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T'al digh in piasintëin

Gianni Levoni
Lingua: Italiano (Emiliano Piacentino)

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Gianni Levoni, T'al digh in piasintein


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[1942]
Scritta da Gianni Levoni


LA PICCOLA “LILY MARLEEN” IN PIACENTINO

Ingredienti: un ragazzo che va a fare il soldato, e la sua innamorata. Sì, d'accordo, una graziosa canzoncina con poche pretese; però le pretese che la “Patria” imponeva a Gianni Levoni nel 1942 erano le stesse che venivano imposte ai ragazzi di tutto il mondo: andare a fare la guerra. Ora, la avete presente “Lily Marleen”? Una canzone che ha fatto la storia. Ma vogliamo vedere quello che dice? Ci sono sostanziali differenze con questa canzoncina qua? Anche “Lily Marleen” sarebbe rimasta una canzonetta qualsiasi se il destino non ci avesse messo le mani. E chissà quante altre ne sono state scritte, di canzoncine con il soldato e l'innamorata, in tutte le lingue del mondo; una è pure in piacentino. La mettiamo qua, senza nessuna roboanza. Ma anche lei merita un granello di considerazione. Probabilmente la sua notorietà non supera Piacenza e dintorni, ma di questa città è la canzone più famosa in assoluto. Gianni Levoni, per fortuna, ritornò dalla guerra; fu anche assessore al Comune. Di quand'era ragazzo e dovette partire, lo disse in piasintëin, e la memoria non ha limiti né dimensioni. [CCG/AWS Staff]

Me m'ricord tant cmé fiss astä ier,
sul partì pr'al duver,
al duver dal suldä.
Ho lassä la mé bella Piasëinsa,
quand ag peins ad parol a sum sëinsa;
ma me sum un ver piasintein,
quand vo insëma a un dunnein,
ag barbott pian pianëin: At vöi bein!

T'al digh in piasintëin
c't'ho seimpar vurì bëin,
dal dé ca t'ho incunträ
me m'sum innamurä;

e spera tant cmé me:
t'vadrè ca gnarà un dé
ca te par me t'sarè l'ünich dunnëin,
t'al digh in piasintëin.

Ad giuvnott ag na sarà un bell po',
tütt vurran fäs ciamä
Lilli, Popi Totò;
ma al so num ad battesim l'é un ätar,
l'é Nicola, Tummäs o un quälc ätar;
ma me sum un ver piasintëin,
quando vo insëma a un dunnëin,
ag barbott pian pianëin: At vöi bein!

T'al digh in piasintëin
c't'ho seimpar vurì bëin,
dal dé ca t'ho incunträ
me m'sum innamurä;
e spera tant cmé me:
t'vadrè ca gnarà un dé
ca te par me t'sarè l'ünich dunnëin,
t'al digh in piasintëin: At vöi bëin!

inviata da CCG/AWS Staff - 1/9/2009 - 17:55



Lingua: Italiano

Versione italiana
TE LO DICO IN PIACENTINO

Mi ricordo come fosse stato ieri,
sono partito per il dovere,
il dovere del soldato.
Ho lasciato la mia bella Piacenza,
quando ci penso di parole resto senza;
ma io sono un vero piacentino,
quando sono con una fanciulla
le sussurro pian pianino: Ti voglio bene!

Te lo dico in piacentino
che ti ho sempre voluto bene,
da quando ti ho incontrata
mi sono innamorato;

e spera tanto, come me:
vedrai che verrà un giorno
in cui tu per me sarai l'unica donna,
te lo dico in piacentino.

Di giovanotti ce ne saranno un bel po',
tutti vorrano farsi chiamare
"Lilli", "Popi" o "Totò";
ma il loro nome di battesimo è un altro,
è Nicola, Tommaso o qualche altro;
ma io sono un vero piacentino,
quando sono con una fanciulla
le sussurro pian pianino: Ti voglio bene!

Te lo dico in piacentino
che ti ho sempre voluto bene,
da quando ti ho incontrata
mi sono innamorato;
e spera tanto come me:
vedrai che verrà un giorno
in cui tu per me sarai l'unica donna,
te lo dico in piacentino: ti voglio bene!

1/9/2009 - 18:22



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