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Alan Stivell: Maro ma mestrez

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Lingua: Bretone


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(Alan Stivell)
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(Gabriel Yacoub)


da: Chemins de terre (1973)

Di questo tormentato lamento tradizionale delle montagne bretoni ci sono un paio di interpretazioni di Stivell degne di particolare nota. Il primo è un raro video d’epoca della televisione francese precedente al disco, dove vengono cantate solo le prime due strofe ma è storicamente assai significativo l’intervento strumentale seguente di Gabriel Yacoub

Alan Stivell et Gabriel Yacoub / 1972

il secondo invece è un (qualitativamente modesto) video dell’unica apparizione italiana di Alan Stivell con il suo gruppo alla televisione italiana a fine anni ottanta. Si trattava della trasmissione DOC di Renzo Arbore su Rai 2. Ricordo che assistetti all’esibizione e venne interpretata anche Spered Hollvedel ovvero la melodia per organo del pezzo sacro Intron Varia Rostren (Rostrenen), cantico dedicato alla Santa Vergine Maria e solitamente utilizzato durante i matrimoni tradizionali in Bretagna. In precedenza (nel disco Live Dublin, registrato il 26 e 27 novembre 1974) a questa introduzione era seguito il testo originale recitato di Delivrance. Nella circostanza italiana Stivell intervenne invece suonando la bombarda

Alan Stivell a DOC
Me am eus ur feuntenn
E-barzh kornig ma jardin
Ennan e vin kavet
Deus an noz hag an mintin
Ennan e vin kavet
Atristet gant ar glac'har
Sonjal e ma mestrez
A zo aet d'an douar

Maro eo ma mestrez
Maro eo holl ma fians
Maro ma flijadur
Ha tout ma holl esperans
Biken, 'mije sonjet
Nag ar maro a deuje
Da lemmel diganin
Ma dous ma c'harantez

Deus poaniou ar bed man
Fusulhiou ha konteliou
Hastet, mar plije ganeoc'h
Disoc'het din ma buhez
'Vid maz in d'ar bed all
Warlec'h ma c'harantez

C'hoarvez a ra ganin
Evel gant ur vatimant
Da navigi war ar mor
Graet gantan e beaj
Erruet e porzh ar joa
Ma doucha d'ar gern
E tello perisa
La morte della mia amata


Ho una fontana
in un angolino del mio giardino
là mi si troverà
dalla notte al mattino
là mi si troverà
sopraffatto dal dolore
a pensare alla mia amata
che è andata sottoterra

Morta è la mia amata
morta è la mia fidanzata
morto è il mio piacere
e tutte le mie speranze
mai avrei pensato
che la morte sarebbe venuta
a bussare da me
caro amore mio

Venite, supplizi di questo mondo
fucili e coltelli
sbrigatevi, per favore
a portarmi via la vita
affinché io vada all’altro mondo
seguendo il mio amore

Vi giungerò cantando
come un bastimento
che navigando sul mare
al termine del suo viaggio
arriva nel porto della gioia
e che quando il suo albero si spezza
è condannato ad affondare

-traduzione Flavio Poltronieri -

inviata da Flavio Poltronieri - 9/1/2022 - 15:22



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