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Holy War

Manowar
Lingua: Inglese

Lista delle versioni e commenti



[1987]
Lyrics & Music by Joey DeMaio
Album: Fighting the World
Fighting the World


...


Personnel: Eric Adams (vocals), Ross the Boss (guitar, keyboards), Joey DeMaio (4, 8 strings bass guitar), Scott Columbus (drums).
ManO'WaR ~ Holy War
I have seen the fire
of the thousands suns pass by
While blasphemers spread their Gospel
bearing false witness
Now we rise
All ye children of the wild
Fists like hammers fill the air
Vast legions all immortal
Smash the stillness everywhere..

Holy, Holy War

Holy
We are fighting,
fighting a Holy War

Holy War
See us fly on winds of doom
Holy War
Baptized in Fire and Steel
Holy War
For the end we bring is soon
Holy War
Now face the storm
A Holy War…


Brothers of metal know no masters
Metal's our religion
Take it to the grave
Rulers of the Earth
Our dawn of glory
All reborn we live again..

Hold true, ye Sacred Army
Our last battle is at hand
Sweep this dogs from our Kingdom
Bless this ground, our Holy Land

Holy, Holy War

Holy
We are fighting,
fighting a Holy War
Holy War
See us fly on winds of doom
Holy War
Baptized in Fire and Steel
Holy War
For the end we bring is soon
Holy War
Now face the storm
A Holy War..

inviata da giorgio - 15/10/2012 - 15:50



Lingua: Italiano

Versione italiana da Canzoni Metal
GUERRA SANTA ‎

Dannazione, religione,
Salvezza,
Fuoco Ed Acciaio ‎
Dannazione, religione,
Salvezza,
Fuoco Ed Acciaio ‎

Ho visto il fuoco
di mille soli ormai passati
mentre i blasfemi divulgano il loro vangelo
portando falsa testimonianza
Ora sorgiamo
tutti voi, figli della natura selvaggia
pugni come martelli riempono l’aria
un’enorme legione, tutti immortali,
Rompete il silenzio ovunque ‎

Santa santa guerra
Santa
Noi stiamo combattendo una guerra santa
Guerra santa
guardaci volare sulle ali del destino
Guerra santa
battezzati nel fuoco e nell’acciaio
Guerra santa
poichè la fine che portiamo è vicina
Guerra santa
ora affronta la tempesta
Una guerra santa ‎

I fratelli del metal non conoscono padroni
Il metal è la nostra religione
lo porteremo nella tomba
governanti della terra
la nostra aurora di gloria
Tutti rinati, vivremo ancora
Mantieni vera la sacra armata
la nostra ultima battaglia è alle porte
spazza via questi cani dal nostro regno
Benedici questa terra, la nostra terra santa S

Santa santa guerra
Santa
Noi stiamo combattendo una guerra santa
Guerra santa
guardaci volare sulle ali del destino
Guerra santa
battezzati nel fuoco e nell’acciaio
Guerra santa
poichè la fine che portiamo è vicina
Guerra santa
ora affronta la tempesta
Una guerra santa

16/10/2012 - 10:28


Continuo ad approvare queste canzoni metallare, ma mi chiedo... quante di esse sono veramente CONTRO la guerra e quali sono invece guerrafondaie o, nel migliore dei casi, "descrittive"?

Lorenzo - 15/10/2012 - 15:55


Carissimo Lorenzo,

vecchia questione: cosa è che fa essere una canzone contro la guerra? Che contenga slogans antiwar, che sia sempre peace&love, che sia l'ovvia lamentazione di chi è stato, direttamente o indirettamente, colpito da quel flagello?..
O è, anche, quella che ci fa andare a sbattere nel vivo degli apparati ideologici bellicisti (vecchi e nuovi) e che mostri la guerra nella sua crudezza reale, senza più filtri e maschere?
Mi chiedo inoltre (e ti chiedo) se oggi esiste (o può ancora esistere) linea di demarcazione rigida fra la canzone pro o contro la guerra o quella semplicemente (e magari crudamente) "descrittiva".
Mi sembra per es. che la retorica pro-guerra "classica" (cioè quella più o meno inneggiante alla superiorità/capacità fisica o razziale o di mezzi bellici di una "nazione" su un'altra) non serva ormai molto ai guerrafondai dei nostri giorni, che ricorrono ad altri presupposti ideologici (quali il "mantenimento della pace", la "loro" pace blindata naturalmente; la guerra "lampo", "preventiva", "chirurgica", etc. minimizzandone, magari, anche tutti gli aspetti spiacevoli e feroci), ma che, per contrapposizione dialettica, porti acqua al nostro mulino pacifista.

Riepilogando per maggior chiarezza:
Il guerrafondaio di oggi è quasi un "pacifista" che ricorre alla "guerra" quel tanto necessario e (quasi) minimizzandola in tutti i modi possibili ("lampo", "preventiva", "chirurgica"..)
Invece il guerrafondaio classico (il seguace, nel suo archetipo, del tracio dio Ares, omericamente parlando), personaggio scomodo e "superato" quasi nella sua stessa epoca di appartenenza.. ma, meno ipocrita, quantomeno restituisce alla guerra il suo vero volto.
Quindi, sotto questo aspetto, credo, siamo avvantaggiati: qualsiasi cosa che istigherebbe o fomenterebbe o, semplicemente, descriverebbe (per davvero) la guerra abbia un suo salutare e implicito risvolto antiguerra..

Comunque, se è il genere quello che non è di tuo gradimento (De gustibus non disputandum), mi asterrò dal postarle. Eviterò il rischio di vedermele cassate e ti toglierò l'impaccio di approvarle tuo malgrado! :))

Buona giornata!

giorgio - 16/10/2012 - 08:37


Caro Giorgio,tu continua pure a proporle, in questo sito a parte qualche eccezione abbiamo seguito sempre il principio "nel dubbio approvare e discutere". Proprio per questo ho posto la domanda.

La tua risposta è senz'altro interessante e fornisce una possibile ragione per inserire anche questo tipo di canzoni. Quanto al metal, confesso che a parte alcune eccezioni non è proprio il mio genere, ma questo non è certamente un criterio per scegliere le canzoni da inserire qui dentro !! :)

Buona giornata anche a te.

Lorenzo - 16/10/2012 - 09:31


Ora che Giorgio ha replicato alle perplessità di Lorenzo, provo a dire anch’io la mia e – ‎premettendo che non sono affatto un amante e nemmeno un conoscitore del genere metal, che già ‎dal punto di vista strettamente musicale trovo insopportabile in tutte le sue declinazioni – lo faccio ‎contribuendo la traduzione italiana di questa “Holy War” trovata su canzonimetal.altervista.org

Ora, prima di tutto ditemi voi se questo può essere considerato un testo contro la guerra, io non ‎credo.‎
Poi, rispetto alla “provocazione” di Giorgio secondo il quale – dimmi se ho capito bene – il fatto ‎che i guerrafondai si siano appropriati di una terminologia pacifista per provare a intorbidare le ‎acque e a celare i loro soliti propositi allora questo, per contrasto, darebbe alle canzoni dei Manowar ‎e di moltissimi gruppi metal, solo perché intrise di un’epica della guerra pura e schietta, la dignità di ‎CCG/AWS, beh, francamente mi pare un ragionamento un po’ contorto e che apre ‎‎“pericolosamente” ad un ribaltamento che mi sembra difficilmente gestibile…‎

Detto questo, non sarebbe la prima volta che si apre una discussione del genere, e penso, per ‎esempio, a quando proprio un mio intimo conoscente cominciò a postare le canzoni “guerresche” ‎degli Ianva… In quel caso però quel mio conoscente, rendendosi conto di poter suscitare ‎qualche perplessità, aveva preventivamente motivato volta per volta ogni inserimento…‎

Concludendo, con questo mio intervento volevo dire sostanzialmente due cose: la prima, è che non ‎condivido la motivazione data da Giorgio nella sua replica; la seconda – ma forse chiedo troppo o ‎potrei essere tacciato di essere troppo didascalico - che mi piacerebbe che ogni inserimento, ‎indipendentemente dalla sua comprensibilità immediata o meno, fosse preceduto da una pur breve ‎introduzione in cui il contributore spieghi agli altri la rava e la fava di quella sua proposta…‎
Per facilitare la comprensione, per suscitare la discussione e perché mi pare che le CCG/AWS non ‎siano e non debbano essere paragonabili a metrolyrics, lyricsfreak, sing365 e chi più ne ha ne metta, ‎siti peraltro rispettabilissimi cui spesso ognuno di noi ha attinto…‎

Dead End - 16/10/2012 - 10:12


Aggiungo soltanto - e non c'entra con la discussione in corso sul merito della canzone - che quell'immagine da videogame scelta per introdurre il brano, quella dove si vedono due crociati che infieriscono a colpi d'ascia su di un nemico a terra e disarmato, davvero non credo abbia ragione di essere qui...

Dead End - 16/10/2012 - 10:16


Beh, sulle vostre perplessità o riserve sul metal potrei anche concordare. Il problema è il messaggio, qui, per fortuna di tutti, chiaro e forte. (Fosse sempre così). E pertanto non sono necessarie didascalie. E non mi sembra un discorso contorto.
È come quando Gaber dice (diceva) le "libertà" e le "democrazie" occidentali mi fanno venire "voglia" di… un dittatore! Almeno quello si vede, si riconosce, e non si maschera.

Non è solo, Dead End, che i guerrafondai si spacciano per "pacifisti", è che i significati come i contesti storici cambiano e i confini fra canzone pro-guerra contro-guerra e quella descrittiva fluttuano. Così come il significato ultimo (mi si passi il termine) di certe canzoni "chiaramente" "pro" guerra.. Forse è meglio che faccio un esempio:
prendiamo la vecchia canzone (1912) Contrasto tra l'aristocratica e la plebea sulla guerra di Tripoli.
Se separiamo gli argomenti dell'aristocratica da quelli della plebea e ne facciamo due canzoni, non so fra le due oggi "suona" più contro la guerra (al di là che rimane sacrosanto quanto afferma la plebea). Considera, Dead End, le canzoni come quella sopra ("Holy War") come la parte destrorsa (L'aristocratica) del "Contrasto".
"L'epica" della guerra "pura"(?) e schietta (per usare parole tue) si smonta ormai da se: fa sorridere.. anticipando già la famosa risata che può seppellirli. E il loro ricorrere a vari mascheramenti pacifisti (→ guerre portatrici di pace, esportazioni di democrazia, etc.) ne sono la prova. Per questo occorre smascherare e portare tutto fuori, a galla.

Ribadisco: per me essere contro la guerra è anche e soprattutto non censurare la guerra e i suoi orrori. Viceversa si fa il gioco di chi minimizza, parla (e mostra) poco e niente dei suoi aspetti truculenti (→ ma per suoi necessari scopi, esigenze e intendimenti). Non sono pertanto d'accordo con gli intenti iconoclastici di Dead End. Mi dispiace.

giorgio - 17/10/2012 - 08:21


Non è che non sono d'accordo sulla filosofia di fondo, Giorgio, è che proprio - per usare un ‎paradosso cinematografico - non so come si potrebbe presentare l'intera saga di "Conan il barbaro" ‎all'interno di una rassegna di film contro la guerra. Ovvero, la filosofia pur condivisibile che enunci ‎non si traduce, non si spiega con l’inserimento di canzoni come questa Holy War.‎
Tu stesso poi, nell'esempio che fai, ti costringi ad arrampicarti un po' sugli specchi, dovendo ‎smembrare una canzone che è un "Contrasto" e che proprio sul contrasto si fonda, e gli argomenti ‎dell'aristocratica non sono certo quelli vincenti...‎

Secondo me - ma è un'opinione personale - se si apre tout court all'epica guerresca in stile Manowar ‎& simili non si va a parare da nessuna parte...‎

E ti dirò anche che pure un’altra canzone del Manowar che hai contribuito, Violence and Bloodshed, mi lascia ‎parecchio perplesso perché non mi pare che sia una canzone contro o sulla guerra del Vietnam ma ‎proprio un brano revanscista in cui – se ho capito bene – si può leggere: “Mio fratello è ‎ancora a Da nang / mettendo un missile in culo a Kerrang / Sto cercando persone che vogliano ‎solamente uccidere / Torneremo noi in Vietnam perchè nessun altro vincerebbe”…‎

Quanto ai miei “intenti iconoclastici”, se ti riferisci al mio parere di cassare canzoni come queste, ‎beh, non sono certo io a deciderlo, c’è una discussione in corso e stiamo appunto discutendo… Se ‎invece ti riferisci alla mia richiesta di togliere quell’immagine, allora sì, sono un iconoclasta: l’ho ‎chiesto perché non capisco a che scopo commentare una canzone già di per sé truculenta (ed ‎orripilante, a mio avviso) con un’immagine da videogame anche peggiore e gratuita, con due ‎crociati che fanno a pezzi a colpi d’ascia un nemico prostrato, vinto e disarmato… ‎

Dead End - 17/10/2012 - 10:49


Quello di cui Dead End e Giorgio stanno discutendo è un problema che mi si è parato davanti più di una volta, nel maneggiare il materiale greco (non certo metal: ma qui la cosa non ha nessuna importanza). Anche nell'ultimo contributo che ho postato - il tema erano gli Armeni e il loro tentativo di difendersi anche organizzandosi militarmente - ho accennato a questo mio disagio. A me sembra che ciò che sul piano della canzone abbia prodotto un popolo o una comunità o una classe oppressa, in coincidenza con una sua lotta anche armata di liberazione o di riscatto, abbia pieno diritto di cittadinanza in queste pagine. Mi sembra giusto, ad esempio, mostrare la colonna sonora, per così dire, delle lotte di liberazione nazionali, anche se esse abbiano poi avuto esiti discutibili o, nel loro svolgersi, abbiano esasperato la motivazione nazionalistica. Ancora per esempio, ho già quasi pronto del materiale sulla lotta antibritannica di Cipro: ma esito a mandarlo avanti, perché quella lotta era guidata da un personaggio particolarmente odioso (ai miei occhi).
Eppure non c'è da eccepire, credo, rispetto a una rivolta contro una dominazione straniera, visto che ogni rivolta contro qualsivoglia oppressore è sacrosanta. E c'è dell'altro. Noto che, una volta avviatasi una lotta armata, buona o cattiva che essa sia, le canzoni che la accompagnano, la incitano, la esaltano, rigirano sempre gli stessi topoi, come se il fatto stesso di militarizzarsi non consentisse altre forme d'espressione. C'è insomma una specie di viscosità, per cui il guerreggiare condiziona di per sé stili e contenuti delle canzoni, fino a renderle spesso intercambiabili tra di loro. E questa è una cosa che mi deprime non poco. Ne parliamo?

Gian Piero Testa - 18/10/2012 - 01:21


Quello che scrive Gian Piero è sacrosanto. C'è però secondo me una notevole differenza tra gli esempi proposti da Gian Piero e una canzone come questa. In un caso si tratta di canzoni nate (o comunque ispirate) da precisi conflitti storici anche violenti e che cantano le ragioni di una delle due parti in guerra. Sono quelle che chiamiamo canzoni "nella" guerra e che abbiamo spesso accolto soprattutto quando provengono dalla parte degli "oppressi" (con tutte le semplificazioni e contraddizioni che questa definizione inevitabilmente comporta).

In canzoni come questa dei Manowar abbiamo invece a che fare con dei ragazzoni che se ne stanno comodi nelle loro case newyorkesi a scrivere testi truculenti su periodi storici lontanissimi da loro nel tempo e nello spazio o addirittura dichiaratamente immaginari, in nome dell'estetica del cosiddetto "epic metal". Ora, naturalmente ognuno è libero di suonare e ascoltare la musica che più gli aggrada, ma permettetemi di dissentire dal fatto che un testo del genere possa essere considerato "contro la guerra" (e tanto meno "nella guerra").

Lorenzo - 18/10/2012 - 09:25


Ciao GPT,‎
io non credo che su queste pagine si sia mai voluto (e potuto) tacere della crudeltà, della ferocia ‎della guerra, quand’anche si tratti della giusta battaglia degli oppressi contro i propri oppressori.‎
Mi viene in mente, per esempio, una canzone come Nakam (Six Million Germans) di Daniel Kahn dove si raccontava del ‎folle e criminale progetto (per fortuna abortito) del grande combattente ebreo polacco Abba Kovner ‎che dopo la guerra avrebbe voluto vendicare l’Olocausto sterminando 6 milioni di tedeschi... E ‎parlare dell’orrore dello sterminio degli ebrei d’Europa non ci ha mai impedito di contribuire ‎canzoni sulla giusta, anche se spesso crudele e feroce, resistenza palestinese all’occupazione ‎israeliana. Così non vedo perché aver pudore di parlare della crudeltà degli Armeni nel vendicare il ‎loro genocidio o della ferocia dei patrioti ciprioti (scusa il bisticcio!) nel resistere all’occupazione ‎britannica. Se questo fosse un sito pacifista tout court allora credo che non potremmo nemmeno ‎quasi affrontare il tema della nostra Resistenza, e invece…‎
Ritengo poi che sul tema evidenziato da Giorgio, quello della mistificazione esistente da sempre ‎rispetto alle guerre “giuste”, a quelle “sante”, a quelle “pacificatrici” o “di polizia internazionale” o ‎‎“chirurgiche” o “non armate” (come fu per esempio il letalissimo embargo contro l’Iraq di Saddam ‎Hssein prima della seconda guerra del Golfo), anche qui non si siano lesinate canzoni e commenti…‎

Pertanto, personalmente non sento affatto il bisogno di canzoni di epica bellica come Holy War o ‎discutibili nel loro strisciante revanscismo come Violence and Bloodshed dei Manowar. Naturalmente non escludo ‎a priori che nella sterminata produzione metal vi siano canzoni che possano essere inserite a pieno ‎titolo sulle CCG/AWS ma non quelle, per così dire, “gratuite”, semplici, ripetitive, ossessive, ‎noiose, truculente e, in definitiva, inutili radiografie di un fatto umano che è la guerra. Penso che ‎canzoni come queste non aggiungano proprio nulla e che le CCG/AWS non abbiano bisogno di un ‎nuovo percorso intitolato “Radiografie della guerra”.‎

Se invece si decidesse di istituirlo, allora proporrei (per parodosso e perché in fondo sono stronzo) ‎di aprire pure il percorso Canzoni ‎d’amore contro la guerra a qualunque canzone d’amore, seppur semplicemente descrittiva, anche ‎quella che dicesse solo “Le stelle, la luna, il mare e tu, ti amo” con la motivazione che l’amore è un ‎fatto umano, che è sempre e comunque contro la guerra e che è meglio fare l’amore che fare la ‎guerra.‎

Beh, no, non sono stronzo al punto da mettermi lì a postare l’intera discografia di Gigi D’Alessio o ‎di Tiziano Ferro, però se si dovesse decidere di aprire ad ogni “Viuuuulenzaaa!!!” alla Manowar ‎allora sarò costretto a fare come un vero stronzo, Massimo D’Alema: ok, ok, fate pure, io faccio ‎anche un passo indietro e accetto il verdetto dei più, accetto di farmi rottamare ma poi… come ‎Conan il Distruttore darò battaglia! Assaggerete la mia spada!‎



"Conan, qual è il meglio della vita? " ‎
‎"Schiacciare i nemici, inseguirli mentre fuggono, e ascoltare i lamenti delle femmine!"‎
‎"Ah, questo è bene!"

‎(da “Conan il barbaro”, di John Milius, 1982)

Dead End - 18/10/2012 - 11:23


Mi sembri meno convinto, Lorenzo… Tutta colpa di DeadEnd :)))
Quello che fa ascoltare e – perché no? – anche cacciare urli di guerra, slogans e imprecazioni, deliri vari (anche senza l'appropriata ironia,.. perché siamo già nella parodia) non è e non può essere oggi pro guerra.. Avrei i miei forti dubbi che coloro che oggi vanno in guerra, o i loro persuasori, lo facciano. Oggi si obbedisce e si rimane silenti (anche definitivamente) non vi sono canti, marce a corredo, si pensa ai soldi da guadagnare in siffatto modo, e si teme, credo, di non tornare più casa.
Essere pro-guerra a quel modo è oggi improponibile.

A Dead End
Non puoi paragonare il discorso sulla guerra o gli urli dei metallari a una rassegna cinematografica.. Sarebbe proprio un paradosso, hai detto bene. E non ho preso l'esempio del "Contrasto tra l'aristocratica e la plebea" per arrampicarmi sugli specchi, ma per tentare (solo tentare evidentemente) di dimostrare che un certo modo di essere pro-guerra, basato sull'esaltazione epica della stessa (nelle parole dell'aristocratica, come nelle canzoni dei Manowar, e chi ne ha più ne metta) è storicamente superato e torna, in ultima analisi, a vantaggio del pacifismo più autentico.
A meno che non crediamo alle favole della guerra portatrice di pace (c'è qualcuno che ci crede? Per concezioni e per testi del genere, sarebbero necessarie spiegazioni e didascalie..), sappiamo bene che in guerra vengono di proposito lasciate a briglia sciolta tutte le pulsioni più nere dell'animo umano: lo spirito di rivalsa, la sopraffazione, la vendetta, l'odio, il revanscismo, etc. etc e questi testi li esprimono in maniera forte, reiterata, quasi maniacale (diciamo pure folle), e ciò non può oggettivamente corrispondere ad approvazione, benedizione, o legittimazione.
In realtà, come già detto, tornano solo a restituire alla guerra, almeno vocalmente, quello che essa veramente è stata ed è.
E la guerra, diciamolo chiaramente, quando si è deciso di farla, è proprio questo: si arreca del male, lo si riceve. Non ci sono più filtri e mezze misure che tengono..

giorgio - 18/10/2012 - 13:15


"... Strappa la loro carne
Brucia i loro cuori
Pugnalali negli occhi
Stupra le loro donne mentre piangono
Uccidi i loro schiavi
Brucia le loro case
Finchè non ci sarà più sangue da versare
Acclama e uccidi
Potere e dominio sono presi dalla volontà
Dal diritto divino acclama e uccidi

Acclama, Acclama, Acclama, Acclama e Uccidi, Acclama e Uccidi..."

(estratto della traduzione italiana da ‎Canzoni Metal della canzone "Hail and Kill" dei Manowar, dall'album "Kings of Metal" del 1988)

E sapete dove li manderei io 'sti Manowar?
Su qualche altopiano afghano a far da bersaglio per i Talebani...

Dead End - 18/10/2012 - 14:32


Io no. Manderei piuttosto su quegli altopiani coloro i quali (individuabilissimi) hanno mandato veramente (portafogli alla mano) altri derelitti (magari ubriachi) a compiere quei misfatti.
Un cantore è soltanto un cantore.
Rischieremmo di offrire come bersaglio ai Talebani anche Omero, autore dell'Iliade..

giorgio - 18/10/2012 - 15:44


Hai ragione, era una battuta...

In effetti anche Achille uccise Ettore (complice Atena) e poi, senza alcuna pietà e compassione, ne smembrò il cadavere legandolo dietro ad un carro da guerra e trascinandolo per tutto il campo acheo. Solo i generosi doni di Priamo convinsero in seguito Achille a restituire il corpo del nemico perchè avesse sepoltura...

Permettimi però un'altra battuta: non credo che quei rozzi dei Talebani sappiano distinguere la poetica omerica da quella di Joey DeMaio, ma tu ed io sì...

Dead End - 18/10/2012 - 16:06


Quello era cieco, dicono. Ma neanche i derelitti prezzolati babbiavano in cecità.. Purtroppo al momento opportuno non abbiamo mai le diottrie necessarie.

giorgio - 18/10/2012 - 16:19


I generosi doni di Priamo? Non la sua passione per Polissena, altra figlia di Priamo? E sì, perché pare che ad Achille piacessero anche le femminucce. La sua "ira funesta" si scatena perché gli vogliono togliere Briseide.. Polissena, povera figlia, sarà sgozzata da Neottolemo, figlio d'Achille sulla tomba del padre sul promontorio Sigeo. Eros e Thanatos.
Epica, questa, posteriore ad Omero (ripresa poi dai tragici).

A proposito di amore: sorvolo sulla tua "provocazione" di inserire tutto Gigi D'Alessio o Tiziano Ferro..

giorgio - 19/10/2012 - 09:03


Cari Dead End e Giorgio e Lorenzo, intanto vi ringrazio per questa vostra discussione, che mi pare assai interessante, anzi decisiva. Volevo continuare a interloquire anch'io, ma ho deciso di farlo con un illustre esempio, non certo di matrice metallara (purtroppo è musica che non riesco ad ascoltare per più di due minuti), ma con un testo "patriottico" di un illustre poeta, niente meno che Odisseo Elytis, musicato da un notevole musicista e uomo sicuramente ancorato, allora e tuttora, alla sinistra greca, Notis Mavrudìs - che per qualche anno venne a insegnare chitarra nelle Scuole Civiche di Milano quando nel 1970 lasciò il suo paese caduto sotto la tirannia. Si tratta del "Cantico eroico e luttuoso per il sottotenente caduto dell'Albania" scritto dal poeta verso il 1946 e musicato nel 1968. Sono dieci brani (peccato che non sia mai riuscito a procurarmi la versione musicale) che avevo già tradotto per www.stixoi.info, e che ora sto preparando per AWS, dove li manderò tra un giorno o due. Sono testi che scaturiscono dall'esperienza della guerra italo-greca, ma non sono all'insegna del rataplan (o taratazùm, come si dice là), eppure ricalcano diversi topoi della mistica patriottica e guerresca, sia pure atttraverso la penna di un geniale poeta. Proporrei di trasferire lì la prosecuzione della nostra discussione. Vi va?

Gian Piero Testa - 19/10/2012 - 10:46


Nel corso di una intervista alla band, Joey DeMaio diceva con forza di no:

DDS: Almost all songs deal in one way or another with violence. And because of a number of songs (among whom "Hail to England") you are accused of being fascists.

Joey: WE ARE NO FASCISTS! The people who say that are frustrated. If all those people would fuck more, they wouldn't be so frustrated! (Joey is really upset by all these false accusations) The real fans know better. And concerning the violence, we think it's better to sing about violence than to see it happen.

DDS: Joey, you have written a number of songs about Vietnam (e.g. "Shell Shock" and "Violence and Bloodshed") Why?

Joey: I have always been interested in Vietnam. America fought out a war there. I find it sad that a lot of people died there. I did not fight as a soldier in Vietnam myself..

da: http://www.manowar-magic.narod.ru/eban...

giorgio - 4/6/2013 - 09:26


Okkey, non sono fascisti... E chi l'ha detto? Io dissento solo dall'inserimento di canzoni d'epica bellica in uno "zemerl", un database come le CCG/AWS.

Quanto alla posizione di Joey sulla guerra in Vietnam, non mi pare assolutamente chiara. Traduco: "Sono sempre stato interessato al Vietnam. L'America ha combattuto una guerra laggiù. Trovo triste che un mucchio di gente sia morta laggiù. Io comunque non ho combattuto in Vietnam..."

Basta per ritenere che canzoni come Violence and Bloodshed siano contro la guerra in Vietnam? Ricordo qui le ultime due strofe di quella canzone:

Mio fratello è ancora a Da Nang
mettendo un missile in culo a Kerrang
sto cercando persone
che vogliano solamente uccidere
Torneremo noi in Vietnam
perchè nessun altro vincerebbe ‎

Terra di colui che è libero
patria di colui che è coraggioso
ecco come stanno le cose ora
e come le cose devono restare


Fascisti no, guerrafondai forse, revanscisti certamente, confusi pure.

Bernart - 4/6/2013 - 10:48


Non potrebbero essere invece, anche loro, solo ironici e parodistici?..
Il problema non è neanche stabilire se siano o meno fascisti (ho buttato lì questa questione perché non si sospetta di un Tom Neilson e di una sua canzone 'apparentemente' patriottarda, ma di loro sì; e anche se soggettivamente si autoassolvono, potrebbero addirittura esserlo oggettivamente). La questione, per me, come già detto, è un'altra e sempre quella: se minimizzare e censurare quello che tu chiami "squarta-squarta, ammazza-ammazza, che gli organi di potere già minimizzano e censurano mettendo in evidenza solo quelli che sarebbero gli "effetti" benefici posteriori delle loro magnifiche guerre di "liberazione", MA CHE È SEMPRE, E DA SEMPRE, L'UNICO LINGUAGGIO DELLA GUERRA quando si è deciso di farla. Sullo scanna-scanna infatti non è d'accordo (quasi) nessuno, nessuna persona di buonsenso almeno, in teoria...(persino quel fanfarone pazzotico di Mussolini, che mise l'Italia in divisa e diede un fucile in mano anche ai bambini, lo fece per lo spettacolo e le parate e per mostrare gli ipotetici muscoli, ma non per fare la guerra davvero). A me sta bene che lo scanna-scanna, visto che c'è, venga denunciato, detto e ribadito, e reiterato anche maniacalmente e che se ne adducano anche esplicitamente tutte le ragioni, revansciste o meno, "che lo giustificherebbero". Per il resto neanch'io amo ripetermi.
L'anatrema? Degli anatemi mi son sempre infischiato. Cos'è un anatrema? :-)) Dovrei tremare per le canzoni d'amore? Mi piacciono (anche se ce ne sono fin troppe per i miei gusti). Tremo solo per gli scanna-scanna, soprattutto per quelli quasi invisibili che vanno tanto di moda in questi tempi bui.

Buona giornata.

giorgio - 6/6/2013 - 08:39


Ciao Giorgio,

detto che Manowar e affini mi pare che si prendano sempre troppo sul serio per poter riscontrare anche la benchè minima intenzione ironica nelle loro canzoni, capivo e capisco benissimo il tuo punto di vista: mostrare, anche freddamente, senza esprimere un giudizio, tutto l'orrore della guerra è condannarla senza appello. Un po' come mostrare al tabagista un polmone catramizzato e tumorale, oppure al ragazzino che si impasticca e si ubriaca il sabato sera i cadaveri di un paio di suoi coetanei straziati fra le lamiere di un'auto incidentata...Un po' come "Guernica" di Picasso o le litografie di Goya...
Premesso che, secondo me, un approccio di questo genere potrebbe già di per sè costituire una forzatura, e comunque rischia di essere compreso solo da chi è già in qualche modo sensibilizzato, quello che contesto, nel nostro caso, è che all'operazione siano funzionali canzoni - lo dico solo per intenderci - come questa o come Violence and Bloodshed, e proprio per la totale gratuità con cui vi si affronta il tema della violenza, proprio per la mancanza di significato, o appunto di ironia, per il loro essere "gloom & doom", per il loro manifesto obiettivo di solleticare la parte sadica presente del sentire umano, così come le più melense e sdolcinate canzoni d'amore solleticano invece l'altrettanto umana e legittima aspirazione a stereotipi di relazione che difficilmente poi hanno un riscontro nella realtà dei sentimenti, sempre più complessa e indecifrabile di quanto viene cantato...

Insomma, come hai capito, sono contrario ad ogni semplificazione, sono per tutto ciò che evidenzia la complessità, le contraddizioni e quindi mal digerisco i testi truculenti e sanguinolenti di tante canzoni metal, e pure la musica da cui sono accompagnati, altrettanto violenta, semplificata, stereotipata, concetti e loro tappeti sonori privi di complessità, bidimensionali (quando non mono), nei quali raramente riesco a scorgere e a sentire qualcosa di sorprendente o anche solo di interessante.

Saluti

Bernart - 6/6/2013 - 10:17



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