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Das Solidaritätslied

Bertolt Brecht


Lingua: Tedesco


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[1931]
Testo di Bertolt Brecht
Musica di Hanns Eisler
Prima interpretazione di Ernst Busch
Dalla colonna sonora originale del film:
Kuhle Wampe, oder: Wem gehört die Welt [1932]
Regia di Slatan Dudow

Text: Bertolt Brecht
Musik: Hanns Eisler
Erstaufführung: Ernst Busch
Aus der Tonspur des Films:
Kuhle Wampe, oder: Wem gehört die Welt [1932]
Regie: Slatan Dudow

A poem by Bertolt Brecht
Music by Hanns Eisler
First performed by Ernst Busch
From the original soundtrack of the motion picture:
Whither Germany? (Kuhle Wampe, oder: Wem gehört die Welt)
directed by Slatan Dudow

Poème de Bertolt Brecht
Musique: Hanns Eisler
Interprétation originale: Ernst Busch
De la bande sonore originale du film:
Ventres Glacés (Kuhle Wampe, oder: Wem gehört die Welt) [1932]
Dirigé par Slátan Dudow

Bertolt Brechtin runo
Sävel: Hanns Eisler
Ensimmäinnen tallennus: Ernst Busch
Elokuvan Kuhle Wampe, oder: Wem gehört die Welt
alkuperäisestä ääniraidasta [1932]
Johtaja: Slatan Dudow

Das Solidaritätslied. Sonntagslied der freien Jugend wird im „1. Halbjahr 1931 [mit] Text von Bert Brecht [und] Musik von Hanns Eisler“[ entworfen. Es ist vorgesehen für die Verwendung im Tonfilm Kuhle Wampe. Dieses Lied bildet den Abschluß des Films; die Szene wurde direkt von Bertolt Brecht geschrieben. Hanns Eisler vertont das Solidaritätslied im Sommer 1931; der erste nachweisbare Vortrag findet in der “roten Revue” der Jungen Volksbühne Wir sind ja sooo zufrieden! am 17. November 1931 statt. Der Berliner Schuben-Chor singt den Song im Rahmen seiner Singakademie am 8. Mai 1932 als »neuzeitliches Kampflied«; in der Sowjetunion wird es durch die Erstaufführung von Kuhle Wampe, oder: Wem gehört die Welt im Mai 1932 bekannt". Die thematische Grundstruktur des Liedes beinhaltet einen Aufruf zur Solidarität mit der damaligen kommunistischen Arbeiterbewegung. Innerhalb der Filmhandlung begleitet dieser Song eine Arbeitermassenbewegung, die gegen die menschenverachtenden Arbeitsbedingungen der 1930er Jahre in Deutschland demonstriert. [RV]


gesungen von Ernst Busch


‎La canzone chiude il film “Kuhle Wampe (oder Wem gehört die ‎Welt)” (“Pancia vuota, ovvero, A chi appartiene il mondo”, potrebbe tradursi) girato nel 1932 ‎dal regista di origine bulgara Slatan Dudow su sceneggiatura di Brecht ed Ernst Ottwald e con la ‎colonna sonora composta da Eisler.‎ ‎“Kuhle Wampe “ è stato uno dei primi film sonori tedeschi.‎

Kuhle Wampe


Berlino, primi anni 30, gli ultimi della Repubblica di Weimar prima dell’avvento di Hitler al potere. ‎Il film si apre con il suicidio di un giovane, disperato per la protratta disoccupazione. La sorella ‎Anni (interpretata da Hertha Thiele) e i genitori di lì a poco vengono sfrattati e sono costretti ad ‎andare ad abitare in un misero quartiere di periferia chiamato “Pancia Vuota” dai suoi stessi ‎abitanti, tutta gente spinta lì dalla disoccupazione e dalla miseria. Anni è l’unica a conservare un ‎lavoro ma viene messa incinta dal suo ragazzo Fritz (interpretato da Ernst Busch), il quale ‎sulle prime non pare affatto entusiasta della cosa. Anni lascia Fritz e trova ospitalità in casa di ‎un’amica, Gerda (interpretata da Martha Wolter). Più tardi rincontra Fritz, che intanto ha perso il ‎lavoro, e decidono di far fronte insieme alle difficoltà. ‎



Nella scena finale, mentre si avviano al treno per tornare a casa, Anni e Fritz sono accompagnati da ‎tanti come loro, operai, disoccupati, gente delle classi medio-basse immiserite dalla crisi… Un ‎uomo commenta che non saranno certo quelli che stanno bene, i ricchi, a cambiare quella ‎situazione, e un altro si chiede allora chi mai potrà cambiare quello stato di cose. Gerda, che ha ‎ascoltato il dialogo, risponde loro “Quelli a cui non sta bene!”.‎
Il finale sfuma mentre tutti intonano il Solidaritätslied.‎



Una trama che assomiglia molto a quella di “Kleiner Mann, was nun?” (“E adesso, ‎pover’uomo?”), il bellissimo romanzo di Hans Fallada sulla crisi di Weimar ‎pubblicato proprio nel 1932…‎

Il film fu bandito come sovversivo (e lo era!) e poi circolò brevemente in una versione ‎stracensurata. E’ stato recuperato e restaurato dal British Film Institute solo alla fine degli anni 90.‎



Il regista Slatan Dudow (1903-1963), membro del Partito comunista tedesco, fu espulso dalla ‎Germania all’inizio del 1933 e, non potendo tornare in Bulgaria dove già c’era un regime autoritario ‎che più tardi si sarebbe pure alleato col Terzo Reich, visse a Parigi e poi in Svizzera. Nel ‎dopoguerra, tornato a Berlino Est, fu direttore degli studi cinematografici “Deutsche Film-‎Aktiengesellschaft” (DEFA).‎

Hertha Thiele (a sinistra), in ‎‎“Mädchen in Uniform”.‎
Hertha Thiele (a sinistra), in ‎‎“Mädchen in Uniform”.‎


L’attrice protagonista Hertha Thiele (1908-1984) – divenuta famosa nel 1931 per aver interpretato ‎‎“Mädchen in Uniform”, un vero cult del cinema gay lesbico - fu quella che a Goebbels ‎in persona, che la voleva per la propaganda nazista, rispose: “Non mi lascio trasportare dal ‎vento ogni volta che cambia direzione” … Nel 1937 lasciò la Germania per la Svizzera. ‎Ritornò al cinema solo negli anni 60 e 70 a Berlino Est.‎

Ernst Busch nella guerra di Spagna.‎
Ernst Busch nella guerra di Spagna.‎


Il comunista Ernst Busch (1900-1980) fuggì nel 1933 inseguito dalla Gestapo, combattè in Spagna ‎nelle brigate internazionali contro i nazifascisti, finì in Belgio, fu acciuffato dagli occupanti e ‎spedito in campo di concentramento. Liberato dai sovietici nel 1945 e tornato a Berlino Est, è stato ‎fino alla morte una delle figure di riferimento nella vita culturale nella DDR.‎



Bertolt Brecht (1898-1956) fuggì da Berlino con la famiglia il giorno stesso del rogo del Reichstag. ‎Nel suo esilio girò per tutta l’Europa non occupata per poi stabilirsi in California. Perseguitato ‎anche negli USA durante la “caccia alle streghe” anticomunista, nel 1948 fuggì (ritornò fuggendo) ‎in Germania, e a Berlino Est fondò la compagnia teatrale “Berliner Ensemble”.‎

Copertina di ‎‎“Ruhe und ‎Ordnung”, un racconto su come si diventa nazisti scritto da Ernst Ottwalt già nel 1929.‎
Copertina di ‎‎“Ruhe und ‎Ordnung”, un racconto su come si diventa nazisti scritto da Ernst Ottwalt già nel 1929.‎


Ernst Ottwalt (1901-1943), pseudonimo dello scrittore e sceneggiatore tedesco Ernst Gottwalt ‎Nicolas, anche lui era comunista e nel 1934 fuggì in Unione Sovietica. Lì, nove anni più tardi, fu ‎vittima delle purghe staliniane, finendo i suoi giorni in un gulag siberiano.‎

L’irriducibile Hanns Eisler mostra il ‎pugno durante un’audizione davanti alla Commissione d’inchiesta sulle attività ‎antiamericane, ‎‎1947.‎
L’irriducibile Hanns Eisler mostra il ‎pugno durante un’audizione davanti alla Commissione d’inchiesta sulle attività ‎antiamericane, ‎‎1947.‎


Le orme del compositore austriaco Hanns Eisler (1898-1962) ricalcano quelle dell’amico e ‎collaboratore Brecht, e come lui scappò dalla Germania all’avvento di Hitler, visse negli USA da ‎cui nel dopoguerra fu cacciato perché comunista. Tornato a Berlino Est, continuò a scrivere musica ‎e ad insegnare al conservatorio, ma entrò presto in rotta di collisione con le autorità ‎filosovietiche.

Ho voluto sintetizzare qui informazioni forse note ai più, e già contenute in parte in queste pagine, ‎solo per mostrare quanto tremendo sia stato l’impatto dei totalitarismi su un semplice piccolo ‎campione di persone, quelle coinvolte nel film “Kuhle Wampe” del 1932. ‎Immaginate di estendere questo campione all’intera Europa in quegli anni…‎

(Dead End [Bernart Barleby], 23/1/2013)
Vorwärts und nicht vergessen,
worin unsere Stärke besteht!
Beim Hungern und beim Essen,
vorwärts und nie vergessen: die Solidarität!

Auf ihr Völker dieser Erde,
einigt euch in diesem Sinn,
daß sie jetzt die eure werde,
und die große Näherin.

Vorwärts und nicht vergessen,
worin unsere Stärke besteht!
Beim Hungern und beim Essen,
vorwärts und nie vergessen: die Solidarität!

Schwarzer, Weißer, Brauner,
Gelber! Endet ihre Schlächterei!
Reden erst die Völker selber,
werden sie schnell einig sein.

Vorwärts und nicht vergessen,
worin unsere Stärke besteht!
Beim Hungern und beim Essen,
vorwärts und nie vergessen: die Solidarität!

Wollen wir es schnell erreichen,
brauchen wir noch dich und dich.
Wer im Stich läßt seinesgleichen,
läßt ja nur sich selbst im Stich.

Vorwärts und nicht vergessen,
worin unsere Stärke besteht!
Beim Hungern und beim Essen,
vorwärts und nie vergessen: die Solidarität!

Unsre Herrn, wer sie auch seien,
sehen unsre Zwietracht gern,
denn solang sie uns entzweien,
bleiben sie doch unsre Herrn.

Vorwärts und nicht vergessen,
worin unsere Stärke besteht!
Beim Hungern und beim Essen,
vorwärts und nie vergessen: die Solidarität!

Proletarier aller Länder,
einigt euch und ihr seid frei.
Eure großen Regimenter
brechen jede Tyrannei!

Vorwärts und nicht vergessen
und die Frage korrekt gestellt
beim Hungern und beim Essen:
Wessen Morgen ist der Morgen?
Wessen Welt ist die Welt?

inviata da Riccardo Venturi - 15/4/2005 - 01:29




Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
15 aprile 2005



La prima stesura di Das Solidaritätslied. Sonntagslied der freien Jugend (“Canto solidale. Canto domenicale della libera gioventù”) risale “alla prima metà del 1931 con testo di Bert Brecht e musica di Hanns Eisler”. Era stato progettato per l'uso nel film Kuhle Wampe, oder: Wem gehört die Welt (“Pancia fredda, o: A chi appartiene il mondo”) diretto da Slatan Dudow; si tratta della scena finale del film, che era stata scritta direttamente da Bertolt Brecht. Hanns Eisler musicò il “Canto Solidale” nell'estate del 1931; la prima esecuzione in pubblico risale però al 17 novembre 1931, durante la “rivista rossa” della Junge Volksbühne (“Teatro Popolare Giovanile”) Wir sind ja sooo zufrieden! (“Certo che siamo taaaanto contenti!”). L'8 maggio 1932 il Berliner Schuben-Chor lo eseguì nell'ambito della sua accademia di canto come “canto di lotta contemporaneo”; in Unione Sovietica, fu conosciuto sempre nel maggio del 1932 in occasione della prima rappresentazione del film Kuhle Wampe. La tematica fondamentale del canto è un appello alla solidarietà con il movimento comunista di allora: all'interno del film, il canto accompagna una scena di movimento di massa, una dimostrazione contro le disumane condizioni di lavoro degli anni '30 in Germania. [RV]
CANTO SOLIDALE

Avanti senza dimenticare
di che è fatta la nostra forza!
Che si mangi o che si abbia fame
avanti senza dimenticare: la solidarietà!

Su, popoli di questa terra,
unitevi in questo senso:
essa deve diventar vostra,
e la grande cucitrice.

Avanti senza dimenticare
di che è fatta la nostra forza!
Che si mangi o che si abbia fame
avanti senza dimenticare: la solidarietà!

Neri, bianchi, mori, gialli!
Smettetela di scannarvi!
I popoli dicono la stessa cosa
e saranno presto uno solo.

Avanti senza dimenticare
di che è fatta la nostra forza!
Che si mangi o che si abbia fame
avanti senza dimenticare: la solidarietà!

Vogliamo arrivarci presto,
abbiam bisogno di te e di te.
Chi pianta in asso, a sua volta
pianta in asso proprio se stesso.

Avanti senza dimenticare
di che è fatta la nostra forza!
Che si mangi o che si abbia fame
avanti senza dimenticare: la solidarietà!

Ai nostri padroni, chiunque siano,
piace tanto la nostra discordia,
e finché ci disuniranno
resteranno i nostri padroni.

Avanti senza dimenticare
di che è fatta la nostra forza!
Che si mangi o che si abbia fame
avanti senza dimenticare: la solidarietà!

Proletari di tutti i paesi,
unitevi e siate liberi.
I vostri grandi reggimenti
spezzano ogni tirannia!

Avanti senza dimenticare
e poniamo una domanda giusta
che si mangi o che si abbia fame:
Il domani, di chi è il domani?
Il mondo, di chi è il mondo?

17/4/2005 - 01:16




Lingua: Inglese

La versione inglese classica di Eric Russell Bentley
Eric Russell Bentley
's classic English version

Bertolt Brecht e Eric Bentley nel 1948<br />
Bertolt Brecht and Eric Bentley in 1948<br />
Bertolt Brecht et Eric Bentley en 1948<br />
Bertolt Brecht ja Eric Bentley vuonna 1948
Bertolt Brecht e Eric Bentley nel 1948
Bertolt Brecht and Eric Bentley in 1948
Bertolt Brecht et Eric Bentley en 1948
Bertolt Brecht ja Eric Bentley vuonna 1948


Eric Russell Bentley è il traduttore classico di Bertolt Brecht (di cui fu amico) in lingua inglese. Nato a Bolton, in Inghilterra, il 14 settembre 1916, ma naturalizzato statunitense, tra pochi giorni compirà 102 anni. E gli facciamo tutti i nostri auguri. [RV]

Eric Russell Bentley is Bertolt Brecht's (whose friend he was) classic translator in the English language. He is an English-born naturalized American citizen, born in Bolton on September 14, 1916: so, he is going to feast his 102nd anniversary in few days. And we wish him a very happy birthday! [RV]
SOLIDARITY SONG

Forward, without forgetting
Where our strength can be seen now to be!
When starving or when eating
Forward, not forgetting
Our solidarity!

Peoples of the world, together
Join to serve the common cause!
So it feeds us all for ever
See to it that it's now yours.

Forward, without forgetting
Where our strength can be seen now to be!
When starving or when eating
Forward, not forgetting
Our solidarity!

Black or white or brown or yellow
Leave your old disputes behind.
Once start talking with your fellow
Men, you'll soon be of one mind.

Forward, without forgetting
Where our strength can be seen now to be!
When starving or when eating
Forward, not forgetting
Our solidarity!

If we want to make this certain
We'll need you and your support.
It's yourselves you'll be deserting
if you rat your own sort.

Forward, without forgetting
Where our strength can be seen now to be!
When starving or when eating
Forward, not forgetting
Our solidarity!

All the gang of those who rule us
Hope our quarrels never stop
Helping them to split and fool us
So they can remain on top.

Forward, without forgetting
Where our strength can be seen now to be!
When starving or when eating
Forward, not forgetting
Our solidarity!

Workers of the world, uniting
Thats the way to lose your chains.
Mighty regiments now are fighting
That no tyranny remains!

Forward, without forgetting
Till the concrete question is hurled
When starving or when eating:
Whose tomorrow is tomorrow?
And whose world is the world?

inviata da Riccardo Venturi - 31/8/2006 - 02:07




Lingua: Inglese

Versione inglese della poesia di Brecht messa in musica dai Jefferson Airplane nell'album Jefferson Airplane che segnava la reunion del gruppo nel 1989
Jefferson Airplane's English version of Brecht's poem, performed in 1989 Jefferson Airplane, the album that marked then reunion of the band.

SOLIDARITY

People of the world together
Join to serve the common cause
So it feeds us all forever
See to it that it’s now yours

Forward without forgetting
Where our strength can be seen now to be
When starving or when eating
It’s forward not forgetting our solidarity

Black or white or brown or yellow
Leave your old disputes behind
Once you start talking to your fellow men
You’ll soon be of one mind

If we want to make this certain
We’ll need you and your support
It’s yourselves you’ll be deserting
If you rat on your own sort

Forward without forgetting
Where our strength can be seen now to be
When starving or when eating
It’s forward not forgetting our solidarity

All the gang of those who rule us
Hope our quarrels never stop
Helping them to split and fool us
Just so they can remain on top

Forward without forgetting
Till the concrete question is hurled
When Starving or when eating

Whose tomorrow
Is tomorrow
And whose world
Is the world
Solidarity

10/7/2012 - 12:44




Lingua: Francese

Version française - CHANT DE LA SOLIDARITÉ – Marco Valdo M.I. – 2012
Chanson allemande – Solidaritätslied – Bertolt Brecht - 1931
Texte de Bertolt Brecht
Musique de Hanns Eisler
CHANT DE LA SOLIDARITÉ

En avant et n’oublions rien
De ce qui fait notre force !
Qu'on mange ou qu'on ait faim
En avant et n'oublions jamais : la solidarité !

Debout peuple de cette Terre,
unissez-vous dans ce but,
Qu'elle devienne maintenant vôtre
Et votre grande rassembleuse.

En avant et n’oublions rien
De ce qui fait notre force !
Qu'on mange ou qu'on ait faim
En avant et ne jamais oublier : la solidarité !

Noir, blanc, brun,
Jaune! Cessons nos disputes !
Discutons d’abord entre peuples,
Il n'y en aura bientôt plus qu'un

En avant et n’oublions rien
De ce qui fait notre force !
Qu'on mange ou qu'on ait faim
En avant et ne jamais oublier : la solidarité !

Si nous voulons y arriver vite,
D'abord, nous avons besoin de toi et toi.
Qui laisse les autres tomber
Se laisse lui-même tomber.

En avant et n’oublions rien
De ce qui fait notre force !
Qu'on mange ou qu'on ait faim
En avant et ne jamais oublier : la solidarité !

Nos maîtres, quels qu'ils soient,
Voient avec plaisir nos disputes
Car tant que nous nous séparerons
Ils resteront nos maîtres.

En avant et n’oublions rien
De ce qui fait notre force !
Qu'on mange ou qu'on ait faim
En avant et ne jamais oublier : la solidarité !

Prolétaires de tous les pays,
Unissez-vous et vous serez libres
Vos puissants régiments
Renversent toute tyrannie !

En avant et n’oublions rien
Et posons la bonne question
À propos de faim ou de manger
Demain, à qui appartient demain ?
Monde, à qui appartient le monde ?

inviata da Marco Valdo M.I. - 10/7/2012 - 20:47




Lingua: Neerlandese

Versione neerlandese (olandese-fiamminga) di M.Vos:
SOLIDARITEITSLIED

Voorwaarts! en niet vergeten
wat maakt ons zo sterk in de strijd
Bij hong'ren en bij eten
Voorwaarts! niet vergeten
De Solidariteit!

Kom te voorschijn uit uw krotten
Ook al is het niet voor lang
Na een week van troost'loos sloven
Trekt naar buiten met gezang!

Voorwaarts! en niet vergeten
wat maakt ons zo sterk in de strijd
Bij hong'ren en bij eten
Voorwaarts! niet vergeten
De Solidariteit!

Nog zijn wij niet met z'n allen
En nog is 't maar voor één dag
Dat de velden ons toebehoren
En dat ze ons koest'ren mag

Voorwaarts! en niet vergeten
wat maakt ons zo sterk in de strijd
Bij hong'ren en bij eten
Voorwaarts! niet vergeten
De Solidariteit!

Zagen wij de zonne schijnen
Over bloemen, over gras
Konden wij toch nooit geloven
Dat dit waarlijk 't onze was

Voorwaarts! en niet vergeten
wat maakt ons zo sterk in de strijd
Bij hong'ren en bij eten
Voorwaarts! niet vergeten
De Solidariteit!

Want wij zagen even gloren
Vrijheid, die ons was ontrukt
Maar wij bleven als tevoren
In de modder neergedrukt

Voorwaarts! en niet vergeten
wat maakt ons zo sterk in de strijd
Bij hong'ren en bij eten
Voorwaarts! niet vergeten
De Solidariteit!

Maar eens zal men aanschouwen
Opmarcherend met gezang
Om ons leven nieuw te bouwen
Met ons allen, en voor lang

Voorwaarts! en niet vergeten:
Onze straat en de velden vrij!
Voorwaarts! en niet vergeten:
Alle straten onze straten
Ruime baan eisen wij!

10/6/2005 - 15:22




Lingua: Neerlandese

Ulteriore versione neerlandese (olandese-fiamminga) di G.Groot:
SOLIDARITEITSLIED

Willen wij het ooit bereiken,
dan moet het met iedereen
Wie zijn makkers in de steek laat
Laat alleen zichzelf alleen

Voorwaarts en niet vergeten
Wat maakt ons zo sterk in de strijd
bij honger en bij eten
Voorwaarts en niet vergeten
De solidariteit

Laat ons leven in vertrouwen
Links gericht en eensgezind
Want je kunt geen leven bouwen
Op een Rooms en rechts bewind

Voorwaarts en niet vergeten
Wij eisen nu klare taal
Voorwaarts en niet vergeten
Kies je enkel voor jezelf
Of kies je voor ons allemaal?!

10/6/2005 - 15:23




Lingua: Neerlandese

Ulteriore versione neerlandese (olandese-fiamminga) anonima:
SOLIDARITEITSLIED

Voorwaarts en niet vergeten,
wat maakt ons zo sterk in de strijd
Bij honger en bij eten
voorwaarts en niet vergeten
de solidariteit

Alle volkeren van de aarde
strijdt nu samen zij aan zij
neem de macht dan zelf in handen
in de nieuwe maatschappij

Voorwaarts en niet vergeten,
wat maakt ons zo sterk in de strijd
Bij honger en bij eten
voorwaarts en niet vergeten
de solidariteit

Kapitaal en onderdrukkers
zien onze verdeeldheid graag
en zolang wij ons nog bukken
komt geen eind aan deze plaag.

Voorwaarts en niet vergeten,
wat maakt ons zo sterk in de strijd
Bij honger en bij eten
voorwaarts en niet vergeten
de solidariteit

Proletariers aller landen
verenig je en vecht je vrij
met je grote regimenten
breek je elke heerschappij.

Voorwaarts en niet vergeten
maar de vraag heel konkreet gesteld
bij honger en bij eten
alle straten onze straten
heel de aarde onze aarde

10/6/2005 - 15:24




Lingua: Svedese

Traduzione svedese / Swedish translation / Traduction suédoise / Schwedische Übersetzung / Svensk översättning / Ruotsinkielinen käännös


the song performed by Fria proteatern
SOLIDARITETSSÅNG

Framåt, och aldrig glömma
av vad vår styrka består.
I hunger eller välfärd,
framåt, och aldrig glömma vår solidaritet!

Alla folk på jorden, res er,
kämpa nu för denna sak!
Jorden ska bli helt befriad,
föda alla jordens folk!

Framåt, och aldrig glömma,
ställ frågan helt konkret,
i hunger och i välfärd:
vem tillhör morgondagen, vem tillhör denna jord?

För maktens alla höga herrar,
är vår splittring något gott!
Ty så länge de kan splittra oss,
blir vi deras slavar blott!

Svarta, vita, bruna, gula,
befria er från tyranni!
Ty först när folken själva talar
kan vår jord till sist bli fri!

Framåt, och aldrig glömma
av vad vår styrka består.
I hunger eller välfärd,
framåt, och aldrig glömma vår solidaritet!

inviata da Juha Rämö - 19/9/2018 - 11:26




Lingua: Norvegese

Versione norvegese / Norsk version / Norwegian version / Norwegische Übertragung / Version norvégienne / Norjankielinen käännös
SOLIDARITETSSANG

Fremad, og aldri glemme
vår styrke er enighet!
Både i nød og velstand
vet vi vår kamp vil fremme vår solidaritet!

Alle jordens folk: Gå sammen.
Fram til kamp for felles sak!
Jordens rikdom skal vi vinne
hvis vi holder ryggen rak.

Fremad, og aldri glemme
vår styrke er enighet!
Både i nød og velstand
vet vi vår kamp vil fremme vår solidaritet!

Svarte, hvite, brune, gule.
Slutt å slå hverandre ned.
Først når massene får ordet
lyder ropen: Enighet.

Skal var seier vinnes hurtig,
gjelder kampen deg og meg
faller du din bror i ryggen
går du nederlagets vei

Fremad, og aldri glemme
vår styrke er enighet!
Både i nød og velstand
vet vi vår kamp vil fremme vår solidaritet!

Maktens høye herrer ønsker
vi skal splittes i vår strid.
For hvis vi står mot hverandre
hersker de til evig tid.

Proletarer verden over:
Sammen skal vi slå oss fri.
Folkenes forente masser
knuser makten tyranni.

Fremad, og aldri glemme
å spørre med rene ord
både i nød og velstand:
Hvem eier morgendagen?
Hvem eier denne jord?

inviata da Riccardo Venturi - 7/9/2018 - 11:36




Lingua: Finlandese

Versione finlandese di Elvi Sinervo
Finnish translation by Elvi Sinervo
Suomennos: Elvi Sinervo
SOLIDAARISUUS

Työstä ja taistelusta
on syntyvä solidaarisuus
ja voimaa, uskallusta
lämmintä luottamusta
tuo solidaarisuus

Maa on kaiken kansan mutta
herrat sitä hallitsee
Leivän saa ja oikeutta
vain kun niistä taistelee

Työstä ja taistelusta
on syntyvä solidaarisuus
ja voimaa, uskallusta
lämmintä luottamusta
tuo solidaarisuus

Panna kansa toistaan vastaan
herroille on tärkeää
Yhteisvoimin ainoastaan
riistäjää voi järkyttää

Työstä ja taistelusta
on syntyvä solidaarisuus
ja voimaa, uskallusta
lämmintä luottamusta
tuo solidaarisuus

Nahkas valkoinen tai musta
ruskea tai keltainen
Veljiesi teurastusta
ethän tahdo työläinen

Työstä ja taistelusta
on syntyvä solidaarisuus
ja voimaa, uskallusta
lämmintä luottamusta
tuo solidaarisuus

Proletaarit vapauttanne
ette ilamiseksi saa
Itse joukkovimallanne
maailmanne vallatkaa

Työstä ja taistelusta
on syntyvä solidaarisuus
ja voimaa, uskallusta
lämmintä luottamusta
tuo solidaarisuus

inviata da Juha Rämö - 5/3/2015 - 14:32





Cantata in greco da Maria Farandouri
Τραγουδάει στα Ελληνικά η Μαρία Φαραντούρη
Gesungen auf griechisch von Maria Farandouri
Sung in Greek by Maria Farandouri
Chantée en grec par Maria Farandouri
Maria Farandouri laulaa laulun kreikan kielellä




Dall'album Μαρία Φαραντούρη τραγουδἀει Μπρεχτ (Maria Farandouri canta Brecht) - 1979. La traduzione è di Pavlos Matesis.
From the album Μαρία Φαραντούρη τραγουδἀει Μπρεχτ (Maria Farandouri sings Brecht) - 1979. Μετέφρασε ο Παύλος Ματέσης.
Aus dem album Μαρία Φαραντούρη τραγουδἀει Μπρεχτ (Maria Farandouri singt Brecht) - 1979. Griechische Übersetzung von Pawlos Matesis.
Tirée de l'album Μαρία Φαραντούρη τραγουδἀει Μπρεχτ (Maria Farandouri chante Brecht) - 1979. Traduction grecque de Pavlos Matéssis.
Albumista Μαρία Φαραντούρη τραγουδἀει Μπρεχτ (Maria Farandouri laulaa Brechtin) - 1979. Kreikankielinen käännös: Pavlos Matesis.
ΤΟ ΤΡΑΓΟΥΔΙ ΤΗΣ ΑΛΛΗΛΕΓΓΥΗΣ

Τώρα ήρθ’ η ώρα για μάχη και για ζωή
γροθιά μου η γροθιά σου δίπλα φίλε στάσου
η πείνα είναι ντροπή

Όταν σφίξουμε τα χέρια οι λαοί αυτής της Γης
θα γενεί παράδεισος μας κι αφεντάδες της εμείς

Τώρα ήρθ’ η ώρα για μάχη και για ζωή
γροθιά μου η γροθιά σου δίπλα φίλε στάσου
η πείνα είναι ντροπή

Έχουν ρίξει τη διχόνοια και μας τρών’ οι δυνατοί
δούλος τους εσύ να μένεις κι αφεντάδες να `ναι αυτοί

Τώρα ήρθ’ η ώρα για μάχη και για ζωή
γροθιά μου η γροθιά σου δίπλα φίλε στάσου
η πείνα είναι ντροπή

Δούλοι και προσκυνημένοι βάρη άχρηστα της Γης
μαύρη μοίρα τους προσμένει σαν θα ενωθούμε εμείς

Τώρα ήρθ’ η ώρα για μάχη και για ζωή
γροθιά μου η γροθιά σου δίπλα φίλε στάσου
η πείνα είναι ντροπή

Προλετάριε προχώρα με τη γνώση πας μπροστά
μονιασμένη κι ενωμένη θα νικήσει η εργατιά

Βιάσου ήρθε η σειρά σου, έμπα και συ στη γραμμή,
για να γίνεις ο αφέντης στη δική σου την πατρίδα,
στη δική σου τη ζωή

inviata da Riccardo Venturi - Ελληνικό Τμήμα των ΑΠΤ "Gian Piero Testa" - 7/9/2018 - 20:06


No sé si la habréis llegado a poner, pero es fantástico que Jefferson Airplane hicieran una versión, más del poema que de la canción en sí; es una versión más acorde al bloque occidental de los años 80:
http://albokari2.wordpress.com/2011/05/24/de-brecht-a-jefferson-airplane-solidaridad/#comment-2602

Gustavo Sierra Fernández - 10/7/2012 - 11:33


Ieri sera, alle 20.00, ho avuto la fortuna e un enorme piacere di ascoltare questa canzone cantata da Nina Hagen in persona. Nina suonava la chitarra accopagnata da un piccolo ansamble di chitarra eletrica, basso e pianoforte.
Un'emozione unica e travolgente. Durante il concert Nina ha eseguito le canzoni di Bertold Brecht, Woody Guthrie, suo patrigno Wolf Biermann e l'altro, immerse nelle atmosfere folk, blues, country e gospel. Ha invocato più volte la pace in diverse lingue, ma ha dedicato parecchie canzoni ad un sua amica, Ilona, che per quanto sono riuscito a capire il tedesco, ha passato svariati anni rinchiusa in un manicomio a causa di qualche legge stronza in Germania. L'ovazione in piedi dopo i tre bis finali, dei vecchi pezzi cantati con la solita grinta. Sono felice. Altro che nirvana :-)


http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/e6/Nina_Hagen_2013.jpg



Krzysiek Wrona - 28/3/2014 - 00:48


Krzysiek Wrona - 30/3/2014 - 18:51


Here's an instrumental version of the song by Das Kapital:

Juha Rämö - 28/6/2018 - 14:37


Avvertenza: la bella introduzione di Dead End del 23/1/2013 (vale a dire di colui che attualmente è Bernart Bartleby) è stata spostata, per il suo valore, nell'introduzione alla canzone.

Riccardo Venturi - 7/9/2018 - 11:49



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