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Waiting For The Great Leap Forwards

Billy Bragg
Lingua: Inglese

Lista delle versioni e commenti


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braggtag
[1988]
Lyrics and music by Billy Bragg
Testo e musica di Billy Bragg
Album: Workers Playtime

wokpl


Una canzone, considerata tra le maggiori e più significative di Billy Bragg, che per il suo testo criptico e pieno di riferimenti personali rischia di non essere ben compresa, neanche in traduzione, senza un mezzo quintale di note. Sarebbe stato un peccato, anche se, fin dal momento in cui Giorgio, grande amico e collaboratore di questo sito, ne ha inserito il testo, mi sono accorto che la traduzione sarebbe stata una delle più terrificanti da affrontare. E', in pratica, la “professione di fede” di Billy Bragg, che all'epoca (1987) si trovava impegnato in una serie di iniziative (tra le quali il “Red Wedge Tour”, v. note) che cercava di sensibilizzare i giovani britannici all'impegno politico (per sostenere il partito laburista di Neil Kinnock, non ancora quello di Tony Blair...) contro il governo fascista di Margaret Thatcher. Al termine della serata, Bragg fu intervistato da un “redattore di fanzine” che gli deve sicuramente aver posto una domanda sulla “utilità di mescolare musica e politica”. Questa canzone è la risposta. Un "Grande Balzo in Avanti" (espressione ripresa direttamente da Mao) inserito in un album dove, sulla copertina, compaiono una scena da rivoluzione cinese e la dicitura "Capitalism is killing music". Niente di più chiaro, e di più condivisibile. Anni dopo, nel 2003, Bragg ne avrebbe fatta una versione aggiornata (inserita nell'album "Must I Paint You a Picture? The Essential Billy Bragg Disc 1"), anch'essa tradotta dato che è maggiormente "contro la guerra" del testo originale. [RV]
It may have been Camelot for Jack and Jacqueline
But on the Che Guevara highway filling up with gasoline
Fidel Castro's brother spies a rich lady who's crying
Over luxury's disappointment
So he walks over and he's trying
To sympathise with her but he thinks that he should warn her
That the Third World is just around the corner

In the Soviet Union a scientist is blinded
By the resumption of nuclear testing and he is reminded
That Dr Robert Oppenheimer's optimism fell
At the first hurdle

In the Cheese Pavilion and the only noise I hear
Is the sound of someone stacking chairs
And mopping up spilt beer
And someone asking questions and basking in the light
Of the fifteen fame filled minutes of the fanzine writer

Mixing Pop and Politics he asks me what the use is
I offer him embarrassment and my usual excuses
While looking down the corridor
Out to where the van is waiting
I'm looking for the Great Leap Forwards

Jumble sales are organised and pamphlets have been posted
Even after closing time there's still parties to be hosted
You can be active with the activists
Or sleep in with the sleepers
While you're waiting for the Great Leap Forwards

One leap forward, two leaps back
Will politics get me the sack?

here comes the future and you can't run from it
If you've got a blacklist I want to be on it

It's a mighty long way down rock 'n roll
From Top of the Pops to drawing the dole

If no one out there understands
Start your own revolution and cut out the middleman

In a perfect world we'd all sing in tune
But this is reality so give me some room

So join the struggle while you may
The Revolution is just a T-shirt away
Waiting for the Great Leap Forwards

inviata da giorgio - 28/8/2008 - 17:52




Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
Testo originale del 1988
5 novembre 2008
Si vedano le note alla traduzione
ASPETTANDO IL GRANDE BALZO IN AVANTI

Può essere stata una Camelot per Jack e Jacqueline [1]
Ma sull'autostrada “Che Guevara”, facendo il pieno di benzina,
Il fratello di Fidel Castro vede una ricca signora che piange
Dalla delusione di non averci il lusso
E allora le si avvicina a piedi tentando
Di simpatizzare con lei, ma pensa che dovrebbe avvertirla
Che il terzo mondo è giusto dietro l'angolo

In URSS uno scienziato è accecato
Dalla ripresa dei test nucleari, e gli viene rammentato
Che l'ottimismo del dr. Robert Oppenheimer [2]
Si è smontato al primo ostacolo

Nel Cheese Pavilion [3], e l'unico rumore che sento
È quello di qualcuno che sta a impilare sedie
E a asciugare la birra versata
E di qualcuno che fa domande mentre si crogiola
Nel quarto d'ora di fama [4] del redattore di fanzine

Mescolare pop e politica, [5] mi chiede a cosa serve
Io gli offro imbarazzo e le mie solite scuse
Mentre sto guardando giù nel corridoio,
Fuori, dove mi sta aspettando il furgone
Sto cercando il Grande Balzo in Avanti [6]

Si organizzano pésche di beneficienza, sono stati imbucati opuscoli
Anche dopo l'ora di chiusura ci sono ancora riunioni da ospitare
Puoi fare attività assieme agli attivisti
Oppure dormire assieme a chi dorme
Mentre stai aspettando il Grande Balzo in Avanti

Un balzo in avanti, due balzi all'indietro,
Per la politica mi liquideranno?

Ecco che arriva il futuro e tu non puoi sfuggirgli,
Se hai una lista nera, io ci voglio essere dentro

È una terribile e lunga discesa giù per il rock 'n roll
Da Tops of the Pops [7] al sussidio di disoccupazione [8]

E se nessuno qui lo capisce,
Fatevi da voi la vostra rivoluzione e senza intermediari

In un mondo perfetto tutti dovremmo cantare intonati
Ma questa è la realtà, e allora datemi un po' di spazio

E allora lotta con noi finché puoi
La Rivoluzione dista solo una t-shirt
Aspettando il Grande Balzo in Avanti
NOTE alla traduzione

[1] “Jack e Jacqueline” sono ovviamente John Fitzgerald Kennedy e la moglie, Jacqueline Kennedy née Bouvier. Negli USA, spesso, il termine“Camelot” viene usato in riferimento alla presidenza di JFK, vista come un periodo idilliaco bruscamente interrotto dal suo assassinio (Dallas, 22 novembre 1963); il quale assassinio è da alcuni paragonato alla caduta di Re Artù.

[2] Julius Robert Oppenheimer (1904-1967) è stato il fisico statunitense (ma di origine ebrea tedesca) considerato il “padre della bomba atomica”.

[3] Il 1° febbraio 1987 Billy Bragg si esibì ad una serata musicale (nell'ambito del Red Wedge Tour, un collettivo di musicisti pop britannici che cercava di sensibilizzare i giovani all'impegno politico nel Partito Laburista contro Margaret Thatcher), al “Cheese Pavilion” di Shepton Mallet, una cittadina del Somerset. La serata è ricordata nel testo di questa canzone, che anzi vi si “svolge” in gran parte. La spiegazione proviene dal Forum del sito ufficiale di Billy Bragg.

[4] Il riferimento chiaro è qui alla famosa frase di Andy Warhol, “a nessuno è negato un quarto d'ora di celebrità negli anni '80”.

[5] Una delle domande del “redattore di fanzine” dev'essere sicuramente stata sull'utilità di mescolare la politica alla musica; si immagini quale può essere stata la risposta di un Billy Bragg...

[6] Il “Grande Balzo in Avanti” che dà il titolo a questa canzone si riferisce all'espressione usata da Mao Tse-tung (continuiamo a scriverlo così col sistema Wade-Giles, anche se ora dovrebbe essere “Mao Zedong”, o meglio ancora “Máo Zédōng” in pinyin; trascrizione comunque di 毛泽东 ) per indicare il piano economico e sociale praticato dalla Repubblica Popolare Cinese dal 1958 al 1960, che si propose di mobilitare la vasta popolazione cinese per riformare rapidamente il paese, trasformando il sistema economico rurale, fino ad allora basato sui contadini, in una moderna ed industrializzata società comunista. Il piano si rivelò un autentico disastro, portando la Cina alla carestia.

[7] “Top of the Pops” è la mitica hit-parade della BBC. Si permetta al traduttore-e-annotatore un ricordo personale di quando, sedicenne, aveva messo su assieme ad alcuni amici dell'Isola d'Elba una radio pirata, “Radio Tele Rompi” (nascosta in un magazzino); uno dei “must” di quella radio, poi smantellata di corsa dopo lo “scherzo dello Squalo”, era il programma “Toppa delle Poppe”, che trasmetteva indimenticabili brani degli Squallor, di Franco I e Franco IV, dei Santo California, di Mino Reitano...

[8] Il senso è che, impegnandosi musicalmente in politica, un artista rischia di finire dalla hit-parade a fare la fame. Dalla fama alla fame, insomma.

6/11/2008 - 03:46




Lingua: Italiano

2003 Version / La versione del 2003

Album: Must I Paint You a Picture? The Essential Billy Bragg Disc 1


mustipaint
THE GREAT LEAP FORWARDS
2003 revised lyrics

It might have been Camelot for Jack and Jacqueline
But on the Che Guevara highway filling up with gasoline
Donald Rumsfeld’s brother spies a rich lady who’s crying
Over luxury’s disappointments,
so he walks over and he’s trying to sympathize with her
But he thinks he should warn her that the B-52’s are flying

In the former Soviet Union the citizens demand
To know why they’re still the target of Strategic Air Command
And they shake their fists in anger and respectfully suggest
We take the money from our missiles
and spend it on our hospitals instead

The Cold War is over, but the stakes are getting higher
I’m frightened of collateral damage and of friendly fire
And I don’t believe we can defeat no axis of evil
By putting smart bombs in the hands of dumb people

Mixing pop and politics, they ask me what the use is
I offer them my acupuncturist and my masseuses
While looking down the corridor out to where my bus is waiting
I’m looking for the new world order…

Jumble sales are organized, all my mates got fat,
Even after all this time, you can still send me a fax
You can be active with the activists or sleeping with the Major
While you’re waiting for the great leap forwards

And it’s one leap forward, two leaps back
Who gave Hugo Chavez the sack?
Waiting for the great leap forward
And it’s two leaps forward, one leap back
Look out Hugo Chavez is back
Waiting for the great leap forwards

In a perfect world we all sing in tune
But their ain’t nobody that can sing like me
Waiting for the great leap forwards

Well here comes the future
And you can’t run from it
If you’ve got a tattoo, I want to be on it
Waiting for the great leap forwards

So join the struggle while you may
The revolution is just a flyer’s place away
Waiting for the great leap forwards

inviata da giorgio - 28/8/2008 - 18:31




Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
Versione del 2003
6 novembre 2008, the Kitchen Day, finally
Si vedano le Note alla traduzione
IL GRANDE BALZO IN AVANTI
testo riveduto e corretto (2003)

Può essere stata una Camelot per Jack e Jacqueline
Ma sull'autostrada “Che Guevara”, facendo il pieno di benzina,
Il fratello di Donald Rumsfeld vede una ricca signora che piange
Dalla delusione di non averci il lusso
E allora le si avvicina a piedi tentando di simpatizzare con lei,
ma pensa che dovrebbe avvertirla che i B52 sono in volo

Nell'ex-URSS i cittadini chiedono di sapere
Perché sono ancora sotto tiro del Comando Strategico dell'Aviazione
E agitano i pugni incazzati facendo rispettosi suggerimenti
Leviamo i soldi dai missili
E spendiamoli in ospedali, piuttosto

La Guerra Fredda è finita, ma s'innalzano roghi [1] sempre più alti
Ho paura dei danni collaterali e del fuoco amico
E non credo che possiamo sconfiggere alcun asse del male
Mettendo bombe intelligenti in mano a gente ottusa [2]

Mescolare pop e politica, mi chiedono a cosa serve
Io offro loro il mio agopunturista e le mie massaggiatrici
Mentre, guardando giù nel corridoio dove mi sta aspettando il furgone
Cerco il nuovo ordine globale...

Si organizzano pésche di beneficienza, tutti i miei compagni sono ingrassati
E dopo tutto questo tempo mi puoi ancora mandare un fax
Puoi fare attività fra gli attivisti o dormire con un pezzo grosso [3]
Mentre stai aspettando il Grande Balzo in Avanti

Un balzo in avanti, due balzi all'indietro,
Chi è che ha liquidato Hugo Chávez?
Aspettando il Grande Balzo in Avanti,
Due balzi in avanti, un balzo all'indietro
Guardate un po', rieccolo Hugo Chávez
Che aspetta il Grande Balzo in Avanti

In un mondo perfetto tutti cantiamo intonati
Ma non c'è nessuno che sappia cantare come me
Aspettando il Grande Balzo in Avanti

Ecco che arriva il futuro
E tu non puoi sfuggirgli
Se hai un tatuaggio, io ci voglio essere
Aspettando il Grande Balzo in Avanti

E allora lotta con noi finché puoi
La rivoluzione dista solo un volantino
Aspettando il Grande Balzo in Avanti
NOTE alla traduzione

[1] Il termine stakes (plurale di stake, “palo”) ha una valenza del tutto particolare in inglese. Propriamente, al plurale, to be burned (burnt) at the stakes, o to be put at the stakes, è “essere messo al rogo” anche se il “bruciare” può non essere nominato; è la traduzione che qui è stata scelta, anche per la presenza del “fuoco amico” nel verso successivo. Però, stakes può essere anche, genericamente, “forche, patiboli” (per il più comune gallows). Nella tradizione di certo cristianesimo non cattolico, però, stake è anche il “palo” dove sarebbe stato messo a morte Gesù (non una croce, quindi); particolarmente, questa è la visione dei Testimoni di Geova.

[2] Dumb, oltre che “muto”, significa “ottuso, di mente ristretta”.

[3] Che cosa potrebbe essere il Major del testo? Genericamente è un “pezzo grosso”, una “persona o cosa importante” (si veda, ad esempio, l'uso comune di Majors per indicare le più importanti case discografiche o cinematografiche); però è anche il grado militare di “maggiore”. Senza scordare due cose: a) l'assonanza con Mayor “sindaco”, b) Il fatto che lo (scialbo) primo ministro conservatore che succedette a Margaret Thatcher si chiamava John Major. In mezzo a tutto questo “mare magnum” (anzi, “mare major”...) ho scelto la traduzione più generica.

6/11/2008 - 15:18




Lingua: Italiano

L'adattamento italiano di Gianni Symbolo (Fabio Ghelli) interpretato da Davide Giromini (2012)




Pisa, Teatro Rossi, 16 febbraio 2013.


Carrara, Palco 38, 18 gennaio 2013

Sicuramente fa piacere sapere che Gianni Symbolo e Davide Giromini hanno adattato in italiano "Waiting For The Great Leap Forwards" , prendendo ispirazione (come mi ha detto Davide) proprio da questa pagina e dalle relative traduzioni annotate; ne è uscita fuori una cosa, secondo me, che non spiacerebbe affatto a Billy Bragg stesso. Purtroppo l'unico video presente sul Tubo (con ben undici visualizzazioni...) non è di buona qualità, e poiché non ho il testo scritto disponibile la trascrizione all'ascolto è in diversi punti incomprensibile (quelli indicati tra parentesi quadre vuote). Ripromettendomi di chiedere il testo a Davide non appena lo vedrò (spero presto), per ora inserisco il testo in questo modo, sperando che comunque renda una buona idea di ciò che è stato fatto. [RV]
ASPETTANDO IL GRANDE BALZO AVANTI

Potevo essere Camelot per Jack e Jacqueline
ora che sul viale Hugo Chávez contrabbandano benzina
e il fratello di Fidel spia una Paris Hilton in lacrime,
è delusa dal jet set, va da lei e vuol parlarle,
e consolarla, ma già pensa che non ne val la pena,
che il terzo mondo si è già invitato a cena.

Nella Russia democratica un avvocato idealista
mentre giace sull'asfalto con otto buchi nella testa
rileva l'ironia del vedere il suo assassino
camminare verso Kropotkina.

È una stazione di Mosca, dedicata a Pëtr Il'ič Kropotkin.

Batto i mercatini etnici e dato in giro i volantini
e poi tutti quanti in prima fila ai concerti degli Inti-Illimani
a poi attivarti con gli attivisti e dormire coi dormienti
mentre aspetti il grande balzo avanti

Mentre aspetto in fondo al bar, il silenzio è rotto
dai singhiozzi del juke-box e dai cingalesi che rassettano
e una voce che si mischia ai fumi del grog
e mi chiede un'intervista per non so più quale blog,
“A che serve”, lui mi chiede, “mischiare politica e pop”,
io fingo di pensarci e poi m'immergo nell'iPod
mentre in fondo al corridoio Garrone e Michael Franti
mi aspettano per il grande balzo avanti

E un balzo in avanti e due indietro
a resistere, ma tutti, ora anche Di Pietro
e aspetta il grande balzo avanti

E in un mondo perfetto, tutti canteremo in coro
c'è chi muore di noia e chi muore d'amore
e aspetta il grande balzo avanti

E la mia banda suona il rock per un'altra generazione
e i miei [ ] sono in cassa integrazione,
e aspetta il grande balzo avanti

[ ] democratico perché non ci sia rimedio,
fai la tua rivoluzione [ ] numerico
e aspetta il grande balzo avanti

E rosso più bianco e rosso di sera,
sono io il primo della tua lista nera
e aspetta il grande balzo avanti

E chiamami ancora buonista, camerata,
ché basta giusto quello per passare alla lotta armata...

inviata da Riccardo Venturi - 11/4/2013 - 09:30


Per Giorgio

Visto che, poi, dài, picchia e mena, 'sta traduzione l'ho fatta? :-) Quindi, con sommo piacere, te la dedico.

Riccardo Venturi - 6/11/2008 - 03:59


Ah!...non mi spiegavo il tuo silenzio, ma adesso è tutto chiaro. Il parto è stato travagliato ma il bambino è bellissimo. Hai fatto le cose veramente alla grande con dovizia di particolari! Volendo, da te non ci si poteva aspettare di meno… Perché non provi giacché ti lamenti del tuo "dirty job" magari per "scongiurare i rischi" di cui alla nota 8 a pubblicare, oltre alle tue grammatiche, anche le tue traduzioni?
Nella mia vita ho visto pubblicate traduzioni di canzoni (forse è meglio non fare nomi) che fanno caàr ir majale (con slang e varie espressioni idiomatiche tradotte assurdamente alla lettera - solo per citare l'esempio più diffuso, ma c'è di peggio). E questo, ahimé, a volte anche in campo letterario e saggistico, senza volere assolutamente sminuire quello delle canzoni…
Ad ogni modo grazie di cuore per la dedica e ancora complimenti vivissimi! [GR]

giorgio - 6/11/2008 - 13:52


Appena fatta la traduzione della versione del 2003 (che è ben più "contro la guerra" di quella originale, tra le altre cose). Quanto al mio "dirty job", in fondo mi lamento, mi lamento...ma è l'unica cosa assimilabile al "lavoro" che mi piace fare, e che so fare benino. Pubblicare le traduzioni? E quale miglior posto di questo, per pubblicarle? Ne fa fede il libero & autorizzato saccheggio di cui questo sito è stato, è e sarà oggetto per un bel po' di pubblicazioni cartacee. Se qualcuno si occupa di certe cose, caro Giorgio, per forza di cose deve passare di qui :-) Per quel che mi riguarda, devi sempre considerare la mia estrema pigrizia e lentezza nel fare le cose. Poi capita il "momento giusto" e allora vado come un treno; ma, in generale, seguo sempre il sano principio di rimandare a domani tutto quel che si può fare oggi. Vale anche per le traduzioni, o perlomeno per quelle "di un certo tipo", come questa. Posso improvvisare quella per una canzoncina "make love not war", ma per Billy Bragg me la piglio comoda. Saluti carissimi!

Riccardo Venturi - 6/11/2008 - 14:49


Ti seguo poco. D'accordissimo che ognuno ha i suoi tempi (anzi ognuno "deve" avere i suoi tempi) e che un autore richiede più impegno di un altro. Ma io, al posto di lasciarmi saccheggiare mi butterei anch'io nel cartaceo avvalendomi dei diritti d'autore. È il rispetto (e non il disprezzo) che il merito paziente deve ricevere (pretendere) dai mediocri, per parafrasare Shakespeare. Comunque ognuno fa come vuole. Waiting for the "new" great leap forwards, my best regards & greetings.

giorgio - 6/11/2008 - 16:25


Ti capisco, e so bene che non è facile seguirmi su questo terreno. C'entra probabilmente anche una componente psicologica: sono del tutto incapace di fare qualsiasi cosa, tra quelle cui tengo veramente, che non sia gratuita. Sopporto di lavorare a pagamento perché non è una cosa, paradossalmente ma non troppo, cui tengo molto. Ma le cose che faccio per passione sono puro "otium" nel senso più classico del termine, e desidero che siano a disposizione di tutti anche senza il mio nome. Ho fortunatamente di che vivere più che dignitosamente :-) Senza ovviamente contare che non sono e non mi ritengo certamente Dio in terra: ad esempio, hai appena visto su un'altra traduzione che mi è stato detto di aver commesso "molte inesattezze". Può benissimo essere che sia vero; sono del resto quello che, una volta, ha tradotto "marines" con "marinai" :-)

Riccardo Venturi - 6/11/2008 - 23:37


Per Giorgio.

Ti saresti mai aspettato, dopo qualche anno, e ricordandoti della tua famosa "richiesta", che qualcuno cantasse in italiano "Waiting For The Great Leap Forwards"...? Certo che ne è stata fatta di strada. O di balzi in avanti!

Riccardo Venturi - 11/4/2013 - 09:45


Beh, solo cinque anni fa era quasi impensabile.
Non so te, ma io continuo a preferire l'originale, anzi
le versioni originali di Bragg. (e le tue traduzioni ;-))

giorgio - 11/4/2013 - 16:07


Io preferisco gli originali a prescindere, anche di Mino Reitano :-)
(Però devo dire che c'è adattamento e adattamento, e questo mi sembra particolarmente ben riuscito; però verso "Redelnoir" Giromini & Co. sono parecchio imparziale, lo ammetto).

Riccardo Venturi - 11/4/2013 - 18:24



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