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Fuochi artificiali

Michele Serra
Lingua: Italiano


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Marinetti cantava le bombe
per il rumore che producono
quando il bagliore vivido irrompe
nelle vite mediocri che conducono
le persone, milioni di persone
la malleabile carne da cannone.

Bresci e gli anarchici individualmente
rivendicavano le detonazioni
e anche in quel caso la famosa gente
esercitava le proprie funzioni
passivamente, commentando lo sparo
il regicidio illusorio e baro.

Gli artificieri militari preparano
le mine per seminare la terra
e così attentamente la arano
spargendo quei semi di guerra
da far fiorire intere piantagioni
di gambe, di ossa, di tronconi.

I terroristi si rivolgono
a esperti miscelatori di esplosivi
che aggiungono e tolgono
tutti gli ingredienti decisivi
chirurghi al contrario, scucitori
di passanti, di anonimi signori.

E in fin dei conti anche il gavettone
il petardo, il botto, la castagnola
riassumono la stessa tentazione
il vecchio spirito da doposcuola
voglia di accendere le giornate spente
interrompendo una quiete apparente.

Le bombe piacciono a molti
piace all'uomo il trauma dell'uomo
immaginare gli occhi retrovolti
le urla, il puzzo, l'accorruomo
le sirene delle ambulanze
l'interruzione delle vacanze.

La bomba non conosce eccezione
la bomba cancella le facce
e per esempio la bomba al neutrone
davvero non lascia tracce
nel raggio di chilometri quadrati
di terroristi e di terrorizzati.

Solo a pagare per tutto questo male
è l'inventore del fuoco artificiale
è un giocoso Prometeo cinese
incatenato a un monte, alle prese
con un'aquila che lo rode
e il rimorso che lo implode.

inviata da Riccardo Venturi



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