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Itinerari [Camillo Berneri]

Mario Vighi
Lingua: Italiano


Mario Vighi


Film / Movie / Elokuva:
Mario Vighi
Itinerari [Camillo Berneri]

Colonna sonora / Soundtrack / Bande sonore/ Ääniraita:
Up Around the Bend
Se ti tagliassero a pezzetti
Addio a Lugano
La tradotta che parte da Torino
Son cieco
Los cuatro generales [Coplas de la defensa de Madrid; Puente de los Franceses; Mamita mía]
Se ti tagliassero a pezzetti







A Camillo Berneri e Francesco Barbieri


Maggio 1937, Barcellona

Maggio di 84 anni fa, in Catalogna, una guerra civile dentro la guerra civile. Tale fu lo scontro tra il Partito Comunista spagnolo PCE [Partido Comunista de España] fiancheggiato dalla sua filiazione catalana, il Partito Socialista Unificato della Catalogna PSUC [Partit Socialista Unificat de Catalunya] e gli anarchici della Confederazione Nazionale del Lavoro CNT [Confederación Nacional del Trabajo] insieme ai trotzkisti del POUM [Partido Obrero de Unificación Marxista]. Centinaia di morti nei combattimenti, sequestri, torture e e assassinii da parte degli agenti stalinisti. Il segretario del POUM, Andreu Nin fu torturato e ucciso a giugno da agenti della NKVD, la polizia segreta sovietica agli ordini del generale Orlov.
Tra le vittime due anarchici italiani: Camillo Berneri e Francesco Barbieri della Colonna Ascaso.
Quella che segue è la parte finale della testimonianza di Tosca Tantini, volontaria anarchica della Colonna Ascaso, nella lettera indirizzata alla madre di Camillo Berneri.

Pochi istanti prima Berneri aveva preparato le scarpe e l'impermeabile a portata di mano, come presentisse di dovere uscire. Si vestì con la massima calma e, tranquillamente sulla soglia ci strinse la mano sorridendo, come per incoraggiarci. Che nobiltà d’animo! Che coraggio! Dopo due giorni di ricerche l'ho rivisto all'ospedale clinico crivellato di pallottole. Gli occhi erano spalancati ed in essi si leggevano non la paura, ma il disprezzo. Il pugno alzato era chiuso come volesse colpire qualcuno.


Segue un’esposizione, riportata in parecchi siti come commiato. In nessuno di essi è fatta menzione dell’autore e dei riferimenti, forse perché l’autore, trotzkista americano, si allontanò parecchio dalle convinzioni iniziali per approdare ad un campo lontano. Il suo saggio rimane comunque un documento molto importante per approfondire la conoscenza della Guerra Civile in Spagna.

da Felix Morrow - Revolution and Counter Revolution in Spain - Pioneer Publishers, New York City 1938
Cap.10 Giornate di Maggio: Barricate a Barcellona

Durante il mattino il corpo straziato di Camillo Berneri fu trovato dove era stato gettato dalle
guardie del PSUC che lo avevano preso dalla sua casa la sera precedente. Berneri, capo
spirituale degli anarchici italiani dopo la morte di Malatesta, capo della rivolta di Ancona del
1914, era sfuggito agli artigli di Mussolini e aveva combattuto i riformisti (compresi i leaders
della CNT) nel suo organo influente, «Guerra di classe». Egli aveva definito la politica stalinista
in poche parole: «Odora di Noske». Con parole audaci aveva sfidato Mosca: «Schiacciata tra i
prussiani e Versailles, la Comune di Parigi aveva dato inizio ad un fuoco che aveva acceso il
mondo. Che i generali Goded di Mosca lo ricordino». Egli aveva dichiarato alle masse della CNT:
«Il dilemma guerra o rivoluzione non ha più senso. Il solo vero dilemma è: o la vittoria su Franco
grazie alla guerra rivoluzionaria, o la sconfitta». Come terribilmente vera era stata la sua
identificazione di Noske con gli stalinisti! Come il socialdemocratico Noske aveva fatto rapire
assassinare Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, così gli stalinisti avevano assassinato Camillo
Berneri. Onoriamo il nostro compagno Camillo Berneri. Ricordiamolo con l’amore che portiamo
al nostro Karl e alla nostra Rosa. Mentre scrivo, compagni, non posso fare a meno di piangere,
piangere per Camillo Berneri.
L'elenco dei nostri morti è lungo quanto la vita della classe operaia. Fortunati furono quelli che
caddero combattendo apertamente i loro nemici di classe, nel mezzo della battaglia con i loro
compagni a fianco. Molto più terribile è morire soli, per mano di coloro che si chiamano socialisti
o comunisti, come è accaduto a Karl e a Rosa, come stanno morendo i nostri compagni nelle
camere di esecuzione dell'esilio siberiano. Un'angoscia particolare fu quella di Camillo Berneri.
Morì per le mani di «marxisti-leninisti-stalinisti», mentre i suoi più cari amici, la Montseny,
Garcia Oliver, Peiró, Vasquez stavano consegnando il proletario di Barcellona ai suoi esecutori.
Giovedì 6 maggio. Ricordiamo questa data.




Chap.10 The May Days: Barricades in Barcelona

In the morning the shattered body of Camillo Berneri was found where it had been tossed by the PSUC guards who had seized the frail man in his home the night before. Berneri, spiritual leader of Italian anarchism since the death of Malatesta, leader of the Ancona revolt of 1914, escaped from Mussolini’s clutches, had fought the reformists (including the CNT leaders) in his influential organ, Guerra di Classe. He had described the Stalinist policy in four words: ‘It smells of Noske.’ In ringing words he had defied Moscow: ‘Crushed between the Prussians and Versailles, the Commune of Paris initiated a fire that lit up the world. Let the General Godeds of Moscow remember this.’ He had declared to the masses of the CNT: ‘The dilemma “war or revolution” has no longer any meaning. The only dilemma is: either victory over Franco, thanks to the revolutionary war, or defeat.’ How terribly true had been his identification of Noske and the Stalinists! As Noske, the Social Democrat, had Rosa Luxemburg and Karl Liebknecht kidnapped and murdered, so the Stalinist-democrats had assassinated Camillo Berneri.
Honour our comrade, Camillo Berneri. Let us remember him with the love we bear our Karl and Rosa. As I write, comrades, I cannot help weeping, weeping for Camillo Berneri. The list of our martyrs is as long as the life of the working class. Fortunate were those among them who fell fighting the open class enemy, fell in the midst of battle with their comrades beside them. Most terrible of all is it to die alone at the stiletto-point of those who call themselves socialists or communists, as Karl and Rosa died, as our comrades are dying in the execution chambers of Siberian exile. A special anguish was that of Camillo Berneri. He died at the hands of ‘Marxists-Leninists-Stalinists’, while his closest friends, Montseny, Garcia Oliver, Peiro, Vasquez, were handing over the Barcelona proletariat to his executioners. Thursday, May 6, 1937. Let us remember that day.

Cap. 10 Las Jornadas de Mayo: Barricadas en Barcelona

Por la mañana fue encontrado el cuerpo destrozado de Camillo Berneri en el lugar en que fue dejado por los guardias del PSUC, quienes lo habían prendido en su casa la noche anterior. Berneri,dirigente espiritual del anarquismo italiano desde la muerte deMalatesta, dirigente de la revuelta de Ancona de 1914, escapó delas armas de Mussolini, había combatido a los reformistas(incluyendo a los líderes de la CNT) en su órgano, Guerra di Classe.Había descrito la política estalinista con tres palabras: “Huele aNoske.” Había desafiado a Moscú con palabras resonantes: “Aplastada entre los prusianos y Versalles, la comuna de Parísprendió la llama que incendió al mundo. Que los generales Godedsde Moscú recuerden esto.” Había declarado a las masas de la CNT: “El dilema ‘guerra o revolución’ no significan nada ya. El únicodilema es: o victoria sobre Franco, con una guerra revolucionaria oderrota.” ¡Qué verdad tan terrible ha sido esta identificación deNoske y los estalinistas! Lo mismo que Noske, un socialdemócrata,había raptado y asesinado a Rosa Luxemburgo y a Karl Liebknecht,los demócratas-estalinistas habían asesinado a Camillo Berneri.
Honor a nuestro camarada Camillo Berneri. Recordémoslo con elmismo cariño que a Rosa y a Karl. Al escribir, camaradas, no puedoevitar el llanto por Camillo Berneri. La lista de nuestros mártires estan larga como la vida de la clase obrera. Afortunados aquellos quecayeron luchando contra el enemigo de clase, caídos en medio de labatalla al lado de sus camaradas. Más terrible es morir sóloapuñalado por los que se llaman a sí mismos comunistas socialistas, como murieron Karl y Rosa o como mueren nuestroscamaradas en las cámaras de ejecución del exilio en Siberia.Camillo Berneri tuvo una angustia especial: Murió a manos de los“marxistas-leninistas-estalinistas”, mientras sus amigos máspróximos, Montseny, García Oliver, Peiró, Vázquez, entregaban alproletariado barcelonés a sus verdugos. Jueves, 6 de mayo de1937. Recordemos ese día.



Il cortometraggio

E’ l’intervista di un ex vivente a un ex morto. Entrambi hanno una caratteristica in comune: sono vivi. Per i credenti essi vivono una vita diversa in un aldilà che chiamano paradiso, per i non credenti vivono nel pantheon degli illustri, da commemorare negli anniversari. Per altri ancora le loro molecole, sparse nella biosfera, contribuiscono a mantenere in vita quest’ultima in cicli perenni dato che, Lavoisier docet, nulla si crea e nulla si distrugge. Chi scrive preferisce un’altra prospettiva: sono vivi nelle coscienze di chi vuole accoglierli e di chi ne condivide e condividerà qualche pensiero o tensione, anche di chi non ne avesse avuto sentore. È una prospettiva in cui tutti, credenti, atei, post-credenti, realisti o idealisti, possono riconoscersi senza rinunciare alle proprie convinzioni.
Camillo Berneri fu un anarchico atipico, un socialista atipico, un intellettuale atipico. Per noi fu ed è un uomo tipico. Tanto ci basta per sentirci in qualche misura contaminati dalla sua vita.
[Riccardo Gullotta]
cortometraggio

inviata da Riccardo Gullotta - 18/5/2021 - 00:28




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