strada che suona e canta quel che i suoi occhi vedono e quel che la sua penna scrive da sola, invitando il mondo ad aprire la sua finestra. La finestra della mente e finestra dell’anima. REDENZIONE potrebbe non finire, potrebbe procedere ancora a lungo e magari tirar dentro la valanga di versi che mi ritrovai a scrivere in quei giorni. Con una voce e una chitarra che alla fine hanno soltanto bisogno di coralità e di forza ulteriore che si sommano per diventare tante voci insieme. Personalmente, non ho creduto per un solo momento che il mondo sarebbe uscito migliore da quel che ha vissuto. La mia resistente idealità non è illusione. Credo, questo sì, che alcune minoranze possano aver trovato invece nuova forza dentro a una tragedia. Il bisogno di redenzione e se volete di conoscenza, oltreché essere un fatto molto individuale, riguarda essenzialmente loro. Forse, per loro, potrà essere giusto e potrà pure dare un po’ di forza aprire la finestra e magari ascoltare i versi di questa canzone. Se tireranno un po’ gli occhi, se avranno tempo e voglia di ascoltarmi e magari di aprire un pezzo d’anima, per certo mi vedranno e mi sentiranno.

Massimo Priviero
Apri la tua finestra dovunque tu sia
io sono in mezzo a una strada in fronte a casa tua
La mia voce è nell’aria e la senti anche tu
apri anima e testa per sentire di più
I segni del tempo li leggi se vuoi
C’è scritto quello che viene molto prima che poi
I giochi son fatti e la nave è partita
Chissà se arriva domani oppure lungo una vita
Cosa pensi degli anni che non hanno inverni
E di foreste nel fuoco che diventano inferni
E del tempo vissuto respirando il male
Come bambini fragili abbagliati dal sole
Io sono qui a dirti quello che già sai
Sono qui a dirti non temere mai
Ma sembra la fine, sembra la fine
Sembra la fine del mondo che abbiam visto noi

Apri la tua finestra dovunque tu sia
Io sono in mezzo alla strada in fronte a casa tua
La mia voce è nel cielo e la senti anche tu
Apri anima e testa per sentire di più
Non lo vedi tuo figlio che cerca un lavoro
E il tuo benessere a debito che fotte il futuro
Globalizzati e ubriachi di tecnologia
Figli di grandi fratelli e bella democrazia
Te li immagini i cristi davanti a un confine
Con esistenze dal costo di un pezzo di pane
Tra volontari di pace perseguitati ogni giorno
Mentre gli idioti contenti qui ballano intorno
Io sono qui a dirti quello che già sai
Sono qui a dirti non temere mai
Ma sembra la fine, sembra la fine
Sembra la fine del mondo che abbiam visto noi

Apri la finestra dovunque tu sia
Io sono in mezzo a una strada in fronte a casa tua
La mia voce è nel vento e la senti anche tu
Apri anima e testa per sentire di più
Lo vedi bene anche tu cosa siam diventati
Indifferenti al mercato finché siamo scaduti
Uomini senza le facce che chiamiamo gente
Intossicati dal troppo, dal troppo di niente
Governati da inetti e nullità senza fine

Banditi del tuo domani e senza bene comune
Terrorizzati dal gioco dell’economia
Contiamo morti innocenti di un’epidemia
Io sono qui a dirti quello che già sai
Sono qui a dirti non temere mai
Ma sembra la fine, sembra la fine
Sembra la fine del mondo
Io sono qui a dirti quello che già sai
Cerca tutto l’amore e la forza che puoi
E’ tempo ci sia, è tempo ci sia
Ci sia redenzione nel mondo
Che viene per noi

inviata da Dq82 - 18/10/2021 - 12:37



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