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Tristi libagioni del compagno Cautela

Pardo Fornaciari
Lingua: Italiano


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1994, blues su musica di Marco del Giudice
Il compagno Cautela
che beveva ponci a vela
ora ha preso la cirrosi
beve solo strani cosi
che ricordan da vicino
l'annacquato pidiessino.
Poveretto, l'ha tradito
quella svolta del partito.
Per trovar soddisfazione
se ne va a Rifondazione.
Qui ci trova tipi strani,
Biancaneve e i sette nani,
Certi preti del dissenso,
assessori del consenso
Dei tromboni, in contrappunto,
che di Marx fanno il riassunto
I rottami del passato
(dan fiducia al sindacato)
Albanesi resistenti,
maoisti impenitenti,
chi ricorda sempre Lenin,
chi rimpiange ancora Stalin,
Gente rozza, vien da' boschi,
Raffinati che aman Troschi
Chi l'avrebbe detto mai:
c'è perfino l'ARCI-GAY!
Cautela si scombussola
non ritrova la sua bussola
Qui son come cani e gatti!
Ci vorrebb'altro 'he Togliatti!»
Uno dice: «Lui si butta...»
Sì, figurati, Cossutta...
Pensa a Sergio Garavini:
viaggia solo a passettini.
«Quello morde 'ome 'na iena»
Ce lo vedi Russo Spena?
Vinci, Magri, Paolini
fanno pena, poverini:
s'impallinan tra di loro,
si lamentano poi in coro...
Cautela poverino
ricomincia a bere il vino:
«Mi ci sperdo 'on questi 'osi:
molto meglio la cirrosi!»

inviata da CCG/AWS Staff - 18/3/2009 - 20:23



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