Lingua   

Sachsenhausen Lied

Bernhard Bästlein, Karl Fischer, Karl Wloch
Lingua: Tedesco

Lista delle versioni e commenti



Canzone composta clandestinamente nel Lager di Sachsenhausen (Germania), su un’aria popolare, da Bernhard Bästlein, Karl Fischer e Karl Wloch, internati in quel campo perchè militanti comunisti.
Wir schreiten fest im gleichen Schritt,
wir trotzen Not und Sorgen,
denn in uns zieht die Hoffnung mit
auf Freiheit und das Morgen.

Was hinter uns, ist abgetan,
gewesen und verklungen.
Die Zukunft will den ganzen Mann,
ihr sei unser Lied gesungen.

Aus Esterwegen zogen wir leicht,
es liegt verlassen im Moore,
doch bald war Sachsenhausen erreicht –
es schlossen sich wieder die Tore.

Wir schaffen hinter Stacheldraht
mit Schwielen in den Händen
und packen zu und werden hart,
die Arbeit will nicht enden.

So mancher kommt, kaum einer geht,
es gehen Mond’ und Jahre,
und bis das ganze Lager steht,
hat mancher graue Haare.

Das Leben lockt hinter Drahtverhau,
wir möchten’s mit Händen greifen,
dann werden unsre Kehlen rau
und die Gedanken schweifen.

Wir schreiten fest im gleichen Schritt,
wir trotzen Not und Sorgen,
denn in uns zieht die Hoffnung mit
auf Freiheit und das Morgen.

inviata da Alessandro - 27/1/2009 - 19:55



Lingua: Italiano

Come l'originale in tedesco, anche la versione italiana è tratta da "Lager e Deportazione", un lavoro di ricerca e di comunicazione dell'Amministrazione Comunale di Nova Milanese e della Città di Bolzano, sul tema della deportazione nazista.
IL CANTO DI SACHSENHAUSEN

Avanziamo compatti tenendo il passo,
sfidiamo il dolore e le ansie,
perché con noi portiam la speranza
della libertà e il domani.

Lasciamo alle spalle il passato,
è già stato, è svanito.
Al futuro diamo anima e corpo,
per lui questa nostra canzone.

Da Esterwegen andammo via volentieri,
luogo abbandonato nella palude,
ma poi arrivammo a Sachsenhausen -
e di nuovo si chiusero i cancelli.

Lavoriamo dietro al filo spinato
con le mani piene di calli,
e ci diamo da fare e induriamo,
il lavoro non termina mai.

In molti arrivano, quasi nessuno se ne va,
passano le lune e gli anni,
e quando il Lager sarà completato
molti avranno i capelli già grigi.

La vita ci saluta da dietro il reticolato,
vorremmo toccarla con le dita,
e la gola si fa roca
e i pensieri vagano.

Avanziamo compatti tenendo il passo,
sfidiamo il dolore e le ansie,
perché con noi portiam la speranza
della libertà e il domani.

inviata da Alessandro - 27/1/2009 - 20:00



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