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سيدي الرئيس

Zain Group
Lingua: Arabo

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Sayyidi Al Rais

[2018]
النص والموسيقى / Testo e musica / Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel
Zain Ramadan 2018




La multinazionale della telefonia mobile Zain Group, di origine kuwaitiana, in occasione delle festività del Ramadan e dell’Eid produce un video. Sino al 2015 i temi erano canzoni e danze con la partecipazione di bambini. Dal 2016 i temi sono diventati di natura politica come reazione al clima repressivo manifestatosi in parecchi paesi arabi dopo le cosiddette primavere. Di conseguenza anche il ruolo dei protagonisti dei video si è ribaltato. Prima i protagonisti erano adulti e il target erano spesso i bambini, dal 2016 invece sono i bambini ad assumere la figura di interpreti rivolgendosi ad un target di adulti. Attraverso i bambini vengono veicolati messaggi che diversamente avrebbero meno possibilità di filtrare.
La canzone proposta è quella del Ramadan 2018. Un bambino di sei anni o poco più si rivolge ai leader mondiali per denunciare la condizione di oppressione dei Palestinesi ed elevare una protesta accorata perché Gerusalemme Est rimanga la capitale della Palestina.

Il video ha ricevuto, com’era da aspettarsi, un’accoglienza assai diversa a seconda degli interessi politici dello spettatore. Salutato favorevolmente nei circoli giordani e in Kuwait, ha incontrato resistenze nell’establishment saudita che ha accusato la multinazionale di strizzare un occhio all’Iran e alla Fratellanza musulmana. Altri circoli arabi hanno criticato la sua polarizzazione che non chiama in causa la responsabilità di alcun leader arabo nella questione israelo-palestinese. Hanno criticato anche il ruolo riduttivo della bambina che interpreta Ahed Tahimi, la teenager che schiaffeggiò un soldato di Tsahal, rilevando che manca del tutto nel video la contestualizzazione ed il riferimento alle responsabilità dell’occupazione israeliana.
Un critico, che risponde al nome di Omar Al-Ghazzi, saggista esperto di comunicazioni e giornalismo comparato dei problemi mediorientali (a chi scrive dà l’impressione di soffrire di torcicollo verso ovest, si veda il suo Citizen journalism sui fatti della Siria nel 2014) osserva: “The child figure conceals regressive politics through infantilizing the Arab body-politic and portraying it as a pleading and tragic entity. The child’s tears may be moving but they do not move publics to do anything—only perhaps to become customers of the telecom company”. Insomma una stroncatura con il fioretto al termine di un’analisi accurata da esperto dei processi comunicativi.

Da parte nostra aggiungiamo soltanto che non gradiamo una certa spregiudicatezza nel tirare in ballo l’infanzia nel marketing (un vizio non solo kuwaitiano, da condannare a ovest prima che a est). Dall’altro lato non condividiamo del tutto il giudizio negativo di Omar Al-Ghazzi & Co, non perché il video ha raccolto oltre 55 milioni di visualizzazioni o per la sua fattura singolare. No, è perché, travalicando forse le intenzioni del marketing, qualche interrogativo lo pone, senza dubbio tra schematismi e ingenuità studiate, ma lo pone.

Sinché Gerusalemme sarà vista da milioni di fedeli come una, anzi, la soluzione per le sopravvivenze identitarie, invece che un problema, non ci sarà tregua in tutto il Medioriente e neanche altrove.Allah, Yahweh, Dio non può (non possono, al plurale per i fondamentalisti che hanno arruolato Dio) avere concepito e patrocinato una città più o meno celeste per dare la stura allo scannatoio. Questi fedeli, dal monoteismo a loro dire irriducibile, non si accorgono di avere eretto Moloch e vitelli d’oro, sempre più avidi di sangue e distruzione.
Meno identità da tutti i lati, più coesistenza pacifica: quando?
[Riccardo Gullotta]
سيدي الرئيس[1]
رمضانٌ كريم
وانت مدعو على الافطار
اذا وجدت بيتي في الدمار
وعادت أمي من الطابور
بخبزٍ وقلبٍ مكسور

وأذنت مساجد
ورنت الكنائس
جيران في الله
أبواب بلا حارس
ووصلت مراكب الموت
إلى أرض الأحلام
دون أن يصبح الأطفال قضية رأي عام
سيدي لرئيس
أنا لا أنام

كلما أغمضت عيني، أسمع أنفجار
ويشتعل سريري دخاناً ونار
ويخرج الخوف من باب الدولاب
وتبكي الأغاني
وتنزف الألعاب
سيدي الرئيس
تنزف الألعاب

سيدي الرئيس
نحن الهاربون
نحن المبعدون
نحن المذنبون
نحن المتهمون بالعبادة
باالعبادة
المحكومون شنقاً بالإبادة
الذين قطعت ألسنتنا
لأنهانطقت بالشهادة

سيدي الرئيس
سنفطر في القدس
عاصمة فلسطين
يكتبها رب الأمنيات العالقة بين يا ليت و آمين
سنفطر في القدس
عاصمة فلسطين
يكتبها رب الأمنيات العالقة بين يا ليت و آمين
سنفطر في القدس
عاصمة فلسطين
يكتبها رب الأمنيات العالقة بين يا ليت و آمين
آمين
آمين
آمين
آمين
آمين
آمين
آمين
[1] Transcription / Trascrizione

sayidi alrayiys
rmdan karim
want madeuun ealaa alafitar
adha wajadat bayti fi aldamar
waeadat 'umiy min altaabur
bkhbz wqlb maksur

wa'adhinat masajid
waranat alkanayis
jiran fi allah
'abwab bila haris
wawasalat marakib almawt
'iilaa 'ard al'ahlam
dun 'an yusbih al'atfal qadiat ray eamin
sayidi lirayiys
'ana la 'anam

kulama 'aghmadt eaynay, 'asmae 'anfijar
wayashtaeil sariri dkhanaan wanar
wayakhruj alkhawf min bab alduwlab
watabki al'aghani
watanzaf al'aleab
sayidi alrayiys
tanzif al'aleab
sayidi alrayiys

nahn alharibun
nahn almubeadun
nahn almudhnibun
nahn almutahamun
bialeibada baaleibada
almahkumun shnqaan bial'iibada
aladhin qataeat 'alsinatana
li'anahantaqat bialshahada
sayidi alrayiys

sanuftir fi alquds
easimat filastin
yaktubuha rabu al'umniaat alealiqat bayn ya lyt w amin
sanuftir fi alquds
easimat filastin
yaktubuha rabu al'umniaat alealiqat bayn ya lyt w amin
sanuftir fi alquds
easimat filastin
yaktubuha rabu al'umniaat alealiqat bayn ya lyt w amin

amin
amin
amin
amin
amin
amin
amin

inviata da Riccardo Gullotta - 3/10/2021 - 08:10




Lingua: Inglese

English translation / الترجمة الانكليزية / Traduzione inglese / Traduction anglaise / Englanninkielinen käännös:
Efin
MISTER PRESIDENT

Mr. President,
Ramadan Kareem
I invite you for Iftar with me
If you find my home in the debris
And my mother shops her part
of bread and a broken heart

And Azaan is called
and church bells toll
To the same Heavens
same God of all
And death boats
reach the land of dreams
With no children on the cover of magazines
Mr. President,
I do not sleep

Everytime I close my eyes I hear the bombing
My bed with smoke and fire starts burning
Fear from its hiding is freed
Lullabies cry
and toys they bleed
Mr. President,
toys bleed

Mr. President,
We are the escapees
The shunned
and the guilty
Accused of faith
and devotion
Sentenced to extermination
Our voices have been silenced
for making a faith declaration

Mr. President,
Our Iftar will be in Jerusalem
the capital of Palestine
As written in God's answer to the prayer of all time Amen
Our Iftar will be in Jerusalem
the capital of Palestine
As written in God's answer to the prayer of all time Amen
Our Iftar will be in Jerusalem
the capital of Palestine
amen
amen
amen
amen
amen
amen
amen

inviata da Riccardo Gullotta - 3/10/2021 - 08:14




Lingua: Italiano

Traduzione italiana / الترجمة الإيطالية / Italian translation / Traduction italienne / Italiankielinen käännös:
Riccardo Gullotta
SIGNOR PRESIDENTE

Signor Presidente,
Ramadan Karim [1]
Ti invito per Iftar [2] con me
se trovi la mia casa tra le macerie
e mia madre compra la sua parte
di pane e un cuore spezzato

Si chiama adhan [3]
e le campane della chiesa suonano
per lo stesso cielo,
stesso Dio per tutti.
E i battelli della morte
raggiungono la terra dei sogni
Senza bambini sulla copertina delle riviste
Signor Presidente,
non dormo

Ogni volta che chiudo gli occhi sento i bombardamenti
Il mio letto comincia a bruciare con fumo e fiamme
La paura viene fuori dal suo nascondiglio
Le ninne nanne piangono
e dai giocattoli esce sangue
Signor Presidente,
dai giocattoli esce sangue

Signor Presidente,
Noi siamo gli evasi
gli emarginati
i colpevoli
Accusati di fede
e devozione,
condannati allo sterminio.
Le nostre voci sono state messe a tacere
per aver fatto una dichiarazione di fede

Signor Presidente,
Il nostro Iftar sarà a Gerusalemme
la capitale della Palestina
Com’è scritto nella risposta di Dio alla preghiera di tutti i tempi Amen
Il nostro Iftar sarà a Gerusalemme
la capitale della Palestina
Com’è scritto nella risposta di Dio alla preghiera di tutti i tempi Amen
Il nostro Iftar sarà a Gerusalemme
la capitale della Palestina
amen
amen
amen
amen
amen
amen
amen
[1] karim [كريم] letteralmente generoso. Ramdam karim é l’ augurio che il Fedele musulmano rivolge all’altro credente. Alla lontana si può assimilare alla Buona Pasqua del cristiano e a Shanah tovah [שָׁנָה טוֹבָה] dell’ebreo.

[2] ifṭār [إفطار] è l’abbondante cena consumata dal musulmano che interrompe l’astinenza quotidiana durante il mese di ramadan. E’ un segno profondo di convivialità.

[3] adhān [أَذَان] è l’invito del muezzin alla preghiera, scandito cinque volte al giorno

inviata da Riccardo Gullotta - 3/10/2021 - 13:44



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